Incarto n.
72.2017.98

Lugano,

6 settembre 2017/sg

Sentenza

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

La Corte delle assise criminali

 

 

composta da:

giudice Rosa Item, Presidente

 

Renata Loss Campana, giudice a latere

Giorgio Carlo Bernasconi, giudice a latere

 

Letizia Vezzoni, vicecancelliera

 

sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale

Ministero pubblico

 

 

contro

IM 1

rappresentato dall’avv. DUF 1

 

 

attualmente in espiazione della pena in sezione chiusa sino al 24 giugno 2018, come da decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi di data 28 marzo 2017, a seguito della sentenza di condanna della Corte delle assise criminali di data 15 giugno 2016, cresciuta in giudicato

 

imputato, a norma dell’atto d’accusa nr. 79/2017 del 18.05.2017 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

 

 

                                   1.   tentata rapina, ripetuta

per avere,

 

agendo in correità con il cittadino lituano __________, e con altre quattro persone denominate il __________, il __________, __________ e __________, non meglio identificate, tutti latitanti,

 

a __________ l’08 dicembre 2014 e a __________ nel periodo dal 09 dicembre 2014 al 14 dicembre 2014,

 

ai danni della gioielleria __________, __________, __________ e ai danni __________ __________, __________,

 

dopo avere __________, su incarico di __________, reclutato in _____ IM 1, __________, il __________, il __________ per poi trasportarli, al più tardi il 7 dicembre 2014, a bordo di una macchina, in un non meglio precisato alloggio a __________,

 

tentato, in due occasioni, ripartendosi i vari ruoli tra di loro, di commettere un furto usando violenza contro una persona, e meglio contro le commesse delle predette gioielleria e orologeria, minacciandole di un pericolo imminente alla vita e all’integrità corporale e rendendole incapaci di opporre resistenza,

 

e meglio,

 

                               1.1.   dopo avere __________ e __________ indicato ai correi, la gioielleria __________ in __________ a __________, quale obiettivo di rapina, partendo l’8 dicembre 2014 da __________ in direzione di __________, giungendovi muniti di una replica di pistola di marca TAURUS di colore nero in plastica, di uno spay al pepe di marca American Style Nato Original, di nastro adesivo, di guanti, di berretti, nonché di abbigliamento da abbandonare sul luogo al momento della fuga, avendo __________ e __________ mostrato ai correi la gioielleria __________ in __________ a __________, le vie di fuga e il luogo in cui lasciare i vestiti e gli oggetti utilizzati per la rapina e meglio un sottopassaggio in __________ nei pressi del __________ e della __________ di __________,

 

__________ e IM 1, pronti per entrare nella gioielleria, rendendosi conto che la via di fuga sarebbe stata difficoltosa, per paura di essere arrestati rifiutatisi di eseguire la rapina,

 

rapina che veniva comunque eseguita lo stesso giorno da __________ e __________ e materialmente dal __________ e dal __________, non riuscendo tuttavia, questi ultimi, a sottrarre della refurtiva, allontanandosi a piedi e disfacendosi dei predetti oggetti e indumenti che venivano ritrovati e sequestrati in __________ a __________,

 

                               1.2.   dopo avere __________ e __________ indicato ai correi, __________ a __________ quale obiettivo di rapina, partendo, in un giorno compreso tra il 09 dicembre 2014 e il 13 dicembre 2014 dalla stazione __________ in direzione di __________, giuntivi, muniti, tra l’altro, di una replica di pistola semiautomatica di marca Mauser di colore nero in metallo, di uno spray al pepe di marca Sabre Red, di nastro adesivo, di un piede di porco, di un martello, di guanti, di berretti, nonché di abbigliamento da abbandonare sul luogo al momento della fuga, avendo __________ e __________ mostrato ai correi __________ in __________, le vie di fuga su Via __________ e su Via __________, le biciclette posteggiate da utilizzare per la fuga, nonché la strada da percorrere per raggiungere la stazione FFS di __________ da dove avrebbero dovuto prendere il treno per fare rientro a __________,

 

__________ e IM 1, resisi conto che la via di fuga sarebbe stata difficoltosa, per paura di essere arrestati, rifiutatisi di eseguire la rapina,

 

obbligando i correi a rinunciare alla commissione della stessa e a tornare a __________, rapina che venne, poi, eseguita a distanza di più giorni e meglio il 15 dicembre 2014;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP in relazione con l’art. 22 CP;

 

Presenti:                    -   il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1

                                     -   in qualità di interprete per la lingua lituana, J.C..

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 15:15.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento:

 

Preliminarmente, la Presidente chiede al Procuratore pubblico di spiegare i motivi per cui __________ è stata riconosciuta la qualità di parte quale accusatore privato, rispettivamente alla __________ di vittima.

 

Il Procuratore pubblico indica che, trattandosi di un tentativo di rapina, concorda sul fatto che __________ e __________ non vengano considerati quale accusatore privato, rispettivamente vittima.

 

DUF 1 evidenzia come a fronte dello scritto pervenuto ieri, doc. TPC 20, anche __________ non deve più essere considerata accusatrice privata. Il Procuratore concorda.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale esordisce chiedendo la conferma in fatto e in diritto dell’AA. Ripercorre poi le circostanze della tentata rapina a __________, illustrando gli elementi oggettivi a comprova dell’episodio (comunque ammesso da IM 1) ed indicando a supporto del fatto che sia stato raggiunto lo stadio del tentativo, la circostanza per cui gli autori già disponevano del materiale necessario, avevano svolto dei sopralluoghi, era stata mostrata loro la via di fuga. IM 1 e __________ stavano unicamente attendendo il segnale per entrare in gioielleria e raggiungere i correi; non hanno però portato a termine il piano previsto, allontanandosi in altra direzione. IM 1 ha detto che si erano fatti prendere dal panico e della paura; __________ ha dichiarato che avevano avuto paura di non essere in grado di eseguire quanto loro richiesto. I medesimi sentimenti sono stati espressi per l’episodio di __________. Va considerato che la paura di IM 1 aveva quale origine la conformazione dei luoghi, le vie di fuga non sicure e dunque la paura di essere presi. Tale paura è dunque sorta nel momento in cui gli autori hanno visto i luoghi e non si può dunque ritenere che abbia origine interna; prova ne è che dopo il primo tentativo di __________, IM 1 ha chiesto se non si poteva fare la rapina di notte, in circostanze più sicure. Vi è dunque una volontà integra e mantenuta di commettere il reato, ma con modalità più sicure.

 

Il Procuratore prosegue passando all’episodio di __________, ripercorrendo le dichiarazioni di IM 1 fornite nel verbale di interrogatorio 11.04.2017. IM 1 ha dichiarato di aver avuto paura, che il piano non gli piaceva, che non vi erano vie di fuga; le dichiarazioni di __________ vanno nella medesima direzione. Sottolinea che le dichiarazioni di IM 1 e __________ perdono di linearità e di corrispondenza unicamente sul tema

minacce e pressioni dei correi dopo i due episodi tentati (momento in cui sono state proferite, chi le ha proferite); in questo modo tentano di ridurre le loro responsabilità, dichiarando che sono stati costretti a delinquere ciò che però contrasta con i precedenti e i lunghi anni di carcere scontati. Questo per dire che nessuno li minacciò di qualcosa che non volevano fare; quello che volevano erano condizioni di lavoro più sicure.

 

Prosegue indicando le condizioni di applicazione dell’art. 23 CP, puntualizzando che la desistenza non deve essere dettata da ragioni esterne, come nel caso concreto, visto che IM 1 ha rinunciato solo perché non vi erano le vie di fuga adeguate; ritiene pertanto che la desistenza non vada riconosciuta. Vi è poi la questione a sapere se il tentativo di __________ può considerarsi assorbito dalla rapina poi consumata; la risposta è negativa ritenuto che le due azioni sono originate da due volontà criminali distinte. Affinché vi sia assorbimento, la soglia del tentativo deve essere quanto più vicina alla realizzazione del reato, sia per luogo che per tempo (DTF 131 IV 100 consid. 8.2): in concreto, sia il ritorno a __________ degli autori che il passare del week-end non permettono di ritenere che vi sia questa unità. Le modalità di commissione sono poi state adattate e perfezionate rispetto al primo sopralluogo (p. es. numero di biciclette, baracca per cambiarsi inizialmente non prevista).

 

Quanto alla commisurazione della pena, ripercorre le considerazioni già espresse nel primo giudizio a carico di IM 1 e, in merito all’atteggiamento processuale dell’imputato, evidenzia come quest’ultimo abbia riconosciuto i fatti concernenti i tentativi, ma non assuma le sue responsabilità ritenendo di non aver fatto nulla.

 

Chiede dunque che l’imputato venga condannato a una pena detentiva di 9 mesi, totalmente aggiuntiva alla pena detentiva di tre anni pronunciata il 15.06.2016. Per quanto in sequestro, chiede il sequestro conservativo ritenuto come si tratti di mezzi di prova.

 

                                    §   l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale esordisce indicando che la tesi della pubblica accusa è debole e che ai fatti in esame può essere data una diversa chiave di lettura. Prosegue indicando come non sia chiaro per quale motivo nel primo procedimento fossero stati indicati gli atti preparatori per fatti che oggi vengono invece qualificati quali tentativi. Per l’episodio di __________, IM 1 si è recato dove gli è stato detto di andare e unicamente quando gli è stato spiegato il piano, già sul posto, è andato in panico. La difesa non intravede circostanze esterne che abbiano influito sulla volontà dell’imputato: non è infatti successo nulla che potesse essere letto come circostanza esterna e/o imprevedibile. Un criminale incallito non si comporta così, va dritto all’obiettivo e non si pone problemi; certamente non va in panico. Per questo episodio, si tratta di un chiaro caso di desistenza, che deve portare all’esenzione da pena.

 

Per __________ la situazione è parzialmente diversa, nella misura in cui se vi è un’unica volontà delittuosa, non si può considerare un tentativo e poi, cumulativamente, un reato consumato. Il fatto che tra il tentativo e la rapina sia trascorso il week end è unicamente dovuto al fatto che le gioiellerie erano chiuse. L’unità temporale e spaziale, nel caso concreto, rende il tentativo e la rapina del 15.12.2014 un tutt’uno che non permette di scindere le due fattispecie; il tentativo imputato era l’inizio di quanto poi conclusosi il 15.12.2014. Comunque, anche se si volesse dare un’altra lettura ai fatti, ritenendo dato il tentativo, si tratterebbe comunque di un altro chiaro caso di desistenza che deve portare all’esenzione da pena.

 

Precisa come venga chiesta l’esenzione da ogni pena nella misura in cui i tre anni di detenzione già inflitti sono sufficienti per punire IM 1 per quanto compiuto nel suo insieme. Evidenzia come non sia stata accordata la liberazione ai 2/3 della pena e che l’imputato ha scontato quasi due anni e mezzo di carcere, motivo per cui una pena supplementare non avrebbe senso. Il fatto che IM 1 abbia un posto dove andare a vivere, un contratto di lavoro e qualche problema di salute, devono far propendere per un proscioglimento da ogni accusa e per un’esenzione da qualsiasi pena.


 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

                                     -   che con sentenza 15 giugno 2016 della Corte delle assise criminali (inc. 72.2016.34 del 15.06.2016, AI 121), IM 1 è stato condannato alla pena detentiva di 3 anni, dedotto il carcere preventivo sofferto, per titolo di rapina per avere, a __________, il 15 dicembre 2014, in correità con __________ e altre quattro persone non identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”, commesso un furto in danno __________, minacciando la titolare __________ con una pistola e usando violenza nei suoi confronti, segnatamente obbligandola a sdraiarsi e bloccandola a terra, mettendole una mano sulla bocca per impedirle di urlare e spruzzandole dello spray al pepe in viso, sottraendo sette orologi di marca Vacheron Constantin per un valore complessivo denunciato di fr. 97'075.95;

                                      

                                      -                                           che con sentenza 18 gennaio 2017 (AI 134), cresciuta in giudicato, la Corte d’appello e di revisione penale ha respinto il gravame presentato da IM 1, confermando la sua condanna a tre anni di pena detentiva per rapina, precisando comunque che la pistola utilizzata per minacciare la titolare dell’__________ era finta;

 

                                      -   che nell’ambito di detto precedente procedimento penale, erano stati imputati a IM 1 anche due ulteriori episodi - il primo riferito a fatti avvenuti l’8 dicembre 2014 a __________, il secondo a fatti avvenuti a __________ nei giorni precedenti la rapina poi posta in atto - per i quali la Corte aveva ritenuto di non poter entrare nel merito considerato come l’imputato fosse stato estradato in Svizzera sulla base di un ordine di arresto internazionale che non comprendeva le due fattispecie in questione (perché emerse successivamente), rispettivamente ritenuto che al giorno del dibattimento per le stesse non era ancora stata chiesta / concessa l’estensione dell’estrazione; per questi motivi, in virtù del principio di specialità ex art. 14 della Convenzione europea di estradizione, la Corte aveva rinviato – limitatamente a tali episodi - il procedimento penale al Ministero pubblico per quanto di sua competenza;

 

                                      -   che essendo nel frattempo pervenuto l’accordo delle Autorità __________ all’estensione dell’estradizione (AI 147), con l’atto di accusa 79 / 2017 del 18 maggio 2017 qui in esame, il Procuratore pubblico ha promosso l’accusa nei confronti di IM 1 per ripetuta tentata rapina, con riferimento ai due episodi che non era stato possibile giudicare nell’ambito del primo procedimento;

 

                                     -   che per quanto concerne la vita anteriore e la situazione finanziaria di IM 1, ritenuto come l’imputato stia espiando la precedente condanna, si può certamente richiamare quanto esposto ai consid. 1.1 e 1.2 della sentenza 15.06.2016 (AI 121), e meglio:

 

                                         “1.1 IM 1, cittadino __________ nato il __________, in merito alla sua vita ha riferito:

 

(…) sono nato a __________ e sono cresciuto a __________. Mia mamma lavora al mercato in qualità di venditrice di borse italiane mentre mio papà lavora nell’edilizia. Fino a quando sono stato carcerato, mia madre faceva la casalinga. Non so dire se dopo il 06.11.2007 le abbia lavorato. A D del PP rispondo che quando ero in carcere vedevo i miei genitori, ma non parlavamo di tutto. Mio padre ha sempre lavorato nell’edilizia. Ho una sorella minore e lei vive con mia madre e ad oggi so che studia. Lei ha oggi 14 anni. Io ho frequentato 10 anni di scuola obbligatoria e poi ho frequentato due anni di liceo con indirizzo generico per ottenere un diploma che mi permettesse di intraprendere studi superiori. Per essere preciso io gli ultimi due anni di scuola li ho frequentati all’interno del carcere minorile ed è qui che ho conseguito questo diploma. Sempre in carcere ho anche frequentato corsi di informatica e mi hanno rilasciato dei certificati di frequenza. È vero che dall’età di 9 anni io frequentavo la scuola sportiva e giocavo a calcio con l’intenzione di diventare professionista ma sono poi stato poi incarcerato. È mia intenzione quando verrò scarcerato attivarmi per diventare allenatore di calcio. A D del PP rispondo che gli anni di carcere non mi sono serviti molto e sicuramente ho conosciuto le persone sbagliate come __________. Oggi ho capito che ho perso tanti anni in prigione e non voglio trascorrere la mia vita in carcere.”

(VI PP 22.02.2016 ore 14.00 pag. 3; dichiarazioni confermate in aula: VI imputato pag. 1, all. 2 al V. DIB.)

 

Durante l’inchiesta indicava inoltre di essersi “sposato e nel frattempo divorziato in __________ ma non ho figli e quindi non devo pagare alcun alimento” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).In occasione del verbale del 22 febbraio 2016 (ore 14.00) dichiarava ancora che “dopo i fatti di questo procedimento confermo che per due mesi ho lavorato a __________ per due mesi come scafalista. Dopo di che sono tornato a casa in __________ per tornare successivamente a __________ e tentare di trovare un lavoro. Ho quindi lavorato in un albergo e meglio presso __________ di __________ e poi mi sono licenziato perché il lavoro non mi piaceva e sono quindi stato arrestato” (VI PP 22.02.2016 ore 14.00 pag. 4).

 

                                         1.2. In merito alla sua situazione finanziaria, durante l’inchiesta l’imputato precisava di vivere “grazie ai soldi che mi davano mensilmente i miei genitori. Loro non mi davano un importo fisso. Quando avevo bisogno di soldi loro me li davano. A D del PP rispondo che mio papà grazie al suo lavoro in __________ guadagna bene e quindi mi dava lui i soldi. A D del PP rispondo che io non pensavo di essere arrestato e quindi non ho pensato che dovevo ricordarmi di quanto e quando mi davano i miei genitori ogni mese. Quando avevo bisogno dei soldi li chiedevo e loro me li davano. Io non ho mai dovuto rubare per mantenermi” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).”

 

                                         dichiarazioni queste riconfermate al dibattimento (VI imputato, p. 1, all. 1 V. DIB.) dove l’imputato ha anche aggiunto che pagato il conto con la giustizia voglio andare a lavorare, ho un posto di lavoro e un contratto. Desidero poi andare all’università a __________, in __________, dove c’è la mia famiglia.” (VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.);

 

                                     -   che anche in merito ai precedenti penali si può fare riferimento a quanto indicato nella sentenza 15.06.2016 (AI 121), e meglio al consid. 2:

 

                                         “2.1. In merito ai suoi precedenti penali, IM 1 dichiarava che oltre alla questione dell’incidente stradale in cui era morta una persona, all’età di 14 anni era rimasto coinvolto in una rissa e questo a __________ e che oltre a questi, di non aver “mai avuto procedimenti penali a mio carico in nessuna parte del mondo” (VI PP 09.09.2015 pag. 3).

 

                                         2.2. Dall’estratto del casellario giudiziale lituano e dalle sentenze emesse a suo carico acquisite agli atti, risulta invece che l’accusato ha subito qualche condanna in più; segnatamente risulta che lo stesso - come da lui poi confermato (VI PP 22.02.2016 pagg. 2-3; VI imputato pag. 1, all. 2 al V. DIB.) - è stato condannato:

 

                                     -   il 10 aprile 2006 a __________ (all’età di 16 anni) alla pena di 6 mesi di reclusione, sospesa per 2 anni, assortita da un provvedimento educativo consistente nel rimanere a casa dalle 21.00 alle 06.00 e di continuare gli studi, per titolo di rapina per essersi appropriato, usando violenza fisica contro la vittima, di un cellulare __________ con la relativa scheda sim;

 

                                     -   il 12 giugno 2008 a __________ (all’età di 18 anni) alla pena di 3 anni e 5 mesi di reclusione da scontare in un carcere minorile per titolo di rapina commessa il 16 agosto 2007, lesioni gravi commesse il 14 settembre 2007 e lesioni semplici commesse il 31 ottobre 2007;

 

                                     -   l’8 agosto 2008 a __________ (all’età di 19 anni) alla pena di 6 mesi di reclusione per lesioni semplici commesse il 28 luglio 2008 in carcere, che - tenuto conto del residuo di pena da scontare - decretava la reclusione a partire dalla sentenza di altri 2 anni e 10 mesi da scontare in carcere minorile;

 

                                     -   il 10 dicembre 2008 a __________ (all’età di 20 anni) alla pena (rivista in appello) di 5 anni e 9 mesi per infrazione alle norme della circolazione e omissione di soccorso nell’ambito di un incidente stradale avvenuto il 24 giugno 2007;

 

                                     -   il 27 gennaio 2010 a __________  (all’età di 21 anni) alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, per avere, in data 11 gennaio 2010, all’interno del carcere minorile, colpito un agente impedendogli di compiere le sue funzioni, ritenuta la circostanza che lo indica quale “delinquente abituale”.

 

La pena definitiva alla quale l’accusato è stato condannato con l’ultima sentenza risulta pertanto di 7 anni di reclusione, decorrenti a far tempo dal 6 novembre 2007; pertanto, dall’età di 18 anni e meglio dal 6 novembre 2007 e fino al 6 novembre 2014, IM 1 è rimasto in carcere (VI PP 22.02.2016 pagg. 2-3; AI 94).

 

2.3. L’imputato è invece incensurato in Svizzera (AI 37.1), in Inghilterra (AI 43) e in Germania (AI 61).”

 

ritenuto che, caduta l’incensuratezza in Svizzera a fronte della citata sentenza 15.06.2016, gli altri accertamenti permangono validi;

 

                                     -   che in merito al tentativo di rapina commesso in danno della gioielleria __________ a __________, l’8 dicembre 2014, l’imputato ha negato per buona parte dell’inchiesta ogni suo coinvolgimento, questo nonostante l’Autorità inquirente gli sottoponesse man mano gli elementi indizianti a suo carico, elementi che permettevano di collocare in modo certo due degli autori della rapina di __________ sui luoghi del tentativo di rapina di __________, come ad esempio il riscontro tra due profili DNA rinvenuti a __________ (in particolare su una bomboletta spray, su un paio di occhiali e su una pistola) e due profili DNA rinvenuti all’interno di due cuffie usate per il tentativo di rapina di __________ (AI 69, 71), rispettivamente il confronto delle immagini delle videosorveglianze dei due luoghi colpiti da cui si evince che le persone che per prime entrano nelle due gioiellerie sono le medesime (“__________” e il “__________”);

 

                                     -   che IM 1 ha ammesso i fatti di __________ unicamente quando è venuto a conoscenza dell’avvenuto arresto e dell’estradizione in Svizzera del correo __________, fatto che l’ha condotto a dichiarare:

 

“Il PP mi chiede se ho delle dichiarazioni spontanee da rendere e dichiaro che vorrei riconoscere l’episodio di __________. Vorrei che tutto finisca il più velocemente possibile. Vorrei non avere più pendenze a mio carico e pertanto vorrei dire tutta la verità.

 

Sono stato a __________, però non ho commesso nessun reato perché io e __________ abbiamo rinunciato di commettere la rapina poiché era la prima volta per noi e abbiamo avuto paura. Ci siamo spaventati e ci abbiamo ripensato. Non ricordo bene tutti gli episodi di quella giornata ma tenterò di ricordare quello che è importante. Confermo che dopo questo episodio di __________, siamo stati a __________ una prima volta dove anche qui io e __________ ci siamo spaventati e tutti siamo tornati a __________. La rapina di __________ del 15.12.2014 per la quale sono stato già condannato l’ho commessa perché non avevo / avevamo scelta visto che avevano minacciato me e __________.

 

lo e __________ siamo partiti da __________ in macchina con __________, sapendo che dovevamo andare a __________ e che lo scopo del viaggio era di commettere furti nelle automobili. Da quello che avevo capito questi furti dovevano essere commessi in Germania. Nel corso del viaggio abbiamo caricato in macchina anche il __________ e il __________ in una località della __________. Non so dire in quale località perché era una piccola cittadina. Siamo giunti a __________, senza fermarci in nessun'altra città, dopo circa due giorni di viaggio in macchina. Giunti a __________ siamo andati in un albergo. lo e __________ alloggiavamo in una stanza e il __________ e il __________ in un'altra che era situata in un altro piano. Dopo due notti trascorse in questo albergo, __________ ci informò che avremmo dovuto partecipare a una rapina. Non ci parlò di più rapine, ma di una sola. Ci disse che avremmo dovuto prendere gli orologi dalle vetrine. Ci informò che la rapina era da commettere in Svizzera ma non precisò in quale città. L'8.12.2014 alle prime ore del mattino, potevano essere le 04.00 o 0500 io, __________, il __________, il __________ e __________ ci siamo recati alla stazione Centrale di Milano. __________ ci ha lasciato momentaneamente in stazione per andare a prendere __________. __________ ha poi acquistato i biglietti e ce li ha consegnati unitamente a euro 50.00 per poter poi fare rientro a Milano dopo la rapina. Siamo arrivati a __________ dopo circa due ore di viaggio ed era ancora mattina presto. lo e __________ dovevamo entrare a prendere gli orologi dalle vetrine, il ___ e il ____ dovevano distrarre la commessa. Non sapevamo quante commesse ci sarebbero state, ma __________ aveva detto che forse erano due. lo e __________ dovevamo rompere delle vetrine a forma di colonna all'interno della gioielleria. ll PP mi sottopone le immagini della gioielleria di __________ (doc. 1) e dichiaro che le vetrine a colonna raffigurate sono quelle che dovevamo infrangere poiché in occasione del sopralluogo ci era stato detto che le vetrine si trovavano sulla destra rispetto all'entrata. Anche in questo caso io e __________ dovevamo camuffarci e cambiare abito, lo ero vestito con due strati di abiti. Pure le scarpe dovevano essere cambiate. Anticipo che prima di lasciare __________ io non mi ero cambiato d'abito e avevo lasciato a __________ le mie scarpe, quelle con le quali ero giunto a __________.

                                        

Giunti a __________, ci siamo diretti verso la città vecchia. In prima battuta ci hanno fatto vedere il sottopassaggio dove avremmo poi dovuto cambiarci e dove abbiamo lasciato gli abiti e gli strumenti per la rapina. Questo posto era proprio in prossimità dell'inizio del ponte in legno. II PP mi sottopone la fotografia (doc 2) e riconosco il vicolo di cui ho parlato. Abbiamo poi attraversato il ponte in legno. Siamo giunti nella città vecchia e ci hanno fatto vedere la gioielleria da colpire. Siamo poi tornati indietro, ci hanno detto che la via di fuga avrebbe comportato l'attraversamento del ponte poiché dissero che era l'unica via di fuga possibile. Abbiamo aspettato il segnale per agire nel sottopassaggio. Qui mi sono cambiato le scarpe e camuffato con delle sciarpe. Una volta arrivato il segnale da __________ a gruppi di due ci siamo mossi verso la città vecchia. Giunti nella vecchia città __________ era posizionato in una stradina laterale della __________ dove gli avremmo dovuto portare i gioielli una volta rubati. Il __________ e il __________ sono entrati nella gioielleria. lo e __________ dovevamo entrare dopo 15 secondi, ma ci siamo fatti prendere dal panico, non siamo entrati, siamo scappati nella direzione contraria e meglio in direzione della stazione. Non siamo passati per il sottopassaggio e non ci siamo più cambiati.

 

Alla stazione abbiano avuto difficoltà nel comprare il biglietto e solo grazie ad una ragazza ci siamo riusciti. Nel mentre che compravamo il biglietto abbia intravisto il __________ e il __________. Non abbiamo parlato con loro e siamo saliti sul treno senza attendere o realizzare che il __________ il __________ avessero potuto prendere lo stesso treno. Tornati in albergo, __________ e __________ erano arrabbiati con noi perché non avevamo fatto quello che dovevamo. Non ci hanno minacciato in questo caso ma hanno bestemmiato ed erano arrabbiati con noi. Il primo viaggio a __________ per commettere la rapina ai danni della __________ è avvenuto o giovedì o venerdì. Per il resto mi riconfermo nelle mie precedenti dichiarazioni. A D del PP rispondo che la prima volta che siamo stati minacciati è stato quando ci siamo rifiutati di commettere la rapina a __________ A D del PP rispondo che se è stata organizzata la rapina di __________ è perché quella di __________ non aveva fruttato il bottino che avrebbe dovuto. Se fosse andata in porto non ci sarebbe stata quella di __________. Ci dissero che non potevamo tornare a casa a mani vuote.

 

Il PP mi informa che dall'esame del DNA di tutti gli oggetti e indumenti sequestrati il giorno della tentata rapina a __________ è emerso il mio DNA in una scarpa all'interno di uno zaino abbandonato dagli autori materiali della rapina in un vicolo all'imbocco del ponte di legno

R: Ne prendo atto. Si tratta della mia scarpa, quella con la quale sono arrivato a __________” (VI PP 31.05.2016, pp. 2-4, AI 115);

 

                                     -   che l’imputato ha sostanzialmente confermato le sue dichiarazioni sia in occasione di un successivo verbale innanzi al Procuratore pubblico (VI PP 11.04.2017, pp. 2-3, AI 155) che in aula (VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.); oltre a ciò vi è che lo svolgimento dei fatti è confermato dalle dichiarazioni rese dal correo __________ (VI 18.08.2016, p. 7, AI 113), rispettivamente dal ritrovamento poco distante dalla gioielleria di __________ di indumenti che sarebbero dovuti servire per la fuga tra cui una scarpa nella quale è stato rinvenuto il DNA di IM 1 (AI 111);

 

                                     -   che per quanto concerne invece il tentativo di rapina ai danni __________, commesso tra il 9 e il 13 dicembre 2014, lo stesso è invece emerso sin dalle (quasi) prime dichiarazioni rese dall’imputato medesimo (VI PP 17.09.2015, pp. 6-7, AI 53), ripetute in corso d’inchiesta (VI PP 22.10.2016, p. 3, AI 76; VI PP 11.04.2017, pp. 4-6, AI 155) e ribadite in aula (VI imputato, p. 3, all. 1 V.DIB), stante le quali:

 

                                         “Tornando ai fatti successivi, dichiaro che il primo viaggio a __________ per commettere la rapina ai danni __________ è avvenuto il giovedì o il venerdì successivo al lunedì 08.12.2014. […omissis…] La rapina di __________ è stata organizzata perché quella di __________ non aveva fruttato il bottino sperato.

 

                                         La sera precedente __________ ci ha fatto scegliere i vestiti e altri indumenti che avremmo indossato durante la rapina. Ci mostrò dei vestiti e meglio, delle scarpe, delle giacche, sciarpe, occhiali, guanti, felpe e due berrette / cappelli, uno di colore blu con visiera (che è stata presa da __________) ed una berretta di colore nero che ho preso io. I vestiti e gli accessori da noi scelti sono stati presi da __________ e a noi consegnati solo una volta che siamo arrivati a __________. Solo a __________ il __________ ha consegnato a me e a __________ il piede di porco. Era, infatti, importante che durante il viaggio noi risultassimo puliti. Correggo così le mie precedenti dichiarazioni.

 

La mattina seguente siamo andati alla Stazione __________ io, __________, __________, __________, il __________ e il __________. __________ ha portato con sé i biglietti del treno e ce li ha distribuiti, inoltre a ciascuno di noi ha consegnato una banconota da 50 euro. Abbiamo preso lo stesso treno ma abbiamo fatto il viaggio per __________ in carrozze diverse.

 

Una volta arrivati a __________, era mattina presto, ci siamo allontanati dalla stazione a piedi, camminando forse per circa 15 minuti e ci siamo fermati in un grande parcheggio, quello dove erano parcheggiate le bici. Non ci hanno fatto vedere subito __________. __________ ci disse quello che dovevamo fare. Io e __________ dovevamo sempre entrare dopo il __________ e il __________, rubare gli orologi e scappare. __________ ci mostrò le bici già parcheggiate nel posteggio. Il parcheggio delle biciclette era dietro al negozio, c’era un grande parcheggio per automobile e su di un lato c’erano parcheggiate le biciclette. __________ prima ci ha mostrato la via di fuga a bordo delle bici, lui davanti e __________ ed io lo seguivamo. Ci disse che dovevamo tornare a __________. Non dovevamo prendere il treno a __________, meglio se andavamo alla Stazione di __________. In ogni caso ci dosse che per il ritorno a __________ ci dovevamo pensare noi con i soldi che ci aveva dato lui. Dopo siamo tornati al posteggio. __________ ha quindi mostrato dapprima al __________ e al __________ __________ e poi l’ha fatto anche con me e __________. A noi ha mostrato anche la vetrina dalla quale rubare gli orologi. Ritornando al posteggio alla presenza di tutti, io e __________ abbiamo detto loro che non avremmo fatto la rapina. Non ci eravamo ancora cambiati. Preciso che non ci era stato mostrato il luogo in cui avremmo dovuto cambiarci, quello che ci dissero era che avremmo dovuto trovarlo noi. Quest’idea del colpo né a me né a __________ era piaciuta e meglio non c’era piaciuto il luogo, io avevo paura di commettere questo colpo,. Che mi avrebbero preso ed arrestato e messo in prigione. __________ temeva perché quello era un posto da cui era difficile scappare. Io avevo paura perché era la prima volta che stavo per commettere questo genere di rapina. Preciso che fu a __________, al rientro da __________, che chiesi __________ se si poteva fare il colpo di notte così da evitare la gente, sia quella presente per la città che quella in negozio. __________ mi disse che gli orologi vengono messi via. Non era comunque __________ che aveva il potere di decidere cosa fare” (VI PP 11.04.2017, pp. 5-6, AI 155);

 

                                     -   che le dichiarazioni dell’imputato sono confermate dal correo __________ (VI PG 19.07.2016, pp. 4-5, AI 108, così come VI PP 15.07.2016, p. 8, AI 107), che sui motivi per cui si sono rifiutati di fare il colpo ha dichiarato:

 

“Quando siamo arrivati a __________, siamo rimasti solo poco tempo perché abbiamo rifiutato subito di fare la rapina. Secondo noi non vi era la via di fuga ed io dicevo a __________ che non avevamo la vita di fuga. Io gli dicevo che non la volevo fare perché non avevo la via di fuga. […omissis…] a domanda dell’avvocato rispondo che non volevamo comunque farla, indipendentemente dalla questione della via di fuga.”

(VI PG 19.07.2016, pp. 4-5, AI 108);

 

                                     -   che la Corte, sulla base delle risultanze d’inchiesta, delle dichiarazioni dell’imputato e del correo __________, delle videosorveglianze e di tutto il materiale probatorio agli atti, ha confermato l’atto d’accusa in punto alla sussistenza dei tentativi di commettere una rapina sia per i fatti di __________ che di __________, riconoscendo – come chiesto dalla difesa - che l’imputato ha desistito dal consumare il reato iniziato;

 

                                     -   che in merito alla rapina alla __________, la Corte ha considerato che l’imputato - che per finire ha ammesso di aver preso parte alla rapina - ha riferito che al momento di entrare in gioielleria, dopo che già vi erano entrati “__________” e “__________”, come da piano stabilito, lui e __________ non sono entrati a loro volta nella gioielleria, come previsto, ma sono scappati nella direzione opposta; ne discende che - indiscutibilmente - l’esecuzione del piano dettagliato previsto, con la precisa ripartizione dei ruoli per rapinare la gioielleria __________, era già cominciata, vero è che i due correi “__________” ed “__________” erano già entrati nella gioielleria e hanno comunque eseguito quanto era previsto per portare a termine il piano criminoso, che non è poi riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà;

 

                                     -   che affinché possa essere riconosciuta la desistenza ex art. 23 CP, l’autore deve aver spontaneamente desistito dal consumare un reato iniziato; per poter definire il carattere “spontaneo”, determinante è che dal punto di vista soggettivo l’autore avesse ancora la scelta tra l’interrompere o il proseguire la commissione del reato, ritenuto come i motivi (onorevoli o meno) non abbiano un peso particolare in tale valutazione (Niggli M. / Maeder S., in Basler Kommentar, Strafrecht I, 2013, n. 9 segg. ad art. 23), fermo restando che le circostanze esterne non devono essere tali da annullare la libertà di scelta dell’autore;

 

                                     -   che la Corte ha ritenuto che l’imputato nel momento in cui ha deciso di non entrare in gioielleria aveva soggettivamente ancora la scelta tra continuare o rinunciare al piano; ne discende che ha desistito spontaneamente dal proseguire nella commissione del colpo e poco importa che analoga decisione sia stata presa allo stesso tempo anche da __________. Pertanto l’imputato è stato riconosciuto autore colpevole del tentativo di rapina alla __________ a __________, dal quale ha desistito spontaneamente, ciò di cui la Corte ha tenuto conto nell’ambito della commisurazione della pena;

 

                                     -   che in merito all’episodio relativo __________ a __________, la Corte ha considerato che tra il 9 ed il 13 dicembre 2014, l’imputato ed i correi si trovavano a __________, erano partiti da __________ alla volta del Ticino con il treno, viaggiando in carrozze separate, erano arrivati al mattino presto per commettere la rapina, l’obiettivo era stato deciso ed avevano preso visione dei luoghi, si erano avvicinati __________ che era ancora chiusa ed era stata individuata anche la vetrina (che era stata mostrata loro) dalla quale rubare gli orologi, le bici da usare per la fuga erano pronte nel parcheggio dietro __________, la via di fuga era stata individuata e percorsa a titolo di prova, l’imputato era in possesso dei vestiti con cui cambiarsi dopo la rapina e, con il correo __________, del piede di porco per lo scasso delle vetrine così come anche del denaro necessario per acquistare i biglietti del treno per rientrare a __________ partendo dalla stazione di __________;

 

                                     -   che sulla base di tali risultanze la Corte ha ritenuto che l’esecuzione del piano dettagliato per rapinare __________ era cominciata e non è stata portata a termine solo a causa del rifiuto manifestato dall’imputato e dal correo __________, motivo per cui la Corte ha accertato la sussistenza del tentativo di rapina. Questo tentativo di rapina è - a giudizio della Corte - del tutto autonomo e non può ritenersi assorbito dalla rapina consumata il 15 dicembre 2014, anche se l’obiettivo è lo stesso, in quanto non vi è alcuna unità temporale con la rapina consumata a distanza di almeno 2 o 3 giorni. Inoltre, in concreto vi è anche che la successiva decisione di fare la rapina del 15 dicembre 2014 - stante la versione dell’imputato - è nata dopo essere rientrati a __________ e a seguito delle discussioni avute con l’organizzazione, a seguito delle quali IM 1 ha cambiato idea e ha deciso di commettere la rapina. A mente della Corte si tratta di una nuova determinazione volitiva nata dopo il tentativo, con la quale IM 1 ha creato le premesse per una nuova azione criminosa che si è concretizzata nella rapina messa a segno il 15 dicembre 2014. Ne discende che essendo assistito da due determinazioni volitive diverse ed opposte, una volta in più il tentativo di rapina non può considerarsi assorbito dalla rapina del 15 dicembre 2014, ma si tratta di un’azione indipendente ed autonoma con connotazioni giuridiche proprie, punibile in modo autonomo benché l’obiettivo e le modalità di esecuzione fossero i medesimi, ciò di cui la Corte ha tenuto evidentemente conto nell’ambito della commisurazione della pena;

 

                                     -   che anche per l’episodio di ______, la Corte ha ritenuto che l’imputato ha desistito spontaneamente dal portare a termine la consumazione del reato, ritenuto che nel momento in cui ha deciso di non continuare con il piano prestabilito, aveva soggettivamente ancora la scelta tra continuare e rinunciare al piano. Desistenza che non viene meno a fronte dell’alternativa proposta dall’imputato di commettere un furto e non una rapina nella misura in cui alcuni autori ritengono che la desistenza non viene comunque meno anche se l’autore decide di perpetrare un’infrazione simile in circostanze diverse (Petit Commentaire – Droit pénal, 2012, n. 5 ad art. 23 e riferimenti ivi citati);

 

-       che, passando alla commisurazione della pena, la Corte ha ritenuto oggettivamente e soggettivamente grave la colpa dell’imputato che ha percorso migliaia di chilometri per venire qui in Svizzera a delinquere, che ha agito a fine di lucro prendendo di mira oggetti di lusso in base a un piano ben studiato dove erano previste ed individuate le vie di fuga così come l’uso di biciclette per assicurarsi una fuga veloce, l’uso dei guanti, di strumenti per infrangere le vetrine, così come l’uso di vestiti indossati appositamente per commettere la rapina con il cambio dopo la perpetrazione del colpo e con una precisa spartizione dei ruoli; la Corte ha considerato inoltre che IM 1 non è nuovo alla commissione di reati avendone commessi fin da minorenne, che ha delinquito mentre era in carcere in __________ e, soprattutto, che ha ricominciato a distanza di un solo mese dalla sua scarcerazione (dopo aver scontato una pena complessiva di 7 anni) a dimostrazione che la lunga carcerazione subita non era servita a farlo desistere dal commettere di nuovo ulteriori reati;

 

-       che, a suo favore la Corte ha considerato che, per finire, l’imputato ha riconosciuto di aver preso parte al tentativo di rapina di __________, così come aveva già ammesso quello di __________; la Corte ha tenuto altresì conto del suo ruolo di semplice esecutore;

 

                                     -   che tutto ciò considerato, la Corte, tenuto inoltre conto dell’attenuante dovuta alla desistenza riconosciuta sia per la rapina di __________ che per quella di __________ così come anche del fatto che l’obiettivo del tentativo e della rapina consumata a __________ era lo stesso e considerato altresì che si tratta di una pena interamente aggiuntiva a quella di 3 anni alla quale è stato condannato con sentenza 15 giugno 2016, ex art. 49 cpv. 2 CP, ha ritenuto adeguata alla colpa dell’accusato, la pena di 5 mesi di pena detentiva da espiare, a valere quale pena interamente aggiuntiva a quella di 3 anni che gli è stata inflitta il 15 giugno 2016;

 

                                     -   che per quanto concerne i sequestri e le confische, è stato disposto il sequestro conservativo di tutto quanto in sequestro ed indicato nell’AA in quanto mezzi di prova;

 

                                     -   che la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato; 

 

                                     -   che le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato, riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La nota d’onorario dell’avv. DUF 1 è approvata per complessivi fr. 6'874.20, di cui fr. 5'670.00 di onorari, fr. 695.00 di spese, oltre ad IVA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

visti gli art.:                     12, 22 cpv. 1, 23, 40, 47, 49, 51, 69, 140 cifra 1 cpv. 1 CP;

135, 263 cpv. 1, 267, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   IM 1

 

è autore colpevole di

 

ripetuta tentata rapina

per avere,

 

                               1.1.   a __________, in data 8 dicembre 2014,

in correità con __________ e altre quattro persone non meglio identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”,

tentato di commettere una rapina ai danni della gioielleria __________,

desistendo poi spontaneamente dal consumare il reato iniziato;

 

                               1.2.   a __________, nel periodo 9 - 13 dicembre 2014,

in correità con __________ e altre quattro persone non meglio identificate e denominate “__________”, “__________”, “__________” e “__________”,

tentato di commettere una rapina ai danni __________,

desistendo poi spontaneamente dal consumare il reato iniziato;

 

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza,

 

trattandosi di pena totalmente aggiuntiva alla pena detentiva di 3 (tre) anni pronunciata nei suoi confronti dalla Corte delle assise criminali con sentenza 15.06.2016,

 

IM 1 è condannato alla pena detentiva di 5 (cinque) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

 

                                   3.   E’ ordinato il sequestro conservativo in quanto mezzi di prova degli oggetti in sequestro elencati nell’atto di accusa.

 

 

                                   4.   La tassa di giustizia di fr. 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   5.   Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               5.1.   La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:

 

onorario                      fr.       5'670.00

spese                          fr.          695.00

IVA (8%)                     fr.          509.20

totale                           fr.       6'874.20

 

                               5.2.   Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 6'874.20 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

 


 

Intimazione a:

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della Popolazione, ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

                                     -   Direzione del carcere penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

 

 

Per la Corte delle assise criminali

La Presidente                                                       La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                              fr.        1'000.--

Inchiesta preliminare                       fr.        1'111.--

Traduzioni                                         fr.        1'150.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.)       fr.           142.95

                                                             fr.        6'403.95

                                                             ===========