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Incarto n. |
Lugano, 12 giugno 2012/md |
Sentenza In nome |
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La Corte delle assise correzionali di Lugano |
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composta da: |
giudice Marco Villa, Presidente |
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Orsetta Bernasconi, vicecancelliera |
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero Pubblico
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e in qualità di accusatori privati:
ACPR_1, rappresentato dall’avv. RAAP_1,
ACPR_2,
ACPR 3, c/o
ACPR 4, c/o
ACPR_5,
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contro |
AC 1, patrocinato dall’avv. DUF 1 |
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imputato, a norma dell'atto d'accusa 139/2007 del 26.11.2007 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di |
1. appropriazione indebita
per essersi
a __________, __________ e __________
nel periodo marzo-agosto 2003,
per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate, e meglio per essersi
in qualità di procuratore con firma individuale della ditta ACPR_1 (ora (ora ACPR_1),
appropriato di due cartelle ipotecarie al portatore di CHF 500'000.--cadauna gravanti in secondo rango il fondo Part. n. __________ RFD __________ di proprietà della ACPR_1,
cartelle ipotecarie delle quali l’accusato aveva ottenuto l’emissione dall’Ufficio dei registri di __________ mediante istanza del 26.03.2003 e ch’egli ha consegnato in data 16.04.2003 per il tramite dell’avv. notaio __________ alla __________,
costituendole in pegno a favore di quest’ultima:
- l’una a garanzia di una linea di credito di CHF 490'000.-- concessa da __________ alla __________, società di cui l’accusato era amministratore con firma individuale ed avente diritto economico, linea di credito interamente utilizzata dall’accusato, segnatamente mediante prelievi in contanti effettuati nel periodo 01.04.2003-29.08.2003, a favore proprio, della ditta __________ nonché della ditta ACPR_3 di cui l’accusato era amministratore unico,
- l’altra a garanzia supplementare dell’esposizione debitoria (CHF 3'200'000 circa) di ACPR_3 nei confronti di __________;
ritenuto che nel frattempo ACPR_1 e __________ hanno trovato un accordo in base al quale le due cartelle ipotecarie sono state restituite a ACPR_1;
2. amministrazione infedele
qualificata siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto
per avere
a __________ e __________,
nel periodo marzo-novembre 2003
siccome obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui, mancando al proprio dovere, danneggiato tale patrimonio, e meglio per avere
in qualità di procuratore con firma individuale della ditta ACPR_1 (ora ACPR_1),
mancato al suo dovere di fedeltà, segnatamente concordando con __________ ed all’insaputa di ACPR_1, nell’ambito di un’operazione immobiliare consistente nell’acquisto da parte di quest’ultima del fondo Part. n. __________ RF di __________, una commissione di intermediazione a carico di ACPR_1 di CHF 300'000.--, di cui CHF 150'000 destinati alla Banca e CHF 150'000.-- destinati alla ditta Immobiliare __________, società di cui l’accusato era amministratore unico ed avente diritto economico,
causando in tal modo un danno di almeno CHF 150'000.-- al patrimonio della ACPR_1,
ritenuto che l’addebito (CHF 300'000.-- + IVA) della relazione intestata a ACPR_1 presso __________ e l’accredito (CHF 150'000.--) sulla relazione intestata a Immobiliare __________ presso la stessa Banca sono avvenuti contestualmente con valuta 21.05.2003 e che l’importo di CHF 150'000.-- è stato interamente utilizzato dall’accusato, segnatamente mediante prelievi in contanti e pagamenti postali effettuati nel periodo 22.05.2003-07.11.2003, a favore proprio, della ditta Immobiliare __________ nonché della ditta ACPR_3;
ritenuto altresì che nel frattempo ACPR_1 e __________ hanno trovato un accordo in base al quale __________ ha restituito a ACPR_1 la somma pagata a titolo di commissione di intermediazione;
3. distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale
per avere
a __________,
nell’aprile 2004
agendo in qualità di amministratore unico della ACPR_3,
arbitrariamente disposto in danno dei creditori di valori patrimoniali compresi in un inventario della procedura di ritenzione, e meglio per avere
3.1 venduto il 19.04.2004 per fr. 3'000.-- a tale __________ parte dei libri (libri editi da __________ e un’enciclopedia) di cui alla posizione n. 12 dell’inventario 17.11.2003, sapendo che gli stessi erano vincolati da diritto di ritenzione,
3.2 venduto il 26.04.2004 per fr. 13’500.-- a tale __________, cittadino spagnolo, un arazzo fiammingo “Oasi”, un quadro “Suonatore di violoncello” ed una litografia astratta di Mirò di cui alle posizioni n. 3, 6 e 7 dell’inventario 17.11.2003, sapendo che gli stessi erano vincolati da diritto di ritenzione.
4. calunnia
per avere
a __________
il 23 maggio 2007,
comunicando con terzi e sapendo di dire cosa non vera, incolpato una persona di condotta disonorevole o di altri fatti che possono nuocere alla di lei reputazione, e meglio per avere
presso gli uffici della ACPR_1 (già ACPR_1),
parlando con ACPR_2 in presenza di alcuni artigiani, incolpato quest’ultimo di aver ucciso una persona in un incidente della circolazione stradale, omettendo di prestare soccorso e scappando dal luogo dell’incidente,
sapendo che in realtà nessuno era rimasto ucciso e che ACPR_2 era rimasto sul luogo dell’incidente;
5. inosservanza delle norme legali sulla contabilità
per avere
a __________ e __________
dal febbraio 2003 in poi,
intenzionalmente o per negligenza omesso di ottemperare all’obbligo imposto dalla legge di tenere regolarmente e conservare i libri di commercio, e meglio per avere
in qualità di amministratore unico della ditta Immobiliare __________,
omesso di tenerne regolarmente e conservarne i libri di commercio, segnatamente di allestirne la contabilità, il bilancio ed il conto economico,
ritenuto inoltre che nessun esercizio ha così potuto essere fatto oggetto di revisione da parte dell’ufficio di revisione;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: art. 138 cifra 1 CP, 158 cifra 1 cpv. 3 CP, 169 CP, 174 cifra 1 CP e art. 325 CP;
ed inoltre imputato, a norma dell’atto d’accusa aggiuntivo 35/2011 del 19 aprile 2012 emanato dal Procuratore pubblico PP_2, di:
truffa, ripetuta
per avere
a __________ nonché in altre località,
nel periodo marzo-settembre 2002,
allo scopo di procacciar a sé e ad altri un indebito profitto,
ingannato con astuzia persone, affermando cose false e sottacendo cose vere, inducendole ad atti pregiudizievoli del proprio patrimonio, e meglio per avere
agendo in qualità di membro del CdA della ACPR_3,
in correità con __________, direttore della società, nonché, parzialmente, con __________ (che aveva introdotto i clienti ACPR_5 e __________), contro i quali si procede separatamente,
sottacendo la precaria situazione finanziaria della società ed in particolare il fatto che i costi operativi erano superiori ai ricavi,
sottacendo inoltre che le liquidità conferite dai clienti non venivano impiegate come pattuito, segnatamente investite o tenute in deposito, ma utilizzate per coprire le necessità societarie e personali, come anche per rimborsare clienti i cui capitali non erano più disponibili per gli stessi motivi,
ingannato con astuzia clienti della società, ignari del fatto che i loro capitali sarebbero stati utilizzati a fini a loro estranei, inducendoli a versare complessivi CHF 290’341, e meglio singolarmente
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Valori in CHF |
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Cliente |
Riferimento |
Apporti |
Ritiri |
Danno |
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ACPR_4 |
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45'000 |
-2'500 |
42'500 |
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__________ e ACPR_5 |
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233’693 |
-131’131 |
102’562 |
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__________ |
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11'648 |
0 |
11'648 |
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Totali CHF |
290’341 |
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156’710 |
mettendo in tal modo in concreto pericolo, perlomeno temporaneo, i capitali raccolti, rispettivamente causando ai citati clienti – al netto dei rimborsi effettuati - un danno effettivo complessivo di CHF 156’710.
denaro utilizzato a favore proprio o della propria società __________, di __________, di __________, della ACPR_3 e di altri clienti di quest’ultima;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dall'art. art. 146 cpv. 1 CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP_2, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato AC 1, assistito dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 16:40.
Evase le seguenti
questioni: Richiamato l’art. 339 cpv. 2 lett. b) CPP, i punti 3 e 5 dell’AA139/2007, gli art. 97 cpv. 1 lett. c), 109, 169 e 325 CP nonché il doc. TPC 16, il Presidente e le parti si danno atto dell’intervenuta prescrizione dei reati di distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale e inosservanza delle norme legali sulla contabilità. Le imputazioni di cui ai punti 3 e 5 dell’AA 139/2007 vengono stralciate e l’AA è modificato di conseguenza.
In relazione all’AA 35/2011 il Presidente, con l’accordo delle parti, richiamato il doc. TPC 10, rettifica l’indicazione dell’accusatore privato ACPR_4, rappresentata dall’UEF di __________. L’AA è modificato di conseguenza. Il Presidente ricorda pure come in forza ai doc. TPC 18 e 28 ACPR_5 è accusatore privato.
L’DUF 1 in merito al capo d’accusa n. 4 dell’ACC 139/2007 chiede alla Corte, in virtù degli artt. 174 e 178 CP, di valutare l’intervenuta prescrizione dell’azione penale, ritenuto come i fatti datino 23.6.2007 ed il termine di prescrizione sia di 4 anni.
Il PP concorda con l’eccezione sollevata e pertanto, d’accordo tutte le parti, il punto 4 dell’ACC 139/2007 è stralciato con conseguente modifica dell’atto d’accusa.
Il Presidente, richiamato l’art. 344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i fatti di cui al punto 1 dell’AA 139/2007, qualificabili alternativamente in amministrazione infedele qualificata ai sensi dell’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP (siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, per avere, a __________, __________ e __________, nel periodo marzo/agosto 2003, obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio della ACPR_1 di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio dovere danneggiandolo, facendo emettere e consegnando alla __________ due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 che costituì in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata, di fr. 490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare dell’esposizione debitoria della ACPR_3) e dà loro facoltà di pronunciarsi in merito.
Le parti ne prendono atto.
Il Presidente, richiamato l’art. 344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i fatti di cui al punto 1 dell’AA 35/2011, qualificabili alternativamente in ripetuta appropriazione indebita ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo marzo/settembre 2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a profitto proprio o di terzi fr. 290'341.- affidatigli, con un danno effettivo per quattro clienti della ACPR_3, al netto dei rimborsi effettuati, di fr. 156'710.-) e dà loro facoltà di pronunciarsi in merito.
Le parti ne prendono atto.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale postula la conferma dell’atto d’accusa, precisato che per il punto 1 AA 139/2007 si debba comunque considerare il reato di appropriazione indebita ritenuto come l’Ufficio dei registri abbia sanato l’atto di amministrazione infedele dovuto alla mancanza di poteri del procuratore AC 1 (cfr. 459 CO) e precisato quo all’atto d’accusa aggiuntivo che la fattispecie ACPR_5/__________ può eventualmente realizzare il prospettato reato di appropriazione indebita, e in considerazione della violazione del principio di celerità conclude chiedendo che l’imputato sia condannato alla pena detentiva di 15 mesi, posta al beneficio della sospensione condizionale con un periodo di prova di 2 anni, a valere quale pena aggiuntiva ai due decreti d’accusa del 2004.
Chiede inoltre il riconoscimento della pretesa ACPR_4, mentre si rimette al giudizio della Corte quo alla nota professionale del difensore;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale contesta i reati di cui ai punti 1 e 2 dell’AA 139/2007 (e con riferimento al punto 1 anche nella prospettata forma di amministrazione infedele) e la ripetuta truffa dell’atto d’accusa aggiuntivo per la fattispecie __________/ACPR_5 per cui chiede il proscioglimento del suo assistito, rilevando per le altre due fattispecie (ACPR_4 e __________) che è piuttosto realizzato il reato di appropriazione indebita in mancanza dell’inganno astuto. In applicazione dell’attenuante specifica del lungo tempo trascorso e vista la violazione del principio di celerità conclude chiedendo perlomeno una sostanziale riduzione della pena se non l’abbandono del procedimento;
- Il Procuratore pubblico, in replica dà lettura delle dichiarazioni di __________ nel VI PP 25.10.2007 e pone in risalto l’accordo 14.6.2007 tra ACPR_1 (già ACPR_1), __________ e __________ (AI 56), non sottoscritto dall’imputato, a sostegno della posizione di azionista di __________.
Considerato, in fatto ed in diritto
1. che i presupposti reati di distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale (articolo, di seguito solo art., 169 del codice penale svizzero, di seguito solo CP), di calunnia (art. 174 cifra, di seguito solo n., 1 CP) ed inosservanza delle norme legali sulla contabilità (art. 325 CP) di cui al primo atto d’accusa (di seguito solo AA) 139/2007 del 25.11.2007 nei confronti di AC 1 (di seguito solo AC 1) risultano prescritti ai sensi degli art. 97 capoverso (di seguito solo cpv.) 1 lettera (di seguito solo lett.) c), 109 e 178 cpv. 1 CP, da cui il susseguente stralcio delle imputazioni di cui ai punti (di seguito solo pti.) 3, 4 e 5 dell’AA 139/2007 e relativa sua modifica (verbale del dibattimento, di seguito solo VD, pagine, di seguito solo pag., 2 e 3 nonché documento, di seguito solo doc., del tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC, 16);
2. che con preventivo accordo delle parti e contestuale modifica dell’AA 35/2011 il Presidente della Corte ha rettificato l’indicazione dell’accusatore privato (di seguito solo AP, art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 seguenti, di seguito solo segg., del codice di diritto processuale penale svizzero, di seguito solo CPP) ACPR_4 (di seguito solo ACPR_4) rappresentata dall’ufficio di esecuzioni e fallimenti (di seguito solo UEF) di __________ (doc. TPC 10 e VD pag. 2) ricordato come ACPR_5, in forza ai doc. TPC 18 e 28, sia diventata pure lei AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP nonché VD pag. 2);
3. che per quel che concerne la vita anteriore, le condizioni personali e i precedenti penali di AC 1 si richiamano, oltre che i doc. TPC 3, 17, 20 e 21 nonché il doc. dibattimentale, di seguito solo DIB., 4 (VD pag. 3), l’atto istruttorio (di seguito solo AI) 20/1199 dell’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero Pubblico (di seguito solo MP) 2003.7243 ed il doc. TPC 27, i cui contenuti sono stati confermati e precisati in aula dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP, VD allegato, di seguito solo all., 1 pag. 1 risposta, di seguito solo R, I, pag. 2 R I/II e doc. DIB. 2);
4. che AC 1 compare in aula per rispondere dell’AA 139/2007 datato 25.11.2007 per i presupposti reati di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP), fatti avvenuti a __________, __________ e __________ nel periodo marzo/agosto 2003 a danno della __________, di seguito solo ACPR_1, ora ACPR_1, di seguito solo ACPR_1, e di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP), fatti avvenuti a __________ e __________, nel periodo marzo/novembre 2003 sempre a danno della citata società;
5. che l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve parimenti rispondere dell’AA 35/2011 datato 19.4.2011 per il presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP), fatti avvenuti a __________ ed in altre località, nel periodo marzo/settembre 2002 a danno di quattro diversi clienti della ACPR_3 (di seguito solo ACPR_3) per un valore, al netto dei rimborsi, di franchi (di seguito solo fr.) 290'341.-;
6. che in merito al punto (di seguito solo pto.) 1 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP):
a) AC 1 non contesta i fatti, ma l’accusa (VD all. 1 pag. 2 III R) argomentando principalmente che al momento dei fatti era lui il proprietario delle azioni della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 VII R e doc. DIB. 3);
b) che quo ai fatti, al momento dei quali AC 1 era solo procuratore della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 IV R), la Corte richiama espressamente l’all. 1 del verbale d’interrogatorio (di seguito solo VI) 20.9.2005 del procuratore pubblico (di seguito solo PP) a __________, di seguito solo __________ (lettera 25.3.2003 di AC 1 alla __________, di seguito solo __________, e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’all. 2 del VI PP AC 1 6.10.2005 (sua dichiarazione del 5.8.2003 e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’AI 4 Inc. MP 2005.7281 (lettera 9.9.2005 della __________ al PP), l’all. 2 del VI PP __________ 20.9.2005 (lettera 3.4.2003 della __________ alla __________., di seguito solo __________), l’all. 5 del VI PP __________ 20.9.2005 (lettera 28.4.2003 della __________ alla ACPR_1) nonché gli all. 4 e 5 del VI PP __________ (di seguito solo __________) 8.9.2005 (lettere 24.7.2003 della __________/ACPR_1 all’ufficio del registro di commercio, di seguito solo RC, di _____, alla __________ e alla banca __________ nonché VD all. 1 pag. 2 VII R);
c) che la Corte ha parimenti accertato come l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) ha dichiarato nei suoi VI PP che __________ (di seguito solo __________) non era stato informato della sua richiesta di “emissione di due cartelle ipotecarie a carico della Part. no. __________ RFD di __________ per utilizzarle a favore di ACPR_3. __________ l’ha saputo solo dopo, verso luglio 2003” (PP AC 1 6.10.2005 pag. 4 e VD all. 1 pag. 2 V R) ed anche __________ ne è venuto a conoscenza solo dopo la loro costituzione e messa a pegno (PP AC 1 6.10.2005 pag. 4 e 5);
d) che in merito all’uso fatto da AC 1 delle due cartelle ipotecarie al portatore (di seguito solo CIP) la Corte ha accertato come a dire dello stesso imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) la così ottenuta linea di credito è stata utilizzata in favore della ACPR_3, di sue altre società come, ad esempio, la __________ e a suo diretto beneficio (PP AC 1 24.8.2007 pag. 2), ricordato come le due CIP, sequestrate con decisione 19.1.2008 del PP (AI 21 Inc. MP 2005.7281) sono poi state restituite alla ACPR_1 sulla scorta di un accordo sottoscritto il 14.6.2007 da questa società, da __________ e da __________ (AI 56, 58, 62 e 63 Inc. MP 2005.7281);
e) che relativamente a questa imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP) per il cui testo si rinvia al VD all. 2 pag. 3;
7. che in merito al pto. 2 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP):
a) l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) non contesta i fatti ma l’accusa argomentando che si trattava di una commissione di vendita imposta da __________ (VD all. 1 pag. 3 I R) seppur riconoscendo le sue dichiarazioni nei VI PP confronto con __________ 25.10.2007 a pag. 4 e 5 e 10.10.2005 a pag. 3 secondo ADR (VD all. 1 pag. 3 II/III R);
b) che gli atti all’incarto attestano una richiesta di data 11.4.2002 della ACPR_1 a firma di AC 1 a __________ con cui si postulava l’emissione a debito di un conto della società di tre assegni e di un bonifico per complessivi fr. 5'700'000.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 2), una prima fattura datata 22.4.2003 dell’Immobiliare __________ (di seguito solo Immobiliare __________, società interamente riconducibile a AC 1) alla banca per fr. 150'000.- saldata con bonifico del 21.5.2003 (AI 1 doc. 18 Inc. MP 2005.7281) e una seconda fattura del 12.5.2003 di questa banca a ACPR_1 per fr. 591'800.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 4) corrisposta con due diversi ordini di bonifico a danno della ACPR_1 eseguiti l’11.4.2003 per fr. 250'000.- e il 21.5.2003 per fr. 341'800.- (AI 1 doc. 6 e 7 Inc. MP 2005.7281);
c) che in merito all’utilizzo di fr. 150'000.- accreditati il 21.5.2003 sul conto dell’Immobiliare __________ presso __________ la documentazione bancaria agli atti attesta delle uscite, principalmente con prelevamenti via cassa, per circa fr. 140'000.-, di cui fr. 60'000.- a favore della ACPR_3 (AI 66 e 67 Inc. MP 2005.7281);
d) che sulla scorta del già ricordato accordo del 14.6.2007 tra ACPR_1, __________ e __________, la banca ha riversato alla società fr. 550'000.- pari alla commissione di intermediazione di fr. 300'000.- e alla penale di fr. 250'000.- a suo tempo pagate da ACPR_1 alla banca, con successivo trasferimento di fr. 150'000.- all’Immobiliare __________, e alla società __________ proprietaria della particella __________ RF di __________ (AI 56 Inc. MP 2005.7281);
8. che in merito al pto. 1 dell’AA 35/2011 ed al presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP):
a) gli atti all’incarto, segnatamente il rapporto dell’équipe finanziaria del MP del 5.8.2009 (AI 18/1151 Inc. MP 2003.7243) e il doc. TPC 18, attestano insindacabilmente l’esattezza degli importi, sia per gli apporti effettuati che per il danno effettivamente patito, così come indicati a pag. 2 dell’AA;
b) che AC 1 ammette di aver “accompagnato in ACPR_3 i clienti ACPR_4 e __________” (VD all. 1 pag. 3 IV R) a cui però sottacque come il denaro da loro depositato ai fini di investimento per complessivi fr. 56'648.- sarebbe stato utilizzato per le esigenze di liquidità di ACPR_3 o per gli altri scopi indicati a pag. 2 dell’AA (PP confronto AC 1/__________, di seguito solo __________, 21.5.2008 pag. 8 e 9 nonché VD all. 1 pag. 4 I/III R) mentre ha dichiarato di aver sempre ritenuto come gli apporti effettuati da __________ (di seguito solo __________) e da ACPR_5 (di seguito solo ACPR_5) per complessivi fr. 233'693.-, clienti che conobbe personalmente solo dopo i fatti esposti nell’AA (PP AC 1 21.9.2009 pag. 2), fossero soldi di sola spettanza di __________ (di seguito solo __________, PP AC 1 21.9.2009 pag. 2 e VD all. 1 pag. 4 II R);
c) che l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP), membro del consiglio d’amministrazione di ACPR_3 dal 24.1.2002 e successivamente amministratore unico dal 21.2.2003 al 9.11.2005, non ha negato di esser stato operativo in ACPR_3 incontrandovi i clienti già a partire da dopo marzo 2002 e di sapere che a quel momento già non vi era più liquidità (VI PP AC 1 27.10.2005 pag. 4 e VD all. 1 pag. 4 VI R), rispettivamente, per la posizione di __________ e ACPR_5, che i “soldi non c’erano più, ma erano stati consumati per spese correnti della società, in particolare per salari” (PP AC 1 27.10.2005 pag. 8);
d) che in relazione a questi fatti nei confronti di __________ è stato emesso un decreto d’accusa (di seguito solo DA) datato 19.4.2011, passato in giudicato (art. 437 segg. CPP), con una sua condanna per il reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) a danno di __________ e AC 1 ad una pena pecuniaria di fr. 18'000.- pari a 180.- aliquote giornaliere da fr. 100.- l’una (art. 34 segg. CP) sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP) oltre che al pagamento di una multa di fr. 1'000.- (art. 106 CP, AI 23/1357 Inc. MP 2003.7243 e doc. TPC 28) mentre che __________ sarà processato, con altre persone, in separata sede (AI 24 Inc. MP 2003.7243);
e) che relativamente a questa imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) per il cui testo si rinvia al VD all. 2 pag. 4 e 5;
9. che in merito alle norme del CP applicabili alla fattispecie si ricorda:
a) che giusta l’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP chi, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliare la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga, se ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) da uno a cinque anni;
b) che giusta l’art. 146 cpv. 1 CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
c) che giusta l’art. 138 n. 1 CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria una cosa mobile altrui che gli è stata affidata rispettivamente indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
10. che in merito al punto 1 dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del reato di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 e pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1) al posto di quello accusatorio di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle seguenti considerazioni:
a) che giusta l’art. 459 cpv. 2 del codice delle obbligazioni svizzero il procuratore, ciò che era AC 1 in seno alla ACPR_1 al momento dei fatti, non può alienare o vincolare la proprietà fondiaria se non gli sia stata espressamente conferita questa facoltà, ciò che in specie non fu mai il caso. Da ciò ne consegue come le due CIP non avrebbero mai potuto essere costituite, e l’errore così commesso dai funzionari del RC di __________ non trovasi sanato (VD pag. 4) dalla loro successiva emissione in quanto comunque nulle, né tantomeno AC 1 avrebbe mai potuto validamente appropriarsene in assenza, proprio per questo motivo, di un qualsivoglia loro valido affidamento;
b) che l’argomentazione sollevata dalla difesa onde ottenere il proscioglimento dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) dal pto. 1 di questo AA e cioè, indipendentemente o meno dalla sua veridicità, ciò che in questa sede può restare irrisolto, che essendo lui e non __________ l’unico proprietario ed avente diritto economico della ACPR_1 le due CIP non erano cose mobili altrui ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (VD pag. 4, all. 1 pag. 2 e doc. DIB. 3), non merita protezione alcuna dopo richiamo, oltre che del DTF 97 IV 10, della massima in DTF 117 IV 259 secondo cui una società anonima con un solo azionista costituisce una persona distinta anche per l’azionista unico ed il suo patrimonio è pertanto per lui un patrimonio di terzi;
c) che la fattispecie, anche solo per un evidente parallelismo con i fatti di cui la pto. 2 di questo stesso AA, adempie invece pacificamente i presupposti oggettivi e soggettivi di legge di cui all’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP essendosi trattato di un atto di gestione contrario al dovere di AC 1 nei confronti della ACPR_1 visto come né __________ né __________ avessero mai dato il loro preventivo consenso a questa operazione, procacciando così sia a sé che ad altri un indebito profitto grazie alla successiva messa a pegno di queste due CIP e alla contestuale concessione di una linea di credito di fr. 490'000.-, interamente utilizzata, in favore della __________;
11. che in merito al punto 2 dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) colpevole del reato di amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 nonché pto. 1.1.2 VD all. 2 pag. 1 e 2) valendo sia quanto sopra esposto nelle lett. b) e c) del considerando (di seguito solo cons.) 10 della presente sentenza senza altresì dimenticare, quo al danno, l’assoluta infondatezza di una fatturazione di fr. 150'000.- per il suo reale interessamento a questa transazione immobiliare, che lo stesso AC 1, del resto, nel suo VI PP 10.10.2005 a pag. 3, aveva quantificato in fr. 10'000.-/12'000.-. Da ciò anche la pacifica concretizzazione dell’aspetto soggettivo del reato, ad ulteriore riprova del suo “siete matti” ai funzionari della __________ (PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007 pag. 4) e l’ulteriore sua accettata proposta di emettere “una fattura tramite la __________ di CHF 150'000 e poi pensiamo anche alla ACPR_3” (PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007 pag.4);
12. che in merito all’unica imputazione dell’AA 35/2011 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) limitatamente alla posizione di ACPR_4 (pto. 1.2 VD all. 2 pag. 2), condannandolo invece quo alle posizioni di __________, ACPR_5 e __________ (di seguito solo __________) al reato di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD all. 2 pag. 2) con contestuale proscioglimento dal reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP) per l’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle seguenti considerazioni:
a) che la concretizzazione del reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) nei confronti di ACPR_4 per averlo manifestamente ingannato con astuzia alfine di perseguire gli illeciti scopi indicati nell’AA trovasi data sia dalle stesse dichiarazioni di questo AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) nel suo VI PP 28.11.2007 a pag. 2 sia dalle relative ammissioni dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) nel suo VI PP di confronto con __________ 21.5.2008 a pag. 8;
b) che l’assenza di una specifica audizione di __________ così come la constatazione come la conoscenza dell’accusato di __________ e ACPR_5 sia postuma ai loro apporti esclude pacificamente la realizzazione del presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP e pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2);
c) che l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve invece rispondere per queste tre posizioni del reato di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD all. 2 pag. 2) essendo pacifico che, limitatamente all’importo di fr. 245'341.-, gli apportati capitali sono stati malversati, richiamato il cons. 8 c) della presente sentenza, dopo gennaio/marzo 2002, e per delle finalità che nulla avevano a che vedere con gli scopi per cui erano stati affidati;
13. che quo alla commisurazione della pena si ricorda:
a) che giusta l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita, ricordato come giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;
b) che giusta l’art. 40 CP di regola la durata della pena detentiva è di almeno sei mesi, la durata massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
c) che giusta l’art 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti ritenuto come in base all’art. 42 cpv. 2 CP se nei cinque anni prima del reato l’autore è stato condannato a una pena detentiva (art. 40 CP) di almeno sei mesi con o senza condizionale o a una pena pecuniaria (art. 37 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere la sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli;
d) che giusta l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;
e) che giusta l’art. 48 lett. e) CP il giudice attenua la pena se la stessa ha manifestamente perso di senso visto il tempo trascorso dal reato e da allora l’autore ha tenuto buona condotta, riduzione che, conformemente all’art. 48a CP, comporta come il giudice non sia vincolato alla pena minima comminata (art. 48a cpv. 1 CP) e possa pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato pur restando legato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena (art. 48a cpv. 2 CP);
f) che giusta l’art. 49 cpv. 1 CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ricordato come non può aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata, che è in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena e che se deve essere giudicato un reato che l’autore ha commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto, il giudice determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito più gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in un unico giudizio (art. 49 cpv. 2 CP);
14. che AC 1, potendo ancora beneficiare di una prognosi non negativa e quindi dell’applicazione dell’art. 42 cpv. 1 CP malgrado i suoi datati due DA che comunque non adempiono le condizioni di legge di cui all’art. 42 cpv. 2 CP, è stato condannato ad una pena detentiva (art. 40 CP) di tredici mesi a valere quale pena parzialmente aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a quelle inflittagli il 29.3.2004 ed il 27.9.2004 dal MP (pto. 3.1 VD all. 2 pag. 2), sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e pto. 4 VD all. 2 pag. 3). Tale condanna tiene conto, ponderandoli equamente ex art. 47 CP, dei vari aspetti propri a questo caso tra cui si ricordano, in particolare, la violazione del principio di celerità per entrambi gli AA ed il lungo tempo trascorso dai fatti limitatamente all’AA 35/2011 (art. 48 lett. e CP e pto. 3 VD all. 2 pag. 2), la gravità del comportamento dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) e quindi la sua colpa (art. 47 cpv. 1 CP) tenuto conto anche solo della reiterazione del suo agire e del danno occasionato alla ACPR_1 e ai clienti della ACPR_3, della prestata sua collaborazione ma non confessione in sede d’inchiesta, della sua età e stato di salute (VD all. 1 pag. 2 e doc. DIB. 2) oltre che del fatto che dal 2004 non ha più interessato le autorità penali;
15. che giusta l’art. 122 cpv. 1 CPP il danneggiato (art. 115 CPP) può, in veste di AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP), far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto civile desunte dal reato ricordato come sia AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) il danneggiato (art. 115 CPP) che dichiara espressamente a un’autorità di perseguimento penale, per scritto o oralmente a verbale, ma al più tardi alla conclusione della procedura preliminare, di voler partecipare al procedimento penale con un’azione penale, con la quale può chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del reato, rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con la quale può far valere in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte dal reato (art. 118 cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP). In quest’ultimo caso la pretesa fatta valere deve per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione scritta o verbale di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente motivata per iscritto, ma al più tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di prova invocati (art. 123 CPP);
16. che in merito alla posizione ACPR_4 l’UEF di __________ con scritto 16.5.2012 ha postulato “la condanna del signor AC 1 alla restituzione della somma di Fr. 42'500.-, pari al danno patito dal signor ACPR_4” (doc. TPC 31), richiesta non contestata dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) in sede dibattimentale (VD all. 1 pag. 5 I R) e innegabilmente da lui dovuta in base alle risultanze agli atti (pto. 3.2 VD all. 2 pag. 2);
17. che giusta l’art. 135 cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione alla Confederazione o al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP), ricordato come un eventuale reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da inoltrare, in un termine di 10 gg. (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei reclami penali (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP). Ciò posto si ricorda allora che:
a) per la determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) si richiama, in merito all’onorario, l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1.) così come l’art. 6 cpv. 1 e 2 della stessa normativa per quel che concerne il computo delle spese;
b) che l’avv. DUF 1, patrocinatore d’ufficio (art. 132 e 133 CPP) di AC 1 dal 25.6.2009 (doc. TPC 5) ha consegnato alla Corte una nota professionale datata 8.6.2012 per il periodo 26.6.2009/9.6.2012 (doc. TPC 36 e VD pag. 3), indicante un importo totale, comprensivo di spese, onorario ed IVA, di fr. 11'727.36 con un dispendio orario di 54 ore (di seguito solo h), pari a 3’240 minuti (di seguito solo min) a fr. 180.-/h (art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1.) e delle spese forfetarie, calcolate al 10% dell’onorario, di fr. 972.- (art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1);
c) che in relazione a questa parcella (doc. TPC 36) la Corte ha unicamente proceduto ad una parziale riduzione delle poste “visione atti”, “consultazioni verbali”, “lettura atti” e “dispendio orario stimato per preparazione e svolgimento pubblico dibattimento e trasferta” con conseguente diminuzione delle indicate 54 h a 51 h e 30 min, corrispondenti a 3090 min, da cui il seguente conteggio:
onorario (3090 min . x fr. 3.-/min) fr. 9'270.00
spese (6% di fr. 9'270.-) fr. 556.20
IVA fr. 786.10
totale fr. 10'612.30
anticipato dallo Stato (art. 135 cpv. 4 CPP nonché pti. 6 e 6.1 VD all. 2 pag. 3);
18. che visto il parziale proscioglimento di AC 1 dalle imputazioni di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 139/2007 (pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 35/2011 limitatamente all’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2), la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali (art. 422 CPP) sono poste a carico del condannato in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a carico dello Stato (art. 418 cpv. 1 CPP e pto. 5 VD all. 2 pag. 3).
Visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 49, 97 cpv. 1 lett. c, 109, 138 n. 1, 146 cpv. 1, 158 n. 1 cpv. 3, 169, 174 n. 1, 178 e 325 CP;
80 segg., 84 segg., 135, 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. amministrazione infedele qualificata
siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio della ACPR_1 di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio dovere danneggiandolo, per avere,
1.1.1. a __________, __________ e __________, nel periodo marzo/agosto 2003, fatto emettere e consegnato alla __________ due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 costituite in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata, di fr. 490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare dell’esposizione debitoria della ACPR_3;
1.1.2. a __________ e __________, nel periodo marzo/novembre 2003, , concordato con __________, a carico e all’insaputa della ACPR_1, una commissione di intermediazione nell’ambito di un’operazione immobiliare di fr. 300'000.-, di cui fr. 150'000.- accreditati su una relazione intestata dall’Immobiliare __________ per essere utilizzati in suo favore, di questa società e della ACPR_3;
1.2. truffa
per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo 10.5.2002/27.5.2002, in correità con __________ e __________ __________, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia ACPR_4, cliente della ACPR_3, inducendolo a versare complessivamente fr. 45’000 e causandogli un danno effettivo di fr. 42’500.-;
1.3. ripetuta appropriazione indebita
per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo marzo/settembre 2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a profitto proprio o di terzi fr. 245'341.- affidatigli, con un danno effettivo per __________, ACPR_5 e __________, clienti della ACPR_3, di fr. 114'210.-;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa nonché precisato nel verbale del dibattimento e nei considerandi.
2. AC 1 è prosciolto dall’imputazione di:
2.1. appropriazione indebita di cui al punto 1 dell’atto d’accusa 139/2007;
2.2. ripetuta truffa di cui al punto 1 dell’atto d’accusa 35/2011 limitatamente all’importo di fr. 245'341.-.
3. Di conseguenza AC 1, considerata la violazione del principio di celerità per entrambi i due atti d’accusa ed il lungo tempo trascorso dai fatti limitatamente all’atto d’accusa 35/2011, è condannato:
3.1. alla pena detentiva di 13 (tredici) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva a quelle inflittagli il 29.3.2004 ed il 27.9.2004 dal Ministero pubblico del Canton Ticino;
3.2. a versare all’accusatore privato ACP_4 fr. 42'500.- a titolo di risarcimento danni.
4. L’esecuzione della pena detentiva inflitta a AC 1 è condizionalmente sospesa con un periodo di prova di 2 (due) anni.
5. La tassa di giustizia di fr. 1’000.- (mille) e le spese procedurali sono poste a carico di AC 1 in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a carico dello Stato.
6. Le spese di difesa di AC 1 sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.
6.1. La nota professionali dell’8.6.2012 dell’avv. DUF 1 è approvata per fr. 10'612.30, comprensiva di onorario, spese e IVA.
§ La quantificazione della retribuzione del difensore è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel termine di 10 giorni (art. 135 cpv. 3 e 393 cpv. 1 lett. b CPP).
Per la Corte delle assise correzionali
Il Presidente La vicecancelliera
Distinta spese (7/10):
Tassa di giustizia fr. 700.--
Inchiesta preliminare fr. 140.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 88.70
fr. 928.70
===========
Il rimanente è a carico dello Stato.