|
redattore: |
Christian Steffen, vicecancelliere |
|
segretario: |
Gianluca Menghetti |
|
statuendo sul ricorso del 14 settembre 2022 di
|
|
RI 1
|
|
|
|
contro |
|
|
|
la decisione del 9 agosto 2022 emanata da |
||
|
|
Dipartimento della sanità e della socialità, 6501 Bellinzona
in materia di aiuto alle vittime di reati |
||
|
|
|
|
|
ritenuto in fatto
1.1. Il __________ la Corte __________ ha riconosciuto __________, nato nel __________, autore colpevole, per quanto qui d’interesse, di (1) ripetuti atti sessuali con fanciulli, in parte tentati (art. 187 CP) per avere, a __________, __________, e una volta a __________ (__________), __________, nel periodo da inizio settembre 2005 ai primi mesi del 2010, ripetutamente compiuto e tentato di compiere atti sessuali con RI 1, nata il __________ 1995, di (2) ripetuta coazione sessuale, in parte tentata (art. 189 CP) per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al punto 1, ripetutamente costretto e tentato di costringere RI 1 a subire atti sessuali.
Complessivamente è stato condannato alla pena detentiva di 7 anni, da dedursi il carcere preventivo e la carcerazione di sicurezza sofferta, nonché la pena anticipatamente espiata. __________ è inoltre stato condannato a versare all’accusatrice privata, RI 1, fr. 12'457.80 a titolo di indennizzo ex art. 433 CPP, fr. 1'853.50 a titolo di risarcimento danni e fr. 20'000 a titolo di indennità per torto morale oltre interessi al 5% a far tempo dal 1° settembre 2005.
1.2. Con decisione del __________ la Corte __________ ha pronunciato lo stralcio del procedimento di appello ritenuto che __________, che aveva annunciato il ricorso, non ha presentato nessuna dichiarazione di appello entro il termine di 20 giorni dalla notificazione della sentenza motivata.
1.3. Il 4 ottobre 2021 RI 1 ha inoltrato al Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) un’istanza tendente in via principale al versamento a titolo di una riparazione morale di fr. 36'000, oltre ad un indennizzo di fr. 14'311.30 composti da fr. 12'457.80 di spese legali e fr. 1'853.50 di spese mediche rimaste scoperte (doc. 3).
1.4. Con decisione del 9 agosto 2022 il Dipartimento della sanità e della socialità ha parzialmente accolto l’istanza, riconoscendo a RI 1 un contributo per le spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi di fr. 8'800.15 (fr. 1'853.50 per l’assistenza medica e fr. 6'946.65 per l’assistenza giuridica) e una riparazione morale di fr. 12'790 (doc. A2).
Relativamente all’assistenza giuridica, l’autorità amministrativa, accertato che la Corte __________ ha fissato in 32 ore e mezza l’onere orario del legale, cui sono stati aggiunti fr. 600 di spese (forfait) e l’IVA, ha applicato la tariffa minima prevista dall’assistenza giudiziaria cantonale, ossia fr. 180 all’ora, cui ha aggiunto fr. 600 di spese e l’IVA al 7.7%.
Per quanto concerne la riparazione morale, il DSS ha stabilito che in base alla gravità dei reati la lesione dell’integrità sessuale è da considerarsi molto grave e va inserita nel margine 2 (tra fr. 8'000 e fr. 20'000) della guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia (UFG). Posto questo principio, il DSS ha fissato in fr. 13'000 l’importo della riparazione morale, da cui ha dedotto fr. 210 pari alla trattenuta sul salario dell’autore del reato effettuata dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino all’emanazione della decisione.
1.5. RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, è insorta al TCA contro la predetta decisione, chiedendone l’annullamento, rispettivamente la riforma nel senso che le venga accordato a titolo di riparazione morale un importo di fr. 36'000, oltre ad un indennizzo per spese legali e mediche di fr. 14'311.30, come da istanza del 4 ottobre 2021 (doc. I).
La ricorrente fa valere una violazione del diritto di essere sentita, poiché la decisione impugnata non sarebbe sufficientemente motivata e non le avrebbe permesso di comprendere i motivi alla base della fissazione degli importi riconosciuti, contesta l’applicazione della tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo dell’onorario dell’avvocato e sostiene che la lesione dell’integrità sessuale subita rientra nel margine 3 della guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia, che prevede un indennizzo da fr. 20'000 a fr. 70'000.
1.6. Con risposta del 27 settembre 2022 il DSS ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
considerato in diritto
in ordine
2.1. La ricorrente lamenta una violazione del suo diritto di essere sentita poiché la decisione impugnata non sarebbe sufficientemente motivata e non le permetterebbe di comprendere le ragioni per le quali è stata applicata una tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo dell’onorario del proprio legale e per quale motivo la lesione dell’integrità sessuale è stata inserita nel margine 2 non nel margine 3 della guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia. Inoltre, i fatti non sarebbero stati accertati in maniera completa.
Per l'art. 29 cpv. 2 Cost. fed., le parti hanno diritto di essere sentite. Tale diritto ha valenza formale. La sua violazione conduce di massima, indipendentemente dalla fondatezza delle censure di merito, all'accoglimento del ricorso e all'annullamento della decisione impugnata (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17 con rinvio alla DTF 137 I 195 consid. 2.2 pag. 197; STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3)). Il diritto di essere sentito serve da un lato all'accertamento dei fatti e da un altro lato comprende la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione, che interviene a modificare la posizione giuridica dell'interessato, segnatamente se il provvedimento si rivela sfavorevole nei suoi confronti. Egli ha diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti, di esigerne l'assunzione (partecipando alla stessa) e di potersi esprimere sulle relative risultanze. Il diritto di essere sentito, quale diritto di cooperare alla procedura comprende tutte le facoltà che devono essere concesse a una parte, in modo tale che essa in una procedura possa difendere efficacemente la sua tesi. Perché ciò possa essere realizzato, la parte ha anche il diritto di essere informata previamente e in maniera adeguata dall'autorità sulla procedura per quanto attiene alle tappe decisive per il giudizio. Non è possibile in maniera generale e astratta stabilire in quale misura si estende questo diritto, ma occorre soppesare le circostanze concrete (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17; 135 II 286 consid. 5.1 pag. 293; 135 I 279 consid. 2.3 pag. 282; DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate).
Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima.
Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3; STF U 397/05 del 24 gennaio 2007 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
2.2. In concreto nella decisione impugnata, di 9 pagine, l’amministrazione ha indicato approfonditamente i motivi per i quali ha fissato in fr. 180 all’ora l’importo della nota d’onorario dell’avvocato (punto 6, pag. 4 e 5) e le ragioni che l’hanno portata ad utilizzare il margine 2 della guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia per stabilire l’importo della riparazione morale (punti 7.2 e 7.3, pag. 6-9), riassumendo i fatti alla base del provvedimento.
La ricorrente, rappresentata da un legale, ha potuto comprendere le motivazioni che hanno portato ai calcoli effettuati dall’amministrazione e le ha compiutamente contestate in sede giudiziaria con un ricorso a questo Tribunale (doc. I).
La Cassa ha poi nuovamente ribadito le sue ragioni con la risposta di causa del 27 settembre 2022 (doc. III).
In concreto non vi è pertanto alcuna violazione del diritto di essere sentita.
Del resto come emerge dalla STF 8C_482/2018 del 26 novembre 2018 consid. 4.4.2, una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando la persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento (e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). La giurisprudenza ha stabilito che si può prescindere da un rinvio della causa all'autorità precedente persino in caso di grave violazione del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se l’annullamento della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e in definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non sarebbero compatibili con l' (equivalente) interesse della parte di essere sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito (DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; STF 8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti). Giova comunque ricordare che il principio di celerità (art. 29 cpv. 1 LAV) non è preminente e tale da porre in secondo piano il diritto di essere sentito e l'obbligo di chiarire i fatti con la necessaria diligenza (cfr. STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1 e STF 8C_210/2013 del 10 luglio 2013 consid. 3.2.1 con riferimenti).
Nel caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame (art. 29 cpv. 3 LAV) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 29 cpv. 2 LAV).
Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.
nel merito
2.3. Il 1° gennaio 2009 è entrata in vigore la nuova Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 23 marzo 2007, che ha abrogato la legge del 4 ottobre 1991 (art. 46 nuova LAV).
L’art. 48 lett. a prima frase (disposizioni transitorie) della nuova LAV prevede che sono retti dal diritto previgente il diritto all’indennizzo o alla riparazione morale per reati commessi prima dell’entrata in vigore della nuova legge.
Nel caso di specie i reati di ripetuti atti sessuali con fanciulli, in parte tentati e di ripetuta coazione sessuale, in parte tentata, sono stati commessi da settembre 2005 ai primi mesi del 2010.
Al caso di specie, per quanto concerne il diritto all’indennizzo o alla riparazione morale trovano pertanto applicazione le norme della legge in vigore fino al 31 dicembre 2008 per i fatti avvenuti fino a tale data e dal 1° gennaio 2009 per i fatti avvenuti successivamente e fino ai primi mesi del 2010 (cfr. STF 9C_705/2017 del 26 novembre 2018, consid. 2 non pubblicato in DTF 144 II 406).
Nel caso di specie non è contestato il diritto della ricorrente ad ottenere un indennizzo e una riparazione morale, ma unicamente l’ammontare degli importi riconosciuti dall’amministrazione.
Nella misura in cui nella presente sentenza non vi è alcuna indicazione, il riferimento alla LAV va inteso nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2009.
2.4. A norma dell’art. 1 cpv. 1 LAV ogni persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa a causa di un reato (vittima) ha diritto all’aiuto conformemente alla presente legge (aiuto alle vittime).
L’art. 1 cpv. 3 LAV prevede che il diritto sussiste indipendentemente dal fatto che l’autore sia stato rintracciato (lett. a), si sia comportato in modo colpevole (lett. b), abbia agito intenzionalmente o per negligenza (lett. c).
Secondo l’art. 2 LAV l’aiuto comprende:
a. la consulenza e l’aiuto immediato;
b. l’aiuto a più lungo termine fornito dai consultori;
c. il contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi;
d. l’indennizzo;
e. la riparazione morale;
f. l’esenzione dalle spese processuali.
L’art. 3 cpv. 1 LAV prevede che l’aiuto alle vittime è concesso se il reato è stato commesso in Svizzera. Per l’art. 3 cpv. 2 LAV se il reato è stato commesso all’estero, le prestazioni dei consultori sono accordate alle condizioni di cui all’articolo 17; non vengono concessi indennizzi né riparazioni morali.
Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 LAV le prestazioni dell’aiuto alle vittime sono accordate definitivamente solo se l’autore del reato o un’altra persona o istituzione debitrice non versa prestazioni o versa prestazioni insufficienti.
Per l’art. 4 cpv. 2 LAV chi chiede un contributo alle spese per l'aiuto a più lungo termine fornito da terzi, un indennizzo o una riparazione morale deve rendere attendibile che sono soddisfatte le condizioni di cui al capoverso 1, eccetto che, in considerazione di circostanze particolari, non si possa pretendere che egli si adoperi per ottenere prestazioni da terzi.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LAV le autorità di perseguimento penale informano la vittima in merito all’aiuto alle vittime e a determinate condizioni ne trasmettono il nome e l’indirizzo a un consultorio. Gli obblighi relativi sono retti dalla procedura applicabile.
2.5. Per quanto concerne la riparazione per torto morale, l’art. 22 cpv. 1 LAV prevede che la vittima e i suoi congiunti hanno diritto a una somma a titolo di riparazione morale se la gravità della lesione lo giustifica; gli articoli 47 e 49 del Codice delle obbligazioni si applicano per analogia.
Secondo l’art. 22 cpv. 2 LAV il diritto alla riparazione morale non è trasmissibile per successione.
Per l’art. 23 cpv. 1 LAV la riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione. Secondo l’art. 23 cpv. 2 LAV la riparazione morale ammonta al massimo a 70'000 franchi per la vittima (lett. a), 35'000 franchi per i congiunti (lett. b). Ai sensi dell’art. 23 cpv. 3 LAV le prestazioni ricevute da terzi a titolo di riparazione morale sono dedotte.
Per l’art. 27 LAV l’indennizzo e la riparazione morale destinati alla vittima possono essere ridotti o esclusi se la vittima ha contribuito a causare o ad aggravare la lesione (cpv. 1). L’indennizzo e la riparazione morale destinati ai congiunti possono essere ridotti o esclusi se i congiunti o la vittima hanno contribuito a causare o ad aggravare la lesione (cpv. 2). La riparazione morale può essere ridotta se l’avente diritto è domiciliato all’estero e, in base al costo della vita nel luogo di domicilio, risultasse sproporzionata (cpv. 3).
L’art. 28 LAV prevede che non sono dovuti interessi per l’indennizzo e la riparazione morale.
Il vecchio diritto (vLAV) prevedeva quanto segue.
Ai sensi dell’art. 12 cpv. 2 vLAV una riparazione morale può essere accordata alla vittima indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell’offesa e circostanze particolari lo giustificano.
2.6. In concreto, con sentenza del __________ la Corte __________ ha condannato __________ a versare alla ricorrente, a titolo di indennità per torto morale, un importo di fr. 20'000.-- oltre interessi al 5% dal 1° settembre 2005.
Con la decisione impugnata l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13’000.--, da cui ha dedotto fr. 210 pari alle trattenute sul salario dell’autore del reato effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino al momento dell’emissione della decisione.
La ricorrente contesta l’entità della riparazione morale e chiede un importo di fr. 36'000.--.
2.7. Nell’ambito del diritto previgente con sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 consid. 2.3 e seguenti il TF ha precisato che l’autorità LAV non è legata ai considerandi di diritto del Giudice penale in merito alle pretese civili.
Il legislatore, come figura anche nella sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020 al consid. 3.1, emessa in applicazione del nuovo diritto, non ha voluto garantire alla vittima una riparazione piena, intera ed incondizionata del danno subito. In particolare nell’ambito del riconoscimento del torto morale, la prestazione si avvicina piuttosto ad un indennizzo ex aequo et bono ove l’ampio potere di apprezzamento dell’autorità ha come limiti il rispetto della parità di trattamento ed il divieto dell’arbitrio. La natura sussidiaria del risarcimento dovuto ad un dovere di assistenza e non ad una responsabilità propria da parte dello Stato, può quindi condurre l’amministrazione a fissare una riparazione morale meno ampia di quella attribuita in ambito penale (sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020, consid. 3.1; cfr. DTF 132 II 117, consid. 2.2.4; DTF 129 II 321 consid. 2.5).
L’amministrazione poteva pertanto, come ha fatto, scostarsi dall’importo per riparazione morale stabilito dalla Corte __________.
Spetta al Tribunale stabilire se l’interessata ha diritto ad una riparazione morale superiore rispetto a quella riconosciuta dal Dipartimento della sanità e della socialità.
2.8. Circa l’ammontare della riparazione morale, l’art. 22 LAV prevede che gli art. 47 e 49 CO si applicano per analogia. L’art. 23 LAV ha da parte sua fissato le somme massime che possono essere riconosciute, precisando che la riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione (cfr. anche art. 12 cpv. 2 vLAV).
La LAV del 23 marzo 2007, in vigore dal 1° gennaio 2009, ha ristretto, anziché estendere, l’ammontare della riparazione morale, prevedendo dei limiti di indennizzo che prima non esistevano. Lo stesso Consiglio federale nel Messaggio sulla revisione totale della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre 2005 (FF 2005 pag. 6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368, che “anche la riparazione morale in quanto forma speciale di indennizzo per il danno subito deve essere mantenuta. Deve però essere limitata” e a pag. 6373 che “Proponiamo un valore massimo di 70 000 franchi per la vittima e di 35 000 franchi per i congiunti. In questo modo la riparazione morale secondo il diritto sull’aiuto alle vittime risulta inferiore rispetto a quella secondo il diritto civile, come richiesto dal postulato Leuthard”.
Il Consiglio federale ha inoltre affermato, a pag. 6408, che “dal momento che la LAV non deve allontanarsi troppo dal diritto civile (il sistema attuale ha in effetti dato buoni risultati) e considerato che la riparazione morale accordata dallo Stato non deve essere identica, nel suo importo, a quella che verserebbe l’autore del reato, la soluzione scelta è quella di una riparazione morale secondo gli articoli 47 e 49 CO, ma limitata a un importo massimo. Considerate le particolarità della riparazione morale secondo la LAV, diverse disposizioni della sezione 2 (riparazione morale) e della sezione 3 (disposizioni comuni) contengono soluzioni che si discostano per certi aspetti da quelle del diritto civile.”
Circa gli art. 22 e 23 LAV, l’Esecutivo federale si è così espresso (pag. 6408 e seguenti):
" L’articolo 22 capoverso 1 disciplina le condizioni per la concessione della riparazione morale alla vittima e ai suoi congiunti con un rinvio agli articoli 47 e 49 CO; ricorda inoltre l’importante limitazione secondo la quale solo le lesioni gravi danno diritto a una riparazione morale. Il diritto della vittima alla riparazione morale è quindi enunciato in modo chiaro. I congiunti della vittima hanno diritto a una riparazione morale nella misura in (ndr: cui) adempiono le condizioni fissate negli articoli 47 e 49 CO. L’articolo 1 capoverso 2 designa quali persone devono essere considerate come congiunti.
(…).
Affinché venga versata una riparazione morale deve esserci una lesione all’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima (art. 1 cpv. 1). Successivamente intervengono condizioni inerenti al diritto della responsabilità civile. A titolo di esempio ne menzioniamo alcune. La riparazione morale versata alla vittima di una lesione corporale dipende dalla gravità della sofferenza risultante dalla lesione e dalla possibilità di lenire in modo sensibile, mediante versamento di una somma in denaro, il dolore fisico o morale; sono per esempio considerate l’invalidità, la durata dell’ospedalizzazione, la gravità delle operazioni, lo sconvolgimento della vita professionale o della vita privata. Se la vittima non è deceduta, i congiunti possono aver diritto a una riparazione morale nella misura in cui siano colpiti allo stesso modo o più fortemente che in caso di decesso; la loro sofferenza deve quindi avere un carattere eccezionale.
Attualmente si pensa ai casi di invalidità permanente che necessitano di cure e di un’attenzione costante.
In occasione della procedura di consultazione, la nozione di conseguenze di lunga durata, tratta dalla nozione di invalidità che figura nell’articolo 8 LPGA (in passato negli art. 18 LAINF e 4 LAI), è stata criticata da diversi partecipanti, in particolare per quanto concerne le lesioni all’integrità sessuale. Questa nozione non è quindi stata conservata. Ciò nonostante, la nozione di durata rimane presente. Se una ferita non lascia conseguenze e può essere curata senza grandi complicazioni non sarà in generale versata alcuna riparazione morale; lo stesso vale per un’incapacità lavorativa di qualche settimana. È peraltro possibile chiedere una riparazione morale anche se il trauma non si manifesta immediatamente; questo è particolarmente importante per le lesioni all’integrità sessuale. Il termine è inoltre stato esteso a cinque anni.
Per il rimanente non svolgono alcun ruolo né la natura del reato né la colpevolezza dell’autore.
(…).
Art. 23 Calcolo della riparazione morale
Il capoverso 1 sancisce il principio secondo il quale la riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione.
Con il capoverso 2, proponiamo di prevedere un importo massimo disciplinato direttamente nella legge. L’importo massimo proposto per i congiunti è inferiore a quello per la vittima.
(…).
Come nel diritto di responsabilità civile, l’importo della riparazione morale è stabilito in base alla gravità della lesione (art. 22 cpv. 1). Bisognerà tuttavia tener conto dei limiti stabiliti nel capoverso 1. Dal momento che gli importi massimi devono essere riservati alle sofferenze più gravi, l’importo della riparazione morale si scosta dalla prassi sviluppata nel settore della responsabilità civile per poter tener conto dei nuovi limiti.
I redditi non sono presi in considerazione (cfr. art. 6 cpv. 4). La riparazione morale compensa un danno immateriale e non ha di conseguenza alcun rapporto con i redditi.
(…).
Determinazione dell’importo: gli importi versati sono calcolati secondo una scala decrescente indipendentemente dagli importi accordati abitualmente nel diritto civile, anche se gli importi attribuiti generalmente da quest’ultimo potranno servire per determinare quali tipi di lesione possono comportare la concessione degli importi più elevati. Bisogna inoltre tener conto del fatto che il margine degli importi a disposizione è più limitato. Per questo motivo, le autorità cantonali dovranno riservare gli importi vicini al limite ai casi più gravi. Altrimenti non sarà più possibile trattare in modo differenziato situazioni diverse, ciò che sarebbe contrario al principio della parità di trattamento. Intendiamo lasciare alla prassi e il compito di allestire una tariffazione. Se i risultati non dovessero essere soddisfacenti o comportassero differenze troppo grandi tra i Cantoni, potremmo istituire forfait o tariffe (art. 45 cpv. 3). Potremmo per esempio fissare importi sotto forma di margini che lascino sufficiente spazio di manovra per considerare le particolarità di ogni singolo caso.
Occorre partire dall’idea che l’importo delle riparazioni morali versate sarà nettamente più basso degli importi versati nel diritto civile. Le autorità potranno ispirarsi alle tariffe esistenti, per esempio a quelle stabilite per le lesioni all’integrità.
Occorre inoltre indicare che nel 2004 il valore medio della riparazione secondo la LAV era di 9700 franchi, mentre il valore mediano era di 5000 franchi. Nel 2001, i contributi variavano da 200 a quasi 120 000 franchi. Proporzionalmente ai nuovi valori massimi, il valore mediano dovrebbe ammontare a circa 3000 franchi.
Per quanto concerne la vittima:
Gli importi vicini al limite sono riservati ai casi più gravi che coincidono in generale con un’invalidità al 100 per cento. Partendo da questa constatazione, gli importi attribuiti per lesioni all’integrità fisica potrebbero situarsi negli ordini di grandezza seguenti:
– da 55 000 a 70 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali molto fortemente ridotti (p. es. tetraplegia);
– da 40 000 a 55 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali fortemente ridotti (p. es. paraplegia, cecità o sordità totale ecc.);
– da 20 000 a 40 000 franchi: mobilità ridotta, perdita di una funzione o di un organo importante (p. es. emiplegia, perdita di un braccio o di una gamba, lesione molto grave e dolorosa alla colonna vertebrale, perdita degli organi genitali o della capacità riproduttiva, grave sfigurazione ecc.);
– meno di 20 000: lesioni di minore gravità (p. es. perdita del naso, di un dito, dell’odorato o del gusto ecc.).
Per le lesioni all’integrità psichica o sessuale sono possibili indicazioni analoghe. (…)”
2.9. Secondo la “Guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia (UFG) del 3 ottobre 2019 (cfr. www.bj.admin.ch), pag. 13, in virtù della giurisprudenza del Tribunale federale e del messaggio sulla revisione totale della LAV, la riparazione morale in caso di vittima di lesione grave all’integrità sessuale non è determinata dalla gravità del reato bensì dalla gravità della lesione (DTF 131 I 455, consid. 1.2.2). Al contrario della lesione fisica, la lesione all’integrità sessuale e il dolore psichico della vittima di reati sessuali non sono oggettivamente quantificabili. Per tale motivo la prassi per determinare la gravità della lesione dell’integrità sessuale e quindi anche l’ammontare della riparazione morale, si basa sulla gravità dei fatti e pure sulla loro sussunzione al reato, per dedurne eventuali ripercussioni notoriamente presenti. Se disponibili possono essere consultati anche i rapporti medici e terapeutici.
A questo scopo sono state previste 3 ipotesi (denominate “margini”).
Alle vittime di una lesione grave dell’integrità sessuale (tentata violenza carnale, [tentata] coazione sessuale, grave molestia sessuale e atto sessuale con un minore), può essere accordata una riparazione morale fino a fr. 8'000.--.
Alle vittime di una lesione molto grave (violenza carnale, coazione sessuale grave, atti sessuali gravi con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali gravi o molteplici con un minore), può essere riconosciuta una riparazione morale da fr. 8'000 fino a fr. 20'000.--.
Infine alle vittime di una lesione estremamente grave (aggressioni molteplici e particolarmente crudeli, atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo), può essere attribuita una riparazione morale tra fr. 20'000 e fr. 70'000.--.
Tra i criteri di determinazione vi sono le ripercussioni dirette del reato (intensità, portata e durata delle ripercussioni psichiche, durata della psicoterapia, durata dell’incapacità lavorativa, cambiamento significativo dello stile di vita, pericolo di morte, durata di tale periodo, ripercussioni sulla vita professionale e privata, infezione da HIV, epatite B/C, compreso il decorso della malattia, gravidanza, perdita del feto), la commissione del reato e le circostanze (commissione qualificata del reato [ripresa del reato, crudeltà, uso di armi o altri oggetti pericolosi], intensità e grado della violenza, periodo, durata e frequenza della commissione del reato, commissione congiunta del reato da parte di più autori, commissione del reato in un luogo protetto [appartamento, luogo di lavoro, istituto, ecc.], pressione sulla vittima affinché mantenga segreto il reato), la situazione della vittima (età della vittima, in particolare se minorenne, particolare vulnerabilità della vittima [in particolare inesperienza sessuale, deficit cognitivo o psichico], rapporto di dipendenza o di fiducia tra vittima e autore del reato, ad esempio, in caso di atti sessuali con minori).
Con sentenza 1C_184/2021, 1C_185/2021, 1C_189/2021 del 23 settembre 2021, al consid. 5.2 il Tribunale federale ha rammentato che le autorità LAVI dispongono di un grande potere d’apprezzamento al momento di fissare l’ammontare della riparazione morale e non sono vincolate dalle direttive dell’UFG. Tuttavia, anche per non compromettere l’applicazione uniforme del diritto federale, l’autorità non può scostarsi in maniera smisurata dalla guida dell’UFG che deve mantenere un valore di riferimento alfine di garantire l’uguaglianza di trattamento tra i beneficiari delle indennità LAVI. Occorre in particolare ritenere che gli importi massimi fissati nella guida corrispondono a quelli che, secondo il legislatore, devono essere riconosciuti per le infrazioni più gravi.
2.10. Va qui ancora evidenziato che in una STCA 43.2014.1+2 del 3 novembre 2014, al consid. 2.7 sono state elencate una serie di sentenze in ambito di vittime di lesioni gravi all’integrità sessuale, qui di seguito nuovamente riprese.
Ad esempio è stato versato un importo di fr. 6'000 a una vittima che in uno stato di semi incoscienza dovuto a un tasso alcolemico elevato, ha subito ripetuti atti sessuali da parte di uno sconosciuto e non ha ricordato nulla al momento del risveglio. Sono stati riconosciuti fr. 7'000 ad una ragazza di 21 anni vittima di sequestro, minacce e abusi sessuali commessi da uno sconosciuto, la sera del suo compleanno, mentre è stato accordato un importo di fr. 2'000 a due ragazzine di 15 anni, che sotto l’influsso di sostanze stupefacenti e in uno stato di alterata coscienza hanno avuto rapporti sessuali con due giovani ragazzi, non ricordandosi più nulla il giorno dopo. Sono stati riconosciuti, secondo la vecchia LAV, fr. 15'000 a una vittima di abusi da parte di un minorenne, poi arrestato, e fr. 5'000 a una vittima che, sotto l’influenza dell’alcool e di medicamenti, è stata aggredita sessualmente ma dove la procedura penale è stata abbandonata per mancanza di prove.
Va ancora evidenziato che, con sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003 al consid. 5.2, il TF ha rammentato, in ambito di pretese civili in un processo penale, che in caso di stupro, negli anni dal 1990 al 1995, sono stati riconosciuti importi per torto morale tra i fr. 10'000 e i fr. 15'000, che eccezionalmente potevano raggiungere i fr. 20'000. Dal 1998, a livello cantonale, sono stati riconosciuti importi tra i fr. 15'000 e i fr. 20'000, ed in alcuni casi anche più elevati.
Queste cifre sono state riprese anche nella sentenza 6P.1/2007 del 30 marzo 2007 al consid. 8.1, sempre nell’ambito di un processo penale. In questo secondo caso l’imputato è stato condannato a due anni di carcere ed al pagamento di fr. 15'000 di torto morale per avere violentato ed avere avuto atti di carattere sessuale, nel 2004, con una ragazza nata nel 1989. I giudici federali hanno affermato che la ragazza, in seguito agli abusi sessuali subiti, è stata ricoverata ed ha dovuto seguire numerose consultazioni presso il policlinico ad opera di una psichiatra. La terapeuta che l’ha seguita ha descritto la presenza di effetti postraumatici con angosce sempre più frequenti ogni volta che nel corso dell’inchiesta venivano scoperti nuovi elementi. La vittima era triste, abbattuta ed aveva difficoltà a gestire le sue pulsioni aggressive e per un corto periodo ha dovuto assumere medicamenti antidepressivi. L’ansia non è diminuita, ma è rimasta globalmente contenuta, con periodi di peggioramento.
Con sentenza 1C_165/2014 del 10 dicembre 2014, il Tribunale federale, in ambito di LAV, al consid. 5.5 ha confermato una riparazione morale sulla base di quanto indicato nella citata sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003.
Va pure segnalata un’altra sentenza, sempre in ambito di pretese civili in un procedimento penale, dove il TF ha riconosciuto una riparazione per torto morale di fr. 20'000 ad una ragazza vittima di numerosi abusi sessuali ad opera del proprio padre (sentenza 6B_642/2012 del 22 gennaio 2013; cfr. anche sentenza 1B_621/2011 del 12 aprile 2012).
Con sentenza 1C_418/2012 del 7 gennaio 2013 il TF si è invece pronunciato, in un caso LAV, applicando il vecchio diritto, relativo al riconoscimento di un torto morale di fr. 18'000 ad una ragazza, nata nel 1989 che dal 28 maggio 2004 al 19 giugno 2004 è stata più volte aggredita sessualmente (“sexuelle Nötigung bzw. mehrfachen Gehilfenschaft zur sexuellen Nötigung”) da tre ragazzi all’interno di un ostello.
Il TF ha accolto il ricorso della ragazza ed ha rinviato l’incarto all’amministrazione per ulteriori accertamenti. L’Alta Corte, evidenziando che l’interessata, che ha sempre domandato un risarcimento di fr. 20'000, non poteva, con il ricorso, per la prima volta chiedere un importo maggiore (in concreto: fr. 30’000), ha rinviato la causa all’autorità inferiore per esaminare in che misura oltre alla coazione sessuale (art. 189 CP), nel caso di specie occorreva considerare anche la violenza carnale (art. 190 CP) e in che misura questo aspetto poteva avere un’influenza sull’ammontare del risarcimento.
In una sentenza 6B_1171/2013 del 28 aprile 2014, nell’ambito di una causa penale, il TF ha respinto il ricorso di un uomo, condannato a 4 anni di prigione dal Tribunale penale del Canton Basilea Città per coazione sessuale, tentata messa in pericolo della vita altrui, lesioni semplici e minacce (“mehrfacher sexueller Nötigung, versuchter Gefährdung des Lebens, einfacher Körperverletzung und Drohung”) ed al pagamento di una riparazione per torto morale di fr. 12'000, per avere, nel mese di febbraio 2011 e due volte nel corso del mese settembre 2011, obbligato sua moglie, contro la sua volontà e con violenza ad aver rapporti sessuali anali, mettendole un sacco di plastica sulla testa, tenuto chiuso con una mano all’altezza del collo, causandole problemi respiratori e un attacco di panico. Il 19 ottobre 2011 il marito ha poi, tra l’altro, spinto e picchiato la moglie e quando si è messa a piangere le ha imposto di stare zitta, minacciandola di ucciderla se i vicini l’avessero denunciato alla Polizia (“Die Staatsanwaltschaft Basel-Stadt wirft X.________ vor, er habe im Februar 2011 und zweimal im September 2011 an seiner Ehefrau gegen ihren Willen sowie unter Anwendung von Gewalt den Analverkehr vollzogen. Um ihre Schreie zu ersticken, habe er bei einem Vorfall im September 2011 der bäuchlings auf dem Boden liegenden Ehefrau eine Plastiktüte über den Kopf gezogen und diese mit einer Hand an ihrem Genick zusammengehalten. Der schreienden Ehefrau, die Atemprobleme bekommen habe und in Panik geraten sei, sei es nach einigen Momenten gelungen, die Plastiktüte zu zerreissen und von ihrem Kopf zu entfernen. Am 19. Oktober 2011 habe X.________ seine Ehefrau gestossen sowie geschlagen, habe sie gegen das Bein getreten und sei ihr auf die Hände gestanden. Als seine Ehefrau geweint habe, habe er sie angewiesen still zu sein und gedroht, sie umzubringen, falls die Nachbarn die Polizei riefen”).
2.11. Nel caso di specie l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13'000, affermando:
“(…) Gli atti praticati da __________ sono consistiti nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima, masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare, spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava piacere e ordinandole di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai (cfr. sentenza __________).
In base alla gravità dei reati la lesione all’integrità sessuale è da considerarsi molto grave e di conseguenza ci troviamo nel margine 2 (8'000 – 20'000) per determinare la riparazione morale (cfr. p.t. 6.2.).
La Corte ha ritenuto che la colpa globale di __________ è grave dal profilo oggettivo e da quello soggettivo per ciascuno dei reati per i quali è stato ritenuto colpevole. Inoltre agendo come ha fatto, egli ha leso non solo il diritto all’autodeterminazione in ambito sessuale di RI 1, ma ne ha palesemente pregiudicato – o, in ogni caso, gravemente messo a rischio – il diritto ad un naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera sessuale che nulla avevano a che fare con la loro età e la loro persona, nonché costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime.
Quanto alla frequenza, la Corte __________ ha accertato l’intensificarsi degli abusi sessuali subiti, iniziati con una cadenza settimanale e divenuti sempre più frequenti (cfr. sentenza __________).
I danni, anche in termini di turbamenti psicologici (attacchi di bulimia, fenomeni ansiosi, crisi depressive), causati da __________ non sono certamente di entità trascurabili.
Inoltre va considerato che il comportamento dell’autore del reato ha provocato la rottura del rapporto della vittima con la madre in quanto la vittima si è vista costretta a decidere di non recarsi più dalla madre.
Visto quanto esposto nel caso in disamina sono da prendere particolarmente in considerazione le ripercussioni sulla vita privata della vittima, il periodo, la durata e la frequenza del reato, la commissione in luoghi protetti (tra le mura domestiche), nonché la giovane età della vittima che si manifesta in una sua peculiare vulnerabilità.
Pesa inoltre per la determinazione della riparazione morale il rapporto di dipendenza/fiducia istauratosi tra la vittima e l’autore del reato. In qualità di patrigno della vittima l’autore dei reati ha istaurato un rapporto di amicizia e confidenza. Egli ha adottato un seducente comportamento generoso e amichevole, ha subdolamente creato un’intesa con RI 1 celando i suoi fini abietti, fiducia che la vittima riponeva in lui anche alla luce del fatto ch’egli all’esterno appariva simpatico e benevolo (cfr. sentenza __________).”
L’insorgente evidenzia che i fatti per i quali l’autore dei reati è stato condannato a 7 anni di carcere non si limitano a quanto descritto dal DSS nella propria decisione.
La Corte __________ ha accertato numerosi abusi avvenuti a cadenza regolare e con atti ancora più raccapriccianti rispetto a quelli figuranti nella decisione. Gli abusi consistevano infatti anche nel leccare la vulva della vittima, strusciare il proprio pene contro la stessa e contro le natiche, sfruttando la sua superiorità fisica ed esercitando pressioni psicologiche per raggiungere il suo scopo (foglio 80 della sentenza: “[…] 68. Venendo alla tipologia degli atti sessuali commessi nei confronti di RI 1, essa, come visto, non è contestata da __________. __________ ha del resto dettagliato agli inquirenti la natura degli abusi subiti in modo puntuale e coerente, astenendosi dall’accusare allorquando non era certa di quanto ricordava, ripercorrendo i fatti con ponderazione ed in modo del tutto credibile. 69 […] Ricordo che cercava di arrivare alle mie parti intime. Per parti intime, intendo la vagina o il sedere. Si muoveva strusciandosi verso destra e sinistra, spingendo. […] Posso affermare con certezza che lui mi ha fatto, in diverse occasioni, del sesso orale […] 70 […] confermo che all’inizio ho subito dei palpeggiamenti e degli strusciamenti, ma che con il passare del tempo sono poi diventati atti più invasivi e più gravi come il sesso orale. […] 72 […] __________ ha riferito agli inquirenti che gli atti di appoggio, spinta e strusciamento del pene sulle sue parti intime potevano durare anche “15/20 minuti […]”).
La Corte __________ ha accertato che la frequenza, il numero di episodi e il numero di abusi è stato quello descritto in modo del tutto credibile dalla vittima agli inquirenti e recepito nell’atto di accusa ai punti 1.3, 1.3.1. 1.3.2. e 1.3.3, rilevato che per quanto attiene all’ultimo periodo, “tutti i giorni” va riferito a quelli trascorsi dall’insorgente presso la madre, ciò che avveniva a giorni alterni (foglio 91 della sentenza __________).
I giudici hanno stabilito che gli atti praticati da __________ sulla ricorrente sono consistiti nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima, masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare, spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava piacere e/o ordinandole di stare ferma e zitta, nel toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle nuda, nel contempo ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai (foglio 91 della sentenza __________).
La Corte ha inoltre accertato che tutti gli abusi posti in essere da __________ ai danni della vittima hanno avuto luogo con agire coercitivo, non solo tramite minacce verbali e psicologiche. I giudici hanno infatti stabilito che “__________, col suo modo di porsi minaccioso, col suo sguardo turpe e il suo viso trasfigurato, ha creato ansia, paura e incusso nella vittima il timore di un imminente serio pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai suoi voleri, conseguenza tutt’altro che inverosimile, ritenuto che __________ non ha mancato di essere fattivamente violento impedendo in un’occasione RI 1 di tenere chiusa la porta della doccia, forzandone l’apertura. Un agire dell’autore che, alla luce della preminente corporatura, ha potuto essere efficacemente minaccioso nei confronti della vittima. È, pertanto, accertato che __________ si è avvalso di minacce fisiche così come della sua superiorità fisica nell’abusare sessualmente di RI 1” (foglio 95, della sentenza __________).
La Corte, dal profilo oggettivo, ha rilevato, tra l’altro, che per quanto concerne gli abusi nei confronti di RI 1, vi è stato un crescendo nella gravità (foglio 121 sentenza __________) e che, agendo come ha fatto, __________ ha leso non solo il diritto all’autodeterminazione sessuale della vittima ma ne ha pesantemente pregiudicato o, in ogni caso, gravemente messo a rischio, il diritto ad un naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera sessuale che nulla avevano a che fare con la sua età e la sua persona, nonché costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime (foglio 122 della sentenza __________).
I giudici hanno poi rilevato che __________ ha tradito la ragazza che vedeva in lui un riferimento autorevole, tradimento perpetrato nei confronti di RI 1 in qualità di patrigno ed avvenuto proprio fra le mura domestiche, commesso nei confronti di chi era chiamato ad accudire, proteggere ed educare. I danni, anche in termini di turbamenti psicologici, causati da __________, non sono certamente di entità trascurabili (foglio 122 sentenza __________).
Dal profilo soggettivo la Corte ha stabilito che __________ ha agito senza scrupoli, ha ridotto tutte le vittime a meri oggetti sessuali, non esitando ad approfittare di loro anche quando, come nel caso della ricorrente, erano in stato di spossatezza e in procinto di dormire. Ha abusato sessualmente della ricorrente ben sapendo di nuocere (foglio 122-123 della sentenza __________). Egli ha inoltre agito perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia nel delinquere che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale. Egli ha negato la soggettività delle proprie vittime, dimostrando totale assenza di empatia, anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che le stesse avevano manifestato il loro dissenso e il loro patimento: come nel caso in cui l’autore ha persistito impassibile a porre atti sessuali sulla ricorrente, nonostante questa, per l’esasperazione, si fosse rifugiata in bagno oppure nonostante questa alle domande da lui rivoltele “se faccio così ti piace?” oppure “adesso te lo faccio sentire un po'” avesse risposto che non le piaceva, per poi chiudersi in un silenzio per paura che l’imputato continuasse (foglio 123 sentenza __________).
A suo favore, dal profilo della commisurazione della pena, la Corte ha unicamente tenuto conto dell’età avanzata (__________).
Circa la quantificazione delle pretese di risarcimento per il torto morale subito dalla ricorrente, la Corte __________ ha riconosciuto un importo di fr. 20'000 oltre interessi al 5% dal settembre 2005.
2.12. In concreto __________ ha commesso atti sessuali gravi e molteplici con una minorenne per i quali è stato condannato in applicazione degli art. 187 CP (atti sessuali con fanciulli) e 189 CP (coazione sessuale).
Questo Tribunale deve confermare che la lesione all’integrità sessuale subita dalla ricorrente, di cui va sottolineato il coraggio per avere, in data __________, contattato gli inquirenti, chiedendo loro di poterli incontrare e raccontando loro quando accadutole (foglio 41 della sentenza __________), va considerata molto grave e, sia tenuto conto tenuto conto delle riparazioni riconosciute dai Tribunali in casi analoghi, sia tenuta in considerazione la “Guida per stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia (UFG) il 3 ottobre 2019, rientra nel margine 2 (lesione molto grave) della classificazione figurante a pag. 13 della citata guida.
Non può invece essere preso in considerazione il margine 3 della guida (lesione estremamente grave), applicabile segnatamente in casi di aggressioni molteplici e particolarmente crudeli e di atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo.
Infatti, contrariamente a quanto sostiene l’insorgente, la natura crudele dell’aggressione non è data. __________ non è stato condannato in base all’art. 189 cpv. 3 CP, applicabile quando l’autore del reato ha agito con crudeltà, ma secondo gli art. 187 n. 1 CP e 189 cpv. 1 CP (cfr. foglio 132 della sentenza __________) e non ha raggiunto con i suoi atti una soglia di crudeltà tale da permettere una classificazione diversa.
Inoltre, anche se gli atti si sono protratti su un arco di tempo lungo (circa 4 anni e mezzo) e si sono intensificati nel corso del tempo, essi non permettono di riconoscere una riparazione morale superiore ai fr. 20'000, anche in ragione dei precedenti giudicati dai Tribunali in casi analoghi.
Nella già citata (consid. 2.10.) sentenza 6B_642/2012 del 22 gennaio 2013, nell’ambito tuttavia di una richiesta di pretese civili in una procedura penale, la Corte penale del tribunale cantonale del Canton Giura ha per esempio condannato al pagamento di una riparazione morale di fr. 20'000 oltre interessi al 5% dal 18 gennaio 2011, un padre che si è reso colpevole, nei confronti di sua figlia, nata nel 1993, di violenza carnale in almeno due occasioni tra l’autunno 2007 ed il 18 gennaio 2011, ripetuta coazione sessuale commessa in numerose occasioni tra l’autunno 2007 ed il 18 gennaio 2011, ripetuti atti sessuali con fanciulli commessi tra l’autunno 2007 ed il 29 agosto 2009, incesto commesso in almeno due occasioni tra l’autunno 2007 ed il 18 gennaio 2011, lesioni corporali semplici e vie di fatto.
In un caso in cui una ragazza di 15 anni è stata vittima di una violenza carnale e dove il tribunale penale aveva condannato l’autore del reato al pagamento di fr. 20'000 a titolo di riparazione morale, l’autorità per l’aiuto alle vittime di reati ha invece riconosciuto alla vittima della violenza un importo di fr. 12'000 (cfr. i fatti alla base della STF 1C_407/2016 del 1° giugno 2017).
È vero, come indicato nell’istanza di indennizzo del 4 ottobre 2021 (doc. 3), che il Tribunale federale ha già confermato pretese risarcitorie maggiori.
Esse sono tuttavia state riconosciute per reati più gravi e nell’ambito di pretese civili fatte valere in un procedimento penale, dove gli importi riconosciuti sono più elevati.
Nella sentenza 6B_146/2020 del 5 maggio 2020, dove era stato attribuito un risarcimento morale di fr. 30'000, l’autore del reato è stato condannato anche per violenza carnale sulla nipote, nata nel 2008, commessa in una decina di occasioni tra inizio 2014 a settembre 2017.
La sentenza 6B_481/2020 del 17 luglio 2020, dove il risarcimento morale è stato fissato in fr. 30'000, concerne il caso di un padre condannato anche per aver introdotto le dita nella vagina di sua figlia e per averla penetrata analmente.
Il caso di cui alla sentenza 6B_1284/2019 del 28 febbraio 2020, dove il risarcimento morale è stato di fr. 40'000, è sfociato nella condanna, anche, per violenza carnale, poiché l’autore del reato ha avuto, tra l’altro, rapporti sessuali completi, una o due volte a settimana, dal 2006 a 2011, con una ragazza nata nel 1988.
Infine, il caso pubblicato in DTF 125 III 269, dove la riparazione per torto morale è stata aumentata da fr. 50'000 a fr. 100'000, concerne un caso limite dove gli atti commessi dall’autore del reato erano estremamente gravi, quasi quotidiani e si sono protratti nell’arco di 10 anni (consid. 2.b: “[…] Il est vrai que ce montant est exceptionnellement élevé et il convient de souligner qu'il représente sans doute le maximum qui puisse être alloué pour ce genre de cas. Il se justifie toutefois en l'espèce eu égard à l'extrême gravité du cas particulier, compte tenu notamment des éléments suivants: le genre des atteintes subies (multiples attouchements graves, masturbations, sodomisations et fellations) ainsi que leur fréquence (quasi quotidienne) et leur durée (une dizaine d'années); la circonstance que ces atteintes ont été le fait du père de la victime, lequel a considéré et traité sa fille, qui se trouvait dans une situation d'isolement et d'impuissance totale par rapport à lui, comme un simple objet de plaisir qu'il s'appropriait; les actes de contrainte exercés sur la victime, qui a été menacée et même ligotée, et les humiliations qui lui ont été infligées; l'importance et l'irréversibilité hautement probable du préjudice subi par la victime, en particulier sur le plan psychique. Dans ces circonstances, la Cour de céans estime équitable d'allouer un montant de 100'000 francs à titre de réparation morale. Il y a lieu de préciser ici, étant relevé que cela n'est pas contesté, que l'indemnité allouée est destinée à réparer le tort moral consécutif à l'ensemble des actes commis par l'intimé, donc celui résultant non seulement des actes commis - entre 1990 et janvier 1997 - qui sont punissables en Suisse mais également des actes commis - de 1987 à 1990 - au Portugal.”).
In queste condizioni la classificazione effettuata dal DSS va confermata.
Questo Tribunale non può invece condividere l’ammontare della riparazione morale fissato dall’amministrazione in fr. 13'000, poiché troppo esiguo.
In presenza di atti così gravi perpetrati dall’autore del reato (accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima, masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare, spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava piacere e/o ordinandole di stare ferma e zitta, nel toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle nuda, nel contempo ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai; cfr. foglio 91 della sentenza __________), tenuto conto che gli abusi hanno avuto luogo per 4 anni e mezzo, intensificandosi con il passare del tempo, con agire coercitivo, non solo tramite minacce verbali e psicologiche, ma anche creando ansia, paura e incutendo nella vittima il timore di un imminente serio pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai suoi voleri, del crescendo nella gravità degli abusi, della lesione del diritto all’autodeterminazione sessuale e dell’agire senza scrupoli di __________ che ha ridotto la vittima a mero oggetto sessuale, non esitando ad approfittare di lei anche quando era in stato di spossatezza e in procinto di dormire, perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia nel delinquere che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale, negando la soggettività della propria vittima, dimostrando totale assenza di empatia, anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che la stessa aveva manifestato il suo dissenso e il suo patimento, ritenuto che la ricorrente ha dovuto essere seguita da diversi specialisti in ambito psicologico e psichiatrico, a causa di attacchi di bulimia, fenomeni ansiosi e reazioni depressive (foglio 127 sentenza __________) ed ha lasciato, a soli 15 anni, il nucleo famigliare, interrompendo i rapporti con la mamma, appare equo fissare in fr. 19'000 il torto morale, dedotte le trattenute sul salario dell’autore del reato, di fr. 210, effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino al momento della decisione.
Su questo punto la decisione impugnata va di conseguenza modificata.
2.13. In secondo luogo la ricorrente contesta l’ammontare dell’onorario del proprio legale, sostenendo che non vi è alcun motivo per applicare una tariffa oraria di fr. 180, ritenuto che la Corte __________, in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora, limitando il dispendio in 32 ore e mezza. Ella contesta l’applicazione analogica dell’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310). Lo stesso articolo, ma al cpv. 2, prevede infatti che in base alla complessità della fattispecie vi è la possibilità di un aumento dell’onorario fino a fr. 250 all’ora. L’insorgente non comprende per quale motivo nel caso di specie vi è stata una drastica riduzione dell’onorario da fr. 280 a fr. 180 all’ora.
2.14. La nuova LAV, all’art. 13 cpv. 2, prevede che, se necessario, i consultori forniscono alla vittima e ai suoi congiunti un aiuto supplementare, fintanto che lo stato di salute dell’interessato non si sia stabilizzato e le altre conseguenze del reato non siano, per quanto possibile, eliminate o compensate (aiuto a più lungo termine).
Per l’art. 14 cpv. 1 prima frase LAV le prestazioni comprendono anche l’assistenza giuridica di cui la vittima e i suoi congiunti hanno bisogno in Svizzera a seguito del reato.
L’art. 5 OAVI prevede che le spese di patrocinio possono essere fatte valere esclusivamente come aiuto immediato o aiuto a più lungo termine.
L’ammontare viene calcolato secondo quanto stabilito dall’art. 16 LAV per il quale i contributi alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi coprono i costi (lett. a) integralmente se, conformemente all’articolo 6 capoversi 1 e 2, i redditi determinanti dell’avente diritto non superano il doppio dell’importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale; (lett. b) proporzionalmente se, conformemente all’art. 6 capoversi 1 e 2, i redditi determinanti dell’avente diritto si situano tra il doppio e il quadruplo dell’importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale.
Ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 LAV hanno diritto a un contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi e all’indennizzo solo le vittime e i loro congiunti i cui redditi determinanti non superano il quadruplo dell’importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale conformemente all’articolo 10 capoverso 1 lettera a della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). Secondo l’art. 6 cpv. 2 LAV i redditi computabili dell’avente diritto sono calcolati secondo l’articolo 11 LPC; sono determinanti i redditi probabili dopo il reato. Per l’art. 6 cpv. 3 LAV la riparazione morale è concessa indipendentemente dai redditi dell’avente diritto.
2.15. In DTF 131 I 121 il Tribunale federale ha stabilito che il sistema accorda priorità al gratuito patrocinio secondo il diritto cantonale rispetto alla presa a carico della LAV. Inoltre, l’Alta Corte ha precisato che, nell’ambito dell’assistenza di un avvocato, le prestazioni prese a carico da un centro di consultazione ai sensi dell’art. 3 cpv. 4 vLAV corrispondono a quelle che sarebbero state assicurate nell’ambito dell’assistenza giudiziaria gratuita secondo il diritto cantonale o secondo le garanzie minime di cui all’art. 29 cpv. 3 Cost. (consid. 2.5.2: “S'agissant de l'assistance d'un avocat, les prestations prises en charge par un centre de consultation en application de l’art. 3 al. 4 LAVI correspondent à celles qui seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire gratuite selon le régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l’art. 29 al. 3 Cst.”). La vittima non può pretendere di ottenere prestazioni più estese (“En d’autres termes, la victime ne peut pas prétendre à des prestations plus étendues”). Il Tribunale federale ha poi affermato che “On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce cadre sera généralement rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite; à tout le moins, une telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral”. Sempre secondo l’Alta Corte la presa a carico delle spese di un avvocato ai sensi dell’art. 3 cpv. 4 vLAV è sussidiaria rispetto all’assistenza giudiziaria secondo il diritto cantonale e il rimborso di queste spese secondo gli art. 11 e seguenti vLAV ha un carattere ancora più sussidiario. Si giustifica pertanto di adottare, in questo ambito, una soluzione specifica. La coerenza del sistema vuole che la vittima, o il suo mandatario, non ottenga, tramite l’indennizzo a posteriori, un risarcimento maggiore a quanto avrebbe ottenuto se le soluzioni previste prioritariamente fossero state scelte (“Comme cela a déjà été relevé (supra, consid. 2.3), la prise en charge des frais d'avocat au titre de l'art. 3 al. 4 LAVI est subsidiaire à l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit cantonal (gratuité de la procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le remboursement de ces frais au titre de l'indemnisation selon les art. 11 ss LAVI a un caractère encore plus subsidiaire. Il se justifie donc d'adopter, dans ce cadre, une solution spécifique. La cohérence du système veut que la victime - ou son mandataire - n'obtienne pas, par le biais de l'indemnisation a posteriori, un dédommagement plus important que si les solutions prévues à titre prioritaire avaient été choisies.”).
Peter Gomm/Dominik Zehntner in: Opferhilferecht, 4a edizione, Berna 2020, n. 32 ad art. 14, rammentano che “der Anspruch auf die Deckung der Kosten eines Anwalts durch die Beratungsstelle ist nicht deckungsgleich mit demjenigen auf die Gewährung der unentgeltlichen Prozessführung (BGE 131 II 121, 127; Weishaupt, Ansprüche, 352; Zen-Ruffinen, Art. 4 BV, 701), auch wenn das Bundesgericht dies für die Höhe der anwaltlichen Entschädigung bejaht hat (SJZ 101 2005, S. 115, Pr 2008 184)”.
2.16. In Ticino, l’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010 (RL 312.410), prevede che le spese di avvocato sono riconosciute secondo la tariffa sull’assistenza giudiziaria.
Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310) l’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-- l’ora. Per il cpv. 2 se la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni nuove e complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato fino a fr. 250.-- l’ora. L’art. 4 cpv. 3 del Regolamento prevede che l’onorario del praticante legale è calcolato sulla base della tariffa di fr. 90.-- l’ora.
2.17. In concreto l’amministrazione ha rammentato che la Corte __________ ha riconosciuto per il legale della ricorrente un onere lavorativo di 32 ore e mezza, a cui sono stati aggiunti fr. 600 di spese (forfait) e l’IVA al 7.7%.
Il DSS, in applicazione dell’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010 e dell’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili, ha poi applicato la tariffa di fr. 180 l’ora, ed ha riconosciuto un onorario di fr. 5'850, fr. 600 di spese e fr. 496.65 di IVA, per complessivi fr. 6'946.65.
Stabilito che il reddito determinante dell’istante è di fr. 34'954 (calcolo dell’IAS del 30 marzo 2022) e che il fabbisogno vitale per una persona sola ammonta a fr. 19'610, il DSS ha concluso che l’insorgente ha integralmente diritto al contributo per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi di fr. 6'946.65 (cfr. art. 6 e 16 LAV, consid. 2.14.).
2.18. L’insorgente contesta la presa in considerazione dell’importo di fr. 180 all’ora, rilevando che la Corte __________, in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora.
Nella sentenza del __________ i giudici hanno affermato che “venendo all’indennizzo ex art. 433 CPP, questa Corte, tenuto conto del principio della remunerazione dipendente dalla complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280.- all’ora. il dispendio orario esposto dal patrocinatore dell’accusatrice privata RI 1 – per complessive 53.42 ore (29.17 ore + 24.25 ore) è stato ritenuto eccessivo (…) È stato, infine, riconosciuto un importo forfettario, tariffa minima fr. 600.-, in applicazione analogica dell’art. 6 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili” (foglio 128 della sentenza __________).
La Corte __________, nel calcolare l’onorario dell’avvocato della ricorrente, non ha applicato l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili e che fissa l’importo orario dell’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria, giacché ha calcolato l’ammontare in favore del legale dell’insorgente sulla base di un importo di fr. 280 all’ora, superiore anche al massimo di fr. 250 all’ora previsto in casi particolari nell’ambito dell’assistenza giudiziaria (art. 4 cpv. 2 del citato regolamento).
In ambito LAV, tuttavia, in applicazione dell’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010 (RL 312.410), le spese di avvocato sono riconosciute secondo la tariffa sull’assistenza giudiziaria (cfr. anche DTF 131 I 121; cfr., per il diritto precedente: STCA 43.2000.1 del 17 dicembre 2001, confermata su ricorso della vittima dal Tribunale federale con sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002, pubblicata in RDAT 2002 II n. 74 pag. 269).
In concreto non vi sono motivi per scostarsi dalla tariffa minima di fr. 180.- all’ora prevista dall’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili. L’insorgente non apporta infatti particolari argomenti in favore dell’applicazione del cpv. 2 del citato articolo, né emerge dagli atti che la pratica, per un avvocato versato nel diritto penale, sia stata particolarmente impegnativa, che abbia richiesto studi e conoscenze speciali od abbia comportato trattazioni di nuove e complesse questioni giuridiche. Un aumento dell’onorario base di fr. 180.- all’ora non è di conseguenza giustificato.
Del resto alle accusatrici private patrocinate da un difensore d’ufficio, in ambito penale, è stato riconosciuto un importo di fr. 180 all’ora (fogli da 128 a 130 della sentenza __________ __________).
2.19. Alla luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va parzialmente accolto ed il dispositivo 1.2. della decisione impugnata va modificato nel senso che a RI 1 è accordata una riparazione morale di CHF 18'790.
La procedura è gratuita (art. 30 cpv. 1 LAV).
Alla ricorrente, rappresentata da un legale, vanno assegnate ripetibili parziali (art. 30 Lptca applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 5b cpv. 2 della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati [RL 312.400]).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente accolto.
Di conseguenza il dispositivo 1.2 della decisione impugnata è modificato come segue:
“1.2. A RI 1 è accordata una riparazione morale di CHF 18'790.”
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Il Dipartimento della sanità e della socialità verserà alla ricorrente fr. 1'000 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
4. Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti