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Incarto n. 12.2006.74 |
Lugano
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In nome |
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La seconda Camera civile del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Epiney-Colombo, presidente, Walser e Lardelli |
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segretario: |
Bettelini, vicecancelliere |
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2004.149 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 promossa con petizione 10 marzo 2004 da
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AO 1
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contro |
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AP 1 AP 2
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con la quale l’attore ha chiesto la condanna delle controparti al pagamento di fr. 11'245.60 oltre interessi al 5% dal 5 giugno 2003;
domanda avversata dai convenuti e che il Segretario assessore, con sentenza 3 marzo 2006, ha parzialmente accolto, condannando i convenuti a pagare in solido all'attore fr. 7'746.75 oltre interessi al 5% dal 5 giugno 2003;
appellanti i convenuti che con atto di appello 23 marzo 2006 chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;
mentre l'attore con osservazioni 10 aprile 2006 postula la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata, con protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto e in diritto:
1. Il 5 marzo 2003, verso le ore 9.00 del mattino, AO 1 circolava a bordo del suo motoveicolo BMW R1200 C in località __________ a __________, in direzione di __________. Giunto in un tratto rettilineo, trovatosi dinnanzi AP 1 e __________ C__________, a bordo rispettivamente delle loro autovetture Seat Ibiza e Fiat Punto – circolanti tra i 20 e i 40 Km/h – le ha sorpassate, andando a collidere con la fiancata sinistra della vettura della AP 1, che a sua volta, spostandosi verso sinistra, stava cercando di superare l'auto della C__________, la quale aveva rallentato davanti a lei per accedere ad uno spiazzo sito sul lato destro della strada. Dopo la collisione AO 1 è rovinato a terra, procurandosi leggere ferite e danni materiali al motoveicolo.
2. Con petizione 10 marzo 2004 AO 1 ha chiesto la condanna di AP 1 e dell' AP 2 al pagamento, in solido, di fr. 11'245.60 per il risarcimento del danno subìto. Egli ha sostenuto che l'intera responsabilità dell'incidente era imputabile a AP 1. I convenuti si sono opposti alla petizione, adducendo che la responsabilità era da addebitare integralmente (o quantomeno in modo preponderante) all'attore. Quest'ultimo avrebbe, a loro dire, superato l'auto della AP 1 a velocità elevata (o comunque inadeguata), invece di conservare il posto in colonna come gli imponeva la legge, mentre AP 1, pur spostandosi leggermente a sinistra, non avrebbe comunque oltrepassato “la linea di mezzeria della strada”. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, confermando le loro richieste nei propri allegati conclusivi. Nelle conclusioni del 23 settembre 2005 i convenuti hanno in particolare sostenuto, per la prima volta, che, alla luce della deposizione del teste P__________, emergeva che l'attore avrebbe “commesso una grave violazione delle norme della circolazione stradale” avendo eseguito “la manovra di sorpasso in un punto dove era vietato superare, vigendo la linea di sicurezza”.
3. Con sentenza 3 marzo 2006 il Segretario assessore, agendo in luogo e vece del Pretore, ha accertato che AP 1, intenzionata a schivare l'auto che la precedeva, ha deviato con la propria autovettura verso sinistra, invadendo parzialmente la corsia opposta, senza badare ai veicoli che la seguivano e senza azionare l'indicatore di direzione. Così facendo, secondo il primo giudice, la vettura della AP 1 ha ostruito la traiettoria alla moto di AO 1, che sopraggiungeva da tergo e aveva già iniziato la manovra di sorpasso. Nel tentativo di evitare la collisione, prosegue il Segretario assessore, AO 1 ha frenato e sterzato anch'egli verso sinistra, sbandando e terminando la sua corsa dapprima contro la fiancata sinistra dell'autovettura della AP 1 e poi a terra. Il primo giudice non ha ravvisato l'esistenza di irregolarità nel comportamento di AO 1, procedendo il medesimo, a suo dire, a velocità consentita ed essendo al momento della collisione in fase di sorpasso di automobili in movimento e quindi non ferme in colonna. Il Segretario assessore ha inoltre ritenuto tardiva e inammissibile l'argomentazione fatta valere dai convenuti nelle conclusioni, secondo cui il sorpasso dell'attore sarebbe avvenuto in un tratto di strada dove vi è la linea di sicurezza. Il primo giudice ha quindi attribuito a AP 1 l'intera responsabilità dell'incidente, accolto parzialmente le pretese risarcitorie e condannato i convenuti a pagare in solido all'attore fr. 7'746.75 oltre interessi al 5% dal 5 giugno 2003.
4. Con appello 23 marzo 2006 AP 1 e l' AP 2 chiedono la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.
Con osservazioni 10 aprile 2006 l'appellato postula la reiezione del gravame con argomenti di cui si dirà, se del caso, nel seguito.
5. A mente degli appellanti la decisione del Segretario assessore sarebbe errata là dove ha omesso di considerare che il sorpasso dell'attore era avvenuto in un tratto di strada in cui vige la linea di sicurezza. Secondo gli appellanti è stato loro possibile sostenere detta tesi solo in sede di conclusioni in quanto tale risultanza sarebbe emersa unicamente in sede di sopralluogo e di audizione del teste P__________, mentre il rapporto di polizia riportava, in modo palesemente errato, l'esistenza di una linea di direzione e, nello schizzo allegato, una “linea tratteggiata”. Il contraddittorio sarebbe comunque, a loro dire, stato garantito e l'attore non avrebbe sollevato alcuna eccezione. Il primo giudice avrebbe dunque dovuto considerare il predetto elemento. A torto.
Il motivo che i ricorrenti adducono per ritenere una responsabilità totale (o parziale) di AO 1 – ossia la presenza di una linea di sicurezza e il superamento in un punto in cui il sorpasso è proibito – è stato addotto per la prima volta e dunque irritualmente solo in sede conclusionale ed è pertanto irricevibile (art. 78 CPC). Poco importa se la circostanza sia stata riferita da un testimone in sede di sopralluogo (act. IV, pag. 2 in basso e pag. 3 in alto) e altre risultanze precedentemente versate in atti fossero in contrasto con la stessa. La giurisprudenza ha in effetti già avuto modo di stabilire che i fatti venuti alla luce nel corso dell’istruttoria non divengono automaticamente parte della realtà processuale di cui il giudice deve tener conto secondo le modalità previste dal codice di rito, se in precedenza non erano stati allegati dalle parti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 42 ad art. 78; NRCP 2004 p. 546; II CCA 30 giugno 2005 inc. n. 12.2004.51, 9 agosto 2005 inc. n. 12.2004.91); a meno che la loro successiva adduzione sia stata ammessa nell’ambito di una domanda di restituzione in intero ai sensi dell'art. 80 cpv. 1 lett. b CPC (II CCA 20 dicembre 2006 inc. n. 12.2005.222), ciò che non è assolutamente stato il caso nella fattispecie. Il fatto poi che l'attore fosse presente all'audizione del testimone e che abbia espresso nelle conclusioni le proprie considerazioni sulle dichiarazioni del medesimo, non permette di ritenere rispettato il principio del contraddittorio. Neppure spettava all'attore di sollevare eccezioni all'uso di emergenze istruttorie comunque irrite. Le argomentazioni degli appellanti cadono dunque nel vuoto.
6. Secondo gli appellanti, alla convenuta AP 1 non può essere rimproverato di non aver accertato – quando si spostò sulla sinistra per schivare l'auto della signora C__________ – che nessun conducente che la seguisse avesse già iniziato la manovra di sorpasso; ciò in quanto AP 1 poteva attendersi, secondo il principio della buona fede, che nessun veicolo da tergo l'avrebbe superata, visto che vigeva la linea di sicurezza. L'eccezione – che si fonda sull'elemento di fatto di cui si è detto sopra (consid. 5) – sollevata per la prima volta solo in sede di conclusioni, si rivela nuovamente inammissibile (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 28 ad art. 78).
Ritenuta l'ammissione dell'appellante – fatta sulla base delle tavole processuali – di aver invaso la corsia opposta (cfr. appello, pagina 9 verso il basso), risulta irrilevante accertare l'entità della medesima. La censura che le conclusioni del primo giudice non sarebbero supportate da alcun accertamento di fatto comprovato, cade pertanto nuovamente nel vuoto.
7. Gli appellanti eccepiscono che l'attore avrebbe compiuto una manovra di sorpasso temeraria, volendo superare un veicolo, quello della AP 1, che aveva davanti a sé l'ostacolo costituito dal veicolo condotto dalla C__________, che si apprestava ad effettuare la manovra di svolta a destra. Così facendo avrebbe, a loro dire, violato gli art. 35 LCStr e l'art. 10 cpv. 1 ONC; quest'ultimo articolo esigendo estrema prudenza nel sorpassare, se davanti al veicolo che precede si trovino ostacoli come veicoli in preselezione. L'eccezione, sollevata per la prima volta in appello, si rivela d'acchito irricevibile, in applicazione dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, che vieta l'adduzione di nuovi fatti ed eccezioni in appello. La censura è comunque infondata ritenuto che dagli atti non risulta che al momento dell'impatto il veicolo della C__________ fosse in preselezione ai sensi dell'art. 35 cpv. 5 LCStr (cfr. doc. B: deposizione AP 1, pag. 1 verso il basso e deposizione C__________, pag. 1 verso il basso). Dalle risultanze processuali emerge poi che, come rettamente evidenziato dal Segretario assessore, vi è stato un rallentamento di breve durata di due auto, che comunque viaggiavano ad una velicità situata tra i 20 e i 40 Km/h. Non vi è dunque stata da parte dell'appellato neppure una violazione dell'art. 47 cpv. 2 LCStr.
8. Ne discende la reiezione del gravame, del tutto infondato. Gli oneri processuali e le ripetibili, calcolati su un valore litigioso di fr. 7'746.75, seguono la soccombenza (art. 148 CPC).
Per questi motivi,
richiamati per le spese l'art. 148 CPC e la TOA,
pronuncia:
1. L'appello 23 marzo 2006 di AP 1 e dell' AP 2 è respinto.
2. Gli oneri processuali, consistenti in
a) tassa di giustizia fr. 400.–
b) spese fr. 50.–
fr. 450.–
già anticipati dagli appellanti, sono posti a loro carico in solido, con l’obbligo di rifondere, sempre in solido, a controparte fr. 800.- di ripetibili.
3. Intimazione:
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Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1
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terzi implicati |
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Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente Il segretario
Rimedi giuridici
Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).