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Incarto n. |
Lugano, 17 ottobre 2008/nk |
In nome |
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La Corte delle assise criminali |
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composta dai giudici: |
Agnese Balestra-Bianchi (Presidente) GI 1 GI 2
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e dagli assessori giurati: |
AS 2 AS 3 AS 4 AS 5 AS 6
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con la segretaria: |
Elena Tagli Schmid, vicecancelliera |
Conviene oggi 16 ottobre 2008 nell’aula penale di questo palazzo di giustizia
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per giudicare |
1. AC 1
2. AC 2
3. AC 3
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tutti detenuti dal 8 febbraio 2008; |
prevenuti colpevoli di:
A) AC 1 e AC 2, congiuntamente
1. rapina aggravata, ripetuta
siccome associati ad una banda intesa a commettere rapine,
agendo secondo un piano che consisteva nell'effettuare sopraluoghi volti ad individuare gli obiettivi (istituti bancari con sportelli privi di vetri protettivi) ed a verificare la concreta fattibilità dell’atto,
rimediare una vettura di piccole dimensioni onde avvicinarsi all’obiettivo senza dare nell’occhio ed allo stesso modo e lestamente lasciare i luoghi dopo essersi impossessati del denaro,
noleggiare un camper necessario in particolare per la lunga fuga verso nord ed il rientro in Italia da un valico lontano dal Ticino, nonché
acquistare allo scopo delle pistole giocattolo il più rassomigliante possibile ad un'arma vera (in seguito: pistola o pistole), da utilizzare per minacciare di un pericolo imminente la vita o l’integrità corporale dei funzionari di banca,
incontrarsi in una località fra __________ e __________ nelle prime ore del mattino, raggiungere il Ticino attraversando il valico doganale di __________, trasferirsi a __________ sia con la vettura che con il camper, avvicinarsi alla banca con la vettura e parcheggiarla in prossimità dell’obiettivo, camuffarsi con copricapo e sciarpa, entrare nell’istituto con le pistole in pugno dove uno doveva richiedere all’impiegato/a allo sportello il versamento del denaro mentre l’altro doveva sorvegliare gli altri funzionari presenti all’interno della banca, recuperare il maggior importo di denaro possibile, lasciare l’istituto, raggiungere con la vettura il camper e con questo, abbandonata la vettura, rientrare in Italia per un valico lontano dal Ticino, e infine suddividere in parti uguali la refurtiva,
e meglio per avere
1.1 a __________
il 19.11.2007,
dopo avere AC 1 individuato l’obiettivo in occasione di un sopraluogo, noleggiato un camper presso l’agenzia __________ di __________ ed avere entrambi acquistato delle pistole giocattolo presso l’autogrill fra __________ e __________,
essersi recati una prima volta, verosimilmente il 13 o 14 novembre 2007, a __________ con l’intenzione di commettere la rapina ma aver desistito siccome il camper non avrebbe garantito una fuga sicura,
aver sottratto a __________, la vettura Daewoo Matiz targata __________, ed essersi recati con entrambi i veicoli a __________ e susseguentemente, con la sola vettura, a __________,
copertisi capo e almeno in parte anche il viso,
una volta all'interno della banca,
AC 1 puntando la pistola contro l’impiegata __________, facendosi consegnare il denaro e cercando altri soldi nei cassetti della scrivania, e infine conducendola nel locale bagno,
AC 2 raggiungendo __________ nel suo ufficio, puntandogli costantemente la pistola alla testa, conducendolo nel locale bagno, imponendogli di legare le mani di __________ dietro la schiena e poi, dopo averlo fatto inginocchiare, legandogli a sua volta le mani dietro la schiena,
rinchiudendo a chiave nel locale bagno tutti e tre gli impiegati,
sottratto in danno della Banca PC 2, sede di __________, l’importo di fr. 87'159.90 ed in danno di __________ un borsellino contenente in particolare ca. fr.100.--, ca. 20 euro, carte di credito, carta d’identità e licenza di circolazione,
rientrando poi in Italia con il camper, dopo aver abbandonato la vettura Daewoo Matiz, percorrendo la tratta __________ – __________ – __________ – __________,
provvedendo infine alla suddivisione della refurtiva in parti uguali;
1.2 a __________
l'8 febbraio 2008,
agendo in banda con AC 3,
dopo avere AC 1 individuato il nuovo obiettivo e con AC 2 effettuato un sopraluogo,
AC 1 contattato AC 3, e una volta ottenuto per il suo tramite il noleggio di un camper, propostogli di associarsi alla banda intesa a commettere una rapina,
congiuntamente, sottratto allo scopo a __________ la vettura Lancia Y 10 targata __________,
essersi recati a __________ una prima volta il 6 febbraio 2008, AC 1 e AC 3 sul camper condotto da quest’ultimo e AC 2 alla guida della vettura Lancia, con l’intento di procedere all’atto senza però commetterlo siccome la banca era chiusa,
ritornati una seconda volta a __________ il 7 febbraio 2008, con lo stesso intento e dovendovi nuovamente rinunciare siccome anche in questa circostanza la banca era chiusa,
aver raggiunto direttamente __________ con il camper ed ivi parcheggiandolo in un posteggio all’entrata del comune,
essersi recati a piedi alla banca PC 1,
una volta all'interno della banca,
AC 2 puntando la pistola dapprima contro il corpo e poi contro la testa dell’impiegata __________ facendosi consegnare il denaro,
AC 1 rovistando nei cassetti della postazione di lavoro alla ricerca di ulteriore denaro, verificando la presenza all’interno degli spazi dell’istituto di altri funzionari e sorvegliando ciò che avveniva all’esterno,
sottratto ai danni della banca PC 1 la somma di fr. 50'000.--, poi messi nella borsa nera portata seco,
sottratto a __________ un portamonete color nero contenente vari documenti e varie tessere,
nonché tentato di sottrarre un'ulteriore somma di denaro, tentativo non portato a termine essendosi AC 1 accorto del sopraggiungere di una vettura della polizia e decidendo entrambi di lasciare i luoghi,
dandosi alla fuga per le vie del comune,
AC 1 venendo fermato quasi immediatamente con in mano la borsa contenente il denaro sottratto,
AC 2 raggiungendo il camper con al volante il AC 3, lasciato i luoghi ed imboccata l’autostrada in direzione nord dove venivano poi intercettati dalla polizia all’altezza di __________;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate
reato previsto: 140 cifra 3 CP
2. furto d'uso, ripetuto
2.1 per avere, fra il 15 e il 19 novembre 2007, a __________, __________ e __________, dopo aver sottratto ai danni di __________ la vettura Daewoo Matiz targata __________, circolato con la stessa sulla tratta __________ – __________ – __________ – __________, alfine di commettere la rapina di cui al p.to.1.1. del presente ACC,
2.2 per avere, fra il 4 e l’8 febbraio 2008, a __________, __________ e __________, dopo aver sottratto ai danni di __________ la vettura Lancia Y10 targata __________, circolato sulla tratta __________ – __________ – __________ – __________, alfine di commettere la rapina di cui al p.to.1.2. del presente ACC;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate
reati previsti: art. 94 cifra 1 cpv. 1 LCS
B) AC 3
3. rapina aggravata
siccome associato ad una banda intesa a commettere rapine,
per avere
condividendo con AC 1 e AC 2 il disegno di commettere una rapina ai danni di un istituto bancario di __________, secondo le modalità descritte al p.to 1 del presente Atto di accusa,
conducendo, nelle circostante di tempo e di luogo di cui al punto 1.2 del presente Atto di accusa, il camper Ford Katamarano nr. 1 targato __________ a __________ e __________, e ivi attendendo il ritorno di AC 1 e di AC 2,
guidando il veicolo sul quale con AC 2 è stata intrapresa la fuga verso il nord delle alpi,
concordando una ricompensa in denaro per il proprio fare,
partecipato in qualità di membro della banda alla rapina di cui al punto 1.2 del presente Atto di accusa;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate
reati previsti: art. 140 cifra 3 CP
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 103/2008 del 20.08.2008, emanato dal Procuratore pubblico.
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Presenti |
§ Il procuratore pubblico. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 1. § L'accusato AC 2 assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 2. § L'accusato AC 3 assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 3.
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Espleti i pubblici dibattimenti
- giovedì 16 ottobre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 18:05
- venerdì 17 ottobre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 14:15
È pervenuta alla Corte l'istanza di richiesta di risarcimento del 7.10.2008 della PC PC 2, in cui dichiara di costituirsi Parte civile e chiede il risarcimento di fr. 500.- (doc. TPC 5).
D'accordo le Parti, al punto 1.2. dell'atto d'accusa a pag. 4 la data del 6 febbraio 2008 viene corretta in 5 febbraio 2008 e la data del 7 febbraio 2008 viene corretta in 6 febbraio 2008.
D'accordo le Parti, al punto 1.1. dell'atto d'accusa a pagina 3 viene apportata la seguente correzione: invece di __________ leggasi __________.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale illustra gli elementi oggettivi e soggettivi del reato di rapina, di cui sottolinea la gravità. Evidenzia nella fattispecie gli strumenti coercitivi messi in atto dagli accusati per farsi consegnare il denaro, strumenti che non hanno soltanto neutralizzato la resistenza delle vittime bensì causato loro un forte spavento. Sostiene l'esistenza dell'aggravante della banda ex art. 140 cifra 3 CP per entrambe le rapine, ritenuti la volontà condivisa di unirsi per compiere reati secondo un piano preciso, la precisa ripartizione dei ruoli, l'intensità della collaborazione e la ripartizione equa del bottino. Di AC 3 evidenzia la posizione di correo, ritenuto il ruolo essenziale avuto in seno alla banda di cui condivideva consapevolmente gli illeciti obiettivi. Visti i precedenti penali, importanti soprattutto per AC 1, la particolare determinazione nell'intento criminale, la contenuta collaborazione fornita agli inquirenti, conclude chiedendo la conferma integrale dell'atto d'accusa e la condanna degli accusati:
- AC 1 alla pena detentiva di 6 anni e 6 mesi,
- AC 2 alla pena detentiva di 5 anni e 6 mesi,
- AC 3 alla pena detentiva di 2 anni e 9 mesi.
Chiede altresì il riconoscimento della pretesa della PC 2 di fr. 500.- e la confisca di tutto quanto in sequestro.
§ L’avv. DUF 3, difensore di AC 3, il quale nell'ottica di una valutazione della posizione del suo assistito di tipo individuale, sostiene che quest'ultimo nel suo ruolo secondario di autista ha agito non come correo bensì come complice. Contesta siano nella fattispecie adempiuti gli estremi dell'aggravante dell'aver agito in banda giusta la cifra 3 dell'art. 140 CP, non avendo AC 3 condiviso il piano ideato da AC 1 e AC 2. Vista l'assenza di precedenti penali specifici, il pentimento del suo patrocinato per l'errore da lui commesso, per il quale ha già espiato con il lungo carcere preventivo sofferto, conclude chiedendo in via principale quale complice in rapina semplice un'importante riduzione della pena detentiva proposta dalla Pubblica Accusa da contenere nei limiti della concessione della sospensione condizionale, per la quale, viste le concrete prospettive di lavoro, non esiste prognosi sfavorevole. In via subordinata quale complice in rapina aggravata -qualora la Corte non dovesse accogliere la derubrica in rapina semplice- postula la riduzione della pena detentiva proposta nei limiti dell'applicazione del beneficio della sospensione condizionale parziale ex art. 43 CP, in modo che la parte di pena da espiare non ecceda il periodo di carcere preventivo sin qui scontato;
§ L’avv. DUF 2, difensore di AC 2, il quale evidenzia il difficile vissuto del suo assistito caratterizzato da pesanti fallimenti sia sul piano professionale sia su quello familiare, conseguenti al suo abuso di sostanze stupefacenti, iniziato in giovane età, e di cui è diventato presto dipendente. Riconduce i motivi del delinquere alle pressanti minacce da parte di pericolosi usurai ai quali AC 2 si era rivolto siccome privo di un lavoro che gli fornisse sufficienti mezzi economici. Pone in risalto che le vittime non sono mai state in pericolo di vita e nemmeno hanno subito violenze, ciò che non è mai stato l'intento degli accusati. Richiamando dottrina e giurisprudenza chiede la derubrica dell'imputazione di ripetuta rapina aggravata in ripetuta rapina semplice contestando ricorrano nella fattispecie gli estremi dell'aver agito in banda. Con riguardo all'imputazione di ripetuto furto d'uso rileva che AC 2 si è limitato a circolare sulle due autovetture rubate e nega abbia partecipato al loro furto. Vista la collaborazione fornita agli inquirenti, il lungo carcere preventivo, la volontà di emendamento e in applicazione dell'attenuante specifica della grave angustia, conclude chiedendo che la pena detentiva proposta dal Procuratore pubblico venga fortemente ridotta. Postula il rinvio della PC 2, al competente foro civile e infine chiede il dissequestro dei guanti e della berretta in lana di AC 2.
§ L’avv. DUF 1, difensore di AC 1, il quale ripercorre la dinamica delle rapine evidenziando che per le modalità non violente impiegate (pistole giocattolo in plastica, corde legate in modo blando, dipendenti in grado di bluffare) e la scarsa pianificazione (viaggi a vuoto), emerge come gli accusati non siano persone scaltre e come non abbiamo mai avuto in animo di ottenere il bottino facendo del male a qualcuno. Rilevati lo scarso grado di organizzazione e di collaborazione come pure l'esiguo numero dei partecipanti contesta l'aggravante dell'aver agito in banda ex art. 140 cifra 3 CP e pertanto chiede la derubrica dell'imputazione di cui al punto 1. ada in rapina semplice. Contesta altresì che il suo patrocinato sia stato il dominus o l'ideatore delle rapine sostenendo che AC 2 ha avuto un ruolo di primo piano al pari di AC 1. Non contesta i reati di furto d'uso ma rileva che sono stati commessi, in correità con AC 2, nel solo intento di perpetrare le rapine. Ritenuti infine la collaborazione fornita dal suo patrocinato agli inquirenti, la di lui indole non violenta e la disperazione per le pressioni conseguenti alla sua disastrata situazione finanziaria che l'ha spinto a delinquere, conclude chiedendo un'importante riduzione della pena detentiva richiesta dal Procuratore pubblico. Non si oppone al riconoscimento delle pretese della PC 2 di fr. 500.-.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. ripetuta rapina
1.1.1. commessa in correità con AC 2,
a __________, il 19 novembre 2007:
1.1.1.1.1. in danno della Banca PC 2?
1.1.1.1.2. in danno di __________?
1.1.1.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a commettere rapine?
1.1.2. commessa in correità con AC 2 e AC 3,
a __________, l'8 febbraio 2008:
1.1.1.2.1. in danno della banca PC 1?
1.1.1.2.2. in danno di __________?
1.1.2.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a commettere rapine?
1.2. ripetuto furto d'uso
per avere, dopo aver sottratto a scopo d'uso
il 15 novembre 2007 a __________ la vettura Daewoo Matiz di __________
e il 4 febbraio 2008 a __________ la vettura Lancia Y10 di __________:
1.2.1. circolato il 19 novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come conducente e/o passeggero?
1.2.2. circolato il 5 e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come conducente e/o passeggero,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
3. deve un risarcimento alla Parte civile PC 2, e se sì per quale importo?
B. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1. ripetuta rapina
1.1.1. commessa in correità con AC 1,
a __________, il 19 novembre 2007:
1.1.1.1.1. in danno della Banca PC 2?
1.1.1.1.2. in danno di __________?
1.1.1.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a commettere rapine?
1.1.2. commessa in correità con AC 1 e AC 3,
a __________, l'8 febbraio 2008:
1.1.1.2.1. in danno della banca PC 1?
1.1.1.2.2. in danno di __________?
1.1.2.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a commettere rapine?
1.2. ripetuto furto d'uso
per avere, dopo aver sottratto a scopo d'uso
il 15 novembre 2007 a __________ la vettura Daewoo Matiz di __________
e il 4 febbraio 2008 a __________ la vettura Lancia Y10 di __________,
1.2.1. circolato il 19 novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come conducente e/o passeggero?
1.2.2. circolato il 5 e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come conducente e/o passeggero,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. ha egli agito in stato di grave angustia?
3. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
4. deve un risarcimento alla PC 2, e se sì per quale importo?
C. AC 3
1. è autore colpevole di:
1.1. rapina
commessa in correità con AC 1 e AC 2,
in danno della banca PC 1,
a __________, l'8 febbraio 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. trattasi di reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a commettere rapine?
1.1.2. ha egli agito come complice?
2. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
D. Dev'essere ordinata la confisca di quanto in sequestro ed elencato nell'atto d'accusa?
Considerando, in fatto e in diritto
1. AC 1 è nato a __________, in Provincia di __________ il __________. Dopo le scuole elementari e le medie ha imparato il mestiere di meccanico d’auto e fino al 1980 ha esercitato tale lavoro da dipendente e da indipendente. Fino agli anni ottanta ha vissuto in famiglia con i genitori (attualmente il padre è morto), le due sorelle e un fratello. Poi ha conosciuto una donna con la quale ha convissuto per dodici anni e dalla quale ha avuto una figlia, oggi ventottenne, madre di due figli. La compagna è deceduta nel 2007. Dopo gli anni ottanta, AC 1 si è messo nell’immobiliare, in società con altre persone. Nel 1990 una crisi avrebbe colpito il settore, per cui egli avrebbe accumulato dei debiti dell’ordine di ca. 200 milioni di lire. Si sarebbe rivolto ad usurai ai quali avrebbe poi dovuto pagare per i prestiti ottenuti interessi proibitivi. Poiché -egli sostiene senza portare uno straccio di prova- essi avrebbero minacciato pesantemente lui e i suoi famigliari, si sarebbe messo a fare rapine. In pratica -sempre a suo dire- avrebbe commesso le venti rapine di cui riferisce il casellario italiano per sdebitarsi verso gli usurai. Anche il provento della rapina presso la Banca PC 2 (nel seguito PC 2) sarebbe da lui stato usato per pagare un suo creditore. Il casellario italiano fa stato per AC 1 di molte condanne, e ciò a partire dagli anni 70, quando fu condannato per reati che poi sono stati depenalizzati.
Nel 1980 è stato condannato per spendita di monete falsificate, nel 1984 per furto, nel 1987 per violazione della disciplina degli stupefacenti. Con provvedimento del Procuratore generale della Repubblica di Brescia, AC 1, per le condanne cresciute in giudicato entro il 1988, è stato condannato il 13.2.1989 ad una pena cumulativa di anni quattro e mesi quattro. Grazie a un indulto la pena fu per finire ridotta di anni uno di reclusione mesi tre e giorni 21.
Dopo una condanna nel 1994 per autocalunnia, con sentenza del 22.2.1996 della Corte d’appello di Brescia, per dodici rapine di cui alcune in concorso col reato di sequestro di persona, AC 1 venne condannato ad anni sei di reclusione. Dette rapine le ha commesse nel periodo 21.4.1993-30.3.1995. Ha espiato la pena nel periodo 6.4.1995-20.3.1999.
Otto mesi dopo esser stato scarcerato, ha ripreso a commettere rapine. Tra il 18.11.1999 e il 16.8.2000 risulta aver commesso ulteriori otto rapine (in concorso, in taluni casi, col reato di sequestro di persona e di porto d’armi).
Una di queste rapine egli l’ha commessa l’8.8.2000 a __________. In aula, AC 1 ha spiegato che, in quell’occasione, egli, con due correi, rapinò una banca di __________, dove si appropriò di 300-400 milioni di lire. Anche in quell’occasione -come poi a __________ e a __________ - lui e i correi raggiunsero il luogo con un camper e con una piccola vettura rubata, poi abbandonata in zona di __________. Col camper lui e i correi riuscirono, percorrendo la strada del nord, attraversando il __________ e il __________, a rientrare in Italia, sfuggendo così ai blocchi e ai controlli di Polizia.
Arrestato dopo l’ottava rapina, subì un anno di detenzione preventiva a Verona, indi fu scarcerato e lavorò come giardiniere presso un vivaio. Asserisce di aver conosciuto a Brescia tale __________, procacciatore d’affari di automobili. Costui gli offrì di mettersi in società con lui purchè egli portasse un certo capitale. AC 1 allega di avergli consegnato euro 12'000.-. Poi però, tra l’aprile 2004 e il luglio 2006, AC 1 fu incarcerato in seguito alla crescita in giudicato della sentenza del 1.4.2003 della Corte d’appello di Venezia. Fu scarcerato, a motivo dell’indulto, nel 2006. Riprese l’attività di giardiniere presso il vivaio __________. Asserisce anche di aver cercato il __________ con l’intenzione di riprendere con lui l’attività nel campo delle automobili. Sennonchè __________ questa volta l’avrebbe tradito, nel senso che, presi da lui assegni per complessivi euro 43'000.-, per finire sarebbe scomparso lasciandosi dietro debiti garantiti dagli assegni di AC 1. Il creditore che deteneva detti assegni sarebbe diventato vieppiù pressante nei suoi confronti (anche al riguardo AC 1 non ha prodotto un sol pezzo di carta suscettibile di rendere qualche po’ plausibile tali sue dichiarazioni!). Sarebbe stato per pagare detti debiti che si accordò con AC 2 (che aveva conosciuto in carcere e che sapeva essere pure in difficoltà finanziarie) per venire in Ticino a commettere rapine.
Il Ticino fu da lui scelto perché -a suo dire- nelle rispettive zone di residenza essi sono troppo conosciuti dalle forze di Polizia.
All’atto dell’arresto, il giorno 8.2.2008, a __________, AC 1 non aveva sulla persona né una carta d’identità né una patente di guida. La sua carta d’identità è poi stata ritrovata sul camper, fermato qualche ora dopo in territorio di __________. Durante l’istruttoria dibattimentale, malgrado l’assenza di patente, AC 1 ha ribadito, mentendo, di essere titolare in Italia di regolare licenza di condurre. Affrettati accertamenti effettuati dall’ufficio di Chiasso cosiddetto CCPD (Centro di cooperazione di polizia e doganale italo-svizzero) hanno portato i responsabili di detto ufficio a scrivere (cfr. all. 53 al rapporto di Polizia) erroneamente che AC 1 era titolare di patente italiana della categoria B, così come AC 2 e che invece AC 3, nato il __________, non risultava intestatario di patente di guida.
Gli inquirenti ispettori di Polizia giudiziaria e il Magistrato d’accusa hanno avuto più di un motivo per dubitare della attendibilità dello scritto 2.4.2008 del CCPD (all. 53 citato), stante che erano in loro mani, già dal febbraio 2008, le fatture consegnate (risp. faxate) loro da __________, socio della ditta che ha noleggiato il camper RIMOR KATAMARANO 1 targato __________ il 12.11.2007 a AC 1 (anche se non è sicuramente il AC 1 che l’ha ritirato) e il 31.1.2008 a AC 3.
A queste fatture è infatti allegata solo la fotocopia della patente di guida di AC 3.
Tanto più gli inquirenti dovevano porsi più seriamente il problema a sapere se AC 1 era o meno abilitato a condurre veicoli a motore, appena si consideri che AC 2 nel verbale al PP del 18.3.2008, a pag. 3, in presenza del proprio legale, aveva insistito nell'affermare che il AC 1 la patente non l'aveva, fatto peraltro già dichiarato anche dalla convivente di AC 2, __________, nel verbale da lei reso in Polizia il 13.3.2008, a pag. 3. Al dibattimento -come già in sede di istruttoria formale- AC 1 ha mentito sulla questione della patente e ciò nel palese intento di far credere che egli e AC 2 hanno commesso la rapina c/o PC 2 da soli, il che è manifestamente falso. Anche a __________, come poi a __________, c’era con loro un terzo che ha funto da autista. Quando poi il Procuratore pubblico, in aula, gli ha contestato la comunicazione 16.10.2008 della Polizia italiana di Stato, giusta la quale la patente di AC 1 è scaduta il 14.11.2005 e mai più gli è stata rinnovata perché a suo carico esiste un provvedimento di revoca, l’interessato è andato avanti a sostenere di aver sempre avuto la patente. Dopo una mezz’oretta, mentre era in corso l’interrogatorio dei coimputati, AC 1 se n’è uscito di sua iniziativa a dire che effettivamente la patente gli era stata in passato sospesa. Egli avrebbe allora incaricato il proprio avvocato italiano di ottenergli la restituzione e costui gli avrebbe ad un certo momento telefonato che la cosa era a posto. Di fatto però la patente in originale non gli fu consegnata, ma lui avrebbe ripreso a guidare nel seguito, esibendo a richiesta la fotocopia della vecchia patente (sic, al dibattimento). Una serie di bugie inventate lì per lì da AC 1 in aula per continuare a negare che anche a __________ (come già a __________ nel 2000 e a __________ il 19.2.2008) erano in tre a commettere la rapina e non solo in due.
Non si può infatti credere che un professionista della rapina qual è AC 1 sia venuto fino in Ticino a commettere rapine, attraversando dogane e percorrendo lunghi tratti di strada anche in territorio estero (da __________ a __________, al __________, traversando il __________ e il __________ fino di nuovo a __________) guidando il camper o la vettura rubata, senza patente.
Le bugie di AC 1 sulla questione della patente sono di tutta evidenza finalizzate a “tener fuori” dalla rapina di __________ la persona che funse per lui e per AC 2 da autista, ma anche a far sembrare casuale, accessoria e finanche superflua la presenza di AC 3 nella successiva rapina di __________.
Al riguardo AC 1 ha senz’altro il diritto di mentire. Non può però pretendere che la Corte lo consideri pienamente confesso e addirittura collaborativo nel chiarire i fatti qui in giudizio.
Nella situazione di quasi flagranza in cui è stato arrestato a __________, il fatto che abbia subito ammesso di esser stato l’autore di quella rapina e anche di quella di __________, gli va di certo riconosciuto. E’ però altrettanto vero che egli ha confessato solo quello che gli conveniva e che sarebbe comunque stato scoperto nel seguito (non si dimentichi che della rapina di __________ esiste un filmato che riprende AC 1 e AC 2).
2. AC 2 è nato a __________ il __________. Figlio di madre nubile, egli racconta che la sua infanzia fu marchiata da questo fatto, sia nel senso che a sua madre veniva in casa rinfacciata tale sua situazione, sia nel senso che a lui è sempre mancata la figura paterna.
Bravo e sveglio alle elementari, il suo disagio si sarebbe manifestato quando frequentava le medie. A 15 anni lasciò la scuola e si recò a Milano a fare il manovale. Frequentando cattive compagnie, iniziò a fumare haschisch e poi a sniffare cocaina. All’età di 19 anni prese a iniettarsi eroina. Divenne ben presto tossicodipendente. Tale situazione ha poi condizionato la sua vita da adulto, impedendogli sia di costruirsi un futuro professionale, sia di stabilire legami affettivi solidi.
A vent’anni circa ha avuto da una ragazza con la quale all’epoca conviveva una bambina, che da sempre vive con la madre.
Da una seconda relazione ha avuto due altri figli, un maschietto e una bambina che hanno sette risp. tre anni. Anch’essi vivono con la madre.
A suo dire a causa della droga si è fortemente indebitato. Pure lui (come AC 1) sarebbe finito nelle mani degli usurai che gli avrebbero prestato soldi dietro impegno di corrispondere loro interessi altissimi, che egli non sarebbe stato in grado di pagare. A suo dire (ma anche lui di ciò non ha portato prova alcuna), egli avrebbe firmato cambiali per circa euro 100'000.-. Il casellario italiano fa stato per lui di varie condanne a partire dal gennaio 1995, alcune anche per reati che oggi sono stati depenalizzati.
L’8.1.2001 è stato condannato per furto, l’8.7.2005 per ricettazione. Il 4.4.2006, il Tribunale in composizione collegiale di Bergamo l’ha condannato per due rapine, per ripetuto porto d’armi e per sequestro di persona (reati tutti commessi nel 2005) a quattro anni di reclusione.
L’11.4.2006 è stato condannato per ricettazione.
Avuto riguardo alle citate imputazioni di rapina, in aula, ha spiegato di averle commesse da solo, armato con un taglierino, in due istituti bancari, l’una a __________ e l’altra a __________, paesi del Bergamasco, per una refurtiva complessiva di euro 18'000.-. Per tale condanna sarebbe stato in carcere dal 25.11.2005 al 13.09.2006. Grazie all’indulto, sarebbe poi passato agli arresti domiciliari, da scontare a __________ presso l’abitazione della madre. Sarebbe poi stato liberato e affidato ai Servizi sociali i quali gli hanno trovato un posto di lavoro presso la Cooperativa sociale __________ a __________, come operaio a euro 500.- mensili.
Avrebbe accettato la proposta fattagli nell’ottobre/novembre 2007 da AC 1 di venire in Ticino a commettere una rapina, per procurarsi un po’ di soldi. A suo dire da alcuni anni ha smesso di drogarsi. Prima dell’arresto dell’8.2.2008 assumeva metadone e ne ha chiesto e ottenuto la somministrazione anche in carcere dopo l’arresto. Attualmente avrebbe scalato le pastiglie in modo importante.
All’atto dell’arresto AC 2 non aveva seco la carta d’identità (in aula ha dichiarato di non averne mai posseduta una). Aveva invece seco regolare patente di guida.
3. AC 3 è nato a __________ il __________. In pratica egli è cresciuto e vissuto a poca distanza dal paese in cui è cresciuto AC 1. I due si conoscono da più di quarant’anni e sono molto amici. Dopo le scuole dell’obbligo, terminate in seconda media, AC 3 ha imparato il mestiere di fornaio, lavoro che ha fatto per cinque anni, fino a quando è stato chiamato a Torino a svolgere il servizio militare. Tornato nel paese d’origine, ha lavorato per più di dieci anni per un’azienda che installava macchine di caffè. Indi per altri dieci anni ha gestito una stazione di benzina con annesso autolavaggio.
Nel 1997 ha venduto il distributore per problemi di salute e, con un amico, ha avviato un supermercato all’ingrosso. L’attività è durata 3-4 anni, ma per finire ha dovuto chiudere per fallimento. Dal 2001 ha lavorato come autista, dapprima al nero e poi, come regolare, presso una ditta di trasporto di frutta. Trattasi -a suo dire- di attività stagionale, che d’inverno cessa.
Non è sposato e convive con __________ dal 1980. E’ molto legato alla sua famiglia d’origine, ovvero in pratica al fratello che lo visita anche al PCT.
La sua situazione economica è precaria. Egli ha quantificato in circa euro 8'000.- i suoi debiti. In Italia, il casellario di AC 3, fa stato di tre condanne due per reati oggi depenalizzati, la terza, del 22.8.2005, per bancarotta fraudolenta, ad anni due di reclusione, sospesi condizionalmente.
Al dibattimento, AC 3 ha dato atto di conoscere perfettamente i precedenti penali di AC 1, di sapere che egli è pregiudicato per il reato di rapina ripetuta. AC 3 ha negato (in aula) di essere stato lui l’autista del camper usato per commettere la rapina alla PC 2. Ha nondimeno dato atto di essere stato a conoscenza del fatto che, in passato, AC 1 aveva già fatto rapine utilizzando un camper, col che è pacifico e non più contestato che, quando verso la fine del mese di gennaio 2008, AC 1 l’ha mandato da __________ a noleggiare un camper, AC 3 ben sapeva che si trattava di utilizzarlo per commettere rapina. All’atto dell’arresto AC 3 era disoccupato.
4. AC 1 è stato arrestato a __________ l’8 febbraio 2008 verso le ore 12:35 in quasi flagranza di reato.
Alle ore 12:25 ca. presso la Centrale operativa di Bellinzona era infatti scattato telefonicamente l’allarme rapina collegato alla banca PC 1 di __________. Sul posto intervenivano immediatamente un agente della Polizia comunale di __________ e una pattuglia del reparto mobile della Polizia di Noranco. L’agente della comunale, giunto (per primo) ad una ventina di metri dall’entrata della banca, notava uscire due uomini, i quali alla sua intimazione “Alt, Polizia!” si davano alla fuga. Egli li inseguiva a bordo del veicolo di servizio, e allorquando i due si separavano, continuava a seguire l’uomo che teneva in mano una borsa nera (identificato nel seguito in AC 1). Abbandonato ad un certo punto il veicolo, l’agente di Polizia proseguiva l’inseguimento di AC 1 a piedi nelle viuzze del nucleo. Nel frattempo giungeva sul posto la pattuglia del RM di Noranco, che pure si metteva all’inseguimento dell’uomo con la borsa, ovvero di AC 1. Quest’ultimo, giunto all’altezza del negozio Denner di __________ -a poche centinaia di metri dalla banca PC 1- veniva per finire raggiunto dall’agente della Comunale che lo bloccava a terra e gli sottraeva la borsa nera, che AC 1 teneva stretta tra le mani. Veniva nel seguito accertato che essa conteneva il bottino della rapina, ovvero la somma di fr. 50'000.-.
La Polizia recuperava poco dopo in un’aiuola antistante il negozio Denner la pistola di cui, durante la fuga, AC 1 s’era sbarazzato, rivelatasi essere una pistola giocattolo, marca Softair Toys-sports, modello V873, per chi la vede una buona imitazione della pistola SIG SAUER (naturalmente chi la prende in mano s’accorge che essa è molto più leggera).
Il secondo uomo uscito dalla banca, datosi a sua volta alla fuga (e poi identificato in AC 2) veniva notato, per il suo atteggiamento sospetto, da un cittadino di __________ che si trovava a transitare, a bordo della sua vettura, davanti alla filiale PC 1, diretto al proprio domicilio. Egli vedeva il AC 2, che teneva celato qualcosa sotto il maglione, raggiungere e salire -dal lato passeggero- su un camper di colore bianco targato __________, che immediatamente partiva e si dirigeva, a velocità normale, verso __________.
Il cittadino di __________ telefonava subito alla Polizia, indi seguiva a dovuta distanza il camper, il quale, giunto a __________, imboccava l’autostrada in direzione nord. Il teste restava in collegamento telefonico con gli agenti della centrale di Polizia e comunicava loro il numero di targa, le caratteristiche e gli spostamenti del camper. Grazie a tali indicazioni, il veicolo veniva fermato, verso le 12:50, ad un posto di blocco istituito dalla Polizia all’imbocco della galleria __________, in territorio di __________. Alla guida del camper si trovava AC 3 mentre sul sedile del passeggero c’era AC 2. Entrambi venivano fermati (cfr. rapporto d’arresto 8.2.2008, AI 5; rapporto d’inchiesta 24.6.2008 e i verbali allegati dell’8.2.2008 dell’agente della Comunale e del cittadino di __________).
Mentre i tre uomini venivano tradotti al Posto di Polizia, gli agenti effettuavano le perquisizioni di rito sulle loro persone e sul camper.
AC 1 risultava -come già cennato- essere in possesso del bottino, di numerose fascette lega-cavi in plastica e della chiave di accensione di un veicolo Lancia, chiave che risultava poi essere quella in dotazione di una Lancia Y 10 che la notte sull’8.2.2008 una pattuglia della Mobile aveva controllato nel parcheggio vicino alla chiesa di __________, e prelevata siccome risultata oggetto di furto in danno della proprietaria __________, vedova, pensionata, residente a __________, in Provincia di Brescia, furto commesso a __________ il giorno 4.2.2008, regolarmente denunciato alle locali Autorità di Polizia. Va da sé che gli autori del furto sono stati AC 1 e AC 2, ma di ciò si dirà nel seguito.
Sul camper, alla cui guida -come cennato- v’era il AC 3, gli inquirenti hanno sequestrato, per quanto qui interessa, una seconda pistola nera, marca Toys-sports modello V891 (pure essa una pistola giocattolo), il berretto e i guanti indossati dal AC 2 per commettere la rapina, nonché il portamonete rubato durante la rapina al funzionario di PC 1, __________.
All’AI 103 è classata la documentazione fotografica allestita dalla Polizia scientifica dopo la rapina di __________. Nelle foto da 25 a 28 si vedono le due pistole giocattolo utilizzate da AC 1 e da AC 2, a loro dire, non solo a __________, ma anche il 19.11.2007 a __________. Come ha accertato la Polizia scientifica dette pistole (che pure sono idonee a sparare delle piccole sfere di plastica) sono state trovate scariche, col caricatore vuoto. Ad ogni buon conto la Corte ha preso visione non solo delle fotografie ma anche delle pistole, accertando che, per chi le vede, soprattutto nel delicato e gravoso contesto di una rapina in atto, esse ben possono sembrare autentiche e pericolose.
A AC 3, in quanto autista, sono stati sequestrati diversi indumenti, una carta stradale della Svizzera e tre guanti in lattice bianchi, usati.
Si anticipa qui che, tramite rogatoria, il titolare della Pubblica Accusa ha acquisito i tabulati retroattivi dei numeri di cellulare in uso agli accusati. L’analisi dei tabulati ha evidenziato che detti cellulari non sono stati in collegamento telefonico con numeri svizzeri. Ciò non toglie che qualcuno che abita in Italia vicino al confine svizzero, abbia suggerito a AC 1 e/o AC 2 possibili obiettivi.
5. Come già cennato, AC 1 sin dal primo verbale reso in Polizia, ammetteva di essere l’autore della rapina consumata in danno di PC 1 ed anche di quella consumata a __________ il 19.11.2007 in danno della PC 2. Gli inquirenti, in possesso dei fotogrammi estrapolati dal filmato ripreso dalle telecamere di cui erano dotati gli uffici della PC 2, peraltro già sospettavano che AC 1 e AC 2 fossero gli autori materiali anche di quella rapina.
Inizialmente AC 1 rifiutava, sia in Polizia sia davanti al GIAR, di fornire le generalità dei correi. Nel seguito completava le sue dichiarazioni e forniva dettagli sulle due rapine, comunque attento a non far trapelare la presenza di un terzo correo a __________, a lasciar nel vago le sue reali pattuizioni con il AC 3 e a “giustificare” il suo agire con la storia dei suoi debiti con usurai e altri pressanti creditori.
AC 2 inizialmente ammetteva solo di essere l’autore materiale della rapina di __________, insieme a AC 3 e a AC 1. Per il resto si avvaleva del diritto di non rispondere a questioni inerenti la scelta dell’obiettivo, eventuali sopralluoghi effettuati, ecc.
Negava di aver commesso altre rapine in Ticino. Successivamente con scritto dell’11.2.2008, pervenuto al MP il 15.2.2008, si è dichiarato disposto a “collaborare con le autorità di questo Stato per far piena luce sui crimini da me commessi. Ritengo inoltre doveroso far conoscere le ragioni che mi hanno spinto a compiere questi crimini” (cfr. AI 30). Nelle successive audizioni egli riconosceva di essere l’autore materiale della rapina commessa ai danni della PC 2 a __________ il 19.11.2007 insieme a AC 1.
Nel suo primo verbale di Polizia, AC 3 negava di essere coinvolto nella rapina di __________, sostenendo di aver noleggiato il camper per recarsi a Zurigo ad assistere alla partita di calcio Italia-Portogallo. Manteneva lo stesso atteggiamento anche davanti al GIAR. Nel verbale del 13.2.2008, in Polizia, ammetteva di aver saputo solo il giorno 8.2.2008, quando già era giunto a __________, che AC 1 e AC 2 intendevano “svaligiare una banca” e che lui avrebbe “dovuto attenderli alla guida del furgone”. Confrontato dagli interroganti con la poca plausibilità del suo dire, riconosceva di aver saputo già alcuni giorni prima dell’8.2.2008 da AC 1 che in Svizzera si andava a svaligiare una banca e che il suo ruolo sarebbe stato quello di autista. Ha comunque ancora sottaciuto di aver accompagnato AC 1 e AC 2 a __________ anche nei giorni precedenti l’8.2.2008, fatti che ha poi ammesso nei successivi verbali.
Da subito gli inquirenti hanno ricollegato il ritrovamento a __________ della Lancia Y 10 (rubata il 4.2.2008 a __________) con la chiave d’accensione che portava seco AC 1, il che li ha portati a dedurre che nel piano organizzato dai rapinatori doveva essere previsto l’uso di una macchina rubata per giungere alla e ripartire dalla banca, il camper essendo riservato a mascherare la fuga e il rientro, da nord, in Italia. La presenza a __________ della Lancia Y 10 rubata nel Bresciano, conduceva gli inquirenti a verificare se anche nel periodo della rapina di __________ era stata ritrovata una vettura abbandonata, col che si scopriva che effettivamente una Daewoo Matiz, targata __________, denunciata rubata a __________ il 15.11.2007, era stata ritrovata abbandonata a __________ l’8.1.2008. Ulteriori indagini portavano ad accertare che il camper nel quale sono stati fermati AC 3 e AC 2 l’8.2.2008 in zona di __________ era stato noleggiato da AC 3 il 31.1.2008 presso la ditta __________ di __________. Il contratto di noleggio (cui è allegata copia della patente di AC 3) è in atti, all. 41 al rapporto di Polizia, e fa stato di un noleggio al nome di AC 3 per il periodo 31.1.2008-5.2.2008 per euro 890.-, dopodichè è evidente che i rapinatori avrebbero dovuto prolungare i giorni del noleggio, stante che ancora l’avevano seco il giorno 8.2.2008. Tramite la ditta __________ è stato acquisito anche un ulteriore contratto di nolo, quello relativo al medesimo camper per il periodo 12.11.2007-20.11.2007. Al contratto -come già cennato- non è allegata alcuna copia della patente di guida. Esso è intestato a AC 1, il quale sia in sede predibattimentale, sia in aula, ha ribadito di aver ritirato lui il camper, di aver pagato il prezzo pari a euro 765.-, e di averlo lui condotto fino a __________, in attesa di utilizzarlo insieme a AC 2 per raggiungere la PC 2 di __________. In realtà come già spiegato -aldilà dei dinieghi di AC 1 in aula- è certo che anche in novembre qualcun altro ha preso in consegna il camper e l’ha guidato nei giorni tra il 12 e il 20.11.2007, ivi compreso il giorno 19.11.2007 della rapina. La presenza di un terzo uomo anche in occasione di quella rapina, rende le dichiarazioni rese sia in sede di istruttoria formale sia al dibattimento da AC 1 e da AC 2 sicuramente monche ed incomplete. Ad ogni buon conto è comunque possibile ritenere pacifico e certo che AC 1 e AC 2, conosciutisi nel Carcere circondariale di Bergamo tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, mentre entrambi espiavano le rispettive pene, hanno continuato a frequentarsi anche dopo la loro scarcerazione. E’ pure pacifico che il discorso di commettere insieme delle rapine è maturato tra loro a motivo delle rispettive condizioni economiche, sicuramente precarie, indipendentemente dall’esistenza o meno di usurai e/o creditori particolarmente pressanti e/o minacciosi. Che l’idea di rapinare una banca sita in Canton Ticino sia venuta a AC 1 e non a AC 2 è plausibile, già per il fatto che AC 1 già nel 2000 aveva commesso una rapina a __________, per cui ben conosceva i luoghi e la geografia, in particolare la favorevolissima situazione di snodo stradale di __________ che permette di accedere, si provenga da sud, da __________ o da __________, in un batter d’occhio, all’autostrada che porta sia a nord sia a sud. Che AC 1 cercasse una banca priva del classico sportello munito di vetro blindato, nella quale il/la funzionario/a fosse a diretto contatto col cliente è pure logico e normale. Che egli sia venuto da solo con la sua auto in Ticino a cercare una banca rispondente alle sue esigenze non è invece credibile. Di certo o un qualche amico residente nella zona di confine italiana gli ha indicato le due banche di __________, risp. di __________, presso cui poi, di fatto, le rapine sono state consumate oppure AC 1 è venuto con un correo a cercare l’obiettivo in Ticino. Comecchessia è certo che AC 1 e AC 2 tra il 10 e il 15 novembre del 2007, già avevano concordato tra loro di rapinare la PC 2 di __________. All’uopo essi dicono di aver comprato le due pistole giocattolo presso l’autogrill di __________. All’uopo il 12.11.2007 hanno investito euro 765.- nel noleggio fino al 20.11.2007 del camper. Essi pretendono di essere venuti entrambi a bordo del camper a __________ già il 13 o il 14.11.2007. Giunti nelle strette vie del centro storico, si sarebbero accorti che il camper era troppo voluminoso e vistoso per cui non si sarebbero arrischiati a posteggiarlo in zona e avrebbero preferito tornarsene a casa, rimandando la rapina.
A mente della Corte ciò non è invero plausibile stante che se davvero AC 1 -come sostiene- già era in precedenza venuto in Ticino a cercare un obiettivo idoneo, non può non aver attentamente osservato le vie d’accesso alla banca e quelle di fuga. Secondo la Corte è certo che AC 1 ha organizzato la rapina di __________ agendo secondo un piano già da lui collaudato negli anni in cui ripetutamente commise rapine in Italia, piano che è stato da lui descritto in aula per __________ e messo in pratica anche a __________. Sicuramente egli venne, nei giorni antecedenti la rapina, con l’uno e/o l’altro dei correi e/o con terzi in Ticino, per scegliere la banca da rapinare. Possibile anche che egli, con i correi, abbia tentato di rapinare la PC 2 già qualche giorno prima del 19. Se non passarono all’atto non fu certo per evitare di posteggiare il camper fuori dalla banca in zona troppo sospetta (praticamente nel nucleo storico di __________), bensì piuttosto perché reputarono -per motivi solo a loro noti- che le circostanze non erano favorevoli.
Comecchessia è certo che AC 1, privo di patente com’era, ha coinvolto nel suo piano AC 2 e un terzo. Trovata che ebbero in Ticino la banca idonea, acquistate che ebbero le pistole giocattolo, noleggiato il camper e procurata, rubandola con AC 2 e/o con il terzo correo, a __________, il 15.11.2007, la Daewoo Matiz, il 19.11.2007 tornarono in Ticino. Posteggiarono il camper a __________ e, con la Daewoo, lui e AC 2 raggiunsero __________. Lasciarono la vettura poco distante dalla Banca e alle ore 11:37 vi hanno fatto ingresso così come bene mostra il filmato della rapina, visionato in aula prima e dopo aver preso conoscenza dei verbali resi dai funzionari presenti in banca, ovvero dei verbali resi da __________, minacciata con la pistola soprattutto da AC 1, da __________ e da __________, minacciati con la pistola e sorvegliati da AC 2, che, per finire, li rinchiuse tutti e tre a chiave nel bagno. Dopodichè AC 1 e AC 2 -come mostra il filmato- alle ore 11:41 hanno lasciato la banca, portando seco una refurtiva di fr. 87'159.90, costituita da 67 banconote da fr. 1'000.-, da 198 banconote da fr. 100.-, da moneta per fr. 359.90. Da notare che AC 2 si è anche appropriato del portafoglio di __________ contenente fr. 100.-, euro 15.-, oltre a diverse carte di credito. Con la Daewoo ritornarono a __________ dove abbandonarono l’auto, salirono sul camper dove li attendeva l’ignoto “autista” e presero l’autostrada per il nord, raggiungendo i loro domicili -a loro dire- verso le ore 22:00, dopo aver attraversato le Alpi.
Dato che né AC 1 né AC 2 ammettono la presenza del terzo correo, essi hanno dichiarato di aver diviso a metà la refurtiva. Inizialmente l’hanno quantificata in fr. 70'000.- e poi in fr. 78'000.-. In realtà stando ai più precisi calcoli della banca essa -come testè accertato- ammontava ad oltre fr. 87'000.-.
Per la dinamica della rapina dentro i locali della banca al filmato, in atti sub AI 115A, si rinvia. Succintamente è qui il caso di ricordare che AC 1 e AC 2 entrarono in banca uno dopo l’altro. AC 1 si rivolse alla funzionaria __________ simulando di voler cambiare dei soldi, e posando il suo borsello sulla scrivania. Subito però, puntandole la pistola le ingiunse di darle i soldi giacché quella era una rapina. All’inizio l’impiegata pensò che si trattasse di un’esercitazione ma dovette presto ricredersi. Vide AC 2 uscire dall’ufficio del direttor __________ puntandogli una pistola alla testa. Evidentemente AC 2 aveva il compito di occuparsi dei rimanenti funzionari. AC 2, sempre minacciando __________, lo costrinse a tornare negli uffici interni, col che anche AC 1 lo seguì tenendo la __________ sotto minaccia della pistola. AC 2 chiese se v’erano altri impiegati. Difatti c’era __________ che, -come realizzò che era in corso una rapina- da solo s’era rinchiuso in bagno. __________ non voleva aprire e lo fece solo quando fu il direttore a ordinarglielo. A quel momento restò AC 2 ad occuparsi dei due uomini cui vennero legate sommariamente le braccia e che vennero fatti entrare nel bagno. Frattanto AC 1 s’era, con la __________, riportato alla di lei scrivania, giacchè essa doveva dargli i soldi. Così ha narrato i fatti a tal proposito la __________ nel verbale (letto in aula), reso al PP, il 25.4.2008:
“ In cassa, mi sono seduta al mio posto. Essendo il PC in stand by, ho dovuto inserire nuovamente la mia password. In quel momento AC 1 mi ha chiesto cosa stavo facendo. Io gli ho spiegato che stavo inserendo la password per entrare nel sistema. Ho allora inserito la mia password speciale per i casi d’emergenza (per opposizione alla password normale). Così facendo ho dato l’allarme.
AC 1 mi ha detto di consegnargli tutto quello che potevo dargli.
Alla tastiera ho allora digitato, dopo aver consultato la disponibilità a video, il numero delle banconote da fr. 1'000.-- presenti. In effetti il nostro sistema di erogazione funziona un po’ come un bancomat.
…omissis…
Contestualmente ho anche digitato un certo numero di banconote da fr. 100.--. Dopo un attimo di elaborazione, il sistema ha erogato il denaro. In quel momento ricordo che AC 1, che era dietro la scrivania, aveva aperto i cassetti e prelevato la moneta di cassa. Non sono in grado di quantificarla. Posso però dire che sulla base delle varie registrazioni, è possibile rimontare esattamente a quanto erogato dal sistema informatico e quanto presente in cassa in quel momento. Prima dell’erogazione delle banconote, AC 1 mi ha chiesto di aprigli il bancomat, situato nell’atrio della banca, a sinistra dell’entrata. Io gli ho risposto che non potevo aprirlo perché sarebbe scattato l’allarme. Ricordo che AC 1 mi diceva di sbrigarmi. Mi diceva anche di stare tranquilla che non mi sarebbe successo nulla.
…omissis…
Una volta che i soldi hanno iniziato ad uscire, AC 1 li metteva nella sua borsa.
A domanda dell’avv. DUF 2 rispondo che per tutto il tempo, la porta della banca non era chiusa. Chiunque avrebbe potuto entrare.
Terminata l’erogazione del denaro, AC 1 mi ha detto di andare verso il bagno. Sono passata davanti a AC 2 e sono entrata in bagno. Ho sentito la porta del bagno chiudersi dietro di me. Nel bagno ho visto __________ e __________ inginocchiati e legati. Subito però __________ si è alzato ed ha iniziato a slegarsi.
ADR: a mio giudizio i rapinatori sono rimasti in banca non più di 10 minuti.
ADR: in bagno siamo rimasti circa un’ora. Un’ora passata lentamente.
ADR: in me è nato un po’ di panico quando ho sentito la porta principale della banca chiudersi. In tal modo per accedere alla banca bisogna procedere allo sblocco della porta; il che avrebbe richiesto maggior tempo. Soffrendo un po’ di claustrofobia, ho panicato un attimino.
ADR: personalmente ho subito un leggero crollo. Oggi però non ho problemi.”
Benchè anche in bagno i funzionari abbiano suonato l’allarme, l’intervento della Polizia, per motivi alla Corte non noti, ha tardato a prodursi, il che ha contribuito ad aggravare lo stato d’ansia e di disagio dei tre funzionari ivi rinchiusi.
AC 2, prima di lasciare la banca, prese anche il borsello che AC 1 aveva posato sulla scrivania di __________.
Per quanto riguarda il suo ruolo all’interno della banca, AC 2, al dibattimento, ha confermato quanto già deposto il 18.3.2008 davanti al PP, al quale ha dichiarato che:
“ AC 1 è entrato per primo. Come mi aveva precedentemente riferito, si è rivolto all’impiegata facendo finta di cambiare dei soldi.
Io sono passato dietro di lui e mi sono diretto verso degli uffici, AC 1 mi ha spiegato l’ubicazione. Qui avrei dovuto trovare due persone. In quel frangente io avevo in mano l’arma. Entrato nell’ufficio vidi unicamente una persona, il gerente. Non so per quale ragione, ma mi fu riferito che un secondo si trovava al bagno. Dissi a questa persona di stare tranquillo, che non eravamo lì per lui ma per i soldi.
ADR: che il mio volto era coperto da una sciarpa e portavo pure un berretto.
Io dietro e il gerente davanti siamo usciti dal suo ufficio e ci siamo recati davanti alla porta del bagno. Entrambi abbiamo chiesto all’altra persona (impiegato) di aprire la porta. Forse io ho anche tirato un calcio alla porta. Dopo un po’ questi ha aperto la porta. Ho fatto entrare nel bagno anche il gerente e ho detto all’impiegato di stare tranquillo. Li ho fatti girare con la faccia verso il muro, ho estratto dalle tasche dei laccetti e ho legato loro le mani dietro la schiena.
ADR: visto il compito che mi era stato affidato ho praticamente sempre tenuto in pugno la pistola.
…omissis…
ADR: una volta legati all’interno del bagno io sono restato “di guardia” ai due, in attesa che il AC 1 mi sollevasse dal compito. In effetti il compito di “neutralizzare” il gerente e l’impiegato era mio.
Dopo qualche minuto AC 1 è sopraggiunto con la ragazza, __________, mi disse che si poteva andare. Abbiamo allora fatto entrare la ragazza nel bagno con gli altri due. Ho tolto dalla toppa interno la chiave e ho chiuso a chiave la porta del bagno, lasciando la chiave nella toppa esterna. Siamo poi usciti tranquillamente.
ADR: effettivamente, mentre stavamo abbandonando il luogo, mi sono impossessato di un borsellino frugando in una giacca. Uscito dalla banca l’ho aperto e mi sono accorto che era del gerente (recte: di __________). L’ho quindi gettato per terra.”
6. AC 1 e AC 2 hanno dichiarato di aver consumato la loro quotaparte di refurtiva per pagare i loro creditori. E’ più plausibile che con essa si siano mantenuti per alcune settimane. Certo è che in gennaio tra i due è tornato in discorso di fare un’altra rapina. Anche per questa seconda rapina AC 1 pretende (pur essendo privo di patente) di essere venuto lui solo in Ticino a cercare un adeguato obiettivo e di averlo individuato nella filiale PC 1 di __________ (filiale piccola, sportello senza vetro blindato, nelle vicinanze dello snodo autostradale). Sicuramente è venuto insieme a qualcun’altro, il cui nome non dirà mai. Una volta di sicuro è venuto con AC 2 e l’ex-convivente di AC 2. Entrambi affermano di aver usato, per la seconda rapina, le pistole giocattolo che già avevano acquistato per la prima. Dal filmato ricavato dalle telecamere in funzione presso PC 1, si vede che la “mise” dei due era simile a quella della rapina di __________. AC 1 portava in capo una “coppola” che gli scendeva sulle orecchie, AC 2 portava una berretta di lana ed una sciarpa con cui poteva in parte nascondere il viso.
Come già cennato, all’agenzia __________ a noleggiare il camper è andato AC 3 insieme alla sua convivente, con la vettura di lei. Occorreva essere in due perché nel ritorno da __________ a __________, AC 3 avrebbe dovuto guidare il camper. E’ pacifico che AC 3 pagò il nolo per i giorni dal 31.1.2008 al 5.2.2008 in ragione di euro 890.- (datigli da AC 1) e consegnò al noleggiatore un assegno, pure datogli da AC 1, di euro 2'000.- come cauzione. Che il nolo del camper si rendeva necessario per compiere la rapina e non per andare in gita a Zurigo a vedere la partita, AC 3 l’ha per finire ammesso sia al PP nel verbale del 2.4.2008, sia in modo inequivocabile in aula. Al dibattimento AC 3 ha -come già cennato- dato atto di conoscere AC 1 da quarant’anni, di frequentare ognuno la casa dell’altro, di conoscere i precedenti di rapina di AC 1. Essendo il loro rapporto molto stretto e diretto ed essendo i due uomini adulti ed esperti delle cose della vita e del mondo, è scontato che essi siano stati molto in chiaro tra loro su ciò che si andava a fare, ovvero una rapina in banca, secondo un piano (ormai collaudato da AC 1 e AC 2, e noto a AC 3) che prevedeva che AC 1 e AC 2 entravano con delle pistole giocattolo in banca a commettere materialmente la rapina, mentre AC 3 doveva condurre il camper nell’andata ma soprattutto curare la fuga guidando il camper nel lungo viaggio di ritorno.
Che AC 3, classe __________, uomo maturo, esperto delle cose della vita, prima di accettare di fare l’autista abbia voluto conoscere dall’amico di vecchia data AC 1 i dettagli della rapina e soprattutto i prevedibili rischi e benefici (ivi compreso l'ammontare della sua quota) è più che normale. Il contrario (ovvero che AC 1 abbia coinvolto un vecchio amico in una rapina in Svizzera a sua insaputa oppure senza parlargli del compenso) sarebbe invece incredibile e illogico. Certo è -anche se entrambi lo negano- che AC 3 si è messo a disposizione anche perché sapeva che AC 1 e AC 2 avevano qualche mese prima commesso una redditizia rapina a __________, nella quale tutto era filato via liscio come l’olio. Una cosa del genere è certo che AC 1 all’amico AC 3 gliel’ha di sicuro detta. Dati i loro stretti e quasi fraterni rapporti anche qui s’avvera che il contrario (ovvero che AC 1 abbia sottaciuto a AC 3 il fatto di come era stata fruttuosa e senza nessun rischio la rapina a __________) sarebbe del tutto illogico e insensato. Sta di fatto che, noleggiato il camper il 31.1.2008, rubata (AC 1 e AC 2) la vettura Lancia Y 10 a __________ il 4.2.2008, il giorno di martedì 5 febbraio 2008, gli accusati vennero dai rispettivi domicili a __________. AC 3 guidava il camper. AC 2 la Lancia Y 10 rubata. Giunti in loco AC 3 posteggiò il camper e restò in attesa che essi si recassero a __________ a compiere la rapina. AC 1 e AC 2 con la Lancia Y 10 si recarono a __________. A loro dire, trovarono la banca chiusa per cui ritornarono a __________. Va detto che era il martedì grasso e che è consuetudine in Ticino che nel pomeriggio di detto giorno le banche siano chiuse.
A __________ posteggiarono la Lancia Y 10 e col camper -a loro dire- tornarono alle rispettive case. Si sarebbero lasciati dandosi appuntamento per il giorno successivo. Se invece dormirono da qualche parte nel camper lungo la fascia di confine non è dato di sapere. Sta di fatto che il mercoledì 6.2.2008, i tre erano di nuovo a __________. AC 3 li attese nel camper. AC 1 e AC 2 raggiunsero PC 1 con la Lancia. A loro dire anche quel giorno trovarono la banca chiusa. Come è stato accertato in aula, la filiale di __________ di PC 1 ha sulla porta stampati gli orari di apertura e di chiusura degli sportelli che vanno dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 16:30 (cfr. deposizione in aula dell’ispettor __________).
Se davvero -cogniti com’erano per essere già stati sul posto più volte e ancora il giorno prima- arrivarono troppo tardi (come loro sostengono) o se invece (come è più probabile) arrivarono prima della chiusura ma un qualcosa a noi ignoto li disturbò e li convinse a non passare all’atto, la Corte non potrà mai saperlo. E’ comunque difficile credere che persone esperte e navigate come loro si siano “sciroppati” plurimi viaggi, avanti e indietro da __________ (e sono ogni volta almeno 100 km per l'andata e 100 km per il ritorno) trascurando di por mente agli orari di apertura della banca. Di regola i rapinatori professionisti come AC 1 e AC 2 scelgono con cura gli orari più propizi in cui agire, quelli cioè in cui vi è meno movimento di clienti e funzionari.
Comecchessia, a voler credere ai tre accusati, anche il giorno 6, trovata la banca chiusa, essi avrebbero deciso di tornarsene nel Bergamasco, senza attendere l’ora della riapertura pomeridiana.
Il giorno 7.2.2008 non poterono tornare in Ticino poiché, a loro dire, AC 2 dovette andare a un funerale. Il giorno 8.2.2008, poterono partire solo dopo le 9:00 perché AC 2 aveva l’obbligo di presentarsi al SERT per l’esame delle urine. Al supermercato GS di __________, prima di partire, hanno fatto la spesa acquistando generi alimentari. Lo scontrino (sequestrato in sede di perquisizione ed in atti) reca la data dell’8.2.2008 e l’ora delle 9:10.
Giunti a __________, AC 3 ha parcheggiato il camper e AC 1 e AC 2 si sono avviati per salire sulla Lancia Y 10, sennonchè la stessa non si trovava più là dove l’avevano posteggiata. Era infatti accaduto che, durante la notte, una pattuglia di Polizia l’aveva controllata e -risultando rubata- l’aveva portata via.
Preso atto della scomparsa della Lancia Y 10, i tre accusati discussero per un momento il da farsi, dopodichè decisero di “passare all’atto” comunque, apportando al primitivo piano una variante: AC 3 avrebbe dovuto portare AC 1 e AC 2 col camper a __________, nei pressi della banca, indi avrebbe dovuto attenderli poco lontano, pronto a partire dopo la rapina. E così agirono. I filmati in atti (ricavati dalle riprese delle diverse videocamere piazzate dentro la banca) mostrano bene l’ingresso e i movimenti di AC 1 (con la coppola in testa che gli scendeva sulle orecchie) e di AC 2 (col viso in parte nascosto dalla sciarpa e con la berretta in testa) all’interno della banca. Ad essi, contenuti nel CD classato in AI 69, visionati dalla Corte durante l’istruttoria dibattimentale, per i dettagli si rinvia, non senza qui precisare che AC 1 e AC 2 entrarono in banca alle ore 12:21 e ne uscirono alle 12:30 (col che si ha che vi restarono 9 minuti, 5 in più che a __________).
Nei filmati si vedono distintamente AC 1 e AC 2 entrare nel locale d’accesso alla banca e quindi subitaneamente dirigersi verso l’adiacente locale attraverso le porte di vetro in quel giorno aperte. Vennero così a trovarsi immediatamente davanti alla scrivania della funzionaria __________ che, alzando gli occhi, si vide minacciata da AC 2 che le puntava contro una pistola. AC 1, ma soprattutto AC 2, verificarono se la donna fosse sola. Nei filmati si vede AC 2 con in mano la pistola girare nell’atrio e nell’ufficio di __________ per controllare se vi fossero altre persone in banca. Di fatto in ufficio c’era solo la __________, il collega __________ essendosi, pochi minuti prima dell’arrivo dei rapinatori, trasferito nel locale “Bancomat”, un locale non accessibile né visibile al pubblico, per cui AC 1 e AC 2 non s’accorsero di lui. __________ -come si dirà in appresso- si rese conto della rapina in atto e rimase quindi dentro il locale “Bancomat” per tutto il tempo in cui essa durò. Come ha deposto, davanti al PP, __________, nel verbale del 18.4.2008 (AI 116), p. 2, la rapina si è svolta secondo le seguenti modalità:
“ Se ben ricordo, appena entrato, il AC 2 ha detto che non si trattava di un gioco. In quel momento io pensavo si trattasse di un’esercitazione, avendo appena seguito un corso in tal senso.
Personalmente mi sono convinta che non si trattava di un’esercitazione quando ho constatato che AC 2 continuava a tenere in mano la pistola e per il modo molto secco e diretto con cui si rivolgevano a me.
Dopo aver dato un’occhiata in giro, AC 1 si è messo davanti alla mia scrivania mentre AC 2 mi ha raggiunto dietro alla stessa e mi ha preso per un braccio. Tutti e tre ci siamo diretti verso la porta di accesso interna verso il resto della filiale.
…omissis…
Di fronte alla porta io ho detto loro che non potevo accedere visto che non avevo la chiave e non conoscevo nemmeno il codice d’accesso. Preciso che non esiste nessun codice.
ADR: in quel frangente mi ero accorta che non avevo a che fare con delle persone particolarmente astute. Avevo anche notato che non avevano il volto coperto ed è stata mia impressione che non portavano nemmeno i guanti. E’ per questo che già nella zona d’accesso al resto della filiale, avevo bluffato circa il codice.
Non potendo accedere al resto della sede, siamo tornati tutti e 3 verso la cassa. Nel percorso di ritorno, AC 1 si è fermato per chiudere le porte di accesso alla banca e poi si è posizionato davanti allo schermo del computer mentre il AC 2 mi ha seguito dietro la scrivania.
ADR: AC 1 non ha chiuso completamente le porte ma le ha solo accostate.
In quel frangente AC 2 mi ha detto di dargli i soldi; non ricordo l’espressione esatta. Sempre in quel momento ricordo che AC 2 ha detto a AC 1 di dargli la borsa.
Ho spiegato ai due che, essendo in formazione, necessitavo di un’autorizzazione per poter procedere al prelievo e che quindi dovevo fare una telefonata.
ADR: non mi era stata chiesta una somma precisa, semplicemente di dargli il più possibile.
ADR: i fr. 50'000.-- l’ho deciso io in quanto è il massimo che si può prelevare per volta.
Inizialmente non erano d’accordo che io facessi la telefonata. Quando gli ho comunicato che senza quella chiamata non potevo dargli i soldi, hanno allora acconsentito avvertendomi però di restare calma e di non far capire nulla.
Ho preso la cornetta ed ho chiamato __________ che si trovava ancora nel locale bancomat. Quando mi ha risposto ho utilizzato il codice prestabilito in caso di pericolo. Ho quindi iniziato dicendogli “buongiorno signor __________”. Lui ha capito subito che c’era qualche cosa che non andava. Mi ha posto un paio di domande relative alla situazione che stavo vivendo in particolare se erano armati e mi ha ricordato come dovevo procedere. Io rispondevo cercando di non far capire ai malviventi il messaggio che stavo trasmettendo.
Mentre __________ mi ricordava il modo di procedere io operavo alla tastiera del computer. Appeso il telefono ho terminato l’operazione di prelievo ed ho atteso la transazione. L’erogazione dei soldi è avvenuta dopo 3 minuti.
Durante questo tempo io sono rimasta in piedi davanti al computer. Non ricordo chi ma uno dei due ha tentato di aprire i cassetti che si trovano sotto alla cassa ma, necessitando un codice, non sono riusciti nell’intento, malgrado hanno provato a comporre dei codici.
Ricordo ancora che per un breve periodo (5/10 secondi) i due erano scomparsi. Penso che sono andati nuovamente a controllare che non vi fossero altre persone in filiale, negli spazi a loro accessibili.
Ricordo ancora che ad un certo punto avevo notato il AC 2 con in mano il mio borsellino. Non mi ero accorta quando lui l’aveva sottratto dalla borsetta ove era contenuto lo stesso.
Io ho chiesto a AC 2 di restituirmi il borsellino, ho anche insistito. Ricordo che AC 1 si era rivolto al AC 2 dicendogli di darmelo, mentre AC 2 gli aveva risposto che me lo avrebbe dato più tardi.
Sempre mentre aspettavamo l’erogazione del denaro, uno dei due ha posato gli occhi sulle telecamere. Prima ancora che me lo chiedessero gli ho detto che erano finte e loro non hanno detto nulla; penso ci hanno creduto.
Durante questi 3 minuti io ho sentito premere sul mio collo la canna della pistola, era AC 2 che me la puntava.
Il mio sentimento era che questa pistola mi è stata puntata durante tutto il tempo della rapina.
ADR: in quei momenti io ero convinta che era una pistola vera. Questa mia convinzione aveva ricevuto conferma quando AC 1 aveva detto a AC 2, mentre mi puntava la pistola sul collo, “non fare cazzate”.
ADR: il AC 1 non ha estratto nessuna pistola.
Passati 3 minuti, sono finalmente arrivati i soldi. Io li ho presi e li ho consegnati a AC 2. Vedendo che lo stesso ha accennato a contarli l’ho informato che vi era la macchinetta per il conteggio. AC 1 ha detto di non stare a contarli ed allora AC 2 li ha gettati nella borsa.
Uno dei due, non ricordo in che forma, mi ha chiesto di consegnargli ulteriore denaro. Li ho informati che necessitavo di un’ulteriore autorizzazione e che dovevo fare un’altra telefonata. Non ricordo se si sono opposti o se hanno acconsentito immediatamente. Ho preso la cornetta e ho chiamato la mia collega al piano di sopra che però era occupata. Stavo componendo un altro numero quando AC 2 mi ha preso la cornetta ed ha appeso dicendomi “adesso basta”.
Passati pochi secondi il telefono è squillato. AC 2 non voleva che io rispondessi. Gli ho spiegato che se non rispondevo era peggio siccome avrebbe suscitato dubbi. Allora hanno acconsentito ammonendomi di non lasciar trasparire nulla di quanto stava succedendo. Dall’altra parte della cornetta vi era la mia responsabile che mi chiedeva se erano ancora lì e se volevo che lei scendeva. Alla seconda domanda rispondevo di no. Non ricordo se a lei ho simulato la richiesta di autorizzazione al secondo prelievo. Sta di fatto che appeso il telefono ho proceduto al secondo prelievo, come se ero stata autorizzata.
ADR: come per il primo prelievo anche durante la seconda operazione ho digitato un codice che contemporaneamente all’operazione di prelievo faceva partire l’allarme.
Non rammento se al primo o al secondo prelievo, AC 2 mi aveva detto di non far partire l’allarme. Io gli avevo mostrato il bottone dell’allarme posto sotto la scrivania agendo in modo che lui poteva vedere i miei movimenti e che in particolare non schiacciavo il bottone.
Finita l’operazione alla tastiera, come in precedenza, bisognava attendere altri 3 minuti. Durante questo periodo ho notato che AC 1 si interessava sempre più a quanto succedeva all’esterno della banca.
AC 2 in quel frangente mi ha chiesto se io avevo dato l’allarme. Io gli ho risposto di no. Devo dire che è intervenuto pure AC 1 confermando che non avevo dato alcun allarme.
Sempre in quei momenti ho richiesto nuovamente a AC 2 di restituirmi il mio borsellino. Non ricordo se AC 1 si è intromesso. Sta di fatto che AC 2 inizialmente mi ha detto che me lo avrebbe rispedito e poi, dopo che glielo ho richiesto per la terza volta, l’ha aperto ed ha estratto la carta Maestro. Ho visto che guardava con insistenza la carta e poi l’ha rimessa nel borsello e mi ha consegnato tutto.
Rammento che era soprattutto AC 1 a voler lasciare l’istituto, AC 2 non diceva nulla. Io gli confermavo che da li a poco sarebbero arrivati i soldi.
Non hanno atteso e se ne sono andati.
Io mi sono diretta all’entrata, mi ha detto “brutta puttana (o brutta troia), hai dato l’allarme”.
Con epiteti analoghi si era già espresso in precedenza quando mi aveva detto di non far capire nulla al telefono.
ADR: AC 1 non mi ha mai insultata.
Una volta usciti io ho chiuso la porta della banca mi sono messa a piangere a dirotto, facevo pure fatica a parlare.
Ho avvisato i miei genitori. Dopo qualche minuto è arrivata l’ambulanza. I paramedici mi hanno controllato lo stato di salute ed in particolare i battiti del cuore che erano oltre i 190. Sono poi stata trasportata all’Ospedale.
ADR: ricordo che mi era stato chiesto quanto, a mio giudizio, il tutto era durato. Avevo risposto tra i 10 e 15 minuti.
ADR. durante la rapina ho parlato soprattutto con AC 2 e poco con AC 1. Quando mi trovavo faccia a faccia con AC 2 avevo la pistola indirizzata verso la fronte.”
In aula AC 1 e AC 2 hanno, nella buona sostanza, confermato le surriprodotte dichiarazioni di __________, peraltro coerenti con quanto documentato dai citati filmati. E’ pure pacifico che AC 2, mentre gironzolava negli uffici, si è impadronito del portafoglio di __________, poi ritrovato dalla Polizia nel camper.
AC 1 e AC 2, per finire, sono usciti frettolosamente dalla banca, dopo che la __________ già aveva messo in moto per la seconda volta l’erogatore. Mentre esso erogava di nuovo ulteriori fr. 50'000.-, AC 1 e AC 2 (quest’ultimo ha ammesso di aver visto attraverso i vetri un poliziotto) lasciavano la banca senza attendere oltre.
Come, poi, AC 1 venne poco dopo arrestato e come invece AC 2 riuscì a raggiungere il camper e a salirvi si è già detto al considerando 4., nel quale pure si è riferito delle circostanze dell’arresto, avvenuto in zona di __________, di AC 2 e di AC 3 mentre, a bordo del camper, cercavano di fuggire sull’autostrada in direzione nord.
E’ ancora qui il caso di annotare che, a dire di AC 2, tosto che gli riuscì di raggiungere il camper nel quale attendeva AC 3, subito gli disse (cfr. verbale di AC 2 dell’11.3.2008 al PP, p. 8, AI 63):
“ …che era successo un casino, che c’era la polizia, che non sapevo dove era il AC 1 e che dovevamo andare via.
A quel punto il AC 3 ha detto una cosa che mi ha dato fastidio e cioè, ancor prima di mostrare interesse per il AC 1, mi ha chiesto chi aveva i soldi. Io gli ho risposto che non li avevo. I soldi erano nella borsa che aveva il AC 1.
A quel punto AC 3 ha acceso il motore e siamo partiti in direzione __________. Non so chi ha deciso o chi ha detto cosa, sta di fatto che ci siamo immessi in autostrada in direzione nord. Ricordo di aver detto al AC 3 di accendere il suo telefono nel caso in cui il AC 1 avesse chiamato.”
7. Giusta l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque commette un furto usando violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza.
Per la cifra 3 cpv. 1 della stessa norma, il colpevole è punito con una pena detentiva non inferiore a due anni se ha eseguito la rapina come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine. Per costante giurisprudenza, l’aggravante della banda è data “allorchè due o più soggetti manifestino espressamente o per atti concludenti la volontà di associarsi per commettere insieme più infrazioni indipendenti, anche se non hanno un piano comune e se le future infrazioni non sono ancora definite; dal profilo soggettivo occorre poi che gli autori conoscano la definizione di banda e vogliano agire di conseguenza” (cfr. sentenza della CCRP del 1.2.2005 in re B.L.F. e D.I. e dottrina ivi citata). L’associazione in una banda comporta per sua natura di rafforzare fisicamente e psichicamente ogni membro, col che essa li rende particolarmente pericolosi e lascia prevedere la commissione di altre infrazioni (cfr. sentenza 31.10.2005 del TF, pubbl. in 6S. 361/2005).
Aggiungasi che, giusta l’art. 25 CP, è complice e non correo colui che si limita a prestare agli autori di una rapina un’assistenza marginale. Il complice è un partecipante secondario, che contribuisce in modo subalterno alla commissione del reato, senza averne il controllo. Non è necessario che l’assistenza del complice sia conditio sine qua non della realizzazione del reato.
Contrariamente al correo, il complice non riconosce il reato come suo e non vuole assumersene la responsabilità (cfr. per tutte, le sentenze del TF in 6S.16/2007 del 6.3.2007 e in 6B.687/2007 dell’11.4.2008 e la giurisprudenza ivi richiamata).
Nel concreto caso è pacifico che gli accusati AC 1 e AC 2 hanno commesso, agendo in correità tra loro, il reato di ripetuta rapina, avendo essi spezzato, minacciandoli con pistole giocattolo (utilizzate in modo da sembrare vere) la volontà dei funzionari della PC 2 di __________ e della PC 1 di __________ al punto da costringerli a consegnare loro somme di danaro di cospicua consistenza. Nella rapina di __________, AC 3, ha pure agito da correo e non da complice perché -come si dirà ancora nel seguito- il suo ruolo non è stato per nulla secondario né accessorio. Intanto la sua lunga e profonda amicizia con AC 1 non faceva certo di lui un subordinato, bensì un sodale a tutti gli effetti, ma soprattutto, tosto che egli è stato richiesto di partecipare alla rapina, egli ha dimostrato di aderire pienamente al piano che gli è stato prospettato. Ha accettato di noleggiare a suo nome il camper e di prenderlo in consegna con la sua patente. Sapeva che AC 1, privo di patente, non lo poteva ritirare lui stesso. E’ venuto il 5, il 6 e l’8.2.2008 a __________ e a __________ guidando il camper, sapendo che il 5 AC 2 doveva condurre in Ticino la Lancia rubata e che AC 1 non poteva guidare. Sapeva inoltre che il ruolo di AC 1 e di AC 2, in quanto autori materiali della rapina era essenziale, ma altrettanto sapeva esserlo il suo di autista professionale, tosto che si fosse trattato, se il colpo fosse riuscito, di sfuggire ai blocchi di Polizia, per riportare a casa se stesso e i correi, insieme alla refurtiva. E che era coinvolto a pieno titolo nella rapina e non già in modo marginale, AC 3 l’ha dimostrato a __________ negli attimi che hanno fatto immediatamente seguito alla rapina. Senza scomporsi, ha raccolto AC 2, e dato per perso il AC 1, subito gli ha chiesto se il bottino fosse in salvo, mettendo nel contempo in moto il camper e allontanandosi dal luogo a velocità normale. Come il piano prevedeva, a __________ non si è certo sbagliato, bensì, dimostrando piena lucidità, ha imboccato consapevolmente l’autostrada che conduce a nord. Anche in quel frangente, nel quale diventava cruciale porre in salvo AC 2 e se stesso, AC 3 ha agito da autore principale, cosciente della bontà del piano originario e non da elemento di secondo grado in attesa di ordini da terzi. Che poi, grazie all’acume di un privato cittadino, egli sia stato a __________ fermato, nulla toglie al fatto che egli si sia, anche nella fuga, comportato da coprotagonista e non da semplice comprimario.
Secondo la Corte i tre accusati hanno commesso i reati (per AC 3 il reato) di rapina loro ascritti nella forma aggravata della banda e ciò tanto a __________, quanto a __________.
Essi infatti hanno agito secondo un piano comune e condiviso, preordinato e ben congegnato, all’interno del quale ognuno aveva il proprio specifico ruolo, essenziale e indispensabile per la riuscita dell’obiettivo che tutti e tre si prefiggevano di raggiungere, ovvero di procurarsi, con la minaccia, più soldi possibile. Di agire in banda essi erano egualmente consapevoli, così come era loro chiaro e manifesto che concorrendo in tre ad eseguire e realizzare un piano da AC 1, già in passato, ripetutamente collaudato, essi diventavano più forti, efficienti e minacciosi.
Che del gruppo (sia nella composizione che ebbe a __________, sia in quella che ebbe a __________), AC 1 sia stato, per le pregresse esperienze fatte nell’esecuzione delle venti rapine da lui commesse in Italia (che hanno, oltretutto, reso determinato il suo carattere e con le quali ha acquisito particolare capacità di controllo e sangue freddo), il leader è scontato. Lungi dallo sminuire il contributo di AC 2 e di AC 3, l’esistenza, nel concreto caso, di una sorta di “capobanda” (circostanza peraltro normale laddove esiste una banda) rafforza il convincimento che AC 1, AC 2 e il terzo sconosciuto a __________ e AC 1, AC 2 e AC 3 a __________ sapevano di costituire una banda, ovvero di essersi associati tra di loro per realizzare, insieme, con la maggior forza che viene dall’essere in gruppo, il più efficacemente possibile un piano comune (che sapevano già con successo collaudato in passato). Disponibili, se non fossero stati scoperti, a rifarlo in futuro, ancorché gli obiettivi ancora fossero -per quanto alla Corte noto- indefiniti.
Detto di AC 1, ideatore del piano e delle sue modalità esecutive, è fuori discussione che lo stesso è stato pienamente condiviso da AC 2, tosto che i due nell’ottobre/inizio novembre 2007 hanno iniziato a discutere della comune necessità di fare soldi, organizzando delle rapine. Al riguardo non va dimenticato che anche AC 2 (a sua volta già autore di due rapine in banca in Italia) era, per così dire, del “mestiere”.
Sin dall’inizio essi hanno condiviso l’idea che l’obiettivo dovesse essere una banca e non un qualsiasi chiosco o una stazione di servizio, proprio perché il progetto implicava da subito l’accesso a un’importante refurtiva (il santo doveva valere la candela!). D’accordo furono sin dall’inizio pure sul fatto che la banca doveva trovarsi in Ticino, ovvero lontano dai loro luoghi di residenza, ove essi erano troppo conosciuti dalle locali forze dell’ordine. Né per AC 1, né per AC 2 (e neppure per il terzo sconosciuto che si associò loro nell’esecuzione della rapina di __________) ha evidentemente costituito un problema il doversi organizzare in modo da spostarsi di oltre cento chilometri dalle loro case per venire in terra straniera a commettere rapine in banca. Come già cennato, AC 1 l’aveva peraltro già sperimentato con successo nel 2000, quando, con altri correi, aveva rapinato una banca a __________. Per lui si è trattato solo di rinfrescare (o farsi da terzi rinfrescare?) le sue conoscenze del territorio. Certo è comunque che AC 1 in Ticino è venuto più volte, di sicuro anche con AC 2, a cercare e a individuare l’obiettivo che reputavano il più adatto, nonché a verificare, a __________, la strategica posizione di snodo stradale e autostradale del sito, nonché le possibilità di posteggio del camper e della veloce vetturetta da usare per raggiungere e dipartirsi dalla banca dopo il colpo.
Ciò significa che nulla è stato da AC 1, da AC 2 (dal terzo correo rimasto ignoto) e poi da AC 3 lasciato al caso. Tutto, dalla venuta in Ticino alla scelta dell’obiettivo adatto, allo studio del territorio a __________, a __________, a __________, all’approntare le pistole apparentemente vere, al noleggio del camper, al furto delle vetture Daewoo e Lancia, al loro trasporto e parcheggio in Ticino, al precostituirsi la via di fuga (insolita e ardimentosa) è stato accuratamente studiato, pianificato e programmato. Che AC 1 abbia spiegato a AC 2 fin nei minuti dettagli le modalità secondo cui avrebbero eseguito la rapina, l’ha peraltro dichiarato lo stesso AC 2 nei seguenti eloquentissimi termini:
“ AC 1 è entrato per primo. Come mi aveva precedentemente riferito, si è rivolto all’impiegata facendo finta di cambiare dei soldi. Io sono passato dietro di lui e mi sono diretto verso degli uffici, AC 1 mi aveva spiegato l’ubicazione. Qui avrei dovuto trovare due persone… io avevo in mano l’arma. Entrato nell’ufficio vidi unicamente una persona, il gerente …mi fu riferito che un secondo si trovava in bagno. Dissi a questa persona di stare tranquillo, che non eravamo lì per lui, ma per i soldi…”
(cfr. all. 14 al rapporto di Polizia, verbale reso al PP il 18.3.2008)
Una pianificazione e un’esecuzione articolate e meticolose, programmate professionalmente per ottenere i maggiori benefici correndo i minori rischi possibili. Dallo studio della geografia dei luoghi, al tipo di banca da rapinare (senza vetro blindato agli sportelli), dall’ubicazione interna degli uffici al numero di funzionari presenti, tutto era loro preventivamente noto, così come chiaro e prestabilito è stato il ruolo che pertoccava a ciascuno di loro, quello di AC 1 e di AC 2, autori materiali, con AC 2 soprattutto addetto a rendere inoffensivi e a tenere sotto controllo i funzionari presenti (e eventuali clienti se fossero entrati), mentre che a AC 1 spettava il ruolo più impegnativo ed importante, quello di costringere la persona che stava alla cassa a dargli i soldi. Quanto a AC 3, (che aveva la patente in regola e non era noto come rapinatore) il suo ruolo è stato quello di noleggiare a suo nome, come farebbe ogni vero turista, il camper in realtà necessario per venire in Ticino, e soprattutto di guidarlo e di mimetizzarsi durante la lunga via della fuga.
A __________ la loro accurata e attentamente studiata pianificazione e organizzazione, il loro agire come membri di una banda particolarmente sperimentata ed efficiente, li ha portati a conseguire un bottino di fr. 87'000.- circa in appena quattro minuti e tenendo a bada tre funzionari. Anche lo stratagemma di fuggire col camper in direzione nord, ancorché tale via fosse lunga e faticosa, si è rivelato particolarmente abile e ingegnoso.
A __________ la pianificazione e l’organizzazione sono state del tipo “fotocopia”, ovvero altrettanto accurate e articolate. Avessero lasciato la banca tosto intascati i primi fr. 50'000.-, è possibile che, dirigendosi col camper verso nord, ancora una volta l’avrebbero fatta franca.
Sta di fatto che anche a __________ la rapina è stata consumata in banda e che i tre accusati erano ben consci di agire uniti secondo un piano concertato, condiviso, professionalmente predisposto ed eseguito, piano all’interno del quale ognuno dei tre ha avuto un suo specifico ruolo, necessario e indispensabile per il conseguimento e la conservazione della refurtiva. Che, per loro omertà, non si sia potuta accertare la quotaparte di bottino di spettanza di AC 3 non è di rilievo, essendo certo e sicuro che AC 3 un compenso -ove non fossero stati arrestati- l’avrebbe ricevuto, un compenso che -logica vuole- è stato prepattuito con i correi, essendo assurdo e del tutto improbabile ritenere che AC 3 si sia associato ad un vecchio amico rapinatore e a una persona come AC 2 (che sapeva essere stato in carcere con AC 1 e che era, in ogni caso, di tutta evidenza un pregiudicato) nel venire ripetutamente (il 5, il 6 e l’8.2.2008) in Ticino a fare una rapina, prestandosi a noleggiare e a condurre un camper per lunghe tratte, senza aver prima chiarito la questione del suo compenso. Le rapine si fanno per far soldi, che diamine!
Irrilevante è ai fini dell’aggravante dell’aver agito in banda, che AC 3 abbia partecipato ad una sola rapina. Che AC 1 e AC 2, stanti le rispettive situazioni finanziarie assai precarie, dopo essersi messi, nell’autunno 2007, a pianificare rapine in Ticino (insieme a un terzo correo rimasto ignoto), seguendo uno schema già ampiamente collaudato da AC 1 in Italia, se non fossero stati arrestati, avrebbero continuato a organizzarne e attuarne altre, è certo e sicuro. Nelle loro rispettive situazioni il metter a punto e a segno furti d’auto e rapine era palesemente tornato ad essere il loro “lavoro”.
Per AC 3 la Corte ritiene che il passo dal quale non si torna indietro egli l’ha fatto quando ha accettato di associarsi a AC 1 e a AC 2 nel piano di rapinare la banca di __________.
Conoscendo i correi, soprattutto AC 1, gli era ben chiaro che costoro avevano ripreso il loro vecchio “lavoro”, che erano tornati a risolvere i loro problemi di sussistenza con le rapine in banca. In tali condizioni, l’aver accettato, alla sua età, di fare parte del loro sodalizio non porta certo a ritenere che lo fece “solo” per quella volta.
La sua incerta situazione finanziaria, la sua stretta amicizia con AC 1, i modi in cui si è coinvolto nella rapina di __________, tendono piuttosto a ritenere più probabile il contrario.
In ogni caso, ciò che conta è che egli, associandosi a AC 1 e a AC 2, sapeva che essi si erano uniti in banda nel preciso intento di fare insieme furti e rapine, almeno fintanto che fosse loro riuscito di farla franca.
8. Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene conto della colpa del reo, della vita e delle condizioni personali di lui nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
Per il resto è ancora valida la vecchia giurisprudenza elaborata nell’ambito del vecchio art. 63 CP per cui, nella valutazione della colpa, entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).
Vanno inoltre considerati la situazione familiare professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (cfr. per tutte, la sentenza 18.12.2007 della CCRP in re A.A. e la giurisprudenza ivi richiamata).
Nel concreto caso la Corte ha considerato assai grave la colpa dei condannati, i quali non hanno esitato a compiere molti chilometri per venire, in banda, in terra straniera, a rapinare, AC 1 e AC 2, due banche, AC 3 una. Con grande spregiudicatezza e sangue freddo, da veri professionisti, essi hanno messo a punto e a segno un piano che prevedeva una meticolosa preparazione in Italia con il noleggio di un camper che doveva coprirli durante la fuga e con il furto in Provincia di Brescia (e quindi fuori dalla Provincia di Bergamo dove erano conosciuti) di vetturette veloci da usare per recarsi e allontanarsi dal sito della rapina. Rapidi e spregiudicati, in quattro minuti, a __________, AC 1 e AC 2 hanno tenuto a bada tre funzionari portandosi via il cospicuo bottino di fr. 87'000.-. Anche a __________ il risultato (fr. 50'000.-) non è stato di certo da disprezzare. Tutti e tre hanno agito per motivi di lucro e con grande determinazione, non solo AC 1 e AC 2 nell’esecuzione materiale della rapina, ma anche AC 3 quando (anche la pazienza è indice di professionalità) non hanno esitato a venire più volte (il 5, il 6 e l’8.2.) a __________ e a entrare in azione solo quando -a loro giudizio- le circostanze erano favorevoli. Se ciononostante la Corte ha ritenuto di moderare in modo sensibile le pene proposte per AC 1 e AC 2 dal rappresentante della Pubblica Accusa ciò è avvenuto per tener conto del fatto che i condannati hanno usato per minacciare i funzionari di banca della pistole giocattolo. Anche in ciò essi hanno rivelato di essere dei veri professionisti. Nondimeno la logica secondo cui è possibile spezzare la volontà delle vittime costringendole a erogare il danaro con un’arma che sembra vera (per cui la paura per la vittima è davvero autentica e enorme, __________ aveva le pulsazioni a 190 quando i rapinatori han lasciato la banca e __________ ha avuto un temporaneo crollo psicologico subito dopo), ma che in realtà è scarica, va premiata. Per il resto hanno pesato nella commisurazione della pena il fatto che AC 1 e AC 2 hanno reiterato negli illeciti, mentre che AC 3 ha partecipato solo alla rapina di __________. Inoltre mentre il precedente per bancarotta di AC 3 è di relativa portata, quelli di AC 1 e AC 2 sono pesanti in modo che allarmano e preoccupano. E’ poi particolarmente grave, dal profilo soggettivo, che AC 3 si sia consapevolmente associato a una banda di rapinatori in un’età molto matura, in una situazione finanziaria non florida ma nemmeno disastrata, tanto più se si considera che egli, in pratica, non ha oneri familiari per cui doveva mantenere solo se stesso.
Per AC 1 e AC 2 è assai grave che, usciti dal carcere grazie all’indulto, abbiano appena un anno dopo ripreso il “vecchio lavoro”, decidendo di risolvere con furti e rapine i loro problemi di sussistenza. Per AC 2 si è altresì considerata la sua sfortunata infanzia che ha contribuito a causare la sua tossicodipendenza.
Per tutti si è comunque tenuto conto delle loro ammissioni (anche se per AC 1 e AC 3 non è certo il caso di parlare di piena collaborazione), del carcere preventivo sofferto, delle rispettive situazioni personali, familiari e sociali, col che, per finire, tutto ben considerato, la Corte ha reputato eque e per nulla severe le seguenti pene detentive:
- per AC 1, la pena di anni 4 (quattro) e mesi 9 (nove). Data la misura essa è obbligatoriamente da espiare (quantunque la prognosi per lui sia, già solo per i precedenti, del tutto sfavorevole);
- per AC 2, la pena di anni 4 (quattro) e mesi 6 (sei). Pure essa è da espiare già per la misura (anche per lui, dati i precedenti, la prognosi è comunque del tutto sfavorevole);
- per AC 3 la pena di anni 2 (due) e mesi 8 (otto).
Per AC 3 la Corte ha considerato che la prognosi, ancorché incerta, non è del tutto sfavorevole, per cui ha risolto di metterlo al beneficio della sospensione condizionale parziale. La parte di pena da espiare è stata quantificata in dodici mesi e ciò per tenere adeguatamente conto del descritto, grave, sia oggettivamente che soggettivamente, grado di colpa. I restanti 20 (venti) mesi sono stati posti al beneficio della sospensione condizionale. Il periodo di prova, per sottolineare l’incertezza della prognosi, è stato fissato in anni quattro.
La pretesa della PC 2 di fr. 500.- (danno residuo non coperto dall’assicurazione) è accolta.
Quanto in sequestro ha da essere confiscato.
Rispondendo A. per AC 1, affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 2.;
B. per AC 2, affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 2. e 3.;
C. per AC 3, affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 1.1.2.,
D. affermativamente al quesito posto;
visti gli art. 12, 25, 40, 42, 43, 44, 47, 48, 49, 51, 69, 70, 140 cifre 1 e 3 CP; 94 cifra 1 cpv. 1 LCStr;
41 CO;
9 e segg., 265 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1. AC 1 e AC 2 sono coautori colpevoli di:
1.1. ripetuta rapina aggravata
siccome commessa associandosi in banda,
per avere,
1.1.1. a __________, il 19 novembre 2007,
commesso, usando minacce nei confronti degli impiegati, legandoli e rinchiudendoli in bagno, il furto di fr. 87'159.90
in danno della PC 2 di __________
nonché il furto del borsello di un impiegato;
1.1.2. a __________, l'8 febbraio 2008,
commesso, usando minacce contro l'impiegata, il furto di fr. 50'000.- in danno di PC 1 __________ nonché il furto del borsello di un altro impiegato;
1.2. ripetuto furto d'uso
per avere, agendo in correità tra loro,
1.2.1. dopo aver sottratto a __________ il 15 novembre 2007 la vettura Daewoo Matiz di __________ a scopo d'uso,
circolato il 19 novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come passeggero risp. conducente;
1.2.2. dopo aver sottratto a __________ il 4 febbraio 2008 la vettura Lancia Y10 di __________ a scopo d'uso,
circolato il 5 e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________ come passeggero risp. conducente,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.
2. AC 3 è autore colpevole di rapina aggravata
siccome commessa associandosi in banda con AC 1 e con AC 2,
per avere,
nel contesto di un disegno criminoso da lui condiviso di commettere una rapina in una banca di __________,
fungendo, dietro ricompensa, da autista di un camper da lui noleggiato in zona di Brescia,
dopo due tentativi andati a vuoto,
concorso con i correi AC 1 e AC 2, autori materiali, a commettere usando minaccia un furto di fr. 50'000.- in danno di PC 1,
a __________ e in altre località svizzere e straniere, l'8 febbraio 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
4. Di conseguenza,
4.1. AC 1 è condannato alla pena detentiva di anni 4 (quattro) e mesi 9 (nove), da dedursi il carcere preventivo sofferto;
4.2. AC 2 è condannato alla pena detentiva di anni 4 (quattro) e mesi 6 (sei), da dedursi il carcere preventivo sofferto;
4.3. AC 3 è condannato alla pena detentiva di anni 2 (due) e mesi 8 (otto), da dedursi il carcere preventivo sofferto.
5 L’esecuzione della pena detentiva inflitta a AC 3
è sospesa in ragione di mesi 20 (venti), con un periodo di prova di anni 4 (quattro). Per il resto è da espiare.
6 La tassa di giustizia di fr. 1'800.- e le spese processuali sono a carico dei condannati, in ragione di 3/6 a carico di AC 1, in ragione di 2/6 a carico di AC 2 e in ragione di 1/6 a carico di AC 3.
7. AC 1 e AC 2 sono condannati a versare, in solido, alla PC 2 l'importo di fr. 500.-.
8. È ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro e indicato nell'atto d'accusa.
9. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 1'800.--
Inchiesta preliminare fr. 8'638.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 10'488.--
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Distinta spese a carico di AC 1 (3/6)
Tassa di giustizia fr. 900.--
Inchiesta preliminare fr. 4'319.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--
fr. 5'244.--
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Distinta spese a carico di AC 2 (2/6)
Tassa di giustizia fr. 600.--
Inchiesta preliminare fr. 2'879.35
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.65
fr. 3'496.--
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Distinta spese a carico di AC 3 (1/6)
Tassa di giustizia fr. 300.--
Inchiesta preliminare fr. 1'439.65
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 8.35
fr. 1'748.--
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Per la Corte delle assise criminali
La presidente La segretaria