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Incarto n. |
Lugano, |
In nome |
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Il presidente della Corte delle assise correzionali |
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di Lugano |
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Presidente: |
giudice Mauro Ermani |
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Segretario: |
Vincenzo Caputo, dott.iur. |
Sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,
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per giudicare |
AC 1 e domiciliato a
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detenuto dal 28 al 21 agosto 2001 e dal 23 settembre 2005; |
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prevenuto colpevole di:
1. circolazione senza licenza di circolazione
per aver condotto il ciclomotore Fantic senza la licenza di circolazione e la targa dì controllo richieste, sapendo o dovendo sapere, prestando la dovuta attenzione, che non sussisteva la prescritta assicurazione per la responsabilità civile;
fatti avvenuti a Caslano il 17 agosto 2001;
reato previsto dall'art. 145 cifra 3 cpv. 1 e cifra 4 OAC, in applicazione delI'art. 1 OCPS 1;
2. circolazione con veicolo in stato difettoso
per aver condotto il ciclomotore riferito al punto 1. sapendo o dovendo sapere, prestando tutta l'attenzione imposta dalle circostanze, che non era conforme alle prescrizioni, in particolare essendo stato modificato cosÌ da permettere al motore di raggiungere una velocità potenziale di 114 Km/h, così come accertato dal controllo effettuato con . apparecchio "Scootroll Tester";
fatti avvenuti a Caslano il17 agosto 2001;
reato previsto dall'art. 93 cifra 2 cpv. 1 LCS, in relazione con l'articolo 14 letto b OETV e in applicazione dell'art 1 OCPS 1;
3. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per aver ripetuta mente condotto la motoleggera marca MBK senza essere titolare della licenza di condurre richiesta;
fatti avvenuti a Caslano fra il 20 e il 21 dicembre 2001 ed in altre imprecisate località e date precedenti;
reato previsto dall'art. 95 cifra 1 cpv. 1 LCS, in applicazione dell'art. 1 OCPS 1;
4. ripetuta circolazione senza licenza di circolazione
per aver ripetutamente condotto la moto leggera marca MBK senza la licenza di circolazione e la targa di controllo richieste, sapendo o dovendo sapere, prestando l'attenzione dovuta, che non sussisteva la prescritta assicurazione per la responsabilità civile;
fatti avvenuti a Caslano fra il 20 e il 21 dicembre 2001 ed in altre imprecisate località e date precedenti;
reato previsto dall'art. 96 cifra 1 cpv. 1 e cifra 2 cpv. 1 LCS, in applicazione dell'art 1 OCPS 1;
5. furto
per avere,
al fine di procacciarsi un indebito profitto e di appropriarsene, sottratto a PC 5 un casco integrale marca "Arai" del valore di ca. fr. 999.--;
la refurtiva è poi stata recuperata e già restituita alla parte lesa;
fatti avvenuti a Caslano il17 agosto 2001;
reato previsto dall'art. 139 cifra 1 CPS, in applicazione dell'art. 1 OCPS 1;
6. violenza contro funzionari
per aver impedito all'agente della polizia comunale di Caslano, PL 4, di compiere un atto rientrante nelle sue attribuzioni, reagendo veementemente contro di lui colpendolo ripetutamente durante il controllo avvenuto in relazione ai fatti menzionati al punto 1;
fatti avvenuti a Caslano il17 agosto 2001;
reato previsto dall'art. 285 CPS, in applicazione dell'art. 1 OCPS 1;
7. lesioni semplici
per avere, nelle circostanze di cui al punto 5,
intenzionalmente cagionato un danno al corpo di PL 4, colpendolo con dei pugni,
procurandogli così le lesioni descritte nel certificato medico 17 agosto 2001 del dott. med. __________ di Caslano;
fatti avvenuti a Caslano il17 agosto 2001;
reato previsto dall'art. 123 cifra 1 CPS, in applicazione dell'art. 1 OCPS 1;
8. vie di fatto
per aver intenzionalmente colpito con un pugno al petto PL 3 ed averlo spintonato, senza tuttavia cagionargli un significativo danno al corpo o alla salute;
fatti avvenuti a Magliaso il13 gennaio 2002;
reato previsto dall'art. 126 cpv. 1 CPS;
9. minacce
per aver incusso spavento e timore ad PL 3, proferendo al suo indirizzo:
" ...che gli avrebbe spaccato la testa...",
" ...che lo avrebbe ammazzato e che sarebbe andato a prenderlo anche fuori dal lavoro...",
fatti avvenuti a Lugano il 16 gennaio 2002;
reato previsto dall'arto 180 CPS;
10. ripetute ingiurie
per avere,
in più occasioni e anche alla presenza di terze persone,
offeso l'onore di PL 3 tacciandolo di "...bastardo di merda..." e di "…figlio di puttana...";
fatti avvenuti a Magliaso il 13 gennaio 2002 e a Lugano il 16 gennaio 2002;
reato previsto dall'art. 177 cpv. 1 CPS;
11. contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere,
in data 11 novembre 2001,
sapendo che le prestazioni erano concesse unicamente a pagamento, fraudolente mente ottenuto delle prestazioni di trasporto sul tratto Caslano-Lugano,
nella fattispecie ai danni delle PC 3;
fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto dall'art. 51 cpv. 1 L TP in relazione con l'art. 1 cpv. 1 OTP e in applicazione dell'art. 1 OCPS 1;
e meglio come descritto nel decreto d'accusa 351/2002 del 14 maggio 2002 emanato dal Procuratore pubblico.
Inoltre prevenuto colpevole di:
1. furto
per avere,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,
in correità con i minorenni __________ (__________) e __________ (__________),
sottratto, a danno di PC 2,
lo scooter marca Malaguti Phantom F 12, di colore blu,
non immatricolato, del valore d'acquisto di Fr. 3'500.- (motoveicolo non recuperato perché completamento smontato);
2. danneggiamento
per avere,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
alfine di commettere il reato descritto al punto 1. del presente atto di accusa,
intenzionalmente danneggiato con una spallata la porta del ripostiglio di proprietà di PC 1, dove era custodito il motoveicolo (danni non quantificati dalla parte civile);
3. minaccia
per avere,
a Lugano, in data 23 dicembre 2003,
incusso spavento a PL 1,
minacciandolo con le parole “ti spacco la testa”;
4. violazione di domicilio
per essersi indebitamente introdotto,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
nella proprietà di PC 1, contro la volontà dell'avente diritto;
5. circolazione con veicolo difettoso
per avere,
a Caslano, in diverse circostanze,
nel periodo primavera 2003/27 maggio 2003,
circolato in sella alla motoleggera Honda 50, di colore nero, telaio no. __________, non immatricolata, con il pneumatico posteriore liscio, privo di luci, privo di specchietti retrovisori e
con un sistema frenante precario;
6. furto d'uso
per avere,
a Caslano, in data 16 marzo 2004,
sottratto a scopo d'uso l’autovettura marca Seat Ibiza,
targata __________, di proprietà della madre PL 2;
7. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere ripetutamente circolato senza essere titolare della licenza di condurre richiesta e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricolato;
- a Caslano, nel periodo primavera 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata;
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata;
- sui tratti stradali Caslano – Agno – Bioggio - Bosco Luganese, in data 16 marzo 2004, al volante dell’autovettura marca Seat Ibiza, targata __________;
8. ripetuta circolazione senza licenza di circolazione e senza targhe di controllo
per avere ripetutamente circolato senza la licenza di circolazione e le targhe di controllo richieste e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricola;
- a Caslano, nel periodo primavere 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata;
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata;
9. ripetuta circolazione senza l'assicurazione di responsabilità civile
per avere,
ripetutamente circolato sebbene sapesse o dovesse sapere, prestando l'attenzione dovuta, che non sussisteva la prescritta assicurazione di responsabilità civile e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricola;
- a Caslano, nel periodo primavere 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata;
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura marca Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata;
10. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere,
viaggiato, a bordo dei mezzi di trasporto delle PC 3, senza essere in possesso di un valido titolo di trasporto e meglio:
- in data 08.01.2004, da Ponte -Tresa a Lugano;
- in data 03.03.2004, da Caslano a Serocca;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti dagli art 139 cifra 1, 144 cpv. 1, 180 cpv. 1, 186 CP, 93 cifra 1 cpv. 1, 94 cifra 1 cpv. 1, 95 cifra 1, 96 cifra 1 e 2 cpv. 1 LCS, 51 cpv. 1 LTP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo 76/2004 del 21 giugno 2004, emanato dal Procuratore pubblico.
E inoltre prevenuto colpevole di:
1. ripetuto furto
per avere,
per procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene, sottratto cose mobili altrui e meglio per avere:
A. in correità con __________
1.1. a Caslano, in __________,
il 31 luglio 2004, alle ore 23.15/23.30 circa,
previo scasso del parchimetro collettivo, sottratto ai danni
del Comune di Caslano, denaro contante per circa fr. 450.- (refurtiva non recuperata);
1.2. a Lugano, in __________,
nel periodo 28 luglio – 13 agosto 2004,
previo scasso del parchimetro collettivo,
sottratto ai danni del Comune di Lugano,
denaro contante per circa fr. 80.- (refurtiva non recuperata);
1.3. a Caslano, in __________,
nel periodo 17 - 20 settembre 2004,
previo scasso del parchimetro collettivo,
sottratto ai danni del Comune di Caslano,
denaro contante per circa fr. 500.- (refurtiva non recuperata);
1.4. a Magliaso, la notte del 20/21 agosto 2005,
previa rottura del vetro di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del __________;
1.5. a Caslano, la notte del 2/3 settembre 2005,
previo scasso di una vetrina,
sottratto ai danni del __________,
un cofanetto contenente gioielli vari, 2 orologi ed un contenitore di capsule del caffè, per un valore imprecisato (refurtiva abbandonata all’esterno dell’edificio e restituita alla parte civile);
1.6. a Caslano, il 3 settembre 2005, alle ore 03.45 circa,
previo scasso di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni della ditta __________;
B. singolarmente
1.7. a Lugano, il 06 ottobre 2004,
alle ore 22.00 circa, presso la stazione FFS,
sottratto a danno del minorenne __________ (nato il 21.09.1988),
un telefono cellulare marca Sharp del valore di fr. 700.-
(refurtiva non recuperata);
1.8. a Caslano, il 6 novembre 2004,
verso le ore 23.30, presso il __________,
sottratto con destrezza, ai danni di __________,
un telefono cellulare marca Nokia 3410, IMEI No. __________ __________, con relativa carta SIM, del valore di fr. 168.-
(refurtiva recuperata);
1.9. a S. Antonino, il 16 gennaio 2005, alle ore 05.00 circa,
sottratto con destrezza dall’autovettura marca Toyota Camry targata __________,
a danno di __________, tassametrista,
il portamonete contenente circa fr. 300.- e circa € 15.-/20.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile);
1.10. ad Agno, il 25 gennaio 2005, alle ore 22.30 circa,
sottratto con destrezza, ai danni dell’esercizio pubblico __________, il borsello della cameriera contenente fr. 570.- e € 5.-
(refurtiva recuperata e restituita alla parte civile);
2. ricettazione
per avere,
a Caslano, nel periodo aprile – maggio 2005,
acquistato da un ragazzo italiano di nome __________,
uno stereo marca Sony modello Super Woofer HCD-LX7,
con due box ed i cavi di cablaggio, del valore complessivo
di fr. 1’397.90, pagandolo fr. 400.-, sapendo o dovendo presumere ottenuto mediante un reato contro il patrimonio
e più precisamente dal furto commesso a Caslano, la notte del 2/3 novembre 2004, ai danni del __________ (refurtiva recuperata e restituita alla parte civile);
3. ripetuto danneggiamento
3.1. per avere, a Magliaso il 01. giugno 2004,
alle ore 20.00 circa, intenzionalmente danneggiato,
con la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________,
di proprietà di __________, a danno di __________,
il fondo stradale in ghiaia rossa della sua strada privata, provocando dei solchi eseguendo brusche frenate e repentine accelerazioni (danno quantificato dalla parte civile in fr. 2'000.-);
3.2. per avere,
in occasione dei summenzionati furti e tentati furti,
in correità con __________,
ad eccezione di quelli indicati ai punti 1.1 e 1.3,
per i quali non sono state sporte querele penali, intenzionalmente danneggiato cose altrui,
e meglio;
3.2.1 a Lugano, in __________,
nel periodo 28 luglio – 13 agosto 2004,
ai danni del __________, il parchimetro collettivo
(danno non quantificato dalla parte civile);
3.2.2 a Magliaso, la notte del 20/21 agosto 2005,
ai danni del __________, il vetro di una porta
(danno quantificato dalla parte civile in fr. 700.-);
3.2.3 a Caslano, la notte del 2/3 settembre 2005,
ai danni del __________, la vetrina del salone
(danno non quantificato dalla parte civile);
3.2.4 a Caslano, il 3 settembre 2005, verso le ore 03.45,
ai danni della ditta __________, una porta
(danno non quantificato dalla parte civile);
4. ripetuta violazione di domicilio
per essersi indebitamente introdotto,
contro la volontà degli aventi diritto, nei summenzionati locali,
il tutto come descritto nei furti e tentati furti indicati ai punti
no. 1.4, 1.5 e 1.6, del presente atto di accusa;
5. rissa
per avere,
a Lugano, il 10 giugno 2004,
alle ore 23.00 circa, presso la stazione FFS,
in correità con __________ (allora minorenne) e le minorenni
__________ (nata il __________), __________ (nata il __________), D.S.
(nata il __________), __________ (nato il __________), __________. (nata il __________) e __________ (nata il __________),
ognuno con un ruolo diverso ed in particolare,
intervenendo in una lite in corso tra le sue amiche __________, __________ da una parte ed un gruppo di ragazzi e ragazze del Cantone Zurigo, dall’altra parte,
colpendo alcuni di questi con manate, sberle e pugni, nonché urtando con una spallata la minorenne __________ (nata il __________), facendola cadere a terra, partecipato ad una rissa che ha provocato leggere fratture vertebrali alla minorenne __________ (nata il __________), così come attestato nel certificato medico dell’11 giugno 2004 __________, agli atti;
6. vie di fatto
per avere,
a Lugano, il 06 ottobre 2004,
alle ore 22.00 circa, presso la stazione FFS,
dopo aver commesso il furto di cui al punto 1.7 del presente
atto di accusa, commesso vie di fatto nei confronti del minorenne
__________ (nato il __________), colpendolo con un pugno al viso, provocandogli un lieve rossore a livello della guancia sinistra, con un lieve gonfiore del labbro inferiore, così come attestato nel certificato medico rilasciato il 07 ottobre 2004, dal __________ dell’Ospedale __________, agli atti;
7. minaccia
per avere, a Magliaso, il 01. giugno 2004, alle ore 20.00 circa, incusso spavento e timore a __________,
transitando per due volte vicino allo stesso,
con la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________,
di proprietà di __________, minacciandolo di investirlo;
8. furto d'uso
per avere, il 6 luglio 2004, alle ore 22.30,
circolato da Agno a Lugano – Breganzona,
quale passeggero della motoleggera marca Malaguti Phantom F12 targata __________ di proprietà di __________,
ma condotta dal minorenne __________. (nato il __________),
sapendo sin dall’inizio che la stessa era stata da lui sottratta, la sera stessa, presso il parcheggio della stazione FFS di Lugano;
9. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere, in almeno due occasioni, nel mese di giugno 2004, condotto la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________, di proprietà di __________, senza essere titolare della licenza di condurre richiesta (categoria conducente: A1),
e meglio:
- il 1. giugno 2004, alle ore 20.00, a Magliaso;
- il 5 giugno 2004, da Magliaso ad Agno e ritorno;
10. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
a Caslano, Lugano, Agno ed in altre imprecisate località,
nel periodo 1. ottobre 2002 – 23 settembre 2005,
senza essere autorizzato,
consumato un imprecisato quantitativo di cocaina e di marijuana, sostanza previamente acquistata da spacciatori non identificati;
11. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere utilizzato dei mezzi pubblici di trasporto delle PC 3, nonché il treno regionale delle FFS, senza essere in possesso di un titolo di trasporto valido
e meglio:
- il 17 maggio 2004, sulla tratta Ponte Tresa - Lugano,
- il 16 giugno 2004, sulla tratta Caslano - Lugano,
- il 13 agosto 2004, sulla tratta Caslano - Lugano,
- il 21 dicembre 2004 sulla tratta Lamone-Cadempino - Lugano,
- il 18 febbraio 2005, sulla tratta Agno - Lugano ed
- il 12 marzo 2005, sulla tratta Caslano - Agno;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti dagli art. 126 cpv. 1, 133, 139 cifra 1, 144 cpv. 1, 160, 180 e 186 CP, 19a LS, 94 e 95 LCS e 51 LPT;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 157/2005 del 5 dicembre 2005, emanato dal Procuratore pubblico.
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Presenti |
§ Il PP 1. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore d'ufficio (GP) DUF 1.
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Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 14:45 alle ore 18:00.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale definisce gli episodi di microcriminalità, di cui il AC 1 si è reso protagonista, preoccupanti e pericolosi per la società. Questi fenomeni, che coinvolgono da un po’ di tempo tutto il Ticino, sono chiara espressione di un disagio giovanile e il AC 1 ne è un esempio vivente. Chi è il AC 1 ? é un capobanda, non rispetta nessuna regola, è un esempio negativo e dunque da non emulare, è un personaggio che ha turbato la quiete del suo quartiere, ha creato problemi a tutto il comune di Caslano nel quale è ormai conosciuto. Facendo ciò ha dimostrato in questi anni una non comune propensione a delinquere. E’ stato reticente nei verbali, manifestando inoltre atteggiamenti di arroganza e dimostrando di non essere affatto pentito di tutto ciò che ha fatto. Secondo il PP dunque la prognosi non può che essere negativa, deducibile, oltre che dal suo comportamento illegale e antisociale, dall'assenza di scrupoli nel perpetrare gli illeciti di cui al DAC ed agli ACC, rispettivamente dalla preoccupante regolarità con la quale gli stessi sono stati eseguiti. Il PP conclude confermando dunque integralmente i reati ascritti al AC 1 nel DAC e negli ACC, esclusi quelli per i quali è intervenuta, medio tempore, la prescrizione. Chiede in fine che l’accusato venga condannato alla pena di 16 mesi di detenzione da espiare, subordinatamente che la pena venga sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni. Chiede inoltre che il AC 1 venga sottoposto a patronato e che gli venga revocata la sospensione condizionale della pena detentiva di quindici giorni inflittagli con DAC del 09.12.2002.
§ Il Difensore, il quale ammette che i fatti di cui al DAC e agli ACC sono di una certa gravità soprattutto per la frequenza con la quale sono stati perpetrati. Asserisce che il comportamento del suo assistito è il segno di un certo disagio giovanile. Sostiene inoltre che per il AC 1 sussiste una scemata responsabilità, dovuta alla sua giovane età e all’uso saltuario di stupefacenti, che lo hanno reso più labile in certe situazioni. Per i singoli reati, DUF 1 contesta il reato di ricettazione poiché non sussistono gli estremi soggettivi del reato, infatti il suo assistito ha comprato lo stereo per fare un affare, poteva presumere che lo stesso era rubato ma non lo credeva possibile e dunque per questo reato chiede il proscioglimento. Contesta inoltre il reato di minaccia nei confronti del __________ e ne chiede conseguentemente il proscioglimento poiché dalle risultanze testimoniali si evince che il AC 1 non ha minacciato nessuno e inoltre chiede che vengano respinte le richieste di parte civile. Per quanto concerne il reato di rissa, reato più importante per le implicazioni di natura civile, c’è da dire che tutti i testimoni dichiarano che AC 1 è intervenuto in un secondo momento ma solo per separare i contendenti. Inoltre secondo DUF 1 i testimoni svizzeri tedeschi sono inattendibili poiché gli stessi sono stati condannati e dunque, anche per questo reato, non sussistendo gli estremi soggettivi ed oggettivi chiede il proscioglimento ed il rinvio delle pretese di parte civile al foro civile per le prove dell’ammontare del danno. In fine per quanto concerne le violenze contro funzionari, secondo DUF 1, si è trattato di una reazione istintiva, lo stesso dicasi per tutte le minacce,sono frasi che lasciano il tempo che trovano, cose che poi non avrebbe messo in atto e dunque non ci sono gli estremi per l’imputazione. La pena chiesta dal PP, secondo DUF 1, é fuori da ogni proporzione tenendo conto dei reati presi singolarmente ed inoltre 16 mesi di carcere da espiare non aiutano di certo il AC 1 alla risocializzazione. DUF 1 conclude che tenendo conto della giovane età, della scemata responsabilità e del fatto che ha sempre collaborato, se ne deve trarre una prognosi favorevole e di conseguenza chiede che il suo assistito venga condannato ad una pena non superiore ai 6 mesi di detenzione da sospendere condizionalmente e che le pretese di parte civile vengano integralmente respinte.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. circolazione senza licenza di circolazione
per avere condotto il ciclomotore Fantic
senza licenza di circolazione e la targa di controllo richieste,
sapendo o dovendo sapere, prestando la dovuta attenzione,
che non sussisteva la prescritta assicurazione per la responsabilità civile?
1.2. circolazione con veicolo in stato difettoso
per avere condotto il ciclomotore riferito al punto 1.1
sapendo o dovendo sapere, prestando tutta la dovuta attenzione imposta dalle circostanze, che non era conforme alle prescrizioni, in particolare essendo stato modificato così da permettere al motore di raggiungere una velocità potenziale di 114 Km/h, così come accertato dal controllo effettuato con apparecchio “Scootroll Tester”?
1.3. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere ripetutamente condotto la motoleggera marca MBK senza essere titolare della licenza di condurre richiesta?
1.4. ripetuta circolazione senza licenza di circolazione e senza la prescritta copertura assicurativa
per avere ripetutamente condotto la motoleggera marca MBK senza la licenza di circolazione e la targa di controllo richieste, sapendo o dovendo sapere, prestando l’attenzione dovuta, che non sussisteva la prescritta assicurazione per la responsabilità civile?
1.5. furto
per avere, al fine di procacciarsi un indebito profitto e di appropriarsene, sottratto a PC 5
un casco integrale marca “Arai” del valore di ca. fr. 999.-?
(la refurtiva è poi stata recuperata e già restituita alla parte lesa)
1.6. violenza contro funzionari
per avere impedito all’agente della polizia comunale di Caslano,
PL 4, di compiere un atto rientrante nelle sue
attribuzioni, reagendo veementemente contro di lui colpendolo
ripetutamente durante il controllo avvenuto in relazione ai fatti
menzionati al punto 1.1.?
1.7. lesioni semplici
per avere, nelle circostanze di cui al punto 1.6,
intenzionalmente cagionato un danno al corpo di PL 4, colpendolo con dei pugni,
procurandogli così le lesioni descritte nel certificato medico
17 Agosto 2001 del __________ di Caslano?
1.8. vie di fatto
per avere intenzionalmente colpito con un pugno al petto
PL 3 ed averlo spintonato,
senza tuttavia cagionargli un significativo danno al corpo
o alla salute?
1.9. minacce
per avere incusso spavento e timore ad PL 3,
proferendo al suo indirizzo: “…che gli avrebbe spaccato la testa…”, “…che lo avrebbe ammazzato e che sarebbe andato a prenderlo anche fuori dal lavoro…”?
1.10. ripetute ingiurie
per avere, in più occasioni e anche alla presenza di terze persone, offeso l’onore di PL 3 tacciandolo di
“…bastardo di merda…” e di “…figlio di puttana…”?
1.11. contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere, in data 11 novembre 2001,
sapendo che le prestazioni erano concesse unicamente a pagamento, fraudolentemente ottenuto delle prestazioni di trasporto sul tratto Caslano-Lugano,
nella fattispecie ai danni delle Ferrovie Luganesi,
e meglio come descritto nel decreto d'accusa?
2.1. furto
per avere,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,
in correità con i minorenni __________ (__________) e __________. (__________),
sottratto, a danno di PC 2,
lo scooter marca Malaguti Phantom F 12, di colore blu,
non immatricolato, del valore d'acquisto di Fr. 3'500.-?
(motoveicolo non recuperato perché completamente smontato)
2.2. danneggiamento
per avere,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
al fine di commettere il reato descritto al punto 2.1. intenzionalmente danneggiato con una spallata la porta del ripostiglio di proprietà di PC 1, dove era custodito il motoveicolo?
(danni non quantificati dalla parte civile)
2.3. minaccia
per avere,
a Lugano, in data 23 dicembre 2003,
incusso spavento a PL 1,
minacciandolo con le parole “ti spacco la testa”?
2.4. violazione di domicilio
per essersi indebitamente introdotto,
a Vezia, in data 09 marzo 2003,
nella proprietà di PC 1,
contro la volontà dell'avente diritto?
2.5. circolazione con veicolo difettoso
per avere,
a Caslano, in diverse circostanze,
nel periodo primavera 2003/27 maggio 2003,
circolato in sella alla motoleggera Honda 50, di colore nero, telaio no. __________, non immatricolata,
con il pneumatico posteriore liscio, privo di luci, privo di specchietti retrovisori e con un sistema frenante precario?
2.6. furto d'uso
per avere,
a Caslano, in data 16 marzo 2004,
sottratto a scopo d'uso l’autovettura marca Seat Ibiza,
targata __________, di proprietà della madre PL 2?
2.7. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere ripetutamente circolato senza essere titolare della licenza di condurre richiesta e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricolato;
- a Caslano, nel periodo primavera 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata;
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata;
- sui tratti stradali Caslano – Agno – Bioggio - Bosco Luganese, in data 16 marzo 2004, al volante dell’autovettura marca Seat Ibiza, targata __________ ?
2.8. ripetuta circolazione senza licenza di circolazione e senza targhe di controllo
per avere ripetutamente circolato senza la licenza di circolazione e le targhe di controllo richieste e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricola;
- a Caslano, nel periodo primavere 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata;
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata?
2.9. ripetuta circolazione senza l'assicurazione di responsabilità civile
per avere ripetutamente circolato sebbene sapesse o dovesse sapere, prestando l'attenzione dovuta, che non sussisteva la prescritta assicurazione di responsabilità civile e meglio:
- a Banco, in data imprecisata del dicembre 2003, al volante dell'autofurgone Renault Trafic, non immatricola;
- a Caslano, nel periodo primavere 2003/27 maggio 2003, in sella alla motoleggera Honda 50, non immatricolata
- da Vezia a Caslano, in data 09 marzo 2003, in sella allo scooter Malaguti Phantom F12, non immatricolato;
- a Caslano, in data 30 giugno 2003, al volante dell’autovettura marca Fiat Uno, di colore grigio, non immatricolata ?
2.10. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere viaggiato, a bordo dei mezzi di trasporto delle PC 3, senza essere in possesso di un valido titolo di trasporto e meglio:
- in data 08.01.2004, da Ponte -Tresa a Lugano;
- in data 03.03.2004, da Caslano a Serocca,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo.
3.1 ripetuto furto
per avere, per procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene, sottratto cose mobili altrui e meglio per avere:
in correità con __________:
3.1.1. a Caslano, in __________, il 31 luglio 2004, alle ore 23.15/23.30 circa, previo scasso del parchimetro collettivo,
sottratto ai danni del __________, denaro contante per circa fr. 450.-? (refurtiva non recuperata)
3.1.2. a Lugano, in __________, nel periodo 28 luglio – 13 agosto 2004, previo scasso del parchimetro collettivo,
sottratto ai danni del __________, denaro contante per circa fr. 80.-? (refurtiva non recuperata)
3.1.3. a Caslano, in __________, nel periodo 17 - 20 settembre 2004, previo scasso del parchimetro collettivo,
sottratto ai danni del __________, denaro contante per circa fr. 500.-? (refurtiva non recuperata)
3.1.4. a Magliaso, la notte del 20/21 agosto 2005,
previa rottura del vetro di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni del __________;
3.1.5. a Caslano, la notte del 2/3 settembre 2005,
previo scasso di una vetrina, sottratto ai danni del __________, un cofanetto contenente gioielli vari, 2 orologi ed un contenitore di capsule del caffè, per un valore imprecisato? (refurtiva abbandonata all'esterno dell'edificio e restituita alla parte civile)
3.1.6. a Caslano, il 3 settembre 2005, alle ore 03.45 circa,
previo scasso di una porta, tentato di sottrarre cose mobili altrui, ai danni della ditta __________ ?
singolarmente
3.1.7. a Lugano, il 06 ottobre 2004, alle ore 22.00 circa,
presso la stazione FFS, sottratto a danno del minorenne
__________ (nato il __________), un telefono cellulare marca Sharp del valore di fr. 700.-? (refurtiva non recuperata)
3.1.8. a Caslano, il 6 novembre 2004, verso le ore 23.30,
presso il __________, sottratto con destrezza,
ai danni di __________, un telefono cellulare marca Nokia 3410, IMEI No. __________, con relativa carta SIM,
del valore di fr. 168.-? (refurtiva recuperata)
3.1.9. a S. Antonino, il 16 gennaio 2005, alle ore 05.00 circa,
sottratto con destrezza dall’autovettura marca Toyota Camry targata __________, a danno di __________, tassametrista, il portamonete contenente circa fr. 300.- e circa € 15.-/20.-? (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile)
3.1.10. ad Agno, il 25 gennaio 2005, alle ore 22.30 circa,
sottratto con destrezza, ai danni dell’esercizio pubblico
__________, il borsello della cameriera contenente fr. 570.- e
€ 5.- ? (refurtiva recuperata e restituita alla parte civile)
3.2. ricettazione
per avere,
a Caslano, nel periodo aprile – maggio 2005,
acquistato da un ragazzo italiano di nome Marco,
uno stereo marca Sony modello Super Woofer HCD-LX7,
con due box ed i cavi di cablaggio, del valore complessivo
di fr. 1’397.90, pagandolo fr. 400.-, sapendo o dovendo presumere ottenuto mediante un reato contro il patrimonio
e più precisamente dal furto commesso a Caslano, la notte del 2/3 novembre 2004, ai danni del __________? (refurtiva recuperata e restituita alla parte civile)
3.3. ripetuto danneggiamento
per avere,
a Magliaso il 01. giugno 2004, alle ore 20.00 circa, intenzionalmente danneggiato, con la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________, di proprietà di __________,
a danno di __________, il fondo stradale in ghiaia rossa della sua strada privata, provocando dei solchi eseguendo brusche frenate e repentine accelerazioni? (danno quantificato dalla parte civile in fr. 2'000.-)
3.3.1. per avere, in occasione dei summenzionati furti e tentati furti,
in correità con __________,
intenzionalmente danneggiato cose altrui,
e meglio:
3.3.1.1. a Lugano, in __________,
nel periodo 28 luglio – 13 agosto 2004,
ai danni del Comune di Lugano, il parchimetro collettivo? (danno non quantificato dalla parte civile)
3.3.1.2. a Magliaso, la notte del 20/21 agosto 2005,
ai danni del __________,
il vetro di una porta?
(danno quantificato dalla parte civile in fr. 700.-)
3.3.1.3. a Caslano, la notte del 2/3 settembre 2005,
ai danni del __________, la vetrina del salone?
(danno non quantificato dalla parte civile)
3.3.1.4. a Caslano, il 3 settembre 2005, verso le ore 03.45,
ai danni della ditta __________, una porta?
(danno non quantificato dalla parte civile)
3.4. ripetuta violazione di domicilio
per essersi indebitamente introdotto,
contro la volontà degli aventi diritto, nei summenzionati locali,
il tutto come descritto nei furti e tentati furti indicati ai punti no. 3.1.4, 3.1.5 e 3.1.6?
3.5. rissa
per avere, a Lugano, il 10 giugno 2004,
alle ore 23.00 circa, presso la stazione FFS,
in correità con __________ (allora minorenne) e le minorenni __________. (nata il __________), __________ (nata il __________), __________ (nata il __________), __________ (nato il __________), __________ (nata il __________) e __________ (nata il __________), ognuno con un ruolo diverso ed in particolare, intervenendo in una lite in corso tra le sue amiche __________, __________, __________. e __________., da una parte ed un gruppo di ragazzi e ragazze del Cantone Zurigo, dall’altra parte,
colpendo alcuni di questi con manate, sberle e pugni, nonché urtando con una spallata la minorenne __________ (nata il __________), facendola cadere a terra, partecipato ad una rissa che ha provocato leggere fratture vertebrali alla minorenne __________ (nata il __________), così come attestato nel certificato medico dell’11 giugno 2004 __________, agli atti?
3.6. vie di fatto
per avere, a Lugano, il 06 ottobre 2004,
alle ore 22.00 circa, presso la stazione FFS,
commesso vie di fatto nei confronti del minorenne __________ (nato il __________), colpendolo con un pugno al viso, provocandogli un lieve rossore a livello della guancia sinistra, con un lieve gonfiore del labbro inferiore, così come attestato nel certificato medico rilasciato il 07 ottobre 2004, dal __________, agli atti?
3.7. minaccia
per avere, a Magliaso, il 01 giugno 2004, alle ore 20.00 circa, incusso spavento e timore a __________,
transitando per due volte vicino allo stesso,
con la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________,
di proprietà di __________, minacciandolo di investirlo?
3.8. furto d'uso
per avere, il 6 luglio 2004, alle ore 22.30,
circolato da Agno a Lugano – Breganzona,
quale passeggero della motoleggera marca Malaguti Phantom F12 targata __________ di proprietà di __________,
ma condotta dal minorenne __________. (nato il __________),
sapendo sin dall’inizio che la stessa era stata da lui sottratta, la sera stessa, presso il parcheggio della stazione FFS di Lugano?
3.9. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere, in almeno due occasioni, nel mese di giugno 2004, condotto la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________, di proprietà di __________, senza essere titolare della licenza di condurre richiesta (categoria conducente: A1) e, meglio:
- il 1. giugno 2004, alle ore 20.00, a Magliaso?
- il 5 giugno 2004, da Magliaso ad Agno e ritorno?
3.10. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, a Caslano, Lugano, Agno ed in altre imprecisate località, nel periodo 1 ottobre 2002 – 23 settembre 2005,
senza essere autorizzato, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina e di marijuana, sostanza previamente acquistata da spacciatori non identificati ?
3.11. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere utilizzato dei mezzi pubblici di trasporto delle PC 3, nonché il treno regionale delle FFS, senza essere in possesso di un titolo di trasporto valido e meglio:
- il 17 maggio 2004, sulla tratta Ponte Tresa - Lugano?
- il 16 giugno 2004, sulla tratta Caslano - Lugano?
- il 13 agosto 2004, sulla tratta Caslano - Lugano?
- il 21 dicembre 2004 sulla tratta Lamone-Cadempino – Lugano?
- il 18 febbraio 2005, sulla tratta Agno – Lugano?
- il 12 marzo 2005, sulla tratta Caslano – Agno?
4. Ha agito in stato di scemata responsabilità?
5. Può beneficiare dell’attenuante della giovane età?
6. Deve subire la revoca del beneficio della sospensione
condizionale della pena di 15 giorni di detenzione
inflittigli con DAC del 09 dicembre 2002?
7. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena
privativa della libertà?
8. Deve essere sottoposto a patronato?
9. Deve subire la confisca di quanto in sequestro?
10. Deve essere condannato al pagamento dell’indennità alle parti civili: __________, __________ e __________?
Considerando in fatto ed in diritto
1. Interrogato dal PP sul suo trascorso AC 1 ha dichiarato:
" Sono nato a Sorengo. Mio padre lavora quale doganiere presso gli uffici di __________, mentre mia madre ha un negozio di fiori a __________. Ho due fratelli maggiori e un fratello e una sorella minori. Ho frequentato le scuole elementari a __________ e le medie a __________ nonché la __________ a __________ per un anno e mezzo. Avevo iniziato l’apprendistato di meccanico riparatore, che non ho portato a termine perché dapprima mi sono licenziato e poi non ho più trovato un posto di lavoro per continuare. Nel contempo ho assolto il servizio militare.
Attualmente sto cercando un garage presso il quale continuare l’apprendistato. Domani ho un incontro presso l’Adecco di Lugano per svolgere dei lavori temporanei. Lunedì prossimo, 9 Febbraio 2004, dovrò presentarmi a Torricella per espiare una condanna di quattro giorni di arresti di rigore inflittami durante la scuola reclute per avere abbandonatoli servizio tre giorni prima del termine. Se troverò un lavoro dovrò presentarmi a Torricella solo la sera, caso contrario dovrò rimanere anche il giorno.
Quale minorenne sono già stato condannato a quattro giorni di arresto per avere picchiato un poliziotto.
Due mesi prima di assolvere la scuola reclute nel corso dell’estate 2003 sono rimasto disoccupato. Non mi sono mai iscritto alla disoccupazione. Sono i miei genitori che mi aiutano finanziariamente anche se devo dire che non faccio mai nulla e sono sempre a casa. Preciso che non sono mai a casa mia ma a casa di amici.
Non ho niente altro da aggiungere e mi scuso per il tono di voce e per le parole utilizzate in questa sede." (verbale MP 04.02.04)
Al dibattimento ha spiegato che nel frattempo la madre non ha più il negozio di fiori e che venne licenziato a causa di disguidi con il datore di lavoro. Successivamente ha di nuovo tentato un apprendistato nello stesso ambito ma è fallito a causa delle numerose assenze arbitrarie da scuola. Ha inoltre precisato che la condanna della giustizia militare cui ha fatto riferimento nel citato verbale, è stata scontata in regime di semilibertà.
Per quel che è della sua situazione personale ha rilevato in aula che tra i genitori vi sono dissapori affermando, a precisa domanda, che "per adesso vivono ancora assieme".
Dall'estratto del casellario giudiziale si segnala una condanna a 15 giorni di detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni inflittagli il 9 dicembre 2002 dal Ministero Pubblico di Lugano per titolo di furto, furto d'uso e circolazione senza la licenza di condurre in relazione a fatti avvenuti tra il 15 maggio ed il 26 agosto 2002, allorquando egli già aveva commesso i reati di cui al decreto di accusa oggetto di questo procedimento per i quali venne pure arrestato e detenuto in carcere preventivo per tre giorni, dal 18 al 21 agosto 2001. Ma tant'è. Ci torneremo.
Al riguardo già occorre tuttavia segnalare come AC 1 non abbia mai dimostrato di aver capito la lezione. Oltre a delinquere per i fatti oggetto del DAP 14.05.02, una volta in libertà provvisoria e, in attesa di giudizio, non solo ha commesso i reati di cui al secondo DAP (del 09.12.02), ma pure quelli oggetto del primo atto di accusa del 21.06.04, per i quali non è stato arrestato e, in seguito, sempre in attesa di giudizio, ha nuovamente delinquito in relazione a gran parte dei reati contenuti nell'ultimo atto di accusa, quello del 5 dicembre 2005; fatti per i quali le autorità inquirenti, vista la reiterazione palesata dall'accusato nel compiere atti contrari alla legge, sono state costrette ad ordinare il suo arresto. Per questo AC 1 si è presentato in aula in detenzione preventiva.
In effetti il 22 settembre 2005, nell'ambito delle informazioni preliminari, la SPP Marisa Alfier ha ordinato l'arresto dell'imputato, poi confermato dal GIAR. Al dibattimento è stato chiarito che AC 1 è stato associato alle carceri pretoriali di Mendrisio fino al 21 ottobre 2005 (contra AI 24), allorquando è stato trasferito al PCT, dove è a tutt'oggi detenuto.
Si segnala che dal carcere pretoriale l'accusato ha subito voluto "rassicurare" il fratellastro (da parte di madre) __________ comunicandogli: "qua è uno spasso, dovresti vedere o provare per credere. Oramai sono già qua da cinque giorni e immagino che tutti ti staranno chiedendo che fine ho fatto, tu non farti problema e diglielo pure (...) se vedi gli altri salutameli tutti" (all. 9a al rapporto di polizia).
2. Circa i fatti di cui al decreto di accusa del 14 maggio 2002, va preliminarmente osservato che le imputazioni di cui ai punti 1, 2, 3, 8 e 11 sono nel frattempo cadute in prescrizione, mentre l'accusa di cui al punto 4 non è prescritta unicamente per quel che è della circolazione senza copertura assicurativa.
Per le imputazioni restanti i fatti sono ammessi e non hanno fatto oggetto di alcuna contestazione nemmeno in aula. Vengono qui ripresi i passaggi essenziali di dette ammissioni, rinviando, per i particolari, il lettore ai relativi verbali d'interrogatorio, confermati anche al dibattimento.
a) Circolazione senza copertura assicurativa (n. 4)
" Premetto che detto scooter in precedenza era stato immatricolato con targhe gialle poiché lo stesso non poteva superare i 45 Km/h. Lo scooter in questione mi era già stato sequestrato nell’estate scorsa. Era stato portato a Camorino per un controllo poiché era manomesso e poi mi è stato restituito. Tornato in possesso del mio scooter mio padre ha proceduto a stargarlo. Nonostante questo io l’ho di nuovo manomesso aumentandogli la cilindrata con il Kit della Malossi, ho tolto la rondella al variatore ed ho messo uno scarico della Gianelli. In questo modo lo scooter raggiunge comodamente la velocità di 114 Km/h.
Velocità constatata questa mattina con apparecchio Scootroll.
Confermo di avere usato a più riprese detto veicolo per spostarmi in zona e per recarmi al lavoro in quel di __________ e questo nonostante il veicolo, come già detto, fosse manomesso ed io privo di qualsiasi licenza di condurre (licenza per ciclomotori a parte)."
(verbale PS 29.12.01)
In aula ha precisato che era perfettamente al corrente che un veicolo stargato non è assicurato. Ci mancherebbe.
b) Furto (n. 5)
" Da parte mia confermo di avere rubato detto casco. Il fatto è avvenuto durante l’estate scorsa. Se non sbaglio era il mese di Agosto. Il casco in questione si trovava all’esterno del lido di __________, sul posteggio degli scooter. Si trovava a terra vicino a degli scooter. L’ho preso perché mi piaceva e perché io non ne avevo uno.
…A domanda rispondo che io, quando ho rubato il casco ero solo e non sapevo che era del PC 5, ragazzo che conosco. Quando poi l’ho saputo era troppo tardi." (verbale PS 29.12.01)
c) Violenza contro funzionari e lesioni semplici (N. 6 e 7)
" Quel giorno mi ricordo che venivo fermato dall’app. PL 4 e che mi veniva contestato che, il ciclomotore non era in ordine. A tale riguardo PL 4 mi ordinava di seguirlo sino al magazzino comunale e che il motorino doveva essere sequestrato poiché privo di bollino e di assicurazione. Inoltre era anche un po’ manomesso. Visto che io ero contrario alla sua decisione, anche perché il ciclomotore non era di mia proprietà, gli dicevo che non ero d’accordo con lui acceleravo e decidevo di andarmene.
Lui allora mi afferrava per la maglietta nel tentativo di fermarmi. Io di tutta risposta, con la mano aperta, lo colpivo al petto con un colpo, riuscendo ad allontanarmi." (verbale PS 15.9.01)
Il certificato medico del __________ che ha visitato l'agente PL 4 ha diagnosticato uno stato di agitazione con tachicardia, una forte sudorazione palmare ed una zona eritematosa nella regione pettorale sinistra compatibile con la colluttazione di cui ha parlato lo stesso AC 1. In guisa di che nemmeno la sussunzione in diritto di tale comportamento pone problemi, le ferite riportate dalla vittima sconfinando pacificamente nel reato di lesioni semplici mentre l'agente è stato impedito, nelle sue funzioni, di compiere il fermo dell'accusato, ossia un atto rientrante nelle sue attribuzioni. Che i reati sono in concorso tra loro lo dice la dottrina unanime (v. a mo' di esempio Corboz, vol. II p. 421 e Stratenwerth BT II, § 50 n. 35).
d) Minacce e ripetute ingiurie (N. 9 e 10)
Preliminarmente va detto che questi due reati sono in relazione all'accusa di vie di fatto di cui al n. 8 del decreto di accusa, nel frattempo prescritte. Questo era peraltro il reato che AC 1 contestava (e tuttora contesta), sul quale tuttavia non occorre disquisire oltre. D'altra parte l'accusato, preso atto delle dichiarazioni fatte dai testimoni e delle ammissioni circa gli insulti rivolti al querelante, non ha contestato i reati ascrittigli. Brevemente si rileva:
- "Quella sera verso le ore 17:30 mi trovavo alla stazione FLP di Lugano per un’istruzione. ero con il capostazione sig. __________. Mi trovavo all’esterno poiché si doveva dividere un convoglio e deviarlo su un altro binario. Il sig. PL 3 era il manovratore di questo convoglio. Camminando sul marciapiede passavo vicino ad un gruppo di giovani e potevo sentire i loro discorsi che erano diretti verso PL 3. Dicevano parole come:…ha paura… se ne sta andando ecc…i loro discorsi erano anche minacciosi verso di lui. I nostri inviti di calmarsi sono andati a vuoto.
In special modo tengo a sottolineare il comportamento del AC 1 __________, ragazzo che io conoscevo di vista, il quale era quello che più si accaniva contro il mio collega. Ho avuto modo di sentire il ACCO1 minacciarlo di spaccargli la faccia, di rompergli il culo ecc.
Mentre PL 3 cercava di liberarsi dalla discussione salendo sul convoglio, AC 1 lo seguiva salendo sul predellino della portiera, continuando il suo atteggiamento provocatorio e offensivo verso il nostro collega.
Visto che secondo me le cose stavano degenerando, ho chiamato il Capostazione sig. __________ il quale mi ha raggiunto. In questo modo siamo riusciti a calmare il gruppo composto da 5/6 ragazzi capeggiato, come detto dal AC 1; anche perché il convoglio manovrato dall’PL 3 se n’è poi andato."
(verbale PS __________ 21.3.02)
- "Confermo che il 16 gennaio scorso verso le 17:30 mi trovavo presso la stazione FLP di Lugano ed ho assistito ai fatti che hanno coinvolto il nostro collega PL 3 con il noto AC 1.
Quella sera avevamo notato il AC 1 ed il suo gruppo lì in stazione. Sapendo che sul treno che arrivava vi era PL 3, ci siamo messi sul chi va là, pensando che ci sarebbero stati dei problemi. Questo perché PL 3 aveva già avuto, qualche giorno prima dei problemi con questo individuo il quale lo aveva persino colpito con un pugno.
Quel giorno PL 3 era giunto in stazione con il convoglio proveniente da Ponte Tresa. In stazione vi era il AC 1 con un gruppo di ragazzi. Quando il AC 1 ha notato PL 3 ha incominciato a inveire contro di lui e proferire nei suoi confronti minacce di vario tipo. In pratica lo minacciava di spaccargli la testa, che lo avrebbe ammazzato e che sarebbe andato a prenderlo anche fuori dal lavoro ecc. Oltre che alla minaccia lo ha pure pesantemente insultato. PL 3 ha contenuto nei confronti di AC 1 un comportamento corretto e si è limitato ad invitarlo a smetterla."
(verbale PS __________ 21.3.02)
Dal canto suo lo stesso AC 1 ha ammesso di aver insultato PL 3 anche se non pesantemente (verbale PS 3 febbraio 2002); insulti che PL 3 ha descritto nel suo verbale del 4 febbraio 2002 davanti alla polizia "figlio di puttana, bastardo", poi riportati nell'atto di rinvio a giudizio e che AC 1 ha confermato verbalmente in aula.
Con il che anche queste due imputazioni non meritano ulteriori disquisizioni e peraltro sono state ammesse dalla stessa difesa.
3. Tutti i fatti indicati nell'atto di accusa del 21 giugno 2004 sono stati ammessi. In poche parole AC 1, posto in libertà provvisoria, non solo non ha ultimato la sua formazione ed
ha lavorato poco, ma ha ricominciato a commettere sostanzialmente gli stessi reati, nonostante tre mesi prima gli
era stato intimato il decreto d'accusa del 9 dicembre 2002, nel frattempo come detto cresciuto in giudicato, con il quale gli veniva inflitta una pena detentiva con la condizionale e meglio era stato avvertito che, nei due anni a venire, avrebbe dovuto rigare dritto, altrimenti sarebbe stato chiamato a scontare la pena. In realtà già il 9 marzo 2003 AC 1 commette un nuovo furto con relativi danneggiamento e violazione di domicilio (N. 1, 2 e 4 dell' AA 21.06.04). e, quel che è peggio, AC 1 non si fermerà a questi episodi del 9 marzo 2003, per i quali vi è peraltro stato il pronto intervento delle forze dell'ordine, ma continuerà.
a) Furto, danneggiamento e violazione di domicilio (n. 1,2 e 4)
" Questo pomeriggio verso le ore 16:00, arrivava a casa mia una pattuglia della polizia cantonale. Io ero intento a lavorare su uno scooter. Con l’autorizzazione di mia madre, pure presente in casa, gli agenti eseguivano una perquisizione sommaria della cantina. Nella stessa veniva trovata una carena di colore viola.
…Dopo una breve discussione con gli agenti verbalizzanti mi sono convinto a dire la verità. Premetto che sino a questo momento ho negato il fatto di avere eseguito personalmente il furto per paura di finire in prigione.
Ieri sera verso le ore 20:00 partivo dalle feste di San Provino d’Agno e raggiungevo il comune di Vezia in autostop. La mia intenzione era di rubare lo scooter del __________, ragazzo che conosco di vista. Io sapevo che il suo scooter si trovava a Vezia a casa di un suo amico. Non so come si chiama questo ragazzo ma ero sicuro del fatto che __________ teneva lo scooter nel suo garage.
Arrivato davanti a questo palazzo, guardavo dentro a un garage. Visto che lo scooter non era nel suo interno, pensavo che potesse essere nell’altro garage, una specie di sgabuzzino. Lì però c’era la porta chiusa a chiave. Provavo a darle una spallata e la porta cedeva. Entravo , prendevo lo scooter che aveva le chiavi nel contatto, lo accendevo e raggiungevo casa mia.
…In un primo momento ero senza casco e solo strada facendo, me lo mettevo. Il casco me l’ero portato da casa e l’intenzione era proprio quella di indossarlo per non farmi riconoscere.
Prima di arrivare a casa, mi fermavo ad Agno, alle feste di San Provino e chiedevo al mio amico __________, se voleva venire a casa mia a darmi un mano per smontare i pezzi da questo scooter e montarli sul mo telaio. Visto che non avevo gli attrezzi necessari, chiedevo ad un altro mio amico __________, se mi portava la chiave a cricchetto. Ci trovavamo quindi tutti a casa mia.
…Iniziavamo a smontare assieme lo scooter, e dopo una mezz’ora, __________ ed __________ andavano via. Io continuavo da solo e terminavo verso le ore 22:30. Da prima mi liberavo del telaio che a piedi portavo nel prato in faccia al __________. Tornavo a casa e quindi prendevo le due carene laterali e il codino con la sella e li portavo a piedi nel boschetto all’inizio di __________. Tornavo quindi a casa e andavo a dormire." (verbale PS 10.03.03).
b) Minaccia
In sostanza AC 1 ha riferito che il suo amico __________, parlando con sua nonna, era venuto a sapere che tale PL 1, controllore presso la FLP, avrebbe detto dello stesso AC 1 che si drogava. Fatto sta che, incontrato PL 1 nei pressi del negozio Manor a Lugano, lo ha messo in guardia alla sua maniera dal ripetere tali affermazioni. Va precisato che AC 1 non ha chiesto un chiarimento su che cosa la vittima avrebbe detto, ma "è possibile che (...) gli abbia detto che se andava in giro a dire ancora cose su di me gli avrei spaccato la testa" aggiungendo, bontà sua, "ma nulla più" (verbale PS 02.02.04). Del resto, secondo le credibili ed assolutamente sincere affermazioni del PL 1 - il quale, se avesse voluto rincarare la dose nei confronti del AC 1 gli avrebbe attribuito anche il calcio rifilatogli invece dal __________ - i fatti hanno potuto essere accertati come segue:
" Confermo che in data 23.12.2003 verso le ore 16:30 circa mentre stavo entrando nei magazzini della MANOR a Lugano, ho incrociato il noto AC 1 e __________. Loro erano in compagnia di alcune ragazze. Io ero in compagnia della mia convivente. Appena passato oltre qualcuno da tergo, uno di loro due, mi colpiva con un calcio nel sedere. Mi sono girato e ho chiesto spiegazioni. A questo punto __________ mi confermava che era stato lui a colpirmi. Poi tra me il AC 1 ed il __________ iniziava una discussione nella quale AC 1 ha avuto modo di dirmi che mi avrebbe tagliato la gola e che avrei fatto una brutta fine.
Voglio precisare che AC 1 mi accusa di aver parlato con la nonna dell’__________ e le avrei detto che sia l’__________ che AC 1, si drogano. Da parte mia ritengo che questa sia una macchinazione dei due contro di me. Infatti io non conosco nemmeno la nonna in questione. Conosco a malapena lo zio del __________ ma nulla più. Non mi sono mai permesso di andare in giro a dire che __________ ed __________ fanno uso di droghe.
Sono sicuro, come detto prima che questa sia una loro invenzione per giustificare il comportamento che loro hanno nei miei confronti. Solo perché sono uno dei pochi controllori che viaggiano sul trenino della FLP che tenta di far rispettare le regole.
Voglio anche aggiungere che i ragazzi in questione ogni volta che mi incontrano trovano sempre qualche modo di provocare tant’è che ho paura che prima o dopo possa succedere qualcosa sia al sottoscritto che alla mia famiglia." (verbale PS 08.02.04)
Al dibattimento AC 1, insistendo sul fatto che non è stato lui a dare un calcio alla vittima - ciò di cui peraltro nemmeno è imputato - ha ammesso di aver minacciato il PL 1. Con il che l'accusa è confermata senza ulteriori disquisizioni.
c) Infrazioni alla LCS (n. 5, 6, 7, 8 e 9)
AC 1 non ha mai posseduto la licenza di condurre. Le imputazioni sono tutte ammesse e confermate in aula. Ai fini del giudizio basti rilevare che l'agente PL 4, già vittima delle scorribande del AC 1 di cui al decreto di accusa del 14 maggio 2002, di cui si è detto prima, ha dichiarato:
" In data 27 Maggio alle ore 15:37, circolavo su __________ in direzione __________. Giunto all’altezza di __________, notavo circolare in senso contrario in direzione di __________, il noto AC 1 con una motoleggera di colore nero senza targhe. Lo stesso non aveva il casco di protezione e portava come passeggero l’amico __________, pure lui senza casco.
Non è la prima volta che vedo il giovane circolare con detto veicolo. E’ stato notato sulla __________ con a bordo la sua ragazza, sempre tutti e due senza casco. Il nostro operaio comunale __________ lo ha pure visto in data 26 Maggio circolare nel nucleo. Il signor __________ domiciliato a __________ in __________, asserisce che tutti i giorni verso le ore 07:00 vedeva il AC 1 passare su detta via. Molto probabilmente lasciava la motoleggera a casa del __________ che pure lui abita in __________." (verbale 28 maggio 2003)
E che AC 1 era solito guidare veicoli senza patente è lui stesso ad ammetterlo, di guisa che, a proposito del furto d'uso dell'auto della madre, irrilevante è il fatto che quest'ultima non abbia inteso sporgere querela. Vedasi al riguardo quanto ha dichiarato lo stesso AC 1:
" Premetto che non sono titolare di alcuna licenza di condurre perché non l’ho mai fatta. la sera del 15.03. sono uscito di casa verso le ore 20:00 e mi sono incontrato con il __________ e con lui mi sono recato al __________ di __________. Per la precisione ci ha portato il __________ con la sua vettura.
Al Temus ci sono rimasto sino alla chiusura e cioè sino alle 02:00. Poi con il __________ sono rientrato verso __________. Non ricordo come me ne sono stato a casa perché ero un po’ bevuto anche se posso dire che non ero ubriaco. Una volta a __________ non so cosa mi è venuto in mente, fatto sta che mi sono recato a casa mia e mi sono impossessato della macchina di mia mamma. L’ho fatto anche perché __________ voleva andare a trovare una sua amica a Bosco Luganese. Non sapeva con che cosa andarci, allora mi sono offerto di portarlo io. Per questo ho preso la macchina di mia mamma. In pratica sono entrato in casa, sono salito in camera dei miei genitori ed ho preso la borsa di mia mamma nella quale sapevo che c’erano le chiavi della macchina. Ho poi lasciato la borsa in salotto e mi sono impossessato delle chiavi della macchina.
Da __________ siamo quindi partiti in direzione Agno. Ad Agno ho fatto rifornimento di carburante alla Migrol poi siamo ripartiti di nuovo. All’incrocio per __________ facevo salire in auto due autostoppisti. Trattasi di due ragazzi di Agno che conoscevo solo di vista e non di nome.
Da Agno abbiamo raggiunto Bioggio dove mi sono fermato davanti alla banca Raiffeisen perché uno dei due ragazzi doveva prelevare dei soldi. Successivamente ho portato i due ragazzi ad Agno e con il __________ poi ho raggiunto __________ dove ho poi posteggiato la macchina." (verbale PS 18.03.04)
E inoltre:
" Durante il mese di dicembre ho avuto modo di recarmi a Banco in più occasioni. Andavo lì perché c’era il mio amico __________ e lo andavo a trovare. E’ successo anche che mi sono fermato da lui a dormire. In queste occasioni ho avuto modo di conoscere altri ragazzi.
Non ricordo esattamente quando, ma un giorno che ero in giro a piedi ho notato che nei pressi del campo di calcio vi era un vecchio furgone privo di targhe. Lì per lì non ci facevo caso. Poi l’ho visto una seconda e una terza volta ed allora ho deciso di guardarci all’interno. Ho notato che nel blocchetto di avviamento vi erano le chiavi. Sono salito e sono riuscito a metterlo in moto. Sono poi partito da lì e mi sono recato a casa di __________ che distava circa un centinaio di metri. Quando sono arrivato a casa di __________, i ragazzi mi hanno sentito e sono usciti a vedere. Sono poi saliti tutti sul furgone e li ho portati tutti a fare un giro nei paraggi. Poi ho riportato il furgone dove era prima e l’ho abbandonato lì. Tutti siamo rientrati a casa del __________ a piedi."
(verbale PS 02.02.04);
e ancora a proposito della motoleggera Honda 50:
" Ammetto di avere circolato con questa moto non immatricolata in territorio di Caslano. Non ricordo in quante circostanze e dove mi sono recato." (verbale MP 13.11.2003);
della motoleggera Malaguti:
" Confermo che da __________ raggiungevo il mio domicilio alla guida di questa motoleggera. In un primo momento ero senza casco e solo strada facendo, me lo mettevo. Il casco me l’ero portato da casa e l’intenzione era proprio quella di indossarlo per non farmi riconoscere.
Prima di arrivare a casa, mi fermavo ad Agno, alle feste di San Provino e chiedevo al mio amico __________, se voleva venire a casa mia a darmi un mano per smontare i pezzi da questo scooter e montarli sul mio telaio. Visto che non avevo gli attrezzi necessari, chiedevo ad un altro mio amico __________, se mi portava la chiave a cricchetto. Ci trovavamo quindi tutti a casa mia."
(verbale PS 10.03.03)
e della Fiat Uno Turbo:
" Questa sera mi trovavo a Caslano con un mio amico: __________ 08.12.1985, domiciliato a Caslano __________. Insieme abbiamo preso la mia autovettura Fiat Uno turbo di colore grigio dal posteggio di casa mia e l’abbiamo spinta fino al posteggio privato della ditta Bally. In quel momento, quando giungevamo in loco, ci raggiungeva un altro nostro amico: __________, __________, domiciliato a Caslano in __________
Erano circa le ore 20:00 quando eravamo arrivati all’area parcheggio della ditta sopraccitata. Dieci minuti prima che sopraggiungesse l’agente della polizia comunale di __________, eravamo tutti e tre a bordo della mia autovettura ed io la stavo provando facendo diverse manovre nel piazzale.
Al momento in cui giungeva l’agente della polizia comunale, io arrestavo immediatamente la mia autovettura e l’agente mi chiedevate licenze. Preciso che al momento attuale non ho ancora la licenza di condurre per al categoria B, poiché mi hanno rinviato il permesso di farla per un anno e seri mesi. Inoltre sul veicolo di mia proprietà non sono applicate le targhe perché non sono assicurato."
(verbale PS 30.06.03)
d) Contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (n. 11)
L'imputato ha ammesso in aula le contravvenzioni imputategli così come indicato nell'atto di accusa.
4.1. Le infrazioni contenute nell'atto di accusa del 21 giugno 2004 spaziano dal 9 marzo 2003 (n. 1, 2 e 4) al 16 marzo 2004 (n. 6). L'atto d'accusa è, come detto del 21 giugno 2004 e gli è stato notificato al più tardi entro la fine di giugno 2004. Ciononostante, già il 31 luglio 2004 AC 1 ha nuovamente ripreso la sua attività delinquenziale, aumentandola di intensità, con il furto di cui al punto 1.1. dell'atto di accusa del 5 dicembre 2005. In altri termini per fermarne l'attività delinquenziale altro non ha potuto fare l'autorità inquirente, che arrestarlo e mandarlo a processo in detenzione preventiva.
In merito ai fatti indicati in questo atto di accusa la difesa li ha ammessi tutti tranne quelli di cui ai punti 2, 3.1, 5 e 7.
4.2. Venendo ai fatti ammessi va detto che una prima serie di furti (6) sono stati commessi assieme a tale __________:
" Tutti i furti che ho effettuato con __________, sono stati decisi da entrambi (o meglio certi li pensava lui, certi io ) solitamente agisco principalmente io e lui mi aiuta. I guadagni li dividiamo. Forse tengo un po’ più io." (verbale PS 05.10.05)
Nello stesso verbale AC 1 precisa le sue ammissioni:
" Confermo di avere effettuato i seguenti furti:
31.07.2004 tra le ore 23:15 e le 23:30 a Caslano in __________, un furto senza scasso nei parchimetri. Refurtiva 450.--. Ho agito in correità con __________. Io ho fatto leva utilizzando due cacciaviti ed ho aperto il parchimetro. A precisa domanda rispondo che con questo metodo impiego circa 5 minuti per operare.(AA n. 1.1)
28.07/13.08.2005, a Lugano __________, furto con scasso nei parchimetri, refurtiva 200.--. Voglio precisare che io ho rubato fr. 80.-- in moneta di vario genere. Non so come mai vengono denunciati fr. 200.-- di refurtiva. Pensandoci bene il furto l’ho effettuato il giorno prima della street Parade di Zurigo. Prendo atto dall’interrogante che si tratta del 12.08.2005. Confermo che la data può essere quella verso le 22:00. (AA n. 1.2)
20/21.08.05, durante la notte, ai danni del __________, ho effettuato tentato furto con scasso, in correità con __________. Qui ho cercato di rompere un vetro con un sasso. Non riuscendo nell’intento al 100% abbiamo scassinato la porta di un locale con dentro delle macchine, con un calcio. Refurtiva nessuna. In questo caso non si potevano scassinare le macchinette per pulire le palline da golf, e allora abbiamo lasciato perdere. (AA n. 1.4)
02/03.09.05 durante la notte in contrada al lago 3 Caslano, ai danni del __________ __________ ho effettuato un furto con scasso…in correità con __________. Lo scasso del vetro di una finestra l’ho effettuato appoggiandomi con lo scopo di spaccarlo, con la schiena fino a romperlo. Non vi era refurtiva. Io non ho preso nulla. So che __________ aveva preso una scatola con dentro le cose del caffè. Poi un’altra scatola con dentro due orologi, che __________ ha lasciato all’esterno del locale. (AA n. 1.5)
Il 03.09.05 verso le ore 03:45 in __________ a Caslano ai danni __________ ho effettuato un tentato furto con scasso, in correità con __________. Abbiamo scassinato con una spranga di ferro la porta di legno. (AA n. 1.6)"
AC 1 di furti ne ha fatti talmente tanti che nemmeno si ricordava di quello ai danni del __________ (AA N. 1.3) e non per mancanza di collaborazione con gli inquirenti ma proprio perchè, ormai, aveva perso il conto. Ecco che allora è stata necessaria una domanda specifica alla quale, pur ritenendo di aver agito da solo, ha riferito:
" Mi viene chiesto se oltre ai furti da me commessi ne ho commessi degli altri. Da parte mia rispondo di no.
MI viene fatto presente che nel mese di settembre 2004 (tra il 17 ed il 20) presso il parchimetro di __________ a Caslano, si è verificato un furto dalle modalità identiche a quelle del mese di luglio 2004 (che ho ammesso di aver fatto). valore refurtiva 500.--. Da parte mia dichiaro di avere agito da solo. Sempre con lo stesso metodo. Ricordo che la refurtiva era consistente. E’ verosimile la cifra di fr. 500.--." (verbale PS 05.10.05)
Per i furti di cui ai punti 1.2, 1.4, 1.5 e 1.6 l'accusato ha pure commesso il reato di danneggiamento per i danni provocati all'impianto del parchimetro collettivo del comune, al vetro della porta del __________ alla vetrina del salone e alla porta della ditta __________, così come descritto al N. 3.2 dell'atto di accusa.
Ai furti di cui ai punti 1.4, 1.5, 1.6 dell'atto di accusa vanno inoltre associate le violazioni di domicilio, commesse proprio per rubare, indicate al N. 4. dell'atto di accusa: si tratta di reati ammessi, che, come tali, non necessitano di ulteriori commenti.
4.3. AC 1, furti non ne ha fatti solo con il __________, ma ne ha commessi altri 4 da solo. Spicca per gravità ed assenza di scrupoli quello del telefonino (AA N. 1.7), perchè commesso ai danni di un minorenne e soprattutto perchè, una volta privata del cellulare, l'accusato si è pure accanito sulla vittima picchiandola (AA N. 6), perchè non le voleva restituire l'abbonamento che gli aveva dato in pegno, perchè non si fidava a mostrargli il cellulare, oggetto del furto, senza avere tra le mani qualcosa in garanzia:
" Mercoledì 06.10.2004, ho passato parte della sera in centro città a Lugano. Mi pare che fossi da solo. Sono andato in stazione ferroviaria verso le 22:00, con l’intenzione di prendere il trenino per Caslano e tornare a casa. Arrivato in stazione ho incontrato due miei amici, __________ (non conosco il cognome) è un ragazzo scuro di pelle, ed un altro di cui non conosco il nome. Oltre a loro c’erano tre ragazzi svizzero-tedeschi.
…Sono rimasto lì con loro a fumarmi una sigaretta mentre aspettavo che arrivasse il trenino delle 23:30. Ad un certo punto uno dei tre se ne è andato, non so dove. Mentre erano rimasti in due , i ragazzini svizzero-tedeschi, uno di loro ha tirato fuori un telefonino per fare una telefonata. Io l’ho visto e gli ho chiesto di mostrarmelo. Lui mi ha risposto che non me lo dava perché non si fidava.
Mentre si svolgevano questi fatti, assieme a me Micheal e l’altro ragazzo, sono arrivati __________, ed un altro ragazzo di Roma del quale non conosco il nome.
In sostanza io ho detto al ragazzo svizzero-tedesco, per fare in maniera che si fidasse di me che , se mi dava un attimo il suo telefonino in pegno gli davo il mio abbonamento del treno . Lo scambio è avvenuto, io ho preso in mano il cellulare marca Sharp e gli ho dato il mio abbonamento ferroviario.
Quando ho avuto tra le mani il telefonino __________ e __________ mi hanno rubato il cellulare e sono scappati assieme di corsa. Vista la situazione il ragazzo svizzero-tedesco al quale era appena stato rubato il cellulare, non voleva ridarmi l’abbonamento del treno e quindi io l’ho colpito al volto con un pugno e me lo sono ripreso.
(...)
Ho raggiunto i due mentre scendevano verso il centro. Dopo una breve discussione sono riuscito a farmi ridare il telefono. Era __________ ad avere in mano il cellulare. Me l’ha ridato e la mia intenzione era quella di riconsegnarlo al legittimo proprietario. Sono salito nuovamente in stazione ma non c’era più nessuno.
Devo precisare che al momento in cui ho chiesto di farmi vedere il telefonino era mia intenzione effettuare un furto. Visto come si sono poi svolti i fatti ho pensato che la cosa migliore, anche perché in stazione credo che ci aveva visto un sacco di gente, era quella di riconsegnare il cellulare e mettere a posto le cose.
Io dovevo prendere il trenino per cui ho appoggiato su di un muretto dietro il negozio “Aperto” il telefonino in quanto non volevo che venisse ritrovato a casa mia.
A precisa domanda rispondo che mi era venuta voglia di rubare il telefonino in quanto era bello. E’ un modello che qui non c’è nemmeno." (verbale PS 8.10.05)
Per quel che è degli altri tre furti rilevasi che l'imputato ha ammesso:
- "06.11.2004 ore 23:30, in via stazione, bar panda, a Caslano, furto con destrezza di un natel marca Nokia 3410, da solo. E’ anche vero che forse mi ricordo ma le e che l’avevo acquistato da un mio amico. Mi viene consigliato di dire la verità. Io ammetto di averlo rubato al __________. Non ricordo altri dettagli circa questo reato."
(verbale PS 05.10.05)
Si tratta dell'imputazione N. 1.8. dell'atto di accusa.
- "Ieri sera verso le ore 20:00 sono uscito di casa ed a mezzo treno ho raggiunto Lugano e sulla strada ho pure incontrato altri amici con i quali abbiamo passato la serata in diversi locali della città.
Con i miei amici: __________, __________,”__________”, “__________”, abbiamo deciso di recarci alla festa di carnevale a S. Antonino. Vi era pure anche __________ ….Qui abbiamo festeggiato tutta la notte, più o meno siamo rimasti sempre insieme. Al capannone abbiamo incontrato la sorella di __________, di nome __________ Verso le 05:00 ci siamo incamminati verso la stazione di S. Antonino. Poco prima di giungere alla posta di S. Antonino abbiamo notato un taxi libero, non so chi ha deciso; così volevamo prendere un taxi per andare direttamente alla stazione di Bellinzona.
Io ed un’altra persona che non conosco il nome, ci siamo seduti sul sedile anteriore ( il compagno seduto su di me ). Anche dietro prendevano posto, non so chi è salito. Poi il tassista ci ha detto che eravamo in troppi e no ci poteva portare. Mentre il tassista parlava con le persone sedute sul sedile posteriore io ho preso il borsellino che si trovava vicino al cambio e sono subito uscito dall’autovettura.
Mentre scappavo in direzione della campagna ho aperto il borsellino e ho prelevato dei soldi poi mi è caduto a terra. In seguito ho raggiunto a piedi la stazione di S. Antonino." (verbale PS 16.01.05)
Si tratta del furto di cui al N. 1.9. dell'atto di accusa.
- "Questa sera mi trovavo in compagnia di __________ detto “__________” alla stazione FLP di Caslano. In seguito ci siamo recati presso il __________ per bere qualche cosa. Non ricordo l’ora in cui ci siamo trovati. Vorrei precisare che già durante tutta la serata ho bevuto alcolici, ma non so indicare né la quantità né dove l’ho sorbito.
Comunque dopo un po’ che eravamo nel bar, alcune persone incominciavano a litigare, tra questi vi erano pure il __________. Non so dire il motivo di questa lite, comunque ad un certo punto ho visto il casino, vedendo il cassetto del bancone aperto con all’interno dei soldi, decidevo di prenderli e andarmene via. Preciso che non ho organizzato la cosa e che ho deciso di rubare i soldi sul momento." (verbale PS 26.01.05)
Si tratta dell'imputazione N. 1.10. dell'atto di accusa.
4.4. Il 6 luglio 2004 AC 1 ha nuovamente commesso un furto d'uso. Invero il motoveicolo l'ha sottratto l'amico __________, ma l'accusato era perfettamente a conoscenza che egli non poteva detenerlo lecitamente, così come in aula ha confermato e come del resto, in modo assolutamente credibile, già aveva detto __________ agli inquirenti. Del resto, se fosse stato convinto che il veicolo non era stato rubato, non si vede per quale motivo AC 1 sia scappato: il fatto di non portare il casco non poteva di certo, per lui, ormai abituato a costanti controlli di polizia e alle relative verbalizzazioni, costituire motivo di timore, tanto più che, a parte una volta nel 2001, dopo le formalità del caso e nonostante la confessioni di fatti ben più gravi rispetto alla circolazione senza casco di protezione, è sempre stato rilasciato senza particolari problemi. Così riferisce __________:
" … lo scooter era già “aperto” e tutto scassato. Decidevo quindi di non attendere il trenino per __________ ma di utilizzare, per il mio spostamento lo scooter.
Per accendere lo scooter ho unicamente utilizzato l’apposito pedalino, non ho dovuto effettuare dei contatti con i fili elettrici.
Ad __________ incontravo il mio amico AC 1 e con lui abbiamo deciso di recarci in centro a __________.
Preciso che quando sono arrivato alle giostre in sella alla motoleggera, __________ mi vedeva e mi chiedeva dove avevo preso il mezzo meccanico.
Io gli rispondevo espressamente che l’avevo preso alla stazione.
Per raggiungere __________ io mi sono messo alla guida dello scooter mentre __________ si accomodava quale passeggero posteriore. Nessuno dei due era munito di regolare casco di protezione."
(verbale PS 8.10.04)
L'accusa, peraltro ammessa dalla stessa difesa, merita quindi piena conferma.
4.5. AC 1 ha - e di nuovo - circolato senza licenza di condurre nelle circostanze di cui al N. 9 dell'AA:
" Confermo che ho circolato (....) ben sapendo di non poterlo fare visto che non ho la licenza di condurre." (verbale 11.06.04)
4.6. L'accusato ha pure fatto uso, seppur in modo irregolare, ma comunque sovente di droga anche pesante come la cocaina:
" Mediamente fumo una canna al giorno. Fumo da quando avevo 17 anni.
Per quanto riguarda la cocaina devo dire che la consumo saltuariamente. La sniffo. Prendo atto che nella mia abitazione è stato rinvenuto un cucchiaio bruciato e mi viene chiesto come lo utilizzo. Da parte mia rispondo che dei miei amici, dei quali non voglio fornire il nome, la scaldano per fumarla.
Mi rifiuto di rispondere alla domanda circa la provenienza di questa cocaina. Di regola io metto i soldi, ma non sono io che la compera direttamente dallo spacciatore.
Mi viene chiesto chi è la persona che acquista per mio conto la cocaina ed io mi avvalgo del diritto di non rispondere."
(verbale PS 05.10.05)
Che dire?
" Ammetto le mie responsabilità, ma non contate su di me per scoprire chi me la vende!"
Concetto ribadito anche in aula, rifiutandosi di fare nomi.
4.7. Pacifica è per finire (ma il verbo è solo un eufemismo) la ripetuta contravvenzione alla legge sul trasporto pubblico così come descritta al N. 11 dell'AA, i fatti risultando in modo chiaro e nitido dalla documentazione prodotta dalle ferrovie FLP, società peraltro che è parsa essere spesso il bersaglio privilegiato degli atti contrari alla legge posti in essere da AC 1.
4.8. La difesa ha contestato il reato di ricettazione di cui al N. 2 dell'atto di accusa. A torto. A parte il fatto che in aula AC 1 ha ammesso che sapeva che lo stereo valeva molto di più e che il valore di fr. 1'000.- è quello che si immaginava lui quale valore effettivo ed è pertanto per non farsi sfuggire l'affare, che lo ha immediatamente comperato, ciò che avrebbe dovuto suggerire al difensore di non insistere nel richiedere il proscioglimento, già gli atti dimostrano come AC 1 non poteva certo ritenere in buona fede che quell'oggetto non fosse provento di un reato contro il patrimonio: nulla sapeva dell'acquirente, se non il nome di battesimo (__________), delle circostanze che lo avevano indotto a vendere l'oggetto e soprattutto così sottoscosto (un terzo circa del valore giudicato effettivo):
" me l’ha venduto un ragazzo italiano di nome __________ per fr. 400.--. era uno stereo che valeva molto di più di quello che l’ho pagato."
(verbale PS 05.10.05)
Stereo che, per completezza di informazione, è risultato effettivamente rubato tra il 2 e il 3 novembre 2004 ai danni del __________, furto al quale AC 1 è risultato estraneo.
Con il che l'accusa merita piena conferma.
4.9. Sui reati di danneggiamento e di minaccia di cui ai N. 3.1 rispettivamente 7 dell'atto di accusa la difesa ha sostenuto
che non vi sono gli estremi dei reati poichè da un lato non vi è stato danno e dall'altro la testimonianza dell'amica __________ presente in loco indica che AC 1 se n'è andato subito, sgommando è vero, ma senza nulla proferire e tantomeno girare attorno alla vittima in modo minaccioso con la moto.
Ora, dirsi convinti della commissione di un reato dalla sola
indole del personaggio, come insegna la giurisprudenza, non è sufficiente. Di certo AC 1 ha avuto il solito atteggiamento strafottente, di fronte alle giustificate rimostranze della vittima che gli faceva notare che si trovava su suolo privato. Tuttavia, stanti le divergenze di vedute fra i testi che hanno assistito alla scena, questo giudice non ha raggiunto, con sufficiente certezza, il convincimento che AC 1 abbia in effetti fatto un atto che potesse dare d'intendere, come pretende la vittima, che la volesse investire.
Più delicata sembrerebbe a prima vista la questione del danneggiamento, visto che anche la __________ riferisce che "alzava un po' di polvere e la ghiaia rossa della strada che andava anche in parte sulle gambe del sig. __________ " (verbale PS 30.08.04). Ciò posto va detto che il querelante, pur stimando il danno in ca. fr. 2'000.- non ha fatto valere pretese al riguardo, limitandosi a chiedere la condanna dell'accusato alla rifusione delle spese legali, ciò che dimostra come nessun danno sia stato in realtà commesso. Del resto appare del tutto conforme al corso ordinario delle cose ed all'esperienza generale di vita che le strisce lasciate da una motocicletta su un terreno sterrato, si sistemano con una rastrellata, un po' come l'urina che si pulisce con una secchiellata d'acqua, operazione di ripristino che la giurisprudenza giustamente non considera costitutiva di danneggiamento. Ne discende che da questi due reati, a prescindere da un comportamento assai lontano dai crismi della buona educazione generalmente riconosciuti, AC 1 va assolto.
4.10. Ricordato brevemente che la sera del 10 giugno 2004 una lite, dapprima verbale, tra giovani ragazze (eh, sì, dicasi proprio ragazze, ma la cosa non deve ormai sorprendere più di quel tanto poichè è il segno dei tempi o l'effetto perverso dell'ormai consolidata parità dei diritti fra i sessi) ticinesi con un gruppo di adolescenti svizzero tedesche in gita in Ticino, ha dato origine ad una sassaiola culminata con una vera e propria rissa. Ai fini del presente giudizio non rileva stabilire chi abbia cominciato, per quale motivo o pretesto e con quali finalità. Basta la riprovevolezza del comportamento di tutti poichè, sia detto chiaro, a prescindere da chi la lanciato la prima pietra, sulle nostre strade non ci si comporta a quel modo, degenerando in comportamenti violenti che hanno richiesto l'intervento della polizia.
AC 1 ha sempre sostenuto di essere intervenuto nella rissa al solo scopo di sedare gli animi, di separare i contendenti. A sostegno delle sue tesi tutte le testimonianze dello schieramento delle ticinesi e dell'amico che stava con lui. A smentire il suo dire il coro pressoché unanime delle svizzero tedesche, come risulta dai verbali esperiti dalla polizia di Zurigo.
Certo, credere che un tipo come __________, che già più volte ha dato prova di essere un violento e non certo un garante dell'ordine, intervenga in una lite al solo scopo di fare da paciere e di dividere i contendenti, è probabilmente dar prova di particolare indulgenza e fors'anche di ingenuità. Ma dobbiamo fare con le norme che abbiamo che impediscono di trarre, dal solo palmares del protagonista, il convincimento della sua colpevolezza. E allora forza è constatare, come detto prima, che tutti gli svizzero tedeschi parlano di un ruolo attivo di AC 1 mentre tutti i ticinesi riferiscono di uno, diciamo così, da paciere. In siffatte evenienze, in applicazione del ben noto principio in dubio pro reo, questo giudice non può far altro che nutrire dubbi oggettivi sul reale ruolo attivo dell'accusato, in guisa di che egli deve essere posto al beneficio dell'art. 133 cifra 2 CP.
5.1. Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.
La colpa dell'accusato va innanzi tutto valutata considerando la portata oggettiva del reato intenzionalmente commesso: considerando cioè quel che ha fatto volendolo fare, le motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbVJ, 1995 24). Occorre, inoltre, considerare la situazione familiare e professionale dell’autore, la sua educazione e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e, in generale, la sua reputazione. In linea di conto entrano anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato, la qualità della sua collaborazione con gli inquirenti, il pentimento e la sua volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1; 116 IV 289 consid. 2a). Per contro, criteri ispirati alla parità di trattamento con casi analoghi hanno una portata relativa (DTF 124 IV 47 consid. 2c) e le esigenze di prevenzione generale rivestono un ruolo secondario (DTF 118 IV 350).
Per il resto è appena il caso di ricordare che nella commisurazione della pena il giudice gode di un ampio potere di apprezzamento, le autorità di cassazione potendo intervenire solo ove la sanzione si ponga fuori dai limiti edittali, si fondi su criteri estranei all’art. 63 CP, disattenda elementi di valutazione prescritti da quest’ultima norma oppure appaia esageratamente mite o severa, al punto da denotare un abuso di potere di apprezzamento (CCRP 20 maggio 2003 in re S.).
5.2. La colpa di AC 1 è estremamente grave, non tanto per l'entità delle refurtive, dei danni arrecati, ma per l'impressionante ripetitività del suo agire contrario alla legge. Si tratta, è vero, di piccoli episodi che vengono definiti di microcriminalità, ma che preoccupano tutta la società, perchè sono atti che denotano una manifesta mancanza di rispetto delle persone e delle cose. AC 1 possiede già un curriculum delinquenziale di tutto rispetto. Cresciuto in una famiglia del tutto normale, come tante che vivono nel nostro cantone, ha presto interessato la magistratura dei minorenni per atti contrari al patrimonio. Ha poi iniziato la lunga serie dei reati di cui oggi deve rispondere ancora da minorenne e non si è mai fermato, finchè, come detto, gli inquirenti, che lo avevano più volte ammonito, pur lasciandolo andare a casa in occasione di vari interrogatori in relazione a questo o a quell'episodio, si sono visti costretti ad arrestarlo, per porre fine all'interminabile serie di reati di cui AC 1 si è reso colpevole.
In tutta questa triste vicenda AC 1, al di là delle apodittiche affermazioni del tipo "voglio cambiare vita", non ha mai dimostrato, nei fatti, alcun pentimento, altrimenti non si spiegherebbe il perchè del ripetersi di tutti gli atti di cui deve rispondere, nonostante tra uno e l'altro più volte, prima di ricorrere all'arresto, la polizia lo aveva fermato e poi rilasciato. Anche nello scritto inviato dal carcere al fratellastro, di cui si è detto in entrata, emerge un'assenza totale di presa di coscienza delle proprie responsabilità, laddove ha affermato che sarebbe uscito tra due o tre mesi al massimo nel caso il PP avesse deciso di mandarlo in aula in stato detentivo.
Il suo è un lievitare costante nella criminalità, a volte ha assunto pure atteggiamenti da leader allorquando ha picchiato il minorenne, ha affrontato con strafottenza i responsabili della FLP, per la quale deve provare un'antipatia profonda poichè i luoghi e le persone vittime dei suoi reati sono spesso legate ad essa, allorquando gli facevano notare che non ci si deve comportare come lui, non ha esitato a usare violenza contro un agente che lo voleva fermare perchè circolava senza patente. Significativo del suo comportamento strafottente e del tutto incurante degli altri è l'atteggiamento avuto in occasione del suo fermo di polizia che lo ha poi condotto all'arresto del 23 settembre 2005. Si legge in particolare nel relativo rapporto di arresto:
" AC 1, al momento del fermo, prendeva con se il suo apparecchio natel, un NOkia modello 3410 che da un controllo effettuato è risultato essere provento di un furto avvenuto presso il __________ di __________ nel novembre 2004 ai danni di __________ di __________.
Anche qui AC 1 si dichiarava estraneo al furto asserendo che l'apparecchio era di sua madre. Versione però smentita dalla stessa madre presente in casa durante la perquisizione che abbiamo effettuato in camera di __________.
__________ sentendo la madre che non lo "copriva" andava su tutte le furie tacciandola da troia".
Nessun pentimento; nessuna volontà concreta di redimersi, il tutto nonostante avesse già passato in prigione qualche giorno di carcere preventivo e gli fosse stata inflitta una pena, il 9 dicembre 2002, nuovamente sospesa condizionalmente; anzi, delinque, e meglio ruba, nemmeno tre mesi dopo!
Ha agito con egoismo, a volte a fine di lucro per impadronirsi di denaro di cui non disponeva perchè non lavorava, salvo poi però impiegare i pochi soldi che aveva per comprarsi la droga, senza voler rivelare l'identità dei suoi fornitori.
Aggiungasi infine che gli atti dell'accusato hanno leso diversi beni giuridici, dal patrimonio all'integrità fisica, dalla sicurezza stradale alla salute pubblica, dalla libertà personale alla pubblica autorità, in un incedere senza soluzione di continuità dal 2001, e meglio con pause non significative fino al momento dell'arresto.
5.3. A favore di AC 1 è stato considerato che parte dei reati sono stati commessi ancora da minorenne ed è stata ritenuta, per quei fatti compiuti prima del compimento dei 20 anni, l'attenuante specifica della giovane età ai sensi dell'art. 64 CP. Non è stata ritenuta una scemata responsabilità in senso tecnico per a volte aver agito dopo aver bevuto alcool e a volte magari dopo aver consumato della cocaina: a parte che AC 1 stesso ha sostenuto di essere sempre stato cosciente di quello che faceva, ma dell'effetto di questo consumo assai vago sul suo agire non vi è traccia concreta agli atti. Sia che sia si è ritenuta comunque una certa immaturità, contenuta nell'attenuante specifica della giovane età per la quale la legge già ritiene che l'agente abbia agito senza rendersi conto fino in fondo del carattere illecito dell'atto. Con il che la pena irrorata sarebbe stata la medesima anche in caso di riconoscimento di una comunque lievissima, come potrebbe nella migliore delle ipotesi apparire, scemata responsabilità. A ciò aggiungasi una tutto sommato buona collaborazione, i tentennamenti iniziali non essendo in fondo significativi poichè, in definitiva, AC 1 ha poi finito per ammettere i fatti addebitatigli, astrazion fatta per il suo ruolo che a volte ha cercato di minimizzare e dell'atteggiamento spesso arrogante verso gli inquirenti.
Tutto ben ponderato una pena di dodici mesi appare senz'altro adeguata a fronte della grave colpa, delle circostanze aggravanti ed attenuanti generiche e specifiche di cui si è detto sopra, pena che va ad essere addizionale a quella di cui al decreto di accusa del 9 dicembre 2002, poichè quei fatti si sono svolti successivamente a parte di quelli per cui oggi è stato giudicato.
6.1. Come previsto dall'art. 41 n. 1 CP, il giudice può sospendere l'esecuzione di una condanna a una pena privativa della libertà non superiore a 18 mesi o a una pena accessoria se la vita anteriore e il carattere del condannato lasciano supporre che tale provvedimento lo tratterrà dal commettere nuovi crimini o delitti (cpv. 1) e se, nei 5 anni precedenti il reato commesso, egli non ha scontato una pena di reclusione o di detenzione superiore a 3 mesi per un crimine o un delitto intenzionale (cpv. 2).
È indubbio che per natura e durata una pena privativa di libertà di 8 mesi di detenzione può essere sospesa condizionalmente, ricorrendo tra l'altro i presupposti oggettivi del cpv. 2 (la liberazione di __________ essendo avvenuta oltre 6 anni e mezzo prima dei fatti imputatigli).
La sola questione litigiosa è quindi se il presupposto soggettivo dell'art. art. 41 n. 1 CP sia adempiuto nella fattispecie ossia se in funzione degli antecedenti e del carattere del ricorrente, sia prevedibile che tale misura lo dissuada dal commettere altri crimini o delitti (DTF 119 IV 195; 114 IV 95).
In un certo senso si tratta di fare un pronostico sul comportamento futuro del condannato (DTF 119 IV 195, 117 IV 3). Per decidere se la sospensione condizionale della pena sia idonea a dissuadere il condannato dal commettere nuovi reati, il giudice deve procedere a una valutazione globale (DTF 119 IV 195; 117 IV 3; 114 IV 95). Occorre considerare, le circostanze in cui è stato commesso l'atto punibile, gli antecedenti, la situazione personale del condannato e la sua reputazione al momento del giudizio, segnatamente il suo atteggiamento e mentalità (STF 12.3.2003 6S.47712002). II pronostico deve fondarsi su tutti gli elementi atti a chiarire il carattere dell'accusato e le sue chance di ravvedimento (DTF 123 IV 107; 118 IV 97; 115 IV 81). Per valutare il rischio di recidiva è indispensabile un esame globale della personalità dell'autore. Vaghe speranze circa il suo comportamento futuro non sono sufficienti per emettere un pronostico favorevole (DTF 115 IV 81). Nel formulare un pronostico sulla condotta futura del condannato, il giudice di merito fruisce di un esteso potere di apprezzamento; nell'esercitarlo è peraltro tenuto a fondarsi su motivi obiettivamente sostenibili. Non è consentito in particolare attribuire a determinate circostanze da considerare secondo l'art. 41 n. 1 cpv. 1 CP un rilievo capitale e sottovalutarne o trascurarne al contempo altre, anch'esse entranti in linea di conto (DTF 123 IV 107; 118 IV 97; 116 IV 279; 115 IV 81; 105 IV 291).
Il giudice terrà conto di tutte le circostanze fino al giorno del suo giudizio (STF 15.12.1997, 6S.258/1997; Schneider, Basler Kommentar I, ad art. 41 n. 73).
L'esistenza di reati precedenti della stessa natura costituiscono indizi sfavorevoli che , tuttavia, non escludono senz'altro la sospensione condizionale (DTF 118 IV 97; 116 IV 279; 115 IV 81, 85).
6.2. Nella fattispecie AC 1 presenta tutte le caratteristiche della persona per la quale deve essere formulata una prognosi negativa. Se è vero che egli non ha espiato pene privative di libertà della durata di almeno tre mesi negli ultimi 5 anni, egli, già poco dopo essere stato liberato nel 2001 ha ricominciato a delinquere infrangendo, tutto sommato, sempre i medesimi beni giuridici. Non contento ha seguitato a rubare, a circolare senza permesso, a volte a picchiare o a usare violenza contro chi lo invitava a comportarsi secondo le regole (usò violenza contro un poliziotto già da minorenne e lo ha fatto anche nelle circostanze di cui in rassegna). Egli ha delinquito più volte in attesa di giudizio. In altri termini, pur sapendo che avrebbe dovuto presentarsi davanti ad un assise correzionale con l'intimazione dell'atto di accusa del 21 giugno 2004, poco più di un mese dopo ha ricominciato a rubare. La stessa cosa l'aveva peraltro fatta in precedenza allorquando, nonostante l'avvertimento del DAP del 9 dicembre 2002, già il 9 marzo 2003 aveva commesso nuovamente un furto. Dal profilo professionale egli non ha mai combinato un granchè, licenziato vuoi per divergenze con il datore di lavoro, vuoi perchè ha marinato la scuola, non ha mai portato a termine la benchè minima formazione. A precisa domanda a sapere cosa farà una volta liberato, in aula ha riferito vagamente che intenderebbe trovarsi un lavoro, ma nulla di concreto al riguardo è stato intrapreso. E' vero, poco prima di essere arrestato, agli atti vi è la traccia di un contatto con la Job Control, ma questo ancora non significa che si sarebbe concretamente messo al lavorare seriamente.
Se da un lato il diritto penale deve essere celere, dall'altro è giusto attendere un po' di tempo prima di processare un giovane che si trova in stato di libertà provvisoria e questo per poter in definitiva, al momento del giudizio, formulare una prognosi concreta e non solo ipotetica circa la volontà dell'accusato di redimersi. Ebbene, nella fattispecie è proprio emerso che questa possibilità di dimostrare concretamente di cambiare registro, l'accusato se l'è giocata subito ossia già dopo un mese che era stato rinviato a giudizio dinanzi a questa corte. E non si è trattato di un caso isolato, ma AC 1 ha perpetuato nel suo incedere delittuoso finchè, lo si ripete, è stato necessario il suo arresto.
Questo Presidente è perfettamente conscio del fatto che la giurisprudenza privilegia l'aspetto risocializzante a quello punitivo della pena ma, a parte il fatto che se fosse d'obbligo concedere la sospensione condizionale ogniqualvolta non ostino impedimenti oggettivi significherebbe svuotare di ogni significato il presupposto soggettivo della prognosi (CCRP 20 maggio 2003 in re S.), il rischio che AC 1, senza un'occupazione nemmeno temporanea, dati i precedenti e le promesse di cambiar vita sempre vanificate, torni a frequentare le medesime compagnie e commetta i medesimi reati di cui da anni si è sistematicamente macchiato, impone la pronuncia di una pena ferma, anche nell'interesse dell'accusato stesso, assolutamente incapace finora di assumersi le proprie responsabilità di fronte alla vita. In fondo oggi AC 1 è a un bivio: o, grazie ai servizi di sostegno del carcere prepara la sua futura liberazione in modo da potersi concretamente reinserire nella società, diversamente altro non si può pensare, purtroppo, ad una scelta di vita legata alla delinquenza abituale, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Ed in fondo è questo il quesito su cui AC 1, nei pochi mesi in cui ancora dovrà restare in carcere, dovrà seriamente riflettere.
La prognosi risultando negativa, si impone una pena da espiare con la revoca della sospensione condizionale della pena di 15 giorni di detenzione di cui al decreto di accusa 9 dicembre 2002 avendo l'accusato delinquito nel periodo di prova e non rientrando, manifestamente, i fatti successivi a quella condanna, nel novero dei casi di poca gravità ai sensi dell'art. 41 n. 3 cpv. 2 CP.
7. Tutte le pretese di parte civile non sono apparse sufficientemente liquide. Contestate dalla difesa, è stato disposto il rinvio al competente foro civile.
Gli oggetti sequestrati vanno dal canto loro confiscati in quanto corpus sceleris.
Le spese sono poste a carico dell'imputato giusta l'art. 9 CPP, l'entità dei proscioglimenti non avendo sostanzialmente inciso sull'esito finale del procedimento.
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti 4, 7, 8, 10;
visti gli artt. 11, 18, 21,28, 36, 41, 47, 59, 60, 63, 64, 68, 69, 109, 123, 126, 133, 139, 144, 160, 177, 180, 186, 285 CPS;
145 cfr. 3 cpv. 1 e cfr. 4 OAC;
1 OCPS 1;
14 lett. b OETV;
93 cfr. 1 cpv. 1 e cfr. 2 cpv. 1, 94 cfr. 1 cpv. 1, 95 cfr. 1 cpv. 1,
96 cfr. 1 cpv. 1 e cfr. 2 cpv. 1 LCS;
51 cpv. 1 LTP;
1 cpv. 1 OTP;
19a LStup;
9 segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. circolazione senza la prescritta copertura assicurativa
per avere tra il 20 ed il 21 dicembre 2001
condotto la motoleggera MBK senza la prescritta assicurazione per la responsabilità civile;
1.2. violenza contro funzionari
per avere il 17 agosto 2001 impedito all’agente della polizia Comunale di Caslano,PL 4,
di compiere un atto rientrante nelle sue attribuzioni, reagendo veementemente contro di lui e colpendolo ripetutamente;
1.3. lesioni semplici
per avere, intenzionalmente cagionato un danno al corpo di PL 4, colpendolo con dei pugni, procurandogli così le lesioni descritte nel certificato medico 17 agosto 2001 del __________ di Caslano;
1.4. ripetute minacce
per avere in due occasioni in data 16 gennaio 2002 e in data 23 dicembre 2003 incusso spavento e timore ad PL 3 rispettivamente a PL 1;
1.5. ripetute ingiurie
per avere, in più occasioni, tra il 13 ed il 16 gennaio 2002
e anche alla presenza di terze persone,
offeso l’onore di PL 3 tacciandolo di
“..bastardo di merda..” e di “..figlio di puttana..”;
1.6. ripetuto furto
per avere singolarmente ed in correità con terzi
in 12 occasioni dal 17 agosto 2001 al 3 settembre 2005
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
sottratto cose mobili e denaro contante per un importo imprecisato, di almeno fr. 7'267.--;
1.7. ripetuto danneggiamento
per avere in 5 occasioni dal 9 marzo 2003 al 3 settembre 2005
intenzionalmente danneggiato cose altrui con un danno imprecisato di almeno fr. 2'760.--;
1.8. ricettazione
per avere, a Caslano, nel periodo aprile – maggio 2005, acquistato da un ragazzo italiano di nome Marco,
uno stereo marca Sony modello Super Woofer HCD-LX7,
con due box ed i cavi di cablaggio, del valore complessivo
di fr. 1’397.90, pagandolo fr. 400.-, sapendo o dovendo presumere ottenuto mediante un reato contro il patrimonio
e più precisamente dal furto commesso a Caslano, la notte del 2/3 novembre 2004, ai danni del __________ (refurtiva recuperata e restituita alla parte civile);
1.9. ripetuta violazione di domicilio
per essersi in 4 occasioni dal 9 marzo 2003 al 3 settembre 2005,
indebitamente introdotto nella proprietà altrui contro la volontà degli aventi diritto;
1.10. vie di fatto
per avere, a Lugano, il 06 ottobre 2004, alle ore 22.00 circa, presso la stazione FFS, dopo aver perpetrato un furto, commesso vie di fatto nei confronti del minorenne __________. (nato il __________), colpendolo con un pugno al viso;
1.11. ripetuto furto d’uso
per avere, in due occasioni,
- il 6 luglio 2004, alle ore 22.30,
circolato da Agno a Lugano-Breganzona,
quale passeggero della motoleggera marca Malaguti Phantom F12 targata __________ di proprietà di __________,
ma condotta dal minorenne __________. ,
sapendo sin dall’inizio che la stessa era stata da lui sottratta,
la sera stessa, presso il parcheggio della stazione FFS di Lugano;
- il 16 marzo 2004, a Caslano,
sottratto a scopo d’uso l’autovettura marca Seat Ibiza,
targata __________ di proprietà della __________;
1.12. ripetuta circolazione senza licenza di condurre
per avere, in almeno due occasioni, nel mese di giugno 2004, condotto la motoleggera marca Moser CRE 50 targata __________, di proprietà di __________,
senza essere titolare della licenza di condurre richiesta (categoria conducente: A1) e, meglio:
- il 1 giugno 2004, alle ore 20.00, a Magliaso;
- il 5 giugno 2004, da Magliaso ad Agno e ritorno;
1.13. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, a Caslano, Lugano, Agno ed in altre imprecisate località, nel periodo 01 Ottobre 2002 – 23 settembre 2005,
senza essere autorizzato, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina e di marijuana, sostanza previamente acquistata da spacciatori non identificati;
1.14. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
per avere utilizzato dei mezzi pubblici di trasporto delle __________, nonché il treno regionale delle FFS, senza essere in possesso di un titolo di trasporto valido e meglio:
- il 17 maggio 2004, sulla tratta Ponte Tresa - Lugano,
- il 16 giugno 2004, sulla tratta Caslano - Lugano,
- il 13 agosto 2004, sulla tratta Caslano - Lugano,
- il 21 dicembre 2004 sulla tratta Lamone-Cadempino – Lugano,
- il 18 febbraio 2005, sulla tratta Agno – Lugano ed
- il 12 marzo 2005, sulla tratta Caslano – Agno;
come meglio descritto nel decreto e negli atti di accusa e precisato nei considerandi.
2. __________ è prosciolto dalle accuse di cui ai punti 1,2,3,8,11 di cui al decreto d'accusa 351/2002 e 3.1, 5, 7 di cui all’atto d'accusa 157/2005.
3. Di conseguenza ritenuto l’attenuante parziale della giovane età e ritenuto che per parte dei reati di cui ai punti 1.2, 1.3 e in parte al punto 1.6 del presente giudizio non aveva ancora raggiunto i 18 anni, AC 1 è condannato:
3.1. alla pena di 12 (dodici) mesi di detenzione a valere totalmente quale pena addizionale a quella di 15 giorni di detenzione inflittagli con DAC del 09.12. 2002 del MP, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto;
3.2. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 300.-- e delle spese processuali.
4. E’ revocata la sospensione condizionale è ordinata l’esecuzione
della pena di 15 (quindici) giorni di detenzione inflittigli con DAC
del 09 dicembre 2002.
5. Per ogni pretesa creditoria le PC sono rinviate al foro civile.
6. E’ ordinata la confisca di quanto in sequestro.
7. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 300.--
Inchiesta preliminare fr. 384.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 734.--
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Intimazione a: |
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terzi implicati |
1. PC 1 2. PC 2 3. PC 3 4. PL 1 5. PL 2 6. PL 3 7. PC 4 8. PC 5 9. PL 4
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Per la Corte delle assise correzionali
Il presidente Il segretario