Incarto n.
72.2017.139

Lugano,

21 dicembre 2017/sg

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

La Corte delle assise criminali

 

 

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

 

GI 1, giudice a latere

GI 2, giudice a latere

 

Veronica Lipari, vicecancelliera

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale

Ministero pubblico

 

 

e in qualità di accusatori privati:

 

 

ACPR 1 

ACPR 2 

 

ACPR 3 

patrocinato dall’avv. RAAP 1

 

ACPR 4 

ACPR 5 

ACPR 6 

 

ACPR 7 

patrocinato dall’avv. RAAP 4

 

ACPR 8 

ACPR 9 

ACPR 10 

ACPR 11 

ACPR 12 

ACPR 13 

 

ACPR 14 

patrocinata dall’avv. RAAP 2

 

 

ACPR 15 

 

ACPR 16 

 

ACPR 17 

ACPR 18 

ACPR 19 

ACPR 20 

 

 

contro

IM 1

rappresentato dall’avv. DUF 1

 

in carcerazione preventiva dal 19 ottobre 2016 (294 giorni), in carcerazione di sicurezza dall’8 agosto 2017,

in anticipata espiazione di pena dal 10 ottobre 2017;

 

IM 2

rappresentato dall’avv. DUF 2

 

in carcerazione preventiva dal 28.6.2017 al 1.7.2017 (4 giorni);

 

 

imputati, a norma dell’atto d’accusa nr. 117/2018 dell’8.8.2017 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

 

 

IM 1

 

 

                                   1.   ripetuta truffa, consumata e tentata

qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito,

 

e meglio per avere

nel periodo febbraio 2015 – ottobre 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre località in Svizzera e all’estero,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in parte in correità con IM 2,

nonché in parte in correità con __________, __________, __________, __________ e __________ (contro i quali si procede separatamente),

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,

 

e meglio per avere

agendo sotto il paravento delle società __________ e __________, appositamente acquistate da IM 1 e IM 2 la prima e da IM 1, IM 2 e __________ la seconda, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________ prima e della __________ poi, sia per telefono che via e-mail o online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che le stesse avrebbero avuto breve durata e sarebbero state abbandonate non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la loro insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 453'936.90, rispettivamente tentando di indurle a consegnare merce a credito per almeno CHF 63'411.10,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti,

 

e meglio, per avere:

 

                               1.1.   nel corso del 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, nonché in altre imprecisate località in Svizzera e all’estero,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in parte in correità con IM 2,

nonché in parte in correità con __________ (contro il quale si procede separatamente),

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte, e meglio per avere

 

agendo sotto il paravento della società __________, appositamente acquistata da IM 1 e IM 2, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,

acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail ed online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbero avuto breve durata e sarebbe stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 295'786.30, rispettivamente tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 48'126.30,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti,

 

 

                            1.1.1.   nel maggio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con una o più persone non meglio identificate,

ripetutamente ingannato gli organi e/o collaboratori della ACPR 2, inoltrando per il tramite della ACPR 6, rivenditore di veicoli, due richieste di concessione di un finanziamento a favore della società __________, una per l’acquisto dell’autovettura Volkswagen Golf A7, no. matricola 318.862.606 e una per l’acquisto dell’autovettura Nissan Juke, no. matricola 323.627.125,

presentandosi in compagnia di una terza persona, rimasta ignota, la quale si è identificata, contrariamente al vero, quale socia e gerente della società, scegliendo l’imputato il tipo di veicolo e trattando le condizioni d’acquisto,

sottoscrivendo, ovvero facendo sottoscrivere, in data 12.06.2015 il contratto di leasing, falsificando o facendo falsificare la firma della socia e gerente della società,

permettendo, in tal modo, alla __________ di ottenere i suddetti veicoli, inducendo la società finanziatrice a finanziare l’acquisto per complessivi CHF 50'482.20,

sottacendo che la __________ aveva già la pregressa intenzione di non far fronte agli impegni finanziari intrapresi, considerato che unicamente la prima rata leasing è stata pagata alla consegna e che lo scoperto nei confronti della ACPR 2, ammonta a tutt’oggi a CHF 48'433.30,                 

ritenuto che la vettura Volkswagen Golf A7 è stata nel frattempo ritrovata in Spagna e recuperata dalla ACPR 2, e rivenduta al prezzo di CHF 10'000.00,

mentre la vettura Nissan Juke non è stata al momento recuperata;

 

                            1.1.2.   nel maggio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,

concluso, in almeno 7 circostanze, contratti di abbonamenti telefonici con la società ACPR 17 a nome della società __________, sottoscrivendo il relativo contratto in almeno 5 occasioni, producendo una delega falsa, da lui precedentemente allestita apponendo la firma di ACPR 4, socia e gerente della società,

già sapendo ab initio che non avrebbe fatto fronte agli addebiti, usufruendo dei servizi della società ACPR 17 senza alcuna controprestazione e acquisendo nel contempo gratuitamente 6 telefoni cellulari marca IPhone, da lui poi rivenduti a terze persone per un importo complessivo non meglio quantificato, accumulando uno scoperto nei confronti della società ACPR 17 di complessivi CHF 20'769.85;

 

                            1.1.3.   nel giugno 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima,

ottenuto delle tessere della società ACPR 16, impiegate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF 6'132.80, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                             1.1.4   nel periodo giugno i– luglio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando in almeno un’occasione il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società __________, __________, numerosi pneumatici di diversa grandezza, per un importo complessivo di CHF 41'403.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute; 

 

                            1.1.5.   nel periodo giugno – luglio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando in alcuni casi il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 14, diversi pneumatici per un valore complessivo di CHF 17'884.80, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

ritenuto come parte della merce, e meglio 2 (due) pneumatici da camion, sono stati recuperati presso l’abitazione di IM 1 in Italia ed è stata ordinata la restituzione al danneggiato;

 

                            1.1.6.   nel periodo giugno - agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando i falsi nominativi di __________, __________ e __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 20, diverso materiale per un importo complessivo di CHF 83'508.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

 

considerato che in data 13 giugno 2015 IM 2 ha consegnato ad un dipendente della ACPR 20 un importo di CHF 2'000.00 a seguito della richiesta di acconto, essendo la __________ una nuova cliente, rispettivamente in data 19 giugno 2015 è stata emessa una nota di credito di CHF 2'806.90 per della merce ritornata alla ACPR 20;

 

                            1.1.7.   nel periodo giugno – agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,    

allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima,

ottenuto due tessere della __________ utilizzate per rifornimenti di carburante e acquisti vari per un valore complessivo di CHF 16'465.15 (di cui CHF 23.75 per spese di richiamo), sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            1.1.8.   a far tempo da luglio 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,

allestendo una falsa richiesta datata 7 luglio 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima,

ottenuto tre tessere __________ per aziende dalla società __________, impiegate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF 9'851.05, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

 

                             1.1.9   nel periodo luglio – agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 10, materiale per un importo complessivo di CHF 3'917.40, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

nonché tentato di acquistare a credito materiale per un importo complessivo di CHF 45'319.40, non riuscendo nell’impresa in quanto si trattava di un importo troppo elevato per la prima comanda di un nuovo cliente;

 

                          1.1.10.   nel periodo luglio – agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società __________, diverso materiale per un importo complessivo di CHF 11'105.65, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                          1.1.11.   nel periodo giugno – settembre 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,

allestendo una falsa richiesta datata 23 giugno 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima

ottenuto due tessere della ACPR 11, impiegate per rifornimenti di carburante e altri acquisti per un valore complessivo di CHF 4'808.75, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                          1.1.12.   nel periodo luglio – settembre 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,

acquistato a credito dalla società __________, 218.24 tonnellate di blocchetti “quaderstein” (blocchi di sasso) per un valore complessivo di CHF 30'822.10, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                          1.1.13.   a far tempo dal mese di agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con __________,

utilizzando il falso nome __________, acquistato a credito dalla società __________, un centrafari con visore laser e puntamento laser, per la somma di CHF 682.55, sottacendo che la fattura sarebbe rimasta insoluta;

 

                               1.2.   nel corso del 2016,

__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, nonché in altre località in Svizzera e all’estero,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in parte in correità con IM 2

nonché in parte con __________, __________, __________, __________ (contro i quali si procede separatamente),

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,

 

e meglio per avere

agendo sotto il paravento della società __________, appositamente acquistata da IM 1, IM 2 e __________, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________, __________ e __________,

acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail o online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbe avuto breve durata e sarebbe stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 158'150.60, rispettivamente tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 15'284.80,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi ignoti,

 

e meglio per avere

 

                            1.2.1.   nel periodo febbraio – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 15, un verricello Perzel FSW 85H 8,5 T, comprendente di accessori, per la somma di CHF 9'700.00, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;

 

                            1.2.2.   nel marzo 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 2 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 19, una cisterna (uni-tank 1000 l) e un muletto elettrico Handgeführter hochebender Wagen, per complessivi CHF 9'223.20, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

ritenuto come parte della merce, e meglio la cisterna, è stata recuperata presso l’abitazione di IM 1 in Italia ed è stata ordinata la restituzione al danneggiato;

 

                            1.2.3.   nel periodo marzo – aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 9, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 2'686.55, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

nonché tentando di acquistare ulteriore merce a credito per la somma complessiva di CHF 1'490.40, ritenuto inoltre come un’ulteriore ordinazione del 2 aprile 2016, per un importo non meglio quantificato, effettuata direttamente presso la sede non si è concretizzata, in quanto la parte danneggiata ha richiesto il pagamento delle forniture precedenti prima di procedere alla consegna dell’oggetto;

 

                            1.2.4.   nel periodo marzo – aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando i falsi nominativi di __________, __________ e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 1, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 13'510.50, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio una idropulitrice HDS 7/16C e una fresaneve ST268EPT HUSQVARNA CV.9, è stata recuperata presso un magazzino in uso a __________ ed è stata proposta la restituzione al danneggiato;

 

                            1.2.5.   nel periodo marzo – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando il falso nominativo di __________,

ottenuto, consegnando falsa documentazione, segnatamente un estratto dell’ufficio esecuzioni relativo alla società __________ falso, due carte carburante della ACPR 8, utilizzate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF 23'667.65, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            1.2.6.   nel periodo marzo – aprile 2016,

ad __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 5, materiale, segnatamente quantitativi di olio e grassi, per la somma complessiva di CHF 21'529.85, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio un bidone da 180 kg di olio BISON ADC-X SAE 10W-40, un bidone da 180 kg di olio GEAR UNIVERSAL SAE 80W-90, due fusti da 60 litri Antigelo G30, un fusto da 60 litri Antigelo 30, un fusto da 60 litri olio idraulico Biosynt ISO VG46 e un fusto da 60 litri olio cambio Elephant gear 75/90, è stata recuperata presso IM 2 e restituita al danneggiato;

 

                            1.2.7.   nel mese di aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società __________, materiale per la somma complessiva di CHF 3'057.90, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;

 

                            1.2.8.   nel periodo aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 13, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 1'317.60, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

nonché tentando di acquistare ulteriore merce a credito per la somma complessiva di CHF 13'794.40;

 

                            1.2.9.   nel periodo aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nominativo di __________,

fatto credere, contrariamente al vero, che la società __________ necessitava con urgenza di personale da impiegare, proponendo alla società di collocamento ACPR 18, la persona del suo conoscente __________, inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di lavoro tra quest’ultimo e la società di collocamento, presentando di seguito i conteggi/bollettini delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate, permettendo a __________ di percepire dalla società di collocamento lo stipendio, omettendo in seguito, come pianificato dall’inizio, di pagare a quest’ultima le relative fatture per la fornitura del personale a prestito, per complessivi CHF 6'476.20;

 

                          1.2.10.   nel periodo aprile – maggio 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 12, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 1'442.05, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                          1.2.11.   nel periodo aprile – maggio 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con __________ (contro la quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nominativo di __________,

fatto credere, contrariamente al vero, che la società __________ necessitava con urgenza di personale da impiegare, proponendo alla società di collocamento __________ la persona della sua conoscente __________, inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di lavoro tra quest’ultima e la società di collocamento, presentando di seguito i conteggi/bollettini delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate, permettendo ad __________ di percepire dalla società di collocamento lo stipendio, omettendo in seguito, come pianificato dall’inizio, di pagare a quest’ultima le relative fatture per la fornitura del personale a prestito, per complessivi CHF 1'237.15;

 

                          1.2.12.   nel periodo aprile – maggio 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nominativo di __________,

fatto credere, contrariamente al vero, che la società __________ necessitava con urgenza di personale da impiegare, proponendo alla società di collocamento __________, la persona del suo conoscente __________, inducendo in tal modo la conclusione di un contratto di lavoro tra quest’ultimo e la società di collocamento, presentando di seguito i conteggi/bollettini delle ore lavorative svolte, in realtà mai effettuate, permettendo a __________ di percepire dalla società di collocamento lo stipendio, omettendo in seguito, come pianificato dall’inizio, di pagare a quest’ultima le relative fatture per la fornitura del personale a prestito, per complessivi  CHF 5'700.90;

 

                          1.2.13.   nel periodo aprile – ottobre 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 2 e __________,

utilizzando il falso nome di __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 7, materiale, segnatamente sassi da muro, per la somma complessiva di CHF 58'324.15, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio circa 25 tonnellate, sono state recuperate e restituite da IM 2 su richiesta della ACPR 7 a seguito delle fatture scoperte,

mentre parte della stessa (in ragione di circa 300 tonnellate) è stata rivenduta da IM 2 alla società __________, nel periodo agosto 2016 – dicembre 2016, contro pagamento di un importo complessivo di almeno CHF 32'555.28;

 

                          1.2.14.   nel periodo maggio 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

utilizzando il falso nome di __________,

acquistato a credito dalla società __________, materiale per la somma complessiva di CHF 276.90, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

ritenuto come la merce non ha potuto essere consegnata all’indirizzo della società, essendovi unicamente una casella postale, e nessuno ha provveduto al ritiro della stessa, che quindi è stata ritornata alla venditrice;

 

 

                                   2.   ripetuta truffa, tentata

per avere,

nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________Viconago ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente tentato di ingannare con astuzia organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento, affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore, inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare,

sottacendo, contrariamente al contenuto del contratto stipulato, che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato, considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata smontata e sostituita con una di valore nettamente inferiore,

tentando di indurli in tal modo a finanziare l’acquisto,

tentando quindi di danneggiare in tal modo il patrimonio degli istituti di finanziamento, rispettivamente tentando di mettere così in pericolo, perlomeno temporaneo, tale patrimonio, considerato che questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa CHF 225'000.00, ignari del fatto che la loro valutazione sarebbe stata fondata su dati non corretti,

 

e meglio per avere,

 

                               2.1.   nel corso del mese di marzo 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

inoltrato alla società __________, una richiesta di concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM 2), sottoscrivendo, falsificando la firma di ACPR 4, la richiesta di finanziamento,

sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti da utilizzare per spese personali,

ritenuto che il finanziamento non è stato concesso, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

                               2.2.   nel periodo marzo/aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

inoltrato alla società __________ una richiesta di concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM 2),

sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti da utilizzare per spese personali,

ritenuto che il finanziamento non è stato concesso, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

 

                                   3.   ripetuta bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro veste di organi di fatto delle società __________ e __________, ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori, l’attivo delle società, distraendo valori patrimoniali di spettanza delle stesse,

 

e meglio per avere,

 

                               3.1.   nel periodo maggio 2015 – settembre 2015,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro veste di organi di fatto della società __________,

distratto beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di materiale ordinato a nome della società,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori,

 

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal 9 marzo 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del 8 marzo 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data 16 agosto 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

                               3.2.   nel periodo marzo 2016 – fine 2016,

ad __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro veste di organi di fatto della società __________,

distratto beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di materiale ordinato a nome della società,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori,

 

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

 

ALTERNATIVAMENTE

 

                                   3.   ripetuta cattiva gestione

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro qualità di organi di fatto delle società,

a causa di cattiva gestione, in particolare a causa di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite,

 

e meglio per avere,

 

                               3.1.   nel periodo maggio 2015 – settembre 2015,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro qualità di organi di fatto delle società __________,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei alla società,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

                               3.2.   nel periodo marzo 2016 – fine 2016,

ad __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 2,

nella loro qualità di organi di fatto della società __________,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei alla società,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

 

                                   4.   falsità in documenti

per avere

nel periodo marzo 2015 – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

agendo in parte in correità con IM 2,

nonché in parte in correità con __________, __________, __________, __________ (contro i quali si procede separatamente),

alfine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 1 e 2,

formato documenti falsi e attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì uso a scopo d’inganno,

 

e meglio per avere,

 

                               4.1.   nel mese di marzo 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto di padroncino per __________” datato 31 marzo 2015, attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 2;

 

                               4.2.   nel periodo marzo - aprile 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto di collaborazione come padroncino con autoarticolato” datato 4 aprile 2015, attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 2;

 

                               4.3.   nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

allestito a nome __________ una richiesta di finanziamento indirizzata alla __________, per l’acquisto del trattore a sella Renualt Magnum, di proprietà di IM 2, falsificando o facendo falsificare la firma della gerente della società e meglio di ACPR 4;

 

                               4.4.   nel corso del mese di maggio 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

allestito una falsa delega, datata 7 maggio 2015, a suo favore, falsificando la firma di ACPR 4, gerente della __________,

facendo uso a scopo d’inganno di tale documento, utilizzandolo per sottoscrivere degli abbonamenti telefonici con la compagnia telefonica ACPR 17 a nome della __________, ottenendo in tal modo degli apparecchi telefonici gratuiti, da lui poi rivenduti, perpetrando le truffe di cui al punto sub. 1.1.2;

 

                               4.5.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

sottoscritto o fatto sottoscrivere il contratto di leasing C, il verbale di consegna e il documento “determinazione dell’avente diritto economico”, datati 12 giugno 2015, concernenti il veicolo VW Golf 1.4 TFSI DSG, no. matricola 318.862.606, falsificando la firma di ACPR 4;

 

                               4.6.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

sottoscritto o fatto sottoscrivere il contratto di leasing C, il verbale di consegna e il documento “determinazione dell’avente diritto economico”, datati 12 giugno 2015, concernenti il veicolo Nissan Juke, no. matricola 323.627.125, falsificando la firma di ACPR 4;

 

                               4.7.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

allestito in data 25 giugno 2015 il “modulo di richiesta della carta per aziende e flotte aziendali” della ACPR 16, falsificando la firma di ACPR 4 e fatto uso, a scopo d’inganno, di tale documento, trasmettendolo alla ACPR 16, permettendogli di ottenere in tal modo 3 carte utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.3.;

 

                               4.8.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

sottoscritto il formulario “domanda di carte per ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere che lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificando la firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.7.;

 

                               4.9.   nel luglio 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

sottoscritto il modulo “richiesta per aziende” indirizzato alla __________, __________, datato 7 luglio 2015, falsificando la firma di ACPR 4, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere __________ per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.8.;

 

                             4.10.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

sottoscritto il formulario “domanda di carte per ditte” indirizzato alla ACPR 11, datato 23 giugno 2015, facendo credere che lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificandone la firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla ACPR 11, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.1.11;

 

                             4.11.   nel corso del mese di agosto 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

allestito un falso contratto di vendita datato 8 maggio 2015, dal quale risultava, contrariamente al vero, che IM 1 aveva venduto la società __________ a __________, __________ e __________, persone inesistenti, mentre in realtà la società continuava ad essere utilizzata da lui e IM 2,

facendo uso a scopo d’inganno di tale documento, trasmettendolo o facendolo trasmettere alla società ACPR 2, alfine di far credere che i contratti leasing erano stati stipulati da queste persone e che pertanto erano le stesse in arretrato con i pagamenti delle relative rate, rispettivamente tramettendolo o facendolo trasmettere all’Ufficio esecuzioni alfine di dimostrare che la società non era più a loro riconducibile;

 

                             4.12.   nel corso del mese di marzo 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

sottoscritto il modulo “richiesta tessera a credito” indirizzato alla ACPR 1, datato 3 marzo 2016, falsificando la firma dell’amministratore unico, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla ACPR 1, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere per acquisti a credito a nome della società, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.2.4.;

 

                             4.13.   nel corso del mese di marzo 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 2,

allestito o fatto allestire l’estratto dell’Ufficio delle esecuzioni della società __________, che attestava, contrariamente al vero, che la società non aveva esecuzioni in corso,

facendone poi uso, a scopo d’inganno, consegnandolo o facendolo consegnare alla società ACPR 8, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 1.2.5.;

 

                             4.14.   nel corso del mese di aprile 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con __________ (contro il quale si procede separatamente),

falsificato la firma dell’avente diritto della società __________ apponendola sul contratto di fornitura di personale a prestito datato 8 aprile 2016 stipulato con la ACPR 18,

documento poi inviato, a scopo d’inganno, alla società di collocamento al fine di ottenere il versamento dello stipendio a favore di __________ e quindi utilizzato per commettere le truffe di cui al punto 1.2.9.;

 

 

                                   5.   denuncia mendace

per avere,

nel corso del mese di novembre 2016,

a __________ e a __________,

in uno scritto indirizzato ad un Procuratore Pubblico e successivamente a margine di un verbale d’interrogatorio in Polizia, alla presenza del suo difensore, denunciato all’autorità come colpevole di un crimine o di un delitto una persona che egli sa innocente, per provocare contro di essa un procedimento penale,

 

e meglio per avere denunciato falsamente l’ispettore __________, ACPR 3, benché lo sapesse innocente, per provocare contro di esso un procedimento penale, dichiarando, contrariamente al vero, che lo stesso gli aveva chiesto, per il tramite di __________, il versamento direttamente a lui di un importo a contanti di CHF 10'000.00 allo scopo di archiviare il procedimento penale avviato nei suoi confronti, rispettivamente per coprire i costi dell’inchiesta;

 

 

                                   6.   sottrazione di cose requisite o sequestrate

per avere,

a __________,

in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012,

sottratto cose sequestrate dall’Autorità,

 

e meglio per avere

sottratto la pala gommata LIEBHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto di sequestro nell’ambito del verbale d’interrogatorio di __________ di data 19 agosto 2009 (INC.2009.3846), oggetto che sapeva essere sotto sequestro da parte dell’autorità, considerato che ne era stato reso edotto nell’ambito di un verbale d’interrogatorio a cui era stato sottoposto e meglio nel corso del suo verbale d’interrogatorio del 23 febbraio 2012 nell’ambito dell’INC.2009.3846,

considerato che egli ha poi proceduto a vendere il suddetto veicolo a tale __________ in data 31 agosto 2012;

 

 

                                         SUBORDINATAMENTE

 

                                   6.   furto

per avere,

in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012,

a __________

a scopo di procacciarsi un indebito profitto,

sottratto, al fine di appropriarsene, una cosa mobile altrui,

e meglio per avere,

sottratto la pala gommata LIEBEHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto di sequestro di data 19 agosto 2009, depositato presso __________;

 

 

IM 2

 

 

                                   7.   ripetuta truffa, consumata e tentata

qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito

 

e meglio per avere

nel periodo febbraio 2015 – dicembre 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ ed in altre imprecisate località svizzere e italiane,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in correità con IM 1 ed in parte con __________ (contro il quale si procede separatamente),

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,

 

e meglio per avere

agendo sotto il paravento delle società __________ e __________, appositamente acquistate da IM 1 e IM 2 la prima e da IM 1, IM 2 e __________ la seconda, nonché presentandosi IM 1 e l’imputato, nell’ambito delle trattative, sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, o affermando l’imputato di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto della società,

acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________ prima e della __________ poi, sia per telefono che via e-mail o online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che le stesse avrebbero avuto breve durata e sarebbe state abbandonate non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la loro insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 350'435.05, rispettivamente tentando di indurre in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 61'920.70,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti,

 

e meglio, per avere:

 

                               7.1.   nel corso del 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, nonché in altre imprecisate località in Svizzera e all’estero,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in correità con IM 1,

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,

 

e meglio per avere

agendo sotto il paravento della società __________, appositamente acquistata da IM 1 e IM 2, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative IM 1 e l’imputato sotto false generalità, segnatamente quelle di M. __________, __________, __________, __________, Marco __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, o affermando l’imputato di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto della società

acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail ed online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità, o affermando di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto della società,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbero avuto breve durata e sarebbero stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 208'662.15, rispettivamente tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 48'126.30,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti,

 

e meglio per avere,

 

                            7.1.1.   nel periodo giugno – luglio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando in almeno un’occasione il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società __________, numerosi pneumatici di diversa grandezza, per un importo complessivo di CHF 41'403.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute; 

 

                            7.1.2.   nel periodo giugno – luglio 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando in alcuni casi il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 14, diversi pneumatici per un valore complessivo di CHF 17'884.80, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

ritenuto come parte della merce, e meglio 2 (due) pneumatici da camion, sono stati recuperati presso l’abitazione di IM 1 ed è stata ordinata la restituzione al danneggiato;

 

                            7.1.3.   nel periodo giugno - agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località della Svizzera e dell’Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando i falsi nominativi di __________, __________ e __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 20, diverso materiale per un importo complessivo di CHF 83'508.95, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

 

considerato che in data 13 giugno 2015 IM 2 ha consegnato ad un dipendente della ACPR 20 un importo di CHF 2'000.00 a seguito della richiesta di acconto, essendo la __________ una nuova cliente, rispettivamente in data 19 giugno 2015 è stata emessa una nota di credito di CHF 2'806.90 per della merce ritornata alla ACPR 20;

 

                            7.1.4.   nel periodo giugno – agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,    

allestendo una falsa richiesta datata 25 giugno 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima,

ottenuto due tessere della __________ utilizzate per rifornimenti di carburante e acquisti vari per un valore complessivo di CHF 16'465.15 (di cui CHF 23.75 per spese di richiamo), sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            7.1.5.   a far tempo da luglio 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,

allestendo una falsa richiesta datata 7 luglio 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima,

ottenuto tre tessere __________ per aziende dalla società __________, impiegate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF 9'851.05, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            7.1.6.   nel periodo luglio – agosto 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 10, materiale per un importo complessivo di CHF 3'917.40, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

nonché tentato di acquistare a credito materiale per un importo complessivo di CHF 45'319.40, non riuscendo nell’impresa in quanto si trattava di un importo troppo elevato per la prima comanda di un nuovo cliente;

 

                            7.1.7.   nel periodo giugno – settembre 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,

allestendo una falsa richiesta datata 23 giugno 2015, millantando che la stessa proveniva dalla socia e gerente ACPR 4, falsificando la firma di quest’ultima

ottenuto due tessere della __________, impiegate per rifornimenti di carburante e altri acquisti per un valore complessivo di CHF 4'808.75, sottacendo che tali fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            7.1.8.   nel periodo luglio – settembre 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________,

acquistato a credito dalla società __________, 218.24 tonnellate di blocchetti “quaderstein” (blocchi di sasso) per un valore complessivo di CHF 30'822.10, sottacendo il fatto che tali fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                               7.2.   nel corso del 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,

agendo in correità con IM 1 ed in parte con __________ (contro il quale si procede separatamente),

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, affermando cose false e dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendoli o tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio di tali ditte,

 

e meglio per avere

agendo sotto il paravento della società __________, appositamente acquistata da IM 1, IM 2 e __________, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità, segnatamente quelle di __________, __________, __________, __________, __________ e __________, o affermando l’imputato di essere semplicemente stato ingaggiato quale __________ per conto della società,

acquistato o tentato di acquistare a credito merce varia da diverse ditte, trattando l’acquisto a nome della __________, sia per telefono che via e-mail o online, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con i suddetti falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di ottemperare ai contratti ovvero di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che la società non aveva mezzi propri per effettuare tali pagamenti e che la stessa avrebbe avuto breve durata e sarebbe stata abbandonata non appena raggiunti gli scopi illeciti, comunque prima che la sua insolvenza potesse essere rilevata da terzi,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 141'772.90, rispettivamente tentando di indurre le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per almeno CHF 13'794.40,

merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi ignoti,

 

e meglio per avere

 

                            7.2.1.   nel periodo febbraio – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 15, un verricello Perzel FSW 85H 8,5 T, comprendente di accessori, per la somma di CHF 9'700.00, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;

 

                            7.2.2.   nel marzo 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera e in Italia,

in correità con IM 1 e __________,

utilizzando il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 19, una cisterna (uni-tank 1000 l) per la somma di CHF 2'106.00 e un muletto elettrico Handgeführter hochebender Wagen), per la somma di CHF 7'117.20, per complessivi CHF 9'223.20, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta,

ritenuto come parte della merce, e meglio la cisterna, è stata recuperata presso l’abitazione di IM 1 in Italia ed è stata ordinata la restituzione al danneggiato;

 

                            7.2.3.   nel periodo marzo – aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando i falsi nominativi di __________, __________ e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 1, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 13'510.50, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio una idropulitrice HDS 7/16C e una fresaneve ST268EPT HUSQVARNA CV.9, è stata recuperata presso un magazzino in uso a __________ ed è stata proposta la restituzione al danneggiato;

 

                            7.2.4.   nel periodo marzo – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando il falso nominativo di __________,

ottenuto, consegnando falsa documentazione, segnatamente un estratto dell’ufficio esecuzioni relativo alla società __________ falso, due carte carburante della ACPR 8, utilizzate per rifornimenti di carburante per un valore complessivo di CHF 23'667.65, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            7.2.5.   nel periodo marzo – aprile 2016,

ad __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 5, materiale, segnatamente quantitativi di olio e grassi, per la somma complessiva di CHF 21'529.85, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio un bidone da 180 kg di olio BISON ADC-X SAE 10W-40, un bidone da 180 kg di olio GEAR UNIVERSAL SAE 80W-90, due fusti da 60 litri Antigelo G30, un fusto da 60 litri Antigelo 30, un fusto da 60 litri olio idraulico Biosynt ISO VG46 e un fusto da 60 litri olio cambio Elephant gear 75/90, è stata recuperata presso IM 2 e restituita al danneggiato;

 

                            7.2.6.   nel mese di aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando il falso nominativo di __________,

acquistato a credito dalla società __________, materiale per la somma complessiva di CHF 3'057.90, sottacendo il fatto che la fattura sarebbe rimasta insoluta;

 

                            7.2.7.   nel periodo aprile 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando il falso nominativo di __________, acquistato a credito dalla società ACPR 13, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 1'317.60, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

nonché tentando di acquistare ulteriore merce a credito per la somma complessiva di CHF 13'794.40;

 

                            7.2.8.   nel periodo aprile – maggio 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1,

utilizzando i falsi nominativi di __________ e __________, acquistato a credito dalla società ACPR 12, diverso materiale per la somma complessiva di CHF 1'442.05, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute;

 

                            7.2.9.   nel periodo aprile – dicembre 2016,

ad __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località in Svizzera ed in Italia,

in correità con IM 1 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

utilizzando il falso nome di __________,

acquistato a credito dalla società ACPR 7, materiale, segnatamente sassi da muro, per la somma complessiva di CHF 58'324.15, sottacendo il fatto che le fatture sarebbero rimaste insolute,

ritenuto come parte della merce, e meglio circa 25 tonnellate, sono state recuperate e restituite da IM 2 su richiesta della ACPR 7 a seguito delle fatture scoperte,

mentre parte della stessa (in ragione di circa 300 tonnellate) è stata rivenduta da IM 2 alla società __________, nel periodo agosto 2016 – dicembre 2016, contro pagamento di un importo complessivo di almeno CHF 32'555.28;

 

 

                                   8.   ripetuta truffa, consumata e tentata

per avere,

nel periodo marzo – giugno 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________Viconago ed in altre imprecisate località,

in parte in correità con IM 1,

alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente ingannato con astuzia organi e/o collaboratori della cassa malati __________, nonché tentato di ingannare, con astuzia organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento,

affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore,

inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio della cassa malati __________ e tentando di indurli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio delle società di finanziamento,

 

e meglio per avere,

 

                               8.1.   nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

ripetutamente tentato di ingannare con astuzia organi e/o collaboratori di varie compagnie di finanziamento,

affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure confermandone subdolamente l’errore,

inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare,

sottacendo, contrariamente al contenuto del contratto stipulato, che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato, considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata smontata e sostituita con una di valore nettamente inferiore,

tentando di indurli in tal modo a finanziare l’acquisto,

tentando quindi di danneggiare in tal modo il patrimonio degli istituti di finanziamento, rispettivamente tentando di mettere così in pericolo, perlomeno temporaneo, tale patrimonio, considerato che questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa CHF 225'000.00, ignari del fatto che la loro valutazione sarebbe stata fondata su dati non corretti,

 

e meglio per avere,

 

                            8.1.1.   nel corso del mese di marzo 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

inoltrato alla società __________, una richiesta di concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM 2), sottoscrivendo, falsificando la firma di ACPR 4, la richiesta di finanziamento,

sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti da utilizzare per spese personali,

ritenuto che il finanziamento non è stato concesso, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

                            8.1.2.   nel periodo marzo/aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

inoltrato alla società __________ una richiesta di concessione di finanziamento a favore della __________ per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, matricola no. 327.238.978 (di proprietà di IM 2),

sottacendo il fatto che tale richiesta si basava su dati non corretti, considerato che il valore del trattore a sella era stato aumentato, alfine di permettere a IM 1 e IM 2 di ottenere un importo a contanti da utilizzare per spese personali,

ritenuto che il finanziamento non è stato concesso, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

                               8.2.   nel periodo giugno 2015 – aprile 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

notificato in più occasioni all’assicurazione __________ la propria inabilità lavorativa, trasmettendo diversi certificati medici che lo dichiaravano inabile al lavoro al 100%, inducendo così i funzionari dell’assicurazione a versare un’indennità in realtà non dovuta, considerato che è emerso che nei periodi di asserita incapacità lavorativa IM 2 ha comunque continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni in qualità di __________,

inducendo la __________ a versargli indebitamente a titolo di indennità giornaliere complessivamente CHF 71'250.00,

considerato che nel frattempo l’imputato ha risarcito la cassa malati dell’importo di CHF 30'250.00 come richiesto da quest’ultima, la quale si è dichiarata tacitata;

 

 

                                   9.   ripetuta bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro veste di organi di fatto delle società __________ e __________, ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori, l’attivo delle società, distraendo valori patrimoniali di spettanza delle stesse,

 

e meglio per avere,

 

                               9.1.   nel periodo maggio 2015 – settembre 2015,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro veste di organi di fatto della società __________,

distratto beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di materiale ordinato a nome della società,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori,

 

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal 9 marzo 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del 8 marzo 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data 16 agosto 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

                               9.2.   nel periodo marzo – fine 2016,

ad __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro veste di organi di fatto della società __________,

distratto beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, pari almeno all’importo ottenuto grazie alla vendita di materiale ordinato a nome della società,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori,

 

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

 

ALTERNATIVAMENTE

 

                                   9.   ripetuta cattiva gestione

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro qualità di organi di fatto delle società,

a causa di cattiva gestione, in particolare a causa di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite,

 

e meglio per avere,

 

                               9.1.   nel periodo maggio 2015 – settembre 2015,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro qualità di organi di fatto delle società __________,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei alla società,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 244'633.45, mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 122'706.00, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

                               9.2.   nel periodo marzo 2016 – fine 2016,

ad __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

in correità con IM 1,

nella loro qualità di organi di fatto della società __________,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività sociale e pertanto di spettanza della società stessa, per un valore complessivo non meglio quantificato, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei alla società,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della società, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal __________ 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del __________ 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 91'041.92 mentre in data __________ 2016 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione in via di fallimento, sospesa poi per mancanza di attivo, crediti per un importo complessivo di CHF 10'167.90, considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di liquidazione;

 

 

                                10.   falsità in documenti

per avere

nel periodo marzo 2015 – marzo 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

agendo in correità con IM 1

ed in parte in correità con __________, __________ e __________ (contro i quali si procede separatamente),

alfine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 7 e 8,

formato documenti falsi e attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì uso a scopo d’inganno,

 

e meglio per avere,

 

                             10.1.   nel mese di marzo 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto di padroncino per __________” datato 31 marzo 2015, attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 8.1.;

 

                             10.2.   nel periodo marzo - aprile 2015,

a __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1 e __________ (contro il quale si procede separatamente),

fatto allestire da quest’ultimo un falso “contratto di collaborazione come padroncino con __________” datato 4 aprile 2015, attestante un’attività lavorativa inesistente tra la società __________, e IM 2, facendone poi uso a scopo d’inganno e meglio trasmettendo il suddetto documento alle società di finanziamento alfine di confermare un’attività nell’ambito dei __________ a garanzia della richiesta di finanziamento per l’acquisto del trattore a sella Renault Magnum, perpetrando in questo modo le tentate truffe di cui al punto 8.1.;

 

                             10.3.   nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

allestito a nome __________ una richiesta di finanziamento indirizzata alla __________, per l’acquisto del trattore a sella Renualt Magnum, di proprietà di IM 2, falsificando o facendo falsificare la firma della gerente della società e meglio di ACPR 4;

 

                             10.4.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

sottoscritto il formulario “domanda di carte per ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere che lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificando la firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.4.;

 

                             10.5.   nel luglio 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

sottoscritto il modulo “richiesta per aziende” indirizzato alla __________, __________, datato 7 luglio 2015, falsificando la firma di ACPR 4, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere __________ per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.5.;

 

                             10.6.   nel giugno 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

sottoscritto il formulario “domanda di carte per ditte” indirizzato alla __________, datato 23 giugno 2015, facendo credere che lo stesso era stato firmato da ACPR 4, gerente della società, falsificandone la firma e facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla __________, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.1.7.;

 

                             10.7.   nel corso del mese di agosto 2015,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

allestito un falso contratto di vendita datato 8 maggio 2015, dal quale risultava, contrariamente al vero, che IM 1 aveva venduto la società __________ a __________, __________ e __________, persone inesistenti, mentre in realtà la società continuava ad essere utilizzata da lui e IM 1,

facendo uso a scopo d’inganno di tale documento, trasmettendolo o facendolo trasmettere alla società ACPR 2, alfine di far credere che i contratti leasing erano stati stipulati da queste persone e che pertanto erano le stesse in arretrato con i pagamenti delle relative rate, rispettivamente tramettendolo o facendolo trasmettere all’Ufficio esecuzioni alfine di dimostrare che la società non era più a loro riconducibile;

                                       

                             10.8.   nel corso del mese di marzo 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1 e __________,

sottoscritto il modulo “richiesta tessera a credito” indirizzato alla ACPR 1, datato 3 marzo 2016, falsificando la firma dell’amministratore unico, facendone poi uso, a scopo d’inganno, trasmettendolo alla ACPR 1, permettendogli in tal modo di ottenere 3 tessere per acquisti a credito a nome della società, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.2.3.;

 

                             10.9.   nel corso del mese di marzo 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

in correità con IM 1,

allestito o fatto allestire l’estratto dell’Ufficio delle esecuzioni della società __________, che attestava, contrariamente al vero, che la società non aveva esecuzioni in corso,

facendone poi uso, a scopo d’inganno, consegnandolo o facendolo consegnare alla società ACPR 8, permettendogli in tal modo di ottenere 2 tessere per il rifornimento di carburante, utilizzate poi per commettere le truffe di cui al punto 7.2.4.;

 

 

                                11.   riciclaggio di denaro

per avere,

a far tempo da ottobre 2016,

a __________ e __________,

compiuto atti suscettibili di vanificare il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo che provenivano da un crimine,

e meglio per avere, temendo che venissero sequestrati dalle Autorità gli indebiti profitti da lui conseguiti con le truffe commesse effettuando acquisti a credito con le società __________ e __________, prelevato in più occasioni denaro a contanti dal conto no. __________ della ditta individuale __________ acceso presso __________, tentato di vanificare il ritrovamento e la confisca di parte del provento delle truffe di cui al punto precedente,

e meglio per essere riuscito a prelevare almeno CHF 125'000.00 a contanti, nascondendo tale denaro in una cassetta di metallo da lui interrata nella proprietà dei propri genitori a __________;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli artt. 139, 146 cpv. 1 e 2, 163 cifra 1, 165 cifra 1, 251 cifra 1, 289, 303 e 305bis CP;

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

                                     -   l’imputato IM 2, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 2;

                                     -   l’avv. RAAP 4, patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 7.

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35 alle 17:00.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

si tratta sostanzialmente di truffe al credito. L’inchiesta è stata complessa a causa del numero di imputati, del numero delle operazioni illecite commesse, come pure del loro atteggiamento nel corso di tutta l’istruttoria. I fatti hanno avuto anche dei risvolti internazionali colpendo diverse persone, tra cui anche delle piccole ditte che a seguito di questi reati rischiano il fallimento. Ripercorre l’avvio delle inchieste, descrive le denunce del sig. __________ per __________ e della ACPR 8 per la __________. Per entrambe le società, i nomi degli imputati non figurano a RC. Inizialmente i due procedimenti furono trattati separatamente, non essendovi chiari indizi del fatto che vi fossero dei legami. Dopo che la __________ fu dichiarata fallita, la Polizia è riuscita a risalire fino a IM 1, nonostante egli avesse interposto fra le persone giuridiche e la sua persona diversi nominativi inventati e soggetti che non c’entravano niente. Emerse inoltre il ruolo attivo di IM 2, che si sarebbe presentato più volte presso delle società venditrici qualificandosi quale __________ della __________ per ordinare/ritirare della merce. Emergono le modalità operative messe in atto, l’uso di nominativi falsi, l’ordinazione di merce presso fornitori della Svizzera interna, il mancato pagamento della merce messo in conto fin dall’inizio. La __________ ha continuato l’attività della __________ ormai sull’orlo del fallimento. Gli imputati hanno mentito sull’arco di quasi tutta l’inchiesta e hanno inquinato le prove finché è stato loro possibile. I due hanno in particolare concordato una versione comune dei fatti da riportare agli inquirenti, IM 2 inoltre violando le misure sostitutive dell’arresto. Ripercorrendo le circostanze dell’arresto di IM 1, rileva che egli ha scaricato tutta la sua responsabilità su terzi inventati. Il suo comportamento processuale è stato defatigatorio, fino a scrivere numerose lettere all’attenzione dei magistrati, arrivando addirittura a proferire malcelate minacce. La versione dei fatti concordata fra gli imputati è stata mantenuta quasi fino a fine inchiesta. Questa mancata collaborazione ha complicato non di poco l’accertamento dei fatti, ciononostante gli inquirenti sono riusciti a delineare il quadro complessivo della vicenda. Gli imputati hanno commesso truffe al credito per oltre CHF 450'000.- sull’arco di un anno e mezzo, nascondendosi dietro strutture societarie svizzere e creando falsi documenti, sfruttando la buona fede vigente nelle relazioni commerciali. L’inganno è comunque stato astuto come prevede la giurisprudenza del TF; essi hanno potuto contare sull’assenza di controlli stante il principio della buona fede delle relazioni commerciali. Ripercorre il passato degli imputati ed i loro precedenti penali. IM 1 ha diversi precedenti specifici, non collabora e la sua prognosi non può dirsi favorevole. Egli è dedito a delinquere e nemmeno le precedenti condanne lo hanno fermato. Non si assume mai le proprie responsabilità, le sue lettere, di cui legge degli estratti, ne sono la prova. Ancora oggi sostiene l’esistenza di tale __________, personaggio, secondo l’accusa, da lui inventato. Ripercorre il passato di IM 2, ed evidenzia che non aveva bisogno di delinquere, aveva un lavoro e poteva mantenersi. Nonostante abbia trascorso dei giorni in carcere, appena uscito, ha inquinato le prove e nascosto della merce e del denaro, violando oltretutto le misure sostitutive impostegli. Per quanto riguarda la colpa e la pena, i fatti sono oggettivamente molto gravi per il numero di reati commessi, per il concorso di reati gravi, per la reiterazione e l’entità complessiva, come pure per l’aggravante del mestiere. IM 1 ha dimostrato mancanza di scrupoli, nulla o scarsa assunzione di responsabilità e mancata collaborazione. Egli ha inoltre diversi precedenti penali. Chiede che la pena abbia ad essere superiore ai tre anni e da espiare. La prognosi in ogni caso è assolutamente negativa: qualora la pena inflitta dovesse essere più bassa, non potrà comunque essere sospesa. Egli ha agito per puro lucro, vivendo di attività illecite. Anche IM 2 ha agito con mancanza di scrupoli, scarsa o nulla assunzione di responsabilità e mancata ammissione dei fatti anche di fronte all’evidenza. Solo alla fine ha ammesso il suo coinvolgimento. Egli ha cercato di far ricadere la colpa su terze persone e ha sottaciuto che parte della merce acquistata era ancora in suo possesso, per poi venderla e nascondere il ricavato sottoterra. Anch’egli ha agito per puro lucro, senza un reale bisogno, avendo ai tempi un lavoro. In conclusione, per IM 1 chiede una pena detentiva di tre anni e sei mesi e la revoca della sospensione condizionale della pena precedentemente inflitta il 2.6.2014. Per IM 2 chiede una pena detentiva di 36 mesi, non si oppone ad una sospensione parziale della pena chiedendo se del caso di stabilire il periodo di sospensione condizionale in almeno 3 anni, oltre alla revoca della sospensione per la precedente pena inflitta il 19.10.2015. Chiede che gli imputati siano condannati a risarcire il danno agli accusatori privati, la confisca di tutto quanto in sequestro, con deduzione di tasse di giustizia e delle spese e l’assegnazione del restante agli accusatori privati;

 

                                    §   l’avv. RAAP 4, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 7, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

Descrive la fattispecie che concerne il suo rappresentato. Si tratta di una serie di ordini sull’arco di un mese, per un totale di sedici forniture. IM 2 si presentava di volta in volta per caricare 25 tonnellate di sassi da muro grezzi. Diceva di agire per conto di __________. Egli ha agito rapidamente, in modo spregiudicato. Nessuna fattura, secondo l’ordinario corso degli avvenimenti economici era stata inviata. Rinvia all’istanza di risarcimento agli atti per le sue pretese. Postula la conferma integrale dell’AA. Inoltre chiede alla Corte di fare una riflessione: la ACPR 7 opera nel settore primario, si tratta di un’attività molto dura ed impegnativa se paragonata per esempio al lavoro d’ufficio. Chi lavora nell’estrazione del granito si reca tutti i giorni in cava, all’aperto, assumendosi anche una serie di pericoli dovuti alle perforazioni, agli esplosivi e quant’altro. Queste persone lavorano al fronte con fatica. Il sig. __________, titolare dell’azienda, ci lavora personalmente e attivamente al fianco dei suoi dipendenti. Considerato ciò, l’agire degli imputati ha una componente ancora più meschina. È stato ritrovato soltanto ca. il 5% della merce sottratta. Chiede alla Corte di tenere conto anche di queste circostanze di commissione del reato;

 

                                    §   l’avv. RAAP 2, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 14, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

rinvia all’istanza di risarcimento per le sue pretese, chiede la confisca con attribuzione dei valori patrimoniali sequestrati;

 

                                    §   l’avv. DUF 2, difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

L’imputato è reo confesso, l’intervento difensivo si concentrerà dunque sulla commisurazione della pena. Riguardo alla qualifica giuridica la difesa non ha nulla da obiettare, poiché è innegabile che l’agire configuri il reato di ripetuta truffa, tentata, consumata e qualificata. Alla Corte chiede di valutare, nell’ambito della commisurazione della pena, e non certo contestando gli importi indicati dalle parti, se da parte di talune ditte non sia sussistita una qualche lacuna o un po’ di lassismo nella procedura di verifica di controllo nelle procedure di vendita, e anche nella fatturazione e nel controllo dei pagamenti. Qualche accortezza in più avrebbe magari limitato l’entità del danno finanziario. IM 2 non è un criminale senza scrupoli; egli è, al contrario, anche ingenuo, come emerge dagli atti. Cresciuto in una famiglia sana di onesti lavoratori, che dal nulla ha creato un’attività dimostrando grande impegno, ha ottenuto, nonostante le difficoltà, un diploma e la patente per guidare mezzi pesanti. Egli aveva avviato la propria attività di __________, attività che amava. Ad oggi, ambisce ad una tranquilla vita famigliare ed una sicurezza lavorativa per far fronte ai propri impegni. Purtroppo, ad un certo punto della sua vita si è perso. Il tutto ha preso avvio da un prestito finito male, e dal seguente tentativo di rientrare di questi fondi. L’imputato si è reso conto del proprio agire e lo ha ammesso alla fine nella sua totalità, dimostrando l’avvenuto cambio di mentalità. Oggi è un’altra persona, ha un lavoro come dipendente e svolge i picchetti per il __________. La sua attività lo tiene impegnato a tempo pieno. Si è sposato e sta per diventare padre. Infliggergli una pena da scontare rischierebbe di compromettere il suo futuro. Occorre infatti evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il suo reinserimento. Data per acquisita la sua volontà di risarcire le vittime per quanto possibile, da subito tramite l’importo sequestrato in corso d’inchiesta, chiede, visto tutto quanto sopra, che venga inflitta una pena detentiva massima di 24 mesi integralmente sospesi. Sebbene non sia incensurato, la precedente condanna non è tale da pregiudicare la sospensione completa. Chiede in subordine, qualora la pena inflitta dovesse essere superiore ai 24 mesi, che questa sia sospesa parzialmente con un periodo da espiare massimo di 6 mesi, se possibile in regime di semi libertà. Non si oppone ad un periodo di prova più lungo così come richiesto dalla PP. Per il resto aderisce alle richieste dalla PP con riferimento alle confische e chiede il dissequestro dei classificatori indicati alla cifra e) dell’AA;

 

                                    §   l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

IM 1 riconosce integralmente i fatti così come descritti nell’AA. L’inchiesta è stata lunga e laboriosa, ma non per sua sola responsabilità. Egli ha certo tentato invano di sostenere l’inverosimile, ma non era il solo. IM 2, a piede libero, ha contribuito a mantenere le sue versioni. Malgrado tutte le strampalate storie concepite in corso d’inchiesta, per finire ha ammesso le sue responsabilità. Sono noti i suoi precedenti penali, ma non è un criminale pericoloso. Ha sempre pagato per quanto commesso. IM 1 si trova da quattordici mesi in carcere, di cui otto in carcerazione preventiva. Per i fatti, la difesa non può esimersi dal rilevare che in taluni casi le vittime hanno agito con una certa leggerezza. Cita la DTF 142 IV 153 che fornisce degli spunti interessanti per il presente caso. Anche solo consultando il registro di commercio sarebbero balzate agli occhi alcune circostanze sospette, ad esempio la __________ ha ordinato degli pneumatici e dei sassi, che con il suo scopo sociale hanno poco a che vedere. Per l’accusa di cui al pt. 3 AA si rimette al giudizio della Corte. Per il resto le ulteriori imputazioni sono integralmente riconosciute. La colpa di IM 1 non è certo irrilevante. Con riferimento ai suoi precedenti penali, essi però non possono condurre ad un aumento massiccio della pena, che equivarrebbe ad una seconda condanna per fatti già puniti. Egli non ha solo delinquito nel corso della sua vita, anzi ha dimostrato di essere in grado di lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente. Ad oggi ha un contratto di lavoro con la __________. IM 1 deve essere sanzionato per quanto commesso con una condanna giusta. Durante questo lungo periodo di carcerazione egli ha maturato la consapevolezza del suo agire. Il padre si è gravemente ammalato e non gli è potuto stare accanto. Giudica la richiesta di pena della PP eccessiva, chiede una pena detentiva di due anni e mezzo, sospesa parzialmente. Cita le condizioni per la sospensione parziale della pena. La difesa ritiene che a fronte del carcere già sofferto, del buon comportamento, dell’aver riconosciuto le proprie responsabilità e delle prospettive future (appoggio della famiglia e lavoro), non ci siano gli elementi per concludere per una prognosi chiaramente negativa. L’effetto educatore di una pena parzialmente sospesa con periodo di prova di 5 anni, sarà sufficiente. Ne chiede dunque la scarcerazione. Le pretese degli ACP sono integralmente riconosciute e si associa alla PP per i dissequestri.

 

 


 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

                                     

                                   1.   CURRICULUM VITAE

 

                               1.1.   Dal verbale finale 11.7.2017 di IM 1 emerge il riassunto della sua situazione personale:

 

Sono nato il __________ a __________. …omissis…

ADR che ho debiti per circa 240’000.00 franchi in Svizzera. ADR che questi debiti sono stati accumulati a seguito dell'attività di __________ per la ditta individuale, in quanto non riuscendo a incassare quanto mi era dovuto, non riuscivo nemmeno a effettuare i pagamenti.”

(AI 445).

 

                               1.2.   Anche dal verbale finale 13.7.2017 di IM 2, si può estrapolare l’interrogatorio sul suo CV:

 

Sono nato il __________ a __________. …omissis…

(AI 450).

 

 

                                   2.   PRECEDENTI PENALI

 

                               2.1.   Dall’estratto del casellario giudiziale di IM 1 emergono quattro precedenti penali tra il 2006 ed il 2015, trattasi per la maggior parte reati patrimoniali (in particolare, appropriazione semplice e truffa) e reati previsti dalla legge federale sulla circolazione stradale. La condanna più grave ancora iscritta è proprio quella del 10 agosto 2006, per la quale gli è stata inflitta una pena detentiva di 12 mesi, in gran parte espiati quale detenzione preventiva. Per i dettagli si rinvia all’estratto del casellario giudiziale in atti.

 

IM 1, interrogato a tal proposito nel corso del verbale finale, ha evidenziato una condanna ancora precedente, ad oggi non più iscritta nell’estratto del casellario:

 

ADR che ho diverse condanne in Svizzera. La prima è nel 2002 per appropriazione indebita in quanto, visto che non venivo pagato dal mio datore di lavoro di quel momento e meglio la __________, ho venduto __________. ADR che non ricordo quale è stata la mia condanna. La seconda condanna si riferisce al 2006, quando sono stato condannato per abuso di un impianto per l'elaborazione dati e altri reati. Si trattava di reati da me commessi nell'ambito di un'attività di __________ presso __________ Ho subito una condanna a 12 mesi di detenzione da espiare. ADR che successivamente sono stato condannato per appropriazione semplice per una storia legata ad una vettura intestata a __________ che avevamo venduto, ma che poi mi è stato chiesto di riprendere in quanto era parcheggiata in un garage in Vallese. lo sono andato a riprendere la vettura e quando sono stato contattato dall'acquirente gli ho detto che il veicolo era a sua disposizione previo pagamento di spese che avevamo dovuto sopportare e lui in contropartita mi ha denunciato. Sono stato condannato a una pena pecuniaria da pagare. ADR che poi sono stato condannato nel 2014 per truffa e falsità in documenti. ADR che non ricordo quando era la condanna e mi viene detto essere stata di 90 aliquote giornaliere sospese per il periodo di prova di tre anni, poi prolungato di un anno a seguito di ulteriore condanna da me subita nel 2015 per appropriazione semplice e altri reati. ADR che ricordo questa condanna legata ad un __________. ADR che non ricordo quale è stata la pena che mi viene detto essere stata di 30 aliquote sospese.”

(AI 445).

 

                               2.2.   Dall’estratto del casellario giudiziale di IM 2, emerge un solo precedente penale, di data 19 ottobre 2015 per titolo di furto, per il quale gli è stata inflitta una pena pecuniaria di 12 aliquote giornaliere a CHF 40.- l’una, sospese condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, più una multa di CHF 200.-. Dal verbale finale di IM 2, le seguenti dichiarazioni:

 

ADR che sono stato condannato nel 2015 per avere sottratto una motosega alla __________. ADR che ho sottratto questa motosega per ripicca in quanto io avevo del lavoro e loro non mi permettevano di eseguirlo, bensì mi facevano restare a  a non fare nulla tutto il giorno.”

(AI 450).

 

 

                                   3.   PREMESSA

 

Gli imputati sono stati arrestati e poi indagati in relazione ad illeciti posti in atto tramite le società __________ ed __________, a danno del patrimonio delle stesse e dei creditori, nonché ai danni della compagnia leasing ACPR 2. Già a far tempo dall’autunno/inverno 2015, sono giunte al Ministero pubblico diverse denunce per presunte attività illecite della __________, la quale era stata ceduta a IM 1 con delle tempistiche sospette. Dal rapporto d’inchiesta della Polizia, emerge il riassunto della situazione di quel periodo:

 

“IM 1, in correità con IM 2 e in parte con gli altri imputati, ha ingannato con astuzia diversi fornitori, in particolare in Svizzera interna, ordinando merce di svariato genere utilizzando il mantello sociale prima della __________ e successivamente della __________ (nelle quali non risultava organo), sapendo fin dall’inizio che la stessa non sarebbe mai stata pagata. (…) Il modus operandi (…) è stato quello di riuscire ad acquisire tramite terzi una società da gestire per utilizzarne il mantello giuridico, facendo in modo di non apparire a Registro di commercio (…)  Le società venivano sommerse dai debiti, ciò che le portava inesorabilmente verso il fallimento. Nelle varie attività truffaldine messe in atto, IM 1 poteva contare sul pieno appoggio del cugino IM 2, il quale, tra le altre cose, ha fornito le garanzie necessarie ad ottenere la fiducia dei fornitori, come ad esempio l’utilizzo del nome del __________ (società stabile e presente sul territorio da anni; di __________). (…) con entrambe le società (…) sono state create identità fittizie indicate ai fornitori quali titolari delle società, utilizzate quindi per far ricadere le responsabilità su soggetti inesistenti. Tra i numerosi nomi utilizzati, possiamo segnalare che per __________ il nome più utilizzato era __________, mentre per __________ il nome ricorrente era __________.”

(AI 468).

 

Con decisione 4 luglio 2017, la PP PP 1 ha disgiunto il procedimento penale nei confronti di IM 1 e IM 2, imputati principali con riguardo alla fattispecie poi indicata nell’atto d’accusa, perseguendo gli altri, per lo più con ruoli marginali, separatamente (AI 418).

 

 

                                   4.   CIRCOSTANZE DELL’ARRESTO

 

IM 2 è stato arrestato il 26 giugno 2016 e scarcerato con misure sostitutive il 1° luglio 2016 (4 giorni). Il suo arresto ha avuto origine da tre denunce presentate contro ignoti e la società __________. La prima denuncia è arrivata dalla ACPR 8 il 29.4.2016, la seconda dall’ex amministratrice unica della __________ (__________) il 2.5.2016, e l’ultima dalla ACPR 5 l’8.5.2016. L’ex amministratrice si lamentava di aver ricevuto delle fatture per forniture di merce non pagate a nome della società e di essere stata contattata dai creditori i quali cercavano tale “__________”, personaggio che poi si rivelerà inesistente in quanto inventato dagli imputati. Le altre due ditte, lamentavano di aver ricevuto ordini di merce da parte di tale __________ o da IM 2, senza poi essere state pagate. IM 2 è stato interrogato ed arrestato il 26 giugno 2016, essendo emersi elementi che lo legavano a questi acquisti (AI 21 incarto IM 2). Egli ha raccontato una versione dei fatti precedentemente confezionata con IM 1, scaricando tutta la responsabilità su persone da loro inventate, quali tali __________ e __________. È stato poi scarcerato dal GPC il 1° luglio 2016 con l’ordine di misure sostitutive (divieto di avere contatti di qualsiasi genere con il cugino IM 1, __________ e __________, divieto di accettare ulteriori lavori da queste persone) (AI 27 incarto IM 2), avendo il magistrato non ritenuto più attuale il rischio di collusione, essendo che il primo interrogatorio di IM 2 risaliva a settimane prima (18 maggio 2016) (AI 27 incarto IM 2). Gli inquirenti rallentarono dunque il ritmo delle indagini, ma proseguirono la ricerca delle persone nascoste dietro le due società __________ ed __________, fino a giungere a IM 1, residente in Italia e che, in un primo momento, citato telefonicamente, si rifiutò di presenziare ad un interrogatorio, non risparmiando una serie di lettere totalmente inconcludenti, scritte da lui personalmente all’attenzione del PP allora titolare dell’inchiesta. In questi scritti, egli ha sostenuto a spada tratta la propria innocenza ed estraneità con i fatti, vittimizzando la sua posizione e arrivando a intimorire l’inquirente con malcelate minacce (es. AI 37, 38 incarto IM 2). Di seguito si riporta un singolo estratto, da considerarsi come uno su tanti, per inquadrare l’atteggiamento di IM 1 di quel periodo:

 

“(…) Oggi me lo consenta di dire, ma mi trovo imputato grazie a evidenti cospirazioni di fantasia, degno dei più famosi gialli di Agatha Christie, una situazione che da quanto emerge è tutt’altro che giuridicamente equa e razionale alla fattispecie e circostanze d’imputazione, anzi reputo le azioni da voi addotte oggettivamente contrastante sia dall’eventuale bisogno dell’istruttoria che nella conduzione e coordinamento dell’inchiesta stessa, spaziando dalla legalità d’operato d’inquisizione all’opposto, infrangendo norme scontate e leggi scontate. Aggiungo che nell’ombra del dubbio di un’angosciante situazione, che a oggi mi coinvolge ingiustificatamente, è che non sono a oggi riuscito ancora a capire in che ruolo io possa essere coinvolto, o meglio ancora, che figura di protagonista o antagonista mi avete assegnato, siccome di tutta questa situazione mi costringe ingiustificatamente e contro la mia volontà a latitare dal mio paese d’origine, pertanto è ovvio che di trasparenza e razionalità ne resta ben poco, insomma una situazione che si può definire come una sorta di sequestro di persona, grazie ad un mandato di cattura azzardato e inaudito. (…) sembrerebbe il crack __________, (…) non voglio nemmeno immaginare il costo di questo flop giudiziario, (…) i fatti non sussistono, (…) L’ipotesi più attendibile se fosse, e visto il corso dell’indagine in corso, che se non per un’eventuale impianto accusatorio illecitamente ordinato a tavolino, è inevitabile il proscioglimento da ogni forma d’accusa, versione che personalmente consiglierei e prenderei in considerazione (…) è chiaro che sono in possesso di materiale sufficiente che potrebbe essere eversivo nella situazione, creando per certo, un effetto domino nel sistema istituzionale Ticinese, Istituzioni che comunque stando ad indiscrezioni non godono di piena e sana fiducia detta da organi superiori. (…) io non spero e non abbia offeso nessuno nella presente lettera (…) ho solo descritto opinioni e situazioni che mi costringono in una restrizione ingiustificata, che comunque tra le righe e senza il profumo della drasticità impulsiva, ma lasciano comunque intendere ovviamente su quello che sono le mie intenzioni in merito, in caso di persistenza ingiustificata, ed è proprio per la mia non impulsività che non ho ancora agito di conseguenza, siccome mi reputo una persona che cerca di usare l’intelligenza e non l’istinto (…).”

(AI 38 incarto IM 2).

 

L’imputato è stato finalmente arrestato in data 19 ottobre 2016 presso il domicilio dei genitori a __________ (AI 34), in regime di carcerazione preventiva in quanto giudicato a rischio di collusione dal GPC (AI 39), poi mutato in rischio di fuga e di recidiva (AI 455). IM 1, il 10 ottobre 2017 ha chiesto di essere posto in anticipata espiazione della pena (doc. TPC 14). 

 

 

                                   5.   FATTI E MOTIVI A DELINQUERE

 

                               5.1.   Truffa per mestiere

 

                            5.1.1.   Nel corso delle indagini l’incarto è passato sotto la direzione di tre diversi procuratori pubblici, con il che IM 1 è stato sentito numerose volte per chiarire il suo ruolo all’interno delle società __________ e __________ e per mesi ha continuato a mentire, imperterrito, su ogni aspetto gli venisse chiesto in relazione alle presunte truffe, con tanto di personaggi inventati e versioni della storia concordate e preconfezionate già da tempo con IM 2, nel caso fossero stati fermati. Ad ogni nuova contestazione, egli ha adattato la sua versione aggiungendo nuove menzogne, o, se in difficoltà, limitandosi a dei “non ricordo”, o “non so dire perché abbia dichiarato ciò”. Come se ciò non bastasse, egli ha continuato anche dal carcere a scrivere numerose lettere indirizzate personalmente ai magistrati inquirenti, contenenti anch’esse invenzioni su come egli fosse stato incastrato, fosse innocente, vittima fra le vittime, sull’assurdità, a suo dire, della sua carcerazione e sulla violazione di tutti i suoi diritti. Tale comportamento totalmente non collaborante è proseguito fino al 9 maggio 2017, ove, dinanzi alla PP PP 1 (che da poco aveva ripreso l’incarto) e alla presenza del nuovo difensore, IM 1 si è deciso a fare le prime parzialissime ammissioni sui fatti e sulle persone da lui stesso inventate (AI 325):

 

“(…) io, __________ e IM 2 ci siamo accordati per utilizzare la società __________ per effettuare, ognuno per i cavoli suoi, delle ordinazioni senza poi pagare la merce. (…) lui (ndr. __________, che poi risulterà inventato) mi ha accennato alla possibilità di utilizzare questa società per l’appunto per effettuare ordinazioni senza pagare la merce. (…) in pratica IM 2 indicava come detto le società dove si potevano effettuare delle ordinazioni. Io verificavo online, se vi era a disposizione il catalogo, gli oggetti che avrei potuto acquistare. Comunicavo a IM 2 i codici degli oggetti da acquistare e lui si occupava direttamente dell’ordinazione. (…) io personalmente non ho mai contattato direttamente le ditte, né ho fatto ordinazioni (…) La PP mi chiede chi ha proposto di far risultare il __________ quale destinatario della consegna della merce, rispettivamente il motivo. Rispondo che è stato utilizzato il __________ per dare credibilità. Non ricordo chi ha proposto di utilizzare il nome di questo __________.”

(AI 325).

 

Da qui, verbale dopo verbale, IM 1 ha dovuto correggere le varie menzogne da lui raccontate agli inquirenti, come ad esempio l’inesistenza di tali __________ e __________ (del quale fino all’ultimo, ancora in aula, ha sostenuto comunque dell’esistenza, quantunque solo con altre generalità):

 

“__________ esiste veramente. Il verbale viene sospeso (…) per permettermi di parlare con il mio difensore (…) Vorrei precisare che __________ non è mai esistito. Si tratta di una figura inventata da me e __________, alias __________. Anche IM 2 sapeva che __________ non esiste. (…)”

 

“(…) il nominativo __________ è inventato, ma la persona esiste veramente. Si chiama __________ (…) non l’ho mai presentato né a IM 2, né a __________ (…) non so il cognome (…) Solitamente vendevo grazie al passaparola. Unica eccezione i telefoni cellulari per i quali ho verificato negli annunci di chi cercava questo genere di oggetti e li ho contattati. ADR che la maggior parte della merce l’ho rivenduta in Italia. ADR che solitamente vendevo questa merce sottocosto.”

(AI 374).

 

                            5.1.2.   Stesso comportamento per IM 2, il quale solo a partire dal 19 maggio 2017, ha cambiato atteggiamento processuale ritrattando le sue precedenti versioni in merito all’esistenza di tale __________, ammettendo di aver colluso dopo l’apertura dell’inchiesta e descrivendo il funzionamento dell’attività criminale messa in atto:

 

“Vorrei rettificare quanto detto in precedenza. Effettivamente __________ non esiste. ADR che era stato IM 1 a dirmi cosa dovevo raccontare nel caso in cui fossi stato interrogato in merito alle attività della __________. ADR che io avevo poi sentito IM 1 sia dopo il mio primo verbale d’interrogatorio, sia prima e dopo gli altri verbali, anche quelli successivi alla mia scarcerazione. (…)  solitamente lui ordinava merce che già sapeva dove rivendere. Mi aveva detto che l’avrebbe rivenduta in Italia (…) IM 1 mi ha parlato ben presto del fatto che se qualcuno avesse chiesto informazioni io avrei dovuto parlare di __________. ADR che lui mi aveva pure spiegato che aveva allestito un falso contratto da cui risultava che aveva venduto la società __________ a questo __________ e ad altre persone ad hoc. (…) ad un certo punto sono iniziati i problemi con la __________, considerato che le società fornitrici iniziavano a reclamare i vari pagamenti e lo facevano prevalentemente con me. Io mi sono quindi rivolto a IM 1 dicendogli che doveva risolvere la situazione. Lui ha quindi scritto varie lettere. ADR che a quel punto era chiaro che comunque la __________ non poteva più venir utilizzata. IM 1 mi aveva comunque detto che aveva acquistato altre società, tra le quali la __________, acquistata da due persone di __________ secondo quanto da lui dettomi. Mi aveva detto che avrebbe dovuto valutare cosa fare, ma che comunque voleva riavviare “l’attività” con una SA. ADR che mi aveva detto che una SA avrebbe reso di più in quanto poteva fare operazioni più grosse. (…) di valore superiore. (…) anche in questi casi la merce non sarebbe stata pagata. ADR che successivamente “l’attività” è ricominciata. (…)”

(AI 345).

 

“Vorrei comunque fare un’ulteriore rettifica rispetto a quanto da me dichiarato nei miei precedenti verbali. Volevo precisare che la figura di __________ è inventata. Era stato IM 1 a dirmi che se mi fosse stato chiesto avrei dovuto menzionare __________. So che IM 1 ha detto la stessa cosa anche ad altri.”

(AI 361).

 

“(…) prima ancora di essere per la prima volta interrogato dinanzi alla Polizia io avevo già avuto modo di parlare con IM 1 circa la versione che sarebbe dovuta essere data nel caso in cui ci avessero chiesto informazioni per le operazioni effettuate con __________ e __________. ADR che era stato IM 1 a dirmi cosa avrei dovuto raccontare e successivamente io l’ho spiegato anche a __________. ADR che era stato IM 1 a dirmi che avremmo dovuto far ricadere la colpa su __________ e __________, dandomi una descrizione di queste due persone che avrei dovuto eventualmente ripetere alla Polizia. ADR che per quanto mi riguarda __________ e __________ sono due persone inventate, non esistono, io non le ho mai viste. ADR che confermo che io parlavo con IM 1 dopo i miei verbali d’interrogatorio e gli raccontavo cosa mi era stato chiesto. ADR che quello che lui mi diceva era di mantenere sempre la versione legata a __________ e __________. (…) ho detto a __________ cosa avrebbe dovuto raccontare se fosse stato interrogato e meglio quella che era la versione concordata in precedenza con IM 1.

ADR che non ricordo esattamente di chi è stata l’idea di far giungere il materiale ordinato tramite __________ e __________ in parte presso __________. Preciso che tra __________ e __________ vi era un contratto d’affitto per un container. ADR che è stato IM 1 a spiegarmi come procedere. ADR che sono stato io ad allestire un contratto scritto tra __________ e __________, mio papà non sapeva nulla. ADR che era previsto un importo mensile che comunque non è mai stato pagato. ADR che per __________ il contratto è stato timbrato e firmato da IM 1, mentre per __________ è stato timbrato e firmato da me. ADR che io non ho diritto di firma per __________. ADR che successivamente ho poi gettato tutta questa documentazione. (…)”

(AI 388).

 

                            5.1.3.   Per quanto concerne le singole fattispecie di truffa e di falsità in documenti elencate nell’AA, gli imputati dal verbale finale, sono sostanzialmente rei confessi, salvo per pochi episodi per i quali, fors’anche per confusione, si sono contraddetti o che hanno ammesso solo parzialmente il loro coinvolgimento. Fatto sta che, in aula, hanno dichiarato, per il tramite dei loro difensori, di riconoscere integralmente il contenuto dell’AA, senza riserve (v. verbale d’interrogatorio dibattimentale). Le singole fattispecie non hanno dunque da essere approfondite oltre in fatto, bastando il rinvio al testo stesso dell’atto d’accusa, riportato integralmente in entrata della presente sentenza.

 

 

                               5.2.   Riciclaggio di denaro

 

Questa imputazione riguarda il solo IM 2. Dopo aver trascorso praticamente tutta l’inchiesta rispondendo “non lo so”, oppure “l’ho venduta in Italia” o “l’ho venduta a ditte in Svizzera interna” alla domanda di dove fosse finita la merce da loro ordinata senza pagare, la PP ha contestato a IM 2 una serie di prelevamenti a contanti avvenuti sul suo conto subito dopo l’arresto di IM 1, per un totale di fr. 125'000.-. Così ha dichiarato IM 2, tentando varie acrobazie prima di confessare la verità:

 

La PP mi dice che in data 24.01.2017 sul conto della mia ditta vi era un saldo di circa 81'500.00 franchi. Il medesimo giorno è stato effettuato un prelevamento a contanti di 50'000.00 franchi. Sempre in data 24.01.2017 risulta che dal mio conto privato io ho prelavato a contanti un importo di 39'000.00 franchi, per complessivi 89'000.00 franchi. La PP mi chiede cosa ne è stato di questi soldi.

Rispondo che 40'000.00 li ho consegnati ai miei genitori e a mia sorella quale rimborso di un prestito. ADR che non mi ricordo il motivo per cui mi era stato concesso il prestito. ADR che il resto l’ho in parte riversato sul mio conto. Mi viene detto che sui conti vi è un unico versamento solo un mese dopo di franchi 11'000.00 a contanti. Mi viene chiesto dove avrei tenuto questo importo durante questo mese e rispondo che non mi ricordo. ADR che il restante importo l’ho versato alla __________. Mi sembra fosse di circa 40'000.00 franchi.

La PP mi chiede a cosa si riferiva un importo così elevato per una cassa malati e io rispondo che avevo ricevuto delle indennità per perdita di guadagno a seguito di un’operazione che avevo subito ma nel frattempo avevo comunque lavorato. (…) La PP mi dice che questo comportamento adempie a quelli che sono gli elementi di una truffa e mi estende l’accusa (…) La PP mi dice pure che in data 26.10.2016 e 27.10.2016 risulta che io ho effettuato due prelevamenti a contanti per complessivi 36'000.00 franchi.

È probabile che io abbia pagato qualche fattura.

La PP mi contesta che dalla contabilità non risultano pagamenti di fatture a contanti. Ne prendo atto. Non ricordo cosa ho fatto di questo denaro.

La PP mi contesta che questo denaro è stato prelevato una settimana dopo l’arresto di IM 1. La PP mi chiede se io non ho prelevato questo denaro in quanto con l’arresto di IM 1 anche la mia situazione avrebbe potuto peggiorare e quindi volevo “metterlo al sicuro”.

Dico che non è così. Probabilmente ho pagato delle fatture personali (…) quali fatture (…) non me ne ricordo. (..) La PP dice che contattati telefonicamente mia sorella __________ e mio papà __________ hanno dichiarato che io non ho rimborsato loro un prestito con un importo di 40'000.00 franchi a contanti. La PP mi dice che complessivamente io ho prelevato nello spazio di 3 mesi 125'000.00 franchi a contanti dal conto. La PP mi chiede cosa ne ho fatto di questo importo. (…) Dopo aver parlato con il mio difensore voglio dire che io a casa ho degli importi a contanti che risultano essere quanto mi è rimasto dei prelevamenti che mi sono stati contestati. ADR che dovrebbero esserci tra i 50 e i 70'000.00 franchi. ADR che sono interrati all’esterno dell’abitazione e solo io so dell’esistenza di questo denaro.”

(AI 388).

 

La Polizia ha dunque proceduto alla ricerca del denaro, rinvenendo nel giardino di IM 2 una cassetta di sicurezza contenente (AI 391):

 

                                     -   una busta “Privato IM 2 Euro FR” con 72 banconote da CHF 1'000.00

                                     -   una busta “soldi IM 2 53'000.00” con 53 banconote da CHF 1'000.00

                                     -   una busta “soldi IM 2 vendita legname” con 5 banconote da CHF 1'000.00, 9 banconote da CHF 200.00, 27 banconote da CHF 100.00, 12 banconote da CHF 50.00, 1 banconota da CHF 20.00 e 13 banconote da Euro 50.00,

 

per un totale di CHF 135'120.00 e Euro 650.00.

 

Al dibattimento, IM 2 ha di nuovo ammesso le proprie responsabilità, precisando di aver agito in tal modo in quanto:

 

“Ho avuto paura, non sapevo cosa fare. Ho pensato a mia moglie e a tutto, volevo nascondere un po’ le cose, non volevo rimanessimo senza soldi.

 

AD IM 2 risponde che mio padre non mi parla più. Mia madre mi sta aiutando con il lavoro, ma è l’unica. Con mio padre e mia sorella i rapporti purtroppo non sono più quelli di prima, avendoli io coinvolti in questa storia. Non ho collaborato fin da subito nell’inchiesta anche perché avevo paura di essere arrestato in un periodo difficile per mia moglie, …omissis…”

(v. interrogatorio dibattimentale).

 

Anche questa imputazione, non contestata, non necessita dunque di ulteriori approfondimenti in fatto.

 

 

                               5.4.   Bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento alternativamente cattiva gestione

 

IM 1 e IM 2 sono accusati di tali reati ai ptt. 3 e 9 dell’AA, proposti dalla pubblica accusa in alternativa. Anche in questo caso, trattasi di imputazioni non contestate. Vista la proposta in alternativa, è comunque necessario soffermarsi sulla questione in diritto.

 

                            5.4.1.   Giusta l’art. 163 CP, il debitore che, in danno dei suoi creditori, diminuisce fittiziamente il proprio attivo, in particolare distrae o occulta valori patrimoniali, simula debiti, riconosce debiti fittizi oppure incita un terzo a farli valere, è punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se viene rilasciato contro di lui un attestato di carenza beni, con una pena detentiva sino a 5 anni o con una pena pecuniaria.

 

A norma dell'art. 165 cifra 1 CP il debitore che, in un modo non previsto nell'art. 164 CP, a causa di una cattiva gestione, in particolare a causa di un'insufficiente dotazione di capitale, spese sproporzionate, speculazioni avventate, crediti concessi o utilizzati con leggerezza, svendita di valori patrimoniali, grave negligenza nell'esercizio della sua professione o nell'amministrazione dei suoi beni, cagiona o aggrava il proprio eccessivo indebitamento, cagiona la propria insolvenza o aggrava la sua situazione conoscendo la propria insolvenza, è punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se viene rilasciato contro di lui un attestato di carenza di beni, con una pena detentiva sino a cinque anni. L'enumerazione delle condotte punibili non è esaustiva (DTF 6P.168/2006 consid. 8.2.1). L'art. 165 CP, diversamente dall'art. 164 CP, concerne di norma un comportamento complessivo (Globalverhalten) che va valutato dal giudice nella realizzazione dei suoi atti costitutivi, con ampio margine d'apprezzamento (Donatsch, Strafrecht III, Zurigo 2008, pag. 337; Wermeille, La diminution effective de l'actif au préjudice des créanciers et de la gestion fautive in: RPS 1999 pag. 385). Nell'apprezzare tale comportamento, il giudice deve, in particolare, valutare se vi sia stata una mancanza di senso di responsabilità che denota indiscutibilmente una leggerezza riprovevole (DTF 115 IV 41 consid. 2; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol. I Berna 2002, n. 21-22 ad art. 165; CCRP 10 marzo 2009, inc. 17.2008.75, consid. 8). Un solo atto di cattiva gestione può essere sufficiente a configurare l'infrazione. Se all'accusato vengono rimproverati più atti di cattiva gestione correlati con il fallimento, si deve considerare che ci si trova confrontati con una sola infrazione ma la pluralità di atti deve essere valutata nel quadro della commisurazione della pena (DTF 123 IV 195; Corboz, op. cit., n. 30 ad art. 165). Per dotazione insufficiente del capitale la dottrina, facendo spesso riferimento al messaggio del Consiglio federale, annovera tutti i casi in cui un'impresa non dispone, già sin dall'inizio, di risorse sufficienti per far fronte alle spese generate dall'attività imprenditoriale che si accinge a svolgere, come pure i casi in cui il capitale azionario al momento della fondazione non è stato liberato dagli azionisti ed i casi in cui i conferimenti in natura sono stati sopravvalutati (Corboz, op. cit. N. 23 ad art. 165; Trechsel/Ogg; Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2008, N. 5 ad art. 165; Messaggio del Consiglio federale concernente la modifica del Codice penale svizzero e del Codice penale militare in: FF 1991 II pag. 873 ad n. 213.33). L’applicazione della norma presuppone, però, comportamenti di una certa gravità, poiché non è pensabile che l'infrazione possa consumarsi ogni qualvolta una società fallisca in seguito a un'insufficiente dotazione di capitale (Messaggio del Consiglio federale cit., pag. 873). L'aspetto soggettivo della cattiva gestione ha suscitato vive controversie in dottrina fra coloro che, dopo la modifica del testo di legge, sostengono che l'infrazione può configurarsi solo col dolo eventuale (tesi minoritaria) e quelli invece che ritengono che, come in passato, è sufficiente la negligenza grave (tesi dominante). La giurisprudenza del Tribunale federale ha avuto modo di chiarire che il nuovo testo non ha fatto altro che riprendere e completare l'enumerazione degli atti di cattiva gestione dell'articolo previgente. La revisione non ha, quindi, modificato la natura degli atti punibili. Col che, pur avendo lasciato aperto il tema in talune decisioni (ad es. DTF 6S.24/2007 del 6 marzo 2007 consid. 3.5), l’Alta corte ha ammesso che i principi sviluppati dalla prassi precedente la modifica rimangono applicabili (DTF 6P.164/2006 del 29 dicembre 2006 consid. 9.3.3; 6P.168/2006 del 29 dicembre 2006 consid. 8.3.3.), ossia che il reato di cattiva gestione può essere commesso anche per negligenza grave (DTF 6B_492/2009 del 18 gennaio 2010 consid. 2.2; 6P.29/2007 del 27 aprile 2007 consid. 11.1). Secondo la giurisprudenza pubblicata prima della modifica, è sufficiente che il reo abbia causato o aggravato l'insolvenza con una grave negligenza, ritenuto che l'intenzione di provocarla non è necessaria. L'autore deve, per contro, avere saputo che l'atto o l'omissione che gli è addebitata poteva contribuire a cagionare o ad aggravare l'insolvenza (DTF 115 IV 41 consid. 2).

 

                            5.4.2.   L’art. 163 CP è una norma destinata a punire chi fittiziamente diminuisce il proprio attivo in danno dei creditori. Al contrario, l’art. 165 CP (cattiva gestione) punisce chi effettivamente diminuisce l’attivo societario mediante operazioni che vìolano manifestamente l’obbligo di diligenza che incombe all’amministrazione della società (krasse Sorgfaltspflichtverletzung). L’atto illecito del reato di bancarotta fraudolenta consiste nella simulazione della riduzione del capitale azionario, per esempio mediante occultamento di valori patrimoniali oppure mediante il trasferimento degli stessi da una società all’altra. In caso di occultamento di valori patrimoniali, il reato di bancarotta fraudolenta presuppone che alla vittima venga data una falsa impressione attraverso menzogne oppure mezze verità (carattere fraudolento).

 

In conclusione, nel reato di bancarotta fraudolenta, la diminuzione dell’attivo societario è fittizia, mentre in quello di cattiva gestione è reale (Donatsch/Flachsmann/Hug/Maurer/Riesen-Kupper/Weder, StGB Kommentar; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch Handkommentar).

 

                            5.4.3.   Nel caso di specie è dunque chiaro trattarsi di cattiva gestione, avendo gli imputati effettivamente diminuito l’attivo societario fino a causare il fallimento delle società. Con il che, essendo i fatti non contestati, la Corte ha confermato l’atto d’accusa propendendo per quest’ultima imputazione.

 

 

                               5.5.   Denuncia mendace

 

Questa imputazione riguarda invece il solo IM 1. L’imputato, nel corso dell’inchiesta, ha avanzato accuse nei confronti dell’ispettore ACPR 3, __________, in uno scritto indirizzato al PP __________ e direttamente a margine di un verbale dinanzi alla Polizia. Egli ha dichiarato di aver consegnato CHF 10'000.00 per il tramite di __________, all’isp. ACPR 3 e questo affinché quest’ultimo archiviasse il procedimento penale nei suoi confronti. L’interrogatorio di __________ ha permesso di evidenziare come trattasi anche in questo caso di bugie raccontate dall’imputato, il quale, con questo suo comportamento, ha comunque causato l’apertura di un procedimento penale nei confronti dell’ispettore di polizia, ben sapendo che in realtà lo stesso non aveva commesso alcun reato.

 

A verbale finale, interrogato a tal proposito, egli si è limitato a giustificare il suo operato in tal senso:

 

“Io non volevo denunciare l’ispettore o meglio io ho probabilmente frainteso tutta la questione. ADR che io non ricordo più bene come è andata ma sono molto dispiaciuto e credo di aver frainteso tutto.”

(AI 445).

 

Anche questa imputazione, pure ammessa in aula, ha trovato dunque piena conferma.

 

 

                               5.6.   Sottrazione di cose requisite o sequestrate sub. furto

 

IM 1 è inoltre imputato di tali reati, proposti in subordine, per fatti che avrebbe commesso nell’ambito di un precedente procedimento penale del 2012.

 

Dal verbale finale, interrogato a tal proposito, emerge quanto segue:

 

La PP mi legge uno stralcio del mio verbale (…) 23 febbraio 2012 nell’ambito dell’INC.2009.3864 (pagg. 11 e 12):

 

PALA GOMMATA LIEBHERR L506 e MINISTRASPORTER HUTTER cingolato, acquistati mediante contratto leasing del 17 gennaio 2007 stipulato con la __________

La PP mi sottopone il contratto di finanziamento leasing (DOC. 4) e mi chiede chi lo ha firmato per conto della __________.

Rispondo che l’ha firmato l’amministratore __________.

La PP mi dice che la Pala Gommata (…) è stata sequestrata dal Ministero pubblico nelle mani di __________.

Ne prendo atto. Preciso che io ho ceduto la proprietà della Pala Gommata a __________, in quanto gli dovevo un importo di circa 18’000/20'000 CHF per vari lavori, soprattutto di meccanico, che __________ aveva fatto a mio favore. A quel momento io avevo calcolato di aver pagato a favore della __________ un importo di circa 27'000 CHF, importo pari al valore della Pala Gommata. Visto quanto precede ho quindi deciso di cedere la Pala Gommata a __________, ritenuto come il prezzo della stessa era già stato coperto.”

 

La PP mi chiede se voglio prendere posizione.

Confermo di aver preso la pala gommata. Io non ricordo il periodo, ma visto che mi viene detto aver chiesto le targhe dell’agosto 2012 è stato allora che io l’ho presa.”

(AI 445).

 

Anche per queste imputazioni i fatti sono chiari e non contestati. Alla Corte non è restato che esaminare la questione in diritto, con il che, al dibattimento, le parti sono state preliminarmente rese edotte sul fatto che per i due reati è ammesso il concorso, essendo che gli stessi hanno quale scopo la protezione di due beni giuridici diversi (la pubblica autorità il primo, il patrimonio il secondo), i due sono stati dunque considerati come imputazioni singole, e non subordinate. Ne discende che la Corte ha infine confermato entrambi i capi d’accusa.

 

 

                                   6.   COMMISURAZIONE DELLA PENA

 

                               6.1.   Se un’inchiesta per fatti simili è, di per sé, molto complessa, già solo considerata la voluminosità dell’incarto e l’alto numero di transazioni da esaminare, a renderla ancor più complicata e ad ostacolare il lavoro degli inquirenti, gli accusati ci hanno messo un impegno e una dedizione fuori dal comune.

Infatti, se al dibattimento sono finalmente cadute anche le ultime divergenze emerse nei rispettivi verbali finali, avendo gli imputati per finire riconosciuto tutti i fatti dell’AA, non si può non sottolineare come il loro comportamento processuale sia stato non soltanto non collaborativo, ciò di cui peraltro hanno pure diritto, ma addirittura collusivo. Come non menzionare:

 

                                     -   per IM 1 le numerose lettere scritte dal carcere, con toni minacciosi nei confronti degli inquirenti, fino ad accusare un ispettore di essersi offerto per essere corrotto, accusa che è quanto di più infamante si possa rivolgere ad un funzionario di Polizia, anche perché assolutamente falsa ed inventata;

 

                                     -   per IM 2 il fatto che, graziato dal GPC che lo ha scarcerato con generose misure sostitutive, rivelatesi, alla luce dei fatti, del tutto inefficaci, altro non ha fatto che provvedere subito a disfarsi della merce (in particolare, dei sassi) oggetto delle truffe, ricavandone un beneficio economico, per poi occultarne il provento (da notare, per un importo che andava ben oltre al prestito iniziale di 10'000.- o 20'000.- CHF da lui asseritamente dati al cugino), e per finire concordare con lui le versioni da riferire agli inquirenti.

 

Detto, come già sopra precisato, che sulle imputazioni alternative si è optato per la cattiva gestione e non per la bancarotta fraudolenta, questione peraltro di scarso rilievo pratico, la Corte si è quindi chinata sulla questione della sanzione, da commisurarsi essenzialmente in funzione della colpa.

 

                               6.2.   Giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

 

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden), i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a p. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).

 

Sul piano soggettivo, le colpe degli imputati si equivalgono. In sostanza, al di là di chi abbia dato concretamente avvio alle truffe, IM 2 e IM 1 hanno dato vita ad un sodalizio volto ad ingannare, sin dall’inizio, ignari fornitori, ordinando merci già con l’intenzione di non pagare, emblematico risultando l’uso di nominativi falsi ed inesistenti.

Se è vero che, come giustamente precisato dalla difesa, il grado di inganno non è da considerarsi particolarmente elevato, è altrettanto vero che, a fronte dell’uso di false identità, risulta assai difficile per gli accusatori privati operare verifiche al riguardo del loro debitore, così come, francamente, alla ACPR 7, per fare un esempio, non si poteva pretendere di più di una verifica a RC dell’esistenza della società.

Se per IM 2 pesa il riciclaggio, soprattutto per le sue finalità, per IM 1, sempre per le sue finalità, pesa la denuncia mendace.

Anche sul piano oggettivo, le colpe degli imputati si equivalgono. Entrambi hanno malversato su un periodo lungo, ripetutamente e per importi di entità simile. Anche i concorsi, intesi come violazione di più beni protetti, sono molto vicini, fin quasi a sovrapporsi.

 

In definitiva, la Corte ha ritenuto per entrambi, sia sul piano oggettivo che su quello soggettivo, una colpa grave per aver leso in maniera importante il patrimonio altrui, per aver colpito più beni protetti, per mero fine di lucro, allorquando entrambi non ne avevano bisogno, perché anche IM 1, nonostante i debiti, un modus vivendi l’aveva trovato, trasferendosi all’estero. Del resto egli non ha delinquito per poi saldare i propri debiti, ma solo per egoismo.

 

Venendo alle circostanze personali, IM 1 ha la posizione più grave poiché già pregiudicato. A lui la prigione di 10 anni prima non ha fatto alcun effetto.  Abitare in Italia ed entrare in Svizzera a delinquere, era diventato un modo per garantirsi, dal suo punto di vista, l’impunità.

Meno grave, da questo punto di vista, è la responsabilità di IM 2, che è alla sua prima esperienza giudiziaria, il piccolo precedente non avendo, per la Corte, rilievo alcuno visto che si è trattato di un episodio non particolarmente grave e punito con una dozzina di aliquote giornaliere.

A favore di IM 1, per contro, va tenuto conto del lungo e anche sofferente carcere preventivo sofferto che, peraltro, per le considerazioni che seguiranno, pare aver comunque sortito effetti benefici significativi.

Ne discende che, per la Corte, al netto di quanto si va a dire nelle considerazioni che seguono, adeguata alle colpe rispettive e alla situazione personale degli imputati, si giustificano senz’altro le richieste di pena avanzate dalla PP.

 

                               6.3.   Senonché, improvvisamente, IM 1, dopo aver fatto di tutto per ostacolare il lavoro degli inquirenti (si pensi solo alle ricerche che si sono rese necessarie per rintracciare le persone inesistenti che lui insisteva a sostenere, invece, esistevano) ha finalmente deciso di assumersi le proprie responsabilità, ammettere le sue colpe, cambiare radicalmente i toni e passare in regime di anticipata espiazione della pena. Che in questa scelta siano prevalse anche considerazioni di opportunità processuali, è probabilmente vero, ma è altrettanto vero che egli oggi si è presentato in maniera radicalmente diversa da quella palesata in istruttoria. Detto che su IM 1 gravano pesanti precedenti e un comportamento sempre ai limiti della legge, spesso oltre la stessa, la Corte si è quindi chiesta se, in queste circostanze, dal profilo della prevenzione speciale, ossia della prevenzione della recidiva fosse più adeguato condannare IM 1 ad una pena ferma, senza più possibilità di essere sospesa, o sospenderla parzialmente ed assistere la parte sospesa di un periodo di prova massimo di 5 anni con il preciso monito che essa, se dovesse di nuovo delinquere, sarà senz’altro ripristinata.

La Corte ha deciso per questa seconda opzione, eccezionalmente, volendo credere che questo ravvedimento – e solo grazie a questo – sia davvero sincero. Per non banalizzare, tuttavia, l’aspetto anche punitivo che deve rappresentare la pena, ha comunque fissato in 18 mesi la parte da espiare e in 18 mesi quella sospesa condizionalmente per un periodo di 5 anni.

Del resto la Corte non ha prestato particolare credito alle concrete opportunità di lavoro di cui al contratto prodotto, sia perché non è indicato il grado di occupazione, sia i motivi per i quali la ditta sarebbe sempre disposta ad attendere che IM 1 esca di prigione, e sia, per finire, quale sarebbe il suo interesse ad assumerlo visto che egli nemmeno può vantare esperienze lavorative nel ramo __________. Quello prodotto appare in realtà poco più di una dichiarazione di comodo, allestito a meri fini processuali.

 

                               6.4.   Per IM 2, detto di una colpa almeno equivalente, non dimentichiamo che egli non ha esitato a fingersi inabile al lavoro per incassare anche indennità non dovute, l’assenza di precedenti significativi e l’assunzione, comunque tardiva, di responsabilità (dopo aver truccato subito dopo la scarcerazione) non sono bastate per comprimere la pena entro i 24 mesi, per consentire una sospensione totale. A mente della Corte è dunque adeguata una pena detentiva di 30 mesi.

Per lui la prognosi sembra essere meno problematica, perché ha un lavoro, sta formando un nucleo famigliare e tutto sommato ha una famiglia che non lo ha, completamente, abbandonato.

Per non pregiudicare la sua risocializzazione, conscia anche delle modalità che la legge offre in casi del genere, facilitazioni che saranno ulteriormente concrete a partire dal 2018, la Corte ha fissato in sei mesi la quota parte da espiare, sospendendo il resto per un periodo di prova di tre anni.

Anche lui deve sapere, da un lato, che solo la presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità nell’ammettere i fatti (quello che ha fatto appena scarcerato è davvero gravissimo), gli ha evitato una pena detentiva ferma, e, dall’altro, che se nel periodo di prova dovesse commettere altri reati, la stessa (di 24 mesi) sarà ripristinata.

 

 

                                   7.   PRETESE ACP

 

All’incarto si evidenziano numerosi atti forniti dai diversi accusatori privati in corso d’inchiesta, e nell’AA figurano, dettagliatamente elencati, prima le parti costituitesi accusatrici private ed in seguito i semplici danneggiati, vuoi perché hanno ricevuto la merce indietro, vuoi perché sono stati parzialmente risarciti, hanno rinunciato alla loro qualità di accusatori privati o non si sono mai costituiti tali.

 

Al dibattimento gli imputati hanno riconosciuto integralmente le pretese degli accusatori privati, accolte nella misura indicata nel dispositivo della sentenza, nel quale sono pure indicati i riferimenti delle relative istanze di indennizzo in atti. Per il resto, gli accusatori privati sono stati rinviati al competente foro civile per la quantificazione della loro pretesa, rispettivamente per le parti di danno qui non integralmente riconosciute.

 

 

                                   8.   ACCESSORI

 

Per quanto concerne i valori patrimoniali sotto sequestro, è stata ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro con attribuzione, deduzion fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali (ivi compresi gli importi dovuti ai difensori d’ufficio avv. __________, avv. DUF 1 e avv. DUF 2, con riferimento, oltre a quanto tassato nella presente sentenza, anche alle note d’onorario già tassate dal Ministero pubblico in corso d’inchiesta, v. AI 274, 475 e 476), della parte restante agli accusatori privati, proporzionalmente alle loro pretese qui riconosciute.

 

Con riferimento agli oggetti ed alla documentazione sotto sequestro, ne è stata ordinata la confisca, salvo per i seguenti:

 

                                     -   Unità di sistema (case) marca HP, modello pavillon slimeline s5000, serial number CZH94000WT;

                                     -   Hard disk “Western digital WD 8000”, serial S/N 56WD807001407019CELL00;

                                     -   Hard disk “DiamondMax21” da 320gb ”, serial S/N 5Qf1M27N;

                                     -   Hard disk “Western digital WD 3200B EVT”, rif. P/N465899-001 e CT nr: 2ADKP003HW5NY8;

-                                    -   Pc Card marca Exsys mod. EX-1356, avente seriale 607100516;

                                     -   telefono cellulare Nokia avente IMEI __________;

                                     -   scheda esterna __________;

                                     -   la documentazione indicata al capitolo “Altre indicazioni ai sensi dell’art. 326 CPP”, lett. B), pt. 2, limitatamente a quanto indicato alla lett. b) (cfr. AI 21, documentazione annessa all’AI 36, INC.2016.3535); alla lett. e) (cfr. AI 390); ed alla lett. f) (cfr. AI 288);

 

per i quali è stato ordinato il dissequestro a favore di coloro che li detenevano al momento del sequestro.          

 

La tassa di giustizia di fr. 5'000.- e le spese procedurali sono state poste a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di ½ ciascuno.

 

Per quanto concerne le note professionali dei difensori d’ufficio, giusta l’art. 135 cpv. 1 CPP, il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento. Secondo l’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (in seguito: Regolamento Tpu), l’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.- l’ora (cfr. DTF 132 I 201 consid. 8.5. - 8.7.; STF 1P.161/2006 del 25 settembre 2006 consid. 3.2.).

La retribuzione del patrocinatore va fissata in considerazione del tempo impiegato, dell’importanza della pratica, dell’impegno difensivo e della qualità del lavoro prestato, delle difficoltà giuridiche e fattuali, del numero degli interrogatori e delle udienze ai quali il patrocinatore d’ufficio ha partecipato, del risultato ottenuto e della responsabilità assunta (cfr. art. 21 cpv. 2 LAvv; DTF 122 I 1 consid. 3a; STF 6B_273/2009 del 2 luglio 2009, consid. 2.1; STF 6B_960/2008 del 22 gennaio 2009 consid. 1.1; Harari/Aliberti, in Commentaire Romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 135, n. 15, pag. 575; Ruckstuhl, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2. ed., Basilea 2014, ad art. 135, n. 3).

In applicazione del principio generalmente riconosciuto secondo cui va retribuito il tempo corrispondente ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, non è determinante il tempo effettivamente impiegato ma, invece, il dispendio di un patrocinatore mediamente diligente e sperimentato nel diritto penale nella trattazione di un mandato di analoga complessità (per il Ticino, vedi Consiglio di Moderazione 19 novembre 1996, pag. 4, in re avv. B.; cfr., per un altro ambito, CARP del 18 maggio 2011, inc. 17.2011.22, consid. 3.3; CRP del 29 dicembre 2010, inc. 60.2010.218).

Visto tutto quanto sopra, le note professionali degli avvocati DUF 1 e DUF 2, sono state approvate così come presentate, con unico adattamento riguardo al tempo effettivo del dibattimento, essendo state ritenute idonee ad un dispendio di un patrocinatore mediamente diligente in una simile causa penale. A carico degli imputati sono state poste infine anche le note professionali già tassate dal Ministero pubblico (AI 274 avv. __________, AI 475 avv. DUF 1 e AI 476 avv. DUF 2).

 

 


 

visti gli art.:                    12, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 139, 146, 163, 165, 251, 289, 303 e 305bis CP; 82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   IM 1 è autore colpevole di:

 

                               1.1.   truffa ripetuta, in parte tentata

 

                            1.1.1.   qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito,

 

per avere

nel periodo febbraio 2015 – ottobre 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre località in Svizzera e all’estero, al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, agendo in parte in correità con IM 2 e con terzi perseguiti separatamente, sotto il paravento delle società __________ e __________, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità,

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, acquistando o tentando di acquistare a credito merce varia dalle stesse, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con dei falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per effettuare tali pagamenti,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per un totale di almeno CHF 453'936.90, rispettivamente tentando di indurle a consegnare merce a credito per un totale di almeno CHF 63'411.10, merce in parte recuperata, in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti;

 

                            1.1.2.   truffa semplice, tentata,

per avere, nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località, in correità con IM 2,

alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

tentato di ingannare con astuzia le compagnie di finanziamento __________, e __________,

e meglio per avere, inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare, sottacendo che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato, considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata smontata e sostituita con una di valore inferiore,

tentato di danneggiare o di mettere così in pericolo, perlomeno temporaneo, il patrimonio degli istituti di finanziamento, considerato che questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa CHF 225'000.00, ritenuto che i finanziamenti non sono stati concessi, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

                               1.2.   falsità in documenti ripetuta

per avere,

nel periodo marzo 2015 – aprile 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

agendo in parte in correità con IM 2, nonché con terzi perseguiti separatamente, alfine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 1.1,

in 14 differenti occasioni, formato documenti falsi e attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì uso a scopo d’inganno;

 

                               1.3.   cattiva gestione ripetuta

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Ticino,

in correità con IM 2, nella loro qualità di organi di fatto delle società, a causa di cattiva gestione,

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite;

 

                               1.4.   denuncia mendace

per avere,

nel corso del mese di novembre 2016, a __________ e a __________,

in uno scritto indirizzato ad un Procuratore Pubblico e successivamente a margine di un verbale d’interrogatorio in Polizia, alla presenza del suo difensore, denunciato falsamente l’ispettore __________ ACPR 3, benché lo sapesse innocente, per provocare contro di esso un procedimento penale, dichiarando, contrariamente al vero, che lo stesso gli aveva chiesto, per il tramite di __________, il versamento direttamente a lui di un importo a contanti di CHF 10'000.00 allo scopo di archiviare il procedimento penale avviato nei suoi confronti, rispettivamente per coprire i costi dell’inchiesta;

 

                               1.5.   sottrazione di cose requisite o sequestrate

per avere,

a __________, in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012,

sottratto la pala gommata LIEBHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto di sequestro nell’ambito del verbale d’interrogatorio di __________ di data 19 agosto 2009 (INC.2009.3846), oggetto che sapeva essere sotto sequestro da parte dell’autorità, considerato che ne era stato reso edotto nel corso del suo verbale d’interrogatorio del 23 febbraio 2012 nell’ambito dell’INC.2009.3846, considerato che egli ha poi proceduto a vendere il suddetto veicolo a tale __________ in data 31 agosto 2012;

 

                               1.6.   furto

per avere,

in circostanze di tempo non meglio precisate, ma verosimilmente nel corso del mese di agosto 2012, a __________

a scopo di procacciarsi un indebito profitto,

sottratto la pala gommata LIEBEHERR L506, colore bianco, no. matricola 916.014.168, no. di telaio 371344, oggetto di sequestro di data 19 agosto 2009, depositato presso __________ di __________ a __________;

 

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

 

 

                                   2.   IM 2 è autore colpevole di:

 

                               2.1.   truffa ripetuta, in parte tentata

 

                            2.1.1.   qualificata siccome commessa per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente sotto le ragioni sociali __________ in liquidazione e __________ in liquidazione per assicurarsi una regolare fonte (supplementare) di reddito,

 

nel periodo febbraio 2015 – dicembre 2016,

a __________, __________, __________, __________ ed in altre località in Svizzera e all’estero, al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, agendo in parte in correità con IM 2 e con terzi perseguiti separatamente, sotto il paravento delle società __________ e __________, nonché presentandosi nell’ambito delle trattative sotto false generalità,

ripetutamente ingannato rispettivamente tentato di ingannare con astuzia gli organi e/o collaboratori di diverse ditte fornitrici, acquistando o tentando di acquistare a credito merce varia dalle stesse, sottoscrivendo le ordinazioni e/o conferme d’ordine con dei falsi nomi, o presentandosi direttamente presso le ditte fornitrici mediante false generalità,

sottacendo l’assenza della volontà ab initio di far fronte al pagamento della merce ordinata, nonché sottacendo che le società non avevano mezzi propri per effettuare tali pagamenti,

inducendo, in tal modo le ditte fornitrici a consegnare merce a credito per un totale di almeno CHF 350'435.05, rispettivamente tentando di indurle a consegnare merce a credito per un totale di almeno CHF 61'920.70, merce in parte recuperata ed in parte restituita ai fornitori, ed in parte verosimilmente rivenduta sottocosto a terzi rimasti ignoti;

 

 

                            2.1.2.   truffa semplice, tentata,

 

                         2.1.2.1.   per avere, nel periodo marzo – aprile 2015,

a __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località, in correità con IM 1,

alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

tentato di ingannare con astuzia le compagnie di finanziamento __________, e __________,

e meglio per avere,

inoltrando a nome della società __________ delle richieste volte ad ottenere l’erogazione di un finanziamento per l’acquisto di un camion, allegando alle stesse falsa documentazione (falsi contratti di lavoro, falsa valutazione dell’oggetto dell’acquisto) da loro formata o fatta formare, sottacendo che il camion sarebbe stato almeno in parte deprezzato, considerato che la gru prevista nella richiesta di finanziamento sarebbe stata smontata e sostituita con una di valore inferiore,

tentato di danneggiare o di mettere così in pericolo, perlomeno temporaneo, il patrimonio degli istituti di finanziamento, considerato che questi ultimi avrebbero erogato finanziamenti per un importo complessivo di circa CHF 225'000.00, ritenuto che i finanziamenti non sono stati concessi, non dando la società richiedente sufficienti garanzie, essendo la stessa inattiva da diverso tempo;

 

                         2.1.2.2.   e per avere, nel periodo giugno 2015 – aprile 2016,

a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

notificato in più occasioni all’assicurazione __________ la propria inabilità lavorativa, trasmettendo diversi certificati medici che lo dichiaravano inabile al lavoro al 100%, inducendo così i funzionari dell’assicurazione a versare un’indennità in realtà non dovuta, considerato che è emerso che nei periodi di asserita incapacità lavorativa IM 2 ha comunque continuato a svolgere regolarmente le proprie mansioni in qualità di autotrasportatore, inducendo la __________ a versargli indebitamente a titolo di indennità giornaliere complessivamente CHF 71'250.00, considerato che nel frattempo l’imputato ha risarcito la cassa malati dell’importo di CHF 30'250.00 come richiesto da quest’ultima, la quale si è dichiarata tacitata;

 

                               2.2.   falsità in documenti

per avere,

nel periodo marzo 2015 – marzo 2016,

a __________, __________, __________, __________, __________, __________ ed in altre imprecisate località,

agendo in correità con IM 1 e terzi perseguiti separatamente, alfine di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, ovvero per perfezionare l’inganno astuto di cui sub 2.1,

in 9 differenti occasioni, formato documenti falsi e attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica, facendone altresì uso a scopo d’inganno;

 

                               2.3.   cattiva gestione

per avere,

nel periodo maggio 2015 – fine 2016,

a __________, __________ ed in altre località del Ticino,

in correità con IM 1, nella loro qualità di organi di fatto delle società, a causa di cattiva gestione, 

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza delle società __________, con sede a __________ e __________, con sede ad __________, poi dichiarate fallite;

 

                               2.4.   riciclaggio di denaro

per avere,

a far tempo da ottobre 2016, a __________ e __________,

compiuto atti suscettibili di vanificare il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo che provenivano da un crimine,

e meglio per avere, prelevando in più occasioni denaro a contanti dal conto no. __________ della ditta individuale __________ acceso presso __________,

tentato di vanificare il ritrovamento e la confisca di parte del provento delle truffe di cui sopra, almeno CHF 125'000.00 a contanti, nascondendo tale denaro in una cassetta di metallo da lui interrata nella proprietà dei propri genitori a __________;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

 

 

                                   3.   IM 1 è prosciolto dall’imputazione di bancarotta fraudolenta di cui al pt. 3 dell’AA.

 

                                   4.   IM 2 è prosciolto dall’imputazione di bancarotta fraudolenta di cui al pt. 9 dell’AA.

 

 

                                   5.   Di conseguenza,

 

5.1.  IM 1

 

trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quelle di cui al decreto di accusa del 02.06.2014 (DAC 2009.3846) e del 30.09.2015 (DAC 2015.290);

 

è condannato

 

                            5.1.1.   alla pena detentiva di 36 (trentasei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                            5.1.2.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 18 (diciotto) mesi, con un periodo di prova di anni 5 (cinque). Per il resto è da espiare.

 

                               5.2.   IM 2

 

trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al decreto di accusa del 19.10.2015 (DAC.2015.6685),

 

è condannato

 

                            5.2.1.   alla pena detentiva di 30 (trenta) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

 

                            5.2.2.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 24 (ventiquattro) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

 

 

                                   6.   Nei confronti di IM 1, è ordinata la revoca della sospensione condizionale della pena di 90 aliquote giornaliere a 30 CHF cadauna di cui al DAC 2009.3846.

 

                                   7.   Nei confronti di IM 2, è ordinata la revoca della sospensione condizionale della pena di 12 aliquote giornaliere a 40 CHF cadauna di cui al DAC 2015.6685.

 

 

                                   8.   IM 1 ed IM 2, sono condannati a pagare in solido le seguenti indennità per titolo di risarcimento del danno:

 

                                     -   a ACPR 7, CHF fr. 57'637.30 (composti da fr. 4’173.50 per spese legali e fr. fr. 53'463.80 per risarcimento del danno) (AI 99, doc. dib. 1);

                                     -   a ACPR 14, CHF fr. 22'903.20 (composti da fr. 7’808.40 per spese legali e fr. 15’094.80 per risarcimento del danno) (AI 121, doc. dib. 2 e 3);

                                     -   a ACPR 11, CHF 4'903.35 (AI 102);

                                     -   a ACPR 10, CHF 4'354.65 (AI 276);

                                     -   a ACPR 8, CHF 23'667.65 (AI 1, INC. 2016.3535);

                                     -   a ACPR 13, CHF 1'317.60 (AI 324);

                                     -   a ACPR 12, CHF 1'442.05 (AI 328 e 426);

                                     -   alla ACPR 15, CHF 9'700.- più interessi al 5% a partire dal 1.3.2017 (AI 430);

 

 

                                   9.   IM 1 è condannato a pagare le seguenti indennità per titolo di risarcimento del danno:

 

                                     -   a ACPR 17, CHF 20'769.85 (AI 137);

                                     -   a ACPR 16, CHF 6'132.80 (AI 416);

                                     -   a ACPR 9, CHF 2'686.55 (AI 241);

                                     -   a ACPR 18, CHF 6'476.20 (AI 98B).

 

 

                                10.   Gli accusatori privati sono rinviati al competente foro civile per la quantificazione della loro pretesa, rispettivamente per le parti di danno qui non interamente riconosciute.

 

 

                                11.   Per quanto concerne i valori patrimoniali sotto sequestro, è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro con attribuzione, deduzion fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali (ivi compresi gli importi dovuti ai difensori d’ufficio avv. __________, avv. DUF 1 e avv. DUF 2, con riferimento, oltre a quanto tassato nella presente, anche alle note d’onorario già tassate dal Ministero pubblico in corso d’inchiesta, AI  274, 475 e 476), della parte restante agli accusatori privati, proporzionalmente alle loro pretese qui riconosciute. Il tutto a crescita in giudicato integrale della presente.

 

 

                                12.   Con riferimento agli oggetti ed alla documentazione sotto sequestro, ne è ordinata la confisca, salvo per i seguenti:

 

                                     -   Unità di sistema (case) marca HP, modello pavillon slimeline s5000, serial number CZH94000WT;

                                     -   Hard disk “Western digital WD 8000”, serial S/N 56WD807001407019CELL00;

                                     -   Hard disk “DiamondMax21” da 320gb ”, serial S/N 5Qf1M27N;

                                     -   Hard disk “Western digital WD 3200B EVT”, rif. P/N465899-001 e CT nr: 2ADKP003HW5NY8;

                                     -   Pc Card marca Exsys mod. EX-1356, avente seriale 607100516;

                                     -   telefono cellulare Nokia avente IMEI __________;

                                     -   scheda esterna __________;

                                     -   la documentazione indicata al capitolo “Altre indicazioni ai sensi dell’art. 326 CPP”, lett. B), pt. 2, limitatamente a quanto indicato alla lett. b) (cfr. AI 21, documentazione annessa all’AI 36, INC.2016.3535); alla lett. e) (cfr. AI 390); ed alla lett. f) (cfr. AI 288);

 

per i quali è ordinato il dissequestro a favore di coloro che li detenevano al momento del sequestro, a crescita in giudicato integrale della presente.

                                        

 

                                13.   La tassa di giustizia di fr. 5'000.- e le spese procedurali sono a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di ½ ciascuno.

 

                                14.   Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                             14.1.   La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:

 

onorario                      fr.       4’431.00

spese                          fr.          229.00

IVA (8%)                     fr.          372.80

totale                           fr.       5’032.80

 

                             14.2.   La nota professionale dell’avv. DUF 2 è approvata per:

 

onorario                      fr.       4’320.00

spese                          fr.          319.00

IVA (8%)                     fr.          371.10

totale                           fr.       5’010.10

 

                             14.3.   Il condannato IM 1 è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr.10'747.05 (avv. __________, AI 274), e gli importi di fr. 1'343.50 (AI 475) e di fr. 5’032.80 (avv. DUF 1) (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

                             14.4.   Il condannato IM 2 è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 29'794.60 (AI 476) e l’importo di fr. 5’010.10 (art. 135 cpv. 4 CPP).

 


 

Distinta spese:              Tassa di giustizia                                  fr.        5'000.--

                                         Inchiesta preliminare                           fr.        9'720.--

                                         Spese diverse                                       fr.           225.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco         fr.           523.95

                                                                 fr.      15'468.95

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a carico di IM 1 (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.        2'500.--

Inchiesta preliminare                           fr.        4'860.--

Spese diverse                                       fr.           112.50

Spese postali,tel.,affr. in blocco         fr.           261.98

                                                                 fr.        7'734.48

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a carico di IM 2 (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.        2'500.--

Inchiesta preliminare                           fr.        4'860.--

Spese diverse                                       fr.           112.50

Spese postali,tel.,affr. in blocco         fr.           261.98

                                                                 fr.        7'734.48

                                                                 ============

 


Intimazione a:          -  

 

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna

                                     -   Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

 

Per la Corte delle assise criminali

Il Presidente                                                          La vicecancelliera