Incarto n.
12.2003.114

Lugano

29 settembre 2004/dp

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dei giudici:

Cocchi, presidente,

Epiney-Colombo e Walser

 

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.97.881 (azione di disconoscimento del debito) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, promossa con petizione 20 novembre 1997 da

 

 

 

 AO 1 

 AO 2 

entrambi rappr. dall'  RA 2 

 

 

contro

 

 

  AP 1 

rappr. dall'  RA 1 

 

con cui gli attori hanno chiesto il disconoscimento del debito di fr. 150'000.- di cui ai PE ni 510706-01 e 510706-02 dell'UE di Lugano e la condanna dell'____________________ AP 1a alla restituzione dell'importo di fr. 100'000.- oltre interessi al 5% dal 1 maggio 1990, nonché alla riconsegna di 3 vaglia cambiari di fr. 50'000.-, dei gioielli e della cartella ipotecaria di nominali fr. 500'000.- a suo tempo datigli in garanzia, domande avversate dal convenuto e che il Pretore ha accolto con sentenza 18 giugno 2003;

 

appellante il convenuto con atto d'appello 8 luglio 2003, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre gli attori, con osservazioni 12 agosto 2003 postulano la reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

esaminati gli atti e i documenti prodotti

ritenuto

 

in fatto:                           1.    Nel corso del 1994, AO 1, AP 1 e __________ instaurarono un rapporto di collaborazione per la realizzazione di un'operazione immobiliare avente per oggetto ____________________ e consistente nell'acquisto del terreno, nella costruzione di un nuovo complesso alberghiero/residenziale e nella successiva rivendita dello stesso. La ripartizione dei compiti, concordata dalle parti, prevedeva l'assunzione da parte dei signori AO 1 dell'incarico di ottenere i finanziamenti - segnatamente mettendo a disposizione dei finanziatori le necessarie garanzie per ottenere il credito di costruzione - mentre __________, tramite la__________, avrebbe invece curato l'esecuzione dell'opera. AP 1 si sarebbe invece occupato della progettazione e direzione dei lavori.

 

                                                 Allo scopo, essi rilevarono da __________ la società __________), sottoscrissero un aumento del capitale azionario della stessa e la ricapitalizzarono con fondi messi a disposizione dalla signora AO 1a. Quale amministratore unico fu designatoAP 1.

                                                 L'operazione prevedeva altresì l'immissione di mezzi propri da parte della __________, la quale partecipava al finanziamento nella misura di circa fr. 1,5 milioni, fornendo un credito di pari importo mediante posticipazione parziale dell'incasso delle fatture emesse per i lavori di costruzione fino alla vendita degli immobili. Analogamente,AP 1 contribuiva con la propria attività di progettista e responsabile della direzione dei lavori, per la quale avrebbe percepito solo una parte degli onorari in corso d'opera e la rimanenza al momento del realizzo dell'operazione immobiliare. In tal senso egli aveva sottoposto ai soci un preventivo di spesa per le proprie prestazioni, con una proposta di ripartizione degli onorari tra pagamenti da fare secondo l'avanzamento dei lavori e sua partecipazione finanziaria. L'onorario totale era indicato in complessivi fr. 1'450'000.-, di cui egli avrebbe però ricevuto solo fr. 800'000.-, mentre la rimanenza di fr. 650'000.- costituiva la sua partecipazione, da recuperare ad operazione ultimata unitamente agli utili.

 

 

                                          2.    Il 16 dicembre 1994 la __________ esercitò il diritto di compera - ottenuto il 25 agosto 1994 - sulla particella no __________, acquisendone la proprietà al prezzo di fr. 6 milioni, di cui fr. 5 milioni pagati mediante assunzione di un debito ipotecario di pari importo e fr. 1 milione messo a disposizione dai signori AO 1.

                                                 In data 5 gennaio 1995 la __________ concedette alla __________ una linea di credito in contocorrente di fr. 400'000.-, garantita da una cambiale di nominali fr. 400'000.-, in bianco di data e scadenza, firmato dalla società stessa e avallato dai signori AO 1, __________ eAP 1

 

                                                 Iniziati i lavori di sua competenza, AP 1inviò tre richieste d'acconto alla __________, la quale gli versò fr. 100'000.- il 27.10.1994, fr. 200'000.- il 27.12.1994 e fr. 85'200.- il 6.3.1995, per un totale di fr. 385'200.-.

 

                                                 Dando seguito alla domanda di costruzione del 24 febbraio 1995, il 30 giugno dello stesso anno il Municipio di __________rilasciò alla __________la licenza edilizia per l'edificazione di un complesso alberghiero-abitativo al mappale no __________.

 

                                                 Il 7 luglio 1995, AP 1inviò una quarta richiesta d'acconto di fr. 213'000.- alla____________________ la quale non vi diede seguito per mancanza di liquidità, la linea di credito presso la __________essendo ormai esaurita.

 

 

                                          3.    Per il pagamento di tale acconto, AO 1 consegnò a AP 1 una cambiale di fr. 213'000.- che egli scontò il 22 novembre 1995 presso la __________. Nonostante alcune proroghe, la cambiale non fu però onorata e la banca riaddebitò il conto dellAP 1 AP 1 dell'importo versatogli, retrocedendogli in un secondo tempo i diritti nei confronti dei signori AO 1. A garanzia del pagamento della predetta cambiale, AO 1 sottoscrisse cinque vaglia cambiari di nominali fr. 50'000.- cadauno, avallati dal marito, con scadenza scalare al 15 marzo, 1 aprile, 15 aprile, 1 maggio e 15 maggio 1996, consegnandole a AP 1 unitamente ad alcuni gioielli e ad una cartella ipotecaria di fr. 500'000.-. Pagate le prime due cambiali per complessivi fr. 100'000.-, le successive non furono più onorate.

 

                                                 Dopo aver inoltrato, il 22 aprile 1996, le proprie dimissioni dalla carica di amministratore della __________, AP 1 escusse quindi gli attori con i precetti esecutivi ni 510706-01 e 510706-02 dell'UE di Lugano del 4 novembre 1996, per l'importo di fr. 150'000.- indicando quale titolo di credito "saldo IV acconto del 7.7 1995, dichiarazione del 19.2.1996, 3 vaglia cambiari del 15.12.1995 da fr. 50'000.-". L'opposizione interpostavi dai precettati è stata rigettata in via provvisoria dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello con sentenze del 30 ottobre 1997.

 

 

                                          4.    Con petizione 20 novembre 1997, AO 1 hanno chiesto che sia dichiarato inesistente il credito di fr. 150'000.- vantato nei loro confronti dallAP 1. e la sua condanna al pagamento di fr. 100'000.- oltre interessi al 5% dal 1 maggio 1996. Inoltre gli attori hanno postulato la restituzione dei 3 vaglia cambiari di fr. 50'000.-, dei gioielli e della cartella ipotecaria di nominali fr. 500'000.- a suo tempo datigli in garanzia. Gli attori sostengono che il credito fatto valere dal convenuto, per il quale essi hanno effettuato il pagamento e fornito le garanzie, è inesistente perché le prestazioni fatturate non sono in realtà state eseguite e difettano comunque dei necessari giustificativi.

 

 

                                          5.    Con risposta 4 maggio 1998, il convenuto ha chiesto la reiezione integrale della petizione, rilevando che, gli attori, in quanto debitori dell'importo richiesto in virtù di un contratto a favore di terzi da essi stipulato quali soci correntisti con la __________, sarebbe preclusa la facoltà di sollevare eccezioni attinenti agli accordi intervenuti tra la__________ e AP 1AP 1 Nel merito egli ha ritenuto comunque giustificato l'importo fatturato, lo stesso essendo confacente alle prestazioni fornite. Per quanto riguarda invece la domanda di pagamento dell'importo di fr. 100'000.-, ha negato che vi sia arricchimento da parte sua ed ha eccepito che la richiesta di restituzione dell'indebito è ormai prescritta.

 

 

                                          6.    Con replica 5 giugno 1998, parte attrice ha rilevato di essere intervenuta in qualità di garante della __________ per gli onorari che essa - in buona fede - credeva fossero dovuti al convenuto. Non avendo però egli fatto i lavori per i quali chiede il compenso, non v'è alcun debito della__________ nei suoi confronti e quindi la garanzia prestata è senza oggetto. Essa ha poi contestato l'eccezione di prescrizione, rilevando di aver effettuato il pagamento nell'ambito di un rapporto contrattuale in seguito non rispettato dallAP 1. AP 1 sicché è applicabile il termine di prescrizione ordinario decennale, non già quello annuale dell'arricchimento indebito.

 

 

                                          7.    Con la duplica 29 marzo 1999, il convenuto ha ribadito le proprie domande ed eccezioni, rilevando che il rapporto esistente tra __________ e AP 1 è stato assunto in modo cumulativo ed astratto dagli attori, i quali sono quindi tenuti a pagare integralmente le prestazioni effettuate dal convenuto.

 

                                                 In occasione del dibattimento finale, parte attrice ha confermato integralmente le proprie domande, evidenziando che per le proprie prestazioni il convenuto può chiedere al massimo fr. 295'500.-, somma a fronte della quale egli ha invece già percepito fr. 385'200.- dalla __________ e fr. 100'000.- dagli stessi attori. Le pretese di cui alle esecuzioni di cui trattasi sono quindi inesistenti, per cui egli è anche obbligato a restituire quanto ricevuto in eccesso.

                                                 Il convenuto ha confermato la propria opposizione alla petizione, rilevando che la perizia ha quantificato l'onorario per il lavoro da lui svolto in fr. 623'904.-, integralmente dovutogli. Inoltre ha asserito di aver svolto un'importante attività accessoria per la quale gli dev'essere riconosciuto un onorario di almeno fr. 200'000.-.

 

 

                                          8.    Con sentenza 18 giugno 2003 il Pretore ha accolto la petizione. Egli ha dapprima esaminato i rapporti contrattuali alla base della sottoscrizione dei vaglia cambiari, concludendo che gli attori non hanno solo inteso garantire il debito della __________ nei confronti del convenuto, ma sono andati oltre, assumendo il debito medesimo. Rilevato poi come nel contratto d'assunzione del debito l'assuntore dispone di tutte le eccezioni afferenti al debito assunto, ha verificato la consistenza del credito fatto valere dal convenuto. Sulla scorta delle risultanze della perizia giudiziaria ha quantificato l'onorario dovutogli per l'opera da lui svolta in fr. 562'045.-, oltre a fr. 27'000.- per prestazioni supplementari, per un totale di fr. 589'045.-. Ha poi suddiviso la remunerazione conformemente alla ripartizione prevista in fr. 268'500.- quale onorario fatturato secondo il piano dei pagamenti e fr. 293'545.- quale partecipazione sino a realizzo dell'operazione immobiliare, quest'ultima esigibile però solo al momento della realizzazione dei ricavi della vendita. Poiché a fronte di un importo dovuto di fr. 268'500.- vi sono pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-, il Pretore ha concluso che il debito che gli attori intendevano assumersi, corrispondente alla parte di onorario richiesto con l'ultima domanda di anticipo, era inesistente. Di conseguenza pure era inesistente la parte di debito di fr. 37'000.- per spese di ritardo, trattandosi di obbligo accessorio al debito principale che cade con quello.

                                                 In merito alla domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.-, il primo giudice ha poi considerato che, per i motivi già esposti, era stato versato senza causa. Esclusa l'applicabilità della prescrizione decennale dell'art. 127 CO - perché l'assunzione di debito presuppone l'esistenza del debito al momento in cui viene ripreso, debito inesistente nel caso concreto - ha poi ritenuto che gli attori hanno potuto disporre dei giustificativi necessari solo contestualmente alla denuncia penale presentata nei confronti del convenuto, vale a dire nel mese di agosto del 1997, sicché al momento della presentazione della petizione - avvenuta il 27 novembre successivo - il termine di prescrizione annuale non era ancora decorso. Da qui l'obbligo di restituire l'importo reclamato unitamente ai pegni forniti a garanzia del debito - inesistente - e dei tre vaglia cambiari.

 

 

                                          9.    Appella il convenuto, sostenendo cheAP 1 non ha assunto il debito di cui trattasi ma è intervenuta unicamente per garantire la prestazione della__________, per cui essa non dispone delle eccezioni appartenenti al debitore garantito. Per quanto concerne invece la mercede, sostiene che quella accertata dal perito era interamente esigibile. Asserisce poi di aver diritto anche ad un ulteriore importo - variabile tra fr. 100'000.- e 200'000.- - per l'attività accessoria svolta, oltre a fr. 66'473,40 pari al 10% dell'onorario corrispondente alla parte di mandato non ancora eseguita al momento della revoca. Il credito vantato dall'appellante con le procedure esecutive di cui trattasi sarebbe dunque chiaramente esistente. Per quel che ne è invece della richiesta fondata sull'indebito arricchimento, afferma che controparte conosceva gli elementi necessari per valutare la pretesa infondatezza del pagamento già nel 1995, sicché l'azione sarebbe prescritta.

                                                 Con osservazioni 12 agosto 2003 parte appellata ha postulato la reiezione del gravame.

 

 

considerato

 

in diritto                          10.  Il Pretore, esaminato il materiale probatorio, è giunto alla conclusione che gli attori hanno assunto il debito della __________ nei confronti del convenuto. L'appellante contesta questa deduzione, sostenendo che essi sono intervenuti unicamente per garantire le prestazioni della __________ e non dispongono quindi delle eccezioni appartenenti al debitore garantito.

                                                

                                                 a) Dottrina e giurisprudenza hanno da tempo riconosciuto la difficoltà nello stabilire se una determinata pattuizione costituisca una semplice garanzia, una fideiussione o un’assunzione cumulativa di debito. Non essendo evidente optare per l’una o l’altra delle 3 varianti - e non essendo per altro nemmeno determinanti le espressioni utilizzate dalle parti (art. 18 CO) - tale questione impone spesso di dover interpretare l’accordo in base al principio dell’affidamento (Honsell/Vogt/Wiegand, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, OR I, 3. ed. Basilea 2003, N. 24 e 32 ad art. 111 CO; Gauch/Schluep, Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, 7. ed., Zurigo 1998, N. 4082; IICCA 3 dicembre 1996 in re R./I.): in definitiva, determinante per stabilire l’esatta qualificazione giuridica dell’accordo è unicamente lo scopo economico e giuridico che viene perseguito con quell’impegno (Honsell/Vogt/Wiegand, op. cit., N. 32 ad art. 111 CO; DTF 81 II 525 e seg.).

 

                                                 b) Nel caso concreto, AO 1 ha rilasciato la seguente dichiarazione: "dichiaro di aver consegnato in data odierna all'AP 1. AP 1i miei gioielli, e meglio come alla lista allegata, quale pegno e garanzia per il pagamento della somma di fr. 213'000.- …, garantito da cambiale scaduta il 15 c.m., somma di cui sono solidalmente debitrice con mio marito AO 1…" (doc. O4), dove la somma di fr. 213'000.- corrisponde al IV acconto richiesto dall'AP 1h. AO 1 alla __________ quale quota parte di onorario il cui pagamento era previsto in corso di progettazione. Così facendo essa ha comunicato in modo chiaro ed esplicito di aver assunto un impegno autonomo accanto a quello esistente della __________, impegno che va ben oltre la semplice garanzia, assumendosi il debito in prima persona.

 

                                                 c) Esaminando la situazione in prospettiva economica, va ricordato che gli appellati avevano il compito di provvedere a reperire i capitali necessarie all'operazione immobiliare. Essi hanno dapprima finanziato l'aumento del capitale sociale della __________ ed in seguito hanno ottenuto i mezzi necessari per permettere alla società l'acquisto del fondo edificando. Inoltre, l'utile dell'intera operazione sarebbe poi stato distribuito in proporzione ai finanziamenti apportati - e non alla partecipazione azionaria - sicché sarebbe verosimilmente pertoccata loro una fetta consistente del guadagno. In caso di fallimento invece, essi avrebbero dovuto sopportare da soli i costi di rifinanziamento della __________ (teste__________, verbale 2 giugno 1999, pag. 6). È quindi chiaro che gli appellati avevano un interesse personale diretto alla buona riuscita dell'operazione. A parte l'esplicita dichiarazione di essere "solidalmente debitrice con mio marito", di per se sufficientemente chiara, anche la situazione economica impone quindi di considerare la dichiarazione doc. O4 non quale semplice intenzione degli appellati di garantire l'adempimento degli obblighi della____________________ nei confronti dell'appellante, ma quale vera e propria assunzione cumulativa del debito.

                                                

                                                 d) L'appellante vorrebbe dedurre la natura di garanzia dell'impegno assunto dagli appellati dal verbale dell'assemblea straordinaria degli azionisti della __________ tenutasi il 28 settembre 1995 (doc. V). Ebbene, il verbale della menzionata assemblea indica che "8. AO 1AO 1provvederà nei prossimi giorni a finanziare la __________affinché vengano effettuati i seguenti pagamenti….Fr. 100'000.- AP 1… .AO 1è pure d'accordo di garantire il pagamento dell'interesse ipotecario di fr. 300'000.- che dovrà avvenire entro la fine del prossimo mese di novembre." Se non che, tale dichiarazione era diretta all'assemblea degli azionisti, alla quale l'appellante presenziava quale azionista e amministratore della società. Egli non può quindi sostenere che, impegnandosi a finanziare la società, la signora AO 1abbia nello stesso tempo promesso a lui, in qualità di creditore della stessa società, l'esecuzione da parte della __________ del pagamento di fr. 100'000.-, portandosene garante. Tale verbale è poi comunque stato superato dalla già menzionata dichiarazione del 19 febbraio 1996 (doc. O4).

 

                                                 e) Una prima, parziale conclusione è che gli attori non si sono portati garanti, bensì hanno assunto un debito della__________ nei confronti di AO 2. Trattasi inoltre di un debito ben preciso, e meglio dell'importo di fr. 250'000.-, corrispondente al IV acconto di fr. 213'000.- e fr. 37'000.- di spese. E a questo debito erano pure riferite le garanzie prestate. Essi non hanno invece assunto l'intera posizione debitoria della __________, segnatamente non la parte di onorario il cui pagamento era stato differito al termine dell'operazione. Di conseguenza, laddove gli argomenti dell'appellante si rifanno genericamente al rapporto creditorio____________________AP 1, essi sono inconferenti nella misura in cui travalicano il debito assunto daiAO 1.

 

 

                                          11.  Il Pretore ha ritenuto provate prestazioni del convenuto per complessivi fr. 589'045.-, L'appellante non contesta quest'importo, ma asserisce di aver effettuato prestazioni accessorie per un importo non precisato ma variabile tra fr. 100'000.- e fr. 200'000.-.

 

                                                 In merito agli onorari per siffatte prestazioni accessorie, a prescindere dal fatto che, per i motivi già esposti al considerando precedente, non sono stati assunti dagli attori, la domanda appare manifestamente tardiva e il preteso credito neppure è stato provato. Negli allegati introduttivi il convenuto si è sempre riferito al lavoro svolto in esecuzione del contratto, senza mai sostenere di aver svolto lavori esulanti dal medesimo. Solo in sede di conclusioni - dopo che il perito giudiziario aveva rilevato come talune prestazioni esulavano dalle usuali mansioni dell'architetto - egli ha inserito per la prima volta nelle proprie spettanze una pretesa di fr. 200'000.- a titolo di onorari per attività accessoria. La richiesta appare pertanto manifestamente tardiva. Non solo, ma la stessa neppure è stata resa verosimile perché il convenuto ha omesso di quantificare nei propri allegati introduttivi tale pretesa e di fornire gli elementi atti a stabilire l'entità di tali lavori. Invano egli si richiama qui all'art. 42 cpv. 2 CO: questa norma riveste, infatti, carattere eccezionale ed è applicabile unicamente quando un danno non possa essere dimostrato nel suo ammontare per mancanza di prove sull'esatta entità del pregiudizio o per l'impossibilità di esigere ragionevolmente l'assunzione delle prove necessarie (Rep. 1988, pag. 274; Brehm, Berner Kommentar, n. 47 ad art. 42 CO). Nel caso concreto ben si poteva pretendere che il convenuto quantificasse natura e entità dell'attività accessoria, dopo di che non sarebbe certo stato impossibile dimostrare il compenso dovuto.

 

 

                                          12.  Il Pretore, considerato che il convenuto ha effettuato prestazioni del valore complessivo di fr. 589'045.-, ha ritenuto che solo parte di quest'importo, e meglio fr. 268'500.- gli era dovuta perché, sulla scorta degli accordi intercorsi tra le parti, la rimanenza costituisce la sua partecipazione sino a realizzo dell'operazione immobiliare. L'appellante contesta questa conclusione, affermando che l'avvenuta rescissione del contratto d'architetto rende esigibili tutte le prestazioni già eseguite, comprese quelle la cui esigibilità era stata differita.

 

                                                 Neppure su questo punto l'appello merita protezione. Già si è detto che gli appellati avevano assunto un debito ben preciso della __________ nei confronti dell'arch. AP 1, corrispondente alla parte di onorario il cui pagamento era stato previsto in corso di progettazione. Non è invece mai stata considerata la parte di onorario il cui pagamento era stato differito fino al termine dell'operazione. Di quest'importo sarebbe peraltro lecito chiedersi se, essendo considerato quale immissione di mezzi propri di AP 1 nell'operazione, il suo pagamento non fosse in qualche modo dipendente anche dall'esito dell'operazione.

 

                                                 DI conseguenza la decisione impugnata merita conferma nella misura in cui accerta l'inesistenza del debito di fr. 150'000.-.

 

 

                                          13.  Il Pretore ha accolto la domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.- - versata dagli attori a valere quale parziale pagamento del quarto acconto chiesto dal convenuto alla __________ - respingendo l'eccezione di prescrizione sollevata dal convenuto, argomentando che gli attori hanno avuto conoscenza del diritto di ripetizione solo nel corso dell'agosto 1997, perché in precedenza non avevano a disposizione la documentazione relativa all'attività svolta dal convenuto.

                                                 L'appellante sostiene innanzitutto che non v'è arricchimento indebito perché il pagamento è avvenuto ad estinzione di un credito effettivo; contesta poi l'accertamento del primo giudice in merito alla conoscenza della situazione, rilevando che gli appellati conoscevano i piani e la documentazione elaborata, avendoli firmati per poter presentare la domanda di costruzione ed inoltre perché erano comunque sempre stati informati nell'ambito delle riunioni perlomeno settimanali tra le parti. Rileva poi che controparte era a conoscenza perlomeno dal 28 settembre 1995 sia della fattura emessa dall'appellante, sia degli importi sino ad allora da lui fatturati e percepiti e quindi avevano tutti gli elementi necessari per valutare la fondatezza delle sue pretese.

 

                                                 a) Già si è detto che la parte di onorario esigibile dall'appellante per le sue prestazioni è di fr. 268'500.-, a fronte della quale vi sono pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-. La quarta richiesta d'acconto, di fr. 213'000.- non era pertanto giustificata. Ne discende che l'importo di fr. 100'000.- ricevuto dall'appellante senza che tale somma gli fosse dovuta costituisce un suo indebito arricchimento di cui, per principio, controparte - che tale somma ha versato nell'erronea convinzione che a fronte della richiesta di acconto dell'appellante vi fosse del lavoro effettivamente svolto - può chiedere la restituzione.

 

                                                 b) Per quanto concerne l'eccezione di prescrizione, gli argomenti sollevati dall'appellante non sono atti a scalfire gli accertamenti del primo giudice. Vero è cheAO 1 ha firmato la documentazione per la domanda di costruzione ed era pure a conoscenza delle fatture emesse dall'architetto e degli anticipi da esso ricevuti, così come non è contestato che durante le riunioni era pure tenuta al corrente di quanto accadeva. Ciò tuttavia non implica che essa fosse anche in grado di verificare la congruità degli onorari esposti dall'AP 1.AP 1, le cui note non erano per nulla dettagliate e facevano solo generico riferimento alle varie fasi del progetto. Quando esattamente gli appellati abbiano avuto in mano sufficienti elementi non è dato a sapere con certezza. Risulta però dagli atti che, alcuni mesi dopo che __________aveva assunto, il 26 aprile 1996, la carica di amministratore della____________________ gli attori chiesero all'AP 1. AP 1di rendere conto di quanto fatto, ottenendone solo una reazione stizzita. Ad ogni modo, al momento delle dimissioni dell'__________v. __________ quale amministratore - avvenuta il 13 dicembre 1996 - la documentazione non era ancora stata messa a disposizione della __________ (teste__________ verbale 27 settembre 1999, pag. 3 e verbale 14 luglio 1997, pag. 2, inc. LA.97.2), né risulta, e neppure è stato asserito, che fosse stata consegnata agli appellati. Mancando in particolare un rendiconto e i giustificativi, non v'erano sufficienti elementi per procedere ad una quantificazione corretta dell'onorario dovuto e quindi neppure per una corretta valutazione della situazione per fondare un'azione giudiziaria. La mancanza di una chiara percezione della situazione è dimostrata dal fatto che, per determinare l'onorario dovuto, si è dovuto ricorrere alla perizia giudiziaria; perizia che ha poi evidenziato come l'onorario dovuto corrispondesse a circa metà di quanto fatturato, le fasi indicate essendo state eseguite solo parzialmente. In mancanza di altri elementi, l'apprezzamento del Pretore, il quale ha ritenuto che gli appellati disponevano di elementi sufficienti a fondare l'azione giudiziaria al momento dell'introduzione della denuncia penale dell'11 agosto 1997, merita quindi conferma.

                                         

 

                                          14.  Per quanto riguarda la domanda di restituzione delle garanzie, nessuna critica è stata mossa alla motivazione del Pretore. Comunque, per ammissione dello stesso appellante le medesime dovevano garantire il "..corretto ed integrale rimborso dell'effetto di fr. 213'000.- e spese maturate" (doc. O2). Poiché il debito a garanzia del cui pagamento era stata emessa la cambiale è risultato inesistente, anche la garanzia non ha ragione di essere ed è quindi a ragione che il primo giudice ha disposto che gli oggetti consegnati - cambiali, cartella ipotecaria, gioielli - vanno restituiti.

 

                                                 Ne discende che l'appello infondato, dev'essere respinto, con il carico di spese ripetibili alla parte soccombente.

 

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG,

 

 

 

 

pronuncia:                     1.    L’appello 8 luglio 2003 di AP 1è respinto.

 

 

                                          2.    Le spese della procedura d'appello consistenti in:

                                                 a) tassa di giustizia                               fr.      3'400.-

                                                 b) spese                                                 fr.         100.-

                                                                                                                 fr.      3'500.-

                                                 sono posti a carico dell'appellante, il quale rifonderà all'appellata fr. 6'000.- per ripetibili d'appello.

 

 

3.        Intimazione:

                                                 -     

                                                 -     

                                                 Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

Terzi implicati

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il segretario