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Incarto n.
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Lugano
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In nome |
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Il Tribunale cantonale amministrativo |
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composto dei giudici: |
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi e Matteo Cassina |
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segretario: |
Thierry Romanzini, vicecancelliere |
statuendo sul ricorso 9 gennaio 2006 di
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RI 1
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contro |
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la risoluzione 6 dicembre 2005 (n. 5843) del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la decisione 26 ottobre 2005 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di mancato rinnovo di un permesso di dimora; |
viste le risposte:
- 16 gennaio 2006 del Dipartimento delle istituzioni,
- 18 gennaio 2006 del Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
che il cittadino della Bosnia Erzegovina RI 1 (1973) si è sposato il 10 dicembre 2000 nel proprio paese d'origine con la connazionale A__________ (1977), titolare di un permesso di dimora nel nostro cantone;
che a seguito del matrimonio, l'insorgente è stato autorizzato a ricongiungersi con la consorte in Svizzera: giunto sul suolo elvetico il 22 marzo 2001, egli ha ottenuto un permesso di dimora, in seguito regolarmente rinnovato, l'ultima volta fino al 31 ottobre 2005;
che il 15 marzo 2005 il ricorrente e la moglie A__________ si sono separati di fatto;
che con sentenza 28 giugno 2005, passata in giudicato il 3 agosto successivo, il Segretario assessore della Pretura di Lugano ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto tra i coniugi __________;
che, fondandosi sulle premesse emergenze, con decisione 26 ottobre 2005 il dipartimento ha deciso di non rinnovare il permesso di dimora a RI 1, fissandogli un termine con scadenza il 31 dicembre 2005 per lasciare il territorio cantonale (art. 4, 9, 12, 16 LDDS; 8 ODDS; 38 e 39 OLS);
che con giudizio 6 dicembre 2005 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1;
che il Governo ha ritenuto che lo scopo per il quale il permesso di dimora annuale era stato concesso all'interessato (ricongiungimento familiare) era venuto a mancare a seguito della separazione di fatto dalla moglie A__________ nel marzo 2005 e del conseguente divorzio pronunciato il 28 giugno 2005, considerando inoltre esigibile il suo rientro in Bosnia-Erzegovina;
che al dispositivo n. 3 della decisione è stato indicato che la stessa era definitiva;
che contro la predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando, in via principale, il rinnovo del suo permesso di dimora e, in via del tutto subordinata, di retrocedere gli atti all'autorità inferiore per nuovo giudizio;
che il ricorrente sostiene di avere diritto al rinnovo della sua autorizzazione di soggiorno giusta l'art. 8 CEDU;
che, dopo avere precisato che il divorzio è riconducibile ai problemi psichici di cui soffre la ex moglie, l'insorgente pone in evidenza di continuare a frequentarla e non esclude di riprendere la vita insieme a lei nel giro di pochi anni confidando in un miglioramento delle sue condizioni di salute;
che egli chiede inoltre di assegnargli un termine di 20 giorni per produrre la documentazione medica relativa alla patologia di cui soffre la ex consorte;
che il dipartimento e il Consiglio di Stato propongono per contro di dichiarare irricevibile il gravame;
considerato, in diritto
che in materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett. a LALPS);
che giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto;
che l'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio: lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii);
che l'interessato non può prevalersi di una disposizione particolare del diritto federale o di un accordo internazionale da cui potrebbe derivare un diritto al rinnovo del suo permesso di dimora;
che non esiste infatti alcun trattato conchiuso tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Bosnia-Erzegovina (o l'allora ex Jugoslavia) dal quale potrebbe scaturire un diritto in tal senso;
che autorizzato il 22 marzo 2001 a risiedere in Svizzera nell'ambito del ricongiungimento familiare per vivere insieme alla moglie A__________, l'insorgente è stato posto al beneficio di un permesso di dimora annuale in virtù dell'art. 38 OLS, la consorte essendo anch'ella titolare di un identico permesso;
che infatti giusta l'art. 38 cpv. 1 OLS, l’autorità cantonale di polizia degli stranieri può autorizzare lo straniero a farsi raggiungere in Svizzera dal coniuge e dai figli sotto i 18 anni, non coniugati, di cui deve prendersi cura;
che, tuttavia, a seguito della separazione di fatto avvenuta nel corso del mese di marzo 2005 e del successivo divorzio pronunciato il 28 giugno successivo, il ricorrente non può più prevalersi di tale disposto per poter continuare a soggiornare nel nostro paese;
che contrariamente a quanto assume il ricorrente, l'ammissibilità del gravame non può essere data nemmeno dall'art. 8 CEDU in quanto egli non può invocare la protezione della vita familiare garantita da tale disposto, non essendovi più vita coniugale;
che l'art. 8 CEDU è applicabile soltanto per i concubini il cui matrimonio è imminente e seriamente voluto, ciò che non è evidentemente il caso nella presente fattispecie (cfr. Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 1997 I pag. 284);
che in esito alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere dichiarato irricevibile per difetto di competenza di questo Tribunale a statuire sul gravame, senza che occorra esaminarne la tempestività;
che la tassa di giudizio posta a carico del soccombente è limitata al dispendio lavorativo occasionato dall'impugnativa (art. 28 PAmm).
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 4, 9 LDDS; 38 OLS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 8 CEDU; 10 lett. a LALPS; 3, 28, 43, 60 PAmm;
dichiara e pronuncia:
1. Il ricorso è irricevibile.
2. Tassa e spese di giustizia, per complessivi fr. 500.–, sono a carico del ricorrente.
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3. Intimazione a: |
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terzi implicati |
1. CO 1 2. CO 2
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Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario