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Raccomandata |
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Incarto
n.
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Lugano
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In nome |
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Il Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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composto dei giudici: |
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici |
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redattrice: |
Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera |
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segretario: |
Gianluca Menghetti |
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statuendo sul ricorso del 6 novembre 2015 di
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RI 1
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contro |
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la decisione su reclamo del 29 settembre 2015 emanata da |
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Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale |
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ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 29 settembre 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito: USSI) ha confermato la propria decisione del 24 marzo 2015 (cfr. doc. 315), con la quale ha riconosciuto ad RI 1 una prestazione assistenziale mensile di fr. 2’045.- (prestazioni ordinarie) dal 1° gennaio 2015 al 30 settembre 2015, calcolata tenendo conto di un fabbisogno di base mensile LAS di fr. 1'595.- e di una spesa computabile LAS di fr. 1'824.- (così composta: fr. 1'043.- di alloggio e fr. 781.- di premi AM), dalla cui somma ha poi dedotto fr. 800.- quale reddito computabile mensile LAS, una sostanza computabile LAS pari a fr. 0.- e fr. 574.- quali altre prestazioni Laps ricevute (nello specifico: sussidio di cassa malati) (cfr. doc. A).
Con altre due decisioni del 15 ottobre 2015, l’USSI ha accolto la richiesta di rinnovo/revisione delle prestazioni assistenziali presentata in data 8 ottobre 2015 dall’assicurata (doc. 301-303), riconoscendole una prestazione assistenziale mensile di fr. 2’045.- (prestazioni ordinarie) anche per il periodo dal 1° ottobre 2015 al 30 novembre 2015 (doc. 294) e dal 1° dicembre 2015 al 31 dicembre 2015 (doc. 289).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 29 settembre 2015 è insorta RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1, con tempestivo ricorso al TCA del 6 novembre 2015, mediante il quale ha chiesto di potere beneficiare di una prestazione assistenziale maggiore rispetto a quanto riconosciutole (doc. I).
Il rappresentante legale dell’assicurata ha inoltre postulato la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale (doc. II).
Sostanzialmente, il patrocinatore della ricorrente ha contestato il computo dell’intero salario percepito dal figlio dell’assicurata come reddito ai fini del calcolo della prestazione assistenziale spettante ad RI 1, rimproverando all’amministrazione di non avere tenuto conto del fatto che “la fattispecie costituisce un caso di rigore”.
Parimenti contestato il fatto che il figlio dell’assicurata sia stato considerato nell’UR di riferimento, rilevando che “se da un lato è corretto considerarlo nell’UR della madre, abitando ancora con la stessa benché maggiorenne, va considerata anche in quest’ambito la situazione di rigore, dal momento che egli risulta effettivamente in prima formazione presso la __________”.
Alla luce di queste considerazioni, il patrocinatore della ricorrente ha chiesto che la prestazione assistenziale di diritto venga ricalcolata “sulla scorta delle poste non considerate in deduzione alle entrate (segnatamente le sopravvenienze in misura totale e l’inclusione del figlio nell’UR)” (doc. I).
1.3. L’USSI, con risposta del 16 novembre 2015, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
1.4. La risposta dell’USSI è stata trasmessa all’insorgente con scritto datato 17 novembre 2015. L’insorgente è rimasto silente (cfr. doc. VI).
1.5. In data 22 febbraio 2016 è pervenuto al TCA da parte dello studio legale dell’avv. RA 1 il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria dell’assicurata (doc. VII + bis).
in diritto
2.1. Oggetto della vertenza è la questione a sapere se, correttamente o meno, l’USSI ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 2’045.- per il periodo dal 1° gennaio 2015 al 30 settembre 2015.
In particolare, nel caso in esame, questa Corte deve verificare se, a ragione o meno, l’USSI ha ritenuto che nell’unità di riferimento vada considerato anche il figlio dell’assicurata e se, ai fini del calcolo della prestazione assistenziale di diritto, si sia tenuto conto dell’intero reddito percepito da quest’ultimo, in prima formazione presso la ____________.
2.2. A proposito dell’unità di riferimento, l’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las) prevede che:
" 1L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.
2-7…"
L’art. 21 Las stabilisce che:
" 1In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.
2In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.”
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Relativamente al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:
" 1Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
3…”
2.3. Come appena visto, per gli art. 4 Laps e 2 Reg.Laps, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è composta anche dei figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti, ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati, legalmente divorziati, separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati da un’unione domestica registrata, non hanno figli e sono in prima formazione.
Nel Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to 7.1. in relazione alla definizione dell’unità economica di riferimento il Consiglio di Stato ha indicato che:
" (…)
Sono attribuiti alla medesima unità economica di riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo da avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza economica anche se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già considerati autonomi e indipendenti dai genitori.
Non appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque obblighi di mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente indipendenti. Si intendono i figli maggiorenni che non sono in formazione e che esercitano un’attività lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non esercitando un’attività lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due anni.
(…)” (cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm)
Dal Rapporto del 4 aprile 2000 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul citato Messaggio, p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue:
" L’unità economica di riferimento è la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni.
Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di riferimento.
Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di una o più prestazioni.
(…)
Va sottolineato che i figli sono economicamente indipendenti se:
a) non sono in formazione ed esercitano un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta per due anni;
b) hanno più di 35 anni. Il criterio dei 35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di riferimento;
c) sono coniugati e uno dei coniugi ha un reddito minimo o più di 35 anni;
d) hanno figli.
(…)
Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).
Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia).
Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:
- non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);
- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni (indipendenza di fatto);
- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma (indipendenza di fatto);
- hanno figli (indipendenza di fatto);
- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).
(…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)
Durante la seduta del Gran Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).
Nel Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:
" (…)
Accertare l’unità economica di riferimento presuppone di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.
(…)
Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne “economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.
Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito di definire quel concetto.
Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla situazione finanziaria di genitori e figli assieme.
La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista dell’applicazione operativa della legge.
Il Consiglio di Stato intende precisare nel Regolamento Laps il concetto seguente di dipendenza o indipendenza dai genitori: una persona maggiorenne non è economicamente indipendente dai genitori se, cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposata, non ha figli ed è in prima formazione.
Viceversa, un figlio maggiorenne è indipendente dai genitori, ai sensi della Laps, se: ha più di trent’anni; oppure è sposato; oppure ha figli.
Se ha meno di trent’anni, non è sposato e non ha figli, egli non è comunque dipendente dai genitori se ha già concluso la “prima formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.
La soluzione proposta risponde alle esigenze di aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:
-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione” (concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette la traduzione in un algoritmo del programma informatico);
-qualora una persona di meno di trent’anni, non sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che è coerente con l'art. 277 CCS;
-se invece quella persona non fosse più in prima formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in corso.
Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps per un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera dell’azione sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia imposta, ma sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre riservate le disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste dalle singole leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio Laps del 1. luglio 1998).
Negli altri casi, si può indubbiamente concordare che un’età di 30 anni o più, la responsabilità di figli propri, come pure l’essere coniugati, generano di per sé una situazione di indipendenza di fatto dai genitori, prescindendo da ogni altra circostanza.
(…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)
Infine, dal Rapporto dell’11 giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio 13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:
" (…)
L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di “economicamente indipendente”.
La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4 aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”.
Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure ha figli.
Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha figli ed è in prima formazione.
(…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)
La Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13 e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali - Laps).
2.4. Con sentenza 39.2011.6 del 21 maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.
Il TCA ha, in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento.
In secondo luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art. 277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio sostentamento.
In tale ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.
Infatti, qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.
Tuttavia l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.
Questa Corte ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost.
2.5. Nella presente evenienza, dalle carte processuali emerge che ___________ vive a __________, in via __________, con il figlio __________, nato il __________ 1992 (cfr. doc. 23; doc. 25; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone).
RI 1 e il marito __________ hanno divorziato nel 1999 (cfr. sentenza __________ del 23 aprile 1999, doc. 31).
__________ ha svolto uno stage probatorio prima di frequentare una scuola socio-sanitaria della durata di 9 mesi (dal 1° dicembre 2014 al 31 agosto 2015) presso la __________, ricevendo un compenso di fr. 800.- mensili (cfr. atto di assunzione per stage sottoscritto in data 29 novembre 2014, doc. 46).
Dal 1° settembre 2015, __________ ha iniziato la formazione triennale “Bachelor __________” presso il __________ (doc. 312), per la quale, con decisione del 4 marzo 2015, l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi gli ha accordato un assegno di studio di fr. 1'824.00 (cfr. doc. 47).
In un messaggio di posta elettronica del 4 marzo 2015, la funzionaria incaricata dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi ha comunicato alla funzionaria incaricata dell’USSI di avere “stanziato un assegno di fr. 1'824.00 e copre solo le spese di formazione. Come riferito telefonicamente non ho considerato il salario in quanto glielo computi già tu” (cfr. doc. 48).
RI 1, il 29 dicembre 2014, ha inoltrato una “Richiesta di rinnovo/revisione delle prestazioni assistenziali” scadenti il 31 dicembre 2014 (cfr. doc. 330).
L’USSI, con decisione del 24 marzo 2015, le ha assegnato una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 2'045.-- valevole per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015, tenendo conto, nell’unità di riferimento, della medesima e del figlio __________ (cfr. doc. 315-320).
Tale provvedimento è stato confermato con decisione su reclamo 29 settembre 2015, nella quale è stato specificato che il figlio __________ rientra nell’unità di riferimento della madre in quanto, benché maggiorenne, abita ancora con la stessa e risulta in stage formativo (prima formazione) (cfr. doc. A).
2.6. Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce che giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i figli maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione (cfr. consid. 2.2.).
L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps prevede, inoltre, che vi è prima formazione quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
In concreto è pacifico che __________, nato nel 1992, abbia meno di 30 anni; non sia sposato, né legalmente divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato vincolato da un’unione domestica registrata e non abbia figli (cfr. doc. 306).
Parimenti incontestato tra le parti l’adempimento, da parte sua, della condizione relativa allo svolgimento della prima formazione.
Inoltre, avendo __________ percepito, durante i mesi da dicembre 2014 ad agosto 2015 nel corso dei quali ha svolto uno stage presso la __________, un reddito di fr. 800 mensili, egli deve essere ritenuto figlio maggiorenne economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 lett. e Laps e 2 Reg.Laps e, come tale, deve essere considerato nell’unità di riferimento della madre RI 1 (cfr., per analogia, la sentenza STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, cresciuta incontestata in giudicato, nella quale è stato espressamente indicato che “nell’ipotesi di un apprendista in prima formazione di meno di 30 anni, non sposato o divorziato, separato, vedovo o non vincolato o non stato vincolato da un’unione domestica registrata senza figli, si è confrontati - ritenuti gli stipendi degli apprendisti notoriamente non elevati (cfr. doc. VIII; __________) - con un figlio maggiorenne economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 lett. e Laps e 2 Reg.Laps che deve essere considerato nell’unità di riferimento dei genitori.
Ciò risulta conforme all’art. 277 cpv. 2 e 276 cpv. 3 CC”).
__________ deve, dunque, essere considerato nell’unità di riferimento della madre ai fini della determinazione della prestazione assistenziale, come correttamente ritenuto dall’amministrazione.
Del resto, lo stesso patrocinatore della ricorrente ha riconosciuto che “è corretto considerarlo nell’unità di riferimento della madre, abitando ancora con la stessa benché maggiorenne”, pur chiedendo di non tenerne conto vista “la situazione di rigore, dal momento che egli risulta effettivamente in prima formazione come studente della __________” (doc. I).
Tale motivo, tuttavia, come visto, non è tale da permettere di escludere __________ dall’unità di riferimento della madre RI 1.
2.7. Quanto alla determinazione della prestazione assistenziale, va rilevato che l’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.8. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.9. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) - il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare - come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
|
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale) |
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese) |
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese) |
Totale
(fr./mese) |
|
1 persona |
977.-- |
100.-- |
1077.-- |
|
2 persone |
1495.-- |
100.-- |
1595.-- |
|
3 persone |
1818.-- |
100.-- |
1918.-- |
|
4 persone |
2090.-- |
100.-- |
2190.-- |
|
5 persone |
2364.-- |
100.-- |
2464.-- |
|
6 persone |
2638.-- |
100.-- |
2738.-- |
|
7 persone |
2912.-- |
100.-- |
3012.-- |
|
Per ogni persona supplementare |
+ 272.-- |
- |
+ 272.-- |
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).
Tali importi sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015 pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
2.10. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare annua sono quelli previsti dalla LPC.
Dai Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014 emerge che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr. 13’200.- per persona sola e fr. 15’000.- per coniugi.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.11. RI 1 ha contestato l’ammontare della prestazione assistenziale riconosciutale dall’USSI per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015, criticando il fatto che nel calcolo del reddito computabile LAS l’USSI abbia tenuto conto del reddito percepito dal figlio __________, pari a fr. 800 mensili.
A tale proposito il patrocinatore della ricorrente ha rilevato che “a parte il fatto che a norma della LAS ogni reddito dei membri dell’UR debba essere considerato nella determinazione della prestazione assistenziale, non si è tenuto conto del fatto che la fattispecie costituisce un caso di rigore” (doc. I).
L’USSI, dal canto suo, ha puntualizzato che “secondo la Las ogni reddito dei membri dell’unità di riferimento deve essere considerato nella determinazione della prestazione assistenziale” (doc. A e doc. V).
Chiamato a pronunciarsi, questo Tribunale evidenzia che, contrariamente a quanto preteso dal patrocinatore della ricorrente, il “caso di rigore” al quale è stato fatto riferimento non rientra tra le deroghe previste all’art. 22 Las per determinare il reddito disponibile residuale, pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Pertanto, avendo effettivamente il figlio della ricorrente, parte dell’unità di riferimento, percepito il reddito suddetto, è a giusta ragione che nella determinazione della prestazione assistenziale di diritto per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015 l’amministrazione ne abbia tenuto conto.
Il TCA non può, quindi, fare altro che confermare, anche su questo punto, la correttezza dell’agire dell’USSI.
Alla luce di quanto sopra esposto - non avendo il legale dell’assicurata sollevato, in sede ricorsuale, ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole voci di reddito e delle spese computabili indicate dall’USSI – va confermato il calcolo della prestazione assistenziale operato dall’amministrazione.
Il reddito computabile dell’unità di riferimento ammonta a fr. 9'600.--, pari a fr. 800.-- al mese (doc. 319)
La sostanza computabile risulta nulla (cfr. doc. 319).
Le spese computabili sono composte dalla spesa per l’alloggio di fr. 12’516.-- e dal premio della cassa malati pari a fr. 9’379.-- (cfr. doc. 319).
Esse, globalmente, corrispondono a fr. 21’895.--, pari a fr. 1'824.-- al mese.
Quanto alle spese di trasporto per il conseguimento del reddito del figlio della ricorrente, l’amministrazione ha correttamente indicato che le stesse sono coperte dal fabbisogno di base (forfait), visto il tragitto estremamente breve da __________ a __________ che rientra nella rete di trasporto locale (doc. A e doc. V).
La spesa di aiuto domiciliare nella misura non coperta dall’assicurazione malattia richiede, come correttamente indicato dall’USSI, la compilazione del relativo formulario ufficiale anche da parte del medico per una valutazione della relativa copertura quale prestazione speciale (doc. A e doc. V).
Di conseguenza l’insorgente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las; consid. 2.9.; 2.10.).
Il disavanzo ammonta, al contrario, a fr. 12’295.-- annui (redditi computabili di fr. 9’600.-- - spese computabili di fr. 21’895.--) corrispondente a circa fr. 1’024.-- al mese.
La soglia di intervento per il 2015, conformemente alle Direttive emanate dal Dipartimento della sanità e della socialità esposte in precedenza (cfr. consid. 2.9.), è pari a fr. 1’595.-- al mese per un’unità di riferimento composta da due persone, come è il caso della ricorrente (la medesima e il figlio __________ nato nel 1992).
Come indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.9.).
In casu, il sussidio della cassa malati ammonta a fr. 574.-- mensili (cfr. doc. 319).
La lacuna di reddito Las mensile è, pertanto, pari a fr. 2’045.-- [(fr. 1’595.-- + fr. 1’024.--) – fr. 574.--].
L’insorgente ha, dunque, diritto, per il periodo da gennaio 2015 a settembre 2015, ad una prestazione assistenziale di fr. 2’045.-- al mese, come deciso dall’USSI (cfr. doc. A e doc. 319).
La decisione su reclamo del 29 settembre 2015 deve, dunque, essere confermata.
2.12. Deve ancora essere verificato se la ricorrente può essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (cfr. doc. I).
La domanda dell’insorgente di assistenza giudiziaria (cfr. doc. II) deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assistenza sociale è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca).
Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) - del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13 maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
" L’assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al gratuito patrocinio.
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il TCA, nella presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre 2010; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001; STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF 119 Ia 253 consid. 3b).
Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STF 9C_37/2012+9C_106/2012 del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF 8C_26/2010 del 27 maggio 2010; 8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05 del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29 agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre, quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel caso concreto, alla luce della Las e della giurisprudenza pubblicata nel sito www.bger.ch, rispettivamente www.sentenze.ti.ch, nonché nella Rivista ticinese di diritto, la presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dalla documentazione agli atti emerge in modo indubbio che la ricorrente per il periodo compreso fra gennaio 2015 e settembre 2015 non ha diritto ad una prestazione assistenziale più elevata rispetto a quella riconosciutale dall’USSI, in quanto le norme per la determinazione della composizione dell’unità di riferimento e dei redditi computabili apparivano chiare.
Inoltre gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di apprezzamento del TCA
Di primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA 38.2007.100 del 25 febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA 35.2002.32 del 9 luglio 2002).
In simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti cumulativi, la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.
3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti