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Incarto n. |
Lugano, 17 dicembre 2014 /md |
Sentenza In nome |
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La Corte delle assise correzionali di Lugano |
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composta da: |
giudice Amos Pagnamenta, Presidente |
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Sabrina Aldi, vicecancelliera |
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero Pubblico
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e in qualità di accusatore privato: |
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ACPR 1 |
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contro |
IM 1 rappresentato dall’avv. DUF 1
alias IM 1, nato il __________, cittadino __________, IM 1, nato il __________, cittadino __________,
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in carcerazione estradizionale dal 4 agosto 2014 al 14 ottobre 2014 (72 giorni); in carcerazione preventiva dal 15 ottobre 2014 al 7 novembre 2014 (27 giorni) in carcerazione di sicurezza dall’8 novembre 2014 |
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imputato, a norma dell'atto d'accusa 115/2014 del 7 novembre 2014 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di |
truffa
per avere,
nel periodo 19 – 27 ottobre 2011,
ad __________, __________, __________ e in altre imprecisate località,
presentandosi con le false generalità di __________ e agendo in correità con tale architetto __________ e con un’altra persona sconosciuta,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia i coniugi ACPR 1 e __________, nonché la loro figlia __________, affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore,
facendo credere loro di essere seriamente interessato all’acquisto della casa sita sul mappale no. ____ RFD di __________ di loro proprietà e da loro messa in vendita, proponendo loro nel contempo un’interessante e seria operazione di cambio valuta EURO/CHF, che loro accettarono, in particolare, in considerazione della fiducia riposta nell’imputato e nell’architetto __________, nonché nella convinzione di poter concludere la summenzionata compravendita,
inducendo in tal modo i coniugi ACPR 1 e __________ a consegnargli, il 27 ottobre 2011, a __________, la somma di CHF 100'000.- in contanti, a fronte della consegna di 187 banconote da EURO 500.-, risultate fasulle;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di luogo e di tempo;
reato previsto: dall’art. 146 cpv. 1 CP.
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 12:00.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: ripercorre i fatti oggetto dell’inchiesta precisando che questi non sono contestati e che configurano chiaramente il reato di truffa. Considerando la vita dell’imputato PP chiede una pena detentiva di 14 mesi che può essere posta beneficio della sospensione condizionale con un periodo di prova di 3 anni. Chiede che la richiesta di parte civile sia accolta;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: precisa che i fatti sono ammessi dall’imputato e che l’imputato ha consentito all’estradizione semplificata per risponderne. Il difensore solleva inoltre la questione della competenza delle autorità svizzera. La provenienza del denaro era italiana, l’imputato non è mai stato in Svizzera. Per quanto attiene al reato imputato, a mente della difesa non vi è l’elemento dell’inganno astuto. L’AP non poteva non avere qualche sospetto, infatti la stessa ha chiesto anche informazioni in banca e il funzionario l’ha messa in guardia. La stessa si è fatta allettare da un facile guadagno e ha accettato il rischio. Il ruolo dell’imputato era secondario. Ha ammesso di avere sbagliato, è dispiaciuto. L’imputato ha 4 figli che soffrono per l’assenza del padre. Non ha precedenti e la prognosi è favorevole. Pertanto, il difensore chiede una riduzione della pena e che questa sia posta al beneficio della sospensione condizionale. Chiede anche il rinvio al foro civile delle pretese dell’AP.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 146 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
alias IM 1,
1. è autore colpevole di:
truffa
per avere,
nel periodo 19 – 27 ottobre 2011, ad __________, __________, __________ e in altre imprecisate località, in correità con terze persone, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia i coniugi ACPR 1 e __________, inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio per la somma di CHF 100'000.-;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2. Di conseguenza,
IM 1 è condannato
alla pena detentiva di 12 (dodici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 3 (tre).
4. IM 1 è inoltre condannato a versare all’accusatore privato ACPR 1 fr. 100'000.- a titolo di risarcimento danni.
5. È ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro.
6. La tassa di giustizia di fr. 500.- (cinquecento) e le spese procedurali sono a carico del condannato.
7. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
7.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per 5'010.50 comprensiva di onorario e spese.
7.2. Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 5'010.50 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
Per la Corte delle assise correzionali
Il Presidente La vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 3'760.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 95.85
fr. 3'855.85
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