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Incarto n. |
Lugano 8 novembre 2004/rgc |
In nome |
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La prima Camera civile del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
G. A. Bernasconi, presidente, Giani e Lardelli |
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segretario: |
I. Bernasconi, vicecancelliere |
sedente per statuire nella causa n. 211 (fondazioni) della Divisione della giustizia quale autorità di vigilanza sulle fondazioni e sugli istituti di previdenza professionale che oppone il
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__________ (rappresentato dall'Ufficio __________)
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alla |
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Divisione della giustizia
quale autorità di vigilanza sulle fondazioni
e alla
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__________; (patrocinata dall'avv. dott. __________); |
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di questione: 1. Se dev'essere accolto il ricorso presentato il 10 gennaio (recte: febbraio) 2003 dal _____________ contro la decisione emanata il 27 gennaio 2003 dalla Divisione della giustizia;
2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. Con atto pubblico n. _________ del notaio __________, il 9 giugno 1990 la Confederazione Svizzera, lo Stato del Cantone Ticino, il Comune di __________, il Comune di __________, il Patriziato di __________o, il _____________ e la Società ticinese per ___________ (_________) hanno costituito la _____________, con sede a Cavergno, allo scopo di “salvaguardare e proteggere attivamente la valle Bavona nelle sue componenti etnologiche, geografiche, botaniche, faunistiche e paesaggistiche, collaborando con i Comuni di __________ e __________ nell'applicazione del piano regolatore in valle Bavona” (art. 2 dello statuto). Organi della fondazione sono il Consiglio di fondazione, il Gruppo operativo e l'Ufficio di revisione (art. 5 dello statuto, modificato il 12 maggio 2000 con atto pubblico n. 1637 del medesimo notaio). Nel Consiglio di fondazione, di nove membri, siede – tra gli altri – un rappresentante del _____________ (art. 5 del regolamento), designato nella persona di __________. La _____________ è stata iscritta nel registro di commercio il 6 luglio 1990.
B. Il 13 gennaio 1995 l'assemblea del _____________ ha deciso di autorizzare la costituzione di un diritto di superficie “al Corte Grande di __________” in favore della _____________. Il Municipio di __________ ha poi rilasciato il 4 agosto 1998 alla _____________ una licenza edilizia per “la riattazione dell'edificio numero 2 (alpe di __________), deposito legna”. Il 25 giugno 1999 la Fondazione ha comunicato al Municipio l'inizio dei lavori di “smontaggio della cascina” e il 20 settembre 1999 l'inizio dei lavori di costruzione. Con atto pubblico del 19 giugno 2000 del notaio __________ i, il _____________ e la _____________ hanno infine stipulato la costituzione di un diritto di superficie per sé stante e permanente in favore della Fondazione, della durata di trent'anni, sulla particella n. __________RFP di __________, proprietà del __________. Il diritto è poi stato intavolato nel registro fondiario come “fondo foglio n. __________RFP”, comprendente in particolare gli stabili subalterno A (cascina, 51 m²) e B (ripostiglio, 24 m²). L'intavolazione è avvenuta sulla base di un piano di mutazione n. 1234 del 13 settembre 1995, corretto il 19 aprile 2000 dal geometra ing. __________.
C. Tra il 10 luglio 2000 e il 7 gennaio 2003 __________ e il _____________ hanno presentato alla Divisione della giustizia, autorità di vigilanza sulle fondazioni, svariati ricorsi, segnalazioni e complementi ai ricorsi contro decisioni del Consiglio di fondazione e l'attività della _____________. Accertato che le contestazioni riguardavano questioni sostanzialmente riconducibili alla contabilità e al modo di gestire la fondazione, la Divisione della giustizia ha congiunto i ricorsi e li ha decisi il 27 gennaio 2003, accogliendoli limitatamente alla revoca di decisioni prese dal Consiglio di fondazione il 16 febbraio 2001 e il 21 novembre 2002 circa la sospensione di contributi in favore del _____________ e respingendoli in quanto ammissibili per il resto. La tassa di giudizio di fr. 500.– è stata posta per fr. 100.– a carico della _____________, per fr. 100.– a carico del _____________ e per la rimanenza è stata addebitata a __________. Non sono state assegnate ripetibili.
D. Contro la decisione appena citata il _____________ è insorto con un ricorso del 10 gennaio (recte: febbraio) 2003 nel quale formula sei domande di giudizio e sollecita l'emanazione di direttive da parte di questa Camera. Esso ha poi inviato alla Camera il 17 febbraio 2003 un “complemento al ricorso notificato il 10 febbraio 2003” nel quale chiede l'emanazione di un'ulteriore direttiva. Nelle sue osservazioni del 18 marzo 2003 la _____________ propone di respingere il ricorso. Con un ulteriore “complemento al ricorso notificato il 10 febbraio 2003”, del 26 marzo 2003, il _____________ ha replicato alle osservazioni della Fondazione. Per finire, il 15 luglio 2004 esso ha ritirato cinque delle sei domande di giudizio, come pure la richiesta di emanare direttive all'indirizzo della Fondazione. Ha invece dichiarato di mantenere la richiesta n. 4 tendente a definire i rapporti di proprietà sugli stabili posti al “Corte Grande di __________ ” dopo la costituzione del diritto di superficie, avanzando tre nuove domande di giudizio che differiscono dalla richiesta n. 4 del ricorso del 10 febbraio 2003. Quest'ultimo scritto non è stato oggetto di intimazione.
Considerando
in diritto: 1. Le decisioni emanate dalla Divisione della giustizia quale autorità di vigilanza sulle fondazioni sono impugnabili con ricorso entro 20 giorni alla Camera civile di appello (art. 15 prima frase LAC e 424 cpv. 3 CPC, in cui figura il termine improprio di “appello”), la quale statuisce come autorità superiore di vigilanza sulle fondazioni, nell'ambito di una procedura di diritto amministrativo (Riemer in: Berner Kommentar, 3a edizione, n. 136 ad art. 84 CC). Tempestivo, sotto questo profilo il ricorso in esame è dunque ricevibile.
2. Nel “complemento al ricorso notificato il 10 febbraio 2003”, del 17 febbraio 2003, il ricorrente si duole di presunte irregolarità nell'ambito di una decisione che sarebbe stata presa dal Consiglio di fondazione il 13 febbraio 2003 e conclude con la richiesta di emanare un'ulteriore “raccomandazione”. Tale scritto e i suoi allegati sono manifestamente irricevibili. Prima di adire questa Camera occorre infatti adire la Divisione della giustizia quale autorità di vigilanza sulle fondazioni, cui il ricorrente si è del resto rivolto con successivo ricorso del 3 marzo 2003. Al proposito non giova pertanto dilungarsi.
3. Il 26 marzo 2003 il ricorrente ha replicato alle osservazioni introdotte il 18 marzo 2003 dalla _____________. Non autorizzata, tale replica andrebbe dichiarata improponibile già per questo motivo (art. 49 cpv. 3 LPAmm). Oltre a ciò, un diritto di replica si giustifica soltanto se la risposta contiene elementi nuovi e rilevanti che possono influire sul giudizio (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, pag. 106, n. 5 ad art. 20 LPamm), il che non è palesemente il caso nella fattispecie. Anche il “complemento al ricorso notificato il 10 febbraio 2003” del 26 marzo 2003 non può dunque entrare in linea di conto.
4. Con lettera del 15 luglio 2004 il ricorrente ha comunicato di ritirare le domande di giudizio n. 1, 2, 3, 5 e 6, come pure la richiesta di emanare “raccomandazioni”, postulate con il ricorso del 10 gennaio (recte: febbraio) 2003. In tale misura il ricorso va dunque stralciato dai ruoli per desistenza. Nella citata lettera il ricorrente ha dichiarato invece di mantenere la domanda n. 4, intesa a far accertare che “gli stabili A e B menzionati nel piano di mutazione n. 1234 del 13 settembre 1995 rimangono di proprietà patriziale anche dopo la costituzione del diritto di superficie”, la _____________ non avendo “mai posseduto beni propri su _____________ prima del 19 giugno 2000”, beneficiando essa di un mero diritto all'usufrutto. Il Patriziato chiede pure di stralciare la parola “prima” contenuta nella clausola n. 6 lett. b “pagina 5, sesta riga” dell'atto pubblico 19 giugno 2000 “perché crea interpretazioni ambigue”, nel senso che sembrerebbe concedere alla Fondazione “la libertà di ritenere proprie costruzioni e istallazioni realizzate prima del 19 giugno 2000 e/o di chiedere al Patriziato, alla scadenza o riversione anticipata” del diritto di superficie, “adeguato risarcimento per realizzazioni in parte anche abusive, effettuate con i sussidi ricevuti”.
a) Le tre nuove richieste contenute nella lettera del 15 luglio 2004 sono manifestamente irricevibili. Per tacere del fatto che nuove domande non sarebbero state proponibili nemmeno se formulate nel ricorso (art. 63 cpv. 2 LPAmm per analogia), le conclusioni in rassegna sono state avanzate fuori di ogni termine d'impugnazione. In proposito il ricorso non merita perciò ulteriore disamina.
b) In relazione alla domanda di giudizio n. 4 – l'unica ancora pendente – tendente a definire i rapporti di proprietà sugli stabili situati a “Corte Grande di __________ ” dopo la costituzione del diritto di superficie, è invece il caso di ricordare che le fondazioni soggiacciono alla vigilanza (amministrativa) solo per quanto attiene all'adempimento dei loro compiti, lo Stato dovendo controllare che i beni in dotazione siano impiegati conformemente al loro scopo (art. 84 cpv. 2 CC). Per il resto esse sono soggetti di diritto privato e sottostanno, in particolare nei rapporti con altri soggetti di diritto privato, alla giurisdizione civile (Riemer, loc. cit.). In concreto la richiesta del ricorrente non riguarda la sorveglianza sulle fondazioni da parte dell'ente pubblico, bensì l'accertamento di rapporti di proprietà privata, e come tale sfugge e alla giurisdizione amministrativa. Onde l'irricevibilità dell'appello. Tutt'al più il Patriziato potrà rivolgersi, dandosene i presupposti, al giudice civile. Si rammenti ad ogni buon conto che in quella sede un'azione di accertamento deve risultare sorretta da un interesse “legittimo” (concreto e attuale, giuridico o di mero fatto, ma rilevante: DTF 110 II 357 consid. 2 con rimando). Occorre in altri termini – come la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare (I CCA, sentenza inc. 10.2002.15 del 12 novembre 2003) – che dal comportamento della controparte risulti una situazione d'incertezza relativamente all'esistenza di un rapporto giuridico, non si possa ragionevolmente pretendere che l'attore rimanga in tale situazione e non sia possibile rimediare all'incertezza mediante un'azione di condanna o un'azione costitutiva.
6. Gli oneri del giudizio odierno vanno a carico del Patriziato, tanto nella misura in cui esso ha ritirato il ricorso (la desistenza va equiparata a soccombenza: Rep. 1978 pag. 375 per analogia, con riferimento all'art. 28 cpv. 1 LPAmm), sia nella misura in cui il ricorso va dichiarato irricevibile. La _____________, che ha presentato osservazioni per il tramite di un legale, ha diritto a un'equa indennità per ripetibili (art. 31 LPamm).
7. L'odierna sentenza dev'essere comunicata anche all'Ufficio federale di giustizia in virtù dell'art. 103 lett. b seconda frase OG, dandosi la possibilità di un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (Grüninger in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a edizione, n. 17 ad art. 84).
Per questi motivi,
pronuncia: 1. Si prende atto del ritiro del ricorso per quanto riguarda le richieste di giudizio n. 1, 2, 3, 5 e 6. In tale misura la causa è stralciata dai ruoli per desistenza.
2. Nella misura in cui non è stato ritirato (richiesta di giudizio n. 4), il ricorso è irricevibile.
3. Gli oneri processuali, consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 250.–
b) spese fr. 50.–
fr. 300.–
sono posti a carico del ricorrente, che rifonderà alla _____________ fr. 800.– per ripetibili.
4. Intimazione a:
– _____________,;
– avv. dott. __________;
– Divisione della giustizia quale autorità di vigilanza sulle fondazioni e sugli istituti di previdenza professionale.
Comunicazione all'Ufficio federale di giustizia, Berna.
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terzi implicati |
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Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente Il segretario
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Contro la presente sentenza è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale entro 30 giorni dall'intimazione (art. 97 segg. OG). |