Incarto n.
72.2011.37

Lugano,

6 giugno 2012/md

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise correzionali di Riviera

 

 

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

 

Andrea Minesso, vicecancelliere

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale        Ministero Pubblico

 

 

 

e in qualità di accusatori privati:

 

ACPR 1,

ACPR 2,

 

 

 

 

contro

IM 1

patrocinato dall’avv. DF 1,

 

IM 2,

patrocinato dall’avv. DUF 1,

 

 

imputati, a norma dell'atto d'accusa 36/2011 del 21 aprile 2011 emanato dal Procuratore Pubblico PP 1, di

 

 

                                  A.   IM 1 e IM 2, congiuntamente

 

                                   1.   aggressione

per avere,

a __________, il 12.04.2009, all’esterno dell’esercizio pubblico “__________”, preso parte all’aggressione a danno di ACPR 2, cagionandogli le lesioni attestate dal certificato medico del 17 settembre 2009, agli atti,

 

e meglio,

dopo un primo alterco verbale,

colpendolo IM 1 con pugni, sino a quando ACPR 2 rovinava a terra, sferrandogli entrambi quindi ripetuti calci su tutto il corpo, in particolare sulla parte superiore dello stesso,

cagionatogli un ematoma temporale destro, una ferita lacero contusa al labbro inferiore, diverse escoriazioni alla mano destra lato dorsale, un’escoriazione pretibiale a sinistra e dolenza alla palpazione all’emotorace sinistro lato anteriore,

interrompendosi nel loro agire poiché allarmati dell’arrivo della polizia;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;

reato previsto: art. 134 CP;

 

 

                                  B.   IM 1 agendo in correità con ____[i]

 

                                   2.   aggressione

per avere,

a __________, in via __________,

il 6 febbraio 2010, dopo un alterco verbale e fisico tra __________ e ACPR 1

preso parte, unitamente a __________, all’aggressione a danno di ACPR 1, cagionandogli le lesioni attestate dal certificato medico del 6 febbraio 2010, agli atti,

colpendolo con pugni e calci su tutto il corpo,

cagionato a ACPR 1 “un’escoriazione dorso mano sinistra, escoriazione torace con contusione costale, rottura dente arcata superiore sinistra, tumefazione labbro superiore” come da cartella medica, agli atti;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: art. 134 CP;

 

Presenti:                     -   il Ministero Pubblico, rappresentato dal Procuratore Pubblico PP 1;

                                     -   l’imputato IM 1, accompagnato dal suo difensore di fiducia avv. DF 1;

                                     -   l’imputato IM 2, accompagnato dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1.

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 16:28.

 

 

Sentiti:                         -   il Procuratore Pubblico, per la sua requisitoria, il quale riassume i fatti del 12 aprile 2009, mettendo l'accento sulle mancate risposte degli imputati, rispettivamente sulle testimonianze raccolte e sulla versione resa dall'accusatore privato. ACPR 2 non ha mentito e non mente quando afferma di essere stato colpito, mentre si trovava a terra, anche da una seconda persona. Tutti i testimoni hanno riferito di tre fasi succedutesi quella sera: la prima durante la quale gli avventori vengono allontanati bruscamente dall'esercizio pubblico, la seconda che vede il coinvolgimento di__________, mentre la terza è quella dell'aggressione ai danni di ACPR 2. La pubblica accusa rileva che, dal profilo oggettivo, i riscontri sono costituiti dal certificato medico e dall'intervento dell'ambulanza. Passa quindi in rassegna le dichiarazioni degli imputati, sottolineando come questi abbiano inizialmente negato i fatti, salvo fornire in seguito più elementi ma dicendosi comunque estranei a qualsiasi responsabilità. IM 2 ha scaricato la colpa sul cugino IM 1 perché vuole farsi passare per mediatore: ma ciò mal si accorda con le testimonianze e con il fatto che gli imputati, sentendo che era stata avvisata la Polizia, se ne sono andati. Non tutte le dichiarazioni rese dai testimoni sugli eventi di quella sera risultano, ovviamente, identiche: un'aggressione è dinamica e ciascuno nota un particolare diverso, segnatamente a dipendenza della posizione in cui si trova. Proprio perché le testimonianze non sono identiche ma risultano nel complesso omogenee, ciò significa che sono attendibili. Le differenze tra le versioni non sono atte a rendere le stesse prive di valore e inoltre non vi sono state rettifiche da parte dei testimoni nel corso dell'inchiesta. In definitiva, quindi, entrambi gli imputati hanno aggredito ACPR 2, sia quando questi era in piedi, sia mentre si trovava a terra. Per quanto riguarda l'episodio del 6 febbraio 2010, IM 1 ha inizialmente negato qualsiasi coinvolgimento, affermando che si era limitato a dividere i contendenti, salvo poi ammettere di avere tirato dei calci. Ad ogni modo, indipendentemente dai segni sulle nocche di ACPR 1, si è trattato di un attacco di due persone contro una. A mente del Procuratore, entrambe le fattispecie configurano il reato di aggressione e non quello di rissa. Ricorda quindi i criteri per la valutazione della colpa e la fissazione della pena. Per quanto riguarda IM 1, ritiene che egli sappia rispondere soltanto con la violenza se messo a confronto con una provocazione o finanche una semplice domanda. La sua colpa è grave: sferra pugni e calci per un nonnulla. Vista l'assenza di circostanze particolarmente favorevoli ai sensi dell'art. 42 CP, la pubblica accusa propone una pena detentiva di 20 mesi, a valere quale pena unica, di cui 10 mesi da espiare e il resto sospeso condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni. Per quanto concerne IM 2, il Procuratore rileva l'assenza di precedenti penali e mette in evidenza il fatto che, dopo un iniziale percorso di vita promettente (il liceo, lo sport), qualcosa sembra comunque essersi spezzato. L'imputato non ha mostrato alcun pentimento, non ha interiorizzato quanto avvenuto e non ha neppure collaborato, dando sempre la colpa agli altri. Per IM 2 la pubblica accusa propone quindi, anche come deterrente, una pena detentiva di 10 mesi sospesi condizionalmente per 2 anni;

 

 

                                     -   l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 2, il quale passa in rassegna la vita anteriore del suo assistito e pone l'accento sulla sua famiglia, perbene e integrata. È soltanto a causa di questo procedimento penale che l'imputato non ha ancora ottenuto la nazionalità __________. Inoltre ha influenzato il suo percorso universitario, facendogli lasciare gli studi di diritto. Ad ogni modo, il difensore afferma che il suo patrocinato non ha aggredito nessuno il 12 aprile 2009. Inoltre, all'inizio dell'inchiesta IM 2, ha sottovalutato la situazione, ha scelto di difendersi da solo e ha rifiutato pure l'assistenza di un difensore d'ufficio. In realtà egli necessitava di un legale sin da subito e la pubblica accusa avrebbe dovuto mostrare maggiore chiarezza al riguardo. La nomina del difensore d'ufficio è stata tardiva, essendo intervenuta dopo la chiusura dell'istruzione formale. Nel merito, rileva che la vittima di un'aggressione deve essere per definizione passiva; in caso contrario, entra in linea di conto il reato di rissa. I fatti, a mente del difensore, non sono stati sufficientemente accertati e pertanto si deve applicare il principio "in dubio pro reo". In particolare, ACPR 2 non ha escluso di avere proferito gravi offese nei confronti di IM 1 e neppure è dato sapere per quale ragione i due non si parlassero più; IM 2 era comunque estraneo a queste vicende. Inoltre i testimoni si sono parlati dopo i fatti. Ad ogni modo, i racconti forniti presentano gravi incongruenze e soltanto in un caso si è proceduto a un confronto. Il difensore passa quindi in rassegna le dichiarazioni dei testi, evidenziando gli elementi che a suo parere minano l'affidabilità delle medesime e che le rendono contraddittorie. Ritiene peraltro che le versioni siano state in qualche modo adattate per favorire l'amico ACPR 2. In applicazione del principio "in dubio pro reo" chiede il proscioglimento dalle accuse di aggressione, rissa e lesioni semplici. In diritto, inoltre, rileva che i requisiti per il reato di aggressione non sono adempiuti: è stato ACPR 2 a dare inizio allo scontro e non può essere considerata una vittima passiva (DTF 118 IV 227), così come comprovato dalla presenza di segni sulle sue nocche. Quanto alla rissa, ACPR 2 non ha visto chi lo ha colpito e nessun calcio è stato sferrato, così come dimostrano le lesioni riscontrate. IM 2 è intervenuto unicamente, seppur in modo rude, per dividere i contendenti. Inoltre, perché il reato di rissa sia imputabile a IM 2, occorre che le lesioni si siano prodotte dopo il suo intervento e questo non è il caso in concreto. Nella denegata ipotesi in cui IM 2 fosse riconosciuto colpevole di rissa, la pena non potrà certo essere quella proposta dalla pubblica accusa, che è totalmente spropositata. Al riguardo il difensore cita la giurisprudenza cantonale (sentenze della Pretura penale negli incarti 10.2010.629, 10.2009.363, 10.2006.458, 10.2008.487 e 10.2009.622). Tutt'al più, nel caso che ci occupa, IM 2 ha contribuito in modo irrisorio a una rissa provocata dalla stessa vittima e la pena avrebbe potuto essere contenuta in un decreto d'accusa. Quanto alla pretesa di risarcimento formulata dall'accusatore privato ACPR 2, la stessa è manifestamente sproporzionata, oltre che non sostanziata. In conclusione, chiede, in via principale, il proscioglimento del suo assistito e, in via subordinata, una condanna per rissa a una pena pecuniaria di 10 aliquote sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 6 (sei) mesi, al massimo;

 

 

                                     -   l’avv. DF 1, difensore dell'imputato IM 1, la quale pone innanzitutto l'accento sul contesto della festa avvenuta a __________. L'errore del suo patrocinato è stato quello di accettare l'incarico di "securino". Sicuramente sono stati adottati modi rudi per far uscire la gente dal locale pubblico, ma in più IM 1 paga, in un certo senso, il suo carattere. Il difensore contesta però che IM 1, come sostenuto dalla pubblica accusa, reagisca sempre e soltanto con pugni e calci: è stato ACPR 2 a provocarlo gravemente, così come non si può negare che ACPR 2 volesse picchiare, nonostante le abbia anche prese. Certo è che si sono dati delle botte. IM 1 ha sbagliato a non recarsi subito in ospedale, affidandosi invece soltanto alle cure della sorella infermiera. Ad ogni buon conto, si è in presenza di una rissa e non di un'aggressione, nonostante gli eccessi verificatisi. Per quanto concerne l'altro episodio, quello riguardante ACPR 1, rileva che, stando alla testimonianza della persona che sopraggiunge con l'automobile dopo i due fratelli IM 1 (verbale del 19 maggio), é __________ che scende dalla vettura e in seguito succede qualcosa tra quest'ultimo e ACPR 1. La versione resa dalla signora __________ non è attendibile: dalla sua posizione la visibilità è scarsa e inoltre confonde IM 1 con ACPR 1 (visto che, diversamente da quanto da lei dichiarato, era ACPR 1 a indossare vestiti di colore arancione e scarponi da lavoro). Ad ogni modo, a un certo punto anche IM 1 scende dall'automobile e può darsi che abbia dato una pedata per dividere i due. Certo è che ACPR 1 corre in ospedale, __________ pure (visto che aveva da poco subìto un'operazione al naso) mentre IM 1, anche in questo caso, compie l'errore di non farsi visitare da nessuno. Le nocche di ACPR 1 comunque presentano ferite e questo è significativo. A mente del difensore si è trattato semplicemente di una rissa. __________ non si è opposto al decreto d'accusa per aggressione emanato nei suoi confronti semplicemente perché voleva chiudere la vicenda al più presto. Non a caso la famiglia IM 1 si è trasferita a __________. Quanto al suo patrocinato, contesta che, come sostenuto dalla pubblica accusa, non vi sia speranza per lui: non è un caso se IM 1, rivisto ACPR 1 in un ristorante e da questi provocato, non abbia reagito e abbia invece chiamato la Polizia e sporto querela penale. Inoltre IM 1 frequenta una ragazza che non è sua connazionale e che è estranea a certi ambienti. Quanto all'attività professionale, IM 1 non lavora non perché non voglia, ma perché è terminato il suo impiego e comunque ha sempre accettato ogni programma occupazione che gli è stato offerto. L'eventuale conferma della richiesta di pena proposta dalla pubblica accusa significherebbe chiudere qualsiasi strada a IM 1 o farlo ritornare nel suo paese d'origine, dove non ha più né parenti né amici. Considerando che si tratta di una pena aggiuntiva (per il reato di cui al nr. 1 dell'atto d'accusa), bisogna concedere fiducia all'imputato e porre la pena al beneficio della sospensione condizionale, anche per un periodo di prova lungo e accompagnata se del caso da misure terapeutiche. Per ciò che attiene alla pretesa dell'accusatore privato ACPR 2, il difensore si associa alla richiesta di reiezione formulata dal collega.

 


Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                    I.   In ordine

 

                                   1.   Con sentenza pubblicata il 6 giugno 2012 questa Corte ha condannato IM 1 alla pena detentiva di 16 mesi (di cui 10 sospesi per tre anni) per titolo di ripetuta rissa e IM 2 a prestare 360 ore di lavoro di pubblica utilità (pena interamente sospesa per due anni) nonché al pagamento di una multa di 500.- franchi con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di 5 giorni, per titolo di rissa.

Il rappresentante del MP e la difesa di IM 1 non hanno presentato annunci d’appello, mentre quella di IM 2, dopo averlo annunciato, ha immediatamente dichiarato di ritirarlo. Per quel che è delle sue pretese di risarcimento, l’accusatore privato ACPR 2 è stato rinviato al competente foro civile.

 

                                   2.   Con lettera 15 giugno 2012 l’accusatore privato ACPR 2 si è rivolto al tribunale penale cantonale, tribunale d’appello, Lugano, nei seguenti termini:

 

"  Mi riferisco alla vostra decisione del 6 giugno 2012 riguardante la rissa alla quale sono rimasto vittima il 12 aprile 2009.
Non condivido le pene troppo poco severe verso le persone che si sono macchiate di gravi atti di violenza nei miei confronti.
Più precisamente non condivido che, IM 1 (16 mesi di cui 10 con la condizionale) e IM 2 (360 ore di lavoro di pubblica utilità sospese con la condizionale) se la siano cavata con poco.
Inoltre vorrei sapere a cosa avete deciso in riguardo alla mia richiesta fatta il 10 febbraio 2011, di un risarcimento per danni fisici, morali e per mancato guadagno, del valore di CHF 25'000 (venticinquemila) in quanto le ferite del corpo si rimarginano abbastanza in fretta, mentre quelle dell’anima fanno fatica a guarire.
Ringrazio il cielo che sono ancora vivo, altrimenti che ne sarebbe stato della mia famiglia? Per questo motivo desidero che la mia richiesta venga accolta e nell’attesa approfitto dell’occasione per porgervi distinti saluti”.

 

                                   3.   Dalla lettura del testo citato emerge che l’accusatore privato ha limitato la sua intenzione di appellare la sentenza alle sole questioni delle pene e del risarcimento del danno, ad esclusione dell’accertamento dei fatti e della loro sussunzione in diritto. A prescindere dalla questione di sapere se, con il nuovo codice di procedura unificato, all’accusatore privato sia o meno data facoltà di disquisire sulla pena, alla Corte è parso opportuno, a scanso di equivoci, motivare la sentenza in tutti i punti di questione.

 

 

                                   II.   Nel merito

 

                                   1.   IM 1 è nato a __________ (__________) il __________, dove vi è rimasto sino al 1994. Dopodiché si è trasferito in __________ con la madre e i fratelli minori raggiungendo il padre che già era residente dal 1988. Ha frequentato la quinta elementare a __________ e in seguito le scuole medie ad __________. Ha cominciato la scuola di idraulico presso la __________ senza terminarla e nel 1999 ha quindi iniziato a lavorare con il padre presso la ditta __________ di __________ in qualità di operaio manovale per un anno. In seguito ha lavorato per circa sei mesi come aiuto cucina presso l’albergo __________ di __________ e per circa un anno e mezzo quale operaio manovale presso la ditta __________ (del __________) di __________. Dal 2004 al 2009 ha lavorato presso la ditta __________ di __________ sempre in qualità di operaio manovale alternando periodi di occupazione ad altri in disoccupazione. In seguito e fino al dicembre 2011 ha lavorato presso il cantiere __________ sino alla conclusione del relativo appalto. Attualmente è in disoccupazione e sta seguendo dei programmi occupazionali, in particolare presso la ditta __________ presso la quale vorrebbe iniziare un apprendistato quale piastrellista.

 

E’ stato sposato con una connazionale dal 2006 al 2010, senza avere figli.

 

Dall’estratto casellario giudiziale svizzero IM 1 risulta che il 03.09.2001 è stato condannato per infrazione grave alle norme delle circolazione alla pena della detenzione per 15 giorni con sospensione condizionale per un periodo di prova 3 anni nonché al pagamento di una multa di fr. 500.-.

Il 18.05.2009 è stato inoltre condannato per furto ripetuto (2005), violazione di domicilio (2005), danneggiamento (2005), infrazione grave alle norme della circolazione (2006) delitto contro la LF sulle armi (2006) ad una pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere di 60.- CHF con sospensione condizionale della pena periodo di prova 2 anni unitamente ad una multa di 600.- CHF.

 

                                   2.   IM 2, incensurato, è nato il __________ a __________ (__________) e si è trasferito in __________ dieci giorni dopo, raggiungendo con i fratelli il padre che era residente dal 1976. Ha vissuto dapprima a __________ e nel 1996 si è trasferito a __________ terminando le scuole elementari e medie. Ha frequentato il liceo a __________ e si è iscritto dapprima all’Università di __________ alla facoltà di diritto, che ha frequentato per due anni. Dopo di che, per motivi personali legati in buona parte all’andamento della presente procedura penale, ha lasciato la facoltà iscrivendosi alla scuola serale per conseguire la formazione di esperto in finanza e contabilità senza però trovare un posto per la necessaria pratica. Ora sta frequentando l’__________ di __________, facoltà di economia.

 

                                   3.   Quo ai fatti del 12 aprile 2009 che riguardano entrambi gli imputati, dagli atti emerge quanto segue.

 

                                  a)   ACPR 2 interrogato il 22.04.2009 ha dichiarato:

 

"  in data 12 aprile 2009 verso le ore 2.30 mi trovavo all’esterno del locale __________ di __________, ove era in corso una festa. (…) ad un certo punto un ragazzino di ca. 19 anni è stato fatto uscire in maniera energica e a causa della spinta di uno dei butta fuori, me lo sono ritrovato addosso. In seguito IM 1 ha preso per il collo senza alcun motivo __________ che si trovava da parte a me. Io conoscendo il IM 1 ho chiesto cosa stesse facendo e quale motivo aveva per comportasi cosi. Di tutta risposta il IM 1 mi rispondeva dicendomi se volevo fare a botte con lui e che ero un cretino. Da parte mia non ho risposto in alcuna maniera. Quindi il IM 1 è venuto verso di me e mi ha dato una gomitata colpendomi al fianco sinistro”,

(PS 22.04.2009),

 

"  Indi mi ha spintonato facendomi cadere a terra. Una volta che mi trovavo a terra, sia il IM 1 che l’IM 2 hanno cominciato a colpirmi con calci e pugni ai fianchi e al volto”,

(PS 22.04.2009).

 

Interrogato nuovamente in data 15.09.2009 (AI 16) ha dichiarato:

 

"  (…) ho visto che IM 1 e IM 2 iniziavano a far uscire i giovani dal locale, quest’ succedeva alle 2.20, soltanto che sia IM 1 che IM 2 non si limitavano ad accompagnare fuori ma li spintonavano energicamente tanto che uno me lo sono ritrovato addosso. (…) In seguito IM 2 si è rivolto a __________ e spingendo pure __________, amica del __________. Mi sembra che fosse ancora IM 1 che abbia spinto __________. Preciso che io non mi trovavo neppure vicino in quel momento, mi trovavo circa a due metri di distanza. __________ è intervenuto per dividere IM 1 e __________ dicendogli anche “cosa fai? Ti pago per fare il __________ e non per trattare male la gente” sentita questa frase detta dal __________, IM 1 ha spinto anche lui. Alche io mi sono rivolto al IM 1 e gli ho detto “cosa stai facendo” e lui per tutta risposta mi ha dato una gomitata al fianco sinistro. Gli ho quindi chiesto se era matto e cosa gli avessi fatto, lui si è girato verso di me e i ha chiesto se volevo picchiarmi con lui, io mi sono messo a ridere e gli ho detto di lasciar perdere e lui ha cominciato a picchiarmi inizialmente dandomi una sberla poi mi ha dato un pugno sulla nuca e mi ha fatto cadere. Una volta che ero a terra IM 1 mi ha sollevato la giacca sopra la testa e mi tirava pugni sulla testa, lui si trovava sopra di me e mi tirava dei pugni. Lui si trovava vicino a me, io ero a pancia in giù. Sono riuscito a togliere la giacca dalla testa e a girarmi, nel mentre mi giravo è arrivato IM 2 e mi ha tirato un calcio sul fianco sinistro e da quel momento non mi ricordo più niente”.

 

 

IM 2, interrogato il 25.07.2009 ha dichiarato:

 

"  ci eravamo recati presso il suddetto bar (__________) poiché il __________, proprietario del locale, mi aveva chiesto di dargli una mano con la sicurezza al bar (…) ad un certo punto della serata io e mio cugino eravamo sulla porta del locale e siamo stati aggrediti da uno che conosco con il nome di __________ (ACPR 2) e suoi due cugini. All’inizio siamo stati aggrediti in maniera verbale con frasi del tipo “ti scopo la mamma, ti scopo i parenti, sei un cane”. In seguito lo stesso ha preso per gli stracci mio cugino IM 1 trascinandolo in piazza fuori dal locale, mentre io sono stato aggredito dal __________, cugino del ACPR 2”,

(PS 25.07.2009).

 

Interrogato nuovamente il 09.12.2009 (AI 32) messo a confronto con le diverse testimonianze nonché con le risultanze mediche della parte lesa, ha affermato:

 

"  R che mi dichiaro estraneo, non sono stati io a provocare queste lesione. So che si sono azzuffati con mio cugino. Azzuffati nel senso che ACPR 2 gli è saltato addosso e IM 1 l’ha tirato via. Non sono in grado di dire come abbia cercato di tirare via ACPR 2, io nel frattempo ero stato trattenuto dai cugini del ACPR 2. Preciso alla verbalizzante che queste persone erano tutte in prigione poiché legate al caso dei __________. (…) R che voglio dire che personalmente non ho spintonato nessuno, è vero che mio cugino ha spintonato dei ragazzi fuori dal locale in maniera un po’ energica. Preciso che mio cugino aveva fatto altro che non gli aveva detto di fare la __________ (ragazza che ha testimoniato contro di noi). All’uscita frattanto __________ si è rivolto a me dicendomi di non fare il “figo” e di no trattare così questi ragazzi. A quel punto IM 1 ha preso per la giacca __________ dicendogli di lasciarmi in pace che ero suo cugino. Io ho preso quindi per il braccio IM 1 e l’ho tirato via dal __________ e ci siamo diretti verso la porta. A quel punto è intervenuto pure il solito ACPR 2 con l’intento di mostrarsi superiore e ci ha insultato come già riferito nel verbale di polizia. Io ho detto a ACPR 2 di smetterla di insultarci perché altro non facevo che il mi lavoro, ciò non di meno ha continuato ad insultarci, io cercavo di trattenerlo soprattutto da IM 1 perché ACPR 2 cercava di saltargli addosso. A quel punto è intervenuto il cugino di ACPR 2 che mi ha detto di non intromettermi di lasciare che si picchiassero uno contro uno. Preciso alla verbalizzante che secondo me ACPR 2 e i suoi cugini sono venuti nel locale con il solo intento di picchiare IM 1 proprio perché tra i due non scorre buon sangue”,

 

"  Preciso che un cugino di ACPR 2 mi tratteneva dalla camicia mentre l’altro mi tratteneva dal collo. (…) I due cugini così mi hanno allontanato dalla porta. In quel momento ACPR 2 anche si trovava vicino alla porta e visto che i suoi cugini mi avevano allontanato, ACPR 2 ne ha approfittato per saltare addosso a IM 1. Si sono quindi avvinghiati entrambi, strattonandosi sino alla metà del piazzale esterno. Entrambi hanno quindi iniziato a picchiarsi, mi sembra ch e un po’ fossero a terra, un po’ fossero in piedi. Preciso che IM 1 cercava di difendersi tirandoselo via Io ho chiesto a suo cugino di separarli e lui mi ha detto di lasciarli perché dovevano continuare a picchiarsi in questa maniera, uno contro uno. Dopo io non ho più visto niente perché nel frattempo si era formato un cerchio di persone attorno ad IM 1 e ACPR 2. Poi io qui ho cercato di farmi spazio e ho preso IM 1 per il braccio, nel frattempo erano entrambi in piedi vicino al tendone e l’ho trascinato fino alla macchina e sono andato a casa”.

 

Messo a confronto con la testimonianza di __________:

 

"  R che la __________ mente perché fa parte dello stesso gruppo del __________ compreso, __________, tutti spacciatori che con me nulla hanno a che vedere, mi da oltre modo fastidio che io vengo messo al loro stesso livello”,

 

"  (…) R alla verbalizzante dicendo che probabilmente questi ragazzi che erano intorno al tavolo e che mio cugino ha spintonato fuori un po’ per vendetta, sentita la storia hanno deciso di raccontarla così e magari neppure hanno visto come sono andate le cose. Trovo che le versioni dei testi non combaciano tra di loro e che se erano tutti insieme dovevano dire tutti la stessa cosa”.

 

IM 1, interrogato il 25.07.2009 ha dichiarato:

 

"  io e mio cugino assistevamo all’uscita dei clienti. Dopo pochi minuti mi trovavo un paio di metri al di fuori del locale ed il ACPR 2, detto __________, si rivolgeva a me dicendomi che l’avevo spinto. Da parte mia gli dicevo che non avevo spinto nessuno, questi insisteva nel fatto che lo avevo spinto. Da parte mia ribadivo il fatto che io non avevo spinto nessuno e gli dicevo “io non ti ho spinto, m se credo che lo abbia fatto ti chiedo scusa”. Per me la questione era finita li, non avevo alcun problema. Questi ha iniziato ad insultarmi in albanese dicendoti “ti spacco la faccia, ti scopo la famiglia” . In seguito mi si è avvicinato e mi ha messo le mani addosso, da parte mia mi sono difeso senza colpirlo, l’ho unicamente allontanato. Quindi vedendo che lo stesso tentava di provocarmi io e mio cugino IM 2 che si trovava di fianco a me, a bordo della sua vettura ce ne siamo tornati a casa”.

 

Interrogato nuovamente il 09.12.2009 (doc. 31) ha confermato quanto dichiarato in precedenza con qualche aggiunta poco collaborativa come:

 

"  R che io non c’entro niente con le ferite riportate da ACPR 2 io non l’ho picchiato”.

 

Messo a confronto con il verbale di ACPR 2 ha risposto:

 

"  R che di quanto dice ACPR 2 posso semplicemente dire che è vero che ho accompagnato con gentilezza fuori delle persone che erano all’interno del locale”,

 

e in merito alle altre testimonianze ha affermato

 

"  R che è sicuro che le persone che dicono ciò sono amici che lo difendono. Magari sono pure parenti”.

 

                                  b)   In merito alle testimonianze risulta quanto segue

 

__________ (compagno universitario di IM 2, sentito su richiesta di IM 2) interrogato l’08.06.2010 ha dichiarato:

 

"  sono sempre rimasto vicino al bancone dove ero perché lì non c’era nessuno che si agitava”,

 

"  (…) In quel momento ho visto che IM 2 era trattenuto da alcune persone ma non conosco il motivo di tale agire. Mi è sembrato che lui cercava di liberarsi da questa presa. La situazione era però molto confusa, intorno a loro vi era molto movimento di persone per cui non potevo vedere ogni dettaglio di quanto capitava. Io sono sempre rimasto lì al bancone e poi in qualche modo si è liberato ed è andato a prendere una persona che era per terra e poi lui e questa persona si è allontanato. Ho poi saputo dopo che questa persona con la quale si era allontanato, era suo cugino. (…) mi è parso di riconoscere che era quello che IM 2 aveva aiutato a sollevarsi da terra la sera dei disordini lì fuori dal __________. (…) ho visto solamente che si confrontava a parole con altre persone (…) davanti a me vi erano diverse persone ch emi toglievano la visuale”,

 

"  ripeto che c’era molta gente davanti a me e non avevo completa visuale. Poi voglio precisare che io sono sempre rimasto un po’ indietro perché avevo paura”.

 

__________ (cugino di ACPR 2) interrogato il 16.03.2011 ha dichiarato:

 

"  la sera in questione mi trovavo con mio cugino ACPR 2 vicino all’entrata del bar __________, eravamo all’esterno. (…) ad un certo punto IM 1 si è avvicinato a mio cugino ACPR 2, faccia a faccia”,

(doc. 69 verb. int. 16.03.2011 pag. 1),

 

"  (…) IM 1 si è avvicinato a mio cugino chiedendogli “vuoi picchiarti” e ACPR 2 gli ha risposto “per favore puoi andare di là, non mi parlare”. Ad un certo punto, invece di allontanarsi, IM 1 ha preso per il collo mio cugino ACPR 2 ed è intervenuto a quel punto tale __________. A quel punto IM 1 è intervenuto allora su __________ prendendolo per il collo e tirandogli degli schiaffi e una pedata sul sedere. IM 1 a quel punto è ritornato verso mio cugino ed ha cominciato a picchiarlo. (…) io mi stavo recando in aiuto di mio cugino quando IM 2 mi ha fermato dicendomi “lascia stare che sennò ci picchiamo anche noi”. Io ho effettivamente lasciato perdere. È a quel punto che lo stesso IM 2 ha raggiunto IM 1 e ha iniziato a picchiare mio cugino. (…) quando IM 1 si è avvicinato a mio cugino entrambi erano in piedi, una volta che è iniziata la colluttazione si sono trovati per terra. È stato IM 1 a iniziare a picchiare mio cugino. La lite è iniziata come detto con la presa al collo con la circostanza che mio cugino ACPR 2 l’ha spintonato via e poi IM 1 ha iniziato a colpirlo con pugni ai quali mio cugino a sua volta ha risposto, sono finiti entrambi per terra”,

 

"  Mio cugino ACPR 2 era sdraiato a terra con IM 1 sopra e si picchiavano. È a quel momento che è intervenuto IM 2 andando a picchiare mio cugino tirandogli dei calci sul corpo. (…) ADR che quando si è alzato, anche lui, IM 1, ha colpito mio cugino con dei calci”,

 

"  (…) R che i calci ricevuti da mio cugino sono stati dati sulla testa e sulla schiena da entrambi. (…) R che non mi ricordo che abbia detto questo (ti scopo la famiglia) o abbia insultato IM 1”.

 

__________ (ragazza di ACPR 2) interrogata il 22.04.2009 ha dichiarato:

 

"  questi due ragazzi (IM 1 e IM 2) in maniera arrogante invitavano gli avventori a lasciare il locale. Ad un certo punto uno dei due buttafuori ossia l’IM 2 ha spintonato un ragazzo portandolo fino all’esterno facendolo finire addosso ad un altro cliente che già si trovava fuori, ossia addosso al ACPR 2. (…) Il ACPR 2, conoscendo uno dei due gli chiedeva che motivo aveva di comportarsi in questo modo e di risposta il IM 1 lo ha colpito con una gomitata. ACPR 2 allora diceva ai due che non voleva problemi e immediatamente l’IM 2 si è scagliato contro il ACPR 2 colpendolo”,

 

"  Ad un certo punto vi erano entrambi i buttafuori che stavano picchiando il ACPR 2 e a seguito di un calcio lo stesso è caduto a terra. Una volta al suolo il ACPR 2 è stato colpito ancora dai due e ricordo che il IM 1 ad un certo punto lo ha colpito con grande violenza con un calcio in pieno volto in seguito al quale il ACPR 2 ha perso i sensi. Non appena i due hanno sentito un giovane dire che aveva chiamato la Polizia, gli stessi sono saliti sulla propria vettura e si sono allontanati”.

 

Interrogata nuovamente il 14.09.2009 ha confermato il verbale precedente e ha dichiarato:

 

"  preciso (…) che non era stato IM 2 a spingere all’esterno __________ ma IM 1. Ad un certo punto sono uscita anche io e ho visto l’IM 1 rivolgersi verso un nostro cliente di nome __________ soprannominato __________ prendendolo per il bavero e qui __________ è intervenuto a separare IM 1 dal __________ e facendo ciò __________ è stato a sua volta spintonato all’indietro andando a picchiare la schiena contro il bar che si trova all’esterno (…) io sono quindi rientrata un attimo e quando uscivo di nuovo all’esterno ho visto che __________ (ACPR 2) veniva colpito o da IM 1 o da IM 2 con una gomitata. Ho sentito quindi dire da ACPR 2 “cosa vuoi,non voglio problemi”,

 

"  In quel momento rientravo ancora nel bar e dopo circa un minuto, uscendo ho visto un gruppo di ragazzi in cerchio con in mezzo IM 1 e IM 2 e un ragazzo che aveva la giacca sopra la testa, questo ragazzo dava le spalle all’entrata del locale, io non vedevo la sua faccia. IM 1 e IM 2 si trovavano di fronte a lui e lo stavano picchiando contemporaneamente con pugni, io ho cercato di tirare a me il ragazzo con la giacca e lì mi sono accorta che era il ACPR 2 ho però preso paura e mi sono staccata perché comunque IM 1 e IM 2 continuavano a colpire verso ACPR 2. ACPR 2 cercava di reagire ma non ci riusciva (…) ho visto quindi ACPR 2 ricevere un calcio all’addome e cadere a terra. (…) ADR non mi ricordo chi dei due abbia tirato il calcio che l’ha fatto cadere a terra. Una volta a terra ho visto che IM 2 tirava un calcio violento nel senso che ho visto proprio fare il movimento di alzare la gamba indietro e tirarla in avanti con forza (come quando si tira un pallone). (…) Sono certa che in quel momento ACPR 2 ha perso conoscenza. Non si muoveva più (…)”.

 

__________, interrogato il 27.04.2009, ha dichiarato:

 

"  uno dei due ragazzi che erano giunti alle 21.30, ad un certo punto ha preso un ragazzo che si trovava al’esterno del locale e lo ha allontanato prendendolo materialmente per gli stracci, credo sia stato il IM 1. Da parte mia vedendo la scena mi sono avvicinato al IM 1 chiedendogli cosa stesse facendo ed invitandolo ad usare maniere più consone”,

 

"  Lo stesso mi rispondeva dicendomi che a lui non interessava, inoltre si rivolgeva a me in albanese di modo che io non potevo capirlo ed allo stesso tempo mi spintonava allontanandomi. In seguito il ACPR 2 interveniva pure lui a chiedere cosa stesse facendo il IM 1 e in quel momento il IM 1 colpiva con una gomitata il ACPR 2, credo lo abbia colpito al volto. Subito l’IM 2 interveniva a dare manforte al suo amico colpendolo anche lui il ACPR 2, che una volta caduto a terra veniva colpito al volto ed al corpo con calci da entrambi. Ad un certo punto il ACPR 2 ha pure perso i sensi, in seguito ad un calcio che l’IM 2 gli aveva assestato al capo”.

 

__________, interrogato il 11.05.2009, ha dichiarato:

 

"  Ad un certo punto dal locale è stato letteralmente buttato fuori un giovane che ci è finito addosso. Da parte mia mi sono girato convinto che il giovane fosse inciampato, in un secondo momento mi sono accorto invece che era stato allontanato da due uomini che si occupavano della sicurezza. In seguito uno dei due addetti alla sicurezza, ossia il IM 1, mi si avvicinava e mi prendeva per il collo (…) Questi dopo alcuni istanti lasciava la presa per scagliarsi contro il ACPR 2”,

 

"  In seguito ho potuto notare che pure il secondo securino era intervenuto a dare manforte al IM 1. I due si sono scagliati contro il ACPR 2, nemmeno l’intervento della __________, barista del bar __________, ha fatto desistere i due dall’aggressione”,

(doc. 2 verb. int. 11.05.2009 pag. 2).

 

Interrogato nuovamente il 15.09.2009 ha confermato quanto detto in precedenza precisando:

 

"  Ad un certo punto, come dichiarato, io mi trovavo di schiena e ho sentito che un ragazzo mi veniva contro, mi sono girato e mi sono accorto che era un tale __________. Dopo qualche attimo ho visto IM 1, ragazzo che io conoscevo perché aveva lavorato con me in un cantiere, venirmi incontro e prendermi per il collo, non mi disse nulla. All’inizio mi sembrava quasi che scherzasse, tanto che non ho reagito. __________, che ha assistito alla scena, è intervenuto allontanando IM 1 da me. Una volta allontanato ho quindi visto IM 1 che si scagliava contro il ACPR 2, li è letteralmente saltato addosso. È subito intervenuto anche il secondo ragazzo addetto alla sicurezza, che poi ho saputo chiamarsi IM 2, preciso che di vista già lo conoscevo. Anche questi ha iniziato a tirare dei calci a ACPR 2 che si trovava ancora in piedi. Non saprei dire in che parti del corpo colpissero il ACPR 2. Vista questa scena mi sono allontanato, posizionandomi dietro il bar dell’__________ in un secondo tempo ho visto il ACPR 2 per terra con vicini i due ragazzi citati, il IM 2 e il IM 1 che continuavano a picchiarlo con calci ma non saprei indicare su quali parti del corpo, non saprei dire chi dei due colpisse di più”.

 

__________, interrogata il 30.05.2009, ha dichiarato:

 

"  Più precisamente ho notato uno dei due, di cui non conosco il nome, prendere un ragazzo e gettarlo letteralmente fuori dal locale. (…)”.

 

"  In seguito questo “securino” ha preso al collo il mio amico __________ senza alcun motivo, tanto che il __________ pensava scherzasse, anche perché i due ai tempi erano colleghi di lavoro. __________ invitava il securino a lasciarlo andare, in questo frangente sortiva pure dal locale il __________, uno dei proprietari, che invitava alla cala il securino il quale mollava il collo del __________. In quel momento dal locale sortiva pure il secondo securino ed i due senza alcun motivo si scagliavano contro il ACPR 2. I due colpivano il ACPR 2 dopo averlo più volte spinto e fatto cadere al suolo. Tengo a precisare che i due hanno colpito il ACPR 2 con calci e pugni su quasi tutto il corpo. In particolare ho visto che gli tiravano dei calci alle gambe e sul costato. Ad un tratto un ragazzo che si trovava li ha gridato che dicendo che aveva chiamato la Polizia. Sentendo ciò i due hanno desistito dal continuare il pestaggio”.

 

Interrogata nuovamente il 15.09.2009 ha dichiarato:

 

"  Praticamente contestualmente a quando venivo spintonata io __________ venia praticamente preso di forza da uno dei due addetti alla sicurezza, mi sembra che fosse stato IM 1 a prenderlo, a prenderlo per il braccio e buttarlo fuori. (…) ad un certo punto ho visto IM 1 che prendeva per il bavero __________, senza motivo, tanto che lo stesso __________ pensava che scherzasse. È quindi intervenuto __________ a separare da __________ (…) quando mi sono riavvicinata al bar (roulotte) ho visto IM 1 e il secondo addetto alla sicurezza che colpivano ACPR 2 già a terra. ADR che non visto come ACPR 2 è caduto a terra”.

 

__________, interrogato il 25.09.2009 ha dichiarato:

 

"  il ragazzo biondo mi ha spinto verso l’uscita. Una volta all’esterno, ora non saprei più spiegare esattamente come sono cominciati i fatti, ho potuto vedere che uno di questi due ragazzi prendeva per il collo una persona che io chiamo __________. Dopo aver mollato la presa, sempre uno di questi due ragazzi, si scagliava contro la parte lesa …anche l’altro ragazzo gli ha dato subito man forte Mi ricordo che colpivano con dei pugni, non ricordo su quali parti del corpo. Ad un certo punto ricordo che __________ indietreggiando a causa dei colpi presi andava ad urtare il baretto dell’__________ e cadeva in avanti. Preciso che non è stata una caduta violenta, i due ragazzi quindi hanno iniziato a colpirlo mentre lui si trovava a terra, lo colpivano entrambi con dei calci, sia all’addome che sulle costole e mi sembra anche sulla testa, __________ cercava di proteggersi con la giacca”.

 

__________, interrogato il 06.11.2009 ha dichiarato:

 

"  (…) Però quando hanno cominciato a sgomberare il locale lo facevano in modo sgarbato e spintonavano tutti senza riguardo verso l’esterno”,

 

"  Il __________ in quel mentre stava sulla porta e non faceva nulla di particolare. (…) Sono usciti anche i due “securini” uno dei quali ha preso con entrambe le mani la faccia di uno che conosco di vista, che so che è di __________ (l’interrogante mi suggerisce il nome di __________ e confermo che io lo conosco come __________) e che avrà già almeno una quarantina di anni e gli ha chiesto “cosa hai da dire? Aggiungendo “guarda che io ti ammazzo”. Il __________ si è avvicinato a loro due e allora il “securino “ha praticamente “mollato” il quarantenne e se l’è presa col __________. Dapprima lo ho spinto violentemente contro il ripiano del gazebo della “Heineken” e poi lo ha colpito con le mani e quando il __________ si è come rannicchiato per terra i due “securini” sono andati avanti a picchiarlo con pugni e poi quando era  terra uno dei due, quello biondo, gli ha tirato un calcio al capo. Non so esattamente dove lo ha colpito perché __________ teneva gli avambracci vicino al viso per coprirsi dai colpi che riceveva da entrambi”.

 

__________, interrogato il 06.11.2009 ha dichiarato:

 

"  Io stesso sono stato afferrato per il bavero da uno dei due (…) Poi sono usciti anche i due “securini” i quali se la sono presa dapprima con uno che conosco col nome di __________. Lui avrà una quarantina d’anni. Lui è stato preso per il collo da uno dei “securini” ma non ha reagito Mi è sembrato che lui prendeva la cosa come uno scherzo per cui non ha reagito. Lo hanno lasciato ma poi ripreso ancora subito dopo nuovamente per il collo e questa volta ha capito che forse di scherzo non si trattava così ha fatto come per chiedere spiegazioni a quello che lo aveva afferrato così, ma io l’ho trattenuto dicendogli di lasciar stare che era meglio. Quando mi sono voltato ho visto che i due “securini” stavano prendendo a pugni un ragazzo, che ho riconosciuto nel ragazzo della cameriera, cioè il ACPR 2. Lui è caduto in terra o meglio si è rannicchiato in terra e loro due invece di smettere sono andati avanti a colpirlo, anche con calci. Ricordo che anche la cameriera è uscita e cercava di far smettere i due che invece andavano avanti a colpire il ragazzo in terra”,

(doc. 26 verb. int. 06.11.2009 pag. 2).

 

In data 05.02.2010 IM 1 e IM 2 sono inoltre stati messi a confronto con le parti che hanno assistito ai fatti.

Inizialmente a confronto con ACPR 2, quest’ultimo ha riconfermato quanto dichiarato in precedenza (n. 43 verb. confr. 05.02.2010 pag. 2), IM 2 ha contestato nuovamente aggiungendo che:

 

"  quando io ho separato IM 1 lo stesso presentava un bernoccolo e delle escoriazioni in viso”.

 

IM 1 ha nuovamente dichiarato che:

 

"  mi sono semplicemente difeso quella sera in quanto il ACPR 2 che qui riconosco mi aveva aggredito nonché offeso con delle parole. Nel mentre io stavo allontanando i ragazzi dall’interno del locale, lui senza motivo nella nostra lingua mi aveva detto che mi avrebbe scopato tutta la famiglia e poi mi ha tirato un pugno alche io mi sono difeso”.

 

ACPR 2 ha replicato:

 

"  ho semplicemente chiesto a IM 1 perché si comportava in quella maniera allontanando in malo modo i ragazzi dal locale. In quel frangente IM 1 se l’è presa con __________ prendendolo al collo e poi se l’è presa con me, non riesco a capire perché l’IM 2 alla fine sia intervenuto tirandomi quel calcio (…) io ero lontano, tuttavia mi sono avvicinato chiedendo, non insultando, cosa stavano facendo perché non trovavo corretto quello che stava facendo a __________ e rispettivamente verso anche i ragazzini che uscivano dal locale”,

 

"  ADR che mi ricordo che mio cugino __________ tratteneva l’IM 2 quando io ricevevo i pugni in testa dal IM 1. Io ricordo che in quel frangente avevo la giacca sopra la testa per proteggermi. Preciso che IM 1 veniva già trattenuto da mio cugino quando IM 1 ha iniziato a rivolgersi verso di me. ADR che io quando sono stato colpito dal IM 1 a mia volta gli ho tirato dei pugni. ADR che sono finito per terra a causa dei colpi ricevuti da IM 1 quando ero per terra è intervenuto l’IM 2”,

 

"  Io ero a terra, ho sentito una persona che interveniva, sentivo le voci delle altre persone che dicevano “perché in due?” io ho visto che arrivava qualcuno, non ho visto lui (IM 2) ma ho saputo anche dagli altri che era stato lui ad intervenire su di me. Sono sicuro che è intervenuta una seconda persona su di me”.

 

A confronto con __________, quest’ultima ha confermato quanto dichiarato in precedenza :

 

"  ADR che inizialmente non avevo visto la faccia del ACPR 2 mentre veniva picchiato, perché aveva la giacca sopra la testa per proteggersi, quando ero vicino e ACPR 2 si è girato verso di me o si è spostato diagonalmente ho potuto vedere che era ACPR 2, in quel momento non era a terra. Oggi non ricordo come ACPR 2 fosse finito a terra. ADR che ribadisco che l’ultimo calcio quando ACPR 2 era già per terra glielo ha tirato il qui presente IM 2”.

 

A confronto con __________ quest’ultimo ha dichiarato:

 

"  non posso dire se le due persone presenti oggi al verbale siano i due ragazzi che ho visto quella sera che picchiavano __________. Era la prima volta che li vedevo”,

 

"  ADR che sono in due che hanno picchiato ACPR 2 sia quando era in piedi che quando era a terra, non posso dire però che erano queste due persone presenti”.

 

A confronto con __________, quest’ultimo ha confermato quanto dichiarato, aggiungendo:

 

"  Che è vero che io possa aver detto a IM 2 di non fare il figo, no mi ricordo di averlo afferrato per il braccio e che questo sia il motivo per il quale IM 1 mi abbia preso per il collo”(…) Ribadisco di aver visto entrambi picchiare ACPR 2, sia quando si trovava i piedi, sia quando era a terra. (…) non se se IM 1 o ACPR 2 prima che IM 1 si scagliasse contro ACPR 2 avessero avuto un alterco verbale, in quel momento io non ho sentito scambiarsi parole o insulti”.

 

A confronto con __________, quest’ultima ha confermato quanto dichiarato precedentemente, precisando:

 

"  oggi con certezza posso dire che ho visto IM 1 che tirava dei calci a ACPR 2 già a erra. Entrambi erano vicino a ACPR 2 per terra, oggi con sicurezza non posso dire se anche IM 2 gli tirava dei calci”.

 

A confronto con __________, quest’ultimo conferma quanto dichiarato, ribadendo:

 

"  non so indicare come sia iniziata la lite ma poi dopo ho visto che sia IM 2 che IM 1 avevano le mani addosso al __________. Picchiavano il __________ con dei pugni e dei calci, in quel momento il __________ era ancora in piedi. Non ho visto l’attimo in cui il __________ è caduto a terra e quindi non so dire come è avvenuto. Ho viso poi __________ a terra, ho visto entrambi che lo colpivano con dei calci sui fianchi principalmente. Ho visto che uno dei due ha tirato anche un calcio al volto di __________, erano però di schiena e non so dire chi dei due ha tirato questo calcio, (…) potrebbe essere stato IM 1”.

 

A confronto con __________ quest’ultimo conferma quanto precedentemente dichiarato precisando:

 

"  che io non ho visto quando è iniziata la lite tra la persona che io so chiamarsi __________ (ACPR 2) perché ero voltato. Mi sembra, ad oggi, che quando io ho iniziato ad assistere alla lite, ACPR 2 si trovava già a terra e è lì che veniva colpito con dei calci”.

 

A confronto con __________, quest’ultimo conferma quanto dichiarato precisando:

 

"  ADR che il ragazzo che si trovava all’esterno che è stato preso “per gli stracci” dal IM 1 è il denominato __________. Preciso che io la scena non l’ho vista personalmente ma mi è stata riferita dallo steso __________ il giorno successivo. In questo senso correggo il verbale reso in polizia dove io avrei detto al IM 1 di comportarsi in maniera più consona. ADR che preciso che la scena del __________ io non l’ho vista perché io mi trovavo all’interno, sono uscito ho visto il ACPR 2 intervenire verso IM 1, ho sentito che si dicevano qualcosa in __________, che non ho capito e poi ho visto IM 1 che colpiva con una gomitata al ACPR 2. (…) Confermo che IM 2 dopo la scena sopra descritta interveniva verso il ACPR 2, colpendolo” (…) ADR che fino a quando il ACPR 2 ha perso i sensi, entrambi, sia IM 2 che IM 1 hanno continuato a tirargli dei calci. Quando ho visto ACPR 2 privo di sensi sono intervenuto facendo chiamare l’ambulanza. IM 1 e IM 2 si sono poi allontanati a bordo di una vettura”.

 

IM 2 ha risposto:

 

"  ACPR 2 avrebbe quindi proferito andando verso l’interno e dicendo a mio cugino IM 1 “ti ho già avvertito una volta che non devi andare dove sono io, ti scopo tutta la famiglia”, questo lo ha detto in __________. Io sono intervenuto a trattenerlo. Era intervenuto anche __________ a trattenere. IM 1 avrebbe poi detto a __________ “è inutile fare i bravi” poi suo cugino __________ e un conoscente mi hanno trattenuto e __________ è andato verso IM 1 colpendolo. IM 1 avrebbe poi spinto ACPR 2 sino a centro della piazzetta per scrollarselo di dosso, io nel frattempo ho chiesto a __________ di intervenire per separarli e di non tenere me in quanto inutile Il cugino, __________ mi diceva di lasciarli picchiare 1 contro 1. Io sono riuscito a liberarmi da __________, sono andato da IM 1 e sono riuscito a tirarlo via da ACPR 2 il quale continuava a insultare in __________. IM 1 era ferito, aveva un bernoccolo sulla fronte, aveva anche escoriazioni”,

 

"  IM 1 ha confermato la versione di IM 2. __________ ha poi replicato “L’unica cosa corretta da IM 2 è che dopo la gomitata di IM 1 a ACPR 2, IM 2 è stato trattenuto da __________. Quando si è liberato è intervenuto anche lui, IM 2, colpendo ACPR 2 con IM 1 come sopra descritto, in piedi e poi per terra”,

 

"  IM 1 ha aggiunto “che sono scappati per non prenderle” e __________ risponde “Ribadisco che entrambi sono scappati (…) che non gli sembrava che avessero paura di prenderle anche perché ACPR 2 era a terra e aveva perso i sensi”.

 

                                   c)   Quanto ai riscontri oggettivi si ha che ACPR 2 è stato visitato in PS __________. Dalla breve lettera di dimissione si legge:

 

"  cranio: ematoma temporale destro, ferita lacerocontusa labbro inferiore. Orecchio e naso normale, nessuna dolenzia alla palpazione. Denti regolari. Arti superiori:escoriazioni alla mano destra lato dorsale. Arti inferiori: escoriazioni pretibiale a sinistra. Torace: dolenzia alla palpazione all’emotorace sinistro lato anteriore. Auscoltazione s.p. Addome: nessuna dolenzia alla palpazione”.

 

In data 17.09.2009 (doc. 19) il Dr.med. __________ ha specificato quanto segue:

 

"  Il paziente è giunto in Pronto Soccorso in data 12.04.2009 alle ore 3.50 dove è stato visitato dalla Dr.ssa __________, medico assistente di guardia del reparto di chirurgia. All’esame clinico il paziente presentava escoriazioni e contusioni multiple, in particolare a livello del cranio, del labbro interiore, della mano destra e dell’arto inferiore sinistro. Il paziente non è mai stato in pericolo di morte e lo stato attuale non era aggravato da malattie o lesioni pre-esistenti. Le radiografie eseguite non hanno evidenziato fratture”.

 

                                  d)   A mente della Corte vi è stato, all’inizio, un eccesso di zelo da parte degli imputati, occasionalmente incaricati di fungere da “garanti” della sicurezza in occasione di una festa per giovani, allorquando hanno invitato gli avventori, ancora presenti, a lasciare il locale visto che era giunta l’ora della chiusura. In realtà nelle loro intenzioni non vi era quella di aggredire qualcuno. Fatto sta che i modi poco energici e poco ortodossi impiegati dagli accusati hanno suscitato la reazione del ACPR 2, a difesa di un giovane avventore che secondo loro avrebbe invece opposto resistenza. Cosicché la situazione è loro sfuggita di mano ed è culminata non già in un’aggressione, ma in una rissa. In particolare la Corte ha accertato che dopo che il giovane era finito addosso a ACPR 2, questi e IM 1 sono venuti alle mani e IM 2 è poi intervenuto a dar man forte all’amico. Detto che le testimonianze, in situazioni del genere, vanno sempre ben ponderate, poiché spesso vengono, in perfetta buona fede, influenzate dai propri coinvolgimenti emotivi o da raffigurazioni personali, la Corte non ha creduto alle tesi difensive, adombrate per la prima volta in aula, dell’equivoco dei testimoni circa il significato dell’intervento degli imputati sia perché non è logico che tutti i testimoni si confondano allo stesso modo sia perché l’esperienza generale di vita ed il buon senso inducono a ritenere che, nella baraonda, tutti i partecipanti hanno picchiato. Ne discende che gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di rissa.

 

                                   4.   Quo ai fatti del 6 febbraio 2010 che riguardano unicamente IM 1 (in correità con il fratello __________ già condannato mediante DA cresciuto in giudicato per aggressione), gli atti rivelano quanto segue.

 

                                  a)   ACPR 1, interrogato il 5.05.2010 ha dichiarato:

 

"  sabato 6 febbraio 2010, verso le ore 18.30, terminata la mia attività lavorativa, rincasavo. Giunto nel parcheggio della mia abitazione notavo la presenza del veicolo di mio nipote. Pertanto, onde facilitare l’uscito di quest’ultimo decidevo di spostarla per poi parcheggiare la mia. (…) nel frangente in cui la stavo spostando per parcheggiarlo dinnanzi alla mia, liberando cosi “ingombro” giungeva l’autovettura dei fratelli IM 1 condotta da __________. Quest’ultimo, probabilmente infastidito dalla mia presenza, iniziava ad azionare l’avvisatore acustico (claxon) in modo sproporzionato. (…) appena sceso dal veicolo, che nel frattempo era da me stato parcheggiato, venivo raggiunto dal ragazzo IM 1. Premetto che questi due li conosco bene poiché vivevano vicino a noi”,

 

"  IM 1, senza alcun motivo di sorta, si avvicinava al sottoscritto posizionandosi dinnanzi ed iniziando a spintonarmi. Da parte mia non reagivo in alcun modo dicendogli unicamente di calmarsi poiché non vi era alcun motivo di litigare. Non ho avuto nemmeno il tempo di finire a frase che __________, ribadisco senza alcun motivo, si avvicinava al sottoscritto e al fratello, e mi colpiva a tradimento con un pugno al volto. Dopodiché anche IM 1 iniziava a picchiarmi con pugni e calci. In poche parole, sono stato aggredito dai due fratelli. Non ho avuto nemmeno il tempo di reagire poiché subito rovinavo violentemente al suolo. Mi ricordo che mentre mi trovavo addolorante per terra, venivo ancora picchiato con calci e pugni diretti in pratica su tutto il corpo. (…) da parte mia mi sono unicamente limitato a parare i colpi. Non ho mai scagliato contro di loro pugno o calci”.

 

Interrogato nuovamente il 21.05.2010, ovvero dopo aver sentito i fratelli IM 1 e messo a confronto con il fatto che loro abbiano affermato che ha offeso i loro genitori ed in seguito abbia affibbiato un pugno ad __________ (che ha fornito una certificazione medica) risponde:

 

"  No. Non è assolutamente vero. (…) La lite è stata iniziata da IM 1, il quale mi ha spintonato. Da parte mia non ho reagito in alcun modo all’affronto, mi sono limitato a dirgli di stare calmo e null’altro. Alche raggiunto dall’__________, quest’ultimo senza alcun motivo di sorta, mi colpiva a tradimento sul volto con un pugno. Dopodiché anche l’altro ha iniziato a invenire contro di me, affibbiandomi colpi su tutto il corpo fino a quando cadevo al suolo. Lì, malgrado inerte al suolo, continuavano l’aggressione con calci e pugni fino a quando svenivo per un attimo causa i forti dolori riportati. Appena ripreso, riuscivo a sfuggire dalla loro aggressione recandomi in casa (…). Ero al corrente che questo ragazzo (__________) aveva il naso rotto poiché l’avevo notato, prima di questo fatto, girovagare con una vistosa medicazione sul naso. Non vorrei che il tutto sia una simulazione alfine di evitare la conseguenze dell’aggressione, divenendo cosi anch’esso una vittima e non l’aggressore”.

 

__________, interrogato inizialmente il 11.05.2010, ha dichiarato:

 

"  sabato 6 febbraio 2010 mi sono recato presso l’abitazione di mio fratello IM 1 in quel di __________ per recuperarlo poiché quest’ultimo è in revoca della licenza di condurre. (…) All’entrata del posteggio di casa trovavo una vettura che ostruiva completamente il passaggio impedendomi quindi di entrare nel nostro posteggio”,

 

"  (…) vedendo che non giungeva nessuno, decidevo quindi di scendere dal veicolo per poi raggiungere ACPR 1 che nel frattempo stava manovrando altri veicoli. Era mia intenzione unicamente chiedergli gentilmente di spostare questa “benedetta” vettura poiché dovevamo parcheggiare per rincasare. Dal ACPR 1 ho ricevuto una risposta sgarbata e maleducata quale “la macchina la sposto quando mi pare e piace”. Inoltre, senza alcun motivo, iniziava ad insultare e minacciare la mia famiglia in albanese tradotta con la seguente affermazione “ti scopo tutta la tua famiglia”. Innervosito da tali asserzioni sul conto dei miei cari come risposta gli dicevo di “scoparsi solamente la sua”. Alche, come conseguenza alla risposta, mi sferrava a tradimento un pugno colpendomi al volto e più precisamente al naso. Di conseguenza reagivo colpendolo a mia volta con pugni e calci poiché ACPR 1 era intenzionato a colpirmi nuovamente. Nel frattempo interveniva pure mio fratello IM 1 che era sempre rimasto nell’autovettura, cercando unicamente di separarci (…) mio fratello è intervenuto solamente per separarci. Non escludo comunque che qualche calcio nei confronti del ACPR 1 l’abbia dato”,

 

"  ACPR 1 mi ha fratturato il naso appena operato qualche settimana prima. (…) infatti il giorno seguente ho dovuto per forza recarmi al Pronto soccorso di acqua rossa dove veniva certificata la frattura a naso che precedentemente a questo fatto non esisteva”.

 

Interrogato nuovamente il 17.11.2010 ha dichiarato quanto prima ammesso con le precisazioni:

 

"  ribadisco che ACPR 1 non è caduto a terra, confermo che mio fratello, dopo che sono stato colpito e continuavo ad essere colpito è intervenuto dando delle pedate sul sedere del ACPR 1 per cercare di farlo allontanare dalla mia persona. Da parte mia ribadisco che una volta che ho ricevuto il primo pugno che mi ha colpito al naso mi sono difeso con pugni diretti al volto e calci”.

 

Quando gli è stato chiesto dal verbalizzante come mai, visto che gli hanno diagnosticato una frattura al naso che dice essere stata causata dal pugno di terzi, recandosi solo il 14.5.2010 a richiedere il certificato medico, ossia 3 giorni dopo il verbale reso in Polizia, egli ha risposto:

 

"  non mi ero interessato prima a richiedere un certificato medico perché pensavo che la questione era stata risolta tra mio padre e il padre della moglie ACPR 1. Giunto in Polizia, notata la denuncia, ho prodotto il certificato anche perché così richiesto. ADR che immediatamente dopo i fatti mentre stavo andando a casa quando mi trovavo nell’atrio ho visto ACPR 1 con i suoi famigliari anch’essi nell’atrio. ACPR 1 ha colpito con una stampella mio fratello IM 1”.

 

Preso conoscenza che il fratello ha dichiarato di non aver tirato calci ACPR 1, nemmeno per difesa o per separarli, ribadita la sua versione ovvero:

 

"  lui qualche calcio sul sedere di ACPR 1 l’ha tirato”,

(doc. 18 verb.int. 17.11.2010 pag. 2).

 

IM 1 ha dichiarato il 19.05.2010:

 

"  __________, dopo essere sceso dal veicolo raggiungeva ACPR 1 persona che conosco bene, che si trovava poco lontano nell’intento di spostare altre vetture. Si sono scambiati alcune a parole, dopodiché io fratello raggiungeva nuovamente il proprio veicolo per poi entrare nel parcheggio, poiché ACPR 1 nel frattempo aveva provveduto a spostare l’autovettura intralciante (…)”,

 

"  Ad un tratto, mentre mi trovavo occupato al telefono, notavo il ACPR 1 avvicinarsi a mio fratello. Dopo lo scambio di alcune parole o frasi, ho visto che ACPR 1 colpiva __________ con un pugno diretto al volto (…) sceso dal veicolo, li raggiungevo e cercavo di separarli mettendomi in mezzo. Non riuscendo nell’intento decidevo di usare la forza, spingendo dapprima il ACPR 1 ed in seguito mio fratello”.

 

                                  b)   La vicenda è stata vista, almeno in parte, da una teste, tale __________, che, essendo affacciata alla finestra (cfr. documentazione fotografica doc. 25) ha confermato in parte la versione di ACPR 1.

Nel primo interrogatorio del 10.05.2010 ha dichiarato

 

"  ho notato il sopraggiungere del veicolo condotto da uno dei due fratelli IM 1. Premetto che li conosco bene poiché abitavano nello stesso palazzo sopra il mio appartamento”,

 

"  il conducente IM 1, non so quale dei due, trovandosi la strada ostruita dal veicolo ACPR 1, che in quel frangente si stava comunque spostando, impaziente di aspettare pochi istanti, azionava più volte, a mio vedere senza alcun motivo, l’avvisatore acustico (claxon). ACPR 1, dopo aver parcheggiato la propria vettura, si avvicinava ai due fratelli IM 1, che in quel frangente erano ancora nei veicolo, per dirgli qualche cosa. Dopodiché notavo sortire dall’autovetture i fratelli IM 1 e dopo aver raggiunto ACPR 1, lo aggredivano selvaggiamente facendolo rovinare al suolo. Il loro intervento contro il povero ACPR 1 è stato rapido e mentre quest’ultimo si trovava disteso per terra, ho notato i due infierire su di lui con violenti calci. Premetto che, allorquando i due fratelli hanno aggredito ACPR 1 se non erro quello più giovane, lo ave va afferrato da tergo costringendo a cadere. Mentre l’altro, lo colpiva violentemente con pedate dirette su tutto il corpo. Il povero ACPR 1 non ha avuto nemmeno il tempo di reagire alla loro aggressione poiché era stato subito placcato e trascinato al suolo senza che potesse fare nulla a sua difesa”,

 

"  tutti e due i fratelli si sono scagliati sul sig. ACPR 1 con violenza. Dapprima quello più giovane lo ha afferrato da tergo trascinandolo per terra, mentre l’altro lo colpiva con pedate. Dopodiché anche quello giovane, mentre ACPR 1 era steso sull’asfalto, si “dilettava” nel colpirlo anch’esso con calci. Non ho mai vista una cosa del genere, una violenza brutale nei confronti di una persona”,

 

"  sono sicura al 100% che l’aggressione è stata iniziata dai fratelli IM 1. ACPR 1, come già menzionato in precedenza, non ha nemmeno reagito all’aggressione”.

 

Interrogata nuovamente il 22.06.2010 ha riconfermato il verbale del 10.05.2010 aggiungendo:

 

"  Ho quindi visto che il ragazzo più grande, quello sposato, IM 1, dare dei calci con le scarpe da lavoro, pesanti, dare dei calci al ACPR 1. ADR che i calci sono stati tirati su tutto il corpo anche sulla faccia. ADR che il ragazzo giovane, __________, quando ACPR 1 era per terra lo tratteneva ancora per le braccia e lo teneva fermo mentre il più vecchio, IM 1 gli tirava i calci. ADR che anche il ragazzo più giovane l’ho poi visto colpire il ACPR 1 con i pugni. ADR che escludo che ACPR 1 abbia potuto colpire uno dei due fratelli, io non ho visto nulla in questo senso anche perché ACPR 1 si trovava a terra e veniva colpito con calci dal IM 1 grande”,

 

"  La testimone ha inoltre dichiarato che il padre di IM 1, cosciente del fatto che ella avesse visto l’accaduto, ha avvicinato il marito minacciandolo di far stare zitta la moglie”.

 

                                   c)   In sede di confronto tra IM 1 e __________, la stessa si è riconfermata nel suo dire. IM 1 invece ha contestato interamente quanto da lei dichiarato affermando:

 

"  sono sicuro al 100% che la parte lesa e la qui presente signora __________ si sono messi d’accordo e questo perché negli anni passati ogni volta che c’era il turno in lavanderia lei litigava con mia madre”.

 

In sede di confronto tra i fratelli IM 1 e ACPR 1 (doc. 23) si sono riconfermati nelle loro dichiarazioni, in particolare ACPR 1 ha affermato:

 

"  dapprima io avevo detto a IM 1 di calmarsi, si era avvicinato a me ma non mi aveva ancora colpito. E’ arrivato __________ e ribadisco che mi ha colpito con un pugno al volto. ADR che dopo aver ricevuto il pugno da __________ ha iniziato a colpirmi anche IM 1. Preciso alla verbalizzante che dopo il primo pugno ero rimasto un po’ frastornato e mi sono trovato a terra”,

 

"  Ho perso l’equilibrio. Una volta a terra ho perso conoscenza per poco. A terra ho iniziato a sentire dolo al costato, ho dedotto di essere stato colpito con calci ma visto che ero frastornato e ho perso conoscenza o non ho visto come sono stato colpito e neppure da chi”,

 

"  (…) ADR che ribadisco che io non ho utilizzato stampelle nei confronti di IM 1. Nessuno dei presenti aveva le stampelle”.

 

__________ ha risposto:

 

"  contesto quanto dichiarato da ACPR 1. ACPR 1 ha insultato la mia famiglia dicendomi che si scopava tutta la mia famiglia, io gli ho risposto che poteva scoparsi la sua e lui mi ha tirato un pugno in faccio e a quel punto io allora ho iniziato a tirargli pugno e calci. ADR che ACPR 1 non è mai caduto a terra. ADR che IM 1 inizialmente era al telefono, ci ha raggiunti, ha provato a dividerci ma visto che ACPR 1 non si staccava gli ha tirato tre calci nel sedere”,

(doc. 23 verb. confr. 22.11.2010 pag. 4).

 

IM 1 per finire ha affermato (al contrario di quanto dichiarato fino a quel momento):

 

"  ADR che confermo di aver tirato del calci a ACPR 1”.

 

"  (…) mio fratello ha suonato un paio di volte il clacson, io gli ho detto di smetterla di clacsonare. (…) a quel punto ACPR 1 si è avvicinato alla macchina, noi eravamo ancora all’interno della stessa e ci ha detto di stare calmi. Mio fratello gli ha detto di spostare la macchina che dovevamo salire in casa, può anche averglielo detto in maniera brusca, non gli ha chiesto per favore. ACPR 1 ha spostato allora la macchina del nipote, davanti alla sua e mio fratello è riuscito quindi a posteggiare di fianco, davanti al parcheggio n.ro 4. Io continuavo ad essere al telefono, mio fratello è uscito dall’auto, ho visto che lui e ACPR 1 si sono detti qualcosa ma non ho sentito cosa anche perché io ero ancora all’interno dell’auto e la porta era chiusa. Ho poi visto che hanno iniziato a picchiarsi. Sono uscito dall’auto e ho visto mio fratello insanguinato e a quel punto ho perso la testa nel senso che mi sono arrabbiato e quindi ho iniziato a picchiare anche io, ho tirato dei calci a ACPR 1”,

 

"  (…) A quel punto ACPR 1 è scappato, mentre noi ci trovavamo nell’atrio aspettando l’ascensore ho visto ACPR 1, sua moglie, sua mamma, suo fratello e suo nipote e ho visto che aveva qualcosa in mano. Io ho quindi preso mio fratello e l’ho coperto con il mio corpo mettendolo addosso al muro e a quel punto ACPR 1 mi ha tirato una stampella in testa”.

 

                                  d)   Per quel che è dei riscontri oggettivi va detto che dal certificato medico (lettera di dimissione) di ACPR 1 del 06.02.2010 risultano, all’esame clinico, diverse escoriazione sulla mano sinistra, zona dorsale-torace, tumefazione al labbro superiore con rottura di un dente arcata superiore, dolenzia alla digito pressione emicostale destra.

 

Dalla documentazione medica di __________ del 26.11.2010 fornita dal Dr. __________ si evince quanto segue:

 

"  il signor __________ si è presentato presso il pronto soccorso di __________ in data 7.2.2010 riferendo di aver ricevuto un pugno sul naso recentemente operato (28.01.2010) dal Dr. __________. All’esame clinico il setto nasale appare edematoso, i punti di sutura sono in sede, il naso è dolente alla palpitazione. Alla radiografia delle ossa nasali del 7.2.2010 si rileva un piccolo rammento osseo da attribuire in prima analisi ad una piccola lesione ossea traumatica”.

 

Dalla documentazione medica del Dr. __________ nella quale si conferma l’operazione del 28.01.2010 lo stesso dichiara:

 

"  Risulta difficile stabilire se questa leggera piega cartilaginea residua sia conseguenza di un insufficiente intervento correttivo o del trauma subito in data 6.2.”.

 

ACPR 1, messo a confronto con il certificato medico che indica delle escoriazioni al dorso della mano sinistra, ha comunque negato di aver tirato un pugno ad __________.

 

                                  e)   In considerazione delle contrastanti versioni delle parti, l’accertamento dei fatti è risultato, per la Corte, assai più laborioso. Detto che i riscontri oggettivi fanno, sia che sia, stato di una escoriazione al dorso della mano sinistra dell’accusatore privato, appare estremamente complicato dar peso ad una sola testimonianza, tanto più che il relativo verbale è infarcito di considerazioni e giudizi di valore che paiono trovare origine in deduzioni dell’interrogante, piuttosto che costituire rivelazioni spontanee della teste, e meglio di considerazioni inutilmente qualificative che finiscono per indebolire la forza stessa della testimonianza, tanto più che, come detto, i riscontri provano che ACPR 1 si è ferito alla nocca senza saper dare spiegazioni alla circostanza. Ferita che, secondo il corso ordinario delle cose, non può che essersi procurato colpendo l’antagonista.

Con il che, per la Corte, il tutto è da ricondurre ad una banalissima lite di posteggio, inutilmente inasprita da tutte le parti fino a culminare in una rissa dove un po’ tutti hanno menato le mani e dove ACPR 1 ha per finire avuto la peggio. Anche per questi fatti è pertanto stato ritenuto il reato di rissa.

 

                                   5.   Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale. L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

 

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

 

                                  a)   La colpa di IM 1 non può certo essere qualificata di lieve. Egli deve infatti rispondere di due risse. La prima è stata commessa prima dell’emissione del decreto di accusa con cui era stato condannato alla pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere di guisa che, da questo profilo, la pena si rivela aggiuntiva. La seconda invece è stata commessa nel periodo di prova della precedente condanna. Con il che la Corte ha ritenuto equo aggiungere quattro mesi alla pena pecuniaria per la prima rissa, giungendo gioco forza ad una pena detentiva di 14 mesi, aumentati a 16 per la seconda rissa. Circa la sospensione condizionale va detto che per l’art. 42 cpv. 2 CP “se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è stato condannato a una pena detentiva di almeno sei mesi, con o senza condizionale, o a una pena pecuniaria di almeno 180 aliquote giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli”. In realtà IM 1 non ha un lavoro ed ha delinquito nel periodo di prova, dimostrando una facilità preoccupante nel ledere più beni protetti. La prognosi è assai fumosa. Ciononostante la Corte non ha inteso dar prova di particolare severità, sospendendo parzialmente la pena nella misura di 10 mesi, nella convinzione che l’espiazione, quantunque nelle forme che l’autorità d’esecuzione riterrà più adeguate, possa finalmente farlo riflettere sulla gravità degli atti da lui commessi.

 

                                  b)   Diverso il discorso per IM 2. Egli è infatti un giovane incensurato che, nella scala delle responsabilità, giunge più in basso, tanto che i fatti avrebbero potuto essere giudicati con un decreto d’accusa comportanti una pena di 90 aliquote giornaliere. Sennonché la Corte si è chiesta quale sia in situazione del genere, la sanzione più efficace per la risocializzazione, inteso come effetto principale di prevenzione speciale, ed è giunta alla conclusione che il lavoro di pubblica utilità, piuttosto che la pena pecuniaria, è misura più efficace. Lo ha dunque condannato a 360 ore di LPU. La prognosi non essendo negativa, la pena è stata sospesa per due anni.

 

                                   6.   Quanto alle pretese dell’accusatore privato ACPR 2, è appena il caso di constatare come non abbia minimamente sostanziato le sue richieste, limitandosi a quantificarle senza tempestivamente produrre alcunché a sostegno. In siffatte evenienze la Corte non ha potuto fare altro che rinviarlo al foro civile.

 

                                   7.   I costi processuali, calcolati già tenendo conto dei parziali proscioglimenti, sono posti a carico degli imputati proporzionalmente alle loro rispettive colpe.

 

 


 

Visti gli artt.                     12, 37, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 133 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   IM 1 è autore colpevole di:

 

                               1.1.   rissa

per avere, a __________, presso l'esercizio pubblico Bar __________, il 12 aprile 2009, preso parte ad una rissa che ha avuto per conseguenza le lesioni di ACPR 2 attestate dal certificato medico del 17 settembre 2009;

 

                               1.2.   rissa

per avere, a __________, in via __________, il 6 febbraio 2010, preso parte ad una rissa che ha avuto per conseguenza le lesioni di ACPR 1 attestate dal certificato medico del 6 febbraio 2010;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (con la correzione di "aggressione" in "rissa") e precisato nei considerandi.

 

 

                                   2.   IM 2 è autore colpevole di:

 

rissa

per avere, a __________, presso l'esercizio pubblico Bar __________, il 12 aprile 2009, preso parte ad una rissa che ha avuto per conseguenza le lesioni di ACPR 2 attestate dal certificato medico del 17 settembre 2009;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (con la correzione di "aggressione" in "rissa") e precisato nei considerandi.

 

 

                                   3.   IM 1 è prosciolto dall’imputazione di aggressione.

 

                                   4.   IM 2 è prosciolto dall'imputazione di aggressione.

 

 

                                   5.   Di conseguenza,

 

                               5.1.   IM 1

 

è condannato:

 

                            5.1.1.   alla pena detentiva di 16 (sedici) mesi, a valere quale pena unica richiamata la sentenza del 18 maggio 2009 della Corte delle assise correzionali di Bellinzona, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                            5.1.2.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 10 (dieci) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

 

 

                               5.2.   IM 2

 

è condannato:

 

                            5.2.1.   a prestare 360 (trecentosessanta) ore di lavoro di pubblica utilità;

 

                            5.2.2.   al pagamento di una multa di CHF 500.-- (cinquecento), con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di 5 (cinque) giorni.

 

                            5.2.3.   L’esecuzione del lavoro di pubblica utilità è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).

 

 

                                   6.   L’accusatore privato ACPR 2 è rinviato al competente foro civile.

 

 

                                   7.   Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata.

 

 

                                   8.   La tassa di giustizia di CHF 600.-- (seicento) e i disborsi sono a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di 2/3 (due terzi) a carico di IM 1 e 1/3 (un terzo) a carico di IM 2.

 

 

                                   9.   Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.


 

Distinta spese:               Tassa di giustizia                                   fr.           600.--

                                         Inchiesta preliminare                             fr.           200.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.           180.--

                                                                 fr.           980.--

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a carico di IM 1 (2/3)

 

                                         Tassa di giustizia                                   fr.           400.--

Inchiesta preliminare                             fr.           133.33

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.           120.--

                                                                 fr.           653.33

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a carico di IM 2 (1/3)

 

                                         Tassa di giustizia                                   fr.           200.--

Inchiesta preliminare                             fr.              66.67

Spese postali,tel.,affr. in blocco           fr.              60.--

                                                                 fr.           326.67

                                                                 ============

 

 

 

 

 

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente                                                           Il vicecancelliere