Incarto n.
72.2008.141

Locarno,

27 gennaio 2009/nk

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Corte delle assise criminali

 

 

 

 

composta dai giudici:

Mauro Ermani (Presidente)

GI 1

GI 2

 

 

e dagli assessori giurati:

AS 1

AS 2

AS 4

AS 6

AS 7

 

 

con la segretaria:

Barbara Maspoli, vicecancelliera

 

 

Conviene nell’aula penale di questo pretorio

 

 

per giudicare

1.   AC 1

e domiciliato a 

 

2.   AC 2

e domiciliato a 

 

3.   AC 3

e domiciliato a 

 

 

tutti detenuti dal 2 febbraio 2008;

prevenuti colpevoli di:

 

 

                                  A.   AC 1 e AC 2, congiuntamente

 

                                   1.   omicidio intenzionale

per avere,

a __________, in via __________, la sera del 1° febbraio 2008, dopo le ore 23.40,

intenzionalmente concorso tra loro nel cagionare la morte di V__________ colpendolo dapprima con pugni e poi con calci in parti vitali segnatamente al capo e al collo, tali da causargli la lacerazione dell’arteria vertebrale sinistra intracranica con conseguente emorragia cerebrale che ne determinò il decesso intervenuto il 02.02.2008 presso l’Ospedale __________ di __________, come alla documentazione in atti,

in particolare,

 

dopo aver visto AC 3 aggredire __________ spintonandolo in maniera forte e a diverse riprese,

[al quale si unì di sua iniziativa il minorenne __________ (__________) che colpì __________ con un pugno al braccio sinistro],

 

AC 2 ed AC 1 affiancarono subito AC 3 e si avventarono su __________,

in particolare AC 2 lo colpiva con un pugno al viso e AC 1 con un altro pugno alla mascella cui fece seguito AC 2 che gli sferrava un calcio allo stinco ed uno nella zona tra la pancia e la coscia [mentre __________ lo colpiva con un calcio al basso fianco sinistro, tra le costole e la coscia, allontanandosi subito dopo],

 

con il risultato che __________ cadeva a terra,

 

e mentre era inerme al suolo, AC 3, AC 2 e AC 1 ancora lo colpivano con calci al busto ed agli arti, per cui inizialmente __________ si rannicchiava e con le braccia tentava di proteggersi,

 

dopodichè AC 1 e AC 2 gli sferrarono calci diretti al capo a seguito dei quali rimase immobile,

segnatamente,

AC 1 si spostava appositamente all’altezza della testa e gli sferrava un calcio mirato al capo mentre

AC 2 che si trovava di fianco a AC 1, pure lo colpiva con un calcio in testa, nella parte sinistra,

lasciandolo immobile a terra con gli occhi sbarrati e rivolti all’indietro,

 

indi unitamente a AC 3 si allontanarono, incuranti della sorte della vittima, nell’intento di non essere identificati;

 

 

                                  B.   AC 3, singolarmente

 

                                   2.   aggressione

per avere,

nelle medesime circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1, dato avvio e preso parte insieme a AC 2 e AC 1 (imputati di omicidio intenzionale) ed al minorenne __________ (__________), all’aggressione a danno di +__________,

in particolare dirigendosi per primo contro la vittima, spintonandola in maniera forte e a diverse riprese nonché colpendola con calci al busto ed agli arti quando era a terra,

aggressione che ha avuto per conseguenza la di lui morte e meglio come descritto al punto 1 del presente AA;

 

                                   3.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato,

nel periodo estate 2007 e fino al 02.02.2008,

a __________ ed altre imprecisate località,

consumato un imprecisato quantitativo di marijuana, sostanza cedutagli gratuitamente da amici, nonché in tre occasioni, cocaina, sostanza acquistata da uno spacciatore non meglio identificato ed interamente destinata al proprio consumo personale;

 

 

                                  C.   AC 1, singolarmente

 

                                   4.   contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere,

senza essere autorizzato,

nel periodo novembre 2005 fino al 02.02.2008,

a __________ ed altre imprecisate località del __________,

consumato un imprecisato quantitativo di marijuana,

nonché detenuto 0,6 grammi di marijuana cedutagli gratuitamente la sera del 01.02.2008 dall’amico __________;

 

 

                                  D.   AC 2, singolarmente

 

                                   5.   pornografia

per avere,

a __________, nel periodo 2007 e fino al giorno dell’arresto,

salvandolo sulla memoria del proprio telefonino marca __________, fabbricato e tenuto in deposito un filmato di pornografia dura vertente su un rapporto sessuale di un uomo con un animale inviatogli da terzi;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art. 111 CP, art. 134 CP, art. 197 cifra 3 CP, art. 19a LStup.;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 137/2008 del 22.10.2008, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

Presenti

§  Il procuratore pubblico __________.

§  L'accusato AC 1 assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.

§  L'accusato AC 2 assistito dal difensore di fiducia avv. DF 3.

§  L'accusato AC 3 assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 2.

§  L’avv. RC 1 in rappresentanza della parte civile PC 1.

 

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   lunedì          19 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 16:30

                                     -   martedì       20 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 17:05

                                     -   mercoledì   21 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 18:30

                                     -   giovedì        22 gennaio 2009    dalle ore 09:40 alle ore 18:35

                                     -   venerdì        23 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 17:20

                                     -   lunedì          26 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 17:00

                                     -   martedì       27 gennaio 2009    dalle ore 09:30 alle ore 23:15

Il Presidente prospetta agli accusati le seguenti accuse subordinate, riprodotte nel doc. dib. 8 che viene consegnato alle parti:

 

Con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 2 e AC 1:

 

- l’accusa subordinata di lesioni personali gravi, per avere intenzionalmente ferito __________ mettendone in pericolo la vita, in concorso con l’accusa di omicidio colposo, per fatti commessi nelle medesime circostanze di cui all’atto di accusa, salvo che il decesso è stato -in tale ipotesi- causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita;

 

- l’accusa subordinata di aggressione in concorso con quella di omicidio colposo per avere, nelle stesse circostanze indicate nell’atto di accusa, congiuntamente preso parte ad un’aggressione che ha avuto per conseguenza la morte di __________, salvo che il decesso è stato -in tale ipotesi- causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita.

 

Ancora con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 3, AC 2 e AC 1 l’accusa subordinata di rissa in concorso con quella di omicidio colposo per avere, nelle stesse circostanze indicate nell’atto di accusa, congiuntamente preso parte ad una rissa che ha avuto conseguenza la morte di __________, salvo che il decesso è, in tale ipotesi, stato causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita.

 

Sempre con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 2 l’accusa subordinata di pornografia ai sensi dell’art. 197 cpv. 3bis, per avere posseduto un filmato di pornografia dura vertente su un rapporto sessuale di un uomo con un animale inviatogli da terzi.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale:

 

-   ripercorre la serata in cui si è verificata l’aggressione, evidenziando come fosse una tipica serata di __________. Illustra la personalità della vittima, sottolineandone il carattere gentile e solare. Ripercorre i fatti di cui ai punti n. 1 e 2 dell’AA e i soccorsi prestati a __________, risultati purtroppo vani. Passa in rassegna le circostanze degli arresti degli imputati, consentiti unicamente dall’intenso e proficuo lavoro che subito la Polizia ha messo in atto. Accenna al successivo arresto del minorenne. Pone in evidenza l’atteggiamento assunto durante l’inchiesta dagli imputati, i quali hanno sempre cercato di minimizzare la loro colpa. Rileva come abbiano immediatamente percepito la gravità dei fatti. Richiama il loro comportamento subito dopo i fatti, denunciando soprattutto quello di AC 2 e AC 1. Illustra quindi la dinamica dei fatti, rilevando come le versioni dei tre non convergano. Evidenzia l’atteggiamento “smemorato” di AC 2 e richiama il suo “flash”, interpretandolo come un adeguamento alle versioni rese da AC 3 e AC 1. Denuncia quindi il comportamento collusivo degli accusati. Si confronta anche con le dichiarazioni del minorenne;

-   riassume le informazioni emerse dalle dichiarazioni dei testi, secondo cui __________ è stata la sola persona aggredita, è caduto a seguito dei calci di AC 2 (e non del pugno di AC 1) e si muoveva ancora dopo il pugno di AC 1. Considera che il calcio di AC 2 sia stato forte tanto quanto quello di AC 1. Osserva come, nonostante davanti ad una medesima scena le varie persone presenti la percepiscano in modo diverso, i testi abbiano riferito cose che gli accusati hanno ammesso. Ritiene quindi che gli accusati stessi riconoscano la veridicità delle dichiarazioni dei testi.

    Considera accertato per AC 2 quello che è riportato nell’AA. Non crede ai suoi vuoti di memoria e rileva invece la sua volontà di inquinare. Si confronta con le risultanze dell’autopsia. Ritiene che l’unica ragione che ha spinto AC 2 ad agire come ha fatto sia la voglia di picchiare.

    Anche per AC 1 ritiene accertato quanto indicato nell’AA. Ritiene anche il suo movente quello della voglia di picchiare.

    Quanto a AC 3, non ritiene che abbia ammesso tutte le sue responsabilità. Non crede al motivo da lui fornito per giustificare il suo intervento su __________. Ritiene che anche il suo intento fosse quello di picchiare.

    Ritiene che nessuno dei tre sia ritornato sul luogo dei fatti;

 

-   prende posizione sulle risultanze medico legali che riconducono la lesione ad un trauma che ha causato un movimento di estensione e rotazione. Osserva che non è possibile stabilire quale dei due colpi (quello alla tempia, quello al collo o entrambi) sia all’origine del movimento in questione, l’unico in grado di spiegare la lesione letale. Esclude che lo spintone, i pugni, la caduta a terra o un movimento spontaneo di __________ abbiano potuto causare tali lesioni. Ne conclude che le lesioni riscontrate non possono che essere state causate dai calci di AC 2 e AC 1.

    Quanto alla sussunzione dei fatti in diritto rileva che, essendo notorio che la testa è la parte più delicata del corpo, sferrando due calci al capo AC 1 e AC 2 non potevano non prevedere il rischio della morte della vittima. Ritiene che il movente sia la violenza fine a sé stessa per fare i bulli. Considera il nesso tra calci in testa e morte è troppo stretto per escludere che abbiano previsto la morte che hanno cagionato. Ritiene l’intenzione vicinissima al dolo diretto. Esclude l’omicidio colposo. Spiega il concetto di correità e precisa che non importa stabilire quale calcio sia stato causale: dalla loro azione comune è conseguita la morte della vittima. Osserva che la volontà comune può concretizzarsi anche per atti concludenti, per aver agito nello stesso tempo e luogo.

    Quanto al reato di pornografia rileva che AC 2 sapeva che le immagini erano proibite e, avendole salvate, le ha fabbricate ai sensi dell’art. 197 CP.

    Quanto all’aggressione rileva come la stessa sia perfezionata già con l’intervento di AC 2. Soggettivamente non considera credibile che AC 3 non pensasse che gli altri due potessero intervenire.

    Ritiene consumata anche la contravvenzione alla LStup per AC 3 e AC 1.

    Quanto alla commisurazione della colpa (recte: pena) osserva che la colpa di AC 2 e AC 1 è gravissima (vicina al dolo eventuale (recte: diretto)). Rileva che hanno causato un dolore enorme, spinti da motivi utilissimi (recte: futilissimi). Dà atto che erano e sono giovani, ma li ritiene consapevoli delle conseguenze delle loro azioni. Evidenzia il loro comportamento dopo i fatti. Li considera privi di valori, senza nessun rispetto della vita umana. Pone in evidenza il loro atteggiamento collusivo in detenzione preventiva. Ritiene che, con il suo atteggiamento negatorio, AC 2 dimostri di non avere la consapevolezza delle proprie responsabilità. Dà atto che AC 1 ha avuto un atteggiamento più collaborativi. Rileva la lucidità di AC 1, nonostante l’alcool da lui ingerito, come da lui stesso ammesso. Pone in evidenza la difficile situazione familiare di AC 1, a differenza di quella AC 2.

    In considerazione, per entrambi, dell’estrema gravità dell’agire, della carcerazione subita e della giovane età;

    per AC 1 dei suoi irrisori precedenti, delle sue ammissioni, nonché della sua situazione familiare difficile;

    e per AC 2, da un lato, della sua incensuratezza e, dall’altro, del suo pessimo comportamento,

    chiede la conferma integrale dell’AA e la condanna

    di AC 2 alla pena detentiva di 10 anni e mezzo e

    di AC 1 alla pena detentiva di 10 anni, a valersi quale pena unica unitamente ai precedenti del 13.7.2005 e del 1.9.2006.

    Ritiene ad ogni modo che nessuna pena potrà mai compensare la perdita di __________.

    Chiede inoltre la confisca di quanto in sequestro, in particolare della canapa rinvenuta a AC 1.

    Quanto a AC 3, ritiene che non sia stato del tutto trasparente e che, nonostante la sua giovane età fosse consapevole di ciò che faceva. In considerazione anche della sua buona situazione familiare, dei futili motivi che lo hanno spinto ad agire portando tutta la responsabilità dell’attacco alla vittima, della sua incensuratezza, della detenzione preventiva e dell’estrema gravità dei fatti cui ha dato avvio senza poi dissociarsi, chiede la conferma dell’AA e la condanna ad una pena detentiva di 3 anni.

 

                                    §   L’avv. RC 1, rappresentante della PC PC 1, il quale:

 

-   evidenzia la gratuità degli atti degli imputati, la cui violenza è esplosa senza che l’inchiesta abbia potuto stabilirne la scintilla. Rileva come non vi fosse neppure la possibilità di equivocare la lite tra i due gruppi di giovani, la quale era già appianata. Sottolinea l’atteggiamento di __________, fin dall’inizio tutt’altro che aggressivo e osserva come non vi fosse alcun motivo per prendersela con lui. Sottolinea come i genitori e la sorella abbiano perso __________ a causa di persone che praticano la violenza per passatempo. Ritiene che i tre imputati siano perfettamente e freddamente coscienti di aver ucciso senza motivo e osserva come abbiano fatto di tutto per nascondere il loro segreto. Pone in evidenza i folli automatismi proposti dagli imputati per spiegare l’accaduto. Ritiene che i tre non siano nuovi alle risse. Si aspettava un po’ di coraggio da parte degli accusati, affinché potesse essere data una risposta riguardo al movente, ciò che però non è stato. Osserva che i tre in aula hanno dato delle risposte evasive, per non entrare nel merito. Evidenzia che la nebbia che avvolge i loro ricordi si dirada per escludere elementi che aggraverebbero la loro posizione. Pone in risalto i filmati di violenza rinvenuti nel cellulare di AC 2. Ritiene inquietanti le minacciose frasi proferite da AC 2 e AC 1 e ritiene che il modus operandi impiegato dai tre collimi con tali esternazioni. Considera la maglia della __________ indossata da AC 1 l’esca messa sull’amo per creare una discussione. Intravvede un’analogia tra lo sfogo della violenza dei tre accusati con l’automatismo di Pavlov, che riguarda però il comportamento degli animali. Descrive l’aggressione come un atto concordato, organizzato e frutto di allenamento. Evidenzia l’accanimento dei tre nei confronti dell’indifeso __________. Pone in evidenza come gli stessi non si siano fatti scrupoli ad agire in pubblico e la freddezza di chi si è reso irriconoscibile, ritenendola frutto dell’abitudine alle risse. Denuncia il comportamento assunto dagli accusati dopo i fatti e durante l’istruttoria, il quale dimostra da un lato la loro indifferenza e dall’altro la loro scaltrezza e maturità criminale. Esclude ogni e qualsiasi pentimento, manifestato solo a parole, ma non dal loro comportamento;

-   ritiene che l’omicidio commesso da AC 2 e AC 1 sia così efferato da sfiorare i limiti dell’assassino. Osserva che neppure l’alcool ingerito da AC 1 cambi nulla alla valutazione della situazione. Ritiene che AC 3 non abbia condiviso il progetto omicida degli altri imputati. Ritiene evidente il dolo degli accusati, chiedendo alla Corte di vagliare anche l’ipotesi del dolo diretto. Richiama le conferme granitiche risultanti dai referti del perito giudiziario riguardo al legame causale tra i due calci al capo e la morte. Considera insostenibile la perizia __________, di cui contesta la metodologia. 

Si esprime sul profilo, lugubre -salvo per AC 3- degli accusati. Pone in evidenza la personalità radiosa di __________.

Chiede un torto morale con vincolo di solidarietà e con interessi a partire dal 1.2.2008:

di fr. 75'000.- per il padre, fr. 75'000.- per la madre e fr. 25'000.- per la sorella di __________ anni, data la gravità senza precedenti della fattispecie, il legame familiare particolarmente armonioso che è stato spezzato e la sofferenza della famiglia in fase istruttoria. Rileva che il denaro che verrà versato alla Fondazione.

Chiede inoltre il risarcimento del danno materiale di fr. 18'749.50 e delle spese legali per fr. 70'698.60.

Conclude chiedendo la conferma dell’AA, delle sue richieste risarcitorie e che la Corte si chini sull’ipotesi dell’omicidio ai limiti dell’assassinio e del dolo eventuale che sconfina nel dolo diretto.

 

                                    §   L’avv. DF 2, difensore di AC 3, il quale:

 

-   sottolinea il disagio dovuto al fatto che, nei casi di reati contro la vita, la giustizia non possa avere il ruolo restitutorio che ha in altri casi. Spiega come lo squilibrio tra i beni in gioco, ancora maggiore se la vittima è incolpevole, faccia sì che -per trovare una spiegazione più o meno accettabile per attenuare l’assurdità della morte- si tenda ad accrescere la colpa dei responsabili. Richiama la reazione provocata dai fatti nell’opinione pubblica, nei media e nella politica e rileva come occuparsi di un caso del genere sia difficile per tutti. Auspica che non la pena, ma il giudizio sia esemplare. Ritiene che l’inchiesta, che definisce approfondita, mirata ed estesa, permetta di escludere la responsabilità di AC 3 nella morte della vittima. Pone in evidenza la personalità del suo patrocinato, negando che sia un mostro e rilevando che l’unica macchia nel suo passato è un problema di condotta nell’ambito di un corso durante l’apprendistato. Sottolinea la collaborazione fornita fin dall’inizio dal suo patrocinato. Pone in risalto anche la correttezza dei suoi genitori, rivoltisi all’autorità per segnalare il tentativo di collusione da parte di terzi. Pone in evidenza la durezza della detenzione preventiva, durante i primi mesi della quale AC 3 non aveva nessuno con cui parlare liberamente, avendo la Difesa optato per la partecipazione all’inchiesta, rinunciando ai colloqui liberi con l’imputato. Osserva però come AC 3 abbia vissuto tale difficile situazione senza lamentarsi. Contesta tre aspetti dell’intervento della PP: il fatto di ritenere, solo sulla base delle testimonianze -a suo giudizio inattendibili-, che AC 3 abbia picchiato __________ quando era a terra; l’interpretazione del suo atteggiamento processuale e la commisurazione della pena. Prende posizione sull’intervento della PC, rilevando come il rappresentante della stessa abbia tentato di caricare la colpa di AC 3 per trovare una spiegazione relativamente accettabile all’accaduto e contesta lo sforzo di paragonare la sua posizione a quella degli altri due. Osserva come gli imputati abbiano agito in mezzo alla gente, a viso scoperto, non siano scappati ma si siano solo allontanati, escludendo che il loro intento fosse quello di picchiare;

 

-   passa in rassegna le varie testimonianze, sottolineando come tendano ad escludere la partecipazione di AC 3 al pestaggio di __________ quando questi era a terra. Ritiene inattendibili anche gli unici due testi che affermano che egli fosse coinvolto. Considera che non si possano ritenere i testi attendibili su certi aspetti e inattendibili su altri. Giudica le testimonianze frammentarie, contraddittorie e incomplete, contestandone quindi la valenza. Prende posizione sulle risultanze autoptiche. Ritiene che soggettivamente AC 3 abbia commesso una rissa per dolo eventuale, subordinatamente un’aggressione per dolo eventuale;

 

-   contesta l’interpretazione che l’Accusa ha fatto dell’atteggiamento processuale di AC 3, rilevando che quello che risulta importante sapere oggi non lo sembrava forzatamente all’inizio dell’inchiesta. Contesta la richiesta di pena formulata dall’Accusa, spiegando che non si deve tener conto della gravità dell’esito dell’aggressione nella commisurazione della pena. Pone in risalto la situazione personale del suo assistito, evidenziandone la giovane età e l’incensuratezza. Conclude chiedendo, in via principale, la derubricazione del reato in rissa per dolo eventuale, in via subordinata, che si consideri la sua partecipazione all’aggressione (per dolo eventuale) solo per la fase in cui __________ era in piedi, ritenendo adeguata una pena non superiore al carcere preventivo sofferto. Nel caso in cui venisse accettata l’ipotesi accusatoria (aggressione per dolo diretto anche per la fase in cui __________ era a terra), chiede che la condanna non superi i 18 mesi. Ad ogni modo chiede che la pena sia sospesa condizionalmente, auspicandone la sospensione parziale (della porzione che eccede la carcerazione già sofferta) nel caso in cui superasse i 2 anni. Pone in risalto la problematicità del futuro del suo assistito, considerandola un’altra forma di sanzione. Non contesta gli importi chiesti dalla parte civile, ma il vincolo di solidarietà.

 

                                    §   L’avv. DF 1, difensore di AC 1, la quale:

 

-   auspica una giustizia equa, basata sui fatti e rapportata alle persone. Ripercorre il curriculum vitae e precedenti penali del suo patrocinato, sottolineando come non denotino violenza alcuna. Pone in evidenza la personalità di AC 1, descritta in termini positivi dalla maggior parte dei testi sentiti. Esclude quindi che sia violento, non basandosi le testimonianze in questo senso su fatti. Chiede pertanto prudenza nel giudicare le testimonianze. Evidenzia la durezza della carcerazione preventiva, sofferta dal suo assistito senza nessun lamento, con la consapevolezza della grave colpa. Osserva che, solo per vergogna, AC 1 non ha chiesto scusa alla famiglia di __________. Ripercorre la cronologia dei fatti e osserva che era già in corso una rissa tra il gruppo di __________ e quello di __________. Ritiene che l’intervento di AC 1 non fosse prevedibile, neppure per lui. Sottolinea come egli non fosse lucido. Osserva che l’impressione che __________ abbia tentato di dargli un pugno è un’impressione condivisa anche con altri presenti. Ritiene che il pugno dato a __________ non fosse forte (come soggettivamente creduto dal suo assistito) e come non abbia quindi lasciato segno. Ritiene che il calcio in testa non fosse forte, tanto che non ha lasciato alcun segno. Osserva come le testimonianze siano falsate dall’emotività dei testi. Esclude che il calcio sia stato sferrato al collo. Rileva che AC 1 ha ammesso le sue responsabilità fin dal primo verbale che ha reso senza la presenza della madre. Esclude, sia per il pugno che per il calcio in testa, il dolo, anche eventuale. Prende posizione sulle risultanze dell’autopsia. Ritiene che non si possa escludere che la lesione sia stata provocata già quando __________ era in piedi;

 

-   ribadisce che né __________ né __________ escludono che la lesione si sia verificata già quando __________ era in piedi. Ripercorre quanto accaduto dopo i fatti ed esclude che i suoi gesti siano la dimostrazione di una lucida mente criminale. Richiama il comportamento del suo patrocinato durante l’inchiesta. Osserva come al momento dei fatti AC 1 avesse fumato due spinelli e fosse ubriaco (considerando accertato un tasso alcolemico tra l’1,68 e il 3,18 per mille, rilevando comunque che anche il tasso del 2,18 per mille supera la soglia che permette di presumere una scemata imputabilità). Evidenzia che AC 1 non ricorda molte cose accadute quella notte. Esclude comunque l’actio libera in causa. Chiede quindi l’applicazione dell’art. 19 CP. Chiede che l’accusa sia derubricata in aggressione, essendo impossibile stabilire chi ha sferrato il colpo letale. In considerazione delle modalità dell’aggressione, della scemata imputabilità, della situazione familiare, degli irrisori precedenti, della carcerazione preventiva subita, della giovane età, delle sofferente passate e future, della mediatizzazione della vicenda, chiede per il suo assistito una pena detentiva non superiore a 3 anni, a valersi quale pena unica rispetto al DA 1.9.2006. Nel caso in cui si considerasse il concorso ideale con l’omicidio colposo, chiede la condanna ad una pena detentiva non superiore a 4 anni. Esclude il dolo eventuale. Esclude l’omissione di soccorso. Nel caso in cui la Corte ritenesse le lesioni gravi in concorso con l’omicidio colposo, ritiene che la pena non debba superare i 4,5 anni. Se la Corte dovesse ritenere il reato di omicidio intenzionale, chiede che la pena non superi i 6 anni. Chiede il dissequestro degli oggetti sequestrati, salvo per la marijuana. Non contesta le pretese civili.

 

                                    §   L’avv. DF 3, difensore di AC 2, il quale:

 

-   esprime innanzitutto partecipazione per la perdita di __________ e definisce esemplare la reazione avuta dai suoi genitori. Osserva che il suo assistito è consapevole di aver commesso un grave errore che non potrà dimenticare per tutta la vita. Spiega che AC 2 ha scritto una lettera di scuse, la quale non è però stata consegnata ai genitori di __________ per evitare che fosse interpretata come una tattica processuale. Pone in risalto il principio della presunzione d’innocenza ed auspica un giudizio equo. Spiega le dinamiche interne al mondo dei giovani. Pone in risalto la personalità del suo assistito, il quale non ha precedenti penali e nella vita del quale quello in questione costituisce il primo episodio di violenza. Ritiene che la maggior parte dei testi siano inattendibili e che, di conseguenza, le loro dichiarazioni sono -nella loro totalità- inutilizzabili. Ritiene che le testimonianze siano emotivamente influenzate e, in applicazione del principio, in dubio pro reo, inutilizzabili. Esclude che quella sera AC 2 avesse intenzione di aggredire qualcuno. Rileva che il suo assistito è intervenuto per futili motivi, ossia per difendere AC 3. Prende posizione sulle risultanze delle perizie, difendendo l’operato del perito di parte __________. Rileva che sulla tempistica degli eventi i periti __________ e __________ concordano (al contrario del perito __________). Osserva che neppure __________ può escludere che la lesione si sia prodotta già quando __________ era in piedi. Osserva che tutti i periti affermano che si tratta di un caso raro. Rileva che non è possibile stabilire con certezza l’atto che ha causato la morte;

 

-   spiega la differenza esistente tra il reato di omicidio intenzionale commesso per dolo eventuale e di omicidio colposo commesso per negligenza cosciente, sottolineando che in caso di dubbio la Corte deve propendere per l’art. 117 CP. Ritiene possibile che la lesione letale si sia verificata quando __________ era ancora in piedi, considerando che la lesione alla tempia sinistra sia da attribuire al pugno di AC 1 e non al calcio di AC 2. Se non dal pugno di AC 1, ritiene che la lesione possa essere stata provocata già dallo spintone, dato di sorpresa, da AC 3. Ritiene che l’annebbiamento di AC 2 possa essere dovuto alla confusione regnante al momento dei fatti, alla brevità dell’aggressione e all’adrenalina. Osserva come il suo assistito abbia subito ammesso le proprie responsabilità. Contesta che AC 2 abbia inferto i colpi che hanno causato la lesione letale, negando che le tracce di DNA possano collegarlo al colpo alla tempia. Esclude quindi la realizzazione dell’ipotesi di omicidio intenzionale, peraltro mai ammessa dal TF in casi di pestaggi a mani nude. Osserva come AC 2 non pensasse di poter ferire gravemente __________ e conclude quindi per l’ipotesi di omicidio per negligenza cosciente. Esclude le ipotesi di assassinio. Nonostante sia discutibile, afferma di non contestare il nesso di causalità adeguata, visti anche i sensi di colpa di AC 2 per l’esito dei suoi atti. In via principale chiede di ritenere, in concorso, i reati di aggressione, lesioni semplici e omissione di soccorso. Subordinatamente, nel caso in cui non si potesse escludere con certezza che gli atti del suo assistito siano all’origine della morte, accetta l’ipotesi di omicidio per negligenza cosciente. Esclude il reato di rissa, ritenendo adempiute le condizioni di applicazione dell’art. 134 CP. Precisa di accettare -anche se discutibile- il concorso tra l’art. 117 CP e l’art. 134 CP. Esclude invece il concorso tra gli art. 111 e 128 CP, ritenendo che l’omissione di soccorso entri in linea di conto solo in caso di omicidio colposo o di lesioni. Esclude il reato di lesioni personali gravi commesse per dolo eventuale e ritiene le lesioni gravi commesse per negligenza assorbite dall’omicidio colposo. Considera che l’art. 122 CP assorba il reato di aggressione. Non contesta il reato di pornografia. Quanto alla commisurazione della pena, rileva che AC 2 ha preso coscienza delle sue responsabilità fin dal primo verbale. Contesta l’aggravazione della pena da parte della PP basata unicamente sul suo comportamento durante la detenzione preventiva. In considerazione della lunga e gravosa carcerazione, della giovane età, dell’incensuratezza, dell’assenza del rischio di recidiva, ritiene la richiesta di pena formulata dalla PP eccessiva. Nel caso in cui la Corte ritenesse i reati di cui agli art. 134, 123 e 128 CP, chiede che la pena non superi 3 anni, rimettendosi al giudizio della Corte per quanto concerne la sospensione condizionale parziale. Subordinatamente, nel caso in cui la Corte non potesse escludere che AC 2 abbia sferrato uno dei colpi letali, chiede di applicare gli art. 134, 123, 117 e 128 e che la pena non superi 4 anni. Nel caso in cui AC 2 fosse ritenuto colpevole di omicidio intenzionale per dolo eventuale (a suo giudizio, per nulla vicino al dolo diretto), chiede che la pena non superi 6 anni. Non si oppone agli importi chiesti dalla parte civile.

 

                                    §   Il Procuratore pubblico non replica, ma precisa di essere partita da una pena base di 12 anni con riferimento alla giurisprudenza del TF e delle nostre corti. Fa riferimento al recente caso __________ in cui, per un omicidio per dolo eventuale, si era partiti da una pena base di 12 anni, poi ridotta.

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

 

 

quesiti:                    A.   AC 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   omicidio intenzionale

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 2, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;

                            1.1.1.   trattasi di omicidio colposo;

                            1.1.2.   trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici;

                            1.1.3.   trattasi di aggressione;

                            1.1.4.   trattasi di rissa;

                            1.1.5.   trattasi di omissione di soccorso,

 

il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa, rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;

 

                               1.2.   contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo novembre 2005 - 2 febbraio 2008:

 

                            1.2.1.   consumato un imprecisato quantitativo di marijuana:

                            1.2.2.   detenuto 0,6 grammi di marijuana,

 

                                         e meglio come descritto nell’atto di accusa? 

 

                                   2.   Ha agito in stato di scemata imputabilità?

 

                                   3.   Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?

 

                                   4.   Deve essere revocata la sospensione condizionale:

 

                               4.1.   alla pena di 15 giorni di detenzione di cui al DA 13.7.2005 del Ministero pubblico di Lugano;

                               4.2.   alla pena di 21 giorni di detenzione di cui al DA 9.1.2006 del Ministero pubblico di Zurigo?

 

                                   5.   Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?

 

 

                                  B.   AC 2

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   omicidio intenzionale

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 1, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;

 

                            1.1.1.   trattasi di omicidio colposo;

                            1.1.2.   trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici;

                            1.1.3.   trattasi di aggressione;

                            1.1.4.   trattasi di rissa;

                            1.1.5.   trattasi di omissione di soccorso,

 

                                         il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;

 

                               1.2.   pornografia

per avere, a __________, nel periodo 2007 - 2 febbraio 2008, salvandolo sulla memoria del proprio telefono cellulare, fabbricato e tenuto in deposito un filmato di pornografia dura, inviatogli da terzi, vertente su un rapporto sessuale tra un uomo ed un animale,

 

                            1.2.1.   trattasi del reato di cui all’art. 197 cpv. 3bis CP,

 

e meglio come descritto nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento?

 

                                   2.   Può beneficiare della sospensione condizionale della pena, e se sì, in quale misura?

 

                                   3.   Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?

 

 

                                  C.   AC 3

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   aggressione

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, dato avvio e preso parte all’aggressione a danno di __________ che ha avuto per conseguenza la di lui morte;

 

                            1.1.1.   trattasi di rissa;

                            1.1.2.   trattasi di omicidio colposo;

                            1.1.3.   trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici,

 

il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;

 

 

 

                               1.2.   contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo estate 2007 - 2 febbraio 2008, consumato:

 

                            1.2.1.   un imprecisato quantitativo di marijuana;

                            1.2.2.   in tre occasioni, un imprecisato quantitativo di cocaina,

 

e meglio come descritto nell’atto di accusa? 

 

                                   2.   Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?

 

                                   3.   Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?

 

                                  D.   Deve essere ordinata la confisca e la distruzione di 0,6 grammi di marijuana?

 

                                  E.   Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

 


Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                    I.   Premessa

 

L'uccisione del giovane __________ ha, sin da subito, suscitato profonde emozioni in tutto il Ticino. Immediatamente gli organi d'informazione si sono occupati del caso pubblicando notizie relative a contenuti dell'inchiesta già dai suoi albori. La Corte è conscia del fatto che tali emozioni possono, in linea generale, aver in qualche modo condizionato le testimonianze di chi, assolutamente in buona fede, è stato chiamato a riferire agli inquirenti non solo su quanto è accaduto, ma pure sulle sue personali impressioni di quella sera. Nella determinazione dei fatti oggetto del presente procedimento, la Corte ha quindi dapprima verificato l'attendibilità delle versioni degli imputati, confrontandole con i dati oggettivi certi emersi in istruttoria e al dibattimento, valutando le testimonianze in modo prudente, conscia del fatto che questo caso ha suscitato, in generale, sconcerto ed anche rabbia in buona parte della nostra comunità.

 

 

                                   II.   Curriculum vitae

 

                                  A.   AC 1

 

                                   1.   AC 1 è l'unico degli imputati ad essere nato in Svizzera. A differenza degli altri non possiede tuttavia la cittadinanza __________. In aula ha riferito di aver a suo tempo presentato domanda di naturalizzazione, ma di non sapere a che punto si trovi la procedura. Cittadino __________, di religione cattolica, è nato a __________ il, e ha un fratello minore, __________, di anni __________, nato in __________, nonchè una sorellina, __________, di non ancora __________ anni. Con la madre ha sempre avuto buoni rapporti, nonostante i frequenti e numerosi litigi tra i genitori, che vivono separati da un paio d'anni.

Con il padre i rapporti non possono che essere definiti pessimi. A dire dell'imputato, il padre sarebbe sempre stato assente, solito frequentare prostitute ed incapace di assumersi convenientemente il ruolo di padre.

Alcuni mesi prima del suo arresto, la madre avrebbe cacciato di casa il marito poiché, a suo dire, avrebbe abusato della bambina. Al riguardo va osservato che tali accuse non hanno in realtà portato ad alcuna condanna poiché il relativo procedimento penale è sfociato in un decreto di non luogo a procedere, poi confermato anche dalla CRP (doc. dib. 1). Tali circostanze hanno avuto peso per la Corte unicamente quale costatazione di come il clima in famiglia fosse ormai teso e di come ormai compromessi fossero, già al momento dell'arresto, i rapporti famigliari tra madre e figli da una parte ed il padre dall'altra. Così AC 1:

 

  Per quanto concerne la mia situazione famigliare posso dire che ho sempre avuto ottimi rapporti sia con la mamma, sia con i miei fratellini. Invece con mio padre non sono mai andato d’accordo perché come padre non era presente. Non posso dire che fosse violento fisicamente. Ci trattava comunque con disprezzo. Lui andava a puttane e non c’era mai, se non per le cose materiali. Mia madre l’aveva già cacciato una volta di casa, ma poi se l’è ripreso. Io ho avuto diversi litigi con mio papà, che una volta sono finiti con spintoni reciproci. Io non vado d’accordo con mio papà perché ho il carattere diverso e non condivido le cose che ha fatto. Circa sei mesi fa mio papà è stato cacciato di casa perché mia madre sospetta che lui abbia toccato la mia sorellina dove non doveva e l’ha denunciato.

Con lui non ho più alcun rapporto. Lo incrocio casualmente perché ha preso un appartamento vicino al nostro. Lo vedo quando passa in macchina lui cerca di contattarmi ma io mi rifiuto di parlare con lui. Io sono infatti sicuro che mio padre sia colpevole”

(PS 08.02.08).

 

 

                                   2.   Dal profilo professionale l'accusato non ha mai ultimato una formazione. Ha frequentato l'asilo ed i primi due anni di elementari ad __________. Successivamente si è trasferito a __________ dove ha ultimato le scuole elementari ed in seguito ha frequentato le medie alla __________ fino al quarto anno, che ha ripetuto con successo a __________.

 

                                  a)   Dal primo luglio 2003 al 30 aprile 2004 ha lavorato quale apprendista pittore presso l'impresa __________. Il titolare, __________, ha definito AC 1 un ragazzo educato, che si è sempre comportato correttamente, ma che ha manifestato diverse difficoltà nell'apprendere il mestiere. Proprio queste difficoltà portarono, d'accordo con il padre, all'interruzione consensuale del rapporto d'impiego (PS __________, 17.03.08).

 

                                  b)   Dal 2 maggio 2004 al 18 agosto 2005 ha continuato l'apprendistato d'imbianchino presso l'impresa __________ di __________. Il titolare ha riferito agli inquirenti le medesime osservazioni del precedente datore di lavoro: ragazzo corretto ed educato, ma scarsamente motivato ad apprendere la professione. Fatto sta che, a seguito di un incidente, AC 1 rimase per un certo periodo assente dal lavoro e tale assenza, alla lunga, finì per essere interpretata, dal datore di lavoro, quale scusa per non andare a lavorare (PS __________ 17.03.08). A fine anno scolastico, nonostante due note insufficienti, il consiglio scolastico lo ha promosso al terzo anno con l'auspicio di un impegno maggiore, pena il rifacimento dell'ultimo anno (cfr. lettera 20.06.05 Centro professionale __________ a AC 1).

 

                                  c)   Dall'ottobre 2005 al settembre 2006 AC 1 ha nuovamente cambiato datore di lavoro, andando a lavorare quale apprendista imbianchino al terzo anno presso __________ di __________. Anche __________ lo ha definito come un ragazzo educato e corretto, ma "lento sul lato pratico". Il contratto di lavoro ha preso fine a seguito della bocciatura degli esami di fine tirocinio (PS __________ 17.03.08).

 

                                  d)   Quanto al periodo dal settembre 2006 al giugno 2007, AC 1 ha riferito in aula che era alla ricerca di un posto di lavoro, senza essere in grado di dire se percepiva delle indennità di disoccupazione (verb. dib. p. 6). Nel mese di giugno 2007 ha lavorato, in prova, quale venditore presso il negozio __________ di __________, onde verificare la possibilità di fare un apprendistato di venditore. Il rapporto di lavoro è durato molto poco a seguito delle continue assenze arbitrarie sul lavoro, quantunque con il datore di lavoro e con i clienti si fosse sempre comportato correttamente:

 

  Durante il periodo di prova più volte non si è presentato sul posto di lavoro oppure arrivava in ritardo. E’ questo il motivo per quale non l’ho assunto quale apprendista (….) che AC 1, durante questo periodo di prova nei miei confronti si è sempre comportato in modo educato e gentile. Anche con la clientela era molto cordiale”

(PS __________, 06.03.08).

 

 

                               3.a)   Circa la personalità di AC 1, diversi testi lo hanno definito aggressivo, a volte tendente alla violenza, chi per impressioni personali, chi per sentito dire (PS __________ 28.03.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 06.03.08; PS __________ 08.04.08; PS __________ 10.03.08; PS __________ 05.03.08; PS __________ 05.03.08); altri invece lo hanno descritto come un ragazzo non aggressivo, gentile e corretto (PS __________ 28.02.08; PS __________ 17.04.08; PS __________ 29.02.08; PS __________ 06.02.08; PS __________ 02.04.08; PS __________ 29.02.08); altri ancora come un tipo a cui piaceva ingigantire le cose e bere spesso alcol (PS __________ citato; PS __________ 05.02.08; PS __________ citato).

Tali emergenze sono rimaste, per la Corte, semplici impressioni soggettive che non hanno avuto alcun peso nella determinazione dei fatti qui ritenuti e nella determinazione della condanna inflitta all'accusato, nella misura in cui non fanno riferimento a fatti concretamente avvenuti.

La stessa cosa vale per le dichiarazioni rese agli inquirenti dal padre secondo il quale il figlio bigiava spesso la scuola, non aveva voglia di lavorare ed aveva preso una cattiva strada (PS __________ 04.02.08), poiché certamente condizionate sia da quanto accaduto la sera del 1. febbraio 2008, sia dai pessimi rapporti famigliari che sono poi sfociati nel procedimento penale a carico del padre per atti sessuali con fanciulli, conclusosi nel citato decreto di non luogo a procedere.

 

                                  b)   L'imputato, posto di fronte alle affermazioni di chi lo indicava come un attaccabrighe, ha sempre respinto tale accusa negando di essere mai stato coinvolto in risse, così come di aver mai organizzato, unitamente al fratello __________, delle ronde di sorveglianza alla casa della madre onde impedire al padre di avvicinarsi. Anche in tale ambito, per la Corte determinanti sono i riscontri oggettivi incontrovertibili, astrazion fatta dalle testimonianze che si limitano a vaghi cenni, a volte anche un po' romanzati, che lo descriverebbero come una persona violenta e molto incline alla bagarre.

 

Al riguardo è emerso che al __________ di __________ del 2007 l'accusato è stato coinvolto in un alterco tra altri giovani che non conosceva o conosceva poco. A suo dire lo avrebbe fatto perché avrebbe visto due ragazzi picchiare una ragazza. Li avrebbe quindi invitati a smetterla e ne avrebbe preso uno alzandolo di peso, spingendolo via. Una di queste ragazze (PS __________ 18.09.08), per contro, ha riferito di essere stata spinta da lui. I due amici con cui aveva festeggiato il __________ quella sera, tali __________ e __________ (PS di entrambi 15.09.08), hanno dal canto loro riferito di non aver visto AC 1 picchiare, ma di aver notato che un amico del noto __________ (su cui torneremo in seguito), in presenza di quest'ultimo, avrebbe colpito una di queste ragazze e loro tre sarebbero intervenuti per sedare gli animi e, per finire, uno degli amici del __________ avrebbe poi estratto dalla sua vettura un piede di porco con il quale li avrebbe minacciati. Sia che sia la questione non ha da essere vagliata oltre, bastando la costatazione che AC 1 è intervenuto in un alterco che non lo riguardava e che ha messo le mani addosso a uno dei protagonisti. Punto.

 

                                  c)   In aula è stato evocato un ulteriore episodio che sarebbe capitato a __________ in occasione del __________ 2008, quindi una settimana prima dei fatti qui in discussione, nel quale AC 1 sarebbe stato in qualche modo coinvolto in una bagarre. L'imputato ha spiegato che era vestito con la maglia della nazionale di calcio della __________, la stessa che portava la sera dei fatti. Una ragazza l'avrebbe visto ed avrebbe espresso giudizi volgari e denigratori sulla __________ o sui __________, lui l'avrebbe invitata a moderare i termini e la cosa sarebbe finita lì. Migliori accertamenti agli atti non ve ne sono. Fatto sta che, proprio in relazione a quella discussione, la sera dei fatti AC 1 confiderà a __________ che il primo che gli avesse rotto le scatole lo avrebbe ammazzato. Ci torneremo.

 

                                  d)   AC 1 è appassionato di calcio, sport che ha praticato sin dall'età di 6 anni. Fino al momento del suo arresto giocava quale centrocampista nel __________, compagine composta prevalentemente da giocatori __________, che militava nel Campionato di Terza Lega.

Non ha praticato altri sport. In aula ha riferito di aver fatto qualche lezione di prova di Kick boxing, ma di aver subito interrotto poiché non gli piaceva (verb. dib. p. 7).

Di fisico abbastanza prestante, AC 1 porta un tatuaggio sul braccio che reca la data del decesso di un suo caro amico (verb. dib. p. 6).

 

                                  e)   AC 1 non è incensurato. Con decreto d'accusa 13 luglio 2005 il MP di Lugano lo ha condannato a 15 giorni di detenzione con la condizionale per due anni per titolo di furto, danneggiamento e contravvenzione alla LStup. A suo dire, spinto dalla fame, avrebbe rotto la vetrina di un negozio per impossessarsi di generi alimentari.

Con decisione 1 settembre 2006 il Ministero Pubblico di Zurigo lo ha inoltre condannato a 21 giorni di detenzione con la condizionale per 3 anni, rinunciando alla revoca della precedente, ma aumentandone di un anno il periodo di prova, per grave infrazione alla LCS. Si sarebbe trattato di un eccesso di velocità. Questi due precedenti debbono pertanto essere inglobati in un unico giudizio sulla pena, anche per i fatti di cui in rassegna, ai sensi dell'art. 46 CP.

 

                                   f)   Da minorenne si segnala che AC 1 è stato oggetto di un ammonimento il 13 giugno 2003 per contravvenzione alla LStup.

A tale proposito lo stesso imputato ha riferito agli inquirenti di fare uso saltuario di marijuana che gli viene offerta da amici, senza mai comprarla (MP 27.02.08 p. 8), ammettendo che in passato ha pure, a volte, durante i week-end, bevuto alcol come ogni giovane, "senza esagerare” (verb. dib. p. 6), ignorando per il resto di essere stato definito, in un articolo apparso sul __________, come "la spugna" (doc. TPC 22). Ancora una volta la Corte non ha dato peso a tali informazioni, accertando che l'accusato ha fatto uso saltuario di marijuana così come da lui stesso ammesso e correttamente ripreso nell'atto di accusa: "AC 1 dichiara che a proposito della canapa quanto risulta nell'atto di accusa è corretto" (verb. dib. p.6).

 

 

                                  B.   AC 2

 

                                   1.   AC 2 è cittadino __________. Ha infatti ottenuto la cittadinanza __________ alcuni anni or sono per __________. Di religione cattolica, nato in __________, a __________, il, è di origine __________, cittadinanza che ha conservato anche dopo la. Nel 1991 è giunto nel nostro paese, a __________, dove i genitori già risiedevano. Frequentato l'asilo in detto comune, si è trasferito con la famiglia a __________ dove ha frequentato le scuole dell'obbligo che ha superato regolarmente. Successivamente si è iscritto alla __________ e ha iniziato il tirocinio quale montatore d'impianti sanitari. Al momento dell'arresto era al secondo anno di apprendistato. AC 2 ha una sorella maggiore, __________, cresciuta anche lei in casa.

 

Contrariamente a AC 1, AC 2 è cresciuto in una famiglia molto unita, tanto che sin dall'inizio dell'inchiesta i suoi famigliari non solo gli sono stati vicini, ma hanno pure tentato di sviare le indagini in suo favore. Già il 20 febbraio 2008 i genitori di AC 2 sono stati visti, da una guardia carceraria, appostati nella loro vettura parcheggiata nel posteggio della struttura carceraria, spiare con il binocolo la facciata del carcere la Farera (rapp. 28.02.08) e sono stati invitati ad assumere un comportamento più corretto. Nel corso del mese di aprile la famiglia AC 3 ha pure lamentato una quanto meno inopportuna telefonata da parte del padre di AC 2 volta depistare le indagini su una pretesa conoscenza tra AC 3 e la vittima __________ __________ nell'ambito di non meglio precisati consumi di cocaina. Invero __________ ha ammesso la telefonata, negando tuttavia che il tema fosse legato a pretesi consumi di droghe, affermando che voleva solo rendere partecipe il padre di AC 3 delle sue preoccupazioni circa la versione dei fatti resa da AC 3 e circa le conseguenze per i giovani una volta scarcerati (PS __________ 25.06.08). Sia che sia per la Corte la questione del contenuto di quella telefonata non ha rivestito alcuna importanza, se non per la costatazione di quanto unita sia la famiglia dell'accusato, tanto da indurrne i membri a cercare di truccare le carte. Così __________ in polizia:

 

  A questo punto io non posso che ribadire quanto già riferito a suo tempo all’ispettore __________ e meglio che c’è un Professore di storia della seconda media di __________ il quale, davanti ai suoi alunni, avrebbe detto che __________ era morto a causa della droga. E’ stato un alunno del quale al momento non sono in grado di fornire il nominativo ma se necessario posso rintracciarlo che mi ha raccontato questo episodio a suo padre. Anche di lui al momento non sono in grado di fornire il nominativo per esteso. L’unica cosa che ricordo è __________ e che dovrebbe abitare a __________.

C’è stata poi l’infermiera dell’Ospedale di __________, che credo si chiami __________, che il sabato 02.02.2008 nel pomeriggio, quando ci siamo recati al nosocomio per sapere come stava __________, che ci ha detto che non c’era nessuna persona vittima di un pestaggio e che quella notte al pronto soccorso c’era stata una morte per overdose di un ragazzo di __________ anni. Inoltre era stata ricoverata una ragazza di __________ anni che parrebbe fosse stata vittima di una violenza.

A domanda risponde che l’infermiera non ha mai precisato che la persona morta per overdose fosse __________.

Mi viene chiesto allora il motivo per il quale, come ho riferito sempre all’attenzione dell’isp __________, io abbia associato il giovane di __________ anni morto per overdose con __________.

Io rispondo che circa un mese dopo l’arresto di mio figlio giravano delle voci in questa direzione ed è per questo che io sospetto che __________ sia morto per un overdose di stupefacenti anche se non ho le prove in questa direzione. Anche mia figlia è del medesimo parere.

A domanda rispondo che l’avvocato __________ ci ha informati dell’esame tossicologico effettuato su __________ che ha dato esito negativo.

Nonostante ciò non so più cosa dire perché non mi fido più di nessuno”

(PS 12.06.08)

 

precisando di essere intenzionato a svolgere una sua inchiesta parallela. Osservisi che la direzione dell'Ospedale __________ ha smentito che quella sera sarebbe stato ricoverato un giovane di __________ anni per overdose. Al riguardo -e per sbaragliare subito il campo da ogni equivoco- va detto che gli esami esperiti sulla salma della vittima e volti alla ricerca di tracce di sostanze stupefacenti ha dato esito negativo mentre l’asserito professore che avrebbe sostenuto quanto presteso dal padre di AC 2, non è mai neanche stato identificato. Anche la sorella si è resa protagonista di un vergognoso quanto squallido tentativo di infangare la memoria della vittima, scrivendo sul blog di Ticinonews che il padre di __________ sarebbe stato un violento e che lo stesso __________ sarebbe stato pieno di problemi. Richiesta di spiegare tali illazioni, __________ si è limitata a dire di aver riferito di voci asseritamente circolanti a __________ senza averle verificate (PS 12.06.08). Anche questi incresciosi episodi sono qui stati ricordati semplicemente a riprova della coesione della famiglia AC 2, senza che essi, non proveniendo direttamente da lui, abbiano avuto alcun influsso sul giudizio riguardo allo stesso.

 

 

                                   2.   Dal profilo professionale nemmeno AC 2 ha ultimato la sua formazione.

Dal 1° luglio 2004 al 12 luglio 2006 ha lavorato in qualità di apprendista presso __________, titolare di una ditta d'impianti di riscaldamento. __________, sentito in polizia, ha riferito che, dopo un periodo iniziale in cui non si segnalava nulla di particolare, con l'andar del tempo l'imputato ha iniziato ad essere sempre più arrogante e scontroso, rifiutando ogni e qualsiasi critica sul lavoro, quantunque costruttiva, rendendosi pure responsabile di alcune assenze arbitrarie da scuola e dal lavoro, al punto che:

 

  Con l’andar del tempo, una volta acquistata la sicurezza del posto di lavoro, il suo atteggiamento verso gli operai è cambiato e meglio era diventato arrogante nel senso che rispondeva e non accettava le osservazioni costruttive. Questo suo atteggiamento ha fatto si che nessuno degli operai aveva piacere di lavorare con lui. Naturalmente il comportamento che si presentava sul posto di lavoro si è pure riversato a livello scolastico e questo già nel primo semestre. Per fare un esempio, alcune sue assenze dal posto di lavoro o a scuola le giustificava dicendo che doveva recarsi dal medico o che non stava bene quando di fatto l’assenza era arbitraria poiché lui non si presentava a scuola per beneficiare di una giornata di congedo. Ricordo pure una volta che non si era presentato al lavoro e per questo motivo abbiamo contattato telefonicamente i famigliari, ha risposto sua sorella dicendoci che AC 2 non era ammalato, bensì si era recato in Germania per presenziare ad un torneo di calcio con gli arbitri. (…) La situazione è peggiorata al punto tale che io avrei voluto disdire il contratto di lavoro già alla fine del primo anno di tirocinio. Su pressione della madre di AC 2 ho dato a quest’ultimo un’ulteriore possibilità prorogando il periodo di ulteriori sei mesi.

Trascorsi i sei mesi naturalmente AC 2 non aveva dato la benchè minima dimostrazione di volersi impegnare. Infatti, nel rapporto della frequenza dei corsi interaziendali, praticamente sono state crociate, per le varie voci, le indicazioni “largamente insufficiente”.

Il 30.03.2006 nel mio ufficio è stato organizzato l’incontro con l’ispettore scolastico della __________, AC 2 e sua madre.

Durante il colloquio sebbene era chiaro che l’impegno di AC 2 era maggiormente scemato, si è voluto, soprattutto su insistenza della parte genitrice, dare un’ennesima possibilità a AC 2.

Trascorsi altri sei mesi, dopo l’ennesima assenza ingiustificata sul posto di lavoro, ho trasmesso il 12.07.2006, una raccomandata direttamente all’apprendista con copia della divisione __________ a __________ e alla __________ di __________ in cui lo informavo che a seguito dei suoi atteggiamenti negativi avevo preso la decisione di sciogliere seduta stante il contratto di lavoro.

…Come già detto non accettava le critiche costruttive; voleva sempre avere ragione e quando si esprimeva aveva un tono altezzoso.”

(PS 06.03.08).

 

Da settembre a novembre 2006 ha lavorato per la ditta __________ __________ dalla quale è stato licenziato a causa del suo comportamento:

 

  Ha lavorato unicamente in questo periodo poiché è stato licenziato visto il suo comportamento irrispettoso. Inoltre sul lavoro oltre a non dimostrare nessun interesse a voler imparare la professione, si sono verificate diverse assenze arbitarie.

…..E’ capitato pure che i miei operai si fossero lamentati poiché AC 2 nei loro confronti si comportava in modo maleducato e arrogante.”

(PS __________ 06.03.08).

 

Prima di essere arrestato, AC 2 lavorava da quattro mesi (da settembre 2007) per la ditta __________, quale apprendista montatore di riscaldamenti. A differenza dei precedenti datori di lavoro, __________ si è dichiarato soddisfatto dell'imputato sia per quanto riguarda il lavoro sia per quel che concerne il comportamento, tanto che non lo ha licenziato subito dopo l'arresto, ma lo ha fatto solo su invito della __________ (PS 07.03.08 e verb. dib. p.10).

 

 

                               3.a)   Anche AC 2 è un appassionato di calcio, sport che ha praticato fin dall'età di sei anni, prima nel __________ poi __________ e infine nel __________, rivestendo praticamente tutti i ruoli. Ha pure svolto una discreta carriera quale arbitro. In tale ambito ha pure conosciuto delle difficoltà di relazione con il precedente responsabile degli arbitri per il __________ in seno alla __________, __________, che lo ha definito un talento, ma dal carattere arrogante e maleducato (PS 14.02.08). Per contro, il successivo responsabile del medesimo servizio, __________, sentito in aula, lo ha descritto come una persona estremamente disponibile e sempre pronta a dare una mano ai colleghi anche in situazioni difficili (verb. dib. p. 11). Tali diversi modi di descrivere l'accusato non hanno, per finire, avuto alcuna influenza sul giudizio della Corte che si è, come già detto, basata su riscontri oggettivi certi.

 

Lo stesso dicasi per le dichiarazioni rese da una sua amica, tale __________, che ha raccontato in polizia (PS 04.02.08) che AC 2 sarebbe un tipo aggressivo, sempre pronto a fare a botte anche quando lui non c'entra, in contrapposizione a quanto riferito in aula da __________, titolare del __________ di __________, ritrovo dove AC 2 era solito recarsi con gli amici e spesso, per stesse ammissioni del teste, teatro di risse, alle quali AC 2, quand'anche fosse stato presente nel locale, mai avrebbe partecipato (verb. dib. p. 13).

 

                                  b)   Diversi testimoni sentiti in istruttoria si sono espressi sul suo carattere. A parte __________ (PS 29.02.08) che ha riferito che quando AC 2 si ubriaca sarebbe pronto a "picchiarsi con chiunque", le testimonianze raccolte danno il quadro di una persona a cui piace ingigantire le cose quando le racconta, rispettivamente che ama attirare l'attenzione su di sé raccontando anche bugie (PS __________ 07.02.08; PS __________ 07.02.08; MP __________ 14.03.08; PS __________ 17.04.08; PS __________ 03.03.08; PS __________ 29.02.08; __________ 13.02.08), senza essere né violento né particolarmente rissoso (PS __________ 15.04.08; __________ verbale citato; PS __________ 13.02.08; PS __________ 02.02.08).

Per il resto AC 2 non fa uso, nemmeno saltuario, di sostanze stupefacenti.

 

                                  c)   Certo è che nel cellulare di AC 2 sono stati rinvenuti ben quattro filmati che ritraggono scene di violenza: uno riprende due militari che, dopo aver fatto a braccio di ferro, se le danno di santa ragione colpendosi anche con sedie; il secondo descrive un attacco violento, da dietro, nei confronti di un bambino indifeso che cade a terra; il terzo ritrae una rissa tra militari che si picchiano violentemente ed il quarto fa stato di un litigio fra ragazze che si colpiscono con pugni e calci in piedi. Un quinto filmato verte, invece, su un'immagine di un uomo che fa sesso, da dietro, con una mula o un'asina. Si tratta manifestamente di un filmato che integra gli estremi del reato di pornografia peraltro nemmeno contestato dalla difesa.

A proposito di queste immagini AC 2 ha riferito:

 

  me li hanno mandati via bluetooth circa un anno fa. Li conservavo sul mio telefonino ma non ci facevo neanche più caso. Questi filmati si trovavano sulla seconda scheda di memoria e non ci guardavo quasi mai più dentro.

In pratica una volta ricevuti questi filmati li guardavo ma non li cancellavo. Neanche ci ho pensato a cancellarli.

La PP mi fa prendere atto e mi contesta che questi filmati per trovarsi sulla seconda scheda devono essere stati salvati.

Rispondo che li avrò salvati senza volere e dopo sono rimasti su quella scheda.

Gli amici mi hanno mandato questi filmati che loro ritenevano divertenti, non su mia richiesta. Mi dicevano ad esempio “abbiamo un filmato da mandarti” e me lo mandavano.

Forse ho mostrato ad altri amici questi filmati che avevo ricevuto.”

(MP 26.08.08).

 

Quo al filmato pornografico in aula ha ammesso di essere al corrente che si tratta di immagini vietate (verb. dib. p. 3), ribadendo quanto detto alla PP:

 

  per quel che concerne il filmato pornografico me lo ha mandato il mio amico __________ di __________, circa un anno e mezzo fa. Non ritenevo divertente una cosa del genere per cui non l’ho mostrato a nessuno dei miei amici. Lo conservavo come ho già detto nella seconda scheda di memoria perché non andavo a guardarci spesso dentro.

A me non piacciono filmati di pornografia dura.”

(MP 26.08.08).

 

                                  d)   AC 2 è formalmente incensurato. Maggiorenne da 10 mesi esatti al momento dei fatti, non risultano a suo carico iscrizioni a casellario giudiziale. Per contro si registrano due precedenti da minorenne. Il 30 dicembre 2002 è stato ammonito in quanto riconosciuto colpevole di furto d'uso, guida senza licenza e infrazione alle norme della circolazione per aver condotto un ciclomotore della madre, senza il suo permesso e senza avere la relativa patente. Inoltre, con decreto 23 aprile 2007 il Magistrato dei minorenni lo ha condannato a prestare 20 giornate di lavoro per impedimento d'atti dell'autorità, guida in stato di ebrietà e senza licenza, furto d'uso e infrazione alla LCS per essersi messo alla guida della vettura della madre, senza il di lei consenso, in stato di ebrietà pari allo 0,75 per mille, ed essersi poi sottratto ad un controllo di polizia dandosi alla fuga e colà collidendo con altri veicoli. In aula AC 2 ha spiegato di non avere a tutt'oggi espiato la pena poiché il suo tempo libero sarebbe sempre stato occupato dalla sua attività di arbitro (verb. dib. p. 5).


                                  C.   AC 3

 

AC 3 è nato il. Anch'egli, come AC 2, è nato ad __________ in __________. Di religione cattolica, racconta di essere venuto in Svizzera con i genitori nel, a seguito della guerra civile che ha colpito in quel periodo le repubbliche della __________. Ha una sorella, __________, nata nel. Ha frequentato la scuola dell'infanzia ed i primi tre anni di elementari ad __________ e successivamente gli ultimi anni delle elementari e le medie a __________, dove si è trasferito con la famiglia e dove ha poi ottenuto la __________ __________ a seguito della procedura di __________. Successivamente ha svolto con successo l'apprendistato di venditore alla __________ di __________ dove è poi stato impiegato fino al momento dell'arresto. In buona sostanza ha avuto una vita del tutto normale ed è cresciuto in una famiglia del tutto normale, che non ha mai destato problemi di sorta.

 

Dall'inchiesta emerge il quadro di una persona per bene, tranquilla, ligia al dovere (PS __________ 27.02.08; PS __________ 04.02.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 28.02.08; PS __________ 04.03.08; PS __________ 02.04.08), tanto che negli anni trascorsi presso la __________ ha pure cercato di imparare a fare il macellaio, "rubando il mestiere" ai colleghi. Il suo licenziamento è peraltro avvenuto in forma ordinaria, dettato dalla necessità per la __________ di occupare il posto oggettivamente lasciato vacante a seguito del suo arresto. Il fatto che sia stato coinvolto in questa vicenda ha sorpreso tutti i suoi colleghi. Così il responsabile di __________ __________ __________ __________:

 

  E’ pure presente all’audizione __________, __________, Capo del personale __________ il quale alla fine dell’audizione sottoscriverà a sua volta il verbale.

AC 3 ha iniziato a lavorare da noi in data 01.08.2003 quale apprendista impiegato di vendita ed ha conseguito il diploma il 31.07.2006. E’ rimasto sempre alle nostre dipendenze presso la filiale __________ di __________. Praticamente AC 3 si occupava anche dei rimpiazzi del personale assente sempre presso la filiale di __________.

Posso dire che AC 3 a livello professionale pur essendo giovane, è molto affidabile. Sia nei confronti del personale che delle clientela  posso dire che si è sempre dimostrato educato e gentile. Naturalmente stiamo parlando di un ragazzo giovane e per quanto mi concerne mi è capitato che lo avessi richiamato per dei lavori non eseguiti in modo corretto ed AC 3 si è chiuso. Naturalmente accettava di fatto l’osservazione e cercava di migliorare. In tutti i casi AC 3 è pure un ragazzo autodidatta visto che di sua iniziativa ha voluto pure apprendere “rubare” la professione di macellaio.

A domanda rispondo che assolutamente non si sono mai verificate delle discussioni o liti sul posto di lavoro che vedevano coinvolto direttamente AC 3.

A domanda rispondo che non mi risulta che durante il tirocinio fosse mancato in modo arbitrario dalla scuola o dal posto di lavoro; è sempre stato corretto.

Come indicato ora dal signor __________ effettivamente, vista l’assenza prolungata di AC 3 dal lavoro e stato adottato nei suoi confronti il provvedimento di licenziamento, poiché forza maggiore, è stato necessario riorganizzare il lavoro con una nuova assunzione. Aggiungo pure che il contratto è stato disdetto rispettando il periodo contrattuale cioè il 30.04.2008.

AC 3 era ben integrato nel team di lavoro e tutti lo hanno accettato come un collega ma soprattutto un amico.

A prova di ciò posso dire che AC 3, agli inizi di marzo, mi ha inviato una lettera che io ho fatto leggere anche agli altri dipendenti della filiale. Il testo mi ha molto commosso e l’ho ritenuto molto sincero e profondo. Parte del personale ha addirittura pianto perché siamo molto dispiaciuti per l’intera vicenda. In sostanza AC 3 mi ha detto che era molto dispiaciuto per quanto successo, che pensa moltissimo a noi e che ci ha considerato e ci considera tuttora come una seconda famiglia. Ha scritto anche che non potrà mai dimenticare i cinque anni trascorsi con noi; per lui sono stati molto importanti.

Posso dire che la lettera mi ha fatto molto piacere ma in un certo qual modo ho provato anche della rabbia poiché, come conosco io AC 3 non avrei mai immaginato che potesse essere implicato in un evento del genere. Come detto io lo conosco come un ragazzo pacifico e non si è mai dimostrato aggressivo”

(PS 11.04.08).

 

Due sue colleghe lo hanno definito "il nostro apprendista giocherellone e non l'AC 3 che è apparso sui giornali” (AI 120).

In questo contesto la sola nota, per così dire, stonata è quella di __________ che ha riferito di averlo sempre visto come una persona tranquilla, ma “Da quando ha iniziato a frequentare AC 2 e AC 1 si è rovinato” (PS 29.02.08 e MP 03.04.08). Per la Corte si tratta unicamente di impressioni personali del teste che, in assenza di fatti oggettivi accertati, non hanno avuto alcun influsso sul giudizio.

 

AC 3 è incensurato e non ha precedenti nemmeno quale minorenne. L’unico neo nel passato di AC 3 è costituito dall'uso saltuario di droghe, in particolare di canapa e, a volte, pure di cocaina.

Anche la sua famiglia si è sempre comportata, nel corso di tutta l'inchiesta, in modo composto, distanziandosi nettamente dai tentativi di infangare la vittima e informando gli inquirenti allorquando sono stati contattati dai famigliari del AC 2.

 

 

                                  D.   I tre imputati si conoscono sin da piccoli. A dire di AC 3 non vi sarebbe per lui una gerarchia nei rapporti con gli altri due: sarebbero amici allo stesso modo. Per AC 2, invece, AC 3 sarebbe maggiormente suo amico tanto che si chiamerebbero "__________" ossia padrino o amico fraterno, e si sarebbero promessi di fungere reciprocamente da testimone di nozze il giorno in cui si fossero sposati:

 

  Confermo anche di chiamare AC 3 in __________ “__________” che significa padrino. Lo chiamo così perché ci siamo già accordati che in futuro ci faremo da testimoni l’uno all’altro in occasione delle nozze. Questo per indicare che siamo come fratello e fratello e quindi un legame più profondo di un'amicizia”

(MP AC 2 17.04.08)

 

 

                                  III.   Le circostanze degli arresti e il comportamento durante l'inchiesta

 

                                   1.   Il primo ad essere arrestato è stato AC 3. In effetti egli, dopo i fatti, ha continuato la serata al capannone principale del __________ di __________ (“__________”) e poi è tornato a casa, verso la una. Il fermo è quindi avvenuto al suo domicilio alle ore 04:00.

 

 

                                   2.   AC 2 dal canto suo è stato arrestato alle 07:05 presso la stazione FFS di __________. Dopo essersi separato da AC 3 si è infatti recato, con AC 1, al __________ di __________ dove i due hanno trascorso ancora un paio d'ore insieme. Poi si sono persi di vista e AC 2 ha preso il treno delle 05:40 dalla stazione di __________ intenzionato a tornare a casa in quanto verso le 09:00 doveva incontrarsi con alcuni amici per partecipare ad un torneo di calcio indoor presso la palestra __________, per il quale era stato proprio lui a reperire lo sponsor. Durante il viaggio si sarebbe fatto prestare la batteria del cellulare da __________ in quanto la sua era scarica. A suo dire, non appena ha acceso l'apparecchio, ha visto numerose chiamate da casa e nello stesso tempo, è squillato il telefono: era la madre che gli comunicava che la polizia era a casa sua. La comunicazione si sarebbe poi interrotta per il fatto che il treno sarebbe entrato in una galleria. AC 2, pur essendo al corrente che lo stavano aspettando gli agenti di polizia, quando è arrivato alla stazione di __________ si è dapprima recato al bar a fare colazione con l'amico __________ ed in seguito, invece di attendere il primo bus per __________ che partiva di lì a 35 minuti, ha preso quello per __________, perdendo quindi quello che lo avrebbe ricondotto a casa. Da __________ è, poi, ritornato in stazione a __________ dove, a suo dire, avrebbe preso la successiva corriera per __________. Nel frattempo avrebbe approfittato per salutare una cameriera che lavora al bar __________. Fatto sta che, tornato nuovamente alla stazione, è stato fermato da due agenti in borghese:

 

  Quando, con la batteria prestatami, ho acceso il mio natel, ho visto che c’erano quasi 20 chiamate senza risposta dal telefono fisso di casa mia.

Non so se queste erano le uniche chiamate che avevo ricevuto, perché mentre scorrevo con il tasto in giù per vedere chi altro mi aveva chiamato, mi ha chiamato mia madre dicendomi che mi aveva cercato la Polizia a casa. Mentre io stavo per rispondere a mia madre, il treno è entrato nella galleria prima della stazione ed è andata via la comunicazione. Ho quindi ridato la batteria a __________ dicendomi che tanto tra poco sarei arrivato a casa ed avrei parlato con mia madre.

Io e __________ ci siamo fermati a prendere un caffè e una brioche al bar __________ della Stazione e poi siamo andati a prendere il bus per __________. Abbiamo preso il bus per __________ in quanto il bus per __________ sarebbe passato da lì a 35 minuti. Io ho preso questo bus ma facendo il giro per __________ ho perso il bus delle 06.30 che mi portava a casa. Di conseguenza sono tornato in Stazione e sono andato dentro a salutare la cameriera che lavorava al Bar __________ ed ho aspettato il bus delle 07.04. Prima di prendere il bus mi ha fermato la polizia in borghese che era dentro nel bar e mi ha portato alla stazione di Polizia”

(MP 12.02.08).

 

 

                                   3.   AC 1 è stato dal canto suo fermato nei pressi di casa sua verso le 07:30 mentre stava rincasando. Come emerso dagli atti AC 1 è stato contattato, mentre era sul treno e faceva rientro da __________, da un agente di polizia che si era regolarmente annunciato. Egli, a suo dire, avrebbe inizialmente pensato ad uno scherzo. Successivamente, allorquando già si trovava alla stazione a __________, avrebbe poi compreso che era davvero ricercato.

 

 

                                   4.   Circa il comportamento dei tre imputati durante la carcerazione preventiva non si segnalano episodi di rilievo per quel che riguarda AC 3 e AC 1. Basti al riguardo constatare come, dietro richiesta dello stesso accusato, AC 1 -dall’ottobre 2008- è stato trasferito nel carcere di __________ in quanto la madre, a seguito delle note vicende, si era trasferita nella __________ già nell'agosto 2008 (AI 305).

Al contrario AC 2 ha più volte tentato di perlomeno influenzare l'inchiesta a suo profitto.

 

                                  a)   Il 28 febbraio 2008 la PP ha scritto al direttore del carcere La Farera segnalando che in occasione del verbale d'interrogatorio del 27 febbraio 2008, AC 1 le aveva riferito di aver parlato con AC 2 il 20 febbraio precedente, al termine della visita fattagli dalla madre. Così la PP al direttore __________

 

  come anticipatole telefonicamente, in occasione del verbale 27.02.2008 AC 1 ha dichiarato di aver parlato con AC 2, mercoledì 20 febbraio u.s., al termine della visita di sua madre al Farera, in occasione del passeggio che gli è stato fatto fare subito dopo, all’ultimo piano al “passeggio B”. Il detenuto ha dichiarato che aggrappandosi alle sbarre ha chiamato il cugino AC 2 che aveva accompagnato sua madre per il diritto di visita.

AC 1 ha riferito che a rispondergli non è stato suo cugino AC 2, bensì AC 2.

AC 1 gli ha chiesto in che cella era e AC 2 gli ha risposto che lui era alla cella __________ e AC 3 alla cella n. __________.

AC 1 ha ancora chiesto a AC 2 se aveva già fatto i verbali con i testimoni. Quest’ultimo gli ha risposto di no. Infine alla domanda postagli da AC 1 se aveva parlato con AC 3, AC 2 gli ha risposto di sì.

AC 1 ha aggiunto che AC 2 e AC 3 parlano facilmente tra di loro.

Ciò premesso, con la presente sono cortesemente a chiederle di comunicarmi se i numeri di cella indicati corrispondono a quelle che hanno occupato i suddetti detenuti nonché a voler verificare l’intervento messo in atto nei confronti di AC 1 dall’agente di custodia intervenuto nel richiamare AC 1 durante il passeggio per il fatto di esserse aggrappato alle sbarre.

Le segnalo che questa situazione di collusione non può e non deve essere tollerata oltre considerata la delicatezza della presente inchiesta.

La invito pertanto a fare il possibile per reperire una soluzione che annulli la collusione tra i tre detenuti"

(AI 89).

 

Il direttore del carcere le ha risposto lo stesso giorno come segue:

 

  faccio riferimento al suo scritto odierno e le comunico quanto segue. Gli interessati sono stati arrestati venerdì 2 febbraio ed associati alla Farera rispettivamente alle ore 11.10, 13.00 e 14.20. Lo stesso giorno ci siamo sentiti a più riprese come pure sabato 3 febbraio. Scopo di questi nostri contatti era appunto di fare tutto il possibile affinchè gli interessati non entrassero in contatto ed in modo particolare che non potessero parlare tra di loro.

Personalmente mi sono occupato affinchè tutte le precauzioni fossero prese. Come da situazione allegata, il carcere giudiziario era completo (50 celle occupate). Pure il comparto minorenni era occupato da 3 adulti su 5 posti, comparto che in caso di arresto di un minorenne doveva essere liberato immediatamente occupando i posti rimasti liberi oltre ai 4 riservati a eventuali arresti di donne.

In collaborazione con i miei responsabili in servizio ho pianificato il collocamento dei tre nuovi arresti così suddivisi:

AC 3 cella __________ secondo piano lato Sureggio punto estremo sud.

AC 1 cella __________ terzo piano lato Cadro versante bosco (nessuna possibilità di conversare)

AC 2 cella __________ quarto piano lato Sureggio punto centrale.

Come può vedere le indicazioni relative ai numeri di cella messe a verbale non corrispondono.

Sempre di comune accordo abbiamo deciso di effettuare i passeggi separati anche dagli altri prevenuti ossia passeggio singolo, disposizione tutt’ora in vigore. Da parte mia ho ordinato una particolare sorveglianza con controlli frequenti. Vista la particolare situazione ho prestato pure servizio durante l’intera giornata di sabato e domenica.

Come vede è stato fatto tutto il possibile per evitare il passaggio di informazioni, ma considerata la struttura, che ha avuto modo di visitare il 17.5.06 e di constatare di persona le difficoltà di gestione anche nel rispetto delle leggi legate alla carcazione preventiva, questo rimane un problema non facile da risolvere se non irrisolvibile.

Altro discorso riguarda la possiblità di conversare con l’esterno sia dalla cella che dal passeggio.

Giornalmente il personale interviene cercando di far allontanare gli estranei che si fermano lungo la strada consortile del Piano della Stampa ricevendo a volte anche degli insulti, ritenuto che secondo le persone interessate noi non abbiamo nessuna competenza di allontanare persone che sostano su luogo pubblico.

A volte specialmente di sera viene allarmata la polizia cantonale per fare sì che identificano le persone e le allontanano.

Le allego pure il rapporto 20 febbraio u.s. relativo al comportamento dei genitori del AC 2, rapporto del quale è stato informato immeditamente il comm. __________ presente sul posto.

Non mancherò di segnalare di volta in volta ogni evento.

Come segnalato negli scorsi giorni anche l’accettazione del penale che dispone di 4 celle per un totale di 11 posti era al completo. Oggi si è libero un posto e con dei trasferimenti siamo riusciti a collocare il AC 3 in una cella a 3 posti”

(AI 90).

 

AC 2 ha ammesso di aver parlato con AC 1:

 

  confermo quanto dichiarato da AC 1 e cioè di avergli detto in quella circostanza, tra l’altro, che avevo parlato con AC 3. Confermo anche di aver detto a AC 1 il numero della mia cella. Dubito, di avergli detto anche il numero della cella allora occupata da AC 3 perché non la conoscevo”

(MP 17.04.08).

 

Dal canto suo AC 3 ha pure riferito che AC 2 ha tentato più volte di parlargli dal carcere:

 

  Confermo che AC 2 mi chiamava dalla finestra ma io non gli rispondevo. Una volta dalla finestra di AC 2 mi ha chiesto se sentivo AC 1 ma io non gli ho risposto. Quando era venuto il direttore da me, io gli avevo confermato che avevo parlato con il mio vicino di cella che si chiamava __________, penso un cittadino __________ che poi penso sia uscito. Poi il 25 febbraio 2008 sono stato spostato alla Stampa”

(MP 23.04.08).

 

                                  b)   Il 2 aprile 2008 l'operatrice sociale del carcere segnalava al Magistrato dei Minorenni che il quarto ragazzo coinvolto nei fatti di cui in rassegna, il minorenne __________ __________, era stato oggetto di minacce proprio da parte del AC 2:

 

  la informo ufficialmente che, durante il colloquio di martedì 25 marzo 2008 presso il carcere giudiziario “La Farera”, __________ mi ha confidato di avere subito pressione da parte di uno dei giovani adulti implicati nell’aggressione a __________ avvenuta a __________ all’inizio di febbraio 2008. Si tratta di AC 2, la cui cella si trova al piano inferiore rispetto a quello dei minorenni; AC 2 avrebbe tentato di contattare __________ attraverso le finestre del carcere, passando anche tramite altri prevenuti minorenni.

__________ ha espresso timore per la presenza di AC 2, descritto come un individuo dal comportamento aggressivo sebbene in condizione di detenzione.

Il 28 marzo 2008, in occasione di un successivo colloquio, __________ ha parlato di un altro episodio in cui egli avrebbe incontrato uno degli altri partecipanti all’aggressione durante un passaggio interno al carcere (__________entrava in ascensore mentre l’altro scendeva le scale, entrambi accompagnati da una guardia); __________ è stato colpito dallo sguardo insistente che tale individuo gli avrebbe rivolto e ha aggiunto con timore che queste cose non dovrebbero accadere in carcere…

Ieri ho fatto visita al giovane, che ha confermato quanto sopra descritto e aggiunto di essere stato recentemente contattato anche dal terzo individuo arrestato, che lo avrebbe avvicinato e salutato stringendogli la mano durante un passaggio verso i locali destinati ai colloqui.

Secondo __________ la guardia sarebbe prontamente intervenuta per allontanare i due implicati”

(AI 152).

 

Fatto sta che il 7 aprile successivo AC 2 veniva trasferito nel reparto accettazione del carcere La Stampa, con le seguenti indicazioni:

 

  Deve rimanere da solo in cella, non possono essere collocati altri prevenuti o carcerati nella medesima cella.

Non deve avere nessun tipo di contatto fisico o verbale con altri carcerati e quindi tutti i suoi spostamenti devono essere gestiti di conseguenza.

Nessuna televisione in cella.

Non può telefonare.

Non può avere nessun giornale da leggere.

Il passeggio deve essere separato dagli altri carcerati, quindi individuale”

(AI 161).

 

Circa i messaggi che ha fatto pervenire a __________, AC 2 ha fornito le seguenti spiegazioni:

 

  la PP mi chiede se ho fatto arrivare dei messaggi a __________ ed io rispondo che io no, personalmente no. Gli ho solo fatto una domanda per gli esami del sangue nel senso che gli ho chiesto se lui sapeva se avevano fatto gli esami del sangue a tutti i testimoni. Io no ho parlato direttamento con __________ ma io tramite il mio vicino, __________, il quale ha parlato con un ragazzo minorenne che si chiama __________, gli ho chiesto di chiedere al signor __________ se avevano tirato fuori il sangue a tutti i testimoni nel senso che gli avevano fatto il prelievo.

Che io mi ricordi non ho fatto altri messaggi per __________.

Adesso che mi ricordo gli ho anche detto di dire a __________ che nel capannone centrale lui aveva parlato solo con me e non con AC 1 e AC 3.

Non mi ricordo di altri messaggi che gli ho mandato.

La PP mi chiede se io non gli abbia anche mandato il messaggio concernente il fatto di dire che __________ non si era appoggiato a me per tirare il calcio a +__________ e io rispondo di sì, gli ho detto anche quello. Questa per me è la pura verità perché __________ non si è appoggiato a me per tirare il calcio a +__________.

La PP mi chiede se io non gli abbia anche mando il messaggio concernente il fatto di dire la verità per salvarsi il culo ed io rispondo di sì, ho detto anche questo. La mia preoccupazione era che venisse fuori la verità.

Che gli ho detto di dire la verità per salvarsi il culo perché per me la verità tante volte ripaga (….) Mi viene chiesto di spiegare la contraddizione tra il messaggio che ho mandato a __________ in base al quale doveva dire la verità e cioè che nel capannone centrale aveva parlato solo con me e non con AC 1 e AC 3 e il fatto che io adesso affermo che __________ ha parlato anche con AC 1, rispondo che intendevo parlare del calcio in faccia quando diceveo che __________ aveva parlato solo con me. Invece con AC 1 hanno parlato anche del rigonfio della mano. Mi ricordo che faceva vedere il rigonfio della mano sul pugno destro.

Domanda: da chi ha saputo il contenuto dei verbali fatti da __________ tanto da giustificare l’invio di messaggi allo stesso?

Rispondo che ormai questo carcere, si sa, è uno zoo, nel senso che tutti parlano di tutto. Non so da chi sono venuto a saperlo (il contenuto dei verbali di __________).

Posso dire che me lo ha riferito un certo __________ di cui non so il cognome e che non ho mai visto in faccia. Questo __________, a quanto pare, parlava dalle celle con AC 1, non ne sono però sicuro”

(MP 15.04.08).

 

A prescindere dal tenore asseritamente minatorio o meno di quei messaggi, sul quale la Corte non ha ritenuto di disquisire oltre, forza è constatare come AC 2 non se ne sia rimasto in carcere a meditare sull'accaduto, sforzandosi di ricordare i contenuti e le modalità dell'aggressione a __________, ma non ha perso occasione per cercare di influenzare, in qualche modo ed a suo favore, l'inchiesta, tanto che il direttore dell'istituto di pena ha ordinato il suo trasferimento in un settore isolato del carcere. Del resto, in aula, ha spiegato che temeva quanto poteva emergere dall'inchiesta (verb. dib. p. 18).

 

                                  c)   Successivamente AC 2 ha pure cercato di vendere ai Magistrati inquirenti informazioni che avrebbe ottenuto proprio in carcere, relative ad altri reati, commessi o in itinere, da altri detenuti, in cambio di un suo ritrasferimento a La Farera in un regime meno isolato.

Il 15 aprile 2008 l'allora PP __________ riceveva il seguente scritto:

 

  Buon giorno Signor __________, sono AC 2. Volevo scriverle 2 righe. Sono a conoscenza del caso frutta __________ e altri 11 furti sempre dalle stesse persone, cioè __________ e altri 2 componenti, so tutto nei dettagli. Io in cambio le chiedo di farmi tornare alla Ferrera, di parlarle di dirgli di riportarmi nella mia cella di la e io le darò tutte le informazioni dettagliate, ma chiedo solo di essere rimesso alla Ferrera. Se lei è d’accordo appena mi metteranno di nuovo di la le darò tutte le informazioni e non solo su quel caso.

Cordiali saluti AC 2

p.s. posso darle altre molte informazioni su diversi casi non ancora risolti. Le dirò delle impronte e di tutto il resto.”

 

Il giorno seguente, sempre allo stesso Magistrato, AC 2 scriveva:

 

  Buon giorno Sig. __________

sono di nuovo AC 2 ho molte informazioni da darle, sia per gli 11 furti, che per __________ quello che ha scarcerato più o meno 1 mese fa. In cambio le chiedo solo di essere ritrasferito alla Ferrera, una volta di là le darò tutte le informazioni che a lei servono.

Non le sto chiedendo tanto ma solo di essere ritrasferito là. Sono anche pronto a testimoniare a diversi processi e che non ho paura di farlo. Appena sarò di là si faccia sentire o vedere che le dirò tutto quanto.”

 

Ancora lo stesso 16 aprile allo stesso ex PP __________:

 

  Sig. Procuratore __________,

nella lettera precedente ho dimenticato di dirle che ho già in mente un piano per fagli confessare tutti gli 11 furti, lei per martedì mi faccia trasferire di là alla Ferrera e io le dirò tutto quanto nei minimi dettagli, perché sono entrato nella loro fiducia.

Aspetto con ansia il trasferimento e una sua visita”;

 

e di nuovo il giorno stesso:

 

  Signor __________,

sono sempre AC 2, volevo informarla che so anche dove stanno organizzando le prossime rapine o furti. Una volta che mi sposterà di là alla Ferrera svuoterò il sacco e le dirò tutto, e se la __________ non è d’accordo le dica che ho molte notizie anche per lei riguardo ad altri casi.”

 

Quel giorno AC 2 non si limitò a scrivere all'allora PP __________, ma

inviò pure il seguente scritto alla titolare dell'inchiesta a suo carico:

 

  Gentilissima Signora __________,

volevo chiederle per quanto tempo durerà questo isolamento totale?

Perché per dirla tutta io non ce la faccio più a stare chiuso così, sempre solo nessuno con cui parlare per lo meno ci consenta di avere la televisione, almeno mi tiene un po’ di compagnia, e così facendo non dovrò nemmeno più prendere le pastiglie per dormire come sto facendo ora, perché ci penserebbe la tele a stancarmi.

La ringrazio già adesso per la sua disponibilità.”

 

In data __________ è pervenuto alla PP __________ un nuovo scritto, non datato, di AC 2 dal seguente contenuto:

 

  Buon giorno Signora Procuratrice.

Volevo scriverle due righe per cercare di farmi trasferire di nuovo alla Ferrera, perché qua dove sono ora ho molti problemi psicologici. Vedo regolarmente la psichiatra però non mi aiuta. Quando stavo di là era meglio, perché sentivo un po’ di gente che parlava, ora qua però non c’è più nessuno, sono solo con me stesso, e questo mi fa impazzire “psicologicamente”.

So che lei è una persona corretta e per questo mi rivolgo direttamente a lei. Aspetto con ansia una sua risposta e intanto le porgo i miei migliori saluti.”

 

A parte il fatto che le pretese informazioni, asseritamente utili per altre inchieste, erano riferite a fatti già noti agli inquirenti e si sarebbero rivelate del tutto irrilevanti, ancora una volta va constatato come AC 2 non abbia accettato le conseguenze dei suoi stessi atti, se solo si pon mente al fatto che in isolamento c'è finito proprio a seguito del suo comportamento contrario alle regole. In aula, richiesto di spiegare i motivi di tali scritti -che lasciavano peraltro trasparire una certa sua propensione a tradire i suoi stessi compagni di sventura non già per un innato suo senso di giustizia, bensì per scopi meramente utilitaristici-, AC 2 ha spiegato che in quel periodo soffriva molto a causa dell'isolamento e voleva ad ogni costo uscire da quello stato, precisando che avrebbe dato quelle informazioni agli inquirenti solo e soltanto se avesse ottenuto il richiesto trasferimento, tant'è che non le ha, per finire, fornite (verb. dib. p. 19).

 

                                  d)   Dal 2 giugno 2008 AC 2, così come gli altri due, ha ottenuto colloqui liberi con il suo legale nonché l'autorizzazione ad avere una tv in cella, mentre i colloqui non sorvegliati con i genitori gli sono stati consentiti dal 4 luglio seguente.

 

 

                                 IV.   La vittima __________

 

Uno degli interrogativi che si è posta la Corte è stato di sapere chi era __________.

Gli accusati hanno ribadito in aula che non lo conoscevano, non l'avevano mai incontrato, non sapevano chi era, non l'avevano mai visto (verb. dib. p. 21).

Vari testimoni lo hanno definito come una persona buona, seria, non violenta, molto disponibile ed impegnata.

 

                                  a)   Il padre __________:

 

  +__________ era il classico bravo ragazzo con una maturità già da adulto, era molto deciso e sapeva quello che voleva nella vita. Non ci ha mai dato problemi di alcun genere. Io e mia moglie ci reputavamo molto fortunati ad avere due figli molto bravi. Oltre a +__________, abbiamo un’altra figlia, __________, di __________ anni che studia.

+__________ era molto facilitato negli studi e non aveva bisogno di studiare tanto perché era come si dice una “testina” e aveva una memoria eccezionale. Si applicava poi soprattutto nelle cose a cui teneva e in cui voleva riuscire.

Stava conseguendo la patente di guida e aveva appena fatto l’esame teorico. Ero stato io a spingerlo a fare la patente dicendogli che gli sarebbe potuta servire, anche per il militare.

Era un ragazzo affettuoso e si vedeva che era benvoluto non solo all’interno della famiglia, con gli adulti ed i bambini, ma anche fuori. Nel Paese salutava sempre tutti ed aveva sempre un sorriso per ognuno.

Era un ragazzo molto generoso ed era sempre disponibile con tutti. Era sempre disposto ad aiutare se qualcuno aveva bisogno e per gli amici era un punto di riferimento importante. Questo fa sembrare la sua morte assurda ed ancora più ingiusta e dolorosa.

Era un ragazzo d’altri tempi. Ad esempio +__________, come del resto anche sua sorella, si preoccupava di farci sempre sapere dov’era e cosa faceva per farci stare tranquilli.

Avevamo un contatto molto stretto.

+__________ era un ragazzo tranquillo, con un carattere riflessivo, era tutt’altro che un attaccabrighe. Non l’abbiamo mai visto ubriaco, anche quando capitava che faceva tardi a rientrare e mia moglie andava a prenderlo alla Stazione visto appunto che non guidava. Non fumava e non ha mai esagerato con le bevande alcoliche e non aveva mai provato nessun tipo di droghe. Posso dire questo perché su questo argomento avevamo un rapporto molto aperto.

Era molto pignolo e rispettava impeccabilmente i dettami dell’ecologia. Per esempio se vedeva mia moglie che non separava scrupolosamente la spazzatura, aveva da ridire.

Era molto rispettoso delle leggi in generale. Ricordo che mi aveva raccontato che era in auto con altri amici ed erano stati controllati dalla Polizia che si era stupita non poco del fatto che quattro ragazzi di quell’età fossero allacciati con la cintura, anche i passeggeri posteriori. Anche a mia moglie diceva sempre che doveva allacciarsi la cintura in auto. Le diceva: “mamma, è per la tua sicurezza”.

Era un ragazzo come detto, con le idee in chiaro, aveva delle ambizioni e ci teneva che noi fossimo orgogliosi di lui. Diceva a mia moglie “vedrai che diventerò famoso, sarete orgogliosi di me”. Noi eravamo orgogliosi di lui e lui lo era di noi. So che con gli amici parlava sempre bene di noi.

+__________ godeva di ottima salute e nel 2007 aveva terminato la scuola Ufficiali della contraerea che esige una certa prestanza fisica in quanto prevede prove assai dure come una marcia di 100 km e una settimana di sopravvivenza.

L’unico intervento che ha subito all’età di 12/13 anni è stato per una peritonite che non era stata diagnosticata e per la quale è stato operato all’ultimo momento all’Ospedale __________.”

(PS 26.02.08);

 

                                  b)   Un amico in occasione delle esequie:

 

  Sono qui per parlare a nome di tutti noi, i migliori amici i __________. Ci sarebbero tante belle cose da dire su __________, ma la vicinanza di un evento così tragico, rende difficile qualsiasi parola. Teniamo però giusto far sapere chi era __________ per noi, che cosa rappresentasse. Tutti noi lo ricordiamo come una persona che amava ridere e amava ridere in compagnia, talvolta in modo così eclatante da richiamare l’attenzione di tutti. Egli è stato come una calamita per tutti noi, il fulcro del gruppo. Ha riunito persone così diverse fra loro, ma con una cosa comune: la voglia di ridere, di essere felici, di essere se stessi. __________ lo ricordiamo come un giovane che dava il massimo di sé in ogni cosa che si metteva in testa di fare. Lo ricordiamo come una persona con delle idee chiare, limpide, sempre pronto a parlare e soprattutto ad ascoltare. In particolare lo ricordiamo come un uomo altruista, che si interessava della vita degli altri. Più volte __________ è stato la persona di riferimento per molti di noi, quando ci trovavamo in una fase difficile e problematica della nostra vita. Sapeva far riflettere su ciò che è veramente importante nella vita e su ciò che invece è futile e secondario. E so con certezza, che al primissimo posto fra le cose che riteneva importanti, vi erano la famiglia e gli amici. Il papà di __________ a noi ha detto: “Ricordiamoci com’era, ce lo siamo goduto finché abbiamo potuto”. Ecco, noi __________ ce lo siamo goduto, perché era una persona così solare, che assieme a lui ogni luogo appariva più bello. Il suo sorriso illuminava l’oscurità e ancora lo farà nei nostri pensieri. Così per sempre lo ricorderemo.”

(articolo apparso il 03.03.08 su “__________”)

 

                                  c)   l'amico __________:

 

  Io conoscevo __________ da anni. Da ragazzini giocavamo entrambi presso __________ che ha sede in Città vecchia. Ancora attualmente ci vedevamo regolarmente e quasi ogni settimana mi ospitava presso la sua camera a __________ (…).

Voglio precisare che noi, del nostro gruppo, siamo persone molto pacifiche.

Nonostante partecipassimo a tante feste e carnevali, non abbiamo mai avuto problemi, litigi o risse”

(PS 05.02.08);

 

                                  d)   l'amico __________:

 

  Conoscevo __________ sin dalla terza elementare. Siamo sempre stati buoni amici. Io sono di origine __________ e il fatto che io fossi uno dei migliori amici di __________ vuol dire che lui non guardava la provenienza o l’origine delle persone.

Lui mi aveva accolto nel suo gruppo come tutti gli altri suoi amici. Anche i miei genitori l’hanno sempre apprezzato proprio per questo.

__________ era una persona dal carattere molto estroverso, molto comunicativa e con una forte personalità; aveva un carattere deciso e questo gli ha permesso anche di fare carriera a livello militare. Quello che maggiormente ci ha fatto diventare amici sono stati gli interessi comuni ossia i giochi informatici di vario tipo. Negli ultimi anni abbiamo anche condiviso la passione per la musica elettronica ed assieme avevamo acquistato diversi cd musicali e strumenti musicali.

Assieme andavamo anche ai concerti che si svolgevano in vari paesi europei come l’Olanda dove abbiamo trascorso l’anno scorso un bel periodo.

__________ era anche membro del locale __________ di __________ in Via __________ dove si recava per giocare al DND (gioco dei ruoli).

(…) da quando conosco __________ non mi risulta, anzi ne sono certo, che egli non abbia mai partecipato a risse o discussioni provocatorie”

(PS 05.02.08);

 

                                  e)   il compagno __________:

 

  conoscevo __________ dal liceo. Io facevo parte di un gruppo musicale dove cantavamo musica rap su delle basi già pronte. In questo gruppo musicale cantava anche AC 1.  __________ in qualche occasione aveva aiutato il gruppo chiamato “__________”, si occupava di organizzare dei concertini a scuola o in qualche baretto a __________. Il mio gruppo, in cui militava anche __________, ha partecipato a qualche concerto, perché __________ faceva anche parte del gruppo __________. E’ quindi capitato in qualche occasione di collaborare con __________ alla riuscita di questi concerti.

Anche se conosco __________ da tanti anni, non ci siamo mai frequentati assiduamente ma i nostri incontri erano piuttosto rari. Mi sembrava un ragazzo simpatico”

(PS 06.02.08);

 

                                   f)   l’amico __________:

 

  __________ lo conoscevo fin da piccolo perché abitiamo a __________, come ho detto prima.

__________ non avrebbe fatto male a una mosca. Era un ragazzo serio, senza tanti grilli per la testa. Era indeciso se continuare con la carriera militare oppure se continuare gli studi. Non l’ho mai visto fare a botte con nessuno e nemmeno ho mai sentito dire che si era trovato coinvolto in una rissa o in un litigio. Era il classico bravo ragazzo, sempre sorridente, solare. Non l’ho mai visto incazzato o arrabbiato con qualcuno”

(PS 12.02.08).

 

Certo, si tratta prevalentemente di testimonianze di persone vicine alla vittima, ossia di persone emotivamente coinvolte nel tragico evento, dalle quali non si può pretendere serenità ed obbiettività. Tuttavia questo quadro di persona per bene emerge pure dallo scritto spontaneo di una sua ex-docente, __________,


certamente meno coinvolta dei famigliari e degli amici nella disgrazia:

 

  Ricordo una sua grande passione in quegli anni, un gioco di cui mi aveva parlato con entusiasmo in occasione di un corso di sci a __________.

Lo vidi una sera, seduto in un cantuccio di un tavolo del refettorio, tutto intento a mescolare delle strane carte da gioco. Mi incuriosirono il suo volto sereno, gli occhi più brillanti del solito e la concentrazione che metteva in quell’operazione. Mi avvicinai e mi sedetti con lui. Mi spiegò che quel gioco si chiamava Magic, che purtroppo pochi compagni lo conoscevano e mi disse anche che partecipava a dei tornei con una società che portava il nome di un __________. Mi affascinò. Quelle carte raffiguravano dei mostri, mostri più buoni che cattivi, mi disse, alcuni mitologici, altri di pura fantasia. Ecco. __________ mi dedicò una sera intera per spiegarmi che cosa lo entusiasmasse in quel gioco. Ero strabiliata, soprattutto mentre vedevo fuori dalla finestra i suoi compagni correre nel buio di una fredda serata, sulla neve ghiacciata, sotto un cielo senza stelle. Si prendevano a palle di neve tra urla e schiamazzi.

La sera poi, per noi che ce ne stavamo dentro, al calduccio, si concluse con un gioco di società che condividemmo con tre compagne di __________. E’ anche questo suo lato così dolce e paziente che serberò per sempre nel mio cuore. Quella sua vocina un po’ da bambino che ancora si stava trasformando, quei suoi occhi brillanti e quel sorriso solare”

(allegato allo scritto 13.05.08 dell’avv. RAPC_1 alla PP, class. C1, sez. 5).

 

Che la vittima non amasse la violenza e che era una persona molto più propensa a risolvere i problemi con il dialogo, lo dimostra uno scritto da lui stesso inviato al __________ il 5 febbraio 2004 nel quale, baro scherzo del destino, proprio a proposito della prevenzione di atti di violenza in un periodo vicino al __________ di __________, si distanziava da chi reclamava, con una petizione pubblica, solo repressione e misure di polizia tipo il coprifuoco:

 

  Belle, astute e innovative le idee di “Screameducate groupe”: repressione, repressione, repressione. (…) Con questa petizione non si potrà mai giugnere a qualcosa di buono, soprattutto se “Pace in città” “è possibile solo con la repressione”, come dice il suo portavoce __________. Come si può sviluppare, sempre citando __________, un “dialogo costruttivo” con la repressione? L’introduzione poi di un coprifuoco per i minorenni è altrettanto ridicola: d’inverno tutti a nanna alle 21.00 mentre d’estate si può stare alzati ben fino alle 22.00. E le mezze stagioni? Questo coprifuoco verrebbe poi fatto rispettare da una commisione di sedicenti angeli della strada (muniti di camicia nera?) composta da genitori e autorià. Non dubitiamo che il Municipio provvederà a una rigorosa selezione di questi volontari, ma come può comunque assicurare al 100% che non ci saranno abusi di potere? (….) Fa ridere loa comunicazione dello “Screameducate groupe” secondo cui per combattere il diffuso consumo di cannabis fra i giovani basta controllare che non girino spinelli per le strade; non risolve nulla. La storia ci insegna che il proibizionismo non è una buona soluzione, basti pensare agli anni ’20 in America. Tanto più che __________ non è il Bronx: la situazione descritta da “Screameducate groupe” è a dir poco iperbolica.

Per cui chiediamo ai cittadini di __________ di non firmare questa petizione, di non cedere alle iniziativa di chi vuole creare in città un clima di paura e di conflitto, evidenziando maggiormente il contrasto tra giovani e autorità”

(doc. dib. 10).

 

Ogni commento si appalesa al riguardo del tutto superfluo.

 

 

                                  V.   La serata dei tre imputati prima dell'aggressione

 

                                   1.   Il giorno del 1. febbraio 2008 AC 1 lo ha passato dapprima aiutando un conoscente, tale __________, di professione cameriere, a ritinteggiare il suo appartamento sito in via __________ a __________. Così __________:

 

  Il 1 febbraio 2008, mi sono incontrato nel pomeriggio con AC 1 del quale non conosco il cognome. Con lo stesso ho organizzato il tinteggio del mio monolocale in Via __________. Per questo motivo tra le ore 16:00 e le ore 18:00 abbiamo depositato la vernice nel mio appartamento ed ho consegnato le chiavi a AC 1 affinchè potesse procedere alla tinteggiatura delle pareti. Io alle ore 18:00 mi sono recato al lavoro. In pratica quando io avrei terminato la mia giornata lavorativa verso le ore 21:30 sarei rincasato e come d’accordo con AC 1 lo avrei aiutato a pitturare le pareti del mio appartamento. Prima di rientrare a casa, verso le ore 20:30, mi sono sentito con AC 1 il quale mi comunicava di aver terminato di tinteggiare le pareti. Sono rientrato a casa verso le ore 21:30 ed AC 1 non era più presente perché aveva terminato la sua parte di lavoro. In pratica lui doveva procedere a tinteggiare le pareti di bianco poi io, assieme ad un altro amico, avrei passato una seconda mano con altri colori. AC 1 quando ha terminato il lavoro ha portato con se il doppio delle chiavi di casa”

(PS 02.04.08).

 

Dopo aver cenato a casa, AC 1 è uscito e si è recato da AC 3, con il quale si era accordato per passare la serata al __________ di __________ (__________). Fatto sta che l'amico già lo attendeva sotto casa:

 

  la sera del 1° febbraio 2008, ero a casa, avevo appena finito di cenare e verso le 20.00/20.15 AC 3 mi stava già aspettando sotto casa per andare al __________ di __________. Un mio amico, __________, mi aveva chiesto di portargli un vestito di __________, cosa che io ho fatto inseme a AC 3”

(MP AC 1 11.02.08).

 

I due si sono poi recati alla stazione di servizio __________ dove hanno acquistato una cassa di birra. Le versioni degli accusati divergono sulle dimensioni delle bottigliette, per AC 1 si tratterebbe di bottigliette da 33 cl mentre per AC 3 da 25 cl. Entrambi sono inceve concordi nel dire che si trattava di birra Feldschlösschen. In assenza di migliori accertamenti (manca al riguardo lo scontrino di cassa mentre il gerente, rispettivamente il venditore, non sono stati interrogati), si deve ritenere l'ipotesi più favorevole agli accusati e meglio che si trattasse di birre da 33 cl.

E' stato AC 3 a pagare. Fatto sta che da lì si sono poi spostati al __________ delle scuole __________ ed hanno incontrato diversi amici e conoscenti. Dopo circa una mezzoretta è giunto anche AC 2, che si era in precedenza sentito al telefono con AC 3.

Così AC 2:

 

  La sera del 1° febbraio 2008 verso le ore 20.30 ho preso il bus da __________ per andare ad incontrarmi alle __________ a __________ con AC 3 e AC 1. Da lì insieme siamo andati verso la città vecchia di __________.

La PP mi chiede se prima io non ho raggiunto AC 3 e AC 1 alla scuola __________ di __________, sopra la rotonda.

Rispondo che sì, è vero. Non avevo detto in Polizia questo particolare perché non volevo essere io a far venire fuori dei fatti che ora ritengo di raccontare perché tanto sono venuti fuori.

In pratica quella sera davanti alla __________ c’era un gruppo di ragazzi che fumavano canapa e bevevano. Erano 5 o 6 ragazzi oltre a noi. Di questi 5 o 6 io ne conosco solo uno di nome __________, di __________, che ha giocato a calcio con me ma non conosco il suo cognome. Ci siamo aggiunti a loro e AC 3 e AC 1 hanno cominciato anche loro a fumare canapa. Io non ho fumato canapa, non ne ho mai consumata”

(MP 12.02.08).

 

 

                               2.a)   Quando AC 2 è arrivato al __________ ed ha incontrato i due amici, ha chiesto a AC 1 chi avrebbero picchiato quella sera. Così AC 1:

 

  Voglio dire spontaneamente di essermi ricordato che, quando ci trovavamo alla __________, ed è arrivato AC 2, lui mi ha detto “Chi picchiamo stasera?”. Io gli ho risposto “Chi vuoi picchiare? Non picchiamo nessuno.”. AC 3 non credo che abbia sentito”

(PS 08.02.08).

 

AC 2, richiesto di prendere posizione, dapprima ha negato, in seguito ha detto di non ricordarsi e per finire in aula non ha escluso di aver pronunciato quei propositi:

 

  io ribadisco che non mi ricordo, come ho già detto nei precedenti verbali, di aver detto queste parole.

La PP mi fa prendere atto e mi contesta che io ho dichiarato a pag. 10 del verbale del 12 febbraio 2008, “Rispondo di no, che non gli ho mai detto una roba del genere.” mentre che ora dico di non ricordarmi”

(MP 17.04.08);

 

  AC 2 dichiara di non ricordarsi, ma non esclude di aver detto tali parole”

(verb. dib. p. 23).

 

La Corte ha serenamente accertato che in realtà AC 2 ha pronunciato quei propositi a AC 1: nella misura in cui, quando AC 1 ha spontaneamente riferito tale circostanza agli inquirenti, ancora non era stato messo al corrente di quanto aveva riferito __________ al riguardo dell’esternazione di analoghi propositi da parte sua, di guisa che egli non può essersi inventato una tale allocuzione semplicemente per almeno condividerne la responsabilità con AC 2. Del resto quest'ultimo, dai ricordi peraltro sempre molto parziali, non ha per finire escluso di aver chiesto all'amico chi avrebbero picchiato quella sera. Che, poi, AC 1 gli abbia risposto "nessuno", nemmeno è in contraddizione con quanto successivamente AC 1 avrebbe detto a __________, poiché questi propositi sono stati espressi dopo ed in relazione a quanto accaduto al __________ di __________ dove, sempre a mente di AC 1, avrebbe avuto solo una discussione verbale con una ragazza che lo aveva insultato perché portava la maglia della __________.

 

                                  b)   In effetti analoghi propositi sono in seguito stati espressi anche da AC 1 allorquando tutti ancora si trovavano al __________. Cosi __________:

 

  Per tornare alla sera di venerdì, a un certo punto AC 1, AC 3 e AC 2 se ne sono andati. Hanno salutato e AC 1 mi si è avvicinato e mi ha detto testuali parole: “Hai in mente, adesso vado giù e se qualcuno mi rompe i coglioni lo ammazzo! Lo ammazzo!”. Sul momento ho pensato “Adesso va e fa casino”, nel senso che pensavo che avrebbe picchiato qualcuno. Poi però ho dimenticato quello che mi aveva detto e ho continuato a fare la mia serata.

Mi è venuta in mente questa frase il giorno dopo, quando ho saputo chi era coinvolto nel fatto di __________. Più che altro mi è venuta in mente la faccia che aveva quando è venuto a dirmelo: occhi sgranati, voce tendente all’aggressivo, un po’ come suo solito. Quello che forse era diverso è che mi si è avvicinato molto al viso mentre lo diceva e questo non era da lui”

(PS 07.02.08).

 

Richiesto di prendere posizione, la prima volta l'11 febbraio 2008, ossia dopo che aveva spontaneamente riferito agli inquirenti della succitata uscita del AC 2 (“Chi picchiamo stasera?”), AC 1 ha in un primo tempo detto di non ricordarsi di aver pronunciato quei propositi, ma

 

  se lui dice così, e lo conosco come una persona che dice la verità, può darsi che io glielo abbia detto anche se non mi ricordo delle parole esatte.”

(MP 11.02.08),

 

precisando che, se avesse pronunciato quella frase, lo avrebbe fatto solo per dire che si sarebbe difeso nel caso in cui qualcuno lo avesse aggredito. Significativa al riguardo appare la risposta dello stesso AC 1 il quale, prima ancora che gli venissero contestate le affermazioni del __________, richiesto di dire chi era presente al __________, ha omesso di indicare proprio il __________:

 

  Dopo un po’, circa una mezz’ora, ci ha raggiunto il AC 2 dopo che si era sentito al telefono con AC 3. Siamo stati li a bere e abbiamo finito la cassa di birra. Dopo un po’ sono arrivati degli altri amici: uno che fa di cognome __________, __________ di cui non so il congome, __________, __________, __________ di cui non so il cognome ed un’altra ragazza con lei che non so chi sia.

La PP mi chiede se non c’era anche il __________ e io rispondo di sì”

(MP 11.02.08).

 

Al riguardo AC 2, nel confermare di aver sentito AC 1 pronunciare quelle frasi, ha riferito che lo ha fatto riferendosi a quanto accaduto al __________ di __________ la settimana prima. Posto di fronte a tali contestazioni AC 1 non ha escluso di aver detto quella frase riportata anche da __________, ribadendo che si sarebbe trattato semmai di propositi di difesa nel caso fosse stato aggredito:

 

  AC 2: che quando eravamo davanti alle __________, all’inizio della serata, ho sentito AC 1 che ha parlato di una lite a cui aveva partecipato a __________ una settimana prima del __________ di quest’anno a __________ (2008).

Ho anche sentito che AC 1 diceva, con riferimento al fatto che ci stavamo incamminando verso il __________ di __________ quella sera del 1° febbraio 2008, che il primo che rompeva le balle, lo ammazziamo.

La PP mi chiede se confermo queste dichiarzioni.

AC 2: sì, confermo quanto ho dichiarato. Ho già detto nei verbali che la frase “il primo che rompeva le balle, lo ammazziamo” è un modo di dire giovanile.

La PP mi chiede di prendere posizione in merito.

AC 1: riguardo a __________ non posso dire con certezza che ho parlato del __________ di __________ con AC 2. Per la frase “il primo che rompeva le balle, lo ammazziamo.”, come ho già detto nei verbali, posso averla detta a __________ ma non nel senso di


uccidere qualcuno ma se veniva qualcuno che mi dava fastidio o alzava le mani con me, avrei risposto allo stesso modo, mi sarei difeso.”

(MP AC 1 17.04.08)

 

In aula ha per finire ammesso la circostanza, dichiarando che si trattò di una “vanteria” e meglio di una frase detta per mettersi in mostra, assolutamente non accompagnata da concrete intenzioni.

 

                                  c)   Per la Corte queste due frasi pronunciate da AC 2 (“Chi picchiamo stasera”) e da AC 1 (“Stasera il primo che mi rompe lo ammazzo”) non stanno ancora a significare, come adombrato dal patrono della parti civili nella sua arringa, che entrambi avessero avuto sin dall'inizio l'intenzione di picchiare o, peggio, di uccidere qualcuno. Certo è, tuttavia, che non possono, alla luce pure di quanto è poi accaduto, essere ricondotte a delle semplici frasi di circostanza, come pretendono gli accusati. Esse sono invece risultate la chiara espressione della prontezza a menare le mani alla prima occasione, tanto che, come vedremo, non hanno esitato un istante a prendersela con una persona che nemmeno conoscevano e che stava semplicemente discutendo con un ragazzo noto per essere un tipo rissoso. Ci torneremo.

 

 

                                   3.   Dopo essersi intrattenuti per un po' al __________, i tre hanno fatto il giro dei vari __________. Dalle immagini proiettate in aula e relative alle fasi precedenti i fatti emerge che, fino alle 23:41, tutto stava filando liscio, in una normale serata di __________ in cui si balla, si canta e ci si diverte. In precedenza i tre avevano pure bevuto alcune birre e meglio quelle della cassa acquistata da AC 1 e da AC 3 alla __________ e quelle di un’altra. Così AC 3:

 

  Dopo che ci ha raggiunto AC 1 attraverso il prato, siamo andati al __________. Ci siamo fermati per circa 20/25 minuti, abbiamo bevuto 2 bicchieri di birra da 3dl a testa. Quanto abbiamo preso il secondo bicchiere di birra ci siamo diretti in un __________ vicino all’Ospedale, in mezzo a dei palazzi. Siamo stati li un paio di minuti, c’era poca gente, dopo abbiamo fatto il giro vicino alla Banca __________ dove c’è una fontana e dove c’era un __________. Siamo stati li un paio di minuti. Dopo siamo andati verso il __________ e lì, dietro al __________, c’era il __________ dei __________. Siamo entrati lì e siamo stati un bel po’, circa una mezz’oretta, dopo di che siamo usciti e siamo entrati in un’altra tendina che era di fronte, distante una decina di metri da lì.

Siamo rimasti all’entrata della tendina per un paio di minuti, dopo siamo tornati al __________ dei __________ dove c’erano più persone ed anche dei ragazzi che conoscevamo.

Dopo il __________ dei __________ volevamo andare al __________


__________ passando per la via dove c’è il __________ e il ristorante __________.

Dopo lì è successo quello che ho raccontato l’altra volta”

(MP 21.02.08).

 

Tutti e tre gli accusati sono stati sottoposti alla prova del sangue.

 

                                  a)   AC 3, sottoposto al prelievo alle 09:25 del 2 febbraio, non ha presentato tracce di alcol. Per contro è risultato positivo al THC poiché quella sera aveva fatto alcuni tiri di canapa:

 

  La sera del 01/02 2008 ho consumato uno spinello di maijuana, una volta nel __________ dopo i fatti. Preciso che lo spinello girava ed io ho fatto due o tre tiri. Poi prima di andare a casa, ho fumato uno spinello con AC 1. Non mi ricordo, può darsi che lo spinello lo aveva AC 1 o che l’avessi io. So che __________ aveva dato un po’ di erba a AC 1 e non so se quella canna l’ho fatta io o AC 1”

(MP 25.08.08).

 

                                  b)   AC 2, sottoposto al prelievo alle ore 10:00 del 2 febbraio, ha presentato unicamente delle tracce di alcol che non hanno permesso di determinarne lo stato di alcolemia al momento dei fatti. Sia che sia egli non ha mai nemmeno preteso di aver agito in qualche modo sotto l'influsso dell'alcol. Non sono per contro state rinvenute su di lui tracce di stupefacenti, dato che è peraltro in sintonia con le sue dichiarazioni secondo le quali non ne avrebbe mai fatto uso.

 

                                  c)   Anche AC 1 è risultato positivo al controllo del THC poiché anch'egli, quella sera, fece qualche tiro da uno spinello di canapa che si era procurato dal __________.

Quanto all'alcol il risultato del prelievo eseguito alle ore 12:00 del 2 febbraio 2008 ha indicato un tasso di alcolemia, al momento critico stabilito attorno alle 23:30, variante tra l'1,68 e il 3,18 per mille. Tenuto conto che per stessa ammissione del AC 1, egli avrebbe bevuto, dopo i fatti, 4 o 5 birre pari a ca. 1,5l, tenuto conto del suo peso corporeo attorno ai 70 kg, è stata dedotta la percentuale dell'1,00 per mille, di guisa che il tasso alcolemico al momento critico è stato stabilito come variante tra lo 0,68 ed il 2,18 per mille (AI 84).

Al riguardo va detto che AC 1 non è stato lineare nell'indicare quanta birra avrebbe bevuto dopo i fatti. Nel verbale del 2 febbraio 2008 ha dichiarato che ancora a __________ avrebbe bevuto 2 o tre birre prima di andare a __________, dove ne avrebbe bevute ancora un paio o tre. Nel verbale dell'11 febbraio 2008 al MP ha per contro dichiarato di aver bevuto solo due o tre birre a __________ “un po' più grandi 0,33 dl (recte: litri)”. In occasione del prelievo del sangue, al medico aveva dichiarato di aver bevuto 4-5 birre “dopo l'evento”.

Per la Corte il dato indicato nell'AI 84 tiene, sia che sia, già abbondantemente conto della birra ingerita da AC 1 dopo i fatti. In effetti sia che si tenga conto delle sole due/tre birre grandi (verosimilmente da 0,5l che in commercio è la misura di capacità immediatamente superiore a quella di 33cl) asseritamente bevute a __________ o delle 4/5 birre (verosimilmente normali e, quindi, da 33 cl) dichiarate in un primo tempo da AC 1, il risultato sostanzialmente non muta. Aggiungasi che, contrariamente a quanto sostenuto dallo stesso AC 1, al __________ __________, dopo i fatti, prima di recarsi a __________, come indicato concordemente da AC 2 (MP 12.02.08 p. 7) e da AC 3 (MP 08.02.08 p. 5), anche AC 1 ha bevuto almeno ancora una birra, di guisa che lo “sconto” di un solo litro e mezzo di birra, con conseguente riduzione di un solo 1 per mille del tasso di alcolemia al momento critico, operato dal Laboratorio Bioanalitico nell'AI 84, appare già estremamente generoso.

 

 

                                   4.   Tornando alla serata è emerso che AC 1, verso le 22:30, ha lasciato, per pochi minuti, la compagnia degli altri due, onde recarsi dal citato __________ a restituirgli la chiave dell'appartamento che quel giorno aveva aiutato a ritinteggiare:

 

  Quando stavamo passando vicino al __________ mi sono ricordato che il mio amico __________ mi doveva chiamare perché gli dovevo restituire la chiave del suo appartamento dove quel giorno gli avevo fatto dei lavori di imbiancatura. Lui non mi aveva chiamato per cui ho deciso di salire da lui per portargli la chiave. Lui era lì con un cuo amico, __________, che stavano finendo di pitturare la cucina. Sono stato lì per 5 minuti, non ho bevuto nulla, poi ho raggiunto i miei due amici che mi aspettavano davanti al __________. Quando li ho raggiunti siamo entrati nel __________ in faccia al __________”

(MP AC 1 11.02.08, p. 3);

 

  Verso le 22:30 presso il mio appartamento è arrivato AC 1, era da solo, ed era già abbigliato per il __________ (….) AC 1 mi ha restituito le chiavi di casa e si è soffermato per pochi minuti forse quattro o cinque minuti”

(PS __________ 02.04.08).

 

Fatto sta che l'ultimo __________ visitato dagli imputati prima dei fatti è stato quello sito in via __________ e contrassegnato con il N. 3 nel doc. dib. 2.

Tutti e tre erano intenzionati a recarsi al __________ __________ (N. 1 in doc dib. 2) sito in Piazza __________, passando dalla via __________. Dalla registrazione del filmato della videosorveglianza è emerso che i tre hanno lasciato il __________ N. 3 alle ore 23:41, prima AC 3 e, subito dopo, AC 2 in groppa a AC 1, recandosi su via __________.

 

 

                                 VI.   La serata di __________ prima dell'aggressione

 

                                   1.   Quel 1° febbraio __________ aveva cenato presso la nonna a __________. Si era poi accordato con alcuni amici di ritrovarsi presso la sede dell'__________ __________, in via __________ a __________. Dal sito internet __________ si apprende che si tratta di __________ fondata nel 1997 “aperta a tutti coloro che si sentono interessati ai giochi di ruolo, strategia e di carte fantasy. Essa ha per scopo le attività ludiche riguardanti i suddetti giochi e pertanto si adopera a promuoverli, organizzando tornei, partite dimostrative e ritrovi informativi in tutto il canton Ticino”.

 

Così __________, uno dei suoi più cari amici, attivo anche lui al __________:

 

  Io conoscevo __________ da anni. Da ragazzini giocavamo presso __________ che ha sede in Città Vecchia. Ancora attualmente ci vedevamo regolarmente e quasi ogni settimana mi ospitava presso la sua camera a __________. Venerdì 01.02.2008, avevamo intenzione di trovarci per andare a __________. Non ricorso se per sms o via messanger, ma so di averlo contattato nel pomeriggio per concordare i dettagli. Precisamente gli chiedevo come sarebbe sceso da __________, dove si sarebbe recato e che mezzo avrebbe preso.

ADR: E’ nostra abitudine metter poi le nostre foto su un sito apposito (__________). Quest’anno so che __________ era già andato a __________ con __________ (credo), __________ l’abbiamo fatto assieme e poi abbiamo fatto anche __________. Proprio la sera prima eravamo stati anche a __________, ma eravamo rientrati molto presto.

Per venerdì sera concordavamo di trovarci tutti sul bus 23 alle ore 1933. Avevamo l’appuntamento alle 2000/2030 presso la saletta del __________ con il resto del gruppo; che in pratica comprendeva una ventina di persone. Il messaggio per stabilire il punto d’incontro l’avevo inviato io con un servizio di sms tramite internet (grauito - __________) e l’avevo mandato a tutti i contatti che avevo di amici. ADR: Sul bus che veniva da __________ ci trovavamo io, __________ e __________. __________, prima di prendere il bus si era fermato da __________ a farsi truccare (__________, …).

ADR: Eravamo già tutti in tenuta __________. Il tema in pratica era comune. Tutti eravamo vestiti da “Emo”. Mi spiego, ci siamo vestiti come usano i ragazzini che ascoltano emo-rock (rock emozionale). E’ un movimento giovanile attuale.

In pratica le caratteristiche sono i capelli con la frangia sugli occhi, un po’ femminili (ma non gay), unghie pitturate, maglie a righe e scarpe a quadretti o roba del genere.

Io avevo un berretto di lana a righe bianche e nere con la faccia di “Jack la zucca”, con una ciocca di capelli che spuntava dalla berretta, pitturata di rosa, portavo una maglietta a righe bianche e nere, unghie pitturate di rosso, pantaloni neri e su mia indicazione, tutti avevamo indossato i scarponi militari (visto che in queste occasioni le scarpe si sporcano molto).

__________ portava una maglia a righe bianche e nere, una sciarpa nera, al collo un ciondolo con tre cuori, un rossetto nero, credo un disegno a matita nera attorno all’occhio, pantaloni jeans neri, scarponi e unghie viola.

L’agente mi mostra una foto che credo abbia scattato __________, poco prima di andare a __________. Confermo che questi sono i vestiti che indossava __________ quella sera (annesso A).

__________ pure portava una parrucca scura, con taglio “Emo” simile a quella di __________ (l’avevano comperata assieme), unghie pitturate, braccialetti e collanina e maglia a righe bianche e nere come quella di __________.

ADR: effettivamente noi eravamo vestiti in maniera molto simile. Anche la mia ragazza __________ era sullo stesso genere e __________. __________ era vestito normalmente e gli altri avevano scelto altri temi.

Giunti con il bus alla stazione FFS di __________, siamo scesi. Siamo passati a ritirare le casse di birra dalla mia ragazza, siamo andati a comperare i “cigarillos” __________ e in attesa che la mia ragazza __________ ci raggiungesse al garage __________, __________ raggiungeva il Ristorante __________, per ritirare la sua parrucca che avevamo dimenticato a casa mia e che un altro conoscente (__________) era gentilmente passato a prendere.

Ci siamo ritrovati tutti assieme al Garage __________ verso le 2045 credo, ma non posso garantirlo. Quindi, a piedi, abbiamo raggiunto la saletta del __________ portando la spesa che era per tutti. Preciso che noi abbiamo le chiavi e possiamo disporre della saletta e del frigorifero.

ADR: Avevamo due casse di birra da 15 birre, che avremmo poi diviso.

Al __________ ci siamo ritrovati in una decina, ma poi si è aggiunto un qualche amico trovato lì in zona. Siamo rimasti in saletta fino verso le 2315/2330. Nel frattempo diverse persone si sono alternate, chi arrivava e chi andava e le birre sono state consumate; non ci facevamo problemi a offrirle. Eravamo tutti tra amici (ci conoscevamo tutti).

ADR: Visto che eravamo in tanti, avevamo bevuto una birra a testa circa. Io avevo bevuto una birra e poi uno shot di rum e pera che aveva portato qualcuno.

Come detto, verso le 2315/2330 siamo usciti io, __________, __________, __________ e __________ (abita a __________) e fa parte del gruppo. Io ero perfettamente lucido, anche se allegro (visto che era __________). Anche gli altri avevano bevuto veramente poco.

ADR: __________ ricordo che aveva bevuto due shot di rum e pera e un paio di birre.

ADR: __________ era vestito come sempre; quindi portava jeans blu, larghi, maglione nero largo e basta. __________ tipo “emo” con ghette nere con sopra calze a rete blu o viola forte, gonnellina nera, guanti a rete blu.

__________ (migliore amica di __________) portava jeans neri e un giubbotto della Energie colore argento e aveva una vistosa frangia nera arrotondata sulla fronte (non so se fosse una parrucca o se abbia piegato i suoi capelli).

Appena usciti siamo andati al __________, quello in Piazza __________. Abbiamo salutato qualche persona, forse __________ e __________ hanno ordinato una birra e poi siamo usciti. C’era una gran folla e a fatica sono riuscito a sortire. __________ e __________ mi hanno raggiunto poco dopo, mentre __________ e __________ li avevo persi.

Li chiamavo quindi sul cellulare. Quello di __________ non era attivo e quindi chiamavo su quello di __________. Purtroppo nonostante vari tentativi non riuscivo a contattarli e solo un’ora, un’ora e venti dopo, __________ (non so il cognome, ma è __________) e __________ (che chiamiamo __________) mi informavano che era successo qualcosa e che __________ era all’Ospedale”

(PS 05.02.08).

 

__________, compagna di __________, ha spiegato che __________ si era assentato a comprare dei sigari ed in seguito si erano ritrovati tutti al __________ fin verso le 23:00:

 

  La sera del 1. febbraio 2008, verso le ore 20:00 / 20:30 ho incontrato a __________, alla fermata del bus, __________, __________ ed __________. __________ è andato alla stazione ferroviaria per acquistare dei sigari e per questo motivo ci siamo accordati che ci saremmo incontrati nei pressi del Garage __________ di __________. Nel frattempo io sono andata a casa a cambiarmi per indossare i vestiti di __________ mentre __________, __________ ed __________ mi hanno atteso davanti al Garage __________ che ho raggiunto alle ore 21.00 (….) Al __________ siamo rimasti sin verso le ore 23:00 quando __________ ha deciso di voler andare a festeggiare il __________”

(PS 01.04.08).

 

__________, dal canto suo, ha confermato che __________ rimase nella sede del __________ fin verso le 23:30:

 

  La sera del 1 febbraio 2008, verso le ore 22:00 io, __________, __________ __________, __________, __________, __________, __________ e altre persone delle quali non conosco i nominativi ci siamo trovati presso il __________ a __________ per scambiare due chiacchiere in attesa di uscire e partecipare alla festa della “__________” che si svolgeva in città vecchia a __________. Verso le ore 23:30 siamo usciti e parte del gruppo si è disperso…”

(PS 05.02.08).

 

Verso le 23:30 __________ ha in effetti lasciato la sede del __________ per recarsi a bere una birra al __________ (N.1 in doc. dib. 2) in Piazza __________ distante qualche decina di metri, per poi far ritorno su via __________ con l'intenzione di recarsi nel __________ di via __________ __________. Così il suo amico __________ in Polizia:

 

  Sono arrivato presso la sede del __________, che ho raggiunto a piedi, erano circa le ore 23:15. Presenti vi erano __________, __________, __________, __________, __________, __________ e altri che non conosco. All’esterno mi ricordo che c’era la __________ e __________ e altri. Quando sono arrivato al __________ i miei amici avevano già indossato i __________. Mi ricordo che __________, __________, __________ e __________ indossavano i medesimi vestiti in particolare una maglietta bianco e nera a righe, una parrucca nera e pantaloni di colore scuro. Ricordo che __________ calzava un paio di scarponi militari; per gli altri non posso dire. Non ricordo a che ora, credo che fosse trascorsa una mezz’oretta, io e __________ abbiamo proposto ai presenti di recarci a bere qualche cosa presso il __________ presente in Piazza __________. Io e __________ ci siamo recati al __________ ed un paio di minuti dopo sono giunti __________ con __________, __________ ed altri che ora non ricordo. Io e __________ abbiamo bevuto una birra alla spina da 3dl. Il tempo di bere la birra, saranno trascorsi una decina di minuti dopodichè io e __________ ci siamo spostati verso la Via __________ poiché eravamo intenzionati a fare un giro nelle __________. Abbiamo quindi lasciato il __________ passando dall’uscita posta verso l’ospedale e poi ci siamo incamminati transitando davanti alla cartoleria __________ che si trova sempre in Piazza __________ e poi abbiamo imboccato la Via __________, girando a destra, in direzione della biblioteca. Volevamo infatti raggiungere il __________ che si trovava sulla destra di Via __________ in Via __________.

(PS 21.02.08).

 

 

                                   2.   Circa la determinazione del tasso di alcolemia di __________ al momento dell'aggressione, va rilevato che secondo le analisi del Laboratorio Bioanalitico, lo stesso che ha eseguito -per ordine della Polizia- le verifiche sui tre imputati, tale tasso era dello 0,31 per mille, mentre secondo quelle esperite dal laboratorio dell'ospedale era dello 0,7 per mille. Il dott. __________ dell'Ospedale __________ ha spiegato che tale differenza è dovuta al fatto che, ai fini diagnostici, l'esame viene fatto su siero o plasma, mentre ai fini legali viene eseguito su sangue intero. Il laboratorio dell'ospedale ha quindi eseguito un'analisi diagnostica, di guisa che l'esame ai fini legali esperito dal Laboratorio Bioanalitico è senz'altro più attendibile. Così il dott. __________ alla PP:

 

  Come può evincere dalle spiegazioni fornite dal Dr. __________ l’alcolemia a fini legali viene eseguita su sangue intero mentre l’alcolemia nei laboratori dell’Ente viene eseguita su siero o plasma. La determinazione su sangue intero dà, per ragioni tecniche, un risultato di circa il 18% inferiore. La differenza oraria tra i due prelievi giustificherebbe ancora una differenza compresa tra 0,11 e 0,22 g/l. Il valore di 0,7 g/l ha un intervallo di confidenza che corrisponde a 0,65-0,74 g/l.

Nel contesto le motivazioni evocate dal Dr. __________ mi sembrano sufficienti a giustificare la differenza. Il risultato del laboratorio Bioanalitico va comunque utilizzato come risultato di riferimento”

(AI 280).

 

Si tratta di spiegazioni del tutto convincenti che non prestano il fianco al benché minimo dubbio che il tasso di alcolemia di __________ quella sera era dello 0,31 per mille.

 

 

                                VII.   La discussione su via __________ e la sua percezione da parte degli accusati

 

                                   1.   Innanzi tutto è utile ricordare come i tre imputati, l'altro aggressore (il minorenne __________) e la vittima erano vestiti al momento dei fatti.

                                  a)   AC 3 calzava scarpe da ginnastica bianche con stringhe bianche e suola nera, portava un cappellino giallo e vestiva pantaloni jeans scuri, una felpa marrone a righe con cappuccio, con sopra un gilet beige, il tutto sotto ad una maglia da portiere del FC __________, che aveva trovato in precedenza (o di cui si era impadronito senza diritto, poco importa) nel __________ N. 1. (foto da 111 a 116 in class. D, sez. 1) e che è stata assicurata all'incarto solo in un secondo tempo.

 

                                  b)   AC 1 calzava scarpe da ginnastica nere con chiusura a strappo rossa e vestiva pantaloni da training blu scuro con sopra calzoncini corti bianchi, una canottiera, una maglietta bianca, una felpa blu a righe verdi con sopra un'ulteriore felpa marrone, il tutto sotto la maglia della nazionale __________ recante sul retro il N. 10 ed il nome di __________, che fu giocatore __________ fino a qualche anno fa (foto da 91 a 101 in class. D, sez. 1).

 

                                  c)   AC 2 calzava scarpe da ginnastica Adidas bianche, con stringhe del medesimo colore e vestiva delle salopette blu scure (da idraulico), una maglietta rossa e una giacca sportiva grigia bordata di blu (foto da 102 a 110 in class. D, sez. 1)

 

                                  d)   __________, il minorenne di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito, calzava scarpe da ginnastica bianche con stringhe del medesimo colore e portava pantaloni da training neri, una giacca da training nera sotto una maglietta rossa della squadra del __________ con il N. 5 ed il nome del __________ sul retro, nonché un boa di piume rosa (foto da 121 a 127 in class. D, sez. 1)

 

                                  e)   __________ calzava stivali anfibi colore nero e portava pantaloni jeans neri, con una cintura in pelle nera ricoperta di borchie sulla parte esterna, una T-shirt Lauxel nera sotto una maglietta a maniche lunghe di colore grigio, il tutto sotto una maglia a righe orizzontali bianche e nere ed un foulard nero. Come detto era vestito da “Emo”. Indossava inoltre una parrucca ed aveva le labbra e gli occhi truccati e le unghie smaltate di viola (foto da 48 a 71 in class. D, sez. 1).

 

                                   2.   Va inoltre precisato chi sono le persone che sono state sentite in istruttoria a proposito di questi antefatti. Per praticità sono state divise in due gruppi, da un lato le persone che provenivano dal __________ (gruppo __________) e dall’altro gli amici di __________ (gruppo __________), come indicato nel doc. dib. 3, e meglio:

 

-   Gruppo __________:

__________

 

-   Gruppo __________:

__________

 

__________ e __________, quest'ultimo amico di lunga data della vittima, non facevano parte di nessuno dei due gruppi, nel senso che si erano recati al __________ in modo del tutto autonomo, senza passare dal __________.

 

 

                                   3.   Prima di addentrarsi nei particolari dei fatti che hanno preceduto l'aggressione di __________, occorre ancora fare una breve premessa su chi è __________.

Si tratta di un personaggio noto sia alle autorità sia un po' in tutta la regione per essere un tipo rissoso, un attaccabrighe. In effetti è già stato coinvolto in risse e bagarre a diversi titoli, tanto che subito dopo i fatti gli inquirenti hanno in un primissimo tempo pensato che fosse proprio lui l'autore dell'aggressione a __________ e lo hanno immediatamente arrestato, ammanettato e condotto in centrale. Osservisi che al dibattimento è emerso che sarebbe stato coinvolto nell'aggressione avvenuta ai danni di un impiegato del bar __________ di __________ soltanto un paio di settimane dopo i fatti cui in rassegna (verb. dib. p. 68).

Così alcuni testimoni a proposito della nomea di __________:

 

- __________:

  nel gruppo c'era una persona che io conosco di vista e che so essere un’attaccabrighe. Parlo di __________ di cui non conosco il cognome (…) So che __________ ha già avuto dei problemi poiché aveva partecipato a delle risse e questo lo dico perché l’ho già constatato personalmente”

(PS 26.02.08);

 

- __________:

  Nel gruppo di 5 doveva esserci un tale __________ che so non nuovo a problemi di questo genere; è un tipo rissoso. Anche a __________ di __________ deve aver creato problemi con una bottiglia”

(PS 05.02.08);

 

- __________:

  Osservando la documentazione fotografica posso dire che nella fotografia numero 13 riconosco una persona che so chiamarsi __________ e che era stato coinvolto in liti o risse”

(PS 04.04.08);

 

- __________:

  __________ lo conosco di vista e so che è una persona rissosa”

(PS 01.04.08);

 

- __________:

  Come già indicato nel precedente verbale sono certa che durante l’estate 2006 o forse 2007 si è verificata una lite o una rissa davanti al Bar __________. Nella rissa sicuramente era coinvolto __________ (….) A domanda rispondo che __________ l’ho conosciuto due anni fa circa. In pratica alcuni miei amici me lo indicavano come persona aggressiva dalla quale dovevo stare lontana. Io non ho mai avuto contatti diretti con __________; praticamente lo conosco solo di vista”

(PS 07.04.08).

 

 

Lo stesso __________ ha riferito alla PP:

  Voglio aggiungere che io avendo avuto dei problemi in passato, quella sera sono stato attento a non farmi coinvolgere. So infatti che se succedesse qualcosa verrebbero subito a cercare me, cosa che non volevo. Ringrazio Dio di non essere rimasto coinvolto quella sera. Quello che dico è tanto vero che la sera dei fatti, nonostante non avessi fatto nulla, quando è arrivata la polizia sono stato arrestato e portato via in manette davanti a tutti. Infatti il giorno dopo a __________, quando si sapeva che il ragazzo era in fin di vita, davano già tutti la colpa a me”

(MP 11.03.08).

 

In aula tutti e tre gli imputati hanno riferito che erano perfettamente al corrente che __________ è persona conosciuta per essere un rissoso (verb. dib. p. 7), AC 3 precisando pure che sapeva che questi aveva avuto dei problemi per precedenti risse e che, in tale ambito, era risaputo che __________ aveva una forte personalità (verb. dib. p. 28).

 

 

                                   4.   Ad un certo punto __________, che portava una parrucca verde, è uscito dalla sede del __________ e si è recato al __________ (N. 1). Inavvertitamente, uscendo dal __________ in direzione di via __________, ha pestato un piede a __________, il quale ha in un primo tempo reclamato verbalmente, salvo poi allontanarsi. La cosa sembrava finita, ma un amico di __________, __________, lo ha invitato a chiarire immediatamente il diverbio con __________ per evitare di azzuffarsi qualora si fossero nuovamente incontrati. Secondo lui oggigiorno, tra giovani, andrebbe infatti così: o ti chiarisci subito o finisci per menarti alla prima occasione. Fatto sta che i due sono tornati verso __________, che aveva ormai imbocato via __________ e che -complice verosimilmente il suo stato alterato dall'alcol- aveva cominciato a inveire contro chi, a suo dire, gli avrebbe mancato di rispetto. Al che, un membro della compagnia del __________ (__________) sarebbe andato a chiamare il noto __________, che si trovava nei pressi del __________, anche perché la cosa avrebbe potuto degenerare. Anche alcuni amici del __________ sono nel frattempo giunti sul posto soprattutto per calmare __________, il cui comportamento era davvero inadeguato e sconveniente. Tra questi vi era anche __________ che, proveniente da piazza __________, si stava recando, unitamente a __________, al __________ N. 3, ossia in direzione della Biblioteca __________. Attirato dal comportamento sconveniente del __________, __________ si è fermato a calmarlo, mentre __________ si è messo a discutere con __________ in modo del tutto normale e senza che nulla lasciasse presagire quanto gli è poi capitato. D’altro canto i contendenti avevano ormai chiarito le cose, dandosi peraltro, almeno alcuni, la mano. Fatto sta che, mentre __________ stava parlando con __________, sono giunti i tre imputati e AC 3, senza minimamente accertarsi di quanto era capitato in precedenza, ha aggredito __________ spingendolo via tre volte.

 

                                  a)   Sulle condizioni di __________ lui stesso si è definito “piuttosto brillo” (PS 11.02.08). In realtà la Corte ha ritenuto di poter dire che era ubriaco sia dalle unanimi testimonianze in quel senso, sia dalla reazione del tutto spropositata che ha avuto in occasione del banalissimo scontro di cui, per finire, era poi stato il primo, seppur involontario, responsabile. Così i testi di ambo i gruppi:

 

- __________:

  Lui ha iniziato a dire “Lui non deve mettersi contro di me”. Preciso che il ragazzo mi sembrava ubriaco…”

(PS 11.02.08);

 

- __________:

  __________ era già relativamente ubriaco ossia brillo”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  il tipo della parrucca verde che era ubriaco perso”

(PS 20.02.08);

 

- __________:

  __________ aveva bevuto un po’ troppo perché biascicava e faceva ragionamenti poco lucidi che non sono nella sua normalità”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  __________ in modo educato e tranquillo ci ha detto che il suo amico era già ubriaco e che bisognava lasciare perdere”

(PS 05.02.08).

 

                                  b)   Quo al fatto che __________ ha pestato un piede a __________ va detto che si è trattato di un banale scontro che può capitare tra persone che si trovano, la sera del __________, in un luogo affollato. Avrebbe dovuto terminare al massimo con delle scuse, ma così non è stato.

__________ ha dichiarato in polizia:

 

  Verso le 23.00 mi sono separato dai succitati per aggregarmi ad altri amici che avevo incontrato al __________ di Piazza __________. Fra loro c’erano: __________ di __________ e certo __________ pure di __________.

Dopo circa una mezz’oretta, valuto che erano di poco passate le 23.30 io, da solo, sono uscito dalla tenda per prendere una boccata d’aria.

Mentre sostavo all’esterno un ragazzo, involontariamente, mi ha schiacciato un piede (….) Rivolgendomi al succitato gli ho detto di fare attenzione. Assicuro di non essere stato aggressivo né maleducato nei suoi confronti, non era assolutamente mia intenzione provocare una lite. Mi sono infatti subito girato per allontanarmi, ma ho notato che questo ragazzo agitava le braccia e mi invitava ad avvicinarmi a lui. Ho fatto qualche passo nella sua direzione; il ragazzo con fare arrogante mi ha detto di fare attenzione; era molto arrabbiato e agitato.

Io mi sono limitato a sorridere e gli ho dato la mano in segno di pace, allontanadomi nuovamente. Fatti pochi metri ho però incrociato il __________ che, probabilmente, aveva assistito alla scena.

Mi ha detto che doveva ritornare dal succitato ragazzo e chiarire la situazione, cioè avrei dovuto dirgli che non poteva comportarsi in quel modo così arrogante.

Accompagnati anche da __________, io e __________ siamo tornati verso il ragazzo con la parrucca che nel frattempo camminava sulla via __________ in direzione della sede della ditta __________ __________.

Quando l’ho raggiunto gli sono passato davanti per farmi notare e, quando mi ha visto, lui si è fermato e si è avvicinato”

(PS 04.02.08).

 

Tale circostanza è stata confermata da __________ che chiama __________ con il nome “__________”:

 

  A un certo punto della serata sono uscito dalla porta del __________ che dà verso montagna. C’era un tipo che gridava in faccia a __________, un ragazzo che conosco e con cui è già capitato di uscire. Non ho sentito che cosa gli dicesse, ma vedevo __________ che faceva cenni come a dirgli “Ma che cosa vuoi? Che coa ti ho fatto?”. Io mi sono avvicinato per andare a dare una mano a __________, ma il tipo se ne stava già andando.

Questo tipo aveva una specie di parrucca verde con una specie di sciarpa violarosa girata intorno alla parrucca.

Mi sono avvicinato a __________ e gli ho chiesto che cos’era successo. Mi ha spiegato che lui e l’altro ragazzo si erano urtati per sbaglio, o qualcosa del genere, e questo ragazzo si era arrabbiato con lui dicendogli “Non metterti contro di me”. Anche se questo ragazzo se n’era andato, io ho pensato di andare a chiarire con lui perché, secondo me, non era finita lì. Temevo che se si fossero incontrati di nuovo magari l’altro sarebbe arrivato con i suoi amici. Al giorno d’oggi è così: hai una discussione e credi di aver risolto le cose, ma poi quello torna con gli amici a pestarti.

Per questo motivo __________ e io siamo andati verso di lui, che nel frattempo stava andando in Via __________.

Abbiamo raggiunto il ragazzo e gli abbiamo chiesto che cosa fosse successo. Lui ha iniziato a dire “Lui non deve mettersi contro di me!”. Preciso che il ragazzo mi sembrava ubriaco, ma era comunque molto aggressivo a parole”

(PS 11.02.08).

 

                        c)   Fatto sta che proprio la reazione spropositata del __________, quantunque nessuno avesse messo le mani addosso a nessuno, ha indotto __________ a chiamare il __________ che si trovava nei pressi del __________ in piazza __________:

 

  La lite è comunque sempre rimasta a livello verbale, nessuno ha fatto cenno a voler mettere le mani addosso agli altri.

Preoccupato sono ritornato al __________ per richiamare l’attenzione di __________ e __________. Ho fatto questo poiché ero preoccupato in particolare per i miei due amici __________ e __________ ch erano in minoranza rispetto all’altro gruppo.”

(PS 05.02.08)

 

In effetti sul posto erano nel frattempo giunti anche __________, __________, __________, __________, __________ ed altri ragazzi del __________. L'intento di questi non era certo quello di fomentare tensioni o, peggio, di creare una rissa, bensì di calmare le acque, tant'è che la loro preoccupazione principale era quella di tranquillizzare il loro compagno __________. Così i testimoni sentiti in istruttoria:

 

- __________:

  Ricordo che __________ era molto agitato e per questo motivo mi sono posto davanti a __________ e l’ho fatto retrocedere sino ad appoggiarsi con la schiena contro il muretto di pietra che delimita lo stabile di cui ho appena parlato. Io con __________ abbiamo discusso per oltre un minuto per cercare di calmarlo”

(PS 04.03.08);

 

- __________:

  In pratica __________ stava cercando trattenere __________ che era agitatissimo tentando di portarlo in disparte”

(PS 06.02.08);

 

- __________ (n.d.r.: il 17-19 enne è __________ ed il __________ è __________):

  ho visto __________ che era seduto lì ed era arrabbiato. Parlava di “mancanza di rispetto” e si rivolgeva a un gruppo di ragazzi presente poco più in là. In particolare, ce l’aveva con un ragazzino sui 17-19 anni, alto circa 178 cm, capelli castani, magro, vestito con dei jeans blu una giacca nera. Di quel gruppo ho notato che faceva parte anche un ragazzo piccolo e tarchiato, che ho saputo essere __________, che era davanti al gruppo come se fosse il capo.

__________ aveva bevuto un po’ troppo perché biascicava e faceva ragionamenti poco lucidi che non sono nella sua normalità"

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  Ho visto __________ che stava trattenendo __________ poiché voleva entrare in conflitto con il gruppetto di quattro o cinque persone. Siccome __________ si era liberato dalla presa di __________ io ho aiutato quest’ultimo a bloccarlo nuovamente”

(PS 21.02.08).

                                  d)   Giunto sul posto __________, unitamente a __________ e a __________, ha -a dispetto della sua fama- cercato subito di calmare le acque:

 

  Sono così andato con il fratello di __________ (n.d.r.: __________) sino a dove c’erano i miei amici che stavano già discutendo con un ragazzo, che non conosco. L’ho già visto in giro a __________, ma non so dire chi sia.

Quando siamo arrivati vicino ai miei amici, io ho cercato di tranquillizzare gli animi, parlando con il ragazzo che non conosco. Questo in quanto in passato ho già avuto “beghe” per fatti analoghi e non volevo che succedessero casini. Devo dire che sono così riuscito a calmare gli animi, nel senso che la discussione era terminata e ognuno si stava recando per la propria strada”

(PS __________ 02.02.08).

 

Il tutto sembrava risolversi alla meglio, ma __________ ha in qualche modo rilanciato. Così __________ alla PP:

 

  La discussione era tra i mei amici __________ e __________ con un ragazzo con una parrucca verde che conosco solo di vista. Discutevano sul rispetto e sulla mancanza di rispetto. Non so il motivo che originato questa discussione sul rispetto.

Quando io mi sono avvicinato a loro, il ragazzo con la parrucca mi ha detto “i tuoi amici mi hanno mancato di rispetto”. Io ho gli ho chiesto “chi” e lui mi ha indicato il __________ ed il __________. Il ragazzo con la parrucca ha chiesto anche a me se io avessi dei problemi con lui visto che mi ero messo davanti ai miei amici. Io gli ho detto che non avevo nessun problema con lui, che non era la prima volta che ci vedevamo e che era meglio lasciar perdere, che era __________ e che dovevamo divertirci e di andare a bere una birra tutti insieme, almeno la cosa finiva lì.

Io e il ragazzo con la parrucca verde ci siamo quindi dati la mano e lui e i suoi amici che erano circa 4, compreso lui, anche se non sono sicuro sul numero, si sono allontanati, rimanendo comunque a pochi metri di distanza.

Devo precisare che mentre io stavo discutendo con il ragazzo con la parrucca, erano arrivati altri miei amici: __________ che abita alle __________ a __________ e __________ di __________. Io, vista la stretta di mano con il ragazzo con la parrucca verde, ho detto ai miei amici “basta”, che la cosa era finita lì.

Però __________ e __________ non erano contenti. Mi dicevano che si dovevano mettere le cose a posto definitivamente così non c’erano conti in sospeso e un domani non si sarebbero trovati a discutere ancora con il rgazzo con la parrucca verde.

__________ e __________ si sono quindi allontanati per raggiungere il ragazzo con la parrucca verde per riprendere, con calma, il discorso. Sono andato anche io con __________ e __________. Quando il ragazzo con la parrucca verde ci ha visto di nuovo vicino a loro, ha chiesto “cosa volete ancora?”. “volete botte?”. Io sono intervenuto e gli ho detto che no, che era solo per parlare e basta.

__________ ha comincaito a parlare con lui ma il ragazzo con la parrucca verde ha cominciato ad agitarsi ed aveva un atteggiamento di sfida e voleva come aggredirci, venirci incontro, tanto che un suo amico vestito di nero che non conosco, lo ha tenuto con le braccia da dietro dicendogli “calma, calma”.”

(MP 04.02.08).

 

Anche __________ ha confermato che l'intervento del __________ aveva calmato la situazione:

 

  __________ ha subito messo le cose a posto, parlando amichevolmente con gli altri ragazzi. Noi eravamo tranquilli, anche se il ragazzo con la parrucca verde era un po’ agitato e i suoi amici lo tranquillizzavano”

(PS 11.02.08).

 

                                  e)   Fino all'arrivo dei tre imputati, la discussione era rimasta a livello verbale, senza far pensare che potesse degenerare in vie di fatto o, peggio, in rissa:

 

- __________:

  Preciso che si trattava di uno scambio di opinioni piuttosto animato, ma non vi era nessuna intenzione di andare oltre ai vari botta e risposta”

(PS 02.02.08);

 

- __________:

  Preciso che fino a quel momento vi era stato solo uno scambio verbale ma nessuna via di fatto e neanche nessun contatto fisico con le persone che discutevano. Preciso che __________ è un mio grande amico e quindi stavo bene attento a quello che succedeva intorno a lui”

(MP 01.04.08);

 

- __________:

  Il litigio è terminato, il ragazzo con la parrucca ha dato la mano a __________, a me ed ad altri ragazzi del nostro gruppo”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  La discussione con il ragazzo della parrucca verde, sia verso di me che con i miei amici, era terminata. In ogni caso fino a quel momento nessuno aveva messo le mani addosso a nessuno. Nessuno dei miei amici è stato toccato”

(MP 31.03.08);

 

- __________:

  Come detto io stavo parlando con __________. In pratica, ci siamo accordati nel senso che ognuno di noi andava per la sua strada. La discussione era tranquilla e __________ era gentile. Mi sono quindi allontanato da __________ ed ho raggiunto __________ che stava ancora intrattenendosi con il ragazzo della parrucca verde. __________ era tranquillo benchè il ragazzo della parrucca verde fosse ancora agitato. Secondo me era ubriaco e non sapeva nemmeno lui cosa voleva. Il nostro gruppo e il gruppo di __________ si è riapacificato anche se il tizio era ancora agitato. Io avevo lo sguardo rivolto verso il muretto di sasso in direzione della biblioteca __________ (…) Mi viene chiesto se prima di avventarsi contro __________ i tre ragazzi avessero chiesto a qualcuno dei presenti cosa fosse successo. Secondo me non sapevano nulla della lite che c’era stata tra il __________ e __________. In pratica si sono scagliati contro __________, poiché credo sia stata la prima persona che hanno visto. Come detto, uno dei tre ha spinto __________ contro il muro”

(PS 19.02.08).

 

Versioni peraltro confermate dagli accusati:

 

- AC 2:

  confermo che è vero che nessuno si stava picchiando quando AC 3 è intervenuto tra le persone che discutevano. Nessuno si stava mettendo le mani addosso”

(MP 29.04.08);

 

- AC 1:

  All’incirca a metà strada, poco dopo il __________, ho visto alla nostra sinistra che c’era __________ con i suoi amici che stavano discutendo con qualcuno. Non ho visto esattamente se stava discutendo con uno o più persone”

(MP 11.02.08);

 

- AC 3:

  Mentre stavamo andando verso il __________, c’era AC 2 davanti e io e AC 1 subito dietro il AC 2. AC 2 ha visto che c’erano due gruppi di ragazzi e mi fa “c’è il __________”. Il gruppo era distante da noi circa 3 o 4 metri. Io mi sono diretto subito verso __________ e il +__________”

(MP 21.02.08)

 

  dichiara di aver visto due gruppi di ragazzi che discutevano e di aver notato che, in uno dei due, vi era __________. Precisa che glielo aveva fatto notare AC 2, in tono normale.(…..) AC 3 dichiara di essere andato deciso sul ragazzo che stava di fronte a __________ e, pensando che sarebbe successo qualcosa, di aver quindi messo le mani addosso a __________. Precisa che questi era a 1 metro da __________, con il quale stava discutendo, senza che vi fossero vie di fatto. Dichiara di aver pensato che potesse succedere qualcosa e, conoscendo __________, di aver pensato che gli sarebbe stato molto più semplice tirare via 20 persone che calmare __________

(verb. dib. p. 29).

 

I tre imputati hanno per finire ammesso in aula di non aver visto nessuno mettere le mani addosso a nessuno (verb. dib. p. 29).

 

                                   f)   I tre imputati provenivano dal __________ N. 3. Appena voltato a sinistra ed immessisi su via __________, stanti gli accertamenti di cui sopra, possono al massimo aver percepito una discussione, dai toni peraltro nemmeno accesi, fra più persone (due gruppi) e che in questa discussione era coinvolto anche il noto __________. Nulla di più. Difatti è stato AC 2 a far notare a AC 3 la presenza del __________, in un tono che lui ha peraltro definito “normale”:

 

  ADR che può darsi che la sera dei fatti, quando eravamo su via __________, sono stato io a vedere e quindi a dire agli altri che c’era __________

(MP AC 2 25.02.08).

 

AC 1 si trovava un passo più indietro e nemmeno ha sentito AC 2 far notare la presenza del __________. Aggiungasi che si trattava di una serata di __________, con musica ad alto volume e che la via __________ era molto affollata, di guisa che non era nemmeno possibile percepire, per chi, come i tre imputati, passava di lì per caso, che stesse succedendo qualcosa di pericoloso, una rissa o qualsiasi altro episodio di violenza fisica. E anche loro tre si sono ben guardati dall'accertarsi di quanto era capitato o stava capitando: hanno menato le mani contro il primo che è capitato loro a tiro. Punto.

 

Per la verità l'unico che, nella discussione che ha preceduto l’aggressione a __________, ha assunto toni e comportamenti poco urbani è stato __________. Ebbene tutti e tre gli accusati, nei loro interrogatori, mai hanno fatto cenno alla presenza di una persona ubriaca, che aveva atteggiamenti inconsulti e che, con il suo comportamento, avrebbe potuto ingenerare una rissa. Ciò dimostra come nessuno dei tre sapesse nulla di quanto era avvenuto. Ancora una volta hanno semplicemente visto il __________ discutere con una persona a loro sconosciuta e si sono avventati su quest'ultima. Punto.

 

                                  g)   In effetti __________, mentre ancora i suoi amici stavano calmando il __________, stava discutendo normalmente proprio con il __________:

 

  è vero. Io quando ho visto che stavano discutendo sono andato lì e mi sono intromesso prendendomela con +__________. Non mi sono preoccupato di sapere se +__________ centrasse o meno in quella discussione e mi sono avvicinato a lui solo perché l’ho visto davanti al __________, come ho già riferito, gli ho detto “vai via” spintonandolo”

(MP AC 3 08.02.08);

 

  Io ho visto che AC 3 partiva verso i due (n.d.r.: __________ e __________), senza dire nulla e noi due l’abbiamo seguito”

(PS AC 2 25.02.08);

 

  Non ho visto esattamente se stava discutendo con uno o più persone. Io ho riconosciuto __________ perché lo conosco per averci fatto un torneo di calcio insieme e poi lo vedo in giro per __________. Non è un mio amico, è un conoscente.

AC 3 si è diretto verso il gruppo di persone che stavano lì, si è messo in mezzo e alla sua destra ha dato uno spintone a qualcuno. Non so a chi, se ad una o più persone. Alla sinistra di AC 3 c’era __________ e i suoi amici e alla destra c’erano altre persone. Ripeto che AC 3 entrando in mezzo al gruppo, ho sentito che ha detto qualcosa ma non saprei dire cosa e ha dato uno spintone muovendo il braccio destro verso l’esterno, a qualcuno. Non so se fosse una o più persone che ha spintonato via”

(MP AC 1 11.02.08).

 

                                  h)   Circa i motivi che hanno spinto AC 3 a mettere le mani addosso a __________, egli ha fornito in aula una versione che non ha convinto la Corte. Secondo lui lo avrebbe fatto perché, percepita l'esistenza di una discussione fra il noto __________ ed un'altra persona, a lui sconosciuta (__________), sarebbe intervenuto per prevenire il degerare della stessa, spingendo via proprio la persona a lui sconosciuta. Tale versione, che non manca certo di originalità, non solo fa a pugni con la logica delle cose e con l'esperienza generale di vita, ma è anche smentita da quanto è poi davvero accaduto. Come vedremo, AC 3 ha spintonato via __________ non una, ma ben tre volte (in un'occasione __________ ha pure confuso il gesto di AC 3 con un pugno) e poi, a terra, ha di nuovo colpito la vittima con uno o più calci, quantunque non alle parti vitali. Innanzi tutto non va dimenticato che AC 3 è grande e grosso (è alto 1,90 m) di guisa che avrebbe certo potuto usare la forza della ragione nei confronti del __________ che è per contro più piccolo e tarchiato; ma se davvero il suo intento fosse stato quello di prevenire una rissa, non vi era motivo per non utilizzare, almeno in un primo tempo, la forza delle parole, e soprattutto non si spiega perché, allora, non si sia dissociato dai suoi amici quando questi hanno picchiato la vittima più pesantemente, ma abbia pure partecipato al suo pestaggio quando era a terra.

La Corte si è lungamente chiesta i motivi che hanno spinto AC 3, giovane peraltro dal passato fin lì irreprensibile, a comportarsi in quel modo. Non ha creduto alla sua versione. Nemmeno ha potuto accertare che lo abbia fatto perché quella sera aveva deciso che alla prima occasione avrebbe menato le mani, non essendo provato che egli avrebbe sentito AC 1 e AC 2 esprimere tali propositi allorquando ancora erano al __________.

Più verosimile è, invero, parsa la spiegazione seriamente adombrata dal teste __________, secondo il quale sarebbe intervenuto per farsi bello davanti al __________:

  Mi viene chiesto se riesco a spiegare il motivo per il quale i tre aggressori si sono intromessi nella discussione avvenuta fra il nostro gruppo e quello della parrucca verde, avventandosi infine su __________ ed io rispondo che sicuramente avranno voluto fare i “leccaculi” pensando di fare un favore a __________”

(PS 20.02.08).

 

Per la Corte questa è una spiegazione molto ragionevole anche se non può dirsi certa. Quel che è certo invece è che, senza nessuna ragione plausibile, senza sapere nulla di quello che era in precedenza successo, senza che la vittima avesse avuto qualsivoglia atteggiamento anche soltanto un po' equivoco o provocatorio, senza che la situazione richiedesse il benché minimo intervento di terzi, ma semplicemente perché ha percepito che vi erano due gruppi di persone che discutevano a parole (senza usare le mani) e che in uno dei due vi era il noto __________, AC 3 si è avventato su __________, che nemmeno conosceva, spintonandolo, senza minimamente accertarsi di quello che era successo, per la sola ragione che stava parlando con __________. Punto.

 

                                    i)   Se già AC 3 non aveva alcuna percezione di quanto era accaduto poco prima in via __________ tra il Gruppo __________ e quello del __________ (così definiti solo per semplicità e per facilità di lettura, poiché i due gruppi si sono uniti solo nella discussione, senza alcuna intenzione di affrontarsi), ancora meno l'avevano AC 2 e AC 1, che sono intervenuti dopo. Per loro è senz'altro più plausibile che lo abbiano fatto perché quella sera avevano sin dall'inizio messo in preventivo, con l'esternazione già al __________ dei citati propositi di usare violenza, di menare le mani alla prima occasione, senza che con ciò sia stata ritenuta a loro carico una premeditazione dell'omicidio. Certo, finchè erano al __________ N. 3, ossia fino alle 23:41 di quella sera, allorquando sono usciti dalla tendina uno in groppa all'altro, non avevano manifestato alcuna intenzione di uccidere qualcuno di lì a pochi minuti, ma tuttavia, alla prima occasione, lo hanno fatto. Sia che sia per la Corte determinanti sono risultati i fatti così come accertati e meglio che anche loro due sono intervenuti contro __________ senza ragione, senza che questi avesse anche soltanto dato adito a qualsivoglia reazione equivoca o equivocabile, nemmeno dopo la prima aggressione di AC 3, e senza sapere nulla di quello che era successo in precedenza. Ci torneremo.


                               VIII.   L'aggressione a __________

Nella determinazione dell'accaduto la Corte ha suddiviso l'aggressione subita da __________ in tre fasi e meglio la prima relativa a quando la vittima era ancora in piedi, la seconda a quando è caduta a terra e la terza ai calci che le sono stati sferrati alla testa quando era a terra.

Come detto, da quando i tre hanno lasciato il __________ N. 3 che distava poche decine di metri dal luogo dell'accaduto al termine dell’aggressione, è trascorso solo qualche minuto. La durata precisa non ha potuto essere accertata poiché il rilevamento dell'orario di allerta dei soccorsi, ore 23:46, non è avvenuto con il medesimo orologio che ha rilevato l'orario di uscita dei tre dal __________ ed i due orologi non sono stati posti a confronto dagli inquirenti in modo da accertarne il decalage. Ma tant'è, alla questione non ha da essere dato particolare rilievo, bastando la constatazione che il tutto si è svolto in pochi minuti.

 

 

                                   1.   Fase 1

 

                                  a)   Come detto i tre si sono diretti su via __________, provenienti da via __________ __________. Appena giunti su detta via, AC 2 ha avvertito AC 3 della presenza del __________. AC 3 non ha, quindi, esitato un istante a mettere le mani addosso alla persona che era più vicina a __________, ossia a __________. A mente di __________, egli sarebbe intervenuto chiedendo se ci fossero problemi con i __________ e, poi, vista la reazione di sorpresa della vittima, l'avrebbe spinta via:

 

  Continuando nella descrizione di quanto successo, AC 3 (foto nr. 2) ha preso di mira +__________, secondo me perché era il più alto, il più grande di tutti, dicendogli “avete problemi con i __________?”. +__________ gli ha risposto “ma cosa volete?”

(MP __________ 04.02.08).

 

                                  b)   In un primo tempo AC 3 ha spinto via __________ per ben tre volte:

 

  Io sono andato là senza chiedere cosa fosse successo e mi sono messo in mezzo a __________ e __________ e mettendo la mano sulla spalla del +__________ l’ho spinto allontanandolo dicendogli “vai via”. Dopo di che lui si è avvicinato verso di me, a circa 20 cm dalla mia faccia. Dopo di che gli ho detto “vai fuori dal cazzo” e gli ho dato una spinta più forte e lui è andato a sbattere contro il muretto alto ca. 1,50/160m, con il fianco destro. Dopo di che sono andato là e l’ho preso ancora per il bavero e gli ho dato una spinta spostandolo indietro di circa un metro e mezzo/due (….) Io quando ho visto che stavano discutendo sono andato lì e mi sono intromesso prendendomela con +__________. Non mi sono preoccupato di sapere se +__________ centrasse o meno in quella discussione e mi sono avvicinato a lui solo perché l’ho visto davanti al __________, come ho già riferito, gli ho detto “vai via” spintonandolo.

ADR: che quando ho spinto +__________ la prima volta, non l’ho fatto mettendogli la mano sulla faccia ma ho appoggiato la mano sulla spalla e spingendolo con tutto l'avambraccio”

(MP 08.02.08).

 

Richiesto di spiegare cosa __________ gli avesse detto dopo quelle spinte, AC 3 in aula ha detto di non ricordarsi (verb. dib. p. 29).

 

__________ ha dichiarato di essere intervenuto nello scontro posto in atto da AC 3 ai danni di __________, colpendo quest'ultimo sul braccio sinistro (MM 13.02.08 p. 2), dopo che aveva visto AC 3 colpire la vittima con un pugno. In realtà il giovane, posto di fronte alle contestazioni dell'imputato, ha precisato di averlo visto colpire __________, senza aver visto con precisione come, ma di avere avuto l'impressione che si trattasse di un pugno. In realtà è stato chiarito, in occasione del verbale di confronto, che si trattò della prima spinta, allorquando AC 3 mise il suo avambraccio sullo sterno della vittima, gesto che __________ ha erroneamente interpretato come un pugno, dando per il resto onestamente atto che potesse essersi sbagliato:

 

  2) Domanda a __________: lei ha quindi dichiarato che mentre era in atto la discussione, improvvisamente nel gruppetto di persone è entrato un ragazzo che lei conosceva di vista, che ha poi identificato in AC 3, che si faceva strada tra la folla e si è diretto in modo deciso verso +__________ e che gli ha sferrato un pugno sul viso.

In data odierna, in occasione del confronto, ha precisato: “(…..).L’ho visto dare un pugno al viso di +__________. Non si tratta di una spinta ma io ho visto un colpo nel senso di pugno che AC 3 ha sferrato al viso di +__________.

(……..) Io ho visto il primo gesto violento che AC 3 ha fatto nei confronti di +__________ con il braccio e la mano e io lo avevo considerato come un pugno”

(MP 03.04.08).

 

Per il resto non spetta a questa Corte disquisire oltre sui motivi che hanno indotto il minorenne ad intervenire. Certo, se davvero fosse intervenuto con il solo scopo di dividere i due, mal si comprende perché, poi, lo stesso ha, come vedremo, nuovamente colpito __________ con un calcio. Ma tant'è.

 

                        c)   AC 3, nei verbali d'interrogatorio, ha più volte affermato che __________ avrebbe cercato di colpirlo con un pugno (PS 02.02.08; MP 08.02.08; MP 17.04.08 p. 2; MP 23.04.08 p. 2), rispettivamente avrebbe fatto un gesto come se volesse colpirlo con un pugno (MP 05.05.08 p. 2). In aula ha precisato che in realtà su questo punto non ha detto la verità agli inquirenti, ammettendo che __________ non ha mai cercato di colpirlo con un pugno e che questa era una bugia detta solo per difendersi (verb. dib. p. 30), circostanza peraltro evocata dal solo AC 2 allorquando ha cercato, in un primo tempo, di giustificare il suo intervento su __________. A ciò aggiungasi che testimoni hanno escluso l’ipotesi che __________ abbia in qualche modo cercato di colpire AC 3 in questa fase (come pure nelle altre fasi).

 

                                  d)   A seguito della seconda spinta di AC 3, __________ è finito contro il muretto alto circa 110 cm che si trova lungo via __________, tra lo sbocco di via __________ e il negozio __________, sulla destra per chi si reca verso la Biblioteca __________ (cfr. Rapporto accertamento tecnico 10.06.08).

 

Secondo AC 3, __________ avrebbe colpito il muretto con il fianco destro:

 

  lui è retrocesso all'indietro ed è arrivato con il fianco destro contro il muretto di sasso”

(MP 05.05.08).

 

                                  e)   Con il terzo gesto, AC 3 ha spinto __________, che in quel momento si trovava praticamente perpendicolare al citato muretto, verso destra, ossia verso Piazza __________. Dalla sinistra di AC 3 è quindi giunto AC 2 che ha a sua volta colpito il povero __________:

 

  Dalla mia sinistra, è arrivato AC 2 che gli ha dato un pugno al volto. +__________ a seguito del colpo é barcollato abbassando la testa ed è arretrato di due o tre passi incrociando i piedi (come se stesse per inciampare), per circa 1 metro/1 metro e mezzo, ma è riuscito a rimanere in piedi”

(MP AC 3 08.02.08).

 

Dal canto suo AC 2 in aula, nel confermare di aver dato un pugno di striscio alla guancia sinistra di __________, ha per finire precisato di averlo colpito solo con il dito mignolo, “come se non lo avesse colpito” (verb. dib. p. 30), versione peraltro già fornita al GIAR il giorno della conferma del suo arresto:

 

  Io l'ho colpito con un pugno di striscio, quindi come se non l’avessi preso”

(GIAR 03.02.08).

Al riguardo AC 1 ha preteso, fino al suo interrogatorio del 22 agosto 2008, che AC 2 avrebbe caricato il __________ con una raffica di pugni al volto, salvo poi correggersi:

 

  Rispondo che sì, in effetti voglio fare una precisazione e cioè che non è vero che AC 2 ha dato a __________ dei pugni a raffica. Io ho detto dei pugni a raffica perché AC 2 era partito con foga verso __________ e per spiegare bene questa foga con cui lui si era diretto contro __________, ho detto che ha dato dei pugni a raffica. Per la verità io ho visto che gli dava solo pugno al viso. Non so se alla parte destra o sinistra”

(MP 22.08.08),

 

circostanza confermata in aula (verb. dib. p. 30).

 

Dal referto autoptico del dott. __________, noto alla difesa già prima del succitato interrogatorio del 22 agosto 2008 (i colloqui liberi tra avvocati e imputati erano pure già stati autorizzati in precedenza), su cui si tornerà in seguito, non sono emerse ferite compatibili con pugni al volto. Lo stesso esperto ha pure precisato che “Un pugno sferrato a mani nude che raggiunga in pieno il bersaglio con violenza non può non lasciare nessuna traccia” (classeur F, sez. 2, ad 17; v. anche verb. dib. p. 49);

 

in questo confortato dal perito di parte dott. __________:

 

  non è, infatti sostenibile che un trauma facciale causato da un pugno violento (a mani libere) andato a segno con forza, non lasci alcun reperto patologico (escoriazione, ematoma) sul volto”

(doc TPC 25 p. 3)

 

e pure dal perito di parte dott. __________ (doc TPC 26 p. 21).

 

Ne discende che se AC 2 ha diretto un colpo al volto della vittima, questo colpo è rimasto allo stadio del tentativo o, al massimo, ha appena sfiorato la vittima in modo da non lasciare tracce. Con ciò la Corte ha accertato che, come detto da AC 2 al GIAR e in aula, egli, con quel colpo, ha al massimo sfiorato __________. In questo senso vanno smentite le affermazioni fatte in istruttoria da AC 3 secondo le quali AC 2 avrebbe colpito __________ in pieno volto e questi avrebbe iniziato a barcollare (PS 02.02.08 p. 4; 06.02.08 p. 3; MP 08.02.08 p. 2 e 03.04.08 p. 4).

 

                         f)   Circa i motivi che avrebbero spinto AC 2 ad intervenire e colpire __________, lo stesso ne ha raccontate di ogni specie.

Nel verbale del 2 febbraio 2008 ha riferito di aver visto “il ragazzo finito all'ospedale” litigare con AC 3 e di essere intervenuto dopo che questi “ha sferrato un pugno al volto di AC 3. Nel secondo interrogatorio di polizia, l'8 febbraio successivo, ha ribadito di essere intervenuto poiché __________ aveva colpito AC 3 senza diritto:

 

  Sebbene __________ avesse separato i due io ho ritenuto che __________ non aveva il diritto di colpire un mio amico e per questo motivo sono intervenuto per pareggiare i conti e restituirgli il pugno. In pratica d’istinto gli ho sferrato un pugno colpendolo di striscio, sulla parte sinistra della mascella”.

 

Alla PP il 12 febbraio 2008 ha ancora ripetuto la menzogna del pugno di __________ a AC 3, precisando tuttavia di non averlo visto, ma di averlo appreso dopo i fatti, al __________ N. 1, dallo stesso AC 3:

 

  Nel frattempo, mentre AC 3 si girava verso +__________, veniva colpito da un pugno, sferrato da +__________.

La PP mi chiede come faccio a dire che AC 3 venne colpito da un pugno di +__________ ed io rispondo che me lo ha raccontato AC 3 dopo i fatti, una volta che eravamo arrivati al __________. Io non ho visto personalmente il pugno sferrato da +__________ a AC 3”.

 

Nello stesso verbale ha poi corretto il tiro dicendo che se AC 3, che lui conosce come un pacifico, ha, come lo ha visto fare, messo le mani addosso a qualcuno, è senz'altro perché questo qualcuno lo ha provocato e, quindi, d'istinto ha deciso d'intervenire:

 

  Quando ho visto la scena che AC 3 prendeva per il collo +__________, sono intervenuto io perché so che AC 3 non avrebbe mai preso per il collo qualcuno se non avesse subito lui qualcosa prima. Se però AC 3 in quel momento avesse subito qualcosa o meno, io non lo sapevo, l’ho dedotto.

Mi sono mosso dall’altra parte della strada e mi sono avvicinato verso il muretto dove c’erano tutti i ragazzi e mi sono diretto verso +__________ e gli ho sferrato un pugno con la mano destra prendendolo di striscio sulla mascella sinistra”.

 

In aula ha, per finire, detto di essere intervenuto perché credeva che fosse successo qualcosa a AC 3 (verb. dib. p. 31).

Le versioni di AC 2 non hanno convinto la Corte. Innanzi tutto va ribadito con forza che __________ non ha né tentato di colpire né tantomeno colpito qualcuno né prima né durante l'aggressione di AC 3 (né peraltro in seguito). AC 2, senza sapere assolutamente quel che era successo, non ha in realtà esitato un istante ad avventarsi su __________, cercando di tirargli un pugno sulla guancia che -come visto- non è praticamente andato a segno. Che questo sia un comportamento che perfettamente si sposa con i propositi da lui avanzati all'inizio della serata al __________ (“Chi picchiamo stasera?”), data la facilità con cui è intervenuto e l'assenza della benché minima riflessione prima di colpire la vittima, è un dato di fatto. Non che la Corte, lo si ribadisce, abbia attribuito sulla base di quei propositi qualsivoglia premeditazione in punto a quanto è poi capitato, ma forza è ancora una volta constatare come sia bastato un niente perché AC 2, senza motivo plausibile, si intromettesse e menasse le mani nei confronti di una persona che nemmeno conosceva. Punto.

 

                                  g)   Subito dopo, da destra rispetto a AC 3, è intervenuto AC 1 che avrebbe colpito __________ in pieno volto e meglio sulla sua mascella sinistra, facendolo barcollare.

 

Così AC 1:

 

  L'ho colpito con la destra. Il pugno era veramente forte. A seguito del mio pugno il tipo è caduto in dietro.

ADR: A causa del pugno, ho riportato un leggero rigonfiamento alla mano destra. Alla palpazione mi fa un po’ male”

(PS 02.02.08);

 

  io ho dato un pugno all’inizio quando è venuto verso di me dopo che l’avevo già allontanato con uno spintone”

(GIAR 03.02.08);

 

  con la mano destra gli ho tirato un pugno sulla parte sinistra del viso. Quando l’ho colpito, lui è andato un po’ indietro ed è caduto per terra, credo su un fianco. Non posso essere più preciso”

(PS 08.02.08);

 

  Poi +__________ è ritornato verso di me ed ha cercato di tirarmi un pugno con la mano destra al viso. Io ho schivato il pugno spostandomi indietro con la parte alta del busto e di conseguenza gli ho tirato un pugno con la mano destra sulla parte sinistra del viso, o sulla mascella o sulla guancia.

Per colpirlo, sono andato con il braccio destro e la spalla all’indietro e poi gli ho tirato il pugno nel quale ho impiegato tutta la forza anche della spalla e del braccio. Il pugno era molto forte e la mia mano destra si era poi gonfiata.

Quando l’ho colpito, +__________ è caduto all’indietro per terra”

(MP 11.02.08);

 

  Sta di fatto che io ho scambiato questo gesto come se mi volesse dare un pugno. Infatti io mi sono scansato andando indietro e tirandomi su, gli ho tirato un pugno sulla guancia sinistra”

(MP 30.04.08).

 

Anche AC 3 in istruttoria ha detto che AC 1 avrebbe colpito __________ al volto, salvo confondersi riguardo alla parte colpita, citando prima la destra, poi la sinistra.

Così AC 3:

 

  AC 1, schivato il colpo, colpiva a sua volta con un pugno al volto il ragazzo”

(PS 02.02.08);

 

  AC 1 è riuscito a schivarlo e gli ha dato un “destro” colpendolo forte sotto la mascella destra”

(PS 06.02.08);

 

  AC 1 ha colpito +__________ con questo movimento: si è avvicinato a +__________, ha tirato indietro la testa e la spalla destra abbassandosi e poi raddrizzandosi gli ha tirato il pugno sotto la mascella sinistra. Il pugno era evidentemente molto forte perché AC 1 ci ha messo tutto il peso del corpo”

(MP 08.02.08);

 

  Dopo che io gli ho dato la spinta dopo averlo afferrato per il bavero, il +__________ veniva verso di me e dalla mia sinistra arrivava il AC 2 che ha colpito con un pugno al volto +__________. +__________ ha fatto, come ho già detto, uno o due passi indietro barcollando e dalla mia destra è arrivato AC 1 che schivando un gesto di +__________, come un pugno a vuoto e senza forza, lo ha poi colpito con un pugno sulla parte sinistra del viso di +__________. Il pugno lo ha dato con la mano destra”

(MP 21.02.08).

 

Pure AC 2 ha riferito di questo pugno di AC 1 al volto di __________:

 

  __________ mi teneva ancora fermo per la mano sinistra ed ho visto che a quel punto si è messo in mezzo AC 1 che ha sferrato un pugno a __________ sotto la mascella alla parte sinistra. AC 1, contrariamente al sottoscritto, è riuscito a colpirlo in modo violento. __________, dopo aver accusato il colpo si è chinato in avanti e con le mani si teneva la parte del volto dove aveva ricevuto il pugno. Ho visto che poi che barcollava”

(PS 08.02.08);

 

  Per continuare, dopo che io ho colpito sulla mascella sinistra +__________, prendendolo di striscio, __________ è intervenuto nuovamente prendendomi per un braccio e tirandomi indietro. Da lì si è messo in mezzo anche AC 1 nel senso che è intervenuto AC 1 andando verso +__________ e gli ha sferrato un pugno sotto la mascella sinistra. Per dargli il pugno che era molto forte, AC 1 ha fatto roteare il braccio destro, è indietreggiato con il braccio e salendo dal basso con il pugno lo ha colpito sotto la mascella sinistra.

In quel momento +__________ si è piegato in avanti, a 90 gradi e con una mano si teneva la mascella sinistra dove aveva preso il colpo. Ho visto che barcollava”

(MP 12.02.08).

 

Dei testimoni sentiti in istruttoria, nessuno ha saputo riferire con precisione di questo asserito pugno e meglio nessuno ha confermato quanto riferito dai tre imputati, ossia che AC 1 avrebbe caricato il braccio e poi colpito -nel senso che il colpo sarebbe andato a segno- __________ sulla mascella sinistra. Solo __________ ha confermato di aver visto AC 1 colpire __________ con un pugno che ha creduto fosse al viso, senza saper fornire migliori dettagli sull'accaduto (PS 04.02.08 p. 5). Altri testimoni hanno sì detto di aver visto AC 1 sferrare un pugno verso __________, ma non hanno potuto né confermare né smentire che la vittima sia stata colpita e, se sì, proprio sulla guancia (PS __________ 02.04.08 e MP 17.04.08 p. 2; MP __________ 04.02.08 p. 2; PS __________ 05.02.08 p.1 e MP 04.03.08 p. 2).

 

Altri ancora hanno detto che in realtà il pugno è andato a vuoto:

 

  Non ricordo bene, ma mi sembra che il ragazzo che indossava la maglietta della __________ avesse cercato di sferrare un pugno all’altezza del volto di __________ senza riuscirvi”

(PS __________ 28.03.08).

 

Il solo ad aver riferito che AC 1 avrebbe davvero colpito la vittima con un pugno al volto è stato __________, il quale tuttavia ha riferito di un pugno alla guancia destra:

 

  Ho visto che poi AC 1 ha tirato un pugno in faccia a __________ che è caduto a terra. Come richiestomi preciso che AC 1 ha colpito __________ con un pugno all’altezza della guancia destra. A mio modo di vedere il pugno al volto di __________ è stato sferrato in modo violento perché ricordo di aver visto AC 1 che ha caricato il pugno”

(PS 19.02.08),

 

versione confermata anche alla PP il 4 marzo successivo.

 

Nemmeno dopo essere stato colpito da AC 3 e da AC 2, __________ ha avuto reazioni violente.

 

                                  h)   Come detto in ingresso, la Corte si è scrupolosamente attenuta agli elementi certi, oggettivamente incontrovertibili. A riguardo del preteso pugno di AC 1 alla mascella di __________, la Corte ha innanzi tutto accertato che l'accusato ha, dopo i fatti, riferito a più persone di aver colpito un ragazzo con un pugno e di avere male alla mano, a prescindere che se ne sia vantato, che fosse invece preoccupato o che abbia semplicemente raccontato quel che era capitato. Nulla ha invece detto circa il calcio a terra su cui torneremo in seguito.

Così i testi:

 

- __________, la ragazza dai capelli rossi incontrata al __________ N. 1 dopo i fatti:

 

  Mi disse che la mano gli faceva molto male per via del “cazzotto” che aveva tirato a questo ragazzo che poi era caduto per terra. Ricordo che dapprima mi disse che dopo avergli dato il “cazzotto” il ragazzo era caduto a terra ed è svenuto. Successivamente mi disse testualmente: “eh, si gli ho tirato un cazzotto e questo qua è caduto li a terra svenuto; morto”. Mi sono spaventata ed allora gli ho chiesto. “ma come…?” e lui mi ha nuovamente ripetuto: “eh sì, è svenuto”… poi ha continuato a farmi vedere la mano che gli faceva male. La parola: “morto” l’ha utilizzata una volta sola”

(PS 04.02.08);

 

- __________ incontrato al __________ N. 1 dopo i fatti:

 

  Lui mi ha detto che aveva male alla mano (si è toccato la mano destra). Gli ho chiesto se era stato da un medico e lui mi ha risposto che la lite era appena successa. Mi ha spiegato che, in pratica, di fuori c’era stata una lite e qualcuno ha cercato di tirargli un pugno. Lui si è spostato indietro con il busto per evitare il pugno e poi si è rimesso eretto e ha dato un pugno a quello che aveva cercato di colpirlo. Ha continuato dicendo che, a seguito del suo pugno, il tipo era caduto e lui se n'è andato”

(06.02.08);

 

- indirettamente __________:

 

  Solo nei giorni a seguire, quando la stampa ha fornito il nominativo di AC 1 quale autore dell’aggressione ai danni di __________, __________ mi ha riferito quanto concretamente AC 1 gli aveva detto quella sera. In pratica sembra che AC 1 abbia raccontato a __________ che qualcuno voleva sferrargli un pugno che lui ha schivato. A sua volta avrebbe colpito questa persona con un pugno; non so dove. __________ mi ha pure detto che AC 1 gli ha mostrato una mano rigonfia; altro non so”

(PS 31.03.08);

 

- __________, incontrato dopo che AC 1 aveva lasciato il __________ e si stava recando a __________:

 

  Come richiestomi dall’interrogante dico che AC 1 mi ha detto di avergli tirato un pugno senza specificare dove lo aveva colpito ma penso in faccia perché ha “mimato” il colpo (….) L'unica cosa che mi ha detto AC 1 e che ha colpito il tipo con un pugno; di più non ha detto”

(PS 07.02.08);

- __________, compagna di __________:

 

  mentre AC 2 e AC 1 avrebbero iniziato a colpirlo in pancia ed in faccia con dei pugni”

(PS 05.02.08);

 

- e, infine, __________, incontrato al __________ di __________, a cui ha detto solo di aver male alla mano:

 

  Gli interroganti mi chiedono se ricordo se AC 1 fosse ferito ed io rispondo che lui mi fece vedere la mano destra dicendomi che aveva male”

(PS 17.04.08).

 

Altro dato di fatto incontrovertibile è che, al momento dell'arresto, poche ore dopo i fatti, AC 1 presentava un leggero gonfiore al dorso della mano destra (cfr. foto N. 75 in class. D, sez. 1).

Il medico dott. __________, che lo ha vistato il 2 febbraio alle ore 10:00, ha riportato: “Riferisce dolorabilità alla mano destra in quanto riferisce di aver sferrato, con essa, un pugno. All’esame obiettivo è presente, a livello del II metatarso della mano destra una sfumata tumefazione. Non sono evidenziabili altre lesioni su tutto l’ambito corporeo” (rapp. 18.06.08 p. 1). La mano è peraltro stata medicata alla Farera ed è guarita nel giro di un giorno.

 

Richiesto di dare una spiegazione circa l'origine possibile di tale tumefazione, il dott. __________ ha riferito in aula che “è compatibile con qualsiasi urto”, sia con un pugno al volto, sia con un pugno in qualunque altra parte del corpo (verb. dib. p. 49).

 

Come detto a proposito dell'asserito pugno sferrato di striscio da AC 2, anche per AC 1 deve valere che un pugno dato in pieno volto, come da lui preteso, non può non lasciare traccia sulla vittima. Ancora una volta il dott. __________ in aula:

 

  Se è possibile che un pugno all’addome non provochi lesioni, è scientificamente impossibile che un trauma che raggiunge con una certa intensità la mandibola non lasci segni”

(verb. dib. p. 49).

 

Quest'ipotesi del pugno alla mascella o alla mandibola era stata sottoposta al dott. __________ sin dall'inizio, anche perché, avendo visitato il AC 1 la mattina del 2 febbraio 2008, aveva appreso che egli sosteneva di aver colpito __________ con un pugno alla mascella sinistra. Per tale ragione ha eseguito una ricerca approfondita sulla salma, volta a trovare traccia di un trauma che

potesse spiegare tale circostanza.Non l'ha trovata:

 

  L’ipotesi del pugno mi era stata sottoposta per esame. Posso dire che non vi sono lesioni al viso. Nell’autopsia sono stato particolarmente attento ad individuare lesioni esterne al capo. Soltanto una tecnica autoptica inusuale ha permesso di individuare le lesioni al collo. In un autopsia normale non si sarebbe vista.

Ho proceduto ad un’analisi estremamente approfondita dei tessuti esterni e interni, anche della mandibola.

La mandibola è poco coperta e quindi particolarmente sensibile a che traumi causino lesioni.

Se è possibile che pugno all’addome non provochi lesioni, è scientificamente impossibile che una trauma che raggiunge con una certa intensità la mandibola non lasci segni.

Se un pugno raggiunge la mandibola un segno lo deve lasciare. Io non ho trovato nulla sul volto (in particolare, sulla mandibola e sulla mascella) di __________”

(verb. dib. p. 49).

 

Ne discende che la vittima non può essere stata colpita con un pugno al volto, ossia alla mascella sinistra (ma nemmeno a quella destra) come preteso dal AC 1 e riportato dai correi, poiché un tale colpo avrebbe lasciato una traccia sulla vittima. Al riguardo, del tutto inconferenti e prive di qualsiasi rigore scientifico sono le ipotesi avanzate dal dott. __________, che è stato il primo medico a prendere in cura __________ dopo i fatti, secondo il quale nessun ematoma si sarebbe prodotto causa “l'assenza di circolo durante l'arresto cardiaco” (PS 14.02.08 p. 4), poiché smentita dall'unanime accertamento dei periti, secondo i quali l'arresto cardiaco non può aver giocato alcun ruolo nella produzione o nella mancata produzione degli ematomi. Proprio l'assenza di qualsivoglia traccia traumatica nella zona asseritamente colpita, esclude che AC 1 abbia colpito __________ con un pugno al volto tale da determinarne il barcollamento o, peggio, la caduta a terra. Ancora una volta, se pugno vi è stato, questo non ha raggiunto l'obiettivo indicato dal AC 1; con il che il gonfiore sulle nocche della sua mano destra si spiega, semmai, con l'urto con un'altra parte del corpo della vittima o con altri traumi che può essersi procurato quel giorno in altre circostanze.

 

                                    i)   Il perito giudiziario dott. __________ ha, tra le altre, riscontrato una lesione “in regione fronto-temporo-parietale sinistra escoriazione con crosta-siero ematica, di forma lievemente arcuata, delle lunghezze di 1,3 cm e dell’altezza di 0,4 cm, con asse maggiore diretto antero-posteriormente e con concavità caudo-anteriore, i cui margini appaiono irregolari e sfumati, postero-caudalmente a tale lesione si osserva un’area delle dimensioni di circa 2x2 cm caratterizzata dalla presenza di multiple e puntiformi ecchimosi rossastre (foto V e VI). In corrispondenza dell’escoriazione precedentemente descritta, sulla faccia profonda del cuoio capelluto è presente una modesta infiltrazione ematica, delle dimensioni massime di circa 3 cm (foto XVII e XVIII). Analoga infiltrazione si osserva in corrispondenza del muscolo temporale omolaterale” (rapp. 18.06.08 p. 11), indicata con il N. 1.

Trattasi, come vedremo, proprio di una delle due lesioni traumatiche suscettibili di aver provocato la rottura dell’arteria vertebrale intracranica sinistra e la conseguente emorragia cerebrale che ha determinato la morte di __________.

 

La difesa di AC 2, nell'estremo tentativo di trovare un appiglio per dimostrare che la lesione letale sarebbe avvenuta allorquando la vittima era ancora in piedi, ha adombrato l'ipotesi che in realtà con quel pugno AC 1 avrebbe colpito la tempia sinistra e non la mascella di __________. La Corte lo ha escluso.

 

Innanzi tutto AC 1 ha sempre sostenuto di aver colpito __________ alla guancia sinistra con un pugno a mano nuda. Ora, le nocche della mano sono sufficientemente sensibili per permettere di capire se si colpisce una parte molle (la guancia) o una rigida (la tempia), tanto più se si pon mente al fatto che quella parte (cfr. foto N. 35 class. D., sez. 1) è ricoperta dai capelli e che quella sera __________ portava pure una parrucca.

 

In secondo luogo sia AC 3 sia lo stesso AC 1, in questo supportati pure da alcuni testimoni, hanno dichiarato di aver visto AC 2 colpire __________ a terra con un calcio alla testa, nella regione della tempia sinistra.

Così lo stesso AC 1:

 

  ho visto AC 2 che gli dava 2 o 3 calci al busto e uno alla testa, precisamente alla tempia parte sinistra”

(MP 30.04.08);

 

AC 3:

  Ho visto che AC 2 ha mosso la gamba destra all'indietro e gli ha tirato un calcio colpendolo alla parte sinistra del viso”

(MP 05.05.08);

 

nonché i testi __________:

  AC 2 l’ho visto dare un calcio in testa al ragazzo. Mi si chiede di essere più preciso, ma non so dire di preciso dove”

(PS 13.02.08)

 

e __________ che, pur errando -viste la confusione di gente che c'era, la tutto sommato scarsa visibilità dovuta al fatto che era notte e la relativa rapidità con cui si è svolto il tutto- sulla paternità dei due calci indicando, quale unico autore, quello vestito con la maglia della __________ con le scarpe chiare allorquando, in realtà, deve essersi trattato dei due calci inferti uno da AC 1 (maglia della __________ ma scarpe nere) e l’altro da AC 2 (scarpe chiare) alla testa di __________ a terra, ha detto:

 

  Ho visto il ragazzo con la maglia della __________ e le scarpe chiare che si trovava dietro la testa di __________ (…) Questo ragazzo ha dato due calci molto forti alla testa di __________, come se stesse colpendo un pallone da calcio, con lo stesso movimento”

(PS 12.02.08).

 

Orbene, accertato come a __________ siano stati inferti due calci in testa allorquando era a terra, che tali calci in testa non possono non avere causato traumi, che il perito giudiziale ha constatato l'esistenza di soli due traumi al capo, su cui si tornerà in seguito, la Corte ha concluso che questi due traumi non possono essere stati causati allorquando __________ era ancora in piedi. Con il che deve essere escluso che l'asserito pugno di AC 1 -il cui difensore ha vanamente cercato di cambiarne il bersaglio in aula, contrariamente a quanto l'accusato ha sempre sostenuto- sia per finire andato a colpire __________ sulla tempia sinistra causando la ferita accertata dal perito dott. __________.

Che, poi, lo stesso AC 1 abbia ripetuto, già subito dopo i fatti, a più persone, di aver colpito con un pugno violento la vittima, omettendo il calcio in testa, può essere spiegato, da un lato, con l'esigenza di dare una spiegazione più accettabile per quanto aveva fatto e della cui gravità -come vedremo- si rese immediatamente conto, oppure, dall'altro, con il fatto che in realtà quel pugno ha raggiunto la vittima in altre parti del corpo senza lasciare tracce perché in realtà non fu così forte. Sia che sia, lo si ripete, stanti gli accertamenti scientificamente certi di cui sopra, combinati con le versioni degli stessi imputati, si deve ritenere che quel pugno, se c'è stato, ha avuto un impatto limitato con la vittima oppure l'ha colpita in altro luogo rispetto alla testa (torace? una delle cinque lesioni di cui al N. 2? lesione di cui alla foto N. 36 in class. D, sez. 1?). In tutti i casi, come vedremo, non può essere questo il trauma che ha ingenerato la rotazione del rachide con conseguente rottura dell'arteria vertebrale intracranica.

 

                                    l)   Circa i motivi che lo hanno spinto a colpire __________, nonostante fosse già stato oggetto delle spinte di AC 3 e del pugno andato quasi a vuoto di AC 2, AC 1 ha preteso di aver, per finire, interpretato i movimenti sconnessi di __________ come dei tentativi di colpirlo e, per questo, gli avrebbe sferrato l'asserito pugno di cui sopra. Anche in questo caso si è trattato di una versione di comodo che non ha convinto la Corte. Innanzi tutto AC 2 ha spiegato agli inquirenti che il tutto avrebbe potuto fermarsi dopo il suo intervento:

 

  La cosa sarebbe potuta finire lì, ma questa volta ad intromettersi nella lite è stato l’altro mio amico e cioè AC 1.

AC 1 si è a sua volta avventato contro il ragazzo finito all’ospedale, gli ha sferrato un cazzotto sotto il mento e lo ha steso a terra. A dire il vero, il ragazzo non era steso a terra, ma solo piegato a novanta gradi con la faccia verso il suolo e si teneva le mani sul volto”

(PS 02.02.08).

 

Anche qui, in realtà, l'aggressione era già partita poiché gli altri due già si erano avventati su __________ e si era pertanto concretizzata la situazione ipotizzata al __________ (“il primo che mi rompe lo ammazzo”). Non che, lo si ripete, la Corte abbia attribuito, sulla base di tali propositi, una premeditazione, ma ha rilevato -ancora una volta- che quanto era stato ipotizzato si è maleddettamente concretizzato. Del resto, fosse vero che AC 1 sarebbe intervenuto solo perché avrebbe erroneamente interpretato i gesti sconnessi o di difesa di __________, mal si comprende il motivo per il quale, in seguito, a terra, lo ha di nuovo colpito, per giunta alla testa. D'altro canto, se __________ ha fatto dei gesti, lo ha fatto esclusivamente per difendersi, senza che tali gesti possano anche solo essere stati confusi con dei contrattacchi, perché lì non c’era nessuno da colpire. Così AC 3:

 

  Mentre arretrava +__________ muoveva le braccia a vuoto come se volesse tirare un pugno, senza forza, ma non c’era lì nessuno da colpire”

(MP 08.02.08);

 

__________:

  ricordo che prima che __________ cadesse a terra gesticolava con le braccia come se volesse parare dei colpi o qualcosa di simile”

(PS 06.02.08);

 

__________:

  Lui si è piegato in avanti, mettendo le braccia davanti al torace come per ripararsi”

(PS 12.02.08);

 

__________:

  Tutti e tre gli sono praticamente saltati addosso dandogli pugni e +__________ inizialmente si è protetto con le braccia davanti al viso fino a che sotto i colpi dei pugni è caduto a terra”

(MP 04.02.08);

 

__________:

  Preciso che mentre lo aggredivano veniva spostato indietro verso la Piazza __________ e poi è caduto a terra. Non posso dire se sia caduto per i colpi o se è inciampato arretrando. A me non mi sembra che +__________ abbia avuto una forma di reazione”

(MP 13.03.08);

__________:

  Gli interroganti mi chiedono se anche la vittima, che nel frattempo so chiamarsi __________, avesse usato le mani per picchiare ed io rispondo che lui ha tentato di difendersi”

(PS 28.03.08).

 

Ne discende che la Corte ha accertato che anche AC 1 è intervenuto a picchiare __________ perché gli altri due lo hanno fatto, per il solo gusto, si fa per dire, di menare le mani, mentre __________ non aveva fatto nulla se non cercare di parare i colpi. Del resto lo stesso AC 1 ha dichiarato di essere intervenuto dopo aver visto la vittima colpita con più pugni dal AC 2, senza che questa avesse reagito in alcun modo:

 

  Mentre riceveva la raffica di pugni da AC 2, +__________ accusava i colpi ed indietreggiava per i colpi. Non mi sembra che +__________ reagisse in qualche modo ai colpi che riceveva”

(MP 11.02.08).

 

                                 m)   AC 2 ha nuovamente colpito la vittima, questa volta con calci, facendola cadere, perché asseritamente preso da una rabbia che nemmeno lui ha saputo spiegare. Così AC 2:

 

  I suoi movimenti erano molto rallentati; erano “flosci”. Nel frattempo mi sono liberato dalla presa di __________. Ero in collera, non so perché, non ho mai provato una simile sensazione. Ho raggiunto __________ che era sempre in posizione chinato in avanti barcollante e gli ho tirato due calci ben assestati: il primo sul polpaccio destro e il secondo all’altezza del fianco destro. O meglio sul fianco destro tra la coscia e la pancia. Per essere maggiormente preciso devo dire che io l’ho raggiunto da dietro e gli ho sferrato i due calci con il collo del piede restando sempre dietro di lui ma colpendolo come ho appena descritto. Dopo i miei due calci __________ è caduto a terra”

(PS 08.02.08);

 

  Io nel frattempo mi ero liberato dalla presa di __________. Avevo una sensazione di rabbia addosso che non avevo mai provato prima e sono quindi ripartito e ho colpito +__________ con due calci: uno sullo stinco destro e l’altro tra la pancia e la coscia destra. I due calci glieli ho dati con il piede destro. I calci che gli ho dato erano ben assestati nel senso che erano abbastanza forti”

(MP 12.02.08);

 

  …quando +__________ era ancora in piedi, barcollante, io gli ho tirato un calcio sullo stinco destro e un altro calcio tra la pancia e la coscia destra”

(MP 25.02.08).

 

Di tutta evidenza non è alla coscia destra bensì a quella sinistra che, calciando con la gamba destra, ha colpito la vittima che si trovava di fronte a lui, come poi precisato in un successivo verbale dinanzi alla PP:

 

  Sono intervenuto io sferrandogli ancora due calci, uno sullo stinco sinistro e uno tra la pancia e la coscia, sempre lato sinistro”

(MP 29.04.08).

 

Una volta __________ caduto a terra, AC 2 ha sostenuto che gli si è spenta la luce dei ricordi: non ha più saputo raccontare nulla fino al momento in cui tutti e tre hanno lasciato il luogo, pretendendo peraltro che tutto fosse finito quando __________ è caduto a terra e precisando di essere certo di essere stato il primo ad allontanarsi.

Circa i motivi che hanno spinto AC 2 a non fermarsi e a reiterare nell'aggressione a __________, la Corte ha preso atto che lo stesso AC 2 ha attribuito il suo comportamento alla rabbia che gli è venuta in quel momento. Egli non è tuttavia stato in grado di spiegare da dove sarebbe derivata questa rabbia. Certo, in un primo tempo ha cercato di attribuirla al fatto che __________ avrebbe a suo dire aggredito AC 3 (a seguito della rabbia che avevo in corpo per la sua precedente aggressione nei confronti dei miei amici ed in particolare di AC 3, gli ho sferrato diverse pedate in più parti del corpo e quindi suppongo pure al volto”; PS AC 2 02.02.08 p. 5) ma, una volta chiarito che quella dell'asserito attacco di __________ altro non era che una menzogna, non ha più saputo dare spiegazioni. Ancora una volta si è trattato di violenza gratuita, commessa da almeno tre persone contro una:

 

  …sicuramente siamo stati in tre contro uno finchè è caduto giù per terra”

(MP AC 2 29.04.08).


                                   2.   Fase 2

 

                                  a)   Subito dopo i calci di AC 2, anche __________ ha colpito __________ con un calcio:

 

  Mi sono avvicinato a passo di corsa e se non erro mi sono appoggiato alla spalla di AC 2 o AC 1, parte destra. Ho deciso di dare una spinta con il piede destro all’altezza del fianco sinistro fra le costole e il femore di __________. (….) confermo di aver colpito con un calcio __________ quando era ancora in piedi e prima l’ho colpito anche ad un braccio, dopo che era stato colpito da AC 3. Non so perché l’ho fatto. E’ una cosa a cui sto pensando da diversi giorni”

(MM 13.02.08);

 

  A questo momento ho deciso di “entrare nella scena”, non so neanche io spiegare il perché ho avuto questa reazione.

Mi sono diretto verso __________ con l’intenzione di colpirlo.

Gli interroganti mi chiedono il motivo di questa rezione visto che __________ non era l’aggressore bensì la vittima.

Ripeto che non so neanche io spiegare il perché…mi sono lasciato coinvolgere nella lite. Ero eccitato, su di giri…mi sono lasciato trascinare dagli eventi. C’era agitazione…euforia…non so spiegare meglio.

Mi sono avvicinato ai tre ragazzi (AC 1 - AC 2 - __________) e ricordo di aver appoggiato la mia mano sinistra sulla spalla destra, credo di AC 2.

Gli interroganti mi chiedono di precisare se __________ fosse in piedi o sdraiato a terra.

Ho pensato a lungo a questa scena… mi è difficile essere preciso… sono confuso. Mi sembra che __________ non fosse ancora completamente a terra… mi sembra che fosse in posizione quasi genuflessa, con la testa in avanti. Secondo me era in procinto di cadere in avanti.

Io con il collo del piede destro l’ho colpito al fianco sinistro, non ricordo se all’altezza della coscia o del tronco.

Gli interroganti mi chiedono se sono certo che __________ fosse in posizione parzialmente eretta.

Dico che non ne sono sicuro, questa è la scena che ho memorizzato. Facendo mente locale non posso escludere che eventualmente __________ fosse già sdraiato a terra.

Sono comunque certo di non averlo colpito nella parte superiore del corpo ed in particolare alla testa”

(PS 18.02.08).

 

Al riguardo poco importa se, davvero, egli si è appoggiato alla spalla di AC 2 oppure no, come riferito dal AC 2 stesso. Determinante è che __________ ha effettivamente dato un calcio sul tronco, e non alle parti alte del corpo della vittima, poco importa, per quanto ci interessa, con quale forza e in quale momento (se quando la vittima era già a terra o mentre stava cadendo).

Fatto sta che subito dopo aver sferrato questo secondo colpo (il primo era all'avambraccio in occasione dell'aggressione di AC 3), __________ se ne è andato, imboccando il vicolo __________ che si trova a pochi metri da dove è successo il tutto. Ancora __________:

 

  Subito dopo aver colpito __________ mi sono girato e mi sono incamminato sul lato opposto della strada, verso il vicolo __________”

(PS 18.02.08);

 

  Per riprendere il discorso, ho detto che a quel punto mi sono fatto avanti, mi sono appoggiato alla spalla destra di AC 2 ed ho dato il calcio a __________ che praticamente era già a terra, non so in che posizione era a terra. In seguito mi sono girato e diretto verso il Vicolo __________, ho sentito alle mie spalle agitazione, gente che urlava e si muoveva. Preciso che dopo aver colpito __________ con il calcio, mi sono voltato per andare via, vicino a __________ c’erano ancora AC 2 e AC 1”

(MM 20.02.08);

 

  Dopo aver sferrato il mio calcio mi sono girato e mi sono allontanato dirigendomi verso il Vicolo __________. Ribadisco di non aver visto __________ a terra in quel momento. Quando mi sono allontanato, dietro alle mie spalle, ho sentito ancora movimenti, agitazione e gente che si muoveva”

(MM 20.03.08).

 

                                  b)   A mente della Corte la versione di __________, secondo la quale egli ha lasciato il luogo subito dopo il suo calcio, è credibile. Innanzi tutto il minorenne è, per finire, stato arrestato, dopo il suo verbale del 13 febbraio 2008, sulla base delle sue stesse ammissioni. Fino a quel momento, infatti, gli inquirenti disponevano di pochissimi elementi a suo carico, non tali da poter giustificare un suo fermo. Diversamente lo avrebbero arrestato già in occasione degli interrogatori del 4 o del 5 febbraio precedenti. __________ ha dimostrato di essere sincero e di saper dare atto di una sua errata interpretazione, come nel caso dell'equivoco sul colpo di AC 3. Posto di fronte a puntuali contestazioni, ha fornito una spiegazione più che plausibile nel senso di aver mal interpretato il gesto che ha visto, dimostrando così di essere una persona attendibile. Del resto nemmeno AC 3 ha smentito che il ragazzo se ne sia andato prima: “l’ho visto solo che si allontanava dal luogo dove si trovava +__________ e ci siamo incrociati nel senso che io mi avvicinavo a +__________ e lui si allontanava (MP 21.02.08); da vicolo __________ (verb. dib. p. 35).

 

                                  c)   Tornando a __________ va detto che, prima di cadere a terra, a seguito dei colpi ricevuti, si è piegato in avanti, dando l'impressione di barcollare, e meglio di poter perdere l'equilibrio, circostanza del tutto normale per una persona che è presa a pugni e a calci in piedi. A farlo cadere sono stati o i calci del AC 2 o, per finire, quello di __________ o, ancora, semplicemente è inciampato come ipotizzato da __________ e __________. AC 2 dal canto suo, dopo aver riferito che __________ si era piegato in avanti a 90°, ha raccontato di aver avuto un flash da cui sarebbe scarturito che lo avrebbe invece sollevato da terra:

 

  in questo foglio che ho scritto, dico che mentre prima avevo la visione di vedere __________ che dopo il colpo (pugno) subito da AC 1 si era piegato a 90°, però invece non è vero. Dal flash ho visto che +__________ dal colpo subito da AC 1, alla mascella sinistra e che lo ha sollevato da terra e in quel momento io ero già lì, vicino a +__________ e intanto che stava cadendo a terra son partiti i calci e poi c’è sempre quel punto che non mi ricordo.”

(MP 25.02.08).

 

La sua credibilità su questo punto è pari allo zero. Innanzi tutto quel flash appare già di per sé assai sospetto se si pon mente al fatto che lo avrebbe avuto la notte sul 21 febbraio, ossia subito dopo il famoso colloquio furtivo avuto con AC 1 in carcere. In secondo luogo si tratta di una versione che è smentita non soltanto dalle sue stesse prime affermazioni, ma pure da __________:

 

  Preciso che mentre __________ era in piedi, AC 2 che lo ha colpito come ho detto, con un calcio. Preciso però che non ho visto il momento dell’impatto del calcio sul corpo di __________. Ricordo che __________ era leggermente piegato in avanti con la testa e le spalle e a questo momento ho visto AC 2 con la gamba tesa alzata a livello del viso di __________ e __________ che con la testa indietreggiava per effetto del calcio. Dopo il calcio di AC 2, ho colpito a mia volta con un calcio __________ nella zona tra la coscia e le costole, parte sinistra. Dopo di che mi sono girato e mi sono allontanato.

(MM 20.03.08).

 

Del resto che una persona, colpita con calci allo stinco, si pieghi in avanti è del tutto normale, così come, in quella posizione, uno o due calci ai fianchi la facciano cadere.

 

                                  d)   Su come __________ è caduto a terra va detto che diversi testimoni hanno riferito che è dapprima leggermente indietreggiato e, poi, si è adagiato sulla schiena e si è girato, sul fianco; il tutto con il capo verso piazza __________ ed i piedi verso la Biblioteca __________. Non è stata una caduta violenta.

 

- AC 2:

  Confermo che +__________ dopo il mio calcio, si è piegato in avanti e per proteggersi teneva le braccia davanti al torace e poi è caduto a

terra, dapprima sul sedere e poi con il resto del corpo”

(MP 29.04.08);

 

- __________:

  Poi si è afflosciato, cadendo all’indietro dapprima sul sedere e poi con la schiena e la testa. E’ caduto come un sacco di patate che arriva a terra”

(PS 12.02.08);

 

- __________:

  Ho visto uno dei miei amici con la maglietta a righe bianche e nere che si accasciava al suolo. Si è accasciato come qualcuno che ha perso le forze, come qualcuno che prende una pallonata sullo sterno e cade su sé stesso”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  Come detto ho visto __________ cadere e sono certa che non aveva battuto la testa da nessuna parte, ossia contro nessun gradino o altro, perché comunque lui è caduto tenendosi la pancia con le braccia. La testa rimaneva automaticamente sollevata e quindi la caduta non è stata violenta. Nello stesso momento in cui è caduto, come ho detto ho visto che teneva le braccia sull’addome e d li ho capito che doveva essere stato percosso. Lui si trovava a terra con la testa in direzione di Piazza __________ parallelamente alla strada”

(PS 05.03.08);

 

- __________:

  Ad un certo punto ho visto che AC 2, non so in che modo, ha fatto perdere l’equilibrio a +__________ che è caduto all’indietro andando a finire sull’asfalto in posizione laterale sinistra”

(MP 04.03.08);

 

- __________:

  +__________ è caduto a terra sulla schiena, forse leggermente un po’ spostato verso il fianco sinistro, almeno così mi sembrava”

(MP 13.03.08);

 

- __________:

  Ho poi visto __________ perdere l’equilibrio cadendo all’indietro sulla schiena. Posso dire che __________ nella caduta non ha battuto la testa al suolo”

(PS 02.04.08);

 

  decubito laterale sinistro”

(MP 17.04.08);

 

- __________:

  ho visto cadere __________ a terra sul fianco sinistro"

(PS 19.02.08).

 

                                  e)   Che __________, cadendo, si è messo sul suo fianco sinistro è, per la Corte, risultato pacifico. E’ vero che, nel verbale reso l’11 febbraio 2008 davanti alla PP, AC 1 ha riferito del fianco destro, ma evidentemente si è sbagliato: allorquando gli è stato chiesto di disegnare la posizione sua e dei due correi, l’ha indicata alla sinistra rispetto al corpo della vittima stesa a terra, verso la carreggiata, circostanza peraltro da lui stesso, per finire, ammessa allorquando gli sono state contestate le dichirazioni del teste Monti, che aveva riferito di una caduta di __________ sul suo fianco sinistro:

 

  prendo atto delle dichiarazioni del teste e la descrizione che fa, mi sembra corrispondere a quanto da me dichiarato”

(MP 30.04.08).

 

                                   f)   Dopo che __________ aveva lasciato il luogo dell’aggressione, i tre accusati hanno preso a colpire __________, che giaceva a terra, indifeso, con calci al torace.

Sulla partecipazione di AC 1 e AC 2 a questa fase, AC 3 così si è espresso:

 

  ADR: che i ragazzi che colpivano il giovane a terra erano AC 1 e AC 2. (…) erano solo AC 1 e AC 2 che hanno colpito il giovane a terra con dei calci. (…) ADR: che quando mi sono girato verso il punto dove era iniziato lo scontro, AC 2 e AC 1 stavano ancora colpendo insieme il ragazzo a terra con dei calci. Che poi l’ultimo calcio che ha colpito il giovane a terra alla testa è stato sferrato da AC 2”

(PS 02.02.08);

 

  Confermo di aver visto, mentre mi stavo allontanando, che sia il AC 2 che l’AC 1 hanno colpito ripetutamente con calci il ragazzo quando questi era già a terra”

(GIAR 03.02.08).

 

In seguito AC 3 ha parzialmente ritrattato le sue dichiarazioni, precisando di pensare che AC 1 abbia colpito __________ a terra:

 

  ADR che penso che anche AC 1 abbia colpito con calci +__________ quando questi era a terra perché erano tutti e due in piedi vicino a +__________. Non posso però dire di aver visto AC 1 dare il calcio in quanto la mia visuale su di lui era parzialmente coperta da AC 2”

(PS 08.02.08),

 

spiegando che è possibile che AC 2 abbia colpito __________ a terra con calci al busto:

 

  Può darsi che AC 2 abbia colpito con calci al busto +__________ a terra”

(MP 05.05.08).

                                  g)   Dal canto suo AC 2 ha inizialmente preteso che l’aggressione sarebbe terminata nel momento in cui __________ è caduto a terra:

 

  Dopo qualche istante, il ragazzo finito all’ospedale si è accasciato al suolo, non dava più segni di vita e sembrava svenuto. Quando ci siamo resi conto che non dava più segni di vita, io, AC 1 e l’amico di __________ ci siamo subito fermati. (…) ADR: che quando il ragazzo finito all’ospedale si è accasciato al suolo e non dava più segni di vita, io, AC 1 e l’amico di __________ ci siamo fermati e non l’abbiamo più toccato”

(PS 02.02.08).

 

In seguito ha sostenuto di non ricordare nulla di quanto accaduto quando __________ era a terra:

 

  A seguito dei colpi ricevuti, questo ragazzo è caduto a terra e, da quel momento, non riesco a ricordare più nulla”

(PS 02.02.08),

 

versione ribadita al GIAR il giorno dopo:

 

  Ribadisco che non mi ricordo di aver colpito il ragazzo anche quando era a terra”

(GIAR 03.02.08).

 

Successivamente, nel verbale dell'8 febbraio 2008 in polizia, ha negato di averlo colpito a terra, precisando di non aver visto neppure altri farlo:

 

  io non ho più colpito __________ quando si trovava a terra e nemmeno altre persone gli hanno tirato ulteriori calci”.

 

Alla PP ha poi detto di non ricordare, ma che è possibile che abbia colpito __________ con dei calci al corpo quando questi era a terra:

 

  Ripeto quello che ho detto prima e cioè che non mi ricordo ma che è probabile che anche io lo abbia colpito nei diversi punti del corpo ed anche alla testa, quando era a terra”

(MP 25.02.08).

 

Il 17 aprile 2008, sempre davanti alla PP, è tornato ad insistere sul fatto che proprio non ricordava:

 

  Continuo a non ricordarmi se sono stato io a colpire +__________ con un calcio in testa e negli altri punti del corpo quando era a terra”,

 

contestando poi di avere tirato dei calci al corpo di __________ a terra:

 

  Contesto di aver colpito +__________ quando era a terra con dei calci.

La PP mi fa prendere atto e mi contesta che io ho dichiarato ripetutamente di non ricordarmi di questa fase di quando +__________ era a terra ma che era probabile che io l'avevo colpito con diversi calci a tutto il corpo ed anche alla testa, quando era a terra. Io da quel poco che mi ricordo, so che quando +__________ è caduto a terra, è finito tutto nel senso che non è stato più colpito quando era a terra. Questo è il mio blackout”,

 

ma non potendolo infine escludere:

 

  ADR che ripeto anche ora che è possibile, non lo posso escludere, di aver colpito calci in tutto il corpo e quindi anche alla testa, +__________ quando era a terra, ma dal ricordo che c’ho, appena è caduto a terra è finito tutto”.

 

Anche il 29 aprile seguente AC 2 ha ribadito alla PP di non poter escludere di avere tirato dei calci al busto di __________ a terra, continuando però a non avere ricordi:

 

  Continuo a non ricordarmi di quando +__________ era a terra e dei calci che gli sono stati dati. (…) continuo a dire che non mi ricordo di aver tirato un calcio in testa a +__________ e di averlo colpito con altri calci mentre era a terra. Come ho già detto, ripeto che non posso escluderlo di averlo colpito con diversi calci quando era a terra e anche alla testa.

Da quello che mi ricordo io, gli ho tirato due calci quando +__________ era in piedi, calci di cui ho già parlato”.

 

Infine, il 6 giugno 2008, alla PP ha dichiarato:

 

  È molto probabile che abbia tirato dei calci a terra a +__________ ma ribadisco ancora una volta di non ricordarmi né dei miei calci né di quelli degli altri”,

 

versione confermata ancora in aula:

 

  In merito a quanto successo quando __________ era a terra, AC 2 dichiara di non ricordarsi”

(verb. dib. p. 35).

 

Queste versioni, peraltro altalenanti (prima nega, poi non ricorda, poi nega di nuovo, poi non ricorda ma è possibile, infine è molto probabile ma non ricorda), sono apparse del tutto inattendibili e non hanno convinto la Corte. Non è infatti ammissibile che gli si sia spenta la luce dei ricordi a partire dal momento in cui la vittima era a terra fino all'istante immediatamente successivo alla fine dell'aggressione allorquando, come vedremo, ha insistito a sottolineare che fu il primo a lasciare il luogo dell'aggressione, così come -in assenza di qualsivoglia ricordo di quanto accaduto quando __________ era a terra- è poco credibile il suo tentativo di prestare man forte a AC 3 nel negare che anche questi gli avrebbe tirato dei calci.

 

                                         AC 1 ha riferito di avere visto AC 2 sferrare due o tre calci al busto della vittima a terra:

 

  …poi ho visto AC 2 che gli dava 2 o 3 calci al busto e uno alla testa, precisamente alla tempia parte sinistra. (…) io, come detto, l’ho visto sferrare calci all’altezza del busto e sferrargli un calcio alla testa. (…) Come detto ho visto il AC 2 che gli ha sferrato dei calci all’addome, oltre al calcio alla testa e non ho visto altre persone che colpivano in questo modo +__________ a terra. (…) Sono sicuro che AC 2 fosse vicino a me quando io ho colpito +__________ con il calcio alla testa perché dopo avergli dato il calcio, ho alzato lo sguardo e ho visto che AC 2 stava colpendo +__________ con calci al busto e con un calcio alla testa. (…) Come ho detto nei verbali precedenti, e anche oggi, oltre a AC 2 non ho visto nessun altro tirare calci a +__________ a terra.”

(MP 30.04.08),

 

ciò che ha confermato anche in aula:

 

  AC 1 dichiara di aver visto AC 2 che dava un paio di calci al corpo ed uno alla tempia sinistra. Pensa che il calcio di AC 2 fosse forte”

(verb. dib. p. 36).

 

Anche il teste __________ ha riferito che AC 2 ha sferrato delle pedate al busto di __________ quando questi era a terra:

 

  Mentre +__________ era a terra, ho visto AC 2 sferrare 3 o 4 pedate ben assestate all’altezza del busto di +__________. Dico ben assestate perché non si trattava sicuro di calcetti. Non era proprio come dare una pedata ad un pallone ma quasi.

La PP mi chiede cosa faccio quando tiro la pedata ad un pallone ed io rispondo che tiri un calcio ad un pallone con un piede fisso a terra e con l’altra gamba indietro prendi lo slancio per colpire. Io ho visto che AC 2 lo colpiva in questo modo.

La modalità con cui l’ha colpito era quella ma io non essendo al suo posto, non so quantificare la forza che ha usato nel colpirlo.

ADR che non ho visto che AC 2 lo colpiva con calci alla testa”

(MP 04.03.08).

 

                                  h)   Avendo sempre sostenuto di non ricordare nulla di quanto accaduto quando __________ era a terra, AC 2 non ha fornito indizi utili per stabilire quale sia stato il ruolo di AC 1 in questa fase dell’aggressione.

 

Nel verbale reso dinanzi alla PP il 25 febbraio 2008 ha infatti dichiarato:

 

  ADR che non mi ricordo chi ha colpito +__________ a terra”

(MP 25.02.08).

 

                                         AC 1 ha invece sempre negato di aver colpito __________ a terra con dei calci al busto:

 

  Io ripeto che ho dato solo un calcio ed un pugno”

(GIAR 03.02.08);

 

  Per quanto mi riguarda io non ho colpito +__________ a terra con calci né allo stomaco né sui fianchi. (…) Contesto di aver preso a calci dall’addome in su, +__________. (…) Io confermo di aver dato un solo calcio alla testa di +__________. (…) Io non ho colpito con calci +__________ sull’addome. (…) Per quel che concerne i calci al torace ,dichiaro come ho già detto, di non aver dato calci al torace di +__________ a terra”

(MP 30.04.08);

 

“Come ho già detto dopo che io ho dato il calcio in testa a __________ ho visto AC 2 che gli dava a sua volta il calcio in testa. Prima del calcio alla testa ho visto che AC 2 gli dava 2 o 3 calci al busto.”

(MP 22.08.08).

 

Alcuni testi hanno invece sostenuto che AC 1 avrebbe dato delle pedate a terra, al costato di __________:

 

                                         - __________:

  Quando +__________ era a terra, tutti e tre hanno iniziato a colpirlo con delle pedate. (…) Come ho già detto quando +__________ era in questa posizione a terra, tutti e tre hanno iniziato a sferrargli delle pedate sul corpo. Ho visto che AC 1 lo ha colpito al costato o comunque al torace (essendo nella posizione che ho indicato rannicchiato, l’unico spazio per essere colpito era proprio la fascia addominale)”

(MP 17.04.08);

 

- __________:

  Poi vedo __________ a terra all’improvviso e come già detto tre ragazzi, tra cui quello con la maglietta della __________ che lo colpivano con diversi calci al costato”

(PS 28.03.08).

 

                                    i)   Anche AC 3 ha sostenuto di non aver mai colpito __________ a terra (PS 02.02.08; GIAR 03.02.08; MP 08.02.08; MP 21.02.08; MP 05.05.08). A torto.

 

                                         AC 2, pur dicendo di non ricordare nulla di quanto avvenuto da quando __________ è caduto a terra, ha fornito sostegno alla versione di AC 3. La Corte ha ritenuto il suo racconto, su questo punto, assolutamente inattendibile, tipico di chi dice di ricordare solo quello che vuole, come rettamente evidenziato dalla PP a pagina 11 del verbale del 29 aprile 2008:

 

  io mi ricordo benissimo della posizione in cui eravamo noi tre quando +__________ era a terra però non mi ricordo quello che ho fatto e quello che non ho fatto nel senso dei calci quando +__________ era a terra. La posizione che mi ricordo è quella che ho disegnato di cui al doc. B.

La PP mi fa prendere atto e mi contesta che la mia mancanza di ricordi per quel che concerne i calci sferrati a +__________ a terra è poco credibile dal momento che sembra che io mi ricordo quello che mi conviene ricordare.”

 

AC 1 nel primo verbale di polizia, a cui peraltro ha assistito la madre (non si sa per quale ragione, ma tant'è: le affermazioni ivi contenute, nella misura in cui non corrispondono alla verità, vanno piuttosto viste come un tentativo di dare sul momento una versione più accettabile per la madre stessa), ha detto in generale che altri hanno picchiato __________ a terra. Nel secondo verbale di polizia ha precisato in particolare:

 

  …posso dire che AC 3 e AC 2 gli tiravano delle pedate (….) Per quanto riguarda AC 3, posso dire di essere sicuro di averlo visto colpire con calci mentre __________ era già sdraiato a terra. Non posso però dire quanti calci gli abbia dato né dove l’abbia colpito”

(PS 08.02.08).

 

E' vero che, successivamente, ha raccontato di essersi sbagliato, ma ha fornito spiegazioni che non hanno convinto la Corte:

 

  Non sono sicuro se anche AC 3 abbia tirato dei calci a +__________ quando era per terra, io non l’ho visto. (…)è vero che nel verbale di Polizia 08.08.2008, a pag. 4, avevo detto di aver visto che anche AC 3 tirava dei calci a +__________ quando era a terra e oltre a lui, che avevo visto anche altre persone tirargli calci.

Io devo dire che in Polizia avevo detto che presumevo che ci fosse anche AC 3 ed altre persone che colpivano +__________ a terra perché AC 3 e AC 2 mi hanno raggiunto solo dopo che mi ero già incamminato verso la chiesa di __________. Per le altre persone invece avevo presunto che lo avessero colpito a terra, perché c’era una ressa di persone e perché la cosa in principio a me era parsa come una rissa. Ma ripeto che io non ho visto né AC 3 né terze persone colpire +__________ quando era a terra”

(MP 11.02.08).

 

In effetti appare del tutto incomprensibile perché abbia sottoscritto delle dichiarazioni in cui ha detto di “essere sicuro”, salvo poi dire in seguito di aver detto “presumevo”. A ciò aggiungasi che tutto il comportamento di AC 3 depone a favore di un suo coinvolgimento anche nel pestaggio a terra, quantunque non alle parti vitali. Diversamente si sarebbe dissociato, sia prendendo le difese della vittima, sia invitando almeno verbalmente i compagni a lasciar stare __________ a terra. Viceversa li ha seguiti anche dopo i fatti e ha continuato con loro la serata al __________ N. 1, nonostante fosse conscio di quello che era capitato.

 

                                         A ciò aggiungasi che varie testimonianze hanno riferito che __________, a terra, è stato picchiato da più di due persone. Ora, se __________ aveva già lasciato i luoghi (egli si è infatti allontanato immediatamente dopo che la vittima era caduta a terra), queste (almeno) tre persone non possono che essere state i tre imputati:

 

- __________:

  Mentre egli era a terra, i 4 o 5 giovani hanno continuato a tirargli calci su tutto il corpo ed in particolare nella zona del busto”

(PS 01 (recte: 02).02.08);

 

  Voglio precisare che a dispetto di quello che dicevano i giornali, gli aggressori non erano solo tre ma erano 4 se non 5, ma non so precisare. Sicuramente non sono tre. (…) Quando +__________ è caduto a terra, la cosa che mi ha stupito, è stata che questi ragazzi si sono ancora accaniti contro +__________ nonostante fosse caduto e hanno iniziato a tirargli calci nella zona del torace, grosso modo e in principio +__________ si contorceva e l’ho visto che piegava le gambe

(MP 06.03.08);

 

- __________:

  ricordo di aver visto che tutti e tre non hanno trovato di meglio che colpirlo con dei calci sullo stomaco e sui fianchi; un pò dappertutto”

(PS 19.02.08);

 

  Ho detto che i tre sembravano un corpo unico nel senso che i tre ragazzi andavano incontro tutti assieme a +__________, tutti uniti.(…) Quando è caduto a terra hanno iniziato a prenderlo a calci. Non so chi ha iniziato né chi faceva cosa perché era un casotto. (…) Prima che AC 2 gli sferrasse il calcio alla tempia o alla guancia sinistra, ho visto tutti e tre che lo colpivano con calci sullo stomaco e sui fianchi, un po’ dappertutto. Non posso dire esattamente chi ha fatto cosa perché erano tutti e tre assieme”

(MP 04.03.08);

 

- __________:

  I tre hanno poi colpito con delle pedate __________ però non posso dire chi ha fatto cosa ma comunque erano tutti li e tutti e tre partecipavano attivamente”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  …sono certo che tutti e tre i ragazzi hanno colpito __________ mentre era a terra”

(PS 28.03.08);

 

- __________:

  Preciso che quando il ragazzo è caduto a terra, ho visto vari piedi che davano calci al ragazzo a terra e lo colpivano dalla pancia in su. Preciso di aver visto 3 o 4 ragazzi che colpivano la persona a terra con calci, dalla pancia in su, tra questi ragazzi c’era AC 1: lui sferrava il calcio in direzione della testa di +__________ e gli altri lo colpivano con calci dalla pancia in su.

Nota a verbale: rievocando questo ricordo la teste scoppia a piangere”

(MP 13.03.08);

 

- __________:

  Il tizio robusto (…) ha dato una spinta a __________ che è retrocesso andando a sbattere la schiena contro la vetrina. A questo momento c’era molta confusione, non ho visto bene cosa è successo, comunque __________ è caduto per terra. (…) Anche gli altri due ragazzi e cioè AC 2 e l’altro si sono avventati sul succitato che era steso a terra. Non posso specificare con esattezza i punti dove lo hanno percosso. (…) Tutti e tre lo hanno picchiato contemporaneamente”

(PS 05.02.08).

 

Si tratta di testimonianze non decisive, ma che vanno, su questo punto, univocamente nella direzione di un coinvolgimento di AC 3 nel pestaggio di __________ allorquando questi era già a terra.

 

E' vero, come pertinentemente osservato dal suo difensore, che gli unici testimoni che hanno riferito di aver visto AC 3 colpire la vittima a terra sono stati __________ -personaggio a suo avviso inattendibile già solo per il fatto che aveva interesse a non coinvolgere il suo amico __________ e per essersi, nemmeno due settimane dopo, reso protagonista di una rissa in cui un uomo è finito all'ospedale- e __________ che ha fornito, sui fatti, una versione smentita su più punti. Così __________:

 

  ..tutti e tre i ragazzi che lo hanno aggredito hanno sferrato calci un po’ ovunque al ragazzo rimasto a terra”

(PS 02.02.08);

 

  Posso solo dire che è stato colpito da tutti e tre con diversi calci ovunque…”

(MP 04.02.08);

 

 

e __________:

  Quando __________ era a terra tutti e tre hanno iniziato a sferrargli delle pedate sul corpo”

(PS 02.04.08);

 

  Quando +__________ era a terra, tutti e tre hanno iniziato a colpirlo con delle pedate”

(MP 17.04.08).

 

Detto che tali testimonianze non sono, sia che sia, risultate decisive, la Corte non ha intravisto nel racconto di questi due testimoni delle bugie o delle versioni di comodo, fatte per favorire qualcuno. In particolare, come visto, __________ se ne era già andato via al momento in cui __________ è stato colpito a terra, di guisa che non aveva bisogno del sostegno di __________ per sottrarsi alle sue responsabilità. Certo, questi non lo ha menzionato, ma per tenerlo fuori non era comunque necessario raccontare un falso coinvolgimento di AC 3.

 

                                    l)   Come detto, per il suo giudizio, la Corte si è fondata sulle risultanze oggettive incontrovertibili. Il dott. __________ ha infatti riscontrato, nella zona del torace e in altre parti del corpo di __________, varie lesioni e meglio:

 

  2. Al terzo distale della regione costale sinistra, in corrispondenza della linea emiclaveare irregolare lesione ecchimotica tenuemente rossastra, della lunghezza di circa 10 cm e dell'altezza di circa 3 cm ad andamento arcuato, diretta cranio-caudalmente e con concavità laterale, a margini molto sfumati (A). A livello del terzo craniale della lesione si osserva una piccola lesione escoriativa molto superficiale, lineare, della lunghezza di circa 0,3 cm diretta trasversalmente, di colorito giallastro, come per fenomeni di evaporazione post-mortale (B). Analoga lesione lineare si osserva nella porzione distale della lesione ecchimotica, con una lunghezza di circa 2 cm, sempre diretta trasversalmente (C). Circa 2 cm lateralmente al terzo medio della lesione ecchimotica, si osservano inoltre due analoghe lesioni escoriative di forma irregolare, delle dimensioni massime di 0,4 cm (D ed E) (allegato n° 1 e foto VIII).

 

3. Tra la III e la IV articolazione metacarpo-falangea destra sulla faccia dorsale, area escoriativa di forma irregolare, delle dimensioni di 1 x 0,8 cm circa di colore nero centralmente e rossastro in periferia, a margini irregolari (foto IX).

 

4. Circa 1 cm lateralmente in corrispondenza della V articolazione metacarpofalangea e presente un’escoriazione superficiale, di forma tondeggiante, di colore rossastro del diametro di circa 0,3 cm (foto IX).

 

5. Al terzo distale del braccio sinistro, sulla faccia posteriore, irregolare area ecchimotica, di colore cangiante: bluastro nella porzione più mediale e rossastro in quella laterale, delle dimensioni di circa 8x5 cm, a margini grossolanamente irregolari (foto X).

6. Al gomito sinistro, posteriormente, in corrispondenza del condilo laterale, tondeggiante escoriazione superficiale rossastra, del diametro di circa 2 cm, a margini netti (foto XI).

 

7. AlIa mano sinistra in corrispondenza della porzione distale della falange prossimale del IV dito, sulla faccia dorsale, puntiforme escoriazione superficiale di colore rossastro (foto XII).

 

8. Analoga lesione si ritrova al dorso del V dito omolaterale, in corrispondenza dell'articolazione interfalangea prossimale (foto XII).

 

9. Al terzo distale della regione glutea destra, all'estremità laterale, irregolare lesione ecchimotica cangiante dal rossastro al bluastro, delle dimensioni di circa 5x3cm, a margini sfumati (foto XIII).

 

10. Al terzo prossimale della faccia anteriore della gamba sinistra, circa 1 cm distalmente alIa regione rotulea, irregolare lesione escoriativa di colore rossastro e parzialmente ricoperta da crosta ematica rossastra, delle dimensioni di circa 1,5x0,7 cm circa, ad asse maggiore trasversale (foto XIV e XV).

 

11. Al terzo medio della gamba sinistra, anteriormente, lesione escoriativa superficiale, di colore rossastro, delle dimensioni di 1,3 x 0,5 cm, ad asse maggiore trasversale (foto XIV e XVI)”

(rapp. 18.06.08).

 

Nel verbale 24 luglio 2008 di delucidazione orale della perizia, il dott. __________ ha precisato:

 

  La lesione che indico con il nr. 2 è un complesso ecchimotico all’emitorace di sinistra e appare indicativo del contatto violento della regione con uno o più corpi contundenti di cui non è possibile ricostruire né il numero dei colpi né la natura.

Preciso che per colpo intendo il contatto violento di una regione del corpo con un mezzo esterno ma non sono nella maggioranza dei casi di questo elenco in grado di distinguere se il movimento è del mezzo lesivo verso l’organismo o dell’organismo verso il mezzo lesivo. Con questo siamo perfettamente nella normalità del mio mestiere.

Le lesioni che indico con il nr. 3 e 4 trattasi di due escoriazioni al dorso della mano destra sulla cui origine non posso avere certezze se non che trattasi di lesioni riferibili ad uno scivolamento tra un mezzo provvisto di superficie abrasiva ed il dorso della mano. E’ possibile che si tratti di aspetti relativi ad un unico evento abrasivo.

La lesione che indico con il nr. 5 trattasi di una vasta ecchimosi al braccio sinistro riferibile al contatto con un corpo contundente privo di asperità ma dotato di una rilevante energia.

La lesione che indico con il nr. 6 è un’escoriazione così come le altre escoriazioni, è il prodotto di un contatto con un mezzo dotato di capacità abrasiva e indicativa di uno scivolamento tra la regione lesa ed il mezzo in questione.

Le lesioni che indico con il nr. 7 e 8 sono di minuscola entità al punto da non poter precisare in alcun modo le modalità di produzione.

La lesione che indico con il nr. 9 è un’ecchimosi al gluteo di destra indice di un contatto violento con un mezzo o una superficie privi di grossolane asperità con una modalità compressiva piuttosto che abrasiva.

Le lesioni che indico con il nr. 10 e 11 sono piccole escoriazioni alla gamba sinistra indice di contatto con sfregamento di un mezzo dotato di una salienza (per esempio uno spigolo) o di un profilo di una struttura dalle stesse caratteristiche.”

 

Alla domanda dell’avv. __________ volta a sapere se fosse possibile che alcune delle lesioni riscontrate siano riconducibili alla caduta al suolo durante la colluttazione oppure al fatto che la vittima abbia urtato un muretto a seguito di spinte, il dott. __________ ha risposto:

 

  si è possibile. La maggior parte delle lesioni osservate hanno caratteristiche aspecifiche e non sono autonomamente indicative dell’esatta modalità di produzione”

(MP 24.07.08).

 

Pur ammettendo che una delle lesioni alle mani sia da ricondurre all’ultimo calcio del AC 2 (su cui torneremo), quella al braccio sinistro al primo intervento di __________, quella al gomito sinistro alla caduta al suolo, quella al gluteo destro all’impatto con il muretto (alto 110 cm), una di quelle alla gamba sinistra (o entrambe) al calcio di AC 2 quando __________ era ancora in piedi, le altre lesioni sono senz’altro compatibili con le pedate sferrate da più persone alla vittima che giaceva ormai a terra.

 

D’altro canto il perito giudiziario dott. __________ ha anche avuto modo di spiegare che:

 

  non c’è una relazione numerica tra le lesioni descritte ed il numero dei colpi eventualmente subiti dalla vittima. Con ciò voglio dire che non posso ricondurre il numero delle lesioni all’esatto numero dei colpi. Ci sono colpi che possono non aver lasciato segni e ci sono lesioni che possono essere riconducibili a meccanismi diversi”

(MP 24.07.08)

 

In relazione al fatto che la zona delle lesioni al torace è poco ampia, la Corte non ha per finire rilevato alcunché di particolarmente anomalo che contraddica l’accertamento che tutti e tre hanno colpito la vittima a terra al torace: da un lato, il numero delle lesioni non esclude -come visto- che la vittima abbia ricevuto più colpi, tanto più che non è detto che si trattasse di calci forti tali da lasciare tracce importanti (data anche la presenza dei vestiti) e, dall’altro, non è apparso affatto stravagante che tali colpi abbiano finito per causare a __________ delle lesioni in una zona tutto sommato limitata giacché la vittima cercava comunque di parare i colpi, lasciando perciò scoperta solo una piccola parte del torace.

 

La Corte ha quindi accertato che sia AC 1, che AC 2, che AC 3 hanno colpito con calci __________ allorquando questi era a terra.

 

 

                                   3.   Fase 3

 

                                  a)   AC 1 ha colpito __________ a terra con un calcio in testa. Lo ha ammesso lui stesso, pur tenendo a precisare che si sarebbe trattato di un colpo leggero, molto meno forte del pugno con il quale ha preteso, come visto a torto, di aver raggiunto la vittima al volto.

 

Così AC 1:

- “Devo ammettere che forse gli ho dato anche un calcio, quando era già a terra, ma poi mi sono subito tirato via e mi sono allontanato”

(PS 02.02.08);

 

- “…poi un calcio dopo che era caduto a terra”

(GIAR 03.02.08);

 

-  “Quando lui è caduto, ho visto che si agitava come per alzarsi e allora gli ho tirato un calcio in testa. Mi si chiede di essere più preciso e mostro di avergli dato il calcio sulla parte alta della fronte”

(PS 08.02.08);

 

- “Preciso che io per la spinta del pugno che gli avevo appena sferrato, mi ero spostato lateralmente rispetto al corpo di +__________ per cui mi sono ritrovato all’altezza della testa da dove gli ho sferrato il calcio sulla parte alta del cranio con il piede destro. Io, subito, appena +__________ è caduto a terra a causa del pugno che gli ho dato, gli ho tirato il calcio in testa. Per sferrare il calcio non ho preso alcuna rincorsa, ma ho alzato la gamba destra e gli ho tirato il calcio. Non sono indietreggiato. Io non appena +__________ era caduto a terra, mi sono trovato in quella posizione che ho detto rispetto a lui e cioè all’altezza della sua testa e gli ho tirato subito il calcio”

(MP 11.02.08);

 

- “Io confermo di aver dato un solo calcio alla testa di +__________. Mi sono ritrovato all’altezza della testa di +__________ quando è caduto a terra e lì l’ho colpito alzando soltanto la parte della gamba dal ginocchio al piede. Non ho sentito nessun rumore dal mio calcio (…) Io dichiaro che non è vero che sono uscito fuori dal gruppo e poi sono tornato indietro a dare il calcio alla testa, ma come ho già detto, dopo il mio pugno, mi sono ritrovato all’altezza della testa di +__________ da dove l’ho colpito alla testa. Sì, è vero, confermo su richiesta della PP, che ho mirato il calcio alla testa ma non è vero che sono uscito dal gruppo e sono poi tornato indietro per colpirlo ma sono sempre stato vicino a +__________. E’ vero che dopo il pugno mi sono mosso per raggiungere la testa nel senso che ho fatto due passi per arrivare all’altezza della testa. Ho quindi mirato come ho detto il colpo alla testa. Non so dire perché ho mirato il calcio alla testa, non so perché l’ho fatto (…) Io mi ricordo che +__________ era disteso sulla schiena quando io gli ho tirato il calcio. Non mi sembra che fosse su di un fianco. Preciso che c’era spazio tra la vetrina rispettivamente il muro ed il corpo di +__________. C’era sicuramente uno spazio di un metro/un metro e mezzo. Potevano esserci una o più persone nello spazio tra il corpo di +__________ a terra e la vetrina rispettivamente il muro dello stabile. Ho indicato la mia posizione, quella di AC 2 e quella di AC 3 nel momento in cui io ho tirato il calcio alla testa. Io davo le spalle a Piazza __________ (….) per quanto riguarda il fatto che il teste dichiara che sembrava che io mi stessi dirigendo verso Piazza __________ e invece mi sono girato e sono tornato indietro a sferrare il calcio in testa +__________, ripeto quello che ho già detto e cioè che ho mirato il calcio alla testa ma non è vero che stavo andando via e sono poi tornato indietro per colpirlo ma sono sempre stato vicino a +__________. E’ vero che dopo il pugno mi sono mosso e ho raggiunto la testa nel senso che ho fatto due passi per arrivare all’altezza testa da dove l'ho colpito (….) Quando +__________ è caduto a terra io mi sono trovato come nel disegno che ho fatto”

(MP 30.04.08);

 

                                  b)   Diversi testimoni hanno confermato il calcio sferrato da AC 1 alla testa di __________, anche se qualcuno ha erroneamente indicato la parte del corpo colpita, laddove il medico legale non ha riscontrato lesioni:

 

- __________:

  Non posso essere maggiormente precisa sul punto d’impatto della pedata poiché io ho visto solamente che AC 1 dava una pedata verso la testa della persona a terra”

(PS 26.02.08);

 

  Pensando alla posizione del ragazzo a terra, mi ricordo che il calcio gli arrivava alla testa, parte sinistra. Ho indicato la parte sinistra dopo aver ricostruito sul pavimento dell’ufficio della PP, la posizione di +__________ a terra e la direzione del calcio (….) Preciso che non ho visto il momento dell’impatto perché quando ho visto che lo stava per colpire, io non ho guardato perché a me queste cose fanno paura”

(MP 13.03.08);

 

- __________:

  Posso però dire che, quando __________ era posizionato sul fianco sinistro, ho visto chiaramante quello che si chiama AC 1 tirargli un calcio che mi sembra lo abbia colpito alla spalla/collo parte destra”

(PS 06.02.08);

 

- __________:

  ricordo ancora in modo chiaro, che ha preso la rincorsa e che gli ha sferrato un calcio in testa alla vittima che in quel momento era distesa a terra su un fianco. Ho notato il giovane con la maglia della __________ che, probabilmente si era allontanato dalla vittima qualche passo, ritornare sui suoi passi in modo veloce e colpire il giovane disteso a terra”

(PS 05.02.08);

 

 

- __________:

  Contemporaneamente ho riconosciuto AC 1 che ricordo indossava una maglietta della __________ della __________ di colore __________ il quale non ha trovato di meglio che sferrare una potente pedata alla testa del ragazzo a terra”

(PS 05.03.08);

 

- __________:

  AC 1, ad un certo punto l’ho visto uscire dal gruppo, si è girato verso __________ che era per terra, e gli ha sferrato un calcio forte alla testa, penso verso la nuca sulla parte destra”

(PS 05.03.08);

 

  Poi è successo tutto in modo velocissimo, come ho detto si teneva l’addome e si muoveva per terra e poi ad un certo punto ho visto AC 1 uscire fuori dal gruppo, si è girato e in quel momento si trovava dietro la testa di +__________ e poi gli ha sferrato un calcio fortissimo alla testa. Ho sentito io personalmente il rumore del calcio e ho visto che lo ha colpito sulla parte destra, penso più o meno all’altezza della nuca.

Fino al momento in cui AC 1 è uscito fuori dal gruppo, io non l’avevo visto"

(MP 14.03.08);

 

- __________:

  Ho poi visto fisicamente AC 1 che dal fianco sinistro di __________ si è spostato all’altezza della sua testa e gli ha sferrato un calcio molto potente alla nuca, tra la testa e il collo. Ho visto la testa di __________ che si è spostata di una decina di centrimetri in avanti e poi lui è rimasto definitivamente immobile”

(PS 02.04.08);

 

  Confermo di aver visto fisicamente AC 1, dal fianco sinistro di +__________, si è spostato all’altezza della sua testa e gli ha sferrato un calcio molto potente alla nuca, tra la testa ed il collo. +__________ come ho detto, a questo momento, era in posizione di decubito laterale sinistro. Ho visto la testa di +__________ che per effetto del calcio che come ho detto, era molto potente, si è spostata in avanti di un paio di centimetri e poi +__________ è rimasto definitivamente immobile”

(MP 17.04.08);

 

- __________:

  Contemporaneamente, mantenendo lo sguardo sempre verso il ragazzo a terra, ho visto AC 1 che è di nuovo arrivato, ma questa volta a passo di corsa, proveniente dalla direzione di Piazza __________ verso il ragazzo a terra al quale ha sferrato un calcio in pieno volto, alla parte destra”

(PS 29.02.08);

 

  …confermo che l’unica persona che ho visto colpire +__________ a terra, è stato AC 1. Dopo il calcio ho visto che +__________ si è tenuto con le mani la testa e poi non si è più mosso”

(MP 14.03.08);

 

- __________:

  …sono sicurissima di quanto ho dichiarato a pag. 2 del verbale di polizia, e cioè che AC 1 dopo aver fatto due passi, si è girato, è tornato verso il ragazzo che era a terra e gli ha sferrato un calcio fortissimo alla testa. Ricordo che +__________ era disteso a terra e AC 1 tornando indietro si è trovato a colpirlo dalla parte sinistra”

(MP 04.03.08).

 

                                  c)   In aula AC 1 ha confermato quanto già riferito agli inquirenti e meglio di aver sferrato il calcio a __________ mentre questi, a terra, tentava di rialzarsi.

 

Lo ha colpito con il collo del piede:

 

  AC 1 dichiara che __________ a terra cercava di rialzarsi. Dichiara di aver fatto due passi verso la testa di __________ e di avergli dato un calcio alla testa, non forte, e di essersene poi subito andato (…) AC 1 dichiara di aver colpito la testa di __________ con il collo del piede”

(verb. dib. p. 36-37);

 

  ho visto che si agitava come per alzarsi e allora gli ho tirato un calcio in testa”

(PS 08.02.08).

 

Questa particolare dinamica conferma l'accertamento peritale del dott. __________ che ha affermato la perfetta compatibilità tra il calcio, il trauma rinvenuto (ossia l’infiltrazione ematica di cui al N. 12 del suo rapporto 18.06.08 di cui si dirà qui appresso) e la lesione mortale. E' infatti del tutto ovvio e notorio che la prima parte del corpo che stacca dal suolo una persona che, da terra, intende rialzarsi, è la testa. Ora, AC 1 ha colpito __________ mentre questi voleva rialzarsi; la testa era, quindi, leggermente sollevata da terra. Ciò spiega l'assenza di altri segni in testa (abrasioni, contusioni, scalfitture, ecc.) che, se il capo fosse stato completamente appoggiato al selciato, il calcio avrebbe potuto produrre.

 

                                  d)   Circa la parte del corpo della vittima colpita con il calcio, va ribadito che sulla testa di __________ sono state riscontrate unicamente due lesioni e meglio quella già citata alla tempia sinistra e:

 

  In assenza di lesività esterna visibile, al collo (foto XXVII), in regione postero-laterale sinistra si osserva modesta infiltrazione ematica dei fasci superiori del muscolo trapezio, dei fasci muscolari del muscolo splenio e di quelli del muscolo semispinale della testa, omolaterali, i piani muscolari profondi risultano risparmiati dall’infiltrazione ematica”

(rapporto 18.06.08 dott. __________ p. 13),

 

indicata con il N. 12, che lo stesso dott. __________ ha spiegato nella delucidazione orale svoltasi il 24.07.08 davanti alla PP:

 

  La lesione che indico con il nr. 12 trattasi di una lesione profonda al collo in assenza di corrispondente lesione cutanea che deve essere riferita all’azione contusiva di un mezzo sprovvisto di superficie abrasiva ed è indicativa dell’impatto distribuito su una superficie piuttosto ampia della regione interessata”.

 

Detto che un calcio in testa non può, come del resto un pugno, non lasciare segni, di tutta evidenza AC 1 non ha colpito la vittima, come da lui preteso, sulla parte alta della fronte, piuttosto al centro (verb. dib. p. 37), diversamente il dott. __________, che ha eseguito un esame puntiglioso e preciso sulla salma, volto a ricercare segni di traumi che potessero spiegare la lesione dell'arteria vertebrale intracranica e, quindi, il decesso di __________, avrebbe rilevato dei segni contusivi.

Detto, come si è visto e si vedrà, che l'altro calcio alla testa è stato inferto da AC 2 alla tempia, l'unica lesione compatibile con il calcio del AC 1 è l'infiltrazione ematica di cui al N. 12 del citato rapporto, peraltro del tutto compatibile con un calcio inferto con il collo del piede il cui impatto, notoriamente, viene ad essere distribuito su una superficie più ampia rispetto ad un calcio sferrato con la punta del piede.

 

                                  e)   Sulla violenza del colpo AC 1 ha tenuto a precisare di aver dosato una forza leggera, più leggera del pugno. Diversi testimoni hanno dal canto loro affermato che si è trattato di un calcio molto violento che ha provocato un certo rumore. Così:

 

- __________:

  La cosa che mi ha impressionata è stato il rumore d’impatto tra il piede e la testa del ragazzo a terra”

(PS 05.03.08);

 

  Sono rimasta scioccata per il semplice fatto che ho sentito il rumore del calcio sferratogli alla testa”

(MP 12.03.08);

 

- __________:

  Pur essendo ad una distanza di un paio di metri ho sentito il rumore d’impatto del piede contro la testa di __________ (….) Praticamente l’ho visto uscire dal gruppo, si è guardato attorno, e poi si è rigirato verso __________ sferrandogli la pedata alla testa, forse pensava che fosse stato un pallone”

(PS 05.03.08);

 

  In quel momento sono rimasta un po’ scioccata dal rumore che ho sentito anche perché prima avevo visto che +__________ si muoveva e dopo il calcio, non si è più mosso”

(MP 14.03.08);

 

- __________:

  Praticamente posso paragonare il calcio di AC 1 sferrato alla nuca di __________ come un tiro di un rigore durante una partita di calcio”

(PS 02.04.08);

 

  gli ha sferrato un calcio molto potente alla nuca”

(MP 17.04.08);

 

- __________:

  era un tiro da Roberto Carlos; una bella sleppa”

(PS 29.02.08; n.d.r: Roberto Carlos è un calciatore ancora oggi molto noto per la potenza che impiega nel tirare i calci di punizione);

 

- __________:

  gli ha sferrato un calcio fortissimo alla testa”

(MP 04.03.08);

 

  …come fanno i giocatori di calcio quando tirano una punizione”

(PS 05.02.08);

 

- __________:

  ricordo di aver aver sentito un rumore sordo che mi ha impressionata perché, a mio avviso, si trattava di un calcio sferrato con violenza. Questo rumore mi è rimasto impresso nella mente”

(PS 12.02.08);

 

- __________:

  Questo ragazzo ha dato due calci molto forti alla testa di __________, come se stesse colpendo un pallone da calcio, con lo stesso movimento”__________ (PS 12.02.08);

 

Per la Corte, nella misura in cui riferiscono di sensazioni soggettive, queste testimonianze non sono risultate decisive, anche perché, come detto, possono risultare per così dire “inquinate” dalle forti emozioni che ha suscitato l'intera vicenda, anche se è difficile immaginare che tutte queste persone, su questo specifico punto, si siano lasciate prendere dalle loro emozioni o, peggio, abbiano voluto aggiungere del loro ed abbiano riferito comunque una versione così univoca senza averla vissuta. Certo è che non si può credere nemmeno a AC 1 quando pretende che, di sicuro, il pugno sarebbe stato molto forte, mentre il calcio no.

Determinanti, ancora una volta, sono risultati i riscontri scientifici certi che fanno stato di un colpo assolutamente compatibile con l'aver causato la lesione che ha determinato il decesso della vittima. Ci torneremo.

 

                                   f)   Anche AC 2 ha colpito __________ a terra con un calcio. Già lo si è detto in precedenza. Lui, al riguardo, ne ha dette di ogni genere. Come visto, nel primo verbale ha riferito di essere certo di aver colpito __________, ma non in testa, e di poter dire che a colpirlo al capo sarebbe stato l'amico di __________ (n.d.r.: __________; PS 02.02.08), nello stesso verbale ha poi riferito di non ricordarsi più nulla di quanto è accaduto quando __________ era a terra (PS 02.02.08), versione ribadita al GIAR il giorno dopo (GIAR 03.02.08). Successivamente, nel verbale dell'8 febbraio 2008 in polizia, ha negato di averlo colpito a terra; alla PP ha poi detto di non ricordare, ma che la cosa può essere possibile (MP 12.02.08). In seguito ha cambiato forma, ribadendo la medesima musica, ossia “non ricordo, ma è probabile” (MP 25.02.08). Il 17 aprile 2008, sempre davanti alla PP, è tornato ad insistere sul fatto che proprio non ricordava, mentre il 29 aprile seguente ha ribadito di non poterlo escludere, continuando però a non avere ricordi:

 

  continuo a dire che non mi ricordo di aver tirato un calcio in testa a +__________ e di averlo colpito con altri calci mentre era a terra. Come ho già detto, ripeto che non posso escluderlo di averlo colpito con diversi calci quando era a terra e anche alla testa.

Da quello che mi ricordo io, gli ho tirato due calci quando +__________ era in piedi, calci di cui ho già parlato”.

 

Queste versioni, peraltro altalenanti (prima non ricorda, poi nega, poi non ricorda ma è possibile, poi è probabile e per finire non sa nulla a causa del blackout), sono -come detto- apparse del tutto inattendibili e non hanno convinto la Corte.

 

AC 1 e AC 3 hanno confermato che anche AC 2 ha colpito in testa la vittima a terra, con almeno un calcio alla tempia sinistra.

Innanzi tutto AC 1:

 

  ribadisco quello che ho già dichiarato nei verbali di Polizia e davanti alla PP e cioè io dopo aver sferrato il calcio alla testa di +__________ ho alzato la testa, ho visto AC 2 tirargli un calcio in testa. L'ho visto che lo colpiva alla testa, alla parte sinistra della testa. Confermo che quando ho alzato la testa ho visto che lo colpiva con un calcio alla testa e poi ho visto ancora che gli sferrava altri calci però non posso dire dove lo ha colpito”

(MP AC 1 23.04.08);

 

  Io come ho detto per primo ho tirato un calcio alla testa di +__________ a terra, poi ho visto AC 2 che gli dava 2 o 3 calci al busto e uno alla testa, precisamente alla tempia parte sinistra”

(MP 30.04.08);

 

  AC 1 dichiara di aver visto AC 2 che dava un paio di calci al corpo ed uno alla tempia sinistra. Pensa che il calcio di AC 2 fosse forte”

(verb. dib. p. 36).

 

Inoltre AC 3:

 

  Posso solo dire che quando tutto era quasi finito, AC 2 ha sferrato un calcio violento alla testa del giovane che era a terra e poi lui e AC 1 sono a loro volta scappati”

(PS 02.02.08);

 

  Confermo pure che tra questi calci ne ho visto uno del AC 2 sferrato alla testa”

(GIAR 03.02.08);

 

  AC 2, nonostante che fosse per terra e non si muoveva più l’ha colpito con il calcione”

(PS 06.02.08);

 

  Precisamente ho visto AC 2 che faceva il movimento con tutto il corpo come quando si tira un calcio di punizione. Lo ha colpito alla testa, penso in faccia”

(MP 08.02.08);

 

  Ho visto che AC 2 ha mosso la gamba destra all'indietro e gli ha tirato un calcio colpendolo alla parte sinistra del viso”

(MP 05.05.08),

 

dichiarazioni confermate in aula (verb. dib. p. 37).

 

Altri testimoni hanno, poi, confermato che AC 2 ha colpito __________ a terra alla testa.

 

- __________:

  AC 2 l'ho visto dare un calcio in testa al ragazzo. Mi si chiede di essere più preciso, ma non so dire di preciso dove. So solo che era in faccia”

(PS 13.02.08);

 

- __________:

  Ho poi rigirato lo sguardo verso __________ ed ho visto AC 2 che gli ha sferrato un calcio all’altezza della tempia o della guancia sinistra (….) Quando ho allontanato AC 2 lui è riuscito ancora a tirare un calcio alla mano sinistra di __________ ed ho visto che la mano di __________ era come morta”

(PS 19.02.08).

Quanto a quest’ultima testimonianza, che potrebbe ricondurre le tracce di DNA della vittima sulla scarpa del AC 2 ad un contatto con la mano di __________, delle due cose l'una: ritenuto che i calci in pancia non hanno permesso, per la presenza dei vestiti, un contatto tra la pelle nuda della vittima e la scarpa destra di AC 2, sulla quale è, come visto, stato rinvenuto il DNA di __________, AC 2 deve aver effettivamente colpito con un calcio la mano sinistra della vittima, con il che il teste racconta una versione del tutto logica e veritiera, oppure -ma è l'unica alternativa- quella traccia di DNA è stata prodotta proprio dall'impatto tra scarpa e tempia e, ancora una volta, la versione del teste si appalesa, su questo punto, del tutto fondata.

 

__________ dal canto suo ha riferito di aver visto __________ essere colpito da un calcio alla tempia, senza essere in grado di dire da chi:

 

  Successivamente ho visto che __________ è stato colpito con un calcio violento alla tempia. Sto cercando di ricordare se fosse la tempia sinistra o destra ma non ricordo. Mi viene chiesto se sono in grado di indicare la persona che ha sferrato la pedata alla tempia di __________ o perlomeno se ricordo un particolare dell’individuo (indumenti o scarpe che calzava) ed io rispondo di non essere in grado di rispondere a questa domanda”

(PS 19.02.08).

 

Ora, ancora una volta, visto che il calcio di AC 1 non è stato sferrato alla tempia sinistra e che __________ è stato colpito con un calcio in detta regione, altro non si può concludere che questo calcio glielo ha dato proprio AC 2.

 

Richiamate tutte le considerazioni testé ricordate, la Corte ha accertato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che AC 2, dopo il calcio di AC 1, ha sferrato pure lui una pedata in testa a __________, colpendolo alla tempia sinistra, provocandogli la lesione descritta al N. 1 del citato rapporto del dott. __________.

 

                                  g)   Prima di ricevere i due calci in testa, __________ si rannicchiava, era ancora cosciente. Poi, dopo i calci, ha perso conoscenza, tanto che tutti e tre gli imputati hanno subito capito che doveva essere capitato qualcosa di grave.

Lo ha detto AC 1 quando ha precisato che, prima che lo colpisse con un calcio in testa, la vittima aveva accennato a rialzarsi. Lo hanno confermato:

 

 

 

- __________:

  appena caduto cercava ancora di proteggersi tenendo le braccia davanti alla faccia ma poi loro tre che lo hanno colpito con calci e lì ho visto che si è lasciato andare e non si muoveva più”

(PS 11.03.08);

 

- __________:

  Ricordo che +__________ era in posizione accovacciata come un bebé nel grembo in posizione di difesa come per proteggersi ed aveva le braccia piegate con le mani davanti al viso. Penso che si tratti di una posizione naturale di difesa. (…) In questo momento +__________ si vedeva che aveva gli spasmi dei colpi che riceveva nel senso che reagiva per il dolore dei colpi che gli venivano inferti, sussultando dopo ogni colpo

(MP 17.04.08);

 

- __________:

  Ho visto che +__________ ricevendo i calci, si rannicchiava, presumo per difendersi…”

(MP 04.03.08);

 

- __________:

  si teneva l’addome e si muoveva per terra (…) dopo il calcio non si è più mosso”

(MP 14.03.08);

 

- __________:

  gli ha proprio tirato una pedata con forza sulla tempia. Da quel momento ho visto che il giovane non si muoveva più. Si vedeva che aveva gli occhi sbarrati e che non dava cenni di vita”

(PS 01 (recte: 02).02.08).

 

- __________

  Ho visto che +__________ era sdraiato e si teneva l’addome con le due mani”

(MP 14.03.08)

 

 

                                 IX.   La continuazione della serata dei tre imputati

 

                                   1.   Gli istanti dopo l'aggressione

 

                                  a)   Il primo ad intervenire in difesa di __________ è stato __________ -persona che non era legata a nessuno dei due gruppi contendenti e nemmeno ai tre imputati e che passava di lì per caso durante i festeggiamenti della __________ - il quale, visto come i tre non smettevano di infierire sulla vittima ormai a terra, si è messo a gambe aperte su di lei allargando le braccia, con lo sguardo verso i piedi della stessa, invitando gli aggressori a lasciarla in pace. Da quella posizione ha percepito che la vittima aveva ricevuto un colpo alla testa. Giratosi verso la testa di __________, ha notato la presenza di AC 1, senza poter dire se sia stato proprio lui a colpirla:

 

  Volevo inoltre tenere lontano gli aggressori. Mentre ero in questa posizione, praticamente avevo lo sguardo rivolto verso i piedi di __________, ho percepito che qualcuno dietro di me stava sferrando un calcio in testa a __________. Con la coda dell’occhio sinistro ho visto AC 1. L’unica persona presente dietro di me in quell’istante, come detto era AC 1, non c’erano altre persone. Quando dico che ho percepito qualcuno dietro di me che ha sferrato un calcio a __________ lo dico perché ho avuto questa netta sensazione. Per me si è trattato di una pedata alla testa di __________ in quanto era l’unica parte del corpo di __________ dietro di me. Chiaramente non ho visto fisicamente AC 1 sferrare il calcio alla testa di __________. Nel momento in cui mi sono girato ed ho visto AC 1 è finito tutto”

(PS 19.02.08).

 

  Quando mi sono avvicinato ho detto “siete impazziti, non vedete che è giù per terra, smettetela”. Non sono le parole esatte ma il senso era quello di farli smettere.

+__________ è caduto a terra sulla schiena, forse leggermente un po’ spostato verso il fianco sinistro, almeno così mi sembrava. La testa era in direzione di Piazza __________ e i piedi verso la biblioteca. Io mi sono messo, come ho detto, a cavalcioni su +__________ e la sua testa rimaneva dietro le mie spalle.

Dicendo queste cose e intervenendo, i ragazzi si sono un po’ calmati. Come ho già detto nel verbale di Polizia, mentre mi trovavo in questa posizione su __________, visto che non vedevo la testa dalla posizione in cui ero, ho avuto la sensazione che +__________ fosse stato colpito alla testa. Con la coda dell’occhio, mi sono girato e ho visto che qualcuno si è avvicinato da dietro. Mi giro dopo uno o due secondi da che avevo avuto questa sensazione e vedo che l’unico ragazzo era AC 1 che si trovava a un metro e qualcosa, distante da +__________. ”

(MP 13.03.08);

 

La Corte non ha potuto stabilire con certezza chi ha colpito __________ allorquando __________ già si era posto sopra di lui invitando tutti a lasciarlo in pace. In effetti il teste non ha visto l’autore di quel gesto. La sola presenza dietro di lui del AC 1, subito dopo, ancora non dimostra che la sua percezione sia effettivamente da rincondurre al suo calcio, dato che il tutto si è svolto molto in fretta e che lo stesso AC 1, come vedremo, non si è subito allontanato, ma è rimasto lì qualche secondo con AC 3, mentre AC 2 già se n'era andato. Quel movimento non può necessariamente essere attribuito ad un calcio, rispettivamente non deve per forza essere ricondotto a quello di AC 1. Del resto, anche su questo punto, il teste ha riferito sue impressioni soggettive e non fatti concreti: ha percepito il corpo di __________ muoversi ed ha pensato che fosse per un contraccolpo, ma il gesto che avrebbe ingenerato il movimento non lo ha visto.

 

                                  b)   AC 3, AC 1 e AC 2 hanno tutti preteso, nei primi verbali, di essere stati il primo ad andarsene. Addirittura AC 3, al GIAR, ha raccontato che sarebbe tornato sul posto per far desistere i compagni dall’infierire su __________ (GIAR 03.02.08, p. 2). Successivamente ha spiegato che in realtà lui e AC 1 si sono fermati per vedere come stava __________:

 

  Io e AC 1 siamo rimasti sul posto ancora una ventina di secondi per vedere se __________ facesse qualche movimento; ma così non è stato. Nello stesso momento ho sentito suonare il mio cellulare ed ho visto sul display che era AC 2 che mi chiamava”

(PS 06.02.08),

 

versione poi sempre confermata:

 

  Dopo ricordo che AC 2, dopo il calcio a +__________, si è allontanato per primo verso Piazza __________. Io sono rimasto con AC 1 a guardare +__________ a terra e poi abbiamo raggiunto AC 2 all'altezza del ristorante cinese, dove c'è Piazza __________”

(MP 23.04.08).

 

In aula AC 3 ha spiegato di aver detto inizialmente di essere stato il primo ad andarsene “per paura” ed ha ribadito di essersi fermato 10/15 secondi e di aver visto gli occhi sbarrati di __________ (verb. dib. p. 39).

 

Dal canto suo AC 2, dai ricordi -come visto- assai altalenanti, ha dichiarato:

 

  Ricordo di essermi allontanato per primo e poco dopo 10/15 secondi sono arrivati dietro di me AC 3 e AC 1. Mi ricordo che mentre mi dirigevo al __________ mi son girato per vedere se arrivavano e li ho visti che erano poco distanti da me ed infatti mi hanno raggiunto quasi subito al __________”

(MP 12.02.08).

 

Contrariamente a quanto hanno, per finire, sostenuto i due coimputati, AC 1 ha sempre preteso di essersene andato via per primo.

 

                                         Determinanti, per la Corte, ancora una volta sono risultati i riscontri oggettivi. Dall'esame dei tabulati telefonici (rapp. esecuzione 06.05.08) è emerso che AC 2, alle ore 23:47:37 (non tragga in inganno l'orario preciso poiché, come già detto, gli orologi di riferimento non sono gli stessi), ha chiamato AC 3 sul cellulare. Ciò esclude che i due fossero insieme in quel momento che va situato subito dopo l'aggressione e dimostra come, per finire, AC 3, su questo punto, abbia detto la verità, confermando la versione del AC 2, anche perché nessuno ha mai preteso che, in quella fase, AC 1 fosse insieme al AC 2:

 

  Risposta AC 3: sì ho dichiarato quanto la PP mi prospetta, tuttavia preciso che non sono sicuro che fosse AC 2 a chiamare. Avevo detto che era stato lui perché avevo visto l'inizio del numero ed ho pensato che fosse lui.

AC 2: ribadisco che sono stato io a chiamarlo perché essendomene andato via per primo non li trovavo e allora ho provato a chiamarlo. AC 3 non mi ha risposto alla telefonata”

(MP 17.04.08 p. 4).

 

                                  c)   Immediatamente dopo i fatti i tre, prima AC 2, che ha chiamato AC 3 quando si trovava all'incirca all'altezza del ristorante __________ (verb. dib. p. 39), poi gli altri due, si sono diretti verso il __________ N. 1, quello detto principale, sito in Piazza __________, nei pressi del quale si sono ricongiunti di lì a pochi istanti. Tutti e tre, AC 2 compreso, hanno ammesso anche in aula di aver capito già sul posto che __________ doveva essere in condizioni gravi. AC 3 ha detto che “aveva capito che era successo qualcosa di grave (….) che era in coma o morto

(verb. dib. p. 39-40).

AC 2 ha detto di “aver pensato che era morto” (verb. dib. p. 40). AC 1 ha confermato di aver visto __________ con gli occhi sbarrati e di aver pensato che fosse svenuto (verb. dib. p. 39).

 

                                  d)   Fatto sta che, nel recarsi verso il __________, AC 1, conscio della gravità della situazione, si è subito tolto la maglia della __________ onde evitare di essere immediatamente riconosciuto:

 

  quando  mi sono allontanato, ho tolto il marsupio e la maglietta della __________ mettendola sotto il maglione marroncino che avevo. L'ho rimessa poi quando siamo usciti dal __________ e ci siamo diretti in direzione dell'Ospedale”

(MP 23.04.08);

 

  Ho tolto la maglietta della __________ dopo aver fatto circa 10 passi allontanandomi da +__________”

(MP 30.04.08),

 

circostanza confermata dallo stesso in aula:

 

  AC 1 ammette di essersi tolto la maglia della __________ per non farsi riconoscere”

(verb. dib. p. 40).

La stessa cosa l'ha fatta AC 3 con la maglia da portiere che aveva preso in precedenza presso il __________:

 

  Rispondo di si, è quella che ho preso all'interno del __________ prima dei fatti e che avevo su durante il pestaggio di +__________. L'ho tolta quando mi sono allontanato da +__________, dopo aver raggiunto AC 2 all'altezza del ristorante __________ e prima di entrare al __________. L'ho tolta e l'ho buttata via perché avevo paura di essere riconosciuto come uno che ha partecipato all'aggressione di +__________”

(MP 05.05.08).

 

                                  e)   AC 1, prima ancora di entrare al __________, era arrabbiato con i due compagni ed ha manifestato loro il suo disappunto:

 

  Io mi sono diretto verso la chiesa. Dopo circa 50 metri AC 2 e AC 3 mi hanno raggiunto e AC 2 mi ha tirato per la maglietta. Io mi sono girato e, urlando, ho detto loro “Perché cavolo siete andati a cercare rogne per niente?!?!?”. AC 2 mi ha risposto “Beh, se l’è cercata”. Non ricordo se AC 3 mi abbia detto qualcosa”

(PS 08.02.08);

 

  …io come ho già detto, dopo aver detto loro perché si immischiavano in cose in cui non c’entravano, AC 2 mi ha risposto “beh, se l’è cercata”, io gli ho detto che lo avevo colpito con un pugno e un calcio. So che AC 2 mi ha risposto dicendo quello che lui aveva fatto al ragazzo ma non ricordo le esatte parole. Mi ricordo che ha detto che l’ha preso a calci e che l’ha steso”

(MP 27.02.08),

circostanza non esclusa nemmeno da AC 2:

 

  può darsi che dopo i fatti, prima ancora di entrare nel __________, AC 1 abbia detto a me e a AC 3 “per che diavolo dovete intromettervi nelle cose di altri in cui non c’entrate?”. Io, a detta di AC 1, ho risposto “beh, se l’è cercata”, con riferimento a +__________”

(MP 12.02.08 e 17.04.08)

 

e riferita, almeno indirettamente, da __________, un conoscente di AC 1 pure partecipante per suo conto alla __________, che lo ha visto, in quei momenti, “sclerare” con altre due persone:

 

  Prima di giungere all’altezza delle toilette “Toi-Toi” che indico sul doc. 2 ho notato la presenza di AC 1 che “sclerava” verso altre due persone che lo accompagnavano. Solo nei giorni a seguire ho saputo che erano coloro che avevano partecipato al pestaggio della persona a terra e meglio __________.

Quando dico che AC 1 stava sclerando lo dico perché ho sentito che diceva ai due: “che cazzo avete fatto, siete dei coglioni” e via dicendo. Ricordo che AC 1 era molto arrabbiato con i due e per questo motivo non mi sono fermato a parlare con lui e ho continuato a camminare in direzione di Piazza __________”

(PS 05.05.08).

 

Di tutta evidenza, AC 1 non era certo arrabbiato con i suoi compagni per le condizioni in cui era stato ridotto __________, diversamente si sarebbe immediatamente informato presso l'ospedale, foss'anche in maniera indiretta tramite un amico o una delle persone alle quali aveva raccontato di aver picchiato un ragazzo. Lo era perché preoccupato per le conseguenze, facilmente immaginabili, per sé, allorquando si fosse saputo quel che aveva fatto. Del resto egli sapeva che __________ era stato ferito gravemente e sapeva anche di non poter contare sul fatto di essere passato inosservato, dati la presenza di molta gente e il suo abbigliamento facilmente rimarcabile:

 

  La PP mi chiede il motivo per il quale io ho parlato con AC 2 di quanto era appena avvenuto ed io rispondo che io ne ho parlato perché avevo paura di quello che avevo fatto. Ero spaventato e per questo motivo, dopo che AC 2 mi diceva di quello che aveva fatto lui, di cui non ricordo le esatte parole, io gli ho detto come l’avevo colpito io e cioè con un pugno ed un calcio. AC 3 era lì, camminava con noi, ma non diceva niente”

(MP AC 1 27.02.08; v. anche verb. dib. p. 43).

 

E che era preoccupato solo per sé lo dimostra, inoltre, il fatto che ha in seguito detto a più persone di aver steso una persona con un pugno, mostrando la mano, ben guardandosi di parlare pure del calcio in testa. Difatti, di tutta evidenza, un pugno è ben meno grave di un calcio in testa. Egli non poteva, come detto, negare tutto poiché sapeva di essere stato visto e così ha cercato di far passare una versione più accettabile, dalle conseguenze notoriamente meno gravi. E' vero che agli inquirenti ha subito parlato del calcio inferto alla testa, ma ha tenuto altresì a precisare che non era forte, non come il pugno. Ancora una volta egli sapeva di non poter negare il calcio alla testa, perché certamente qualcuno lo doveva aver visto e, di conseguenza, lo ha ammesso, cercando però di attribuirgli la minor portata possibile. Altre spiegazioni non ve ne sono.

 

                                   f)   Ancora prima che i tre entrassero nel __________, __________ ha riferito di averli inseguiti e di aver raggiunto AC 3 manifestandogli, in lingua __________, tutto il suo dissenso per quel che avevano fatto. A mente della ragazza gli avrebbe chiesto se era contento di quel che aveva fatto e lui l'avrebbe invitata a non rompere le scatole. AC 3, dal canto suo, ha ammesso di aver mandato a quel paese una ragazza, la quale gli avrebbe tuttavia chiesto soltanto cosa fosse successo. La questione non ha da essere indagata oltre, bastando la constatazione che i due si sono parlati a proposito dell'accaduto e che l'imputato ha mandato a quel paese la ragazza.

 

 

                                   2.   Al __________

 

                                  a)   All'interno del __________ i tre hanno continuato a festeggiare il __________, bevendo anche della birra. AC 2 in aula ha ribadito che lui, AC 1 e AC 3 sono sempre rimasti insieme ed hanno incontrato gli amici __________, __________ e __________.

Successivamente, all'interno dello stesso __________, sono stati nuovamente raggiunti dal __________:

 

  Adr. di essermi avvicinato a loro e di essermi rivolto a loro dicendo che avevamo picchiato forte e che il ragazzo non si era rialzato. Mi ricordo che di fronte a me, seduto sul palco, vi era AC 2 e alla sua destra AC 1, mentre AC 3 era in piedi alla mia destra e non so esattamente cosa faceva. Mi ero rivolto a AC 2 e AC 1 e AC 1 mi aveva risposto: “ quello non si rialza più”. Mi ricordo, all’inizio della discussione, che ad un certo punto AC 2 disse a AC 1 che ero stato io quello che aveva dato un calcio al ragazzo. Non so perché AC 2 abbia detto questa cosa ad AC 1 se perché stavano già parlando tra di loro che c’era anche un altro individuo che aveva partecipato al loro “lavoro”, o per quale altro motivo (….) C'è stato con AC 1 un breve scambio di parole nel senso che lui mi ha mostrato la mano gonfia e poi, quando mi ero avvicinato a loro gli ho detto che avevamo colpito forte. Non gli ho detto il ruolo che io avevo avuto né come io avevo colpito +__________”

(MP 15.04.08).

 

Sul contenuto di questo colloquio le versioni degli accusati divergono. A dire di AC 3 e AC 1, al __________ N. 1 non avrebbero nemmeno più visto il __________. AC 2, invece, ha ammesso di averlo incontrato anche se, sul contenuto della breve conversazione, l'ha raccontata in modo diverso:

 

  è stato questo ragazzo a dirmi che aveva colpito +__________ in faccia. Io come ho già detto, anche nel verbale di oggi, non l’ho visto direttamente farlo”

(MP 25.02.08).

 

La Corte ha comunque accertato che __________ ha incontrato tutti e tre gli accusati che sono infatti rimasti sempre insieme al __________ centrale. AC 2 lo ha ammesso. __________ ha precisato che AC 1 gli aveva mostrato la mano gonfia, circostanza che non gli poteva essere nota se non fosse davvero accaduta. Sul contenuto di quella conversazione, la questione può rimanere aperta: di certo __________ non può aver detto di aver colpito lui __________ con un calcio alla testa, visto che non lo ha fatto, mentre quanto preteso da AC 2 si esaurisce nel primo goffo tentativo di dare “all'amico del __________” la responsabilità dei calci in testa, notoriamente ben più gravi dei pugni. Altra circostanza certa -e ci mancherebbe, visto che tutti e tre erano consapevoli perlomeno di averla fatta grossa e, quindi, preoccupati per le possibili conseguenze per loro- è che gli accusati, al __________, hanno discusso di quel che era successo. Ancora AC 1:

 

  quando eravamo ancora a __________, io e AC 2 abbiamo parlato di quanto successo, ma non per concordare una versione dei fatti comune. Ero io che gli avevo detto quello che avevo fatto. Non mi ricordo cosa lui aveva detto a me al riguardo. AC 3 era presente ma non ha partecipato al discorso e non so neanche se ha sentito quello che io e AC 2 ci dicevamo”

(MP AC 1 11.02.08 p. 12).

 

Per la Corte poco importa che i tre si siano parlati con lo scopo di concordare una versione comune da fornire in seguito agli inquirenti. Fatto sta che si sono parlati e che tutti sapevano, almeno in grandi linee, cosa avrebbe raccontato l'altro.

 

                                  b)   Secondo AC 2, già prima di entrare al __________, AC 1 avrebbe mostrato, vantandosene, la mano gonfia agli amici __________, __________ e __________, i quali peraltro hanno negato tale circostanza. AC 1 dal canto suo ha ammesso che al __________:

 

  La PP mi chiede se corrisponde al vero che io mi sono vantato di aver dato un pugno e di aver steso il ragazzo a terra, mostrando la mano gonfia.

ADR che non mi sono vantato di aver dato un pugno e di aver steso un ragazzo a terra anche se confermo di aver parlato di quanto successo con una prima ragazza con i capelli rossi a cui ho solo riferito quanto successo senza mostrarle la mano gonfia.

Ne ho parlato poi con una seconda ragazza all’interno del __________ mostrandole la mano gonfia e adesso che mi ricordo, ne ho anche parlato con un ragazzo ancora prima di entrare nel __________. E’ un ragazzo di cui non conosco il nome e che conosco per via dei tornei di calcio. A lui non è che ho mostrato la mano gonfia ma salutandoci, lui mi porgeva la mano ed io gli ho detto che non gliela davo perché mi faceva male a causa di quello che avevo fatto”

(MP 11.02.08).

 

La ragazza con i capelli rossi è la __________.

I tre hanno poi incontrato __________ e __________. Anche a __________, AC 1 ha mostrato la mano:

 

  Mentre stavo uscendo, sono passato accanto a AC 1 e lui mi ha salutato. Mi sono quindi fermato a parlare con lui. Lui mi ha detto che aveva male alla mano (si è toccato la mano destra). Gli ho chiesto se era stato da un medico e lui mi ha risposto che la lite era appena successa. Mi ha spietato che, in pratica, di fuori c’era stata una lite e qualcuno ha cercato di tirargli un pugno. Lui si è spostato indietro con il busto per evitare il pugno e poi si è rimesso eretto e ha dato un pugno a quello che aveva cercato di colpire. Ha continuato dicendo che, a seguito del suo pugno, il tipo era caduto e lui se n'è andato”

(PS __________ 06.02.08).

 

Sia che sia, la Corte non ha ragione di non credere che AC 1 abbia effettivamente mostrato la mano gonfia a più persone come da lui stesso dichiarato. Tale comportamento si inserisce perfettamente nel suo tentativo di enfatizzare l’importanza del pugno rispetto alla pedata ed è quindi logico che abbia mostrato proprio la parte a lui dolente della mano destra.

 

                                  c)   Sempre al __________, AC 3 e AC 1 hanno fumato uno spinello, con la marijuana che AC 1 si era procurato da __________.

 

                                  d)   Ad un certo punto __________, che pure nel frattempo aveva fatto rientro al __________, ha avvertito AC 2 della presenza della polizia:

 

  confermo che ci siamo allontanati dal __________ perché c’era fuori la Polizia. Erano ca. le 00.30. Ricordo che __________ era sul palco a ballare e si è chinato dal palco e mi ha detto vicino all’orecchio “guarda che c’è la Polizia fuori”. Io ho detto a AC 1 e a AC 3 “andiamo fuori perché c’è la Polizia” e così siamo usciti dall’entrata del __________ che dava verso l’ospedale

(MP AC 2 12.02.08 p. 7).

 

  confermo che io mi ricordo benissimo che AC 2 mi ha detto di andare perché fuori c'era la Polizia. Quando siamo usciti, non è che ci siamo fermati fuori dal __________, come dice AC 2 per 5 minuti, ma ci siamo incamminati verso l'Ospedale nel senso che ci siamo allontanati dal __________. E' solo dopo che AC 3 verso mezzanotte e 50 è andato a casa, che io e AC 2 ci siamo incamminati verso la stazione per andare a prendere il treno per andare a __________”

(MP AC 1 17.04.08 p. 7).

 

Circa il fatto di non più essere passati da via __________, AC 1 ha ammesso:

 

  Non siamo più passati da via __________ perché avevamo paura di ripassare di lì visto quello che avevamo fatto, di cui ci rendevamo conto. Non è neppure vero quindi che non ho percepito che fosse successo qualcosa di grave. Al contrario me ne ero reso bene conto”

(MP 11.02.08),

 

circostanza confermata da AC 2:

 

  confermo che non siamo passati per Via __________ per questo motivo indicato da AC 1”

(MP 17.04.08).

 

Fatto sta che i tre hanno lasciato il __________ per evitare di essere presi dalla polizia, senza più aver fatto ritorno sul luogo dell’aggressione, contrariamente a quanto preteso da AC 3 e AC 1. AC 2 ha infatti riferito che sono sempre rimasti insieme al __________; __________, __________, __________ e __________ hanno raccontato di averli visti insieme e nessun testimone ha dichiarato di aver visto i due far ritorno in via __________.

 

                                  e)   Usciti dal citato __________ i tre, ancora insieme, hanno incontrato __________ e la sua compagna __________ nei pressi della sede di __________:

 

  Anche a loro AC 1 ha fatto vedere il rigonfio sulla mano destra”

(MP AC 2 25.02.08).

 

Quest'incontro ha spazientito AC 2 che insisteva perché si recassero a prendere il treno per andare a __________:

 

  E' vero che io continuavo a chiamare AC 1 per andare a __________ e lui invece continuava a parlare con __________. Può darsi che io ero molto agitato forse per via della Polizia che ci cercava”

(MP 25.08.08).

 

Anche AC 3 ha confermato l’incontro con __________:

 

  ricordo di aver visto __________. Non so di cosa hanno parlato AC 1 e AC 2 con il __________. Ricordo che dopo che hanno parlato con il __________, io AC 1 e AC 2 siamo scesi verso il __________ in Piazza __________ e lì ci siamo divisi”

(MP 25.08.08).

 

Fatto sta che, poco dopo, AC 3 ha fatto rientro a casa (“con la coscienza sporca” verb. dib. p. 42), mentre gli altri due hanno proseguito la serata al __________ di __________ dove si sono recati con il treno in partenza dalla stazione FFS di __________, secondo AC 2 sia perché doveva incontrarsi con __________ sia, per finire, anche per scappare dalla polizia (verb. dib. p. 43).

 

                                   3.   Al __________ di __________

 

                                  a)   Come detto AC 1 e AC 2 hanno preso il treno per __________ vuoi perché quest'ultimo doveva incontrarsi con __________ in vista del torneo di calcio previsto per l'indomani vuoi per scappare dalla polizia, e non certo perché non si erano resi conto di averla fatta grossa. Giunti alla stazione di __________ i due hanno infatti notato alcuni agenti di polizia ed hanno immediatamente temuto che potessero essere arrestati. Scampato il pericolo, si sono recati alla discoteca __________. Così AC 1:

 

  Arrivati alla Stazione di __________, mentre il treno si stava fermando, io e AC 2 dal finestrino abbiamo visto un paio di poliziotti, in piedi schierati e AC 2 si è girato verso di me dicendomi “va che adesso ci beccano”.

Siamo scesi dal treno e siamo passati da parte ai poliziotti che non ci hanno fermato.

E’ stato qui che ho pensato che forse il ragazzo era vivo e non gli era successo niente di grave”

(MP 11.02.08).

 

                                  b)   Alla discoteca __________ i due hanno incontrato insieme alcuni amici, hanno bevuto ancora una birra e, poi, si sono persi di vista. Così AC 2:

 

  Arrivati a __________ abbiamo acquistato il biglietto d’entrata al __________. Dopodichè siamo andati alla discoteca __________ che si trova nei pressi di Piazza __________. Ci siamo incontrati con i nostri amici che sono __________ di __________, AC 2 __________ di __________ e altri dei quali non conosco il cognome. Ho chiesto a AC 1 cosa volesse bere e lui mi ha detto una birra che ho ordinato pure per me. Trascorsa forse una mezzoretta ho perso di vista AC 1 e non so dire come abbia poi trascorso la nottata. Per quanto mi concerne mi sono divertito, ho ballato e scherzato con gli amici”

(PS 08.02.08).

 

Dal canto suo AC 1 ha riferito di aver incontrato alcuni amici e di non aver più detto nulla a nessuno di quanto accaduto a __________:

 

  Non ho raccontato nulla a nessuno di quanto è successo. Fuori dalla discoteca ho conosciuto una ragazza, __________, che non so come si chiami e con lei sono arrivato in un __________ che stava in faccia a quello principale di Piazza __________.

Lei è entrata ed io sono rimasto fuori. Sono ancora andato a fare un giro ed ho incontrato un amico di nome __________ di __________ e sono andato a farmi un giro con lui. Poi ho perso anche lui di vista ed ho incontrato due conoscenti, un ragazzo di cui non so il nome ed una ragazza di nome __________ che io avevo conosciuto poiché lavorava come cameriera al bar __________ di __________ circa 1 o 2 anni fa. Non so se __________ sia __________ o __________. Sono stato in giro con __________ e con questo ragazzo che era con lei che mi hanno offerto da bere. Mi hanno offerto 2 o 3 birre che credo siano un po’ più grandi di 0,33dl”

(MP 11.02.08).

 

Per la verità __________ ha riferito di averlo incontrato verso le ore 02:00, di averlo visto nervoso e di averlo sentito dire che si era picchiato con un ragazzo a __________:

 

  confermo di aver incontrato AC 1 verso le __________ al __________ di __________. L’ho visto nervoso e ad un certo punto ha iniziato a dirmi che si era picchiato a __________ con un ragazzo e che con lui c’erano AC 2 e AC 3. Io gli ho chiesto il motivo per cui si era picchiato e lui mi ha detto “perché il ragazzo ci ha rotto i coglioni”.

Gli ho chiesto come mai andava a __________ solo per fare casino, che è da stupidi, e lui mi ha risposto che mentre lo picchiavano, il ragazzo è caduto a terra picchiando la testa e poi gli si sono girati gli occhi. Ha aggiunto che loro hanno continuato a picchiarlo.

AC 1 mi ha detto che si era accorto che la situazione era degenerata e ha quindi detto agli altri due “è meglio che scappiamo prima che qualcuno ci veda e ci riconosca”

(MP 03.04.08).

 

Sia che sia, la questione non riveste particolare rilievo, anche se è difficile credere che il teste, che peraltro ha pure dichiarato di aver visto AC 2 dopo, per ben due volte -la prima, alle ore 03:00 quando non gli avrebbe detto nulla e, la seconda, sul treno delle 05:40 quando gli avrebbe invece parlato della rissa-, abbia volutamente mentito su questo punto, dato che la circostanza non potrebbe giovare a nessuno. Ma tant'è.

 

                                  c)   Come detto AC 2 è rientrato con il treno delle 05:40, giunto a __________ alle ore 06:06. Durante il tragitto ha appreso, nelle circostanze già indicate in precedenza, che la polizia lo stava cercando. Non si è consegnato subito, ma è stato poi arrestato in stazione attorno alle ore 07:00 (v. consid. III.2).

 

                                  d)   AC 1 dal canto suo è rientrato con il treno delle ore 06:23 (verb. dib. p. 43). Già si è detto del fatto che venne raggiunto al telefono da un poliziotto e che fece finta di non capirne le ragioni. In realtà capì subito il motivo di quella chiamata. Giunto nei pressi di casa sua venne arrestato attorno alle ore 07:30 (v. consid. III.3).

 

 

                                  X.   I soccorsi a __________ ed le cause del suo decesso

 

                                   1.   Tornando agli istanti successivi all'aggressione, è stato accertato che ad allertare i soccorsi è stato, alle 23:46, tale __________, che pure passava di lì per caso in quanto partecipava alla __________ in compagnia di un suo amico, dopo che due agenti di sicurezza, tra cui __________, avevano notato della gente che si agitava:

 

  Giunti davanti alle vetrine del negozio di __________ ho notato un capannello di gente. Non ho capito che cosa stesse succedendo, nessuna delle persone gridava né si agitava. Io ed il mio collega ci siamo fatti strada fra le persone raggiungendo il muro e da questo momento ho notato una persona sdraiata a terra supina. Ho potuto vedere che era un giovane uomo vestito con una camicia di flanella a righe e dei pantaloni jeans. Lo stesso era privo di sensi, non presentava comunque ferite visibili. Vicino a lui c’erano altri giovani che lo chiamavano e gli chiedevano se stava bene, ma come detto lui non dava segni di vita. Io mi sono accovacciata sul giovane posizionandogli la pila sul viso. Il ragazzo aveva gli occhi aperti e lo sguardo vitreo, sembrava morto. __________ lo ha quindi posizionato in decubito laterale per facilitare la respirazione, che comunque non si percepiva. Anche le sue labbra iniziavano a cambiare colore diventando violacee”

(PS __________ 06.12 (recte: 02).08).

 

Così __________:

  Per me era grave. Mentre parlavo con la persona di Ticino Soccorso 144, alla domanda a sapere chi fosse vicino a me, io le indicavo la presenza degli agenti Securitas.

Ho pertanto messo a disposizione il mio cellulare alla signora della Securitas che ha spiegato i fatti al collaboratore di TI 144”

(PS 02.02.08),

 

in questo confermato dalla __________:

  A questo punto, una persona di sesso maschile presente sul posto che prendo atto essere il teste __________, mi passava il suo telefono cellulare con il quale era già in linea con l’ambulanza. Ho poi spiegato all’operatore del 144 la situazione”

(PS 19.03.08).

 

A quel momento giunse sul posto __________, uno studente infermiere, pure partecipante al __________, che ha praticato un massaggio cardiaco a __________:

 

  Io con la mia ragazza camminavo al centro della carreggiata e giunti all’altezza del Vicolo __________, che indico sul documento numero 1 ho notato un assembramento di persone all’altezza delle vetrine dello stabile posto sulla mia destra in cui ha sede mi si dice il negozio __________. Nello stesso momento ho visto delle luci rasoterra ed ho sentito delle persone che dicevano: “Questo qui l’è ciocc”. Ho continuato a camminare in mezzo alla folla sino a giungere all’altezza della persona a terra (….) Quando ho visto la persona a terra ho rivolto lo sguardo verso la mia ragazza e le ho detto che dovevamo intervenire per soccorrerlo (….) Mi sono avvicinato agli addetti della sicurezza e gli ho detto che ero infermiere al terzo anno di tirocinio per questo motivo mi hanno permesso di iniziare i soccorsi. Ho sentito che uno dei due agenti di sicurezza, non ricordo chi, ebbe modo di dirmi: “Non respira”. Mi sono quindi chinato sulla persona, all’altezza del torace ed ho subito controllato le vie respiratorie. In particolare se avesse qualcosa nella bocca che ostacolasse la respirazione. Davanti a me, all’altezza della testa della persona a terra c’era l'uomo della sicurezza (….) Parlando con l'agente di sicurezza che si trovava all’altezza della persona a terra, siccome non respirava, ci siamo accordati di iniziare il massaggio cardiaco. L’agente di sicurezza (uomo), dopo che io avevo verificato che la lingua non fosse retrocessa verso la gola ed avevo posizionato la testa in modo corretto per le insuflazioni, ha praticato due insuflazioni bocca a bocca. Subito ho notato che la gabbia toracica si muoveva in modo corretto; era ossigenata (….) Io ero sul fianco sinistro e dopo che l’agente di sicurezza ha insuflato due volte ho iniziato il massaggio cardiaco eseguendo 30 compressioni. Al termine delle compressioni, l’agente di sicurezza ha nuovamente eseguito le due insuflazioni ed io ho ripreso altre 30 compressioni. Preciso che prima di iniziare il massaggio cardiaco ho verificato gli stimoli della persona a terra la quale non rispondeva ai segnali. Aveva gli occhi aperti, sbarrati. Ricordo che quando gli agenti di sicurezza con la torcia elettrica gli hanno illuminato il volto le pupille non hanno reagito al contrasto. Al termine della seconda serie di compressioni sul posto è giunta l’ambulanza. Ricordo pure che prima che arrivasse l’ambulanza ho verificato nuovamente le pulsazioni dell’arteria giugulare e ho avuto la sensazione che fossero leggermente aumentate. Ero contento che finalmente arrivavano i soccorsi. Ad un soccorritore ho solamente detto che la persona non respirava e che le pulsazioni erano minime. (….) Sono rimasto sul posto e ho visto che i soccorritori, con l’attrezzo chiamato AMBO, hanno ossigenato il ragazzo ed un secondo soccorritore ha praticato a sua volta il massaggio cardiaco. Nel frattempo ricordo che sul posto presenti vi erano due soccorritrici che io conosco e che so chiamarsi __________ e __________ di cui non ricordo il cognome. Le due donne hanno poi dato manforte ai soccorritori professionali”

(PS 27.02.08).

 

 

                                   2.   I militi della SALVA sono giunti sul posto di lì a poco. Così la soccorritrice professionale __________, che quella sera non si trovava in servizio, ma festeggiava il __________:

 

  Io e __________ a questo punto ci siamo legittimate quali soccorritrici professionali ma un agente di sicurezza ci invitava ad allontanarci poiché qualcuno si stava già occupando di rianimare la persona (….) qualcuno dei presenti  aveva detto che l’ambulanza era già stata avvertita e pertanto abbiamo atteso l’arrivo della stessa che è giunta un paio di minuti dopo distanziandoci di un paio di metri dal luogo dell'evento”

(PS 15.02.08).

 

__________, soccorritrice professionale in servizio quella sera, ha riferito che, appena giunti sul posto, lei ed i suoi

colleghi, hanno subito compreso la gravità della situazione:

 

  Guidava il mio collega __________ (….) __________ ha fatto una prima valutazione dello stato respiratorio e il paziente non respirava. Io ho controllato il battito ad entrambe le carotidi ed era assente. Abbiamo trovato fondamentalmente un ragazzo a terra e la prima valutazione è stata quella di un arresto cardio-respiratorio.

Ho guardato le pupille che erano già in midriasi fissa bilaterale areagenti”

(MP 18.09.08).

 

Il collega __________ dal canto suo ha preso il defibrillatore:

 

  Ci siamo avvicinati e ricordo che uno dei due soccorritori professionisti ha detto che il paziente era grave o in arresto, non ricordo precisamente. Io sono tornato subito all’ambulanza a prendere il defibrillatore e quando sono tornato ho visto che i miei colleghi lo stavano massaggiando. Ho visto che erano presenti anche altri colleghi soccorritori volontari e professionali che stavano aiutando ad assistere il paziente”

(MP 18.09.08).

 

 

                                   3.   In seguito __________ ha spiegato come ha proceduto a rianimare la vittima, fino all'arrivo del medico nel frattempo allertato:

 

  Quando ho guardato le pupille, quello che mi ricordo è che erano già velate. Quando le pupille sono così, in base alla mia esperienza, significa che c’è un grave trauma cerebrale o un problema cerebrale.

Ho anche notato, quando ho guardato con la pila le pupille, le labbra che erano già cianotiche.

Abbiamo quindi iniziato una rianimazione di base (BLS): massaggio cardiaco e ventilazione artificiale.

Il paziente ha ripreso un ritmo cardiaco spontaneo e dopo circa due minuti c’era un battito centrale spontaneo (alla carotide) ma non c’era una respirazione.

Dopo che ha ripreso il polso l’abbiamo monitorato ed è stata posata la via venosa. In pratica gli abbiamo infuso l’NACL (n.d.r. del sale)

(MP 18.09.08).

 

Quanto all'accesso venoso, l'operazione è stata resa alquanto difficile dalla scarsa luminosità, almeno per quel genere di operazione. Fatto sta che __________ ha riferito di aver tentato una via venosa, ma senza successo poiché:

 

  Essendo il luogo piuttosto buio sono riuscita una prima volta a posizionare il “Venflon” ma poco dopo ho perso la vena ed è fuoriuscito del sangue. Ho praticato la posa di una garza di


compressione ma non era stata fissata correttamente e pertanto è fuoriuscito ulteriore sangue”

(PS 15.02.08).

 

 

                                   4.   Il medico dell'ospedale è stato avvertito alle ore 23:57. Così il dott. __________:

 

  Lavoro presso la Salva / EOC di __________ come medico anestesista da quattro anni. La sera del 1 febbraio 2008, verso le ore 23:57 richiesto dall’equipe dell’ambulanza Salva 401 sono intervenuto a __________ in Via __________ perché confermato per un arresto cardiaco. In pratica al sottoscritto viene detto che l’ambulanza si sta recando in un determinato posto. Qualora i soccorritori lo ritengono necessario possono richiedere la mia presenza. In questo caso i soccorritori giunti sul luogo hanno richiesto il mio intervento urgente constatando che il paziente si trovava in arresto cardiaco. Al mio arrivo il paziente era disteso a terra in posizione supina con la testa rivolta verso la chiesa di __________ parallelo alla via. Come detto, il paziente era soccorso dall’equipe della Salva 401. In consegna mi viene riferito che il paziente è incosciente in arresto respiratorio ma ha ripreso un’attività cardiaca spontanea. In buona sostanza ha ripreso a battere il cuore. Mi è stato riferito dagli astanti che si tratta di un’aggressione e che il paziente era stato preso a calci in testa. Chiaramente io non mi sono interessato a sapere chi fosse stato l’aggressore ma mi sono occupato di prestare soccorso al giovane paziente. I soccorritori hanno continuato la ventilazione in maschera con ossigeno al 100% e hanno posizionato un accesso venoso. I precedenti due tentativi di accessi venosi erano falliti. In pratica i due tentativi di accessi venosi sono stati praticati dapprima sull’avambraccio destro e poi, non trovando l’accesso, all’avambraccio sinistro. Chiaramente, nell’atto, il paziente ha perso qualche goccia di sangue che potrebbe essere andata a finire sui vestiti. Prendendo le debite precauzioni abbiamo trasferito il paziente sulla barella e quindi nell’ambulanza. Constatando una sufficiente stabilità della funzione cardio circolatoria e rilevando che la nostra posizione distava a pochi minuti dal pronto soccorso ho deciso di non perdere tempo sul luogo e di trasferire il paziente al pronto soccorso dell’ospedale di __________. Durante il tragitto è stato allertato il pronto soccorso. Al nostro arrivo al pronto soccorso alle ore 00:05 erano presenti i due assistenti di medicina e chirurgia. Al momento non vi erano altri anestesisti e quindi ho provveduto ad intubare il paziente. Stabilizzata la funzione respiratoria in attesa di effettuare la Tac encefalo che era stata richiesta con urgenza è stata fatta una valutazione “testa-piedi”. Con questo intendo dire che si procede dalla testa ai piedi alla ricerca di lesioni esterne. Durante questo esame abbiamo notato alcune tracce di sangue sui vestiti (mutande e maglietta) e sul corpo (sul dorso di entrambe le mani) (….) Non avendo trovato alcuna lesione anteriore abbiamo ruotato il paziente su di un fianco alla ricerca di lesioni sul dorso. Non avendo trovato alcuna fonte di sanguinamento e notando l’esigua quantità di sangue sui vestiti siamo giunti alla conclusione che il sangue provenisse dalle ferite provocate dai precedenti tentativi di accesso venoso.

ADR: che al mio giungere non ho notato la presenza di sangue sul viso del paziente. Preciso comunque che era buio e che non mi stavo occupando di gestire le vie aeree. Il paziente sin dal mio arrivo aveva una mascherina per la ventilazione sul viso.

Durante questa mia visita al pronto soccorso il paziente è stato completamente spogliato e gli abiti tagliati secondo le normali procedure come si vede dalle fotografie mostratimi dall’interrogante e contrassegnate come doc. 5 e doc. 6.

Giunto il tecnico di radiologia ci siamo recati alla Tac dalla quale appariva subito evidente la gravità del quadro cerebrale con emorragie cerebrali diffuse. Viene contattato il medico radiologo e la neurochirurgia dell’ospedale __________ alla quale vengono inviate le immagini Tac per via telematica. Dall’ospedale __________ viene richiesta l’esecuzione di un angiotac alla ricerca della fonte di sanguinamento cerebrale. Il sottoscritto non ha seguito personalmente l’esito dell’esame che sicuramente si può trovare nella cartella clinica del paziente. Appariva comunque subito evidente la mancanza di indicazione chirurgica, poi confermata dai colleghi neurochirurgi in base alla complessità e alla notevole entità delle lesioni evidenziate dal primo esame (….) Come richiestomi dall’interrogante, mentre il paziente era ancora vestito, le uniche manovre invasive suscettibili di aver provocato la fuoriuscita di sangue macchiando i vestiti sono stati i tentativi di accesso venoso. A tale proposito nella fotografia contrassegnata come doc. 7 indico la zone dove è stato posizionato il nostro accesso venoso funzionante. Nella stessa fotografia, in posizione distale sullo stesso braccio, si nota il tubo di collegamento per la rilevazione della pressione arteriosa invasiva che, come confermato dal collega anestesista di guardia quella notte all’ospedale regionale di __________ __________ __________, è stato posizionato più tardi in cure intense. Nello stesso contesto è stato posizionato anche un accesso venoso centrale in vena giugulare interna a destra (….) Nel corso del mattino successivo sono stato contattato da un agente di polizia, del quale non ricordo il nome, il quale mi chiedeva se sull’asfalto fosse possibile rilevare tracce di sangue alfine di identificare con precisione il luogo dell’aggressione. La mia risposta in merito è stata che l’unico sangue presente sul luogo derivava dai tentativi di via venosa ma che non erano tali da essere visibili ad occhio nudo sull'asfalto”

(PS 14.02.08).

 

Non è, per finire, contestato che il sangue fuoriuscito e rinvenuto, tra l'altro, sugli slip che portava __________ proveniva dalle manovre, non riuscite, di ricerca di un accesso venoso (foto N. 65 e 66, class. D, sez. 1).

 

 

                                   5.   Come detto, all'arrivo dei soccorsi, __________ era in arresto cardio-respiratorio, non cosciente, senza riflessi, con le pupille in midriasi fissa. Le prime manovre di soccorso hanno permesso la ripresa dell'attività cardiaca. Dalla cartella clinica si apprende che la diagnosi è stata di emorragia cerebrale su trauma cranico. Dopo la rianimazione, la vittima è stata portata all'Ospedale __________ dove, alle ore 00:03 è stata intubata. L'esame della TAC esperito alle ore 01:05 ha mostrato un sanguinamento diffuso con invasione dei ventricoli e ischemia del tronco. Interpellato dalla direzione sanitaria dell'ospedale di __________, il responsabile della neurologia ha ritenuto, già a quel momento, che non vi era ormai più nulla da fare. Alle ore 10:00 una prima valutazione neurologica ha mostrato il quadro di morte cerebrale, poi confermato da una seconda valutazione esperita alle ore 17:00. Dall’attestato di morte datato 3 febbraio 2008 risulta che il decesso è avvenuto il 2 febbraio 2008 alle ore 18.06 (AI 17).

 

 

                                   6.   Raccolta l'autorizzazione dei parenti, la vittima è stata trasportata all'Ospedale __________ per l'espianto degli organi, dopo che il medico legale aveva chiarito che tale espianto non avrebbe in alcun modo pregiudicato gli esami autoptici.

Con il che, il dott. __________, dell'Università di Varese, che già era stato chiamato all'ospedale di __________ quella mattina, in relazione agli accadimenti di cui in rassegna ed aveva visitato il __________ ancora in vita, è stato incaricato di esperire l’autopsia. Nel suo rapporto ha concluso che il decesso della vittima è da ascrivere ad una emorragia cerebrale con successiva sofferenza ischemica del tessuto cerebrale, comportante un danno irreversibile alle strutture deputate al controllo delle funzioni cerebrali superiori e delle funzioni cardio-respiratorie. Tale emorragia ha avuto origine da una lacerazione del tratto intracranico dell'arteria vertebrale sinistra, senza lesioni dirette alle strutture circostanti.

Per determinare tali valutazioni, il dott. __________ ha disposto la fissazione dell'encefalo in formalina per tre settimane. Dopo circa due settimane ha proceduto all'esposizione delle strutture vascolari del tronco e del cervelletto onde individuare il punto esatto della lacerazione, anche perché dal rapporto del neuroradiologo dott. __________ non era possibile determinare il punto esatto della lesione. Il perito ha quindi proceduto ad iniettare, nelle arterie della regione in questione, del liquido a bassa pressione ed ha potuto individuare una fuoriuscita dell'acqua a livello del tratto intracerebrale dell'arteria vertebrale sinistra, a circa 2 cm dal punto di origine dell'arteria basilare, ossia dove le due arterie vertebrali (destra e sinistra) si congiungono. L'entità della lacerazione è stata accertata in circa 3 mm, sul versante laterale dell’arteria stessa.

L'analisi dei vasi arteriosi ha inoltre evidenziato un'ipolpasia dell'arteria vertebrale destra, considerata -e, su questo punto, non vi sono divergenze tra i periti- “una normale variante di conformazione del circolo arterioso vertebrale ampiamente descritta in letteratura” (rapp. 22.04.08 dott. __________, p. 14) che, per finire, non ha giocato alcun ruolo nella determinazione del decesso:

 

  …è corretto (…) ritenere con probabilità vicina alla certezza, che i traumi al collo ed alla nuca rispettivamente nella zona laterale occipitale della testa che hanno prodotto il movimento estensivo-rotatorio del rachide cervicale, hanno causato rispettivamente favorito, indipendentemente dall’ipolasia, la lacerazione?

E' corretto”

(rapp. 18.06.08 dott. __________, p. 2-5).

 

Circa le cause che hanno determinato la lesione che poi ha causato il decesso della vittima, il dott. __________ ha spiegato che la rottura dell'arteria non può che essere stata di origine traumatica e che gli unici due traumi che possono spiegare questa lesione sono la lesione alla tempia sinistra e l'infiltrazione ematica riscontrata nella regione del collo (lesioni N. 1 e 12 rapp. 18.06.08 dott. __________ p. 12-13):

 

  Nella dinamica che ha causato il decesso di __________ vengono a ricoprire un ruolo determinante l’infiltrazione ematica riscontrata a livello della muscolatura del collo, sia in regione laterale sinistra che posteriore. Infatti, sebbene siano lesioni di modesta entità, testimoniano, comunque, che in tali zone vi sia stato un trauma. Tale trauma deve, essendo esclusa ogni altra possibile spiegazione scientifica dell’evento, aver provocato un movimento di estrema estensione e rotazione del rachide cervicale con quindi concomitante tensione di tutte le strutture in esso contenute. La forza tensiva deve quindi aver superato il punto di rottura della parete vasale che si è quindi lacerata. Tale meccanismo, seppur non comprovabile con assoluta certezza, è il solo scientificamente sostenibile, poiché, lo ripetiamo, non sono presenti lesioni dirette delle strutture contigue al punto in cui si è lacerato il vaso e la spiegazione deve essere quindi identificata in un meccanismo indiretto di estrema tensione della parete.

Non siamo in grado di definire esattamente il tipo di trauma che abbia determinato, in questa situazione, l’ipertensione del rachide cervicale, che è comunque compatibile con la dinamica dei fatti riferitaci”

(rapp. 22.04.08 dott. __________ p. 18),

 

precisando che le due lesioni descritte sono state originate da due eventi traumatici distinti che, entrambi, possono avere avuto un ruolo concausale:

 

  Sono entrambe lesioni aspecifiche che, però, trovano piena compatibilità con l'ipotesi che a produrle siano stati calci”

(rapp. 18.06.08 dott. __________ p. 7-8).

 

In poche parole il perito giudiziario ha spiegato che la rotazione del rachide che ha determinato la rottura dell'arteria vertebrale intracranica non può che essere stata di origine traumatica. Gli unici due traumi che possono averla ingenerata sono quelli riscontrati alla tempia e al collo. Altri non ve ne sono. Questi due traumi hanno ingenerato un movimento estensivo-rotatorio sufficientemente importante per vincere l'elasticità del tessuto e, quindi, provocare la lesione. Così il dott. __________ in occasione del verbale di delucidazione orale:

 

  la morte è dovuta alla rottura dell’arteria vertebrale sinistra nella porzione intracranica, cosa che è di evidenza assoluta. La genesi di questa rottura è certamente non dovuta ad una patologia spontanea. Altrettanto certamente è di origine traumatica e l’unica ipotesi possibile per spiegare questa rottura traumatica è un abnorme movimento di flesso-estensione e rotazione del capo. Per quanto riguarda gli avvenimenti che hanno determinato questo fenomeno con gli elementi che mi vengono prospettati, l’ipotesi che questo abnorme movimento sia stato dovuto a colpi inferti da terzi nella zona del capo e del collo, mi appare molto probabile e l’unica allo stato compatibile con tutti gli elementi a disposizione ivi compresa la dinamica che mi è stata indicata”

(MP 24.07.08 p. 4),

 

confermato in aula:

 

  Alcune persone hanno due arterie vertebrali, altre ne hanno una sola. Ad ogni modo spesso queste due arterie hanno delle dimensioni diverse tra loro. A volte uno dei vasi è estremamente più piccolo dell’altro. La letteratura considera che si tratti di una variante anatomica normale. __________ aveva effettivamente una arteria estremamente più piccola dell’altra. Non si tratta però di una malformazione patologica.

Queste arterie intracraniche sono particolarmente protette dalla struttura ossea. Escludo che la dissezione si sia verificata a seguito di un evento non traumatico. Ritengo che l’unica spiegazione per la dissezione riscontrata è un movimento estensivo-rotatorio (….) L’unica possibilità è che si tratti di una lesione vascolare in assenza di un trauma penetrante (che sfonda la scatola cranica). Nel caso di __________ la struttura ossea era perfettamente intatta. Neppure le lesioni riscontrate sembravano far pensare ad un trauma diretto.

Una lesione vascolare di questa natura può spiegarsi attraverso un movimento anomalo del capo per estensione e rapidità. È la spiegazione che la letteratura specifica dà in casi simili, che sono comunque rari, ma non tanto da non essere considerati.

Deve essere stato un movimento di intensità sufficiente a superare la resistenza dei vasi. Il movimento deve essere stato complesso: deve aver avuto più componenti: rotatoria, flessoria ed estensoria. (…)

Non ho elementi per dire quale trauma (n.d.r.: tra quello al collo e quello alla tempia sinistra) sia stato causale.

Si tratta ad ogni modo di due traumi distinti, anche perché sono versanti impossibili da raggiungere contemporaneamente da un unico episodio lesivo.

Tali due traumi sono gli unici segni riconducibili a eventi traumativi che possono spiegare un movimento di questo genere.

Non posso escludere che lo stesso movimento possa avvenire senza nessuna lesione esterna, ciò che comunque non è il caso qui”

(verb. dib. p. 47-48).

Per quel che riguarda l'eventuale influenza del tasso di alcolemia, il dott. __________ ha escluso che un tasso dello 0,31 per mille, come quello rinvenuto nel sangue di __________, abbia avuto qualsivoglia ruolo nella determinazione della lesione.

 

 

                                   7.   Gli accertamenti del dott. __________ sono risultati convincenti e non sono stati per nulla scalfiti dalla perizia di parte del dott. __________.

 

                                  a)   Innanzi tutto il dott. __________ è l'unico ad aver esperito direttamente l'autopsia sulla salma. Egli ha chiaramente indicato il metodo con il quale ha proceduto. In un primo tempo ha eseguito l'autopsia, senza consultare atti del procedimento che non fossero di carattere medico. La documentazione consultata è chiaramente esposta a pagina 2 del suo rapporto 22 aprile 2008. Così l'esperto in aula:

 

  Lavoro per l’Università e l’Ospedale di __________ in qualità di medico legale. Svolgo numerose autopsie nell’ambito della mia attività. Mi è già capitato di comparire davanti a tribunali svizzeri e, spessissimo, davanti a tribunali italiani. Sono specialista dal 1999, ma ho cominciato a svolgere la mia attività già prima della specializzazione, nel 1995.

Ho allestito un primo rapporto 22.4.2008. Lo scopo di tale rapporto era quello di individuare lo stato di salute estremamente grave del giovane, poi deceduto. In seguito al decesso ho quindi proceduto all’esame autoptico. Per la prima analisi non ho consultato atti di natura non medica. (….) Dopo il decesso ho proceduto all’esame necroscopico che si compone dell’esame esterno e di quello interno della salma. Ho proceduto in seguito all’esame dell’encefalo. La peculiarità dell’esame era che, dagli accertamenti clinici, già sapevo che vi era stato un danno cerebrale. Premetto che è bene che l’esame dell’encefalo avvenga dopo un periodo di fissazione. Ho quindi cercato l’origine dell’emorragia. Sono riuscito ad individuare l’origine del sanguinamento e a campionare porzioni dell’encefalo, dei vasi e della dissezione. (….) Nella vittima non ho trovato nulla di preesistente che potesse dare una spiegazione alternativa a quella traumatica”

(verb. dib. p. 46).

 

Posto che la lesione dell'arteria intracranica che ha portato al decesso di __________ non può che essere stata originata da un trauma, il dott. __________ ha proceduto ad un'analisi approfondita della salma volta a ricercare quali traumi potessero aver causato detta lesione letale. Ne ha individuati due, ossia quello alla tempia sinistra e quello al collo. Altri non ve ne sono. Il perito giudiziario ha pure escluso che colpi che non hanno ingenerato segni di traumi possano aver condotto alla citata rotazione-estensione del rachide ed alla conseguente emorragia con esito letale (verb. dib. p. 48).

 

                                  b)   La difesa di AC 2 ha incaricato il dott. __________, dell'Università cattolica di Roma, di esprimere un suo giudizio sulla perizia del dott. __________. A dire il vero egli era già stato in precedenza contattato dalla patrocinatrice di AC 1 ma, per finire, ha detto in aula che “rappresento il prevenuto AC 2 (verb. dib. p. 56). Richiesto di indicare quale documentazione avesse consultato, il perito di parte non ha saputo indicare con precisione quali atti dell’incarto ha visto prima di allestire il suo rapporto. In aula ha detto di aver consultato pure della documentazione facente parte dell'incarto, “fotocopie di verbali che mi sono stati dati” ossia “qualche centimetro di carta”, senza essere in grado di specificare quali atti (verb. dib. p. 56). Nel suo rapporto non figura, contrariamente a quelli allestiti sia dal perito giudiziario che da quello della parte civile, l'elenco degli atti consultati. Il giorno dopo la sua audizione ha fatto pervenire alla Corte un manoscritto (doc. dib. 12) in cui elenca tutta una serie di atti asseritamente consultati, senza citare verbali d'inchiesta come invece aveva, seppur vagamente, menzionato il giorno prima. Si tratta, a non averne dubbi, di un estremo tentativo di ovviare all'obiezione fatta dal Presidente della Corte in aula:

 

  c`è una bella differenza tra il procedere partendo dalle lesioni riscontrate sulla salma per risalire alla spiegazione scientifica e il trovare una spiegazione scientifica partendo invece dai fatti di cui si è già a conoscenza”

(verb. dib. p. 56).

 

Sia che sia, già solo questa lacuna sull'indicazione degli atti realmente consultati non ha permesso di verificare se il lavoro svolto abbia seguito un metodo ben determinato e se il risultato sia coerente con questo metodo. In altri termini, non potendo sapere quale documentazione dell'incarto il dott. __________ abbia per finire consultato, non è risultato possibile stabilire se le ipotesi da lui adombrate siano in realtà il frutto di asserzioni parziali, a solo ed esclusivo servizio del suo mandante, o meno.

Una seconda obiezione che la Corte ha mosso al dott. __________ è di aver, già nelle prime pagine del suo esposto (doc. TPC 26), fatto riferimento ad alcune circostanze fattuali nemmeno accertate dalla Corte (come ad esempio che il calcio di AC 1 sarebbe avvenuto mentre il capo di __________ poggiava a terra).

Giustamente -ed in maniera del tutto convincente- al dibattimento il perito giudiziario, assunto in contraddittorio con il


perito di parte, ha precisato:

 

  Non rilevo delle sostanziali differenze nell’interpretazione scientifica tra quanto fatto da me e quanto fatto dal dott. __________. Il dott. __________ si è espresso in merito a delle ipotesi che gli sono state sottoposte. Chi mi ha incaricato mi ha invece spiegato di registrare il più possibile asetticamente quanto da me scoperto. Io avevo presente in che ambito era avvenuta la lesione”

(verb. dib. p. 62).

 

In terzo luogo anche il tasso di alcolemia della vittima ritenuto dal perito di parte è risultato errato. Egli ha infatti tenuto in considerazione il valore di 0,7 per mille, definendolo un tasso che “può determinare un po' di vasodilatazione” ed adombrando l'ipotesi che, nella determinazione della lesione, ciò abbia potuto giocare un ruolo concausale. Sennonchè, come visto, il tasso accertato è dello 0,31 per mille, valore che ha da essere ritenuto del tutto irrilevante, il dott. __________ considerandolo irrilevante anche se fosse stato dello 0,7 per mille (rapp. 18.06.08 dott. __________ p. 3).

 

                                  c)   Nel suo rapporto il dott. __________ illustra dapprima tutta una serie di casi, tratti dalla letteratura, in cui un soggetto avrebbe subito la dissezione dell'arteria vertebrale intracranica senza sforzi particolari. La Corte non ha motivo di dubitare che questi casi siano davvero descritti nella letteratura. La questione è comunque irrilevante. Da un lato, nulla si sa delle condizioni delle vittime, in particolare non si dispone di dati precisi -come invece nel caso di specie- circa l'esistenza o meno di eventuali predisposizioni e, dall'altro, nulla si sa della dinamica che ha ingenerato la lesione e, ancora, del modo in cui la lesione si è prodotta. Del resto, nemmeno il dott. __________ ha preteso che la lesione che ha ingenerato la morte di __________ abbia avuto un’origine non traumatica.

Nel tentativo di insinuare il dubbio che tale rottura sarebbe avvenuta con la vittima ancora in piedi, il perito di parte ha preteso che non sarebbe possibile stabilire quale trauma ha ingenerato la lesione letale, spingendosi fino ad escludere che si tratti dei calci al capo con la vittima a terra. Di tutta evidenza si tratta, ancora una volta, di spiegazioni di comodo, prive di rigore metodologico e scientifico, fatte unicamente nell'interesse del AC 2.

Innanzi tutto già si è detto che alla vittima, quando era ancora in piedi, non sono stati inferti pugni al volto tali da creare dei traumi. Secondariamente nessuno dei testimoni, nemmeno peraltro gli accusati, ha indicato di aver visto la vittima ruotare il capo o fare un movimento tale da ingenerare una rotazione-estensione della testa quando ancora era in piedi, per di più tale da causare la rottura dell’arteria. Si tratta in realtà di una semplice ipotesi, adombrata dal perito di parte, ancora una volta completamente fuori dal contesto che ci occupa. A ciò aggiungasi che, finchè era in piedi, __________ -quand'anche fosse stato colpito al volto, in modo comunque leggero e tale da non lasciare tracce- ancora era vigile e, quindi, pronto a parare eventuali colpi rispettivamente ad assecondarli con il resto del corpo, di guisa che il movimento estensivo-rotatorio del capo di cui si è detto non può essersi prodotto in tale situazione:

 

  Il movimento deve essere stato repentino e molto ampio (….) Una spiegazione del movimento abnorme per difetto di corretta resistenza da parte dell’individuo è che il soggetto non ha contratto il muscolo del capo perché si trovava in una posizione particolare o non si aspettava il trauma”

(__________, verb. dib. p. 47).

 

                                  d)   Il perito della difesa ha concluso:

 

  L'intervallo di tempo tra l’inizio dei disturbi nervosi quando __________ __________ era ancora in piedi e l’arresto cardiorespiratorio può valutarsi in circa un minuto, od anche meno: ma tale ricostruzione è importante in quanto induce ad escludere che i traumi inferti a terra abbiano avuto qualche ruolo nel causare la morte. Infatti la fissurazione dell’arteria era avvenuta già in precedenza, attendibilmente per il meccanismo distorsivo descritto ampiamente nella letteratura specifica e ritenuto il più attendibile dal collegio peritale con il quale pertanto si concorda sotto questo profilo ricostruttivo”

(doc. TPC 26, p. 23).

 

Si tratta, di nuovo, di conclusioni che non possono essere condivise. Nell'escludere che l'origine della lesione arteriosa risultata fatale a __________ sarebbero i calci a terra, il dott. __________ in aula ha in particolare spiegato che un calcio in fronte non può aver ingenerato il cennato movimento rotatorio-estensivo perché la testa poggiava a terra. A parte il fatto che, come visto, la vittima non ha ricevuto calci in fronte, ma al collo ed alla tempia sinistra, ancora una volta egli si diparte dall'accertamento dei fatti operato dalla Corte e fornisce una spiegazione in urto con essi. E’ stato infatti accertato che, in particolare il calcio di AC 1, è stato dato allorquando __________ non aveva il capo appoggiato a terra.

Dal canto suo il perito giudiziario ha, pertinentemente e coerentemente con tutto il suo lavoro, precisato in aula che non vi sono elementi che possano far ritenere che il movimento abnorme responsabile della lacerazione dell'arteria sia avvenuto con la vittima ancora in piedi, mentre vi sono elementi che rendono tale lesione compatibile con traumi subiti a terra (verb. dib. p. 50).

 

                                  e)   Per quel che è dell’intervallo di tempo tra il momento del trauma e l'arresto cardio-respiratorio, il dott. __________ lo ha indicato in un minuto, forse anche meno (doc. TPC 26 p. 23). Secondo il perito giudiziario, questo tempo può essere valutato in secondi, fino al massimo a uno o due minuti:

 

  Se si considera la lesione vascolare constatata, isolata da altri eventi, posso dire che i sintomi si producono in secondi (decine di secondi) o al massimo pochissimi minuti (1 o 2). Probabilmente è stato un fenomeno progressivo. Certamente non è stato un fenomeno immediato”

(verb. dib. p. 50),

 

precisando che il fenomeno dello sbarramento degli occhi non è un termine scientifico:

 

  Il momento dello sbarramento degli occhi può coincidere con l’arresto cardiaco. Lo sbarramento degli occhi non è un termine scientifico. Sono molto titubante a poter dare un significato ad un fenomeno di questo genere. Non si può inoltre dare eccessivo peso alla percezione da parte di chi non è del ramo medico”

(verb. dib. p. 50).

 

Dal canto suo il perito di parte dott. __________ ha spiegato in aula che già dopo due secondi dall'arresto cardiaco una persona può avvertire i primi sintomi, mentre dopo 5 secondi può già instaurarsi uno stato d'incoscienza. La lacerazione dell'arteria di __________ è stata ampia, pari almeno al diametro del vaso, e ha quindi provocato un'emorragia massiccia. La vittima aveva un'ipoplasia all'arteria destra, di guisa che tutta la circolazione passava soltanto da quella poi laceratasi: fermo restando che l'ipoplasia non ha avuto alcun ruolo nella determinazione del decesso, per il fatto che tutto il sangue passava dalla sola arteria sinistra, l'emorragia sarebbe stata più rapida poiché, da una parte, era massiccia e, dall'altra, non era nemmeno possibile compensare la fouriuscita di sangue, di guisa che nella fattispecie possono essere bastati anche solo 7 secondi perché si instaurasse uno stato di incoscienza (verb. dib. p. 54).

 

Detto che il perito giudiziario e quello della difesa non hanno espresso certezze sui tempi necessari per giungere ad un arresto cardio-respiratorio (da una decina di secondi fino ad un paio di minuti), le testé citate spiegazioni del dott. __________, che pure situa l’intervallo di tempo tra la lesione e l’arresto cardiaco, in buona sostanza, in questo lasso di tempo (7 secondi sono molto vicini ad una decina), sono apparse convincenti e perfettamente coerenti con gli accertamenti esperiti dalla Corte. In estrema sintesi, l'ipolasia di __________ può perfettamente spiegare la rapidità dell'insorgere dell'arresto cardio-respiratorio, che comunque sarebbe insorto ed avrebbe avuto i medesimi effetti, nel senso che sarebbe avvenuto quasi subito dopo il trauma che lo ha ingenerato.

Come accertato in precedenza __________, prima di ricevere i calci in testa, era ancora cosciente, si rannicchiava per proteggersi dai colpi, e meglio dalle pedate, che gli venivano inferte nella regione toracica, rispettivamente sulle braccia con le quali tentava di proteggersi. E' vero che tutta l'aggressione, a partire dalle spinte iniziali di AC 3 fino all'ultimo calcio di AC 2 alla tempia, è durata pochissimi minuti. Affermazioni più precise sarebbero arbitrarie, visto che gli unici dati temporali certi sono quelli dell'uscita dei tre dal __________ N. 3, dell'allerta dei soccorsi e dalla telefonata di AC 2 a AC 3, rilevati però da tre orologi diversi, senza verifica del decalage. Dal canto loro i testimoni che hanno affermato che il tutto si sarebbe svolto in pochi secondi, hanno riferito di proprie impressioni personali, non certo rilevate con il cronometro in mano. Del resto, per la maggior parte di essi, deve valere che hanno visto solo questa o quella parte dell’intera aggressione. Sia che sia, la Corte ha accertato che la vittima, a terra, non si aspettava calci in testa, ma cercava di difendersi nella zona in cui era ripetutamente colpita. Lo faceva in modo cosciente, poco compatibile con chi ha in corso un'emorragia cerebrale della portata di quella poi accertata.

 

                                   f)   Il dott. __________ ha chiarito, nei suoi rapporti e in aula, che si tratta di un caso raro, dato che la struttura ossea che racchiude l'arteria era del tutto intatta e la vittima non presentava patologie preesistenti che possano aver contribuito alla rottura vascolare, che si può quindi spiegare solo attraverso un movimento anomalo del capo per estensione e rapidità (verb. dib. p. 47). Al riguardo così si è espresso il perito giudiziario:

 

  Nel referto autoptico si legge che “si tratta di un caso del tutto anomalo”. Indichi il medico legale il motivo per cui il caso viene definito in questa modo.

Si intendeva con questa locuzione rappresentare I'estrema rarità di un evento consimile che nello stesso tempo integra Ie caratteristiche di un decorso fenomenologico eccezionale e di una concatenazione naturalistica di eventi che non si osserva nella normalità dei casi”

(rapp. 18.06.08, p. 10).

 

Da tale prudente e corretta affermazione non devono essere tratte, come pretende la difesa, conclusioni tali da scalfire gli accertamenti che individuano nelle due lesioni citate (alla tempia ed al collo) l'origine dei traumi che hanno per finire ingenerato la rottura dell'arteria vertebrale intracranica. Con tale affermazione il perito ha semplicemente inteso spiegare come nel caso del __________ si sia prodotta una lesione che, nella maggior parte dei casi, a seguito di traumi come quelli riscontrati, non si produce. Si tratta di un caso raro, pur tuttavia non così raro da non essere preso in considerazione dalla letteratura scientifica (verb. dib. p. 47). Insomma, e per dirla in termini terre à terre, se __________ ha avuto più sfortuna, l’ha avuta né più né meno di chi, in un banale incidente della circolazione, perde la vita rispetto a chi, molto più fortunato, sopravvive per miracolo ad una sciagura aerea. Ma questa sfortuna non rende inidoneo il trauma a causare la lesione che ha ingenerato, né tantomeno insinua dubbi che le cause della stessa sarebbero da ricercare altrove, anche perché -come visto-, in assenza di predisposizioni della vittima, la rottura dell'arteria vertebrale intracranica ha avuto origini traumatiche e gli unici traumi che la possono spiegare sono quelli alla testa.

 

In altri termini il caso è anomalo in punto alla lesione accertata, ma non nel risultato: picchiare in testa qualcuno a terra, indifeso, con un calcio, è un atto proprio a causare il decesso. Ci torneremo.

 

                                  g)   Alla luce delle considerazioni testé ricordate, la Corte ha quindi accertato che il decesso di __________ è avvenuto a seguito di un arresto cardio-respiratorio intervenuto per un'emorragia cerebrale causata dalla rottura dell'arteria vertebrale intracranica sinistra. Tale lesione, sicuramente di origine traumatica, è stata causata da un importante movimento rotatorio-estensivo che ha vinto l'elasticità del tessuto, movimento a sua volta ingenerato da uno dei due traumi riscontrati alla tempia sinistra rispettivamente al collo in regione postero-laterale sinistra o da entrambi in concorso. Quanto alla paternità dei colpi che hanno ingenerato tali lesioni la Corte ha accertato che l'infiltrazione ematica al collo è stata causata dal calcio di AC 1 a __________ a terra e l'escoriazione alla tempia sinistra è da attribuire alla pedata di AC 2 a __________ a terra. Altre ipotesi non ve ne sono.


                                 XI.   Il reato di aggressione a carico di AC 3

 

                                   1.   Per l'art. 134 CP chiunque prende parte ad un’aggressione, a danno di una o più persone, che ha per conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

 

L’art. 134 CP commina la pena detentiva sino a cinque anni a chiunque prende parte a un’aggressione a danno di una o più persone, purché abbia per conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo. Il reato di aggressione presuppone quindi che un gruppo di persone (almeno due) attacchi con violenza un altro gruppo di persone che rimangano passive (Trechsel, Kurzkommentar, n. 1 e 2 ad art. 134 CP). La conseguenza della morte o del ferimento di una persona è condizione oggettiva di punibilità, non necessariamente riconducibile quindi all’intenzione degli aggressori (Trechsel, op. cit., n. 3 e 4 ad art. 134 CP).

Trattasi di un delitto di messa in pericolo astratta (Aebersold, BK, n. 1 ad art. 134 CP).

La norma dell’art. 134 CP è stata introdotta con la revisione del 1989 ed è entrata in vigore il 1.1.1990 (Aebersold, op. cit., n. 1 ad art. 134 CP). La sua introduzione mirava a colmare la lacuna lasciata dall’art. 133 CP per il caso in cui non si era in presenza di una rissa poiché una parte agiva attivamente, mentre l’altra rimaneva passiva o si limitava a difendersi (Aebersold, op. cit., n. 1 ad art. 134 CP).

Contrariamente alla rissa, l’aggressione è un atto di violenza unilaterale, motivato da intenzioni ostili, commesso da almeno due persone contro l’integrità fisica di una o più persone (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 2 ad art. 134 CP).

Quando più persone se la prendono con una vittima che resta passiva, non vi è scambio di colpi e quindi è esclusa la qualifica giuridica di rissa. Come visto, l’art. 134 CP è stato introdotto per colmare tale lacuna e reprimere il caso in cui si può stabilire chiaramente che vi è stato un attacco unilaterale (Corboz, op. cit., n. 1 ad art. 134 CP; Trechsel, op. cit., n. 1 ad art. 134 CP). Perché si possa parlare di attacco unilaterale occorre che la o le persone aggredite non abbiano avuto, al momento dell’attacco, un atteggiamento aggressivo che ha fatto sì che l’inizio del confronto sia dipeso dal caso (Corboz, op. cit., n. 6 ad art. 134 CP).

Occorrono almeno due aggressori (Corboz, op. cit., n. 3 ad art. 134 CP), ma basta che una persona si unisca all’aggressione iniziata da un’altra (Aebersold, op. cit., n. 5 ad art. 134 CP).

Vi possono invece essere una o più persone aggredite (Corboz, op. cit., n. 4 ad art. 134 CP). La persona aggredita deve rimanere assolutamente passiva o deve solo cercare di proteggersi in modo difensivo (e non offensivo) (Aebersold, op. cit., n. 6 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, BT I, n. 37 ad § 4).

L’aggressione può anche svilupparsi direttamente da una rissa, qualora al termine del confronto reciproco gli aggressori continuino a picchiare con violenza una persona che non si difende più (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 2 ad art. 134 CP; Aebersold, op. cit., n. 5 ad art. 134 CP; DTF 118 IV 227).

Vi è rissa se ogni parte partecipa attivamente al diverbio, non foss'altro che per difendersi (DTF 131 IV 152).

La vittima deve rimanere passiva. Ha un comportamento passivo solo in caso di semplice resistenza che non degeneri in spintoni o percosse. Deve solo proteggersi, senza lasciarsi andare in nessun modo a vie di fatto (DTF 106 IV 246), senza che tale passività sia assoluta (Kassationshoh ZH 31.10.05 N. AC 050028; RJN 1998 p. 135).

 

La partecipazione dell’autore all’aggressione basta, indipendentemente dalla sua responsabilità in relazione alla morte o alla lesione (RJN 1998, p. 135).

Secondo la dottrina dominante, la partecipazione può essere anche puramente psicologica o verbale (Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 40 ad § 4; Trechsel, op. cit., n. 2 ad art. 134 CP; Aebersold, op. cit., n. 7 ad art. 134 CP). Per Corboz, Trechsel e Stratenwerth/Jenny, chi si limita ad una partecipazione verbale non conta per stabilire se è raggiunto il numero di due aggressori (Corboz, op. cit., n. 8 ad art. 134 CP; Trechsel, op. cit., n. 2 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 40 e 41 ad § 4).

 

L’esito letale o la lesione personale per la persona aggredita o un terzo costituiscono una condizione oggettiva di punibilità. La realizzazione del risultato nella persona di un aggressore non basta (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 1 e 4 ad art. 134 CP; Corboz, op. cit., n. 9 ad art. 134 CP).

Il risultato non è ciò per cui risponde l’autore. Il risultato è solo l’indizio della pericolosità che giustifica il perseguimento penale. Di conseguenza, anche le pretese civili non possono essere fatte valere solidalmente contro tutti i partecipanti, indipendentemente dal loro contributo al risultato. Trattandosi semplicemente di una condizione oggettiva di punibilità, la gravità della lesione non può essere rilevante nella commisurazione della pena (Aebersold, op. cit., n. 12 ad art. 133 CP e n. 9 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 19, 26 e 42 ad § 4).

La lesione deve risultare dalla pericolosità tipica dell’aggressione, non da circostanze casuali o atipiche, come ad esempio la morte a seguito di una rissa di un emofiliaco o di una persona malata a sua insaputa di tumore al cervello (Aebersold, op. cit., n. 14 ad art. 133 CP e n. 9 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 30 e 42 ad § 4).

Secondo la giurisprudenza, non è necessario che la ferita mortale o la lesione personale intervengano durante l’aggressione: basta che si tratti di una conseguenza della stessa (Corboz, op. cit., n. 8 ad art. 133 CP).

Il partecipante è punibile anche se ha lasciato l’aggressione prima che sopraggiungessero le lesioni o la morte, se tali conseguenze derivano dalla pericolosità del confronto esistente già al momento della sua partecipazione (Corboz, op. cit., n. 9 ad art. 133 CP; Trechsel, op. cit., n. 7 ad art. 133 CP; Aebersold, op. cit., n. 16 ad art. 133 CP e n. 9 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 31 e 42 ad § 4; DTF 106 IV 246). Non realizza invece il reato chi partecipa all’aggressione solo dopo che è sopraggiunta l’ultima lesione (Corboz, op. cit., n. 9 ad art. 133 CP; Aebersold, op. cit., n. 15 ad art. 133 CP e n. 9 ad art. 134 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 31 e 42 ad § 4)

 

La morte o la lesione corporale devono risultare dall’aggressione o dagli avvenimenti che l’hanno immediatamente seguita (Corboz, op. cit., n. 11 ad art. 134 CP).

 

Soggettivamente occorre l’intenzione, la quale deve tuttavia portare solo sulla partecipazione ad un’aggressione (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 3 ad art. 134 CP). L’esito letale o la lesione essendo solo una condizione oggettiva di punibilità, l’intenzione non deve coprire anche questo elemento (Corboz, op. cit., n. 10 ad art. 134 CP).

 

 

                                   2.   La Corte ha accertato che AC 3 non si è mai dissociato, prima del suo arresto, dai due coimputati e se n’è andato a casa, non perché pentito o perché voleva per finire rompere il sodalizio con gli altri, ma soltanto perché il giorno dopo avrebbe dovuto lavorare. Egli, peraltro intervenuto per primo contro __________, non ha agito per proteggerlo e nemmeno si è interessato alle ragioni della discussione in corso. E' stato lui che, appreso da AC 2 della presenza del rissoso __________, non ha esitato un istante ad avventarsi su __________. Chi interviene a difesa di qualcuno non lo spintona una, due, tre volte, ma semmai impiega la forza dissuasiva delle parole nei confronti di chi sa essere facile a menare le mani e di cui nemmeno doveva aver paura dato che la differenza di stazza fisica lo avrebbe di certo premiato. In quel momento la sua percezione non poteva essere di una rissa o di una bagarre già in corso, ma di una semplice discussione tra più persone, magari un po' animata, ma nulla di più di una discussione tra più individui, tra cui uno noto per essere un attaccabrighe. Per la Corte AC 3 non si è limitato a dare tre spintoni a __________, ma l'ha colpito anche quando questi era già a terra, dove era caduto per effetto dei calci di AC 2 e/o di __________. Ne discende che egli ha condiviso, fino agli istanti che hanno preceduto i due calci alla testa rivelatisi letali, appieno l'agire di AC 2, di AC 1 e di __________, picchiando la vittima prima in piedi e poi a terra, dopo che vi era finita proprio per i colpi dei compagni aggressori. Ne discende che deve essere condannato per aggressione commessa per dolo diretto e non già per rissa.

 

 

                                XII.   Il reato di omicidio intenzionale per AC 2 e AC 1

 

                               1.a)   Per l'art 111 CP chiunque intenzionalmente uccide una persona è punito con una pena detentiva non inferiore a cinque anni, in quanto non ricorrano le condizioni previste negli articoli seguenti.

 

Il comportamento criminoso consiste nell’uccidere intenzionalmente una persona. L’autore deve adottare un comportamento che provochi la morte altrui (Corboz, Les infractions principales, I, n. 1 ad art. 111 CP). Deve inoltre esistere un rapporto di causalità tra il comportamento adottato dall’autore e il decesso della vittima. Ne consegue che il comportamento rimproverato all’autore deve rappresentare la causa naturale e adeguata della morte della vittima (Corboz, Les infractions principales, I, n. 12 e segg. ad art. 111 CP).

Sussiste un rapporto di causalità naturale tra il comportamento dell’autore e il risultato quando il primo è la conditio sine qua non del secondo (DTF 122 IV 23; 121 IV 212; 116 IV 310; 115 IV 102; 100 IV 283; 95 IV 142). Non è necessario che si tratti dell’unica causa o della causa immediata del risultato (DTF 116 IV 310; 115 IV 206; 100 IV 283; 95 IV 142), né che ne sia la causa ultima o la più efficace.

L’esistenza del rapporto di causalità naturale è una questione di fatto (DTF 127 IV 189; 122 IV 23; 121 IV 212; 117 IV 133; 115 IV 102, 234; 103 IV 291; 91 IV 119).

Per imputare penalmente il risultato all’autore è inoltre necessaria l’esistenza di un nesso di casualità adeguata tra il comportamento e il risultato. La causalità è adeguata quando il comportamento dell'autore è atto, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza generale della vita, a produrre o a favorire l’avvenimento imputato (DTF 127 IV 39; 122 IV 23; 121 IV 212; 115 IV 102, 207, 243; 103 IV 291; 101 IV 70; 100 IV 283; 95 IV 143; 92 IV 87; 91 IV 119, 156, 187; 87 IV 159, 86 IV 155). Manca il rapporto di causalità adeguata quando interviene un avvenimento straordinario ed imprevisto che relega in secondo piano tutti gli altri fattori che hanno contribuito alla realizzazione del risultato (DTF 127 IV 39; 122 IV 23; 1221 IV 15, 213; 120 IV 312; 115 IV 102, 207, 244; 103 IV 291; 100 IV 214, 283; 98 IV 173; 92 IV 88; 91 IV 187).

L’esistenza o meno di un nesso di causalità adeguata è una questione di diritto (DTF 122 IV 23; 121 IV 213; 117 IV 134; 91 IV 119, 156).

L’autore deve adottare un comportamento che provochi la morte di una persona (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 1 ad art. 111 CP).

L’agire delittuoso è ogni atto giuridicamente rilevante con il quale l’autore dà un contributo causale per il sopraggiungere del risultato, ossia della morte (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 5 ad art. 111 CP).

L’illiceità si caratterizza per il risultato voluto o ottenuto, non per il modo di procedere. Il metodo adottato importa quindi poco (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 2 ad art. 111 CP), salvo se per la crudeltà del suo agire l’autore può essere qualificato d’assassino (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 3 ad art. 111 CP).

 

Oggetto della protezione è la vita umana, dalla nascita alla morte (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 1 ad art. 111 CP). Ogni vita umana è tutelata, indipendentemente dalle speranze di vita. Non sono ammesse relativizzazioni per infermità psichiche e/o fisiche: anche il neonato senza speranze di sopravvivenza, il malato terminale o il grave minorato mentale e/o fisico godono della piena protezione penale (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 2 ad art. 111 CP; DTF 98 Ia 515).

Risultato del reato è la morte di una persona, intesa come morte cerebrale (ossia l’irreversibile venir meno di tutte le funzioni cerebrali; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 3 ad art. 111 CP; Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 6 ad art. 111 CP; DTF 98 Ia 512). La giurisprudenza ha ammesso che occorre prendere ispirazione, sebbene non costituiscano norme di diritto, dalle direttive dell’Accademia svizzera delle scienze mediche che utilizzano alternativamente i concetti di morte cerebrale e di morte cardio-circolatoria (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 6 ad art. 111 CP; Stratenwerth/Jenny, op. cit., n. 7 ad § 1; Donatsch, Strafrecht, III, p. 3; DTF 98 Ia 512).

Se la vittima è già morta, solo il delitto impossibile può entrare in considerazione (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 8 ad art. 111 CP).

L’omicidio è un reato di risultato. Se questo non si è prodotto occorre valutare le varie forme del tentativo (Corboz, Les infractions en droit suisse, n. 11 ad art. 111 CP).

 

                                  b)   Pacifico che la vittima è deceduta, come visto, per i due calci infertile alla testa, quando giaceva a terra. Altrettanto certo è che non presentava predisposizioni alla lesione subita, tali da rompere il nesso di causalità naturale e adeguato tra i calci ed il decesso. Già si è detto, al proposito, che si tratta di un caso raro, ma tale rarità deve essere posta in relazione con la lesione tale e non con l’idoneità dei calci a causare il decesso. Resta, per finire, l’aspetto soggettivo.

 

                        c)   Soggettivamente occorre l'intenzione, ma basta il dolo eventuale.

Sussiste dolo eventuale laddove I'agente ritiene possibile che I'evento o iI reato si produca, e, ciò nondimeno, agisce, poiché prende in considerazione I'evento nel caso in cui si realizzi, lo accetta pur non desiderandolo (DTF 133 IV 9 consid. 4.1 pag. 16, 131 IV 1 consid. 2.2 e rinvii). Chi prende in considerazione I'evento qualora si produca, ossia lo accetta, lo vuole ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 CP ("basta a tal fine che I'autore ritenga possibile il realizzarsi dell'atto e se ne accolli iI rischio"; cfr. 18 cpv. 2 vCP). Non è necessario che I'agente desideri tale evento o lo approvi (DTF 121 IV 249 consid. 3a). II discrimine tra dolo eventuale e negligenza cosciente può rivelarsi delicato, sia in un caso come nell'altro, infatti, I'autore (nel dolo eventuale) ritiene possibile che I'evento o iI reato si produca. Mentre v'è negligenza, e non dolo, qualora I'autore, per un'imprevidenza colpevole, agisce presumendo che I'evento, che ritiene possibile, non si realizzi (DTF 130 IV 58 consid. 8.3). Quindi, la differenza tra dolo eventuale e negligenza cosciente risiede nella volontà dell'autore e non nella coscienza (DTF 133 IV 9 consid. 4 pagg. 15 e segg. con giurisprudenza ivi citata).

Il dolo (eventuale), quale fatto interiore, può essere accertato solo in base a elementi esteriori; ne discende che in quest'ambito, Ie questioni di fatto e di diritto sono strettamente connesse tra di loro e coincidono parzialmente (DTF 133 IV 1 consid. 4.1 pag. 4).

In mancanza di confessioni, il giudice può, di regola, dedurre la volontà dell'interessato fondandosi su indizi esteriori e sulle regole dell'esperienza. Può inferire la volontà dell'autore da ciò che questi sapeva, laddove I'eventualità che I'evento si produca era tale da imporsi all'autore, in modo che si possa ragionevolmente ammettere che lo abbia accettato (DTF 133 IV 222 consid. 5.3 pag. 225, 130 IV 58 consid. 8.4).

 

                                  d)   Nella DTF 6S.180/2003 il TF ha confermato la condanna per tentato omicidio intenzionale per dolo eventuale nel caso di un padre di famiglia che ha violentemente e lungamente stretto il collo della figlia e che, solo grazie all'intervento della madre e dell'altra figlia, non è riuscito a portare a termine l'azione. Con la DTF 6S.367/2004 l'alta Corte non ha confermato il giudizio delle autorità cantonali che avevano condannato per tentato omicidio intenzionale per dolo eventuale un uomo che aveva aggredito 15 persone ed aveva steso una vittima con un pugno al volto, precisando che, a fronte delle ferite riportate dalla maggior parte delle vittime, non si può dire che la probabilità della realizzazione dell'esito fosse particolarmente elevata.

Nella DTF 6P.184/2006 del 21 febbraio 2007 il TF ha confermato una condanna per tentato omicidio intenzionale nei confronti di più agenti che, dopo aver partecipato ad un'aggressione nei confronti di due vittime, ne hanno colpita una alla testa con calci, allorquando giaceva a terra perché già colpita in testa con una bottiglia vuota. L'alta Corte ha ritenuto determinante, per affermare che gli autori avrebbero dovuto percepire la probabilità della morte della vittima, il fatto che ella era a terra indifesa e che hanno continuato a picchiarla finchè non si è più mossa: al più tardi nella fase finale dell'aggressione, la realizzazione del risultato doveva apparire così probabile agli accusati che la loro perseveranza non può essere ragionevolmente interpretata che come l'accettazione del rischio.

Notisi che in tutti questi casi citati il reato è rimasto alla stadio del tentativo e la Corte ha dovuto operare una valutazione sulle probabilità di un esito letale che non si è prodotto, a differenza del caso che ci occupa in cui, la vittima, è purtroppo morta.

 

 

                                   2.   La Corte ha accertato che AC 1 ha colpito __________ con un calcio in testa mentre giaceva a terra, dove era finito a seguito dell'aggressione subita, già ripetutamente colpito con calci al torace. Egli era del tutto indifeso, ossia senza nessuna possibilità di difendersi, ed è stato colto di sorpresa poiché non si aspettava di essere colpito al capo, ma cercava, per contro, di proteggersi laddove veniva percosso, ossia alla pancia. AC 1 ha fatto un paio di passi, ha mirato alla testa e ha sferrato un calcio che ha colpito __________ al collo, causandogli una delle due lesioni responsabili della rotazione del rachide e della conseguente rottura dell'arteria vertebrale intracranica sinistra. La scarsa lesività esterna non fornisce in realtà alcuna informazione utile per determinare la violenza del colpo, se non -come riferito dal perito- che i calci hanno avuto un'importante forza torcente e stirante, pur non avendo lasciato segni contusivi evidenti. Al riguardo, lo stesso AC 1 in istruttoria ha detto:

 

  So che (….) un calcio come quello che gli ho dato quando era già caduto a terra, possono causare gravi danni o la morte di una persona”

(MP 11.02.08).

 

A mente della Corte AC 1 non poteva non soltanto non sapere, ma nemmeno escludere che, così facendo, avrebbe potuto causare il decesso della vittima. Egli infatti si è spostato fino all'altezza della testa e ha mirato al capo, ossia in una zona dove è notorio che hanno sede i centri vitali come, ad esempio, l'arteria vertebrale intracranica. Del resto, fin da bambini si sa che la testa è la parte più delicata del corpo e che, come tale, va protetta: per questo si porta il casco per andare anche solo in bicicletta o per praticare vari sport come l’hockey o lo sci. AC 1 ha colpito una vittima che giaceva inerme al suolo, non vigile, sorpresa perché intenta a proteggere altre parti del corpo, senza possibilità di difendersi e indebolita dai colpi che le erano già stati inferti. Anche il mezzo utilizzato, ossia un calcio, per di più da parte di una persona abituata a calciare in quanto giocatore di pallone, è perfettamente atto a provocare, nelle dette circostanze, il decesso. In definitiva chi, come AC 1, sferra una pedata in testa ad una vittima a terra, indifesa, prendendola alla sprovvista, non può non pensare di poterne causare la morte. E se, nonostante tale consapevolezza, le infligge un calcio al capo, di una forza tale da determinarne il decesso, non può che aver accettato il rischio di provocarne la morte.
Il fatto che l'accusato non conoscesse la vittima è, a proposito del dolo, del tutto irrilevante. Non gli è infatti imputato di aver premeditato l'omicidio, ciò che presupporrebbe un movente che nella fattispecie non c'è: semplicemente, alla prima occasione, non ha esitato a picchiare la vittima in un modo che dimostra la sua accettazione del rischio di morte.

Nulla muta il fatto che, come riferito concordemente dai periti, la lesione come tale debba essere considerata un caso raro, del tutto anomalo. In effetti, ai fini della determinazione del dolo eventuale non è necessario che l'autore conosca con precisione quale lesione (ed a quale organo) può ingenerare, bastando che egli sappia che il suo agire è idoneo a cagionare la morte e, pur non volendola, ne accetta l'eventualità (DTF 1P.680/1999).

E' ben vero che il tutto si è svolto rapidamente, ma ciò non basta ad escludere il dolo eventuale, se solo si pon mente al fatto che, ancora una volta, AC 1 si è spostato ed ha mirato alla testa, sapendo di spostarsi per calciare e volendo calciare proprio al capo, ossia ad una parte vitale del corpo umano.

Tutto ciò considerato si tratta, di tutta evidenza, di un caso tipico di dolo eventuale.

 

 

                                   3.   La Corte ha accertato che AC 2 ha sferrato un calcio alla tempia sinistra della vittima a terra, subito dopo la pedata di AC 1 al collo.

Le considerazioni fatte per AC 1 devono valere, mutatis mutandis, anche per AC 2. E' vero che per lui non si può dire, come invece per AC 1, che si sia spostato per mirare dritto alla testa. Tuttavia, AC 2, anch’egli già calciatore praticante, non poteva sbagliare bersaglio, perché era troppo vicino alla vittima. Non si tratta, quindi, di un calcio finito per caso sulla testa di __________, ma di una pedata ben assestata alla testa, di un'intensità tale da provocare la surriferita rotazione del rachide. Anche lui ha colpito una parte vitale, la tempia, in una situazione in cui la vittima era del tutto indifesa. A maggior ragione, rispetto a AC 1, AC 2 doveva essere cosciente che avrebbe potuto ingenerare la morte di __________ poiché ha sferrato la sua pedata dopo quella di AC 1, ossia in un momento in cui la vittima era ancora più debole per effetto dell'ulteriore colpo infertole. In definitiva nemmeno a AC 2 giova la relativa rapidità con cui si sono svolti i fatti, poiché al momento in cui ha sferrato la sua pedata alla testa, ossia al termine dell’ultima fase della già violenta aggressione, egli aveva già visto AC 1 dare il suo calcio in testa a __________ e, quindi, a quel momento gli doveva essere chiaro che il rischio di causarne la morte era reale e, di conseguenza, avendo comunque agito, ha dimostrato di averlo accettato. Aggiungasi infine che AC 2 ha riferito di aver agito in preda ad una rabbia che nemmeno lui ha saputo spiegarsi: orbene, a maggior ragione, il suo calcio dev’essere il risultato forte e atto a provocare la morte della vittima.

Ne discende che anche AC 2 ha agito per dolo eventuale.

 

 

                                   4.   L'ultimo quesito da sciogliere è relativo alle responsabilità dei singoli imputati. Come visto non è stato possibile stabilire quale dei due calci al capo inferti alla vittima a terra ha ingenerato la lesione che ha ucciso __________. Il perito giudiziario ha stabilito che non è possibile indicare quale delle due lesioni, che la Corte ha accertato essere state provocate dalle pedate a terra di AC 1 e di AC 2, sia stata la causa (sola) della rottura dell'arteria vertebrale intracranica del __________. Può essere stata l'una, l'altra o entrambe congiuntamente:

 

  A questo proposito avendo escluso un novero di possibili cause alternative di rottura dell’arteria vertebrale, abbiamo inserito nel ragionamento volto alla ricerca dei momenti causativi della rottura stessa, l’individuazione principalmente di due lesioni esterne al capo e collo (distretto che comprende il capo ed il collo). Entrambe queste lesioni, singolarmente considerate, hanno caratteristiche aspecifiche ma inserite nel concreto contesto, assumono un importante significato poiché possono essere ritenute segno di applicazioni di forza che possono aver determinato un movimento abnorme del capo e del collo che ha poi provocato la lesione arteriosa mortale. La loro aspecificità non consente di attribuire all’una piuttosto che all’altra una valenza prevalente bensì è possibile ritenere che entrambe disgiuntamente o congiuntamente (distinzione che non sono in grado di fare) possono essere riconosciute come la traccia del movimento o dei movimenti abnormi a cui abbiamo fatto riferimento più sopra che in ultima analisi hanno causato la lesione arteriosa”

(MP 24.07.08).

 

Ne discende che responsabili del decesso della vittima devono essere considerati i calci inferti da AC 2 e da AC 1 congiuntamente o singolarmente, senza poter accertare esattamente quale dei due, ad eccezione dell'altro, è senz'altro all’origine della lesione letale.

Al riguardo la giurisprudenza ha stabilito che, quando più autori assumono un comportamento atto ad ingenerare un determinato risultato che non può essere attribuito con precisione a questo o a quell'atto singolarmente, sono da considerare correi (DTF 113 IV 58; 120 IV 136 e 125 IV 134 e CCASS-VD 10 ottobre 2005 in re A.). Ne discende che, nell'impossibilità di determinare quale dei due calci, tutti e due atti a provocare, singolarmente o congiuntamente, il movimento estensivo-rotatorio che ha ingenerato la rottura dell'arteria vertebrale intracranica e la susseguente emorragia letale, entrambi gli accusati devono essere riconosciuti colpevoli del reato di omicidio intenzionale commesso per dolo eventuale.

 

 

                                   5.   Il reato di omicidio intenzionale assorbendo quelli dai aggressione e di omissione di soccorso, gli accusati vanno tecnicamente prosciolti da queste altre due imputazioni notificate in aula (DTF 118 IV 227).

 

 

                               XIII.   Gli altri reati

 

                                   1.   AC 1 in aula ha ammesso di aver fatto uso di stupefacenti, marijuana, come indicato al N. C.4 dell'atto di accusa, che deve essere confermato senza ulteriori motivazioni, con la precisazione che il periodo dev’essere limitato a partire dal febbraio 2006, i fatti precedenti essendosi nel frattempo prescritti.

 

                                   2.   Per l'art. 197 cifra 3 CP chiunque fabbrica, importa, tiene in deposito, mette in circolazione, propaganda, espone, offre, mostra, lascia o rende accessibili oggetti o rappresentazioni a tenore del numero 1, vertenti su atti sessuali con fanciulli, animali, escrementi umani o atti violenti, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

AC 2 sapeva che le immagini ritraenti un uomo che fa sesso con un animale sono proibite; salvandole sul suo cellulare, le ha per finire fabbricate ai sensi della prefata norma (DTF 131 IV 16). L'accusa, peraltro rimasta opportunamente incontestata, va confermata senza altre considerazioni.

 

                                   3.   Anche AC 3 ha ammesso di aver fatto uso di stupefacenti, marijuana e cocaina, come al N. B.3 dell'atto di accusa, di guisa che l'imputazione va confermata senza ulteriori commenti. Quanto all’ipotesi di reato di omissione di soccorso, notificatagli in aula, l’imputato è stato prosciolto poiché, pur essendo stato accertato che ha lasciato il luogo dell’aggressione ben conscio dello stato della vittima, per finire, data la presenza di parecchie persone, ben poteva contare che __________ sarebbe stato immediatamente soccorso.

 

 

                              XIV.   La commisurazione delle pene

 

                                   1.   Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale. L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

 

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

 

 

                        2.   AC 3

 

                                  a)   Per AC 3 è stata ritenuta una colpa grave in punto al reato che ha commesso, a prescindere dall'esito drammatico dell'evento. Così come giustamente preteso dalla difesa, la morte della vittima del reato di aggressione non deve avere influenza nella commisurazione della pena, perché si tratta unicamente di una condizione oggettiva di punibilità del reato. La colpa di AC 3 è grave perché porta la responsabilità di aver dato inizio, senza motivo, per il solo gusto di affermare la sua forza, ad un'aggressione proditoria, nei confronti di una vittima il cui comportamento non dava adito ad alcun indizio, né espresso né equivoco, di violenza. Egli, poi, non si è fermato ai primi spintoni, ma ha colpito anche la vittima a terra, dimostrando di non dissociarsi mai dai suoi correi. Infine, nonostante sapesse che __________ doveva essere stato perlomeno ferito gravemente, ha pensato solo a se stesso, si è tolto la maglia da portiere per non essere riconosciuto e ha continuato la serata con gli amici fino a quando è andato a casa, perché il giorno dopo doveva lavorare. Certo, non ha picchiato alle parti vitali, ma tale circostanza ha avuto peso determinante già nell'escludere, per lui, l'ipotesi di omicidio.

Il concorso di reati con la contravvenzione alla LStup non ha giocato alcun ruolo.

A suo favore sono state considerate la giovane età, l'assenza di precedenti e la sostanziale buona reputazione di cui godeva prima dei fatti, nonché le difficoltà che, in futuro, incontrerà nel reinserirsi, se lo vorrà e lo potrà, nel nostro tessuto sociale, in considerazione della ferma condanna civile che l'evento ha suscitato. Al proposito la Corte, senza nulla togliere alla gravità della sua colpa, sottolinea che non è stata accertata una responsabilità di AC 3 nel causare la lesione che ha provocato il decesso di __________.

Quanto, infine, alla collaborazione prestata agli inquirenti, la Corte ha ritenuto che AC 3 ha sì parzialmente ammesso le sue responsabilità, ma ne ha sottaciute altre e, a tratti, ha pure fornito una versione di comodo a vantaggio soprattutto dei correi, di guisa che di tale circostanza attenuante generica si è tenuto conto, a suo favore, in una misura tutto sommato limitata.

Alla luce di tali considerazioni la Corte ha ritenuto equa una pena detentiva di due anni e sei mesi.

 

                                  b)   Per l’art. 42 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di sei mesi a due anni se una pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti.

Se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è stato condannato a una pena detentiva di almeno sei mesi, con o senza condizionale, o a una pena pecuniaria di almeno 180 aliquote giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli.

Oltre alla pena condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una pena pecuniaria senza condizionale oppure una multa ai sensi dell’articolo 106.

Mentre il vecchio diritto (art. 41 n. 1 cpv. 1 vCP) richiedeva una prognosi favorevole sulla presumibile futura condotta dell’imputato, secondo il nuovo diritto è determinante la mancanza di prognosi sfavorevole (Kuhn, La nouvelle partie générale du Code pénal suisse, Le sursis et le sursis partiel, in CGS, Berna 2006, pag. 220). In questo modo, riservati i casi previsti dall’art. 42 cpv. 2 e 3 CP, si è voluto tenere conto dell’orientamento giurisprudenziale che, constatata l’impossibilità di fare previsioni (positive) più o meno sicure sul presumibile comportamento futuro del condannato come previsto dall’art. 41 n. 1 cpv. 1 vCP, ha ammesso la prognosi favorevole in assenza di indizi concreti che, valutati nel loro complesso, vi si opponessero, come ad esempio il pericolo di recidiva (CCRP 3 agosto 2007 in re D.). Al riguardo, l’art. 42 cpv. 1 CP, preso ad litteram, richiede, per finire, una sorta di doppio pronostico: la previsione (“Vorhersage”) sul comportamento futuro del condannato in caso di sospensione condizionale della pena, come pure la previsione sul comportamento (futuro) dello stesso condannato in caso di espiazione della pena, ritenuto che a quest’ultimo riguardo, il giudice ordinerà l’esecuzione della pena (soltanto) nel caso in cui ci si deve indubbiamente attendere che l’autore non si farà condizionare in alcun modo positivamente dall’effettiva esecuzione della sanzione (sentenza CCRP citata; Stratenwerth, op. cit., n. 19 ad § 5; Stratenwerth/Wohlers, op cit., n. 9 ad. art. 42 CP).

 

Giusta I'art. 43 cpv. 1 CP, il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di uno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore. La parte da eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP). In caso di sospensione parziale dell'esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi. Le norme sulla concessione della liberazione condizionale (art. 86 CP) non sono applicabili alla parte di pena da eseguire (art. 43 cpv. 3 CP).

 

Secondo giurisprudenza, prima di determinarsi sull'incidenza della colpa nella determinazione della parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro l'autore non si possa formulare una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta (art. 42 cpv. 1 CP). L'art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale parziale della pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa dell'autore e non può perciò essere usato per formulare prognosi poco chiare (CCRP 14.11.07 in re Z.; CCRP 31.3.2008 in re K.).

 

La difesa ha prodotto in aula l'attestazione di un parente di AC 3, residente in Germania, titolare di un'impresa, con la quale questi dichiara di essere disposto ad ospitare l’accusato presso di lui e ad assumerlo nella sua ditta. Cittadino, non dovrebbe incontrare particolari difficoltà ad ottenere il relativo permesso di lavoro, in base ai noti accordi bilaterali tra la Confederazione e l'Unione Europea.

Tale circostanza, unita all'assenza di precedenti ed alla durata della carcerazione preventiva già scontata, fa sì che la prognosi non può dirsi negativa.

Quanto alla porzione ancora da espiare, richiamato il principio secondo cui questa non può, mai, essere inferiore ai sei mesi né superiore alla metà della pena inflitta, in considerazione della grave colpa ritenuta, la Corte l'ha fissata in quattordici mesi.

 

 

                                   3.   AC 1

 

                                  a)   Per AC 1 è stata ritenuta una colpa molto grave. Già solo la soppressione di una vita umana è un atto di una gravità tale che non ha da essere ulteriormente motivata, bastando la costatazione che l'autore ha ucciso intenzionalmente un altro uomo. Ma quel che ha sconcertato maggiormente la Corte è l'assoluta assenza di motivi che hanno portato l'accusato ad uccidere una persona che nemmeno conosceva e che non gli aveva fatto proprio nulla: nemmeno gli aveva rivolto una parola. Niente. AC 1 l'ha aggredita semplicemente perché gli amici l'avevano già, per parte loro, aggredita. Il tutto in una sorta di patto secondo il quale, se un amico picchia qualcuno anche senza motivo, non si interviene a dissuadere l'amico, ma si infierisce sulla vittima già aggredita. La rappresentazione di questi fatti dimostra che a AC 1 poco è importato sopprimere una vita umana, l'importante per lui era fare andare le mani, picchiare una persona qualsiasi, così come i suoi amici avevano iniziato a fare. Proprio la scelta del tutto casuale della vittima e l’assenza di motivi anche solo apparenti alla base del suo agire rappresentano, per la Corte, un quadro di estrema gravità.

Gravità che assume ancora maggiore rilievo se si pon mente al fatto che ha colpito mirando alla testa, consapevole che con tale agire avrebbe potuto causare il decesso di __________, accettandone quindi il rischio. Insomma, non si è trattato di un colpo casuale, inferto magari nella foga di una rissa in cui i contendenti non si risparmiano colpi, ma di un calcio ben mirato al bersaglio grosso, ad una parte vitale, con la vittima indifesa a terra che non si attendeva certo di essere colpita in quel modo al capo. In altri termini è stato un atto vigliacco, perché la vittima a terra era in una situazione in cui non aveva alcuna possibilità di difendersi, essendo in balia del suo aggressore. Atto ancora più vile se si considera che ha colpito una vittima già aggredita da più persone, in una situazione di quattro contro uno, per di più sotto gli occhi di più persone. Come detto la Corte non ha attribuito alle esternazioni fatte al __________ all'amico __________ alcun indizio di premeditazione: certo è però che quelle frasi dimostrano come quella sera egli fosse pronto, alla prima occasione, così come è poi avvenuto, a picchiare forte anche una persona che nemmeno conosceva e che non gli aveva fatto nulla. Tale prontezza a delinquere e tale inconsistenza del movente aggravano ulteriormente la colpa di AC 1 che ha colpito la vittima in piedi e a terra, dove le ha inferto calci al busto e uno alla testa, fermandosi solo dopo averla vista ormai inerme, il tutto dimostrando totale disprezzo per la vita umana.

Anche nel comportamento dopo i fatti AC 1 ha dimostrato egoismo. Ben conscio delle gravi conseguenze del suo atto, si è preoccupato solo di se stesso, togliendosi la maglia della __________ per evitare di essere immediatamente riconosciuto, manifestando la sua rabbia nei confronti dei due coimputati, non già per quel che avevano fatto, ma per le conseguenze nelle quali sarebbero incorsi, raccontando, per finire, a tutti la storia del pugno (sottacendo il calcio), nell'evidente intento di minimizzare le sue responsabilità. Nonostante fosse conscio che __________ non era più cosciente, non si è preoccupato delle sue condizioni, ma ha continuato a festeggiare il __________ prima a __________ e, poi, a __________.

 

Nella determinazione della colpa la Corte ha dato, ai precedenti di AC 1, scarsissimo peso, così come non hanno giocato alcun ruolo le partecipazioni agli alterchi, si fa per dire, dei __________ di __________ 2007 e di __________ della settimana prima e il concorso con la contravvenzione alla LStup.

 

                                  b)   Per quel che riguarda l'incidenza del dolo eventuale nella commisurazione della pena, la giurisprudenza ha, negli anni, sviluppato l'idea che l'avere agito con mero dolo eventuale piuttosto che con dolo diretto può comportare una valutazione meno severa. In particolare nella sentenza 6 maggio 2003 in re R. la CCRP ha proceduto ad una riduzione di pena di un anno (da nove a otto anni) nei confronti di un’autrice colpevole di lesioni intenzionali gravi (le rimanenti gravi malversazioni ed i reati connessi erano invece stati commessi con dolo diretto) proprio perché la Corte di prime cure non aveva considerato il fatto che avesse agito con dolo eventuale quale circostanza attenuante generica: la CCRP non ha indicato con precisione l'incidenza di tale attenuante, la pena essendo stata ridotta anche in considerazione del fatto che la Corte di prime cure non aveva tenuto conto che l'autrice aveva, pure, fatto della beneficenza. Adito dalla pubblica accusa, il TF ha confermato il giudizio della CCRP (DTF 6S.233/2003).

Nella fattispecie è stato ritenuto, a carico di AC 1, un dolo eventuale di livello alto, prossimo al dolo diretto, perché ha sferrato un calcio alla testa di una vittima a terra indifesa e già percossa, potendo quindi contare sul fatto che la lesione sarebbe, con buone probabilità, risultata letale. Tuttavia, va pur detto, che AC 1 non aveva intenzione di uccidere direttamente __________ e che, per finire, la lesione che si è rivelata mortale costituisce come tale (non il decesso) un caso, tutto sommato, anomalo. Ne discende che AC 1 è stato punito in modo meno severo rispetto all’ipotesi di dolo diretto.

 

                                  c)   La difesa ha chiesto che, in considerazione del tasso di alcolemia accertato, all'accusato venga riconosciuta una lieve scemata imputabilità. A torto.

E' ben vero che il tasso accertato varia dallo 0,68 al 2,18 per mille e che, a partire dal 2 per mille, la giurisprudenza ha instaurato una sorta di presunzione di scemata imputabilità. Non si tratta tuttavia di una presunzione inconfutabile, laddove l'autore, come nella fattispecie, con atti concreti ha dimostrato di essere ugualmente lucido e per nulla condizionato dal suo stato di ebrietà (DTF 122 IV 49).

In effetti AC 1 ha agito con lucidità, spostandosi verso il capo della vittima, mirando volontariamente alla testa. Subito dopo il calcio, ha capito che la vittima si trovava in gravi condizioni. La prima cosa che ha fatto, allontanandosi dal luogo del crimine, è stato togliersi la maglia della __________ per non farsi subito riconoscere. Contemporaneamente ha manifestato la sua arrabbiatura agli amici per quel che, a suo dire, loro gli avevano fatto, coinvolgendolo nell'aggressione. Al __________, dove peraltro ha bevuto un'altra birra, raccontando a più persone l'accaduto, ha parlato del pugno, mostrando le nocche della mano, ma si è ben guardato dal riferire del calcio in testa. Saputo della presenza della polizia, ha lasciato il __________ principale e si è recato a __________ dove, alla vista degli agenti, ha subito compreso il rischio di essere già a quel momento arrestato. Si tratta, tutti insieme, di comportamenti che dimostrano assoluta lucidità e consapevolezza di quello che aveva causato, che non lasciano dubbi sulla sua piena capacità di intendere e di volere. Del resto lui stesso, pur sottolineando che era “brillo” ha ammesso davanti agli inquirenti che era perfettamente in grado di distinguere quello che si può da quello che non si può fare. In aula ha peraltro precisato l’orario esatto del treno con il quale ha fatto rientro a __________, dimostrando così di ricordarsi anche di aspetti di dettaglio. Adombrare, come ha fatto la difesa, che AC 1 non sarebbe stato lucido perché avrebbe confuso il tessuto del vestito della vittima definendolo un peluche è, alla luce degli accertamenti testé esposti, francamente molto poco serio.

Ne discende che non ha da essergli riconosciuta alcuna scemata imputabilità. Per contro la Corte, a parziale riduzione della colpa, ha comunque tenuto conto del fatto che ha agito con il tasso di alcolemia surriferito, quale generico riconoscimento degli effetti disibinitori dell'alcol nel determinare l'agire o il non agire di un soggetto.

 

                                  d)   A favore dell'imputato è stata considerata la difficile situazione famigliare, che sicuramente ha provocato nel suo intimo molta rabbia e un'aggressività fuori del comune. In tal senso devono essere spiegati gli insuccessi scolastici e professionali e l'incapacità di inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro, difficoltà che non hanno, pertanto, giocato alcun ruolo di aggravio della colpa.

Quanto alla collaborazione con gli inquirenti, la Corte ha ritenuto una collaborazione piuttosto scarsa. E' vero che ha subito ammesso di aver dato un calcio in testa a __________ a terra, ma tale circostanza non poteva essere ragionevolmente negata, poiché egli sapeva che quello che aveva fatto era stato visto da più persone. Per contro ha cercato di minimizzare la portata della pedata e di enfatizzare le conseguenze del pugno, conscio che far male, anche uccidere, una vittima in piedi, vigile, con un pugno al volto è assai meno grave che colpirla e, quindi, ucciderla con un calcio in testa a terra, in una situazione di impossibilità di difendersi. Si tratta di un comportamento opportunistico, indice di scarsa assunzione di responsabilità, che non giustifica sconti di pena. Per contro, a suo favore, è stato ritenuto un comportamento durante la carcerazione preventiva del tutto corretto.

 

                                  e)   A favore dell'accusato è stata inoltre considerata una certa sensibilità alla pena dovuta sia al fatto che, proprio perché continuare a vivere in Ticino era divenuto, per i suoi stretti famigliari, ormai impossibile, egli sarà chiamato a scontarla in un carcere della Svizzera interna, dove non conosce la lingua, sia perché, una volta scarcerato (come del resto evidenziato dalla sua patrocinatrice), il permesso di residenza gli verrà, con ogni probabilità, revocato e sarà costretto, pur essendo cresciuto nel nostro Paese dove pure vivono i suoi cari, a lasciare la Svizzera. Per finire la Corte ha pure considerato la ferma condanna sociale che il caso ha suscitato, in termini di ulteriore sofferenza per l'accusato che, oltre alla condanna penale, dovrà convivere con un giudizio civile assai severo.

 

                                   f)   Sulla scorta di queste considerazioni e tenuto conto del carcere preventivo sofferto, la Corte ha quindi stabilito in 10 anni la pena detentiva inflitta a AC 1, a valersi quale pena unica ai sensi dell’art. 46 CP, in relazione alle revoche delle precedenti sospensioni condizionali risultanti dal casellario giudiziale.

 

 

                                   4.   AC 2

 

                                  a)   Anche per AC 2 la Corte ha ritenuto una colpa molto grave. Anche lui ha aggredito e picchiato in pubblico una persona che era lì per caso, senza alcun motivo, per il solo gusto di menare le mani. Al riguardo il pensiero della Corte corre dritto alle esternazioni fatte a AC 1, non appena è giunto al __________, e meglio “Chi picchiamo stasera?”, che configurano il comportamento di chi, se ne è data l'occasione, anche senza premeditazione, è pronto a picchiare, come i protagonisti delle immagini conservate sul suo cellulare. Anche lui ha agito per il solo gusto di dare botte. Pure nei confronti di AC 2, come per AC 1, la cosa che ha maggiormente sconcertato la Corte e, di conseguenza, ne ha aggravato la colpa, è l'accertamento dell'inconsistenza dei motivi che l'hanno spinto ad aggredire e colpire una vittima che non conosceva, che non aveva minimamente assunto qualsivoglia atteggiamento provocatorio nei confronti di nessuno e che, per usare un eufemismo, ha avuto l'unico torto di trovarsi al posto sbagliato, nel momento sbagliato, con le persone sbagliate.

Ad aggravare la colpa di AC 2 vi è il fatto che non si è limitato a picchiare __________ in piedi ma, una volta a terra, lo ha percosso con pedate all'addome e, per finire, con una alla testa. E non si è fermato nemmeno dopo il primo tentativo di __________ di allontanarlo, nonostante la vittima fosse assolutamente indifesa ed impossibilitata a parare i colpi. Ha colpito __________ al capo dopo che AC 1 già lo aveva fatto. Non si è fermato davanti a nulla. Questi fatti dimostrano come, anche in lui, in fondo, la soppressione di una vita umana ha importato poco ed ha prevalso la volontà di esercitare la sua violenza.

Anche per lui, la reiterazione dei colpi, la scelta del tutto casuale della vittima e l'inconsistenza dei motivi a delinquere descrivono un quadro di estrema gravità e dimostrano totale disprezzo per la vita umana.

E' vero che, a differenza di AC 1, non è stato provato che AC 2 abbia dovuto fare alcuni passi per mirare proprio alla testa, cionondimeno ha colpito __________ proprio al capo, da una posizione in cui non poteva sbagliare bersaglio, e dopo che la vittima, non solo era a terra esanime, ma era pure già stata colpita con un calcio al collo dall'amico AC 1. Anche nel caso di AC 2 si deve ritenere che non si è trattato di un calcio casuale, dovuto alla foga del momento caratterizzato dal fatto di essere coinvolto in una rissa, ma di un atto vigliacco, perpetrato nei confronti di un ragazzo indifeso e già particolarmente indebolito dai colpi che, in quattro contro uno, gli avevano inferto.

Pure il comportamento dopo i fatti dimostra particolare egoismo. Anche lui perfettamente al corrente delle gravi condizioni in cui doveva trovarsi la vittima, è andato avanti a festeggiare il __________ tanto che, quando la madre è finalmente riuscita ad informarlo della presenza della polizia in casa, non si è immediatamente precipitato a casa a spiegare l'accaduto agli inquirenti, ma si è dapprima fermato a fare colazione al bar e, in seguito, ha preferito prendere un altro bus, per poi rientrare in stazione a salutare un'amica cameriera. A ciò aggiungasino gli atteggiamenti assunti durante la carcerazione preventiva, allorquando ha più volte tentato di influenzare a suo favore l'esito delle indagini, segni evidenti di una totale assenza di assunzione di responsabilità. Assenza di recipiscenza che trova perfetta conferma nel fatto che, nonostante sia in prigione da un anno, durante il quale ha avuto tutto il tempo di riflettere sull'accaduto, ha continuato a sostenere di non ricordare nulla di quanto successo a partire dalla caduta a terra della vittima, salvo tuttavia insistere su alcuni particolari, a lui invece favorevoli, proprio relativi agli attimi immediatamente successivi a quella fase, come ad esempio il fatto di ricordarsi di essere stato il primo a lasciare i luoghi. La Corte non ha creduto a questo vuoto di memoria.

In definitiva, per il suo comportamento processuale preso nel suo insieme, AC 2 non può beneficiare di sconti di pena.

 

I precedenti da minorenne (al momento dei fatti era peraltro maggiorenne da soli 10 mesi) non hanno avuto peso nella determinazione della colpa, stante la palese disproporzione, in termini di gravità, tra i fatti di cui in rassegna e quelli per cui è già stato giudicato e condannato da minorenne.

Per il resto anche il concorso con il reato di pornografia ha influito in maniera minima, non essendo, per tale reato, stata ritenuta una colpa particolarmente importante.

 

                                  b)   Per quel che è dell'incidenza del dolo eventuale già si è detto dell'evoluzione della giurisprudenza che impone di attenuare, seppur in misura contenuta, la pena. Anche il dolo eventuale di AC 2 va considerato di livello alto, poiché ha colpito a terra una vittima, impossibilitata a difendersi, con un calcio al capo, dopo averla menata, fatta cadere, nuovamente picchiata nella regione del torace, non potendo non aver capito che era indebolita dai colpi ricevuti da lui e dagli altri tre aggressori, tanto più che AC 2 ha inferto l’ultimo calcio, e meglio quello dopo la pedata in testa del AC 1. In siffatte evenienze il dolo eventuale ritenuto va definito prossimo al dolo diretto poiché, in quelle condizioni, il decesso della vittima (e non, lo si ripete, la lesione precisa che lo ha ingenerato) doveva apparirgli molto probabile.

 

                                  c)   AC 2 è cresciuto in una famiglia normale e apparentemente integrata nel nostro tessuto sociale, astrazion fatta dagli odiosi tentativi di sviare le indagini e di infangare la memoria della vittima ed il buon nome della sua famiglia, di cui già si è detto. Egli non può pretendere, a differenza di AC 1, ad attenuazione della colpa, di aver avuto un'esistenza difficile. I suoi insuccessi scolastici e lavorativi appaiono piuttosto il frutto di scarso impegno nonché di scarsa accettazione e di non rispetto delle regole.

 

                                  d)   Al momento dei fatti AC 2 non era ancora diciannovenne. La novella legislativa entrata in vigore il 1. gennaio 2007 ha soppresso l'attenuante specifica della giovane età prevista al previgente art. 64 CP. Cionondimeno quella del legislatore è stata una scelta sostanzialmente cosmetica, nel senso che l'eventuale scarsa maturità dell'autore, a prescindere dall'età, deve essere considerata nei criteri di cui al nuovo art. 47 CP. Ne discende che AC 2 ha beneficiato di tale fattore di attenuazione della colpa, come se fosse stato giudicato sotto l'egida della previgente norma.

 

                                  e)   Anche per AC 2 deve valere, a proposito della sensibilità alla pena, quantunque in minore misura rispetto a AC 1 perché non potrà essere allontanato dal nostro Paese, che la ferma condanna sociale, con la partecipazione emotiva, non sempre del tutto serena, di buona parte della nostra comunità, ai fatti di cui in rassegna, è fonte di ulteriore sofferenza e che egli, una volta scontata la pena -qualora vorrà rimanere nel nostro Paese di cui è cittadino o, se si preferisce, non vorrà far rientro al suo paese d'origine- dovrà fare i conti con un giudizio civile assai severo.

 

                                   f)   Sul piano oggettivo le colpe di AC 1 e di AC 2 sono parimenti gravi, avendo agito in modo analogo e per motivi del tutto simili. Anche sul piano soggettivo, in definitva, le colpe dei due hanno finito per equivalersi: se AC 1 non è completamente incesurato, era leggermente disinibito dall’alcol al momento dei fatti, è stato un pochino più collaborativo, è un po’ più sensibile alla pena ed ha avuto una vita anteriore più difficile, AC 2 -incensurato e maggiorenne da poco- ha un concorso di reati leggermente più grave e ha assunto un comportamento maggiormente rivelatore di assenza di assunzione di responsabilità. Ne discende che, tutto ben ponderato, in particolare tenuto conto del carcere preventivo già sofferto, la Corte ha inflitto anche a AC 2 una pena detentiva di 10 anni.

 

 

                               XV.   Le pretese delle PC

 

La decisione della Corte d’assise sulle pretese di diritto civile presuppone, oltre alla condanna dell’accusato (art. 266 e 272 CPP), l’esistenza di dati sufficienti (art. 267 CPP) che possano essere raccolti senza ritardare il corso dell’azione penale (art. 265 CPP), in difetto di che l’istante è rinviato al foro civile, con la possibilità di accordargli un risarcimento parziale (art. 267 CPP). Giusta il combinato disposto di cui agli artt. 19 LAVI e 94 CPP, inoltre, se la parte civile è vittima di reati che ne hanno leso direttamente la salute fisica, sessuale o psichica, la Corte può giudicare dapprima la fattispecie penale e trattare in seguito le sue pretese pecuniarie nei confronti del condannato oppure -ove ciò comporti un dispendio sproporzionato e non si tratti di pretese di lieve entità- limitarsi a prendere una decisione di principio sul diritto al risarcimento, con rinvio per il rimanente al foro civile (DTF 122 IV 37).

La Corte ha preso atto dell'acquiescenza delle difese degli accusati alle richieste di risarcimento delle parti civili. Ciò basta per ammetterle senza ulteriori formalità.

 

La difesa di AC 3 ha, tuttavia, contestato il vincolo della solidarietà. A ragione. AC 3 risponde infatti “unicamente” (in termini meramente processuali) del reato di aggressione e non quindi per il risultato letale. A suo carico vanno pertanto posti solamente i danni che, con il suo comportamento, ha causato e meglio gli interi oneri legali ed un quinto per il torto morale (fr. 15'000.- a ciascuno dei genitori e fr. 5'000.- alla sorella), su cui corre la solidarietà con gli altri due condannati.

 

 

                              XVI.   Le confische e le spese processuali

 

                                   1.   Tutto il materiale in sequestro è, in qualche maniera, legato alla perpetrazione dei reati, sia quale mezzo per commetterli, sia quale provento, ad eccezione dei cellulari e delle carte SIM indicate al dispositivo n. 12 che possono essere dissequestrate a favore degli aventi diritto, non costituendo né direttamente né indirettamente corpus sceleris.

A AC 2 va, come detto, confiscato -giusta l’art. 197 cpv. 3 CP- il cellulare nel quale ha salvato le immagini pornografiche vietate.

 

                                   2.   Per quel che è, infine, delle spese processuali, a mente della Corte, la differenza nelle condanne, determinate dal diverso reato commesso, non ha avuto alcun influsso nella determinazione della tassa e delle spese di giustizia, l'inchiesta, l'istruttoria, il dibattimento ed il giudizio essendo unico per tutti, senza differenze di impegno di forze e di mezzi. Ne discende che tutti e tre gli accusati ne devono rispondere solidalmente, nella misura di un terzo ciascuno.

 

 


Rispondendo                   negativamente ai quesiti n. A.1.1.1., A.1.1.2., A.1.1.3., A.1.1.4.,

A.1.1.5., A.2., A.3., B.1.1.1., B.1.1.2., B.1.1.3., B.1.1.4., B.1.1.5., B.1.2.1., B.2., C.1.1.1., C.1.1.2., C.1.1.3., in modo parzialmente affermativo ai quesitio n. A.1.2., E. e affermativamente a tutti gli altri quesiti,

 

 

visti gli art.                       12, 19, 40, 42, 43, 44, 46, 47, 49, 51, 69, 111, 117, 122, 123, 128, 133, 134, 197 CP;

19 lett. a LStup;

94, 265, 266, 267 e 272 CPP;

19 LAVI;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   AC 1 è autore colpevole di:

 

                               1.1.   omicidio intenzionale

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 2, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;

 

                               1.2.   contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo febbraio 2006 - 2 febbraio 2008:

 

                            1.2.1.   consumato un imprecisato quantitativo di marijuana:

                            1.2.2.   detenuto 0,6 grammi di marijuana,

 

e meglio come descritto nell’atto di accusa e precisato nei considerandi.

 

                                   2.   AC 1 è prosciolto dall’accusa di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti per il periodo novembre 2005 - gennaio 2006 e da tutte le altre imputazioni.

 

                                   3.   AC 2 è autore colpevole di:

 

                               3.1.   omicidio intenzionale

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 1, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;

 

                               3.2.   pornografia

per avere, a __________, nel periodo 2007 - 2 febbraio 2008, salvandolo sulla memoria del proprio telefono cellulare, fabbricato e tenuto in deposito un filmato di pornografia dura, inviatogli da terzi, vertente su un rapporto sessuale tra un uomo ed un animale,

 

e meglio come descritto nell’atto di accusa e precisato nei considerandi.

 

                                   4.   AC 3 è autore colpevole di:

 

                               4.1.   aggressione

per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, dato avvio e preso parte all’aggressione a danno di __________ che ha avuto per conseguenza la di lui morte;

 

                               4.2.   contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo estate 2007 - 2 febbraio 2008, consumato:

 

                            4.2.1.   un imprecisato quantitativo di marijuana;

                            4.2.2.   in tre occasioni, un imprecisato quantitativo di cocaina,

 

e meglio come descritto nell’atto di accusa e precisato nei considerandi.

 

                                   5.   AC 2 e AC 3 sono prosciolti da tutte le altre imputazioni.

 

 

                                   6.   Di conseguenza,

 

                               6.1.   AC 1, richiamati i DA 13.7.2005 del Ministero pubblico di __________ e 9.1.2006 del Ministero pubblico di __________, è condannato alla pena detentiva di 10 (dieci) anni, a valersi quale pena unica ai sensi dell’art. 46 cpv. 1 seconda frase CP, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

 

                               6.2.   AC 2 è condannato alla pena detentiva di 10 (dieci) anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

 

                               6.3.   AC 3 è condannato alla pena detentiva di 2 (due) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

 

                                   7.   L’esecuzione della pena detentiva inflitta a AC 3 è sospesa condizionalmente in ragione di 16 (sedici) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare. 

 

                                   8.   La tassa di giustizia di fr. 7'000.- (settemila) e le spese processuali sono poste a carico dei condannati in solido, in ragione di 1/3 __________.

 

                                   9.   AC 1 e AC 2 sono condannati, in solido, a versare alla parte civile un’indennità di fr. 140'000.- quale torto morale, con interessi a partire dal 1.2.2008.

 

                                10.   AC 1, AC 2 e AC 3 sono condannati, in solido, a versare alla parte civile un’indennità di fr. 35'000.- quale torto morale e di fr. 89'448.10 quale risarcimento del danno materiale e delle spese legali, il tutto con interessi a partire dal 1.2.2008.

 

                                11.   È ordinata la confisca e la distruzione di 0,6 grammi di marijuana.

 

                                12.   È ordinata la confisca di quanto in sequestro, salvo:

 

                             12.1.   1 telefono cellulare marca Samsung modello SGH-U700, colore argento, numero IMEI 355261012134218

                             12.2.   1 SIM card Swisscom rispondente al numero telefonico 079/6809102

                             12.3.   1 telefono cellulare marca Samsung modello SGH-U700, colore argento, numero IMEI 355261012134085

                             12.4.   1 SIM card Sunrise rispondente al numero telefonico 076/3840788

 

                                13.   Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.


Distinta spese:               Tassa di giustizia                                   fr.        7'000.--

                                         Inchiesta preliminare                             fr.      16'739.20

                                         Perito                                                      fr.        2'880.--

                                         Traduzioni                                               fr.        1'430.--

                                         Testi                                                        fr.           494.70

                                         Spese diverse                                        fr.        1'640.50

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.           100.--

                                                                 fr.      30'284.40

                                                                 ============

 

 

                                         Distinta spese a carico di AC 1 (1/3)

 

                                         Tassa di giustizia                                   fr.        2'333.35

                                         Inchiesta preliminare                             fr.        5'579.75

                                         Perito                                                      fr.           960.--

                                         Traduzioni                                               fr.           476.70

                                         Testi                                                        fr.           164.90

                                         Spese diverse                                        fr.           546.85

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.              33.35

                                                                 fr.      10'094.90

                                                                 ============

 

 

Distinta spese a carico di AC 2 (1/3)

 

                                         Tassa di giustizia                                   fr.        2'333.35

                                         Inchiesta preliminare                             fr.        5'579.75

                                         Perito                                                      fr.           960.--

                                         Traduzioni                                               fr.           476.70

                                         Testi                                                        fr.           164.90

                                         Spese diverse                                        fr.           546.85

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.              33.35

                                                                 fr.      10'094.90

                                                                 ============

 

 

Distinta spese a carico di AC 3 (1/3)

 

                                         Tassa di giustizia                                   fr.        2'333.30

                                         Inchiesta preliminare                             fr.        5'579.70

                                         Perito                                                      fr.           960.--

                                         Traduzioni                                               fr.           476.60

                                         Testi                                                        fr.           164.90

                                         Spese diverse                                        fr.           546.80

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.              33.30

                                                                 fr.      10'094.60

                                                                 ============


 

Intimazione a:

-  AC 1, c/o avv. DIFI_1, __________, __________

-  AC 2, c/o __________, __________

-  AC 3, c/o avv. DIFI_2, __________, __________

-  avv. DF 1, __________, __________

-  avv. DF 2, __________, __________

-  avv. __________, __________

-  procuratore pubblico __________

   

-   Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali),

    Via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

-   Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

-   Sezione dell'esecuzione delle pene e delle misure, cp 238,

    6807 Taverne

-   Giudice dell’applicazione della pena, Via Bossi 2a, 6900 Lugano

-   Sezione della circolazione, Ufficio giuridico, CP, 6528 Camorino

-   Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Ufficio stranieri,

    6501 Bellinzona

-   Dipartimento sanità e socialità, Res. governativa, 6501 Bellinzona

-   Ministero Pubblico della Confederazione, Taubenstrasse 16, 3003 Berna

-   Ufficio centrale svizzero di Polizia, Sezione stupefacenti,

    3003 Berna

-   Ufficio federale di polizia, Polizia giudiziaria federale, 3003 Berna

-   Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

-  RC 1, (rappr. PC)

 

 

 

 

 

 

 

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente                                                           La segretaria