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Raccomandata |
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Incarto
n.
rs |
Lugano
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In nome |
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Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Daniele Cattaneo |
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con redattrice: |
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera |
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segretario: |
Fabio Zocchetti |
statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2014 di
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1. RI 1 2. RI 2
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contro |
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la decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 emanata da |
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Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale |
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ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 l’Ufficio del sostegno e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 2 ottobre 2013 (cfr. doc. 317), con cui a RI 1 - la cui unità di riferimento è composta della medesima e della figlia RI 2 - è stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 2'347.-- per il mese di ottobre 2013, computando nel relativo calcolo, a titolo di reddito, sia un assegno familiare mensile di fr. 250.--, che una pensione alimentare di fr. 400.-- al mese a favore della figlia da parte del padre (cfr. doc. A).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 RI 1a e RI 2, patrocinate dall’avv. RA 1, hanno inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale hanno chiesto per il mese di ottobre 2013 di non tenere conto nel conteggio della prestazione assistenziale degli importi di fr. 400.-- quali alimenti e di fr. 250.-- a titolo di assegno familiare. Inoltre le insorgenti hanno contestato, da un lato, la deduzione dall’ammontare dell’assistenza sociale a loro spettante della somma di fr. 150.-- quale recupero per il deposito cauzionale. Dall’altro, il mancato rimborso dell’importo di fr. 103.-- corrispondente alla spesa sostenuta da RI 1 per l’emissione di un precetto esecutivo nei confronti dell’ex marito.
Le ricorrenti hanno, infine, postulato la concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali RI 1 e RI 2 hanno segnatamente addotto, da una parte, che la convenzione relativa agli effetti accessori al divorzio pronunciato dal Pretore di __________ il 13 dicembre 2007 prevede che __________ versi un contributo alimentare a favore della figlia RI 2 (.1995) di fr. 1'000 al mese, restituisca all’ex moglie un prestito di fr. 150'000 e corrisponda a quest’ultima l’eventuale assegno familiare.
Dall’altra, che l’ex marito ha inizialmente provveduto a versare il contributo, nonché il rimborso mensile del prestito pagando direttamente al proprietario dell’immobile la pigione dell’abitazione di __________ attribuita alla ex moglie.
Le ricorrenti hanno rilevato di avere però ricevuto la disdetta del contratto di locazione nell’estate 2013 dopo diversi mesi in cui l’ex marito non faceva fronte al pagamento della pigione.
Le stesse hanno precisato che l’USSI ha anticipato il deposito cauzionale di un nuovo appartamento a __________ che ora sta recuperando tramite una deduzione di fr. 150.-- al mese dalla prestazione assistenziale.
Le insorgenti hanno, altresì, puntualizzato che l’ex marito ha poi erogato loro fr. 400.-- mensili in natura e in contanti, sottacendo di continuare a percepire gli assegni familiari per RI 2, ma che l’USSI nel 2013 ha comunque imputato nel loro calcolo dell’assistenza sociale a titolo di entrate la somma di fr. 650.-- (fr. 400 + fr. 250), in luogo dei fr. 400.-- realmente incassati.
Le ricorrenti hanno specificato che, esortata dall’USSI, RI 1 nel 2013 ha proceduto contro l’ex marito per l’incasso dei contributi alimentari non versati per complessivi fr. 20'000.-- e che al precetto esecutivo spiccato il 26 aprile 2013, il cui costo ammonta a fr. 103.--, __________ non ha interposto opposizione.
Le medesime hanno osservato che nel frattempo l’avv. RA 1 ha ottenuto dall’__________ il blocco dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione - che non riversava all’ex moglie - a far tempo dal maggio 2013 e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di maggio 2013.
Le ricorrenti hanno fatto valere che __________ nel mese di settembre 2013 ha versato soltanto fr. 165.--, mentre nel mese di ottobre 2013 nulla. Le stesse, al riguardo, hanno evidenziato che del resto la sua situazione finanziaria è disastrosa, gravato da attestati di carenza beni ed esecuzioni per svariate decine di migliaia di franchi con entrate modeste.
Le medesime hanno sottolineato che il padre di RI 2 è inadempiente poiché indigente e non perché refrattario ai propri obblighi contributivi.
Secondo le insorgenti l’USSI non deve computare alcunché a titolo di contributo alimentare e semmai effettuerà una compensazione qualora gli arretrati dovessero essere effettivamente incassati (cfr. doc. I).
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).
1.4. Il 10 febbraio 2014 l’avv. RI 1, per conto delle sue assistite, ha trasmesso copia del certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con della documentazione (cfr. doc. VIII).
1.5. L’avv. RA 1, il 24 ottobre 2014, ha sollecitato l’evasione del ricorso inoltrato dalle ricorrente contro la decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 (cfr. doc. IX).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
2.2. In ambito di assistenza sociale il TCA di massima esamina solo i rapporti giuridici sui quali la competente autorità amministrativa si è precedentemente, e in maniera vincolante, determinata con una decisione su reclamo (cfr. art. 1 cpv. 2 Lptca; 65 Las; 33 cpv. 2 Laps).
Di conseguenza, se non è (ancora) stata emessa una decisione su reclamo e a maggior ragione se non è (ancora) stata emanata una decisione formale, manca l'oggetto impugnato e quindi un presupposto processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid. 2.1 pag. 164 e seg.; 125 V 413 consid. 1a pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008 consid. 4).
Nella presente fattispecie le ricorrenti nel reclamo del 31 ottobre 2013 interposto contro la decisione del 2 ottobre 2013 con cui l’USSI ha assegnato loro una prestazione assistenziale di fr. 2'347.-- per il mese di ottobre 2013 hanno chiesto all’amministrazione di pronunciarsi “formalmente con una decisione formale” in merito al rimborso dell’importo di fr. 103.-- assunto da RI 1 per le spese di esecuzione – intrapresa su sollecito dell’USSI - contro l’ex marito __________ (cfr. doc. 16).
Dagli atti non risulta che l’amministrazione abbia emesso una specifica decisione formale al riguardo.
Nella decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 l’USSI, a proposito della richiesta formulata nel reclamo da parte delle insorgenti, ha tuttavia indicato che:
" (…) ricordiamo che le spese per esecuzione chieste in rimborso non sono riconosciute dalla LAS e non possono per questa ragione essere rimborsate.” (Doc. A)
Con il ricorso del 9 gennaio 2014 inoltrato a questa Corte le ricorrenti hanno rinnovato la loro domanda di rimborso del costo del precetto esecutivo spiccato contro __________ di fr. 103.-- (cfr. doc. I).
Quanto stabilito dall’USSI nella decisione su reclamo circa le spese di esecuzione, vista la richiesta delle insorgenti di emettere una decisione formale al riguardo di cui al reclamo del 31 ottobre 2013, corrisponde nel suo contenuto a una decisione formale e la censura sollevata nel ricorso costituisce un reclamo.
Nella presente evenienza non è, però, stata emessa una decisione su reclamo in merito alla richiesta di rimborso della somma di fr. 103.--.
In simili condizioni, il TCA non può pronunciarsi riguardo all’assunzione delle spese di esecuzione da parte dell’USSI.
Gli atti vanno trasmessi all’amministrazione affinché emetta una decisione su reclamo concernente il rimborso della somma di fr. 103.--, se del caso, a titolo di prestazione assistenziale speciale giusta l’art. 20 Las.
Nel merito
2.3. Oggetto del contendere è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI per il mese di ottobre 2013 ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 2'347.--.
L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.4. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.5. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare -, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
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Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale |
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese) |
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese) |
Totale
(fr./mese) |
|
1 persona |
977.-- |
100.-- |
1077.-- |
|
2 persone |
1495.-- |
100.-- |
1595.-- |
|
3 persone |
1818.-- |
100.-- |
1918.-- |
|
4 persone |
2090.-- |
100.-- |
2190.-- |
|
5 persone |
2364.-- |
100.-- |
2464.-- |
|
6 persone |
2638.-- |
100.-- |
2738.-- |
|
7 persone |
2912.-- |
100.-- |
3012.-- |
|
Per ogni persona supplementare |
+ 272.-- |
- |
+272.-- |
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e per le successive:
l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)
Tali importi sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013 e il 2014 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014).
2.6. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
" f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.7. Come visto nei fatti, l’USSI per il mese di ottobre 2013 ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 2'347.--, tenendo conto nel relativo calcolo a titolo di reddito di una pensione alimentare di fr. 400.-- al mese a favore della figlia da parte del padre e di un assegno familiare mensile di fr. 250.-- (cfr. doc. 317; A).
Le ricorrenti hanno contestato il computo sia di un contributo alimentare che di un assegno familiare.
Più specificatamente le medesime hanno fatto valere di aver ricevuto dall’ex marito, padre di RI 2 soltanto fr. 165.-- nel mese di settembre 2013 e nulla nel mese di ottobre 2013.
Le insorgenti hanno poi osservato che l’ex marito non riversava all’ex moglie l’assegno familiare a favore della figlia, come invece previsto nella convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio pronunciato nel dicembre 2007.
Al riguardo le stesse hanno in ogni caso precisato che nel frattempo l’avv. ha ottenuto dall__________ il blocco dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione a far tempo dal maggio 2013 e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di maggio 2013 (cfr. doc. I).
2.8. Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie questa Corte ritiene innanzitutto utile evidenziare che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.4.).
Più specificatamente l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali" (cfr. consid. 2.4.).
Dal principio della sussidiarietà risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30).
Con sentenza STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.
Al riguardo cfr. pure STF 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 in cui l’assistenza sociale è stata negata poiché il richiedente ha potuto coprire le sue spese non coperte dalle assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di terzi.
Inoltre le disposizioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del 2005 al punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il sostegno sociale, sottolineano che:
" (...)
- Sussidiarietà
Il sostegno sociale interviene quando la persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è sussidiario:
· allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla situazione critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo il proventi del lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate disponibili
· agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una prestazione, le autorità devono vagliare attentamente tutte le possibilità d’intervento degli altri enti pubblici o privati. Ci si riferisce a prestazioni d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento inerenti il diritto di famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di studio, ecc.
· alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle prestazioni pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e rivestissero un carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella determinazione dell’intervento pubblico.
(…)”
Riguardo alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e 114-115.
2.9. L’art. 6 Laps, a cui rinvia l’art. 22 Las, prevede che il reddito computabile è costituito dai redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT; cfr. consid. 2.6.).
In particolare l’art. 22 lett. f LT enuncia che sono imponibili gli alimenti percepiti dal contribuente in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale.
Giusta l’art. 22 lett. a cfr. 1 Las, poi, nel reddito computabile vengono conteggiate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’unità di riferimento e dichiarate dal richiedente (cfr. consid. 2.6.).
Secondo l’art. 22 lett. a cfr. 4 Las, inoltre, non vengono computate le entrate e le parti di sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato (cfr. consid. 2.6.).
L’art. 22 lett. a cfr. 4 Las deroga così a quanto contemplato dall’art. 6 cpv. 3 Laps.
L’art. 6 cpv. 3 Laps sancisce che fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Per quanto attiene alle pensioni alimentari, applicando per analogia la giurisprudenza relativa alle prestazioni complementari, vanno computate le prestazioni convenute con l’altro coniuge e non quelle effettivamente versate, finché la loro irrecuperabilità non può essere obiettivamente stabilita. L'irrecuperabilità delle pensioni alimentari dovute può essere ammessa, di regola, quando sono state esaurite tutte le possibilità giuridiche per il loro recupero comunque nel caso in cui si possa chiaramente comprovare che il debitore di alimenti non è in grado di mantenere i suoi obblighi. Questa prova può essere fornita in particolare per mezzo di attestati ufficiali (emanati ad esempio dalle autorità esecutive o fiscali), relativi al reddito e alla sostanza del debitore di alimenti. Questo è in particolare il caso quando la moglie ha intrapreso infruttuosamente procedure civili o penali oppure procedimenti esecutivi (cfr. STCA 39.2010.10 del 22 novembre 2010 consid. 2.11.; STCA 39.2009.12 del 25 maggio 2010; STCA 39.1999.27 del 12 aprile 2000; DTF 120 V 443 consid. 2; SVR 1996 EL Nr. 20 pag. 60 consid. 4; Pratique VSI 1995 pag. 52-53; RCC 1992 pag. 271 consid. 2, RCC 1992 pag. 275 consid. 2; E. Carigiet – U. Koch, "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV", Ed. Schultess, Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, p. 181-182).
La deroga di cui all’art. 22 lett. a cfr. 4 Las è volta a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente (cfr. consid. 2.6.; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 pag. 5).
2.10. Nel caso di specie il matrimonio tra RI 1 e __________ celebrato il 22 aprile 1992 è stato sciolto per divorzio con sentenza emessa dal Pretore di __________ il 13 dicembre 2007.
La figlia RI 2, nata il __________ 1995, è stata affidata alla madre con esercizio dell’autorità parentale congiunto da entrambi i genitori, riservato al padre il diritto di visita.
E’ inoltre stata omologata la convenzione stipulata tra i coniugi il 30 luglio 2007 (cfr. doc. 99=B).
Dalla convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio si evince segnatamente che __________ avrebbe versato a partire dall’agosto 2007 a titolo di contributo alimentare a favore della figlia RI 2 l’importo di fr. 1'000.-- al mese vincolato all’indice del costo della vita e che l’eventuale assegno per la figlia sarebbe stato incassato dalla madre.
Emerge pure che la ex moglie ha rinunciato a qualsivoglia richiesta di mantenimento presente e/o futura.
Infine risulta che, in considerazione del riconoscimento di debito di fr. 150'000.-- del 4 maggio 2000 sottoscritto da __________ e autenticato dal notaio avv. __________, l’ex marito avrebbe versato a RI 1 a partire dal settembre 2007 mensilmente la somma di fr. 1'000.-- sino a d avvenuto pagamento dell’intero debito (cfr. doc. 101=B).
Le ricorrenti hanno affermato che l’ex marito ha provveduto a versare il contributo alimentare per RI 2, nonché il rimborso mensile del prestito pagando direttamente ai proprietari dell’immobile la pigione dell’abitazione di __________ - pari a fr. 1'800.-- mensili (cfr. doc. 418) - attribuita alla ex moglie (cfr. doc. I; B=101).
Le insorgenti hanno precisato di aver ricevuto la disdetta del contratto di locazione nell’estate 2013, poiché l’ex marito non ha fatto fronte per diversi mesi al pagamento della pigione (cfr. doc. I).
In effetti la proprietaria dell’abitazione, il 2 aprile 2013, ha inviato a RI 1 uno scritto in cui, dopo aver evidenziato che risultavano scoperti 8 mesi di affitto per un totale di fr. 14'400.--, la invitava a pagare l’intera somma entro il 30 aprile 2013 con l’avvertenza che in caso contrario, senza ulteriore avviso, sarebbe stata costretta a ricorrere alle vie legali e a sciogliere il contratto di locazione (cfr. doc. 418).
Dalle carte processuali emerge, poi, da un lato, che dal mese di aprile 2013 l’ex marito ha versato a RI 1 in contanti per le spese alimentari l’importo di fr. 400.-- mensili fino al mese di luglio 2013. Dall’altro, che nell’agosto 2013 __________ ha corrisposto unicamente la somma di fr. 165.-- e che dal mese di settembre 2013 non ha versato alcunché (cfr. doc. 88; E; E1).
RI 1 ha avviato una procedura esecutiva nei confronti dell’ex marito, facendo spiccare il 23 aprile 2013 un precetto esecutivo di fr. 20'000.-- contro il quale il debitore non ha interposto opposizione (cfr. doc. C).
Al riguardo va evidenziato che nei confronti di __________, tra l’ottobre 2008 e il settembre 2013, sono stati emessi attestati di carenza beni per circa fr. 260'000.-- (cfr. doc. F).
Dal verbale di pignoramento del 25 ottobre 2013 risulta, del resto, che l’Ufficio esecuzione di __________ non ha accertato presso il debitore beni pignorabili e non ha potuto procedere a un pignoramento di salario (cfr. doc. F).
Vista la disastrata situazione finanziaria dell’ex marito della ricorrente, il TCA non ha motivo di dubitare delle dichiarazioni delle insorgenti secondo cui __________ non ha più versato contributi di mantenimento nei mesi di settembre e ottobre 2013.
Tuttavia dalla documentazione agli atti non emerge quale sia stato il comportamento del padre di RI 2, dal profilo del proprio obbligo di far fronte al pagamento di alimenti per la figlia, dopo il mese di ottobre 2013.
Non è, infatti, dato di sapere se nei mesi seguenti all’ottobre 2013 __________ abbia o meno corrisposto alle ricorrenti delle somme di denaro e, in caso affermativo, di che entità, ossia non è noto se nel periodo successivo all’ottobre 2013 egli abbia oppure no provveduto a versare eventualmente anche gli arretrati della pensione alimentare relativi al 2013.
Al riguardo questa Corte rileva che la procedura in materia di assicurazioni sociali e di assistenza sociale è retta dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.
Giova, in ogni caso, rilevare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5 ss.).
Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).
Su questi aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”, Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.
In simili condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI affinché verifichi, con la collaborazione delle ricorrenti, se nei mesi successivi all’ottobre 2013 __________ abbia versato loro o meno contributi di mantenimento e, se del caso, di che importo.
Qualora l’ex marito abbia corrisposto dei contributi alimentari superiori a fr. 400.-- al mese (importo mensile corrisposto a titolo di alimenti a far tempo da aprile 2013), in virtù degli art. 22 Las, 6 Laps, 22 lett. f LT e del principio della sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.6.), nel calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre 2013 andrà conteggiato l’ammontare versato per la parte che supera la somma di fr. 400.--.
Nel caso in cui, invece, il padre di RI 2 abbia continuato a non bonificare alcunché alle ricorrenti, nel calcolo del mese di ottobre 2013 non andranno considerati alimenti (cfr. consid. 2.9.).
In tale ipotesi va, però, osservato che se nel futuro le insorgenti dovessero riuscire a recuperare gli alimenti arretrati per ottobre 2013, l’amministrazione potrà allora, nel contesto di una restituzione, tenere conto di tale contributo di mantenimento.
In proposito giova, per inciso, segnalare che ex art. 27 Las l’anticipo degli alimenti da parte dello Stato può entrare in linea di conto soltanto per i figli minorenni. RI 2 nell’ottobre 2013 aveva già compiuto 18 anni.
2.11. Come visto sopra, l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali (cfr. consid. 2.4.; 2.8.).
Inoltre l’art. 8 LAFam, relativo ad assegni familiari e contributo di mantenimento, enuncia che gli aventi diritto tenuti a pagare contributi di mantenimento per i figli in base a una sentenza o a una convenzione versano gli assegni familiari in aggiunta ai contributi.
Le insorgenti sostengono che il padre di RI 2 non riversava loro gli assegni familiari percepiti, e quindi di non aver ricevuto l’assegno relativo al mese di ottobre 2013 (cfr. doc. I).
Tuttavia le ricorrenti stesse hanno dichiarato che dal maggio 2013, tramite il loro patrocinatore, hanno ottenuto il blocco dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione a favore di RI 2, studentessa liceale (cfr. doc. I p.to C; 333; 273), e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di maggio 2013 (cfr. doc. I; consid. 1.2.; 2.7.).
In effetti l’art. 9 LAFam, dedicato al versamento a terzi, prevede che
" 1Qualora gli assegni familiari non siano impiegati per provvedere alle necessità della persona cui sono destinati, quest'ultima o il suo rappresentante legale può esigere che gli assegni le siano versati, in deroga all'articolo 20 capoverso 1 LPGA, anche se essa non dipende dall'assistenza pubblica o privata.
2Su richiesta motivata, l'assegno di formazione può essere versato direttamente al figlio maggiorenne, in deroga all'articolo 20 capoverso 1 LPGA."
In proposito cfr. STCA 39.2012.8 del 9 gennaio 2013 e STCA 39.2010.3 del 10 novembre 2010, massimata in Rtid II-2011 N. 64 pag. 308.
Nemmeno in merito a questo punto dalle carte processuali risulta se RI 2 abbia o meno ottenuto gli arretrati degli assegni di formazione da maggio 2013.
Si impone, di conseguenza, pure da questo profilo, il rinvio degli atti all’USSI al fine di appurare se la Cassa competente ha versato oppure no alle ricorrenti l’assegno di formazione per ottobre 2013.
In caso affermativo, nel calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre 2013 andrà computato l’importo di fr. 250.-- mensili (cfr. art. 5 cpv. 2 LAFam), pari a fr. 3'000.-- annui, a titolo di assegni familiari.
Qualora, per contro, le insorgenti non avessero percepito retroattivamente l’assegno di formazione concernente il mese di ottobre 2013, l’amministrazione acclarerà i motivi del mancato versamento e valuterà conseguentemente se lo stesso vada considerato o meno ai fini dell’assistenza sociale.
In particolare se dagli accertamenti che esperirà l’USSI dovesse emergere che RI 2 non ha ricevuto l’assegno di formazione retroattivo del mese di ottobre 2013 perché non le può essere riconosciuto il relativo diritto (ad esempio se nessuno dei due genitori svolgeva un attività lavorativa e non erano date le condizioni per erogare un assegno familiare a persone senza attività lucrativa, cfr. art. 19 LAFam), nel calcolo dell’assistenza sociale di ottobre 2013 non andrà computato l’assegno di formazione.
2.12. RI 1 e RI 2 hanno, infine, contestato il fatto che dalla prestazione assistenziale relativa al mese di ottobre 2013 sia stata dedotta la somma di fr. 150.-- quale recupero del deposito di garanzia del contratto di locazione concernente l’appartamento di __________ che ha avuto inizio il 1° settembre 2013 (cfr. doc. I; VIII).
Al riguardo va osservato che effettivamente l’USSI con decisione del 16 luglio 2013 ha concesso a RI 1, a titolo di prestito, l’importo di fr. 3'300.-- quale deposito di garanzia dell’appartamento di __________. Nella decisione è stato precisato che tale ammontare sarebbe stato recuperato con una trattenuta mensile sulla prestazione assistenziale riconosciuta e che l’eventuale cessazione dell’intervento assistenziale non l’avrebbe esonerata dall’obbligo di estinzione dell’importo ancora dovuto (cfr. doc. 227).
Le disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS) del 2005 al p.to B3 enunciano, segnatamente, che:
" nel caso in cui si riesca a reperire un appartamento adeguato, è consigliato che gli uffici del sostegno sociale negozino affinché si possa evitare il pagamento del deposito di garanzia. Qualora non si potesse evitare tale versamento, bisognerà calcolare il deposito di garanzia quale prestazione nell’ambito delle spese di alloggio. Gli uffici preposti al sostegno sociale dovranno assicurare il recupero della somma anticipata.”
Di conseguenza, ritenute l’entità dell’importo della trattenuta di fr. 150.-- al mese (cfr. doc. 317), come pure la circostanza che in ogni caso la somma corrisposta a titolo di garanzia, sempre che l’inquilino utilizzi l’appartamento con diligenza (cfr. art. 257f CO), verrà versata a RI 1 alla fine della locazione (cfr. art. 257e CO), la trattenuta applicata dall’USSI non è censurabile (cfr. STCA 42.2011.8 del 24 agosto 2011 consid. 2.10.; STCA 42.2010.21 del 14 aprile 2011 consid. 2.8.).
2.13. In simili condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI perché, dopo aver proceduto agli accertamenti di cui ai considerandi 2.10. e 2.11. volti a stabilire la computabilità o meno nel calcolo dell’assistenza sociale spettante alle ricorrenti per il mese di ottobre 2013 di un contributo di mantenimento a favore di RI 2 da parte del padre e di un assegno di formazione, determini nuovamente l’ammontare della prestazione assistenziale a cui le insorgenti hanno diritto per il mese di ottobre 2013.
2.14. Parzialmente vincenti in causa, le insorgenti, rappresentate da un avvocato, hanno diritto all’importo di fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili da mettere a carico dell’USSI (cfr. 30 Lptca).
Visto l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili, la richiesta di ammissione all’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio (cfr. doc. I) è divenuta priva di oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, tra le tante, STF 9C_744/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 7; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso, in quanto ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione su reclamo impugnata è annullata.
§§ Gli atti sono rinviati all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione sulla base di quanto stabilito ai consid. 2.10. e 2.11.
2. Per quanto concerne la richiesta di rimborso delle spese esecutive di fr. 103.--, gli atti sono trasmessi all’USSI affinché emetta una decisione su reclamo al riguardo.
3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’CO 1verserà alle ricorrenti l’importo di fr. 1’500.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili, ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.
4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti