Incarto n.
52.2022.131

 

Lugano

25 gennaio 2023

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

 

 

 

composto dei giudici:

Giovan Maria Tattarletti, vicepresidente,

Matea Pessina, Fulvio Campello

 

segretario:

David Algul

 

 

statuendo sul ricorso del 3 maggio 2022 di

 

 

 

 RI 1  

 RI 2  

 RI 3  

rappr. da:  RA 1  

 

 

contro

 

 

 

la decisione del 13 aprile 2022 (n. 1919) con cui il Consiglio di Stato, in via provvisionale, a) vieta ogni intervento suscettibile di manomettere, alterare o distruggere i ruderi dell’oratorio di __________ presenti al mapp. 1__________ di __________ e b) sospende ogni domanda di costruzione in contrasto con la loro protezione, in particolare ogni domanda di demolizione;

 

 

ritenuto,                         in fatto

 

A.   RI 1 e RI 2 e RI 3 sono proprietari del mapp. 1__________ di __________, un fondo inedificato di 100 m2, situato nel nucleo di __________ e attribuito alla zona Nt (zona del nucleo tradizionale) dalla revisione del piano regolatore di __________, approvata dal Consiglio di Stato con risoluzione del 12 novembre 1997 (n. 5798).

 

 

B.   a. Il 5 luglio 2016, in sede di esame preliminare, il Dipartimento del territorio si è espresso in merito ad alcune varianti di piano regolatore, sottopostegli dal Comune __________, contemplanti pure un ampliamento dell’elenco dei beni culturali d’interesse locale. A complemento di tale esame, il 14 giugno 2017 l’Ufficio dei beni culturali (UBC) ha segnalato al Municipio, in base al censimento cantonale, la presenza di ulteriori oggetti, oltre a quelli proposti, degni di tutela, fra cui l’antico oratorio di __________ (scheda SIBC 31000) al mapp. 1__________, così descritto: dell’antico oratorio cinquecentesco restano alcuni ruderi e resti della decorazione a stucco.

 

b. Il 3 giugno 2019 il Consiglio comunale __________ ha adottato le suddette varianti. Il nuovo art. 41 NAPR elenca alla lett. A. i beni culturali protetti (BCL1-BCL24), fra i quali non compare l’oratorio __________. La sua tutela è tuttavia garantita dal nuovo art. 41ter che, oltre a istituire una zona archeologica in corrispondenza del mapp. 1__________, definisce i ruderi che vi insistono quali bene archeologico (cpv. 1) e vincola il fondo come spazio libero di valore ambientale (cpv. 2).

 

c. Con risoluzione del 12 febbraio 2020 (n. 820) il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dei proprietari del mapp. 1__________ tendente all'annullamento della decisione del 3 giugno 2019 del Consiglio comunale, pubblicata in base all’art. 74 cpv. 1 della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100), in relazione all’adozione dell'art. 41ter NAPR. Tale pronuncia è stata annullata con STA 52.2020.141 del 16 agosto 2021 dal Tribunale cantonale amministrativo.

 

d. Le varianti sono poi state pubblicate dal 27 maggio al 25 giugno 2022 presso la Cancelleria comunale conformemente all’art. 27 cpv. 2 della legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011 (LST; RL 701.100). L’avviso di pubblicazione informa al p.to. 2.2 che conformemente alla sentenza 16.08.2021 del Tribunale cantonale amministrativo che ha annullato l'art. 41 ter delle NAPR, il mappale 1__________ RFD __________ è escluso dalla presente pubblicazione e sarà oggetto di una nuova pianificazione.

 

 

C.   a. Con decisione del 5 febbraio 2020 il Municipio __________, in applicazione dell’art. 62 LST, ha sospeso per un periodo di due anni, fino al 5 febbraio 2022, la domanda di costruzione del 15 maggio 2019 presentata dai proprietari del mapp. 1__________, volta a demolire i ruderi dell’Oratorio e edificare un nuovo edificio a carattere residenziale.

Ha fatto seguito, l’8 novembre 2021, una notifica per la demolizione del muro dell’abside.

 

b. Vista l’imminente scadenza della decisione sospensiva, il 25 gennaio 2022 il Municipio __________ ha chiesto al Consiglio di Stato l’adozione di misure provvisionali ai sensi dell’art. 17 della legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997 (LBC; RL 445.100), allegando alla richiesta copia di un estratto catastale del 1858 e la scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio 2022.

 

c. Preso atto delle osservazioni del 17 marzo 2022 dei proprietari, con decisione del 13 aprile 2022, il Consiglio di Stato ha vietato in via provvisionale ogni intervento suscettibile di manomettere, alterare o distruggere i ruderi dell’Oratorio (p.to n. 1 del dispositivo) e ha sospeso ogni domanda di costruzione in contrasto con la loro protezione, in particolare ogni domanda di demolizione (p.to n. 2 del dispositivo) per un periodo di 2 anni, specificando che la misura sarebbe decaduta qualora il Municipio non avesse promosso, entro il termine di sei mesi, la procedura di istituzione della protezione (p.to n. 3 del dispositivo).

 

 

D.   Avverso tale decisione RI 1 e RI 2 e RI 3 insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l’annullamento. Rimproverando al Consiglio di Stato di aver violato il loro diritto di essere sentiti per non aver evaso la domanda subordinata contenuta nelle loro osservazioni del 17 marzo 2022, essi contestano l’interesse pubblico alla base della misura, basata su accertamenti superficiali e errati e chiedendo, come mezzo di prova, l’edizione della scheda SIBC 3100 nella versione precedente l’esame preliminare del 2018. Ritengono inoltre sproporzionata la durata del provvedimento. Peraltro la contestata decisione scaturirebbe dell’inattività del Municipio, che nulla avrebbe intrapreso dopo l’emanazione della decisione del 16 agosto 2021 di questo Tribunale.

 

 

E.   a. In sede responsiva l’Ufficio delle domande di costruzione (UDC) non formula particolari osservazioni, mentre il Consiglio di Stato unitamente all’UBC postulano la reiezione del gravame con argomenti di cui si dirà, se necessario, nei seguenti considerandi. Il Comune è rimasto silente.

 

b. In sede di replica i ricorrenti chiedono l’acquisizione agli atti di ulteriori documenti, al fine di dimostrare come l’avversata misura non sia supportata da validi motivi scientifici, storici e artistici atti a giustificarla. Tanto più che, a loro detta, la sua emanazione significherebbe riconoscere ai ruderi una valenza cantonale. In sede di duplica UDC, Consiglio di Stato e UBC si riconfermano nelle precedenti posizioni, mentre il Comune non ha prodotto alcun allegato.

 

 

F.    Con scritto del 21 ottobre 2022 i ricorrenti, segnalando come il Consiglio comunale __________ non fosse stato ancora convocato per l’adozione di misure di protezione entro il termine di sei mesi impartito al p.to n. 3 del dispositivo della decisione impugnata, e deducendone la sua decadenza, hanno chiesto al Tribunale di accertarla e di stralciare il ricorso che sarebbe privo d’oggetto. Hanno fatto seguito le osservazioni dell’UDC, del Comune e del Consiglio di Stato unitamente all’UBC.

 

 

 

 

Considerato,                in diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 51 cpv. 2 LBC. Certa è la legittimazione dei ricorrenti, personalmente e direttamente toccati dalla decisione impugnata (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, integrati da quelli richiamati concernenti le varianti di piano regolatore adottate il 3 giugno 2019 dal Consiglio comunale __________, quelli sottoposti al Dipartimento per l’esame preliminare del 13 marzo 2018 e quelli a complemento di tale esame, trasmessi dall’UBC al Municipio il 14 giugno 2017 (cfr. supra consid. B.a), ossia il censimento (elenco schede e piano) e la tabella indicante i beni culturali protetti e degni di protezione del comune __________ (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Va per contro respinta la richiesta, reiterata dai ricorrenti con scritto del 7 luglio 2022, di acquisire agli atti l’intero incarto dell’UBC relativo al loro fondo e di tutto quanto posto a fondamento della modifica della decisione originale per la part. 1__________ ed in special modo l’elenco preciso e dattagliato degli “indizi ed elementi che portano a ritenere che (…) possano essere presenti contenuti archeologici legati ai ruderi di __________”, così come indicato in sede di risposta, pag. 2-3, dal Consiglio di Stato e dall’UBC, sia per i motivi che verranno esposti al consid. 5.1.2, sia perché la questione relativa all’istituzione di un perimetro di interesse archeologico denominato __________ (scheda SIBC PIA881) esula dalla presente procedura, che ha come oggetto esclusivamente la tutela a titolo provvisionale dei ruderi dell’Oratorio in quanto potenziale bene culturale (archeologico) d’importanza locale (cfr. anche scheda SIBC 31000, versione 20 gennaio 2022, Valutazione, pag. 2).

 

 

                                   2.   A titolo preliminare va detto che il Comune, conformemente al p.to n. 3 del dispositivo della decisione impugnata, ha promosso, con il mandato assegnato il 20 settembre 2022 al pianificatore per l’allestimento di una variante concernente l’oggetto in questione, la procedura di istituzione della protezione. Contrariamente a quanto preteso dagli insorgenti il ricorso non è dunque divenuto privo d’oggetto.

 

 

3.    I ricorrenti lamentano anzitutto una violazione del diritto di essere sentito da parte del Governo, rimproverandogli di non essersi pronunciato sulla richiesta formulata a titolo subordinato nelle loro osservazioni del 17 marzo 2022 di eseguire, analogamente a quanto effettuato in altri casi (ad esempio __________), solo il rilievo del muro in modo da garantirne la conservazione documentale della memoria, assegnando all’UBC e/o al Comune un termine per farlo, al fine di poter poi procedere con il suo abbattimento. In proposito si considera quanto segue.

 

3.1. Giusta l'art. 46 cpv. 1 LPAmm, ogni decisione deve essere motivata per iscritto. Scopo dell'obbligo della motivazione, componente essenziale del diritto di essere sentito ancorato all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), è di permettere al destinatario di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e se del caso di deferirla con piena cognizione di causa ad una giurisdizione superiore, la quale possa a sua volta esercitare un suo controllo effettivo (DTF 136 I 229 consid. 5.2; RDAT 1988 n. 45 consid. 2a; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, II ed., Cadenazzo 2002, n. 528 segg.; Marco Borghi/
Guido Corti
, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2c ad art. 26; Lorenz Kneubühler, Die Begründungspflicht, Berna 1998, pag. 29 seg.). Una motivazione può essere ritenuta sufficiente - e adempiere pertanto al citato scopo - quando l'autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che in un altro; l'autorità non è inoltre tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutti gli argomenti che le vengono sottoposti: può limitarsi ad affrontare le sole allegazioni rilevanti, in quanto atte a influire sulla decisione, e passare invece sotto silenzio, ad esempio, quelle che manifestamente non reggono o appaiono ininfluenti (DTF cit., ibidem, inoltre 130 II 530 consid. 4.3, con rinvii; STF 1C_615/2012 del 12 aprile 2013 consid. 2.2, 1C_287/2007 del 17 marzo 2008 consid. 2.2., entrambe con rinvii; Scolari, op. cit., n. 532 con rinvii, tra l'altro a RDAT I-1999 n. 27 consid. 3b; Borghi/Corti, op. cit., n. 2a ad art. 26, pure con rinvii).

 

                                         3.2. Nel giudizio impugnato, il Governo, menzionati i fatti alla base della vertenza, fra cui il contenuto e le domande formulate in via principale e in via subordinata nelle osservazioni del 17 marzo 2022, ha ritenuto necessario proteggere i ruderi dell’oratorio __________ da ogni atto di disposizione che ne pregiudichi la conservazione. Ora, la domanda subordinata avanzata dai ricorrenti di assegnare all’UBC e/o al Comune un termine per effettuare il rilievo del muro, al fine di poterlo poi abbattere, si scontra(va) con ogni evidenza con le finalità di tutela alla base dell’avversata decisione. Anche se evasa solo implicitamente, la decisione del Consiglio di Stato non integra dunque gli estremi di un diniego di giustizia. Sapere, invece, se le motivazioni addotte dal Governo sono pertinenti e sufficienti a giustificare la contestata misura di conservazione è questione di merito, che verrà esaminata nei seguenti considerandi.

 

 

4.    4.1. La protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale è disciplinata dalla LBC. L'art. 2 LBC definisce la nozione di bene culturale: sono tali i beni mobili e gli immobili che singolarmente o nel loro insieme rivestono interesse per la collettività, in quanto testimonianze dell'attività creativa dell'uomo in tutte le sue espressioni. Rientrano in questa definizione non solo oggetti d’interesse storico o artistico, ma anche religioso, archeologico, architettonico, urbanistico, etnografico, archivistico, bibliografico, numismatico, ecc. (cfr. Messaggio concernente il disegno di legge sulla protezione dei beni culturali del 14 marzo 1995 n. 4387, in: RVGC 1997, sessione ordinaria primaverile, vol. 1.2 pag. 1003 segg., commento agli art. 2-4 del progetto, pag. 1026; Messaggio) e, fra i beni immobili, ad esempio costruzioni, manufatti, rovine, parti costitutive o accessorie di costruzioni, zone archeologiche (ibidem; cfr. inoltre Patrizia Cattaneo Beretta, La legge cantonale sulla protezione dei beni culturali, in: RDAT I-2000, pag. 147). L'art. 3 LBC stabilisce poi che sono beni culturali protetti quelli che beneficiano di protezione pubblica ai sensi della legge. Quanto agli immobili, la legge distingue segnatamente tra quelli d'interesse cantonale e quelli d'interesse locale. I primi sono testimonianze cui è attribuito un significato culturale che travalica l'ambito locale e sono protetti per decisione del Consiglio di Stato (art. 20 cpv. 3 LBC; art. 2 cpv. 1 del regolamento sulla protezione dei beni culturali del 6 aprile 2004; RBC; RL 445.110). I secondi sono protetti per decisione del legislativo comunale (art. 20 cpv. 2 LBC) e fanno parte di quei beni che rivestono importanza soprattutto per le collettività locali (art. 2 cpv. 2 RBC).
L'art. 3 RBC definisce inoltre il concetto di bene degno di protezione, ovvero di beni culturali non ancora protetti, nei quali si presume la presenza di valori che giustificano misure di protezione preventiva.

 

4.2. Secondo l’art. 42 LBC, il Consiglio di Stato allestisce ed aggiorna regolarmente l’inventario dei beni culturali protetti, distinguendo quelli di interesse cantonale e locale, nonché quelli da proteggere in caso di conflitto armato o di catastrofe. Infatti, dal principio della corresponsabilità di ente pubblico e proprietari nel campo della cura dei beni culturali protetti, codificato all’art. 5 LBC, discende che oltre a fornire consulenza e aiuti economici, lo Stato ha il compito di raccogliere e ordinare le informazioni sui beni protetti e di verificarne periodicamente lo stato di conservazione (Messaggio, ad art. 5, pag. 1028). L’inventario comprende le schede informative di ogni bene culturale protetto (art. 43 cpv. 1 LBC). Giusta l’art. 31 RBC, concernente il censimento dei beni, l’UBC raccoglie e coordina, in collaborazione con gli altri servizi cantonali, tutte le informazioni relative ai beni culturali mobili e immobili esistenti sul territorio cantonale; il censimento è costantemente aggiornato. L’UBC trasmette ai Municipi i dati del censimento (art. 12 cpv. 1 RBC). Secondo il Messaggio, ad art. 42, pag. 1042,

 

L’inventario rappresenta una novità importante di questa legge. A differenza dell’attuale elenco dei monumenti, nel quale sono registrati solo scarni dati amministrativi, l’inventario vuol essere soprattutto lo strumento di conoscenza e informazione attorno al quale ruota tutta l’attività pubblica di protezione dei beni culturali. Esso richiede per ogni bene protetto la raccolta di informazioni sull’oggetto, così come l’archiviazione dei documenti che lo riguardano, segnatamente i rapporti relativi a lavori di restauro. È poi implicito che l’inventario presuppone un lavoro preliminare di censimento dei beni culturali, ossia la catalogazione descrittiva, su base scientifica, dei beni che potrebbero essere oggetto di protezione in ragione dell’interesse che rivestono per il Cantone. Scopo di questo lavoro è di fornire a Cantone e Comuni tutte le informazioni d’ordine scientifico e storico sul bene per il quale potrebbe venir istituita la protezione. (…)

 

E ancora, ad art. 43, pag. 1043,

 

L’inventario include tutti i beni culturali, ad eccezione dei beni mobili appartenenti ad istituzioni culturali riconosciute, le quali già dispongono di elenchi propri. Lo stesso è allestito sotto forma di schedario, che prevede per ogni bene una scheda con i dati amministrativi, descrittivi e documentari in forma sistematica e sintetica. La scheda deve offrire direttamente almeno i dati d’immediata necessità per il lavoro quotidiano degli operatori dei servizi pubblici. In quanto punto di partenza per approfondimenti, deve tuttavia fornire anche rinvii a ricerche già eseguite e alla documentazione, in particolare a quella conservata dai servizi cantonali stessi. (…)

 

4.3.

4.3.1. La LBC prevede la possibilità di far capo a delle misure provvisionali qualora un bene culturale protetto o degno di protezione sia esposto al rischio di manomissione, alterazione, distruzione, trafugamento o simili. L'art. 17 cpv. 1 LBC stabilisce che se un bene culturale protetto o degno di protezione è esposto ad un simile rischio, il Consiglio di Stato deve ordinare senza indugi le misure provvisionali necessarie. Il municipio, soggiunge il cpv. 2, è competente a ordinare misure provvisionali limitatamente ai beni protetti d'interesse locale. Per quanto riguarda questi beni, la disposizione opera dunque una distinzione - che è ripresa anche dal regolamento (art. 14 RBC) - attribuendo la competenza ad ordinare misure provvisionali: (a) al municipio se si tratta di beni protetti (cfr. anche art. 14 cpv. 1 RBC); (b) al Consiglio di Stato - su proposta dell'Ufficio dei beni culturali e sentito il preavviso della Commissione dei beni culturali (art. 14 cpv. 2 RBC) - se si tratta di beni non ancora protetti, ma degni di protezione. Come rilevato nella decisione del 24 aprile 2014 di questa Corte consid. 2.2 (inc. n. 52.2013.193), la distinzione non è di immediata comprensione. Neppure dai materiali legislativi se ne deduce la ragione. Non è in particolare dato di vedere per quale motivo il municipio non dovrebbe poter adottare provvedimenti cautelari anche nel caso di beni d'interesse locale non ancora tutelati, ma comunque meritevoli di protezione. A maggior ragione se si considera che la decisione di istituire poi formalmente la protezione compete agli organi comunali (art. 20 cpv. 1 e 2 LBC), e che al municipio va in ogni caso riconosciuta la facoltà di far capo alle misure di salvaguardia della pianificazione ai sensi degli art. 56 seg. LST (Lorenzo Anastasi/Davide Socchi, La protezione del patrimonio costruito, con particolare riferimento all'inventario ISOS, in: RtiD I-2013, pag. 369). In ogni caso, considerato il chiaro testo di legge, si deve ritenere che il Consiglio di Stato è competente a tutelare in via cautelare tutti gli immobili degni di protezione, anche d'interesse locale (art. 17 cpv. 1 LBC, art. 14 cpv. 2 RBC).

 

4.3.2. L'art. 17 cpv. 3 LBC indica alcune misure provvisionali che possono essere adottate, a seconda del caso. Tra queste, figurano tra l'altro: (a) il divieto di modificare o di distruggere il bene culturale, anche se oggetto di una licenza di costruzione (sospensione dei lavori); (b) l'esecuzione di sondaggi e rilievi; (c) l'ordine di eseguire lavori di consolidamento o di manutenzione. Le necessarie misure provvisionali da adottare in caso di pericolo devono essere limitate nel tempo (cfr. Cattaneo Beretta, op. cit., pag. 149). Secondo l'art. 18 cpv. 1 LBC, la misura provvisionale volta a scongiurare i pericoli a cui è esposto un bene non ancora protetto esplica i suoi effetti per la durata di sei mesi. Se entro questo termine l'autorità promuove la procedura di istituzione della protezione, soggiunge la norma, la misura resta in vigore finché la relativa decisione sia passata in giudicato. Da tale disposizione si deduce che per un bene culturale immobile degno di protezione (ma non ancora protetto) di interesse locale, come è il caso per i ruderi dell’oratorio __________, un provvedimento cautelare ai sensi della LBC istituito a sua protezione esplica i suoi effetti fino alla crescita in giudicato della decisione di adozione della variante del piano regolatore a tutela dei beni culturali immobili di interesse locale (art. 20 cpv. 2 LBC). Un eventuale ritardo nell'adozione della tutela non ha dunque, per principio, alcuna conseguenza diretta sull'efficacia del provvedimento e non ne provoca la decadenza. Tuttavia, ciò non significa che la misura provvisionale adottata in base alla LBC possa sussistere all'infinito, sine die: oltre che rispondere all'interesse pubblico, infatti, essa deve sempre rispettare anche il principio della proporzionalità (STA 52.2014.389 del 16 febbraio 2016 consid. 4.1.)

 

 

5.    Oggetto della presente vertenza è la decisione del Governo di tutelare in via provvisionale i ruderi dell’Oratorio, in quanto potenziale bene culturale d’interesse locale, in base alle indicazioni contenute nella scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio 2022. Esulano per contro dalla presente procedura tutte le considerazioni avanzate dai ricorrenti relative all’istituzione della zona archeologica al mapp. 1__________, prevista dalla pianificazione annullata da questo Tribunale (cfr. supra consid. B.c), e all’istituzione di un perimetro archeologico denominato __________ in base all’art. 16 cpv. 1 lett. c RBC (cfr. anche supra consid. 1.2).

 

5.1. I ricorrenti contestano anzitutto la decisione governativa dal profilo dell’assenza di un interesse pubblico alla sua base, incentrando le loro critiche sul fatto che il valore dei ruderi dell’Oratorio non sarebbe stato acclarato e che la scheda dell’UBC sia stata ritenuta pedissequamente fedefacente nonostante le castronerie che contiene, così come da loro evidenziato nelle osservazioni del 17 marzo 2022. Tali critiche non meritano accoglimento e risultano in parte premature per i seguenti motivi.

 

5.1.1. Secondo la richiesta del 25 gennaio 2022 del Municipio di tutelare in via provvisionale i ruderi dell’Oratorio, munita, come detto, di un estratto catastale del 1858 e della scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio 2022,

 

il mapp. 1__________ RFD __________ è un fondo sul quale nel XVI secolo venne eretto l’antico Oratorio __________ (vedi estratto mappa del 1858); un edificio religioso che nel 1886 subì un crollo che distrusse il tetto e la gran parte delle murature.

Ad oggi il fondo, passato in mani private, conserva la sacrestia, una parte del muro della navata e dell’abside e frammenti di cornicioni che sono stati segnalati come meritevoli di tutela da parte dell’Ufficio dei Beni Culturali (vedi scheda SIBC A31000).

La segnalazione dei resti dell’antico oratorio e la loro importanza per la storia del comune __________ hanno indotto il Municipio ad inserire nelle varianti di PR in fase d’approvazione dei vincoli di conservazione, che a causa di un ricorso al TRAM sono stati annullati per vizio di forma.

 

Vista l’imminente scadenza della decisione sospensiva del 5 febbraio 2020 (cfr. supra consid. C.a), il Municipio ha quindi chiesto al Consiglio di Stato l’adozione di misure provvisionali a salvaguardia del bene culturale d’interesse locale degno di protezione ma non ancora protetto, ossia di un bene nel quale, secondo l’art. 3 LBC, si presume la presenza di valori che giustificano misure di protezione preventiva (cfr. supra consid. 4.1). Ora, in base ai contenuti della scheda SIBC A3100, i ruderi dell’oratorio __________ rientrano senza dubbio in questa categoria. Tant’è vero che, nelle loro osservazioni del 17 marzo 2022, i ricorrenti non ne mettono in dubbio l’esistenza, bensì la valutazione e le ipotesi storiche operate in proposito dall’UBC nella relativa scheda (la scheda è costruita con elementi storicamente veri, ma interpretati in maniera volutamente distorta e quindi non fondanti), a cui contrappongono le loro, negando che siano meritevoli di tutela. Peraltro, come emerge dal rapporto di pianificazione del gennaio 2019, pag. 35, essi stessi avevano comunicato al Municipio l’intenzione di recuperare l’oggetto, che era stato riesaminato nel corso di un sopralluogo con i responsabili dell’UBC. La contestata misura risulta pertanto sorretta da un sufficiente interesse pubblico, ossia quello di permettere all’autorità di esperire un esame circa la meritorietà dell’oggetto a essere protetto come bene culturale d’interesse locale. Sarà in un secondo tempo, al momento dell’istituzione di un’eventuale tutela nell’ambito della variante ora in allestimento (cfr. scritto del 21 settembre 2022 del Municipio al pianificatore, secondo cui vi sarebbero tre scenari praticabili), che i ricorrenti potranno avanzare le loro critiche circa il valore dell’oggetto, negando, se del caso, la sussistenza di un interesse pubblico alla sua protezione. In questa sede esse si rivelano premature. Da notare inoltre che, contrariamente a quanto sembrano assumere gli insorgenti, l’emanazione della decisione impugnata da parte del Governo non comporta il riconoscimento ai ruderi di un’importanza cantonale, ma deriva esclusivamente dall’attribuzione di competenze fra Municipio e Consiglio di Stato disposta dalla LBC per l’adozione di provvedimenti ex art. 17 (cfr. supra consid. 4.3.1).

 

5.1.2. Vanno poi respinte le critiche rivolte all’attendibilità della scheda A31000, che, a detta dei ricorrenti, non poggerebbe su criteri scientifici, per i seguenti motivi. Come esposto in precedenza, l’allestimento dell’inventario e delle relative schede presuppone anzitutto un lavoro preliminare di censimento. Le schede, che indicano per ogni bene i dati amministrativi, descrittivi e documentari, offrono almeno i dati di immediata necessità per il lavoro quotidiano degli operatori e rappresentano un punto di partenza per successivi approfondimenti e aggiornamenti. In concreto, come adduce l’UBC nel suo scritto del 27 giugno 2022, il 14 giugno 2017 sono stati trasmessi al Municipo (solo) i dati relativi all’Oratorio contenuti nel censimento. Ha fatto fatto poi seguito l’allestimento della scheda A31000, nel frattempo radicalmente corretta con i dati forniti dai proprietari, a dimostrazione della superficialità del lavoro dell’UBC (cfr. osservazioni del 17 marzo 2022). Tale circostanza non è tuttavia atta a scalfire la validità della scheda né tanto meno il lavoro dell’UBC. Infatti, come detto, le schede relative ai beni culturali non sono immutabili bensì soggette periodicamente ad approfondimenti e aggiornamenti, dipendenti dall’acquisizione di nuove informazioni sui beni. Nulla osta poi che a tali aggiornamenti partecipino attivamente i proprietari sulla base del citato principio di corresponsabilità (cfr. supra consid. 4.2), che presuppone una cooperazione fra ente pubblico e proprietario del bene (cfr. Messaggio, pag. 1022). Rettamente dunque il Consiglio di Stato ha esaminato e evaso la richiesta di adozione di provvedimenti cautelari del Municipio in base alla scheda A31000 nella sua versione attuale, che risulta determinante. Da qui il motivo per cui non appare necessario accedere alla richiesta dei ricorrenti di acquisire agli atti ulteriore documentazione.

 

5.2. In merito alla proporzionalità dell’avversata misura va detto che, come indicato al consid. 4.3.2, secondo l’art. 18 cpv. 1 LBC, per un bene culturale immobile degno di protezione (ma non ancora protetto) di interesse locale, come è il caso per i ruderi dell’oratorio __________, un provvedimento cautelare ai sensi della LBC istituito a sua protezione esplica, di principio, i suoi effetti fino alla crescita in giudicato della decisione di adozione della variante del piano regolatore. Ora, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, proprio il fatto che la misura è stata limitata dal Governo a due anni, in analogia al termine stabilito dalla legge per le zone di pianificazione (cfr. art. 60 cpv. 2 LST e riposta del Governo e dell’UBC) dimostra come i loro interessi sono stati considerati e ponderati. Pur essendo incisiva, la restrizione temporanea della proprietà che ne deriva può essere ritenuta come sopportabile, tenuto conto degli importanti obiettivi di tutela perseguiti e della durata limitata del provvedimento. Anche il lasso complessivo di tempo - circa cinque anni - in cui la domanda di demolizione rischia per finire di rimanere sospesa, appare conforme al principio di proporzionalità (cfr. STA 52.2014.389 citata, consid. 5.3.3). Anche questa critica non merita pertanto accoglimento.

 

 

6.    6.1. Alla luce di tutto quanto precede, il ricorso va respinto.

 

6.2. Le spese, la tassa di giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza (art. 47 cpv. 1 e 49 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è respinto.

 

 

2.   La tassa di giustizia di fr. 1'500 è posta a carico dei ricorrenti, che già l’hanno anticipata.

 

 

3.   Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

 

4.   Intimazione a:

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                     Il segretario