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Incarto n.
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Lugano 12 febbraio 2010 |
Decisione In nome |
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Il Tribunale di espropriazione |
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Composto dalla Presidente |
Margherita De Morpurgo |
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e dai membri |
ing. Eraldo Pianetti arch. Giancarlo Fumasoli |
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segretario giudiziario |
Enzo Barenco |
statuendo nella procedura di espropriazione formale promossa da
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ISEP 1 rappr. dal RA 1
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contro |
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COCE 1 composta da: 1. MCON 1 2. MCON 2 3. MCON 3 4. MCON 4 tutti rappr. dall’ RA 2
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nell'ambito delle opere di realizzazione del collegamento acqua potabile alla rete di __________ in zona __________,
relativamente al mapp. no. 1570 RFD di __________, |
ed ora sulla domanda di modifica dei piani e sull’opposizione all’anticipata immissione in possesso,
letti ed esaminati gli atti, udite le parti ed assunte le necessarie prove,
considerato in fatto ed in diritto
- che nel corso dell’estate del 2008 il
Comune di __________ ha dovuto rinunciare alla captazione di acqua potabile dal
pozzo __________, già sua principale fonte di approvvigionamento idrico, in
ragione della presenza di inquinanti nell’acqua della falda;
- che, per superare la situazione contingente, è stato realizzato un
collegamento di emergenza con la rete di __________ in zona __________. Quest’ultimo
non garantisce, tuttavia, i quantitativi sufficienti per far fronte ai periodi
di maggior consumo, nonostante la popolazione sia stata invitata ad un consumo
parsimonioso dell’acqua;
- che pertanto il Municipio ha risolto di realizzare un allacciamento di
supporto provvisorio alla rete di __________ (tratta A) e di anticipare parzialmente
il collegamento definitivo alla rete di __________ (tratta B) in sintonia con
quanto previsto dal progetto del nuovo acquedotto regionale del __________ Lungo
la tratta A sarà posata una condotta del diametro di 100 mm lunga ca. 50 m in parte interrata ed in parte sospesa a lato del ponte sul fiume __________;
il tratto B sarà invece realizzato con tubi di ghisa con collegamento
autostagno del diametro di 200 mm per una lunghezza totale di 145 m;
- che il Consiglio Comunale ha stanziato il credito di costruzione con
risoluzione del 25.6.2009 (MM 15/2009);
- che il Consiglio di Stato ha autorizzato il collegamento con la rete di __________
con risoluzione dell’8.7.2009;
- che la realizzazione dell’opera coinvolge il mapp. no. 1570 (mq 8883), fondo che
confina ad est con Via __________, a sud con Via __________, ad ovest con gli
argini del fiume __________ e a nord con il mapp. no. 1000 di proprietà
comunale sul quale sono già installate la vasca di ripresa della stazione __________,
una condotta diretta a sud ed una camera nei pressi del confine con la part.
no. 1570. In particolare, per realizzare il collegamento tra la zona del ponte
e le infrastrutture presenti sul mapp. no. 1000, il Comune ha progettato di posare
la nuova condotta attraversando il settore occidentale del mapp. no. 1570, da
sud verso nord, nelle vicinanze della scarpata verso il fiume; mantenendo
inizialmente un tracciato lineare perpendicolare a Via __________, nella sua
parte finale la tubazione prosegue obliquamente verso est per scansare la
camera esistente appena oltre il confine e raccordarsi alla condotta già posata
sul mapp. 1000 (cfr. piano no. 562-402 del 16.6.2009);
- che il Municipio ha quindi avviato la presente procedura espropriativa intesa
ad ottenere i necessari diritti di passaggio sul mapp. no. 1570 per la posa e
l’accesso alla condotta (90 ml) contro versamento di un’indennità di fr. 1.- il
ml, nonché l’occupazione temporanea del sedime occorrente per eseguire l’opera
(mq 484 + 220) a fr. 0.50/0.20 il mq;
- che, autorizzata l’omissione della pubblicazione degli atti ai sensi
dell’art. 27 Lespr, agli espropriati è stato notificato un avviso personale il
21.7.2009;
- che il 18.8.2009 gli espropriati hanno trasmesso a questo Tribunale, senza particolari
commenti, copia della corrispondenza intercorsa con il Municipio e con
l’azienda acqua-gas-elettricità di __________ (__________). Dal carteggio si
evince che nel 2003 la __________ ha invaso per errore il mapp. no. 1570
posandovi un bauletto portacavi. Accortasi del disguido, si è offerta di spostare
l’impianto verso la parte occidentale del fondo suggerendo di eseguire
l’intervento in concomitanza con i lavori di posa della condotta dell’acqua
potabile. I proprietari, approvando tale soluzione, hanno perciò contattato il
Municipio affinché sospendesse la procedura espropriativa e valutasse la
proposta di __________. L’esecutivo ha risposto negativamente con lettera del
26.8.2009;
- che con scritto del 7.9.2009 il Municipio ha chiesto l’anticipata immissione
in possesso;
- che con scritto del 28.9.2009 i proprietari si sono opposti al provvedimento
ritenendo il progetto del Comune particolarmente penalizzante e dichiarandosi disposti
ad accettare la proposta già formulata da __________;
- che al sopralluogo del 13.10.2009 gli espropriati hanno chiesto che la
condotta venga posata in parallelo con le infrastrutture di __________ fino al
confine nord della proprietà auspicando, in particolare, che la tubazione ed il
bauletto portacavi siano posati nell’ambito di un solo e medesimo scavo e
seguendo il tracciato proposto da __________. Dal canto suo il Comune –
inizialmente poco propenso a modificare il progetto, vuoi perché un raccordo “a
gomito” oltre il confine pregiudicherebbe lo scorrimento dell’acqua, vuoi
perché comunque la condotta si trova all’interno della linea di arretramento
dai corsi d’acqua – per finire ha proposto una leggera modifica del raccordo a
nord, e meglio come schizzato a matita sul piano allegato al verbale;
- che tale possibile modifica è stata ulteriormente affinata dal Municipio e
formalizzata nel nuovo progetto allegato allo scritto del 16.10.2009 (cfr.
lettera del Municipio e piano no. 562-402a). In base a tale piano le due
infrastrutture vengono posate in uno scavo largo ml 1.30 posto ad una distanza
minima di ca. 1ml dal ciglio della scarpata. Il tracciato della nuova condotta
fiancheggia per quasi tutta la sua lunghezza quello della linea elettrica salvo
che negli ultimi 5 ml ca. dove si disgiunge piegando verso est. Come puntualizzato
dal Municipio, la disgiunzione è dovuta al fatto che la posa di una condotta in
ghisa in concomitanza di un incrocio di tubazioni elettriche è impraticabile
per i pericoli che potrebbero derivarne in caso di rottura delle tubazioni
dell’acqua;
- che tale ultima proposta è stata rifiutata dagli espropriati i quali,
contestate le argomentazioni municipali, di rimando hanno nuovamente preteso il
prolungamento lineare del tracciato della nuova condotta fino al confine nord
del mapp. no. 1570, così confermando nella sostanza quanto già richiesto al
sopralluogo (cfr. scritto del 2.11.2009 e piano allegato no. 2);
- che la corrispondenza successiva non ha permesso di appianare la lite;
- che un intervento espropriativo, come ogni atto limitativo dei diritti di
proprietà, è compatibile con la garanzia costituzionale della proprietà (art.
26 Cost) solamente se è fondato su una base legale, se risponde ad un interesse
pubblico e se rispetta il principio di proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cos; Hess/Weibel,
Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, ad art. 1 no. 11 ss, 25 ss; Grisel,
Traité de droit administratif, 1984, vol. II, p. 727; DTF 129 I 337 c.
4.1 e rinvii);
- che a norma dell’art. 24 cpv. 2 let. a-b Lespr, l’espropriato ha facoltà di
opporsi all’espropriazione e di chiedere una modifica dei piani;
- che in concreto l’intervento espropriativo è sicuramente sorretto da un
interesse pubblico pertinente e preminente; anzi, la posa della condotta
costituisce una palese ed urgente necessità;
- che, in ogni caso, gli espropriati non contestano la pubblica utilità
dell’opera ma si oppongono all’intervento espropriativo nei termini prospettati
dal Comune poiché, a loro avviso, è particolarmente penalizzante, e chiedono
una modifica dei piani. Implicitamente essi alludono, dunque, ad una violazione
del principio della proporzionalità;
- che il principio della proporzionalità esige che i provvedimenti di natura
restrittiva siano idonei a raggiungere lo scopo desiderato e che, a fronte di
soluzioni diverse, si scelga quella meno pregiudizievole per i diritti del
privato (DTF 126 I 219 c. 2c e rinvii). Secondo la giurisprudenza, in
materia espropriativa ciò non significa che la restrizione debba limitarsi a
quanto è assolutamente indispensabile alla realizzazione dell’intervento
d’interesse pubblico, potendo per contro estendersi a quanto è necessario, dal
profilo tecnico e giuridico, all’esecuzione adeguata dell’opera in questione (RDAT
I-2001 no. 30 c. 4d in fine; RtiD I-2006 no. 24 c. 2.3);
- che l’esistenza di soluzioni alternative non basta, di principio, a
delegittimare l’intervento trattandosi di un giustificativo generico di cui
chiunque potrebbe avvalersi, con la conseguenza che la messa in atto di lavori
pubblici sarebbe in buona parte destinata a fallire (Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, no. 1252; ; Hess/Weibel,
op. cit., ad art. 1 no. 26 ss, ad art. 35 p. 431);
- che il Comune non espropria formalmente il sedime necessario alla posa della
condotta ma si è limitato a chiedere la costituzione di una servitù per il
passaggio della tubazione, compreso il diritto di accedervi. Sotto il profilo
giuridico esso ha così scelto il provvedimento meno incisivo per i diritti di
proprietà nel pieno rispetto del principio della proporzionalità;
- che per quanto concerne il tracciato dell’opera, la lite è, in sostanza,
limitata all’ultimo tratto della condotta, ed in particolare alla zona del
confine tra i mapp. no. 1570 e 1000 dove dovrebbe avvenire il raccordo tra la
nuova tubazione e le infrastrutture comunali esistenti;
- che in base al vigente PR di __________ il mapp. no. 1570 è, per la maggior
parte, assegnato alla zona artigianale e commerciale. La porzione settentrionale
del fondo, rivolta verso il mapp. no. 1000, è invece inedificabile in quanto inclusa
nella zona di protezione II del pozzo di captazione dove sono permesse solo
attività inerenti lo sfruttamento agricolo o forestale, oppure installazioni di
attrezzature che non provocano pericolo per le acque (art. 21 NAPR). Nel piano delle
zone, lungo il fiume __________, è inoltre segnata una fascia boschiva;
- che, ciò considerato, la proposta del Municipio di cui al piano no. 562-402a
allegato allo scritto del 16.10.2009 appare ragionevole e proporzionata alla
concreta situazione della proprietà;
- che in effetti, e come già indicato, secondo tale proposta, il tracciato
della nuova condotta si sviluppa nei pressi del ciglio della scarpata verso il
fiume e segue parallelamente quello di __________ quasi fino al confine del
mapp. no. 1570. La leggera deviazione finale, limitata ad un tratto di ca. 5
ml, non pregiudica la particella poiché in quel punto l’area è inedificabile. Certo
si potrebbe ipotizzare l’eventuale abolizione o riduzione della zona di
protezione e la conseguente attribuzione della superficie affrancata alla zona
artigianale e commerciale. Anche in questo caso, tuttavia, considerate le vigenti
norme sulle distanze, che variano da un minimo di ml 3 ad un massimo di ml 7 a seconda dell’altezza della costruzione, l’incidenza della tubazione sarebbe
nulla o comunque assai limitata (art. 36 e art. 9 pto. 9.2 NAPR);
- che di conseguenza la nuova condotta dovrà essere posata come indicato nel
predetto piano 562-402a, in parallelo ed il più vicino possibile al tracciato
di __________, tenuto conto delle problematiche di ordine tecnico e di
sicurezza secondo le normative vigenti in materia;
- che l’ente espropriante può chiedere l’immissione in possesso prima della
stima e del pagamento dell’indennità qualora renda verosimile che un ritardo
nell’inizio dei lavori sarebbe di pregiudizio all’opera. Tuttavia, fintanto che
sulle opposizioni all’espropriazione e sulle domande di modifica dei piani non
sia stata presa una decisione definitiva, l’immissione in possesso può essere
concessa solo nella misura in cui non abbiano a sorgere danni irreparabili
qualora le stesse venissero accolte. L’autorizzazione è peraltro accordata sempre
che la presa di possesso non impedisca di esaminare la domanda di indennità
(art. 51 Lespr.);
- che trattandosi di un giudizio di semplice apparenza è sufficiente dimostrare
che esiste una ragionevole probabilità che un ritardo si ripercuota negativamente
sulla realizzazione dell’opera provocando inevitabili perdite economiche (RDAT
1981 no. 68, 1988 no. 66; TRAM 2.12.2002 N. 50.2002.22);
- che in concreto i requisiti di legge sono adempiuti, la posa della condotta essendo
una necessità urgente ed improrogabile;
- che la domanda di modifica dei piani è risolta in questa sede;
- che del resto gli espropriati non hanno dimostrato né reso verosimile che il
loro interesse privato meriti maggior protezione di quello dell’ente pubblico
alla puntuale esecuzione dell’opera;
- che ad oggi il terreno è prativo e non vi sono progetti edilizi per
l’immediato futuro; l’anticipata immissione in possesso non provoca quindi danni
irreparabili, tale requisito essendo realizzato soltanto qualora il pregiudizio
fosse irreversibile ed il ripristino della situazione anteriore praticamente
escluso (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 76 no. 9; DTF 110 Ib 55,
115 Ib 94);
- che, nondimeno, prima di accedere al fondo il Comune dovrà allestire
un’accurata documentazione fotografica;
- che pertanto l’opposizione all’anticipata immissione in possesso dev’essere
respinta;
- che sull’indennità il Tribunale si pronuncerà in separata sede e previa
citazione delle parti ad una udienza di discussione, salvo che nel frattempo
esse si accordino in via amichevole;
- la tassa di giustizia e le spese sono a carico dell’ente espropriante (art.
73 cpv. 1 Lespr); non essendo gli espropriati rappresentati da un legale non si
assegnano ripetibili.
richiamata la Legge di espropriazione dell’8.3.1971
dichiara
e pronuncia 1. La domanda di modifica dei piani è evasa nel
senso dei considerandi, e di conseguenza la nuova condotta al mapp. no. 1570
sarà posata come indicato nel piano no. 562-402a allegato allo scritto del
Municipio del 16.10.2009.
2. L’opposizione all’anticipata immissione in
possesso è respinta.
2.1. L’anticipata immissione in possesso è accordata a far tempo dalla data del
presente giudizio ed è immediatamente esecutiva.
3. E’ fatto obbligo all’ente espropriante di allestire una documentazione fotografica al mapp. no. 1570 prima dell’inizio dei lavori di posa della condotta e trasmetterla al Tribunale di espropriazione.
4. La tassa di giustizia e le spese per il
presente giudizio in fr. 500.- sono a carico dell’ente espropriante. Non si
assegnano ripetibili.
5. Contro la presente pronuncia è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, Lugano, nel termine di trenta giorni dall’intimazione.
6. Intimazione a:
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per il Tribunale di espropriazione
la Presidente Il segretario giudiziario
Margherita De Morpurgo Enzo Barenco