nei procedimenti penali a carico di
___________,
(rappr. dall'avv. ___________, pure suo tutore)
per titolo di incendio intenzionale, danneggiamento, ripetuta circolazione malgrado la revoca, ripetuta contravvenzione alle norme della circolazione stradale, nonché di diffamazione, calunnia e abuso di impianti di telecomunicazioni.
Preso atto: - del decreto di non luogo a procedere 26 marzo 2002 del Procuratore pubblico __________;
- del decreto di non luogo a procedere 1. aprile 2003 del Procuratore pubblico __________.
Viste: - l'istanza 30 aprile 2003 del Procuratore pubblico __________, tendente ad ottenere l'adozione di misure terapeutiche ex art. 43 CP, di competenza del Presidente del Tribunale penale cantonale secondo l'art. 348 lett. b) CP;
- le osservazioni 30 giugno 2003 con cui l'avv. ___________ si oppone in via principale all'adozione di misure terapeutiche, subordinatamente chiede che quelle già in atto abbiano ad essere mantenute;
- la replica 23 luglio 2003 con cui il Procuratore pubblico esprime parere favorevole alla richiesta formulata in via subordinata rilevando, comunque, che dette misure devono essere avvalorate da una decisione del giudice.
Considerato: 1. Tra l'estate e
l'autunno 2001 e poi ancora fino al mese di giugno 2002 ___________ si è reso
autore di diversi reati, in particolare di ripetute infrazioni e
contravvenzioni alla LF sulla circolazione stradale, danneggiamento, incendio
intenzionale, come pure di diffamazione, calunnia e abuso di impianto di telecomunicazioni.
La dinamica degli atti illeciti testè illustrati è descritta in modo completo
ed esaustivo nei vari rapporti di costatazione e di segnalazione della Polizia
cantonale in atti e, per parte di essi, anche nel decreto di non luogo a
procedere 1203/2003 del 1. aprile 2003 - a cui si fa esplicito rinvio - emanato
dal Procuratore pubblico __________.
L'accertamento dei fatti si è fondato sulle deposizioni rese da ___________, su
quanto riferito dalla Polizia cantonale e sulle dichiarazioni delle vittime e
dei testi.
In corso d'inchiesta ___________ è stato sottoposto a perizia psichiatrica.
E' così emerso che egli è affetto da gravi disturbi psichici e che i reati
commessi sono in nesso diretto con essi.
Le conclusioni peritali dei medici della Clinica psichiatrica cantonale,
raccolte nel referto 8 marzo 2002, rilevano quanto segue:
"Trattasi di un
paziente trentatreenne ricoverato presso la nostra clinica coattivamente dal 19
settembre 2001 al 17 novembre 2001; il paziente abbandonava poi la clinica e
sulla base delle modalità del ricovero è stata avviata una ricerca attiva per
cui è stato di nuovo ricoverato dal 30 novembre 2001 al 16 gennaio 2002. Il
ricovero è avvenuto a seguito di un grave scompenso psicotico che ha richiesto
un intervento multidisciplinare con una farmacoterapia specifica associata ad
un supporto psicoterapico ed in seguito un inserimento socio-lavorativo che ha
permesso un graduale miglioramento del quadro psicopatologico presente
all'ammissione. All'entrata egli appariva gravemente disturbato, bloccato sul
piano verbale, francamente dissociato e derealizzato. Era presente un quadro
delirante di tipo paranoico grave, verso la situazione generale e verso lo
stato di psicopatologia che egli attraversava non vi era alcuna critica. Per un
lungo periodo di tempo, nonostante l'assunzione di una terapia farmacologica antipsicotica,
era rimasto sintomatico. Nel mese di ottobre (27 ottobre 2001) dove sono
successi i vari eventi che lo vedono sospetto responsabile, il succitato era
notevolmente disturbato ed instabile, un quadro sintomatico delirante era
ancora evidenziabile con contenuti persecutori e di influenzamento. Era pure
presente una componente allucinatoria grave e l'esame della realtà era
inadeguato.
Relativamente all'ipotesi di essere autore di atti incendiari, è da rilevare
che durante i vari colloqui egli non ha mai verbalizzato nulla in merito ai
presunti fatti avvenuti, né i contenuti deliranti allucinatori avevano una
connessione con temi vandalici o piromanici.
Per quanto riguarda lo stato mentale nelle date del 13 agosto 2001
(danneggiamento), del 21.08.2001 e del 13.09.2001 (circolazione malgrado la
revoca) possiamo affermare che sicuramente nel mese di settembre e molto
probabilmente già nel mese di agosto il paziente presentava una condizione di
scompenso psichiatrico di tipo paranoide.".
E ancora, nello scritto 9 luglio 2002 si legge che:
"Il signor ___________
è stato ricoverato con modalità coatta presso la nostra clinica in data 11
giugno 2002 dal proprio psichiatra curante, dottor __________ di Lugano, che da
qualche tempo segnalava la messa in atto da parte del paziente stesso di
comportamenti inadeguati e clamorosi sulla base di uno scompenso psicotico
dominato da ideazione delirante paranoide. E' pertanto indubbio che gli
atteggiamenti di persecuzione messi in atto dal paziente nei confronti del
querelante siano stati adottati sulla base di uno stato psichico gravemente
alterato. Lo stesso stato psicopatologico se in fase di scompenso acuto
potrebbe indurre il paziente al passaggio all'atto con comportamenti eteroaggressivi
seppure nella sua storia clinica rileviamo manifestazioni di eteroaggressività
limitate esclusivamente a cose e mai a persone.".
Ai quesiti volti a sapere se ___________ ha commesso i fatti punibili in stato
di scemata responsabilità (art. 11 CP) oppure in totale irresponsabilità (art.
10 CP), i periti hanno risposto di propendere per la seconda evenienza.
Sulla base di queste considerazioni i Procuratori pubblici __________ e __________ hanno abbandonato i procedimenti penali a carico di ___________ per totale irresponsabilità, così come esige l'art. 10 CP.
2. Venendo
alle misure terapeutiche giusta l'art. 43 CP (indispensabili e di competenza
del Presidente del Tribunale penale cantonale secondo l'art. 348 lett. b) CPP), così si sono
espressi i medici della Clinica psichiatrica __________ nel loro rapporto 8
marzo 2002:
"Il Signor ___________
è stato dimesso dalla __________ anche in base alla valutazione dell'assenza
della necessità di continuare il trattamento ospedaliero. Peraltro sarebbe per
lui necessario un trattamento ambulatoriale".
E ancora
"Egli si sottoporrà, per ora volontariamente ad una terapia presso il Servizio Psico Sociale, ma una misura obbligatoria potrebbe rappresentare un utile rinforzo al proseguio della terapia.".
Successivamente, nell'ambito di ulteriori chiarimenti richiesti dal Procuratore pubblico sullo stato del peritando e sulle relative misure da adottare, i medici, con scritto 9 luglio 2002, hanno tra l'altro precisato che:
"Questi rischi possono essere controllati adottando misure curative in ambiente stazionario come nella fase attuale [ndr. quella acuta] ed una volta rientrato il quadro acuto attraverso la prosecuzione del trattamento in sede ambulatoriale".
Ancora il 25 marzo 2003, in risposta ad uno specifico quesito posto dal Magistrato inquirente, i medici della Clinica psichiatrica __________ hanno riconfermato la necessità della misura del trattamento ambulatoriale - gestita sotto forma di un contratto di dimissione che comprende l'alloggio privato gestito dal tutore, un pasto principale alla mensa della clinica, la somministrazione ambulatoriale controllata del farmaco, colloqui regolari con il medico che gestisce la farmacoterapia, un impiego parziale del tempo nell'ambito di laboratori protetti della clinica, nonchè la gestione delle finanze da parte del tutore - le cui modalità d'applicazione hanno portato a buoni risultati.
Rilevato: - ___________,
dopo aver trasferito all'inizio del mese di maggio 2003 il suo domicilio a
__________, in __________, è stato ricoverato presso la Psychiatrische
__________ di __________, una prima volta il 17 ottobre 2003 dove è rimasto
fino al 24 novembre 2003 ed una seconda volta dal 19 gennaio 2004 a tutt'oggi.
In risposta alla richiesta formulata il 7 novembre 2003 da questo Tribunale,
così hanno riferito i medici della Psychiatrische __________ di __________:
"Verlauf
In den erstenTagen erfolgte eine symptomatische Behandlung mit Haldol und Temesta,
die jedoch zugunsten der regulären Festmedikation auf Risperdal und Remeron umgestellt
wurde. Der Patient verweigerte zu Beginn die freiwillige Einnahme dieser Medikamente,
wurde auch wiederholt bedrohlich und musste deshalb isoliert werden. Unter Druck
des Aufgebots nahm er dann die Medikamente ein. Kurzfristig wurde zusätzlich Fluanxol
eingesetzt. Nach ca. zehn Tagen kam es zu einer Rückbildung der floriden psychotischen
Symptomatik. Der Patient konnte sich von seinem Vorhaben, nach Russland zu reisen
und einen russichen Pass zu organisieren, distanzieren. Akustische Halluzinationen
habe er schon seit Eintritt keine mehr gehabt. Trotz wiederholter Versuche, den
Patienten zu einer Aufnahme einer geregelten Tagesstruktur zuerst im Klinikrahmen
und dann im Ambulatorium Ost zu motivieren, konnte er sein Anliegen, den Tagesablauf
selbständig zu gestalten, durch schlaue Argumentationen durchsetzen. Zu einer Aufgabe
seines Zimmers war er ebenso wenig bereit und liess sich auch nicht von seinem Vormund
diesbezüglich unter Druck setzen. Soziotherapeutisch besuchte er die Bewegungsgruppe,
in der seine verhaltenen, kleinen, körpernahen Bewegungen imponierten und eine geringe
Interaktion mit den übrigen Gruppenteilnehmern. Nach wiederholten Rücksprachen mit
dem Vormund im Tessin, wurde mit diesem vereinbart, einen Vormundswechsel nach Zürich
in die Wege zu leiten. In der gemeinsamen Besprechung wurde festgehalten, den Patienten
im Sinne eines letzten Versuchs in den alten Verhältnissen zu entlassen.
Diagnose
Paranoid-hebephrene Schizophrenie (ICD-10: F20.0 und 20.1)".
E ancora
"Procedere
- Austritt des Patienten in die alten Verhältnisse mit unsicherer Prognose
- Ambulante psychiatrische Weiterbehandlung im Ambulatorim Ost bei Dr. __________
- Vormundswechsel nach Zürich, wird durch aktuelllen Vormund, Herr __________, in die Wege geleitet.".
Ritenuto: Tutto ciò
premesso, altro non resta che ordinare nei confronti del peritando la misura dell'art.
43 CP nella forma del trattamento ambulatoriale, gestito a dipendenza
dell'evoluzione dello stato di salute del paziente.
Avendo ___________ trasferito il proprio domicilio a __________, l'esecuzione
della misura terapeutica ed il trattamento medico sono affidati ai medici
curanti della Psychiatrische __________ di __________, dove l'___________ è
ancor oggi ricoverato.
I medici riferiranno - come di legge - al Consiglio di Vigilanza.
Per questi motivi
visti gli art. 10, 43 cfr. 1 CP
348 lett. b) CPP
decreta: 1. E'
ordinata la misura di cui all'art. 43 CP nella forma del trattamento
ambulatoriale.
§Di conseguenza ___________ è sottoposto a tale trattamento secondo il
programma terapeutico che i medici della Clinica Psichiatrica __________ di
__________ riterranno più opportuno.
2. Le spese relative al presente decreto sono a carico dello Stato.
3. Intimazione a:
- ___________, tramite l'avv. ___________, (suo tutore e difensore d'ufficio);
- avv. ___________,
- Procuratore pubblico __________, MP, Sede;
- Psychiatrische __________ (dott.ssa __________ e Dr. _________);
- Commissione tutoria regionale 4, 6900 Lugano;
- Dipartimento delle Istituzioni, SEPEM, 6807 Taverne
- Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), Bellinzona;
- Clinica Psichiatrica ___________ (per conoscenza).
La vicepresidente del
Tribunale penale cantonale
giudice Giovanna Roggero-Will