Raccomandata |
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Incarto n. 43.2007.5
ir/td |
Lugano
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In nome |
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Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni |
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Giudice Ivano Ranzanici |
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statuendo sui ricorsi del 9 settembre 2007 di
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1. RI 1 2. RI 2
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contro |
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le decisioni su opposizione del 21 agosto 2007 emanate da |
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Dipartimento della sanità e della socialità,
in materia di aiuto alle vittime di reati |
ritenuto, in fatto
A. Il 27 gennaio 1994, il Pretore di __________ ha sciolto per divorzio il matrimonio di RA 1 e __________ dalla cui unione è nato, il __________, RI 1. In virtù del giudizio civile __________ è stato costretto a versare al figlio un contributo mensile di CHF 900.-- e ciò a partire dall'ottobre 1997.
__________ non ha fatto fronte ai suoi obblighi tanto che l'USSI (Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento) ha proceduto, per il periodo dal 1° marzo 1999 al 28 febbraio 2005, ad anticipare gli alimenti mensili (limitatamente a CHF 700.--) dovuti al figlio dal padre.
Successivamente a tale data, per il cambiamento intervenuto nella normativa cantonale, l'USSI ha cessato di versare l'anticipo e RI 1, per il suo mantenimento, non ha più visto neppure un centesimo di franco, ciò nonostante egli sia capace studente e giovane ancora in formazione e nonostante gli obblighi imposti al padre.
B. Nei confronti di __________, già magazziniere e quindi annunciatosi al Procuratore Pubblico quale casalingo mantenuto da __________ (verbale del __________ dinanzi al Segretario __________ del MP), sono state avviate due distinte procedure penali conseguenti a querele dell'USSI, e quindi dello Stato, del 12 gennaio 2005 e di RA 1, per il figlio RI 1 minorenne all'epoca, del 6 aprile 2005 (inc. MP __________ e __________ del 2005). I procedimenti, condotti su delega del Procuratore Pubblico avv. __________ dal Segretario __________, sono sfociati in due decreti d'accusa: __________ e __________ con cui per l'accusato sono state proposte due pene detentive per complessivi 150 giorni da espiare oltre all'obbligo di versamento degli alimenti arretrati.
Inutile dire che il condannato non ha versato il dovuto e ciò nemmeno a fronte degli scritti del figlio, consegnati agli atti, che hanno fatto leva sul senso di responsabilità che l'accusato, condannato, non ha recepito.
C. Con istanza 12 settembre 2006 inoltrata tramite l'avv. __________ di __________ RA 1 e RI 1 hanno indicato la loro natura di vittime ai sensi della LAVI ed hanno postulato il versamento per RI 2 di CHF 1'500.-- a titolo di riparazione morale e per RI 1 CHF 3'000.-- sempre per torto morale. RI 1 ha inoltre chiesto il pagamento di quanto riconosciuto dall'Autorità giudiziaria penale a carico di __________ (CHF 3'635.20 e CHF 12'117.50).
A sostegno della veste di vittima ai sensi della LAVI RI 2 e RI 1 hanno indicato "le difficoltà e la sofferenza " di RI 1, l'assenza della figura paterna e gli effetti "…sullo sviluppo e sul carattere dell'istante" che sarebbero evidenti.
Il Dipartimento della sanità e della socialità, dopo avere svolto alcuni accertamenti - in particolare acquisendo taluni atti penali ed attestazioni mediche - ha escluso, senza con ciò banalizzare la sofferenza soggettiva degli istanti, la qualità di vittima ai sensi della LAVI stante la necessità di una lesione psichica di una certa gravità. Quand'anche dimostrata una lesione psichica di una certa entità sarebbe difficilmente ascrivibile al reato invece che ai rapporti esistenti padre-figlio e tra ex coniugi.
D. Con ricorso 9 settembre 2007 RI 2, per sè e per il figlio RI 1, ha impugnato la decisione del Dipartimento della sanità e della socialità dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni indicando la propria delusione per la "poca importanza all'istanza", grande sofferenza "soprattutto per la dipendenza" dall'alcol "dell'ex marito" padre di RI 1. La ricorrente evidenzia gli anni in cui il figlio è stato seguito dal centro psico-sociale al momento della separazione (ossia agli inizi degli anni 90), l'assenza di aiuti sociali e difficoltà finanziarie.
Dal 1999 la signora RI 2 indica di avere sofferto dei sintomi dello stress. In questo, nell'entità della condanna e nella continua indifferenza dell'ex marito, i ricorrenti ravvedono la gravità della lesione psichica.
Essi chiedono quindi quanto postulato con l'istanza.
All'accoglimento dell'istanza si oppone l'amministrazione con osservazioni che saranno riprese in corso di motivazione laddove necessario.
Ai ricorrenti è stata offerta la possibilità di chiedere l'acquisizione di nuove prove e di ulteriormente esprimersi in merito.
E. Nelle more della procedura il giudice delegato ha acquisito sentenza del TCA (inc. 32.2005.53) conseguente a ricorso della stessa signora RI 2 in materia di assicurazione invalidità. È inoltre stato richiesto all'UAI il 16 ottobre 2007 copia del Rapporto 26 maggio 2005 del Dr. __________ dell'__________ e la perizia del Dr. __________ del 3 febbraio 2004 attestante una distemia endoreattiva. Alla signora RI 2 è stato inoltre chiesto se, successivamente al giudizio del 2005 del TCA, ha nuovamente postulato prestazioni dell'AI.
Con scritto 21 ottobre 2007 la ricorrente, per sè e per il figlio, ha completato le informazioni relative a sè ed al figlio. In particolare, per RI 1, RI 2 ha precisato come, dopo una presa a carico psicologica al momento della separazione (1993-1994), non vi è stata più alcuna presa a carico. Oggi RI 1 è studente universitario. La signora RI 2 ha, per se, indicato cure presso diversi specialisti (prof. __________, reumatologo, Dr. __________, terapia del dolore, Dr. __________, medicina interna, Dr.ssa __________ e Dr. __________). Essa ha confermato la non pendenza di nuova domanda di prestazioni AI. La ricorrente ha precisato di avere avuto un aiuto economico dell'attuale compagno, da __________ e dal "servizio sociale della __________".
Il 15 novembre 2007 l'UAI ha trasmesso gli atti richiesti e le parti hanno avuto facoltà di esprimersi in merito, ciò che la signora RI 2 ha fatto con lettera 2 dicembre 2007.
Il giudice delegato ha interpellato, il 10 dicembre 2007, il Dott. __________ psicologo che ha seguito la signora RI 2. Il terapeuta ha risposto il 18 gennaio 2008 e le parti hanno potuto esprimersi in merito.
Lo psicologo dott. __________ ha, in sostanza, evidenziato come il disagio della signora RI 2 sia "da far risalire al 1999" escludendo un successivo "netto peggioramento delle condizioni di salute" dall'inizio del 2005. Lo psicologo ha ricondotto il disagio a problematiche concernenti la figlia, al suicidio del padre evidenziando - con riferimento al reato commesso da __________ - come "quanto è successo non è realmente la causa della sofferenza" pur avendo "contribuito a rendere la situazione più pesante".
Il dott. __________ ha inoltre evidenziato che i problemi con l'ex marito da parte della signora RI 2 "incidono sicuramente nella sofferenza" con un senso di "frustrazione e impotenza" senza però che il reato derivato dal mancato versamento degli alimenti "possa essere all'origine della sofferenza" il comportamento di __________ costituendo uno "stimolo negativo".
Per lo psicologo "il reato subito da RI 1 ... non può oggettivamente essere ritenuto quale lesione psichica per RI 2".
RI 2 ha ribadito invece la sua posizione come d'altra parte il DSS la propria.
in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.
2. Il ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intimazione della decisione emessa su opposizione, è ricevibile siccome sufficientemente motivato e con conclusioni che appaiono chiaramente desumibili.
3. Il ricorso formulato da RI 2 e quello contemporaneo di RI 1, pur se aventi per oggetto due distinte decisioni, hanno un unico testo e le decisioni impugnate sono del tutto analoghe. I fatti posti alla base delle rivendicazioni di RI 2 e di RI 1 sono gli stessi e trovano il loro fondamento nel reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento, commesso da __________. Stante quanto precede appare giustificato congiungere a norma di procedura i due incarti ed emanare un unico giudizio sulle lamentele di RI 2 e RI 1.
nel merito
4. La legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 4 ottobre 1991, in vigore dal 1° gennaio 1993, ha lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a rafforzarne i diritti (art. 1 cpv. 1 LAV).
L'aiuto consiste in:
a. consulenza;
b. protezione della vittima e tutela dei suoi diritti nel procedimento penale;
c. indennizzo e riparazione morale.
(art. 1 cpv. 2 LAV)
L'art. 2 cpv. 1 LAV stabilisce che beneficia di aiuto ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato colpevole.
Per l’art. 3 cpv. 1 LAV i Cantoni provvedono affinché vi siano consultori privati o pubblici tecnicamente autonomi. Più Cantoni possono istituire consultori in comune. Il cpv. 2 prevede che i consultori hanno in particolare i seguenti compiti:
a. prestano o procurano alla vittima un aiuto medico, psicologico, sociale, materiale e giuridico;
b. danno informazioni sull’aiuto alle vittime.
A norma dell’art. 3 cpv. 3 LAV i consultori prestano il loro aiuto immediatamente e, se necessario, per lungo tempo. Devono essere organizzati in maniera tale da poter prestare in ogni momento un aiuto immediato.
Per l’art. 3 cpv. 4 LAV le prestazioni dei consultori e l’aiuto immediato da parte di terzi sono gratuiti. Per quanto la situazione personale della vittima lo giustifichi, i consultori si assumono altre spese, quali le spese di medici, di avvocati e processuali.
Le vittime possono rivolgersi al consultorio di loro scelta (art. 3 cpv. 5 LAV).
Giusta l’art. 6 cpv. 1 LAV in occasione della prima audizione la polizia informa la vittima circa l’esistenza dei consultori. Per il cpv. 2 essa comunica a un consultorio nome e indirizzo della vittima. Avverte previamente la vittima della possibilità di rifiutare tale comunicazione. Infine, il cpv. 3 prevede che le vittime di reati contro l’integrità sessuale possono esigere di essere interrogate da persone del loro sesso. Tale regola si applica parimenti alla procedura d’inchiesta.
Va qui rilevato che per l’art. 85 CPP in occasione della prima audizione la polizia e le autorità istruttorie informano la vittima sull’esistenza dei consultori e sul diritto di farsi assistere da un legale o da un’altra persona di fiducia. La polizia e le autorità istruttorie comunicano a un consultorio nome e indirizzo della vittima. Avvertono previamente la vittima sulla possibilità di rifiutare tale comunicazione. Se la vittima è minorenne, il procuratore pubblico o il magistrato dei minorenni possono fare la segnalazione al consultorio anche senza il consenso se particolari circostanze lo giustificano.
La Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (art. 8 cpv. 1 lett. a LAV).
L'art. 9 cpv. 1 LAV (Pretese civili) stabilisce che, per quanto l'imputato non sia prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il tribunale penale decide anche in merito alle pretese civili della vittima.
Il Tribunale può dapprima giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le pretese civili (art. 9 cpv. 2 LAV).
In virtù dell'art. 9 cpv. 3 LAV se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un dispendio sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una decisione di principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la vittima ai tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare integralmente le pretese di lieve entità.
Infine, secondo l'art. 9 cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni possono emanare disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e per i procedimenti contro fanciulli e adolescenti.
5. La Sezione 4 della LAV è dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.
Secondo l'art. 11 cpv. 1 LAV la vittima di un reato commesso in Svizzera può chiedere un indennizzo o una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il reato. L'articolo 346 del Codice penale svizzero si applica per analogia.
Le condizioni per l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.
Le modalità di calcolo dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.
L'art. 14 cpv. 1 LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa che le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale) delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art. 12 cpv. 1).
L'art. 14 cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere nonché ai diritti di regresso di terzi.
Infine, secondo l'art. 14 cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.
Infine, per l’art. 16 cpv. 3 LAV la vittima deve presentare all’auto-rità le domande di indennizzo e di riparazione morale entro due anni a contare dalla data del reato; altrimenti le sue pretese decadono.
6. In discussione nel caso concreto, come d’altra parte era stato il caso nella fattispecie giudicata dal Tribunale Cantonale delle Assicurazioni il 21 novembre 2005 (Inc. 43.2005.2 in re W.), è la questione a sapere se la ricorrente RI 2 ed il figlio RI 1 possano essere ritenuti vittime ai sensi della LAVI.
Come visto, per l’art. 2 cpv. 1 LAV, beneficia di aiuto ogni persona che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica.
La dottrina ha a questo proposito affermato che “s’agissant des infractions pénales qui ne visent pas en première ligne la protection des droits individuels de la personne, mais celle d’autres biens juridiquement protégés, la qualité de victime LAVI ne peut être reconnue que si une infraction a, dans un cas déterminé, atteint directement et de façon effective une personne dans son intégrité physique ou psychique, et cela en principe sans que la lésion invoquée ne soit le fait d’une sensibilité personnelle particulière de la victime”
(Cédric Mizel, la qualité de victime LAVI et la mesure actuelle des droits qui en découlent, Jdt 2003 IV, pag. 38 segg.).
Come rammentato anche nel giudizio 21 novembre 2005 più sopra citato ed emesso dal TCA nella sua composizione a tre giudici, nella sentenza pubblicata al DTF 129 IV 95, al considerazioni al punto 3.1 il Tribunale Federale ha evocato come l'atto delittuoso consistente nel negare un genocidio o altri crimini contro l'umanità è un reato contro la pace pubblica. I diritti individuali sono solo indirettamente tutelati dall'art. 261bis cpv. 4 seconda frase CP. In questo ambito, non vi sono vittime ai sensi della LAVI giacché il pregiudizio risultante non è diretto, anche se in concreto può essere gravoso. Il TF ha in particolare affermato:
" 3.1 Gemäss Art. 2 Abs. 1 OHG ist Opfer, wer durch eine strafbare Handlung in seiner körperlichen, sexuellen oder psychischen Integrität unmittelbar beeinträchtigt worden ist.
Die Beeinträchtigung muss tatsächlich eingetreten sein; eine
blosse Gefährdung genügt nicht (BGE 122 IV 71 E. 3a S. 77; Urteil
6S.729/2001 vom 25. Februar 2002). Die Beeinträchtigung muss zudem von einer gewissen Schwere sein; ob dies der Fall sei, hängt von den gesamten konkreten Umständen ab (BGE 128 I 218 E. 1.2; 125 II 265 E. 2, mit Hinweisen).
Der Anwendungsbereich des Opferhilfegesetzes wird insbesondere durch das in Art. 2 Abs. 1 OHG ausdrücklich genannte Erfordernis der unmittelbaren Beeinträchtigung der körperlichen, sexuellen oder psychischen Integrität eingeschränkt.
Die Unmittelbarkeit der Beeinträchtigung ist nach der ständigen Rechtsprechung des Bundesgerichts auch ein wesentliches Merkmal
des Begriffs des Geschädigten im strafprozessrechtlichen Sinne.
Danach ist Geschädigte diejenige Person, welcher durch das eingeklagte Verhalten unmittelbar ein Schaden zugefügt wurde oder
zu erwachsen drohte. Das ist in der Regel der Träger des Rechtsgutes, welches durch die fragliche Strafbestimmung vor Verletzung oder Gefährdung geschützt werden soll (BGE 128 I 218 E. 1.5 mit Hinweisen). Bei Delikten, die nicht primär Individualrechtsgüter schützen, gelten nur diejenigen Personen als Geschädigte, welche durch diese Delikte tatsächlich in ihren Rechten beeinträchtigt werden, sofern diese Beeinträchtigung unmittelbare Folge der tatbestandsmässigen Handlung ist (BGE 120 Ia 220 E. 3b; 120 IV 154 E. 3c/cc S. 159; 119 Ia 342 E. 2b; 117 Ia 135 E. 2a, je mit Hinweisen). Nach der Rechtsprechung ist beispielsweise die bei einem Verkehrsunfall verletzte Person in Bezug auf die vom andern Verkehrsteilnehmer begangene Straftat der fahrlässigen Körperverletzung Opfer im Sinne des Opferhilfegesetzes, nicht aber hinsichtlich der vom Andern begangenen Straftaten der Verletzung von Verkehrsregeln und des Fahrens in angetrunkenem Zustand; die letztgenannten Straftaten beeinträchtigen nicht im Sinne von Art. 2 Abs. 1 OHG "unmittelbar" die körperliche Integrität (BGE 122 IV 71 E. 3a)."
Il 20 agosto 2002 (6S.333/2002) il TF ha rammentato che:
" 2.2 Per vittima s'intende ogni persona che in seguito alla commissione di un reato sia stata direttamente lesa nella sua integrità fisica, sessuale o psichica (art. 2 cpv. 1 LAV). Non esiste una lista esaustiva dei reati che fanno parte del campo di applicazione della LAV. Secondo il legislatore (FF 1990 II 724 e 725), l'art. 2 cpv. 1 LAV concerne, in linea di principio, i reati contro la vita e l'integrità della persona, la rapina, i reati contro la libertà personale, i reati contro il buon costume, se vi è stata lesione dell'integrità fisica, nonché l'incesto come pure, in alcuni casi, la sommossa. Sono invece esclusi i delitti di messa in pericolo (v. anche DTF 122 IV 71 consid. 3a; sentenze G.20/1996 del 6 maggio 1996 consid. 4 e 6S.549/2000 del 4 ottobre 2000 consid. 2a) e, di regola, le vie di fatto come i reati contro l'onore (v. anche sentenza del 28 ottobre 1997 pubblicata in Rep. 1997 130 84 consid. 1). Lo stesso vale per i reati contro il patrimonio, in particolare il furto e la truffa, poiché i pregiudizi che una persona può subire ne costituiscono solo la conseguenza indiretta (v. anche sentenza 1P.714/93 del 25 maggio 1994 consid. 2d). Non è escluso tuttavia che la persona colpita da una truffa possa essere una vittima; tale potrebbe essere il caso se subisse al contempo una lesione della sua libertà personale o un'estorsione (DTF 120 Ia 157 consid. 2). In altre parole, non è la natura dell'infrazione ad essere determinante, bensì la lesione direttamente sofferta. Siffatta lesione deve provocare” un deterioramento “dello stato fisico, sessuale o psichico della persona in causa e raggiungere una certa gravità (DTF 125 II 265 consid. 2). Non è sufficiente che la persona interessata abbia avuto paura, sia rimasta addolorata, abbia perso del tempo, del denaro, ecc. Deve infine esistere un rapporto di causalità naturale tra la lesione e l'infrazione, poiché la prima deve costituire la conseguenza diretta della seconda (Bernard Corboz, Les droits procéduraux découlant de la LAVI, SJ 1996, pagg. 56-57 e rinvii; Gomm/Stein/Zehntner; Kommentar zum Opferhilfegesetz, Berna 1995, ad art. 2 LAV, pagg. 39-45). La nozione di vittima dipende quindi, non tanto dalla natura dell'illecito, quanto dalle sue conseguenze." (sottolineature del redattore)
Con sentenza del 7 luglio 2004 (1A.70/2004), l’Altra Corte ha rilevato:
" Il n'existe pas de liste exhaustive des infractions relevant du champ d'application de la loi fédérale sur l'aide aux victimes d'infractions (arrêt 6S.333/2002 du 20 août 2002, consid. 2.2, publié in Pra 2003 n° 19 p. 91). La qualité de victime se détermine principalement en fonction des conséquences engendrées par l'atteinte subie. Le recourant doit avoir subi une atteinte directe à son intégrité corporelle, sexuelle ou psychique du fait de l'infraction dénoncée. En présence d'infractions contre la réputation et l'administration de la justice, telle la dénonciation calomnieuse, qui protège également la personne accusée faussement (ATF 115 IV 1 consid. 2b p. 3), l'admission de la qualité de victime n'entre en considération que si les circonstances étaient suffisamment graves pour entraîner une atteinte directe à l'intégrité psychique du lésé (ATF 120 Ia 157 consid. 2d/aa p. 163; Cédric Mizel, La qualité de victime LAVI et la mesure actuelle des droits qui en découlent, JT 2003 IV 38, spéc. ch. 47, p. 62); par ailleurs, la lésion subie doit être significative; à cet égard, il faut se placer d'un point de vue objectif et non en fonction de la sensibilité personnelle et subjective du lésé (arrêt 1A.459/2003 du 21 août 2003 consid. 1.3 cité par Mizel, op. cit., note 143 ad ch. 66, p. 68; ATF 120 Ia 157 consid. 2d/cc p. 164; du même avis, Peter Gomm, Der Opferbegriff gemäss OHG, Plädoyer, 2/1995, p. 31; cf. ATF 129 V 177 consid. 4.1 p. 183, 402 consid. 4.4.1 p. 407)." (sottolineatura del redattore)
Da notare come nel contributo di Keller/Weder/Meier, intitolato Anwendungsprobleme des Opferhilfegesetzes, pubblicato su Plädoyer 1995/5, gli autori hanno evidenziato come, nota 10 a pagina 31, “Geschädigte … gemäss Art. 217 St.GB sind daher grundsätzlich nicht Opfer im Sinne von Art. 2 Abs. 1 OHG ».
7. Nel caso di specie RI 1, creditore della prestazione alimentare, è stato vittima dell’agire del padre che ha omesso di versagli quanto dovuto anche se ne aveva la possibilità. L’agire di __________ è inqualificabile, un atteggiamento assolutamente censurabile e vergognoso che l’autorità penale ha punito con due decreti d’accusa. Le sanzioni inflitte appaiono certo significative a fronte delle pene che vengono generalmente irrogate per fatti di questa natura. In concreto, i reati commessi da __________ appaiono oggettivamente gravi e particolarmente odiosi. Va però osservato come l’amministrazio-ne cantonale ha anticipato gli alimenti (nella misura di CHF 700.- mensili) in favore della vittima per il periodo corrente dal 1° marzo 1999 al 28 febbraio 2005. RI 1 è quindi vittima del reato commesso da suo padre in spregio ai più elementari obblighi giuridici derivanti al diritto della filiazione.
Il reato non è invece stato commesso direttamente in danno della signora RI 2 madre di RI 1. Come rammentato per il periodo corrente dal 1° marzo 1999 al 28 febbraio 2005 RI 1 si è visto anticipare la quasi integralità degli alimenti da parte dello Stato che ha inoltre sporto la querela penale che ha portato sostanzialmente alla prima condanna di __________.
Come noto alle parti la “trascuranza degli obblighi di mantenimento”, punita all’art. 217 CPS, è reato che fa parte del Titolo sesto: Dei crimini o dei delitti contro la famiglia. Con tale norma il CPS intende sanzionare chi non presta gli alimenti o i sussidi che gli sono imposti dal diritto di famiglia, benché abbia o possa avere i mezzi per farlo. Quale sanzione è prevista la pena detentiva sino a tre anni o la pena pecuniaria.
Questo Tribunale, nella sentenza 43.2005.2 citata, non ha ritenuto che un delitto contro l’onore e la sfera personale riservata, perseguibile unicamente a querela di parte, ossia la violazione della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa d’immagini (art. 179quater CP), fosse sufficiente a giustificare una domanda di indennizzo ai sensi della LAVI in assenza di una lesione psichica importante e diretta della vittima. In quella sentenza il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni aveva considerato come, di regola, la qualità di vittima, nella misura in cui si tratti di reati contro l’onore o contro la sfera personale, vada riconosciuta in casi eccezionali particolarmente gravi (Keller/Weder/Meier, Anwendungsprobleme des Opferhilfegesetzes, Plädoyer 1995/5).
Come indicato quindi la lesione deve provocare il deterioramento dello stato fisico, sessuale o psichico della persona in causa e raggiungere una certa gravità (DTF 125 II 265 considerazioni al punto 2). Non è sufficiente che la persona interessata abbia avuto paura, sia rimasta addolorata, abbia perso del tempo, del denaro, ecc. (STFA del 20 agosto 2002, 6S.333/2002). Come già ritenuto nella sentenza 21 novembre 2005 di questo Tribunale va osservato che “affinché possa essere riconosciuto un importo a titolo di riparazione per torto morale a seguito di lesioni fisiche o psichiche è necessario che esse siano di una certa importanza. Ci deve essere una lesione grave e circostanze particolari (DTF 125 III 70 consid. 3c) e il danno deve essere di una certa entità (per esempio invalidità o pregiudizio permanente di un organo importante: DTF 121 II 369). Se il pregiudizio non è durevole, una riparazione morale è riconosciuta in presenza di circostanze particolari quali una degenza in ospedale per più mesi con numerose operazioni, un lungo periodo di sofferenza e di incapacità lavorativa” (cfr. anche la giurisprudenza citata nella STCA del 23 giugno 2003 nella causa B., 43.2003.1).
8. Per quanto attiene la signora RI 2 va ritenuto come la stessa non fosse creditrice degli alimenti che l'ex marito è stato costretto a versare al figlio RI 1.
Il reato commesso non l'ha quindi vista vittima diretta.
A prescindere da ciò gli accertamenti esperiti dal Tribunale escludono che la sofferenza, oggettiva e concreta, risentita dalla signora RI 2 sia da ricondurre alla commissione del reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento che __________ ha commesso in danno al figlio RI 1. È pure accertato che l'incidenza di tale reato nella complessiva sofferenza psicologica di RI 1 non è significativa e non raggiunge il severo grado imposto dalla giurisprudenza evidenziato nelle considerazioni precedenti.
Nel dicembre 2001 RI 2 ha chiesto prestazioni AI per se stessa. Dalla sentenza relativa al tema del 25 ottobre 2005 (inc. 32.2005.53) e dagli atti acquisiti può essere ritenuto come RI 2 esercitasse attività lavorativa a tempo parziale. La signora ha chiesto prestazioni a causa di invalidità motivandole sostanzialmente con una fibromialgia e problemi reumatici. Dal profilo psichico RI 2 è stata sottoposta ad indagine a cura del dott. __________. L'aspetto reumatologico è stato curato dal dott. __________. Il referto 17 marzo 2004 del SAM consta quindi di due valutazioni specialistiche: quella come detto del dott. __________ per gli aspetti reumatologici e quella del dott. __________ per gli aspetti psichici. Quest'ultima ha ritenuto una distimia endoreattiva che non è stata, in uno con i disturbi di natura reumatologica ritenuti, sufficiente per concedere una rendita. Nella sua impugnativa 3 maggio 2005 nella procedura AI l'assicurata ha "sostenuto un peggioramento del suo stato di salute", susseguente alla perizia del SAM, producendo i rapporti medici 24 agosto 2004 e 28 aprile 2005 del prof. Dr. __________ ed il suo curante dott. __________, nel rapporto 24 maggio 2005, fa stato del problema psichico della signora RI 2. In particolare egli evidenzia come la ricorrente lamenti diffusi dolori agli arti inferiori a livello delle anche, delle ginocchia nella zona lombare e dell'articolazione del pollice. Il dolore limita il sonno e "… Nel descrivere però questo dolore e nel localizzarlo, la paziente rimane molto vaga e ritorna immediatamente sul problema legato alla perdita degli alimenti e alla sua angoscia nel prendersi a carico il figlio e la responsabilità della famiglia. La paziente inoltre lamenta di non riuscire a dormire poiché disturbata dal dolore durante la notte e riferisce che forse l'insorgenza di questi dolori e della malattia, potrebbero anche aver coinciso con eventi negativi che erano accaduti durante questo periodo della sua vita (anno __________), vedi nascita della bambina con un difetto cardiaco, perdita del lavoro, mancato ottenimento degli alimenti da parte del primo marito ecc.". Il medico attesta un'angoscia nel non ricevere il sostegno economico LADI con contestazione del provvedimento amministrativo da parte dell'assicurata.
Dal canto suo il dott. __________, nel rapporto 3 febbraio 2004, evidenzia come la signora RI 2 sia "… affetta da diversi problemi ortopedico-reumatologici che sono alla base dei suoi disturbi psichici…. delle "crisi" nei momenti di recrudescenza algica. In quei momenti si sente più depressa" ed ancora il dott. __________ sottolinea come "dopo alcune sedute avute a livello psichiatrico ella dichiara di non soffrire di disturbi psichici di rilievo se non quelli reattivi alla sua sintomatologia dolorosa". Nella sua diagnosi lo specialista ritiene l'assenza di una psicopatologia maggiore e non evidenzia alcun riferimento all'aspetto degli alimenti non versati al figlio RI 1 da parte del padre. Lo psichiatra rileva solo che "la sua situazione psico sociale non appare semplice soprattutto da un punto di vista economico".
Il Tribunale non ha ritenuto di dovere ulteriormente approfondire le condizioni di salute della signora RI 2 interpellando i curanti Dr. __________, Dr. __________, Dr. __________ e Prof. Dr. __________ tutti internisti rispettivamente reumatologici che nulla di concreto avrebbero potuto portare alle conclusioni di causa della ricorrente.
Nelle more della causa il giudice delegato ha chiesto allo psicologo Dott. __________ di volere rispondere a precise domande.
In particolare al dott. __________ è stato rammentato il contesto in cui la causa si muove, l'esistenza della valutazione peritale del dott. __________ (di cui sono stati ripresi alcuni passaggi) e sono state formulate domande relative alla durata della presa a carico dalla ricorrente, alla diagnosi, all'esistenza di eventuale peggioramento dall'inizio del 2005, alle cause del disagio psichico o della patologia psichica riscontrata, ed è inoltre stato chiesto:
" (...)
I difficili rapporti con l'ex marito __________ incidono nella sofferenza psichica? In che misura?
Il mancato pagamento degli alimenti da parte di __________ a RI 1 incide nella sofferenza? In che misura?
Vi sono altri elementi che concorrono alla lesione psichica riscontrata (quali la sofferenza della figlia, le sofferenze fisiche per i noti problemi reumatologici, difficoltà professionali od economiche)? (...)" (doc. XX)
Il professionista ha risposto il 18 gennaio segnalando di avere incontrato la paziente il 12 settembre 2007 per la prima volta, di averla vista 5 volte sino alla fine del 2007.
La diagnosi formulata è di Sindrome di disadattamento, reazione mista ansioso-depressiva e Sindrome somatoforme da dolore persistente, disagi legati "a una situazione di distruzione del nucleo famigliare per l'avvenuto divorzio". Lo psicologo ha fatto risalire al 1999 il disagio riscontrato, ha escluso un netto peggioramento a partire dal 2005 (con il coincidere dalla maggiore età del figlio, la crescita delle esigenze e l'assenza di aiuto statale per la revoca dell'anticipo degli alimenti) ed ha indicato le cause della sofferenza psichica della ricorrente nel suicidio del padre, nel divorzio conflittuale, nella sofferenza della figlia.
I fatti oggetto del procedimento penale non sono stati considerati "causa della sofferenza" anche se hanno contribuito "a rendere la situazione della signora RI 2 più pesante".
Il curante ha evidenziato come
" (...)
I rapporti sempre difficili e conflittuali, con l'ex-marito, Signor __________, incidono sicuramente nella sofferenza psicologica della signora RI 2 (...)
la condotta del signor __________ ha contribuito a rendere le condizioni psicologiche della signora RI 2 più fragili in quanto "stimolo negativo". Naturalmente anche gli altri elementi quali la sofferenza della figlia, i problemi reumatologici della signora RI 2 stessa e le difficoltà professionali ed economiche hanno concorso, in quanto "stimoli", a complicare la situazione e non possono essere considerati alla stregua di conseguenze dirette del comportamento di cui sopra.
(...)
Il reato subito da RI 1, come da voi indicato, non può oggettivamente essere ritenuto quale lesione psichica per RI 2. Se bisogna tener conto del fatto che questa evenienza ha aggravato la situazione economica, sociale e psicologica della signora RI 2, non può per contro essere ritenuta come causa scatenante o causa principale." (doc. XXIV)
Va ribadito che la mamma di RI 1 non è vittima diretta del mancato versamento di alimenti da parte dell’ex marito. Creditore della prestazione era ed è RI 1 stesso e non la madre. A prescindere da ciò certamente la signora RI 2 ha dovuto, visto come il figlio sia ancora in formazione, provvedere al mantenimento dello stesso con maggiore sforzo ed impegno proprio per il mancato sostentamento del padre. Questo fa sì che la signora abbia patito un danno indiretto dall’agire dell’ex coniuge. Non solo, per il periodo corrente dal 1999, se è vero che lo Stato ha anticipato gli alimenti dovuti da __________, ciò è avvenuto però in maniera non completa il versamento non essendo integrale. Il danno indiretto subito, la sofferenza nel vedere il rapporto inesistente tra padre biologico e figlio, la frustrazione data dal comportamento irresponsabile di __________, hanno certamente contribuito ad aumentare la sofferenza psichica di cui la ricorrente è portatrice come bene ha ricordato il dott. __________. RI 1, ha, a partire dalla fine del 1999, avuto dei disagi psichici. Nella perizia eseguita dal dott. __________ nel gennaio 2004, il professionista ha segnalato come - a livello soggettivo - la signora RI 2 "riferisce di avere delle "crisi" nei momenti di recrudescenza algica. In quei momenti si sente più depressa." ed ancora "Madre di una figlia che attualmente ha otto anni, mi riferisce che è affetta da una disfunzione cardiaca con un ritardo dello sviluppo psicofisico che necessita di una supporto ergoterapico regolare. Ella attualmente lavora per circa otto ore alla settimana facendo inventari presso la ditta __________. Si tratta di un lavoro leggero che non le porta particolari conseguenze. L'A. accusa una sintomatologia algica quando deve svolgere i suoi lavori di casalinga usufruendo dell'aiuto del marito e dei figli per portare a termine i suoi compiti. Dopo alcune sedute avute a livello psichiatrico ella dichiara di non soffrire di disturbi psichici di rilievo se non quelli relativi alla sua sintomatologia dolorosa."
Nelle sue osservazioni psichiatriche il dott. __________ rileva:
" La signora RI 2 è una donna 45enne ordinata nell'aspetto ed in grado di stabilire un buon contatto e si esprime bene nella nostra lingua. Non evidenzio delle alterazioni degli stati di coscienza ed è orientata nel tempo e nello spazio. Non vi sono particolari problemi a livello di attenzione e di memoria. Il corso del suo pensiero è leggermente inibito. Le ideazioni prevalenti s'imperniano attorno alla sua sintomatologia algica persistente. Non ho riscontrato fenomeni deliranti né disturbi percettivi. Affettivamente denota un leggero impoverimento ed una leggera diminuzione del tono vitale. È leggermente ansiosa, inquieta e forse a tratti iper emotiva. La sua energia vitale appare leggermente diminuita, ciò che accompagna pure una diminuzione della sua socievolezza. Non presenta ideazione auto o eteroclastiche e durante il colloquio è stata collaborante ma leggermente riservata e schiva. La sua situazione psicosociale non appare semplice soprattutto da un punto di vista economico."
Il dott. __________ ha quindi ritenuto una diagnosi di distimia endoreattiva disturbo presente dalla fine del 1999. La "situazione" sarebbe per il dott. __________ "cronicizzata". Come evidenziato nelle considerazioni precedenti neppure le valutazioni del dott. __________, successive a quelle del dott. __________, indicano il sussistere degli estremi per riconoscere a RI 2 la qualità di vittima.
Alla luce di questa considerazione il Tribunale deve ritenere, anche considerando il lavoro svolto dal dott. __________ (doc. XVI/2), che ha ricondotto il disagio psichico principalmente ai momenti di recrudescenza algica, pur dando atto di una situazione psico sociale non semplice dal profilo economico, l'inesistenza della qualità di vittima ai sensi della LAVI, senza con ciò - lo si ripete - volere relativizzare quanto successo.
Come indicato i severi limiti della Legge non sono raggiunti.
9. Dagli atti, come evidenziato in precedenza, non è invece emerso che RI 1 sia stato - se non durante il matrimonio dei genitori quando era piccolo - in cura per problemi psichici e possa oggi essere ritenuto vittima ai sensi della LAVI.
Nel caso concreto è indubbio che il comportamento di disistima assunto da __________ nei confronti del figlio, studioso, impegnato, serio e capace, abbia cagionato una sofferenza sia al giovane stesso che alla madre. RI 1 ha avuto un contatto con il padre unicamente tramite l’associazione Ingrado, il padre ha sostanzialmente rifiutato contatti con il figlio ed a nulla sono valsi i tentativi del figlio di responsabilizzarlo, di ottenere dallo stesso un atteggiamento maturo e consapevole, di vedergli compiere un atto degno di un padre quale il versamento di alimenti dovuti. L’atteggiamento di __________, che come ricordano gli atti vivrebbe grazie ad un’amica che lo manterrebbe e si sarebbe presentato al segretario del MP quale casalingo (e qui questo giudice non ha competenza a valutare la pignorabilità del credito del signor __________ nei confronti della convivente presso la quale egli è a servizio), ha certamente danneggiato economicamente il figlio RI 1, ha causato alla madre dello stesso disagio, poiché Daniele è studente ancora che va aiutato (e non dovrebbe vivere situazioni incresciose sulle sue spalle quali quelle create da un padre inadempiente). RI 1 però, per fortuna, a parte un periodo in cui è stato preso a carico da psicologi quando era un bambino in tenera età, e ciò in costanza del matrimonio dei suoi genitori, non ha subito conseguenze a livello psichico prese a carico da medici o da psicologi. Gli atti e gli accertamenti svolti dal Tribunale Cantonale delle Assicurazioni hanno permesso sostanzialmente di escludere delle lesioni di questa natura. Certo l’atteggiamento del padre ha causato – e gli scritti del giovane ne sono dimostrazione – amarezza, delusione frustrazione, rinunce, sconcerto per un atteggiamento incomprensibile, ma non hanno provocato danni presi in cura da specialisti. Questa circostanza, di cui ci si deve comunque rallegrare per le condizioni del ricorrente, non permette (a prescindere dal fatto che la natura delle norme penali per le quali __________ è stato condannato, norme che tendono a garantire il sostentamento dei membri della famiglia ed il rispetto dei doveri di mantenimento sanciti da giudice civile, non sia di principio tale da causare lesioni all’integrità psichica giustificanti la qualità di vittima) di considerare __________ quale vittima ai sensi della LAVI. Una lesione psichica, direttamente causata dal reato, significativamente grave non è data in concreto.
Non è quindi dimostrata una lesione psichica rilevante, causata direttamente dal reato in discussione. Va qui rammentato, come già ritenuto nella sentenza 6 novembre 2007 del TCA (43.2007.1 in re M), che il Tribunale accerta d’ufficio, con la collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all’assunzione di mezzi probatori che le parti hanno notificato. E’ dunque compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti. Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 c. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 c. 3a; DTF 117 V 264 c. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano 1993, pag. 1 seg.). Su questi aspetti, si veda in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”. L'obbligo di accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in caso di mancata prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova.
Questo concetto è stato ripreso, nell’ambito dell’applicazione della LAVI in DTF 126 II 97 c. 2e:
" Hingegen kann und muss vom Gesuchsteller verlangt werden, dass er soweit zumutbar diejenigen Angaben macht, die der Behörde erlauben, den Sachverhalt und die Anspruchsberechtigung näher abzuklären. Wohl hat die Behörde den Sachverhalt von Amtes wegen festzustellen (Art. 16 Abs. 2 OHG). Das schliesst aber eine Mitwirkungspflicht des Gesuchstellers nicht aus (BGE 124 V 234 E. 4b/bb S. 239;123 III 328 E. 3 S. 329; 120 Ia 179 E. 3a S. 181 f.; FRITZ GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. Aufl., Bern 1983, S. 284 f.; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3. Aufl., Zürich 1998, S. 341; ALFRED KÖLZ/JÜRG BOSSHART/MARTIN RÖHL, Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich, 2. Aufl., Zürich 1999, N. 59 ff. zu § 7; PETER SALADIN, Das Verwaltungsverfahrensrecht des Bundes, Basel/Stuttgart 1979, S. 125; Empfehlungen SVK-OHG, Nr. 74). Wer ein Gesuch stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind oder von ihm mit wesentlich weniger Aufwand erhoben werden können als von der Behörde.
Insbesondere muss das Opfer den anspruchsbegründenden Sachverhalt mit hinreichender Bestimmtheit darlegen und der Behörde diejenigen Angaben liefern, die ihr erlauben, weitere Erkundigungen einzuziehen (GOMM/STEIN/ZEHNTNER, a.a.O., Rz. 24 zu Art. 16). Dabei ist zu berücksichtigen, dass die Verwaltungsstelle, welche die Leistungsbegehren nach Art. 11 ff. OHG beurteilt, rechtlich und faktisch nicht dieselben prozessualen Untersuchungsmittel zur Verfügung hat wie die Strafverfolgungsbehörden. Sie ist oft darauf angewiesen, polizeiliche und strafprozessuale Akten heranzuziehen, um beurteilen zu können,
ob überhaupt eine Straftat vorliegt. Es kann und muss daher vom Opfer verlangt werden, dass es der Behörde - soweit vorhanden - derartige Akten zur Verfügung stellt oder zumindest angibt, wo diese Unterlagen ediert werden könnten.“ (sottolineature del redattore)
Peter Gomm, in Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 310 e seguenti rammenta che :
" Die Behörde stellt den Sachverhalt von Amtes wegen fest. Für die Abklärung des rechtserheblichen Sachverhalts gilt im Verwaltungsverfahren die Untersuchungsmaxime. Diese ist im Bereich des Opferhilfegesetzes von Bundesrechts wegen vorgesehen (Art. 16 Abs. 2 OHG).
(…)
Dies enthebt das Opfer nicht von der Pflicht, seine Verhältnisse zu offenbaren, soweit es in seinen Möglichkeiten liegt und zumutbar ist. Wer ein Gesuch stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind oder von Ihm mit wesentlich weinger Aufwand erhoben werden können als von Behörde.
(…)
In gleicher Weise hat die Entschädigungsbehörde eigene Beweiserhebungen zu treffen, wenn der Versorgeschaden in den wesentlichen Elementen dargelegt worden und das Opfer damit seiner Substanziierungspflicht nachgekommen ist. Es ist Sache der Entschädigungsbehörde, allenfalss einzelne fehlende Elemente für die Schadensberechnung ergänzend zu erheben oder das Opfer, falls notwendig, zur Mitwirkung aufzufordern (vgl. BGE 129 II 49 ff. Erw. 4.1).
Art. 1 OHV bestimmt, dass das Opfer glaubhaft machen muss, dass es keine oder nur ungenügende Leistungen von Dritten (Täter, Versicherungen usw.) erhalten kann. Die Glaubhaftmachung bezieht sich nur darauf, bisher nicht entschädigt worden zu sein und in nächster Zukunft keine Schadenersatz- oder Genugtuungsleistungen erwarten zu können (BGE 1A.170/2001 vom 18. Februar 2002 Erw. 4.2). (…)" (sottolineatura del redattore),
La citata sentenza del 18 febbraio 2002 (1A.170/2001) prevede:
" 2. Zunächst ist festzuhalten, dass das Bestehen von Ansprüchen des Opfers gegenüber dem Täter bzw. seiner Versicherung Entschädigungs- oder Genugtuungsansprüche nach OHG in der Regel nicht ausschliesst (Gomm/Stein/Zehntner, Kommentar zum OHG, Art. 14 N 7):
Ziel des Opferhilfegesetzes ist es, dem Opfer langwierige Auseinandersetzungen mit dem Täter oder mit Versicherungen zu ersparen und ihm rasch, in einem einfachen Verfahren, zu seinem Schadenersatz zu verhelfen (vgl. Botschaft zur Volksinitiative "zur Entschädigung der Opfer von Gewaltverbrechen", BBl 1983 III S. 890 f. Ziff. 812 und S. 896 Ziff. 10.262).
Das Opferhilfegesetz räumt daher dem Opfer ein primäres Recht auf einen Entschädigungs- bzw. Genugtuungsanspruch gegenüber dem Staat ein, der in einem raschen, einfachen und kostenlosen Verfahren durchgesetzt werden kann (BGE 123 II 1 E. 3b S. 4). Dieser Anspruch ist nur insofern subsidiär, als sich das Opfer andere Leistungen, die es als Schadenersatz erhalten hat, anrechnen lassen muss (Art. 14 Abs. 1 OHG), und Ansprüche, die ihm aufgrund der Straftat zustehen, auf den Kanton übergehen, dessen Behörde eine Entschädigung oder Genugtuung zugesprochen hat (Art. 14 Abs. 2 OHG).
Dann aber kann sich auch die Glaubhaftmachung nach Art. 1 OHV nur darauf beziehen, bisher noch nicht entschädigt worden zu sein und keine Schadenersatz- oder Genugtuungsleistungen in nächster Zukunft erwarten zu können (so auch Botschaft zur Volksinitiative, a.a.O. S. 897 Ziff. 10.262; ähnlich auch Botschaft des Bundesrates zum OHG vom 25. April 1990, BBl 1990 II S. 976 Ziff. 211.4). Dies entspricht der bisherigen bundesgerichtlichen Rechtsprechung, wonach das Entschädigungsverfahren nach Art. 11 ff. OHG nur dann bis zum Abschluss eines hängigen Strafverfahrens sistiert werden darf, wenn das Verfahren vor der Opferhilfestelle ohnehin nicht rascher hätte durchgeführt werden können (BGE 122 II 211 E. 3e S. 216 f.), und es mit Sinn und Zweck der Opferhilfe unvereinbar sei, vom Opfer zu verlangen, zunächst selber einen zivilen Schadenersatzprozess zu führen (BGE 123 II 1 E. 3b S. 4).“
Gli accertamenti condotti dal TCA non hanno permesso di ritenere delle lesioni psichiche di una certa gravità provocate in RI 1 dalle omissioni paterne.
Si ribadisce che il comportamento di __________, le sue omissioni nell'assumersi le responsabilità legali o morali di una paternità e l'implicita misconoscenza di un rapporto affettivo con il figlio hanno lasciato un segno nel giovane valido studente.
La separazione dei genitori ha comportato per lui una presa a carico ma in epoca ormai lontana e per un periodo comunque, fortunatamente, limitato nel tempo, ma va esclusa la natura di vittima ai sensi della LAVI, come detto senza con ciò misconoscere il grave atteggiamento di suo padre e le ripercussioni che questo comportamento ha avuto, siccome non comprovata una diretta e grave lesione psichica.
10. Alla luce di quanto precede non può essere riconosciuta la veste di vittima nè a RI 2 nè a __________ e, per tale motivo, non possono essere loro riconosciuti diritti nell'ambito della LAVI. Ne consegue che i ricorsi vanno respinti senza conseguenza di ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. I ricorsi formulati da RI 2 e da RI 1, entrambi del 9 settembre 2007, sono congiunti.
2. I ricorsi di RI 2 e RI 1 sono respinti.
3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
5. Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
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terzi implicati |
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Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti