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Incarto n. |
Lugano
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In nome |
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La seconda Camera civile del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Epiney-Colombo, presidente, Bozzini e Fiscalini |
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vicecancelliere: |
Bettelini |
sedente per statuire nella causa inc. n. CA.2011.32 (provvedimenti supercautelari e cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 1 promossa con istanza 11 febbraio 2011 da
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AP 1
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contro |
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con cui l’istante ha chiesto il sequestro dei certificati azionari di S__________ e Y__________ con conseguente ordine all’avv. AO 2 e/o al portatore di non alienare o trasferire a terzi i certificati azionari in suo possesso e di depositare immediatamente tali certificati presso la Pretura e di non convocare, rispettivamente tenere assemblee straordinarie o ordinarie delle citate società, di ordinare il blocco del Registro di commercio, di dichiarare nulle, rispettivamente annullate le modifiche iscritte in data 24 gennaio 2011 relative alla nomina dell’amministratore unico di S__________ e Y__________ e di ripristinare la situazione antecedente, ordini da impartire con la comminatoria dell’art. 292 CP;
domande avversate dai convenuti, che hanno postulato la reiezione dell’istanza e che il Pretore con decisione 3 maggio 2011 ha integralmente respinto;
appellante l’istante che, con atto di appello 16 maggio 2011 chiede di annullare la decisione impugnata e pronunciare le misure provvisionali richieste;
mentre il
convenuto avv. dott. AO 2 con osservazioni 17 giugno 2011 propone la reiezione
del gravame con protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa
ritenuto
in fatto:
A. In data 10 febbraio 2006 l’avv. AP
1 depositava presso l’avv. AO 2, in veste di notaio, una busta contenente un
certificato azionario di 100 azioni, ossia l’intero capitale sociale di S__________,
__________. La depositante incaricava il notaio di riconsegnare solo a lei la
busta finché rimanga amministratrice unica della società; in caso di suo
decesso o decadenza dalla predetta carica la busta andava invece riconsegnata
al rappresentante del trust di diritto inglese denominato L__________, quale
proprietario esclusivo riconosciuto delle azioni, rispettivamente all’avv. __________
e/o all’avv. __________ di __________ (doc. A: rogito 10 febbraio 2006 n. 604
del notaio AO 2, doc. C: estratto RC S__________).
In data 15 maggio 2006 l’avv. AP 1 depositava sempre presso l’avv. AO 2 una
busta contenente un certificato azionario di 100 azioni di Y__________, __________,
anche in questo caso corrispondente all’intero capitale sociale. Le condizioni
del deposito erano identiche a quelle del precedente istromento, con l’unica
differenza che il trust di riferimento proprietario delle azioni era denominato
Y__________ (doc. B: rogito 15 maggio 2006 n. 613 del notaio AO 2; doc.
D estratto RC Y______________
B. L’avv.
__________, quale protector di Y__________, comunicava il 22 dicembre 2010
all’avv. __________ e all’avv. __________ la necessità di addivenire alla
nomina di un nuovo trustee a seguito di vicissitudini che non occorre qui
riassumere (doc. E3; doc. 7.2 del convenuto avv. __________). Il 23 dicembre
2010 l’avv. __________ veniva così nominato quale nuovo trustee di Y__________
(doc. 8.2 del convenuto avv. __________).
Sempre il giorno 23 dicembre 2010 è avvenuta una modifica in seno a L________,
pure con la nomina quale nuovo trustee dell’avv. __________ (doc. 8 del
convenuto avv. __________).
Ancora il medesimo giorno, con due scritti separati, l’avv. __________
comunicava all’avv. __________ che le azioni di Y__________ e S__________,
presso di lui depositate, rimanevano bloccate a sua disposizione sino al 31
gennaio 2011, allo scopo di poter svolgere l’assemblea generale straordinaria
delle rispettive società (doc. 9 e 9.1 del convenuto avv. __________).
C. In
data 3 gennaio 2011 si sono svolte le assemblee generali straordinarie di S__________
e Y__________, presiedute dall’avv. __________ e alla presenza dell’avv. N__________
a rappresentare tutte le azioni costituenti il capitale azionario. In quella
sede è stata decisa la revoca dell’amministratrice unica avv. __________,
assente in quanto non convocata, e la designazione in sua vece di S__________
(doc. 1 e 2 del convenuto S__________). Le modifiche sono state comunicate al
RC il 3 gennaio 2011 e risultano attualmente iscritte (doc. 3 e 4 del convenuto
S__________; doc. 1 e 2 del convenuto __________; doc. C e D).
In data 21 gennaio 2011 l’avv. __________, su incarico dell’avv. __________,
ritirava presso l’avv. __________ i certificati azionari di S__________ e Y__________
(doc. 3, 3.1, 4, 4.1 del convenuto avv. __________).
D. Con
istanza 11 febbraio 2011 alla Pretura di Lugano l’avv. __________ ha chiesto in
via supercautelare inaudita parte e dopo contraddittorio di sequestrare i
certificati azionari di S__________ e Y__________, di far ordine all’avv. __________
e/o al portatore di non alienare o trasferire a terzi i certificati azionari in
suo possesso e di depositarli presso la Pretura e di non convocare, rispettivamente
tenere assemblee delle predette società, di ordinare al RC di Lugano di
procedere all’immediato blocco del registro e di dichiarare nulle, ovvero annullate
le modifiche iscritte nel medesimo registro in data 24 gennaio 2011 relative alla
nomina del nuovo amministratore unico di S__________ e Y__________ e
ripristinare lo stato anteriore. In paritempo trasmetteva in originale il
certificato azionario di N__________ per essere depositato presso la Pretura.
L’istante faceva riferimento a un complesso intreccio di società che traeva
origine dalla costituzione dei trusts B__________, L__________ e Y__________,
per giungere alla nomina del nuovo trustee per tutti e tre gli istituti nella
persona dell’avv. __________ in data 3 gennaio 2011, carica che a suo dire, in
virtù degli atti costitutivi, e meglio del fatto che era il disponente
(settlor), non potrebbe ricoprire. L’istante considerava illecito, anche dal
profilo penale, l’agire dell’avv. __________ che, spossessandosi dei
certificati azionari in violazione dell’atto di deposito, aveva permesso la
modifica dell’amministratore unico in seno a S__________ e Y__________,
modifica che sarebbe di conseguenza nulla e da cancellare nel Registro di
commercio.
L’istante paventava quindi che tramite il nuovo amministratore delle società
l’avv. __________ possa procedere ad atti di disposizione non nell’interesse
dei beneficiari dei trusts.
L’avv__________ informava della sottrazione dei contratti costitutivi dei
trusts in originale e riteneva responsabile tale __________ P__________ o
l’avv. __________ F__________ ed esprimeva il timore che il primo possa mettere
in atto una serie di azioni con il tentativo di sabotaggio non solo della
documentazione delle società facenti capo ai trusts ma anche del suo operato di
amministratrice unica in generale, con l’obbiettivo di renderla responsabile di
qualche azione od omissione costruita ad arte.
Ciò premesso, riservato altresì il diritto di ritenzione per le proprie
spettanze dal 1° dicembre 2010, riteneva indispensabile da un lato il sequestro
dei certificati azionari di S__________ e Y__________, da depositarsi presso la
Pretura, d’altro lato il blocco del RC per inibire l’agire dell’amministratore
unico illegittimamente nominato.
E. In data 16 febbraio 2011 il Pretore ha avantutto disgiunto la domanda di deposito e la domanda cautelare, ha ritenuto la richiesta supercautelare non sufficientemente liquida per una pronuncia inaudita parte ed ha assegnato un termine alle parti convenute per le rispettive osservazioni.
Nelle sue
osservazioni l’avv. __________ ha avantutto precisato di essersi spossessato
dei certificati azionari dopo l’iscrizione nel RC della modifica di
amministratore unico in seno a S__________ e Y__________ I__________, quindi
nel rispetto degli atti di deposito (suoi rogiti n. 604 e 613). La domanda di
sequestro, in quanto rivolta nei suoi confronti sarebbe pertanto priva di
oggetto. Non essendo azionista delle menzionate società e non avendo
partecipato alla modifica della composizione del consiglio di amministrazione
non avrebbe neppure legittimazione passiva nella vertenza. L’avv. __________ ha
quindi contestato la legittimazione attiva dell’istante ritenendola priva di
veste per ottenere le misure auspicate. L’istanza sarebbe comunque da
respingere difettando i presupposti del pregiudizio irreparabile e
dell’urgenza.
AO 1 nelle sue osservazioni ha sostanzialmente rimproverato all’istante di non
confrontarsi con i requisiti posti dalla legge per l’ottenimento di misure
cautelari e di non aver indicato quale dovrebbe essere il tema di un’eventuale
procedura di merito. Ha precisato di non detenere i certificati azionari di S__________
e Y__________, di modo che non potrebbe comunque dar seguito alle richieste
dell’istante, la quale non avrebbe peraltro alcun titolo per agire nei suoi
confronti.
F. Con
decisione 3 maggio 2011 il Pretore ha respinto l’istanza. La richiesta di
annullamento delle modifiche iscritte a RC relative alla nomina del nuovo amministratore
unico delle due società e di ripristinare la situazione anteriore è stata
considerata inammissibile, una situazione definitiva dovendo formare oggetto di
una causa di merito. Il primo giudice ha quindi rilevato come l’istante non
avesse reso verosimile da un lato che la nomina dell’avv. __________ quale
nuovo trustee di L__________ e Y__________ fosse invalida e d’altro lato che la
nomina del nuovo amministratore unico di S__________ e Y__________ fosse
viziata, posto che nulla vietava al notaio __________ di rilasciare una
dichiarazione di blocco delle azioni dal momento che i rispettivi trusts erano
proprietari esclusivi delle stesse. La tesi dell’istante si scontrerebbe poi
con il diritto inalienabile dell’azionista di nominare, rispettivamente
revocare l’amministratore della propria SA. L’esercizio del diritto di
ritenzione fatto valere dall’istante si scontrerebbe poi con l’assenza del
requisito del possesso dei certificati azionari. Il Pretore ha altresì rilevato
che l’istanza non risultava fondata su buon diritto anche per il fatto
l’istante non era azionista delle due società in questione e i convenuti non
erano a loro volta in possesso dei certificati azionari.
G. Con
atto di appello 16 maggio 2011 l’avv. AP 1 ha chiesto l’annullamento della decisione del Pretore e di ordinare il sequestro dei certificati azionari, il blocco
del RC nonché della nomina del nuovo amministratore unico di S__________ e Y__________
con contestuale divieto a quest’ultimo di disporre dei diritti societari.
L’appellante sostiene che l’avv. __________ ha violato i suoi obblighi
contenuti negli atti di deposito dal momento che il certificato di blocco
sarebbe giuridicamente equipollente alla distrazione fisica. Le assemblee
societarie si sarebbero così tenute sulla base di documenti sottratti
illecitamente ciò che avrebbe dovuto condurre il Pretore ad accogliere
l’istanza o perlomeno a indire un’udienza di discussione. L’appellante ritiene
che il primo giudice ha negato a torto il suo diritto di ritenzione nella
misura in cui ella ha unicamente delegato il possesso derivato al notaio __________
secondo l’istituto del costituto possessorio mantenendo il diritto di pegno. Evidenzia
come non sia stata convocata alle assemblee delle società, ciò che comporta una
violazione dell’art. 702a CO. Per concludere, ritiene che il Pretore l’ha
privata della possibilità di meglio sostanziare le sue richieste, non
convocando le parti a un’udienza.
L’avv. __________ ha presentato osservazioni in data 17 giugno 2011 chiedendo
di respingere l’appello con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario,
nei considerandi di diritto.
S__________
non ha invece presentato osservazioni.
e considerato
in diritto:
1. Il
giudice ordina i necessari provvedimenti cautelari quando l’istante rende
verosimile che un suo diritto è leso o minacciato di esserlo e la lesione è
tale da arrecargli un pregiudizio difficilmente riparabile (art. 261 cpv. 1
CPC). La verosimiglianza è il concetto essenziale della procedura cautelare e
comprende tutti gli aspetti sia di fatto che di diritto (Zürcher, DIKE-Komm-ZPO,
Brunner/Gasser/Schwander (Hrsg.), Art. 261 N. 2). Il provvedimento cautelare
può consistere in qualsivoglia disposizione giudiziale atta a evitare il
pregiudizio incombente (art. 262 CPC). I provvedimenti cautelari sono adottati
in procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC). Le decisioni di prima istanza in
materia di provvedimenti cautelari sono appellabili (art. 308 cpv. 1 lett. b
CPC). Nel caso in cui alla misura richiesta può essere attribuito un valore
patrimoniale, questo dev’essere superiore ai fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 2
CPC). Il termine per l’appello è di 10 giorni (art. 314 cpv. 1 CPC).
L’autorità di appello esamina con pieno potere cognitivo sia il fatto che il
diritto (Reetz/Theiler in
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, ZPO Komm., Art. 308 N. 33; Blickenstorfer, DIKE-Komm-ZPO,
Brunner/Gasser/Schwander (Hrsg.), Art. 308 N. 19) con particolare attenzione
alla verifica del criterio della verosimiglianza di cui all’art. 261 CPC (Trezzini, CPC Comm., art. 308, pag.
1354).
2. Posto
che l’istante ha chiesto, tra l’altro, il sequestro dei certificati azionari di
S__________ e Y__________, che hanno entrambe un capitale azionario di fr.
100'000.- (doc. C e D), la decisione del Pretore è chiaramente appellabile, come
peraltro indicato al punto 3 del dispositivo della stessa.
L’appello, interposto nel termine di 10 giorni, risulta pertanto ricevibile in
ordine.
3. L’appellante
rimprovera al Pretore di non aver indetto un’udienza nel corso della quale
avrebbe potuto sostanziare le proprie ragioni con particolare riferimento
all’illegittimità della posizione dell’avv. __________ in seno ai trusts nonché
al possesso dei certificati azionari da parte dei convenuti.
Il diritto di essere sentito è garantito nell’ambito di una domanda
supercautelare dall’art. 265 cpv. 2 CPC, nell’ambito della domanda cautelare dall’art.
253 CPC. Il primo disposto citato si configura come lex specialis rispetto al
secondo (Huber in
Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, ZPO Komm., Art. 265, N. 2; Gasser/Rickli, ZPO Kurzkommentar, Art.
265, N. 3).
Il Pretore ha optato per la richiesta di osservazioni scritte alle controparti,
rinunciando a citare le parti a un’udienza. Ha in seguito assegnato all’istante
un termine per un’eventuale replica non concedendo in seguito una proroga dello
stesso, in considerazione della natura della procedura e del tempo già
trascorso. Il Pretore ha quindi deciso in base agli atti rinunciando a tenere
un’udienza in applicazione dell’art. 256 cpv. 1 CPC.
Nella scelta tra le due opzioni (osservazioni scritte, rispettivamente orali
nel corso di un’udienza) al primo giudice compete un ampio potere di
apprezzamento (Zürcher, DIKE-Komm-ZPO,
Brunner/Gasser/ Schwander (Hrsg.), Art. 265, N. 11). Nel presente caso non
sussistono elementi per censurare la scelta del Pretore, a maggior ragione se
si considera che ha concesso all’istante la possibilità di presentare una
replica. Se ella non ha colto questa opportunità per sovraccarico di lavoro,
non ne può certo derivare una critica al giudice.
4. A
fronte della tesi del Pretore secondo cui nulla ostava a rilasciare una
dichiarazione di blocco delle azioni al trustee (doc. 9 e 9.1 del convenuto
avv. __________), in sede di appello l’istante ha opposto che tale
dichiarazione è giuridicamente equipollente a una distrazione fisica e che le
assemblee societarie si sono pertanto svolte sulla base di documenti
illecitamente sottratti. Ora, nella misura in cui gli atti di deposito
contengono disposizioni concernenti le condizioni di riconsegna di una busta
contenente un certificato azionario (doc. A e B), non si comprende per quale
motivo, nell’ambito di un esame fondato sulla verosimiglianza, la dichiarazione
di blocco delle azioni costituisca una violazione contrattuale e peraltro
l’istante, al di là di una semplice affermazione, non fornisce in merito alcun
argomento concreto. In verità, in difetto di elementi contrari, che non
emergono dagli atti, la dichiarazione di blocco può essere considerata un
dovere di carattere accessorio del depositario nei confronti dell’azionista ai
fini dell’esercizio dei suoi diritti. La censura ricorsuale dev’essere pertanto
respinta.
5. L’appellante
ripropone quindi la tesi dell’illegittimità della nomina dell’avv. __________
quale trustee in seno a L__________ e Y__________. Il primo giudice aveva ritenuto
non dimostrata la contrarietà tra le figure di disponente e di trustee.
Occorre rilevare che l’istante non ha saputo indicare, né in prima sede né con
l’appello, in che misura la nomina del nuovo trustee sarebbe contraria all’atto
costitutivo (doc. E2, E3), rispettivamente alla legge regolatrice del trust,
ossia il diritto del Regno Unito. Carente di motivazione, l’appello, su questo
punto risulta irricevibile (art. 310 cpv. 1 CPC; II CCA 26 agosto 2011, inc. n.
12.2011.40).
6. Con
lo scopo di bloccare la nomina del nuovo amministratore unico delle società,
l’appellante invoca l’art. 702a CO, secondo il quale i membri del consiglio di
amministrazione hanno diritto di partecipare all’assemblea generale. Tale diritto
si scontra però con quello dei proprietari di tutte le azioni di tenere
un’assemblea generale anche senza osservare le formalità prescritte per la
convocazione, di trattare tutti gli argomenti di spettanza dell’assemblea e
deliberare su di essi, previsto dall’art. 701 CO. Il conflitto tra questi due
diritti non può essere risolto nel ristretto ambito di un giudizio su una
misura cautelare (sul tema v.: Dubs/Truffer,
Basler Kommentar, OR II, 3ª ed., art. 701 N. 1; Peter/Cavadini, Commentaire Romand, CO II, art. 701 N. 4), con
l’aggiunta che l’appellante non si è confrontata con la problematica di modo
che, nuovamente, l’appello risulta irricevibile per carenza di motivazione.
7. Posto
che l’appellante contesta la legittimità della sua sostituzione con AO 1 nella
funzione di amministratore unico è doveroso considerare che l’azione di
contestazione delle deliberazioni dell’assemblea generale dev’essere diretta
contro la società (art. 706 cpv. 1 CO): ne deriva che anche la domanda
cautelare andava proposta nei confronti di S__________ e Y__________. Ne segue
che l’avv. __________ e AO 1 non hanno veste di parte, perlomeno nella misura
in cui è postulato il blocco della nomina del nuovo amministratore.
Occorre aggiungere che l’appellante, a prescindere dalla parvenza di buon
fondamento della richiesta di tutela giurisdizionale di merito, non ha reso
verosimile quale rischio di pregiudizio sia per lei incombente e difficilmente
riparabile. Su questo aspetto l’appello è addirittura silente. A titolo
abbondanziale si può nondimeno osservare quanto segue.
Nell’istanza 11 febbraio 2011 l’avv. AP 1 aveva paventato che l’avv. __________
possa procedere tramite il nuovo amministratore unico ad atti di disposizione
pregiudizievoli per i beneficiari dei trusts (pag. 7 in alto). Occorre rilevare che si tratta di timori dell’istante, privi di riscontri oggettivi, ma
soprattutto ella dimentica che può chiedere la protezione anticipata per
difendersi dalla lesione incombente di un suo diritto, ma non di diritti di
terzi (Trezzini, CPC Comm, art.
261, pag. 1151).
Sempre nell’istanza citata l’avv. AP 1 faceva valere che tale __________ P__________
metterebbe in atto una serie di azioni con il chiaro tentativo di sabotaggio
non solo della documentazione di pertinenza delle società ma anche del suo
operato di amministratrice unica in generale, con l’obbiettivo di renderla
responsabile di qualche azione od omissione costruita ad arte (pag. 6 in alto). Anche in questo caso l’istante si è limitata a esporre dei suoi timori, senza fornire
elementi atti a sostanziarli, neppure sotto il profilo della verosimiglianza.
L’appellante non ha poi nemmeno preteso che l’avv. __________ e AO 1
partecipino alle azioni da lei temute, per cui essi non avrebbero anche in
questo caso la veste di convenuti.
8. L’istante
ha fatto valere il diritto di ritenzione per le proprie prestazioni dal 1°
dicembre 2010 fino al momento della presentazione dell’istanza. Il Pretore ha
considerato che questo argomento non consentiva l’adozione dei provvedimenti
cautelari richiesti dato che il diritto di ritenzione presuppone che colui che
se ne prevale sia ancora in possesso dell’oggetto ritenuto, presupposto che in
concreto appunto non si verificava. In sede di appello l’istante si limita a
sostenere di aver unicamente delegato il possesso derivato della cosa secondo
l’istituto del costituto possessorio mantenendo il diritto di pegno.
Sennonché l’appellante non spiega in base a quali accordi tra le parti il
possesso dei certificati azionari sarebbe regolato nella forma del costituto
possessorio (sul tema v. Steinauer,
Les droits réels, Tome I, 4ª ed., ni. 281 seg.; Stark, Berner Kommentar, 2001, N. 44 seg. ad art. 924 CC).
Gli atti di causa non evidenziano peraltro alcun indizio in tal senso.
In realtà il depositario, in quanto titolare di un diritto personale, è per
definizione un possessore derivato, mentre il deponente un possessore
originario, anche nel caso in cui non è proprietario (Tercier/Favre, Les contrats spéciaux, 4. ed., N. 6596 a pag. 998, N. 6644 a pag. 1005; Steinauer, op.
cit., n. 218, 219 a pag. 95, N. 220 a pag. 96). Ora, nella misura in cui
l’istante ha fatto valere un diritto di ritenzione giova rilevare, come
rettamente indicato dal primo giudice, che il creditore deve avere il possesso
effettivo, come risulta peraltro dal testo dell’art. 895 CC (Steinauer, op. cit., Tome III, N. 3136 a pag. 356). Ciò posto, la pretesa dell’appellante, la quale non poteva appunto vantare il
possesso effettivo, dev’essere respinta, senza necessità di esaminare se sono
date le altre condizioni per l’esercizio del diritto di ritenzione.
9.
In virtù di quanto precede l’appello, nella misura in cui è
ricevibile, dev’essere respinto e la decisione impugnata confermata. Gli oneri
processuali seguono la soccombenza dell’appellante. Al convenuto AO 1, che non
ha presentato osservazioni all’appello, non si assegnano ripetibili. All’avv. __________,
che ha presentato osservazioni contestando puntualmente le tesi
dell’appellante, che sono state integralmente respinte, si giustifica di assegnare
un’indennità per ripetibili.
Il valore litigioso determinante giusta l’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF per
stabilire i rimedi giuridici esperibili contro il presente giudizio sul piano
federale, è stabilito in fr. 200'000.-, pari alla somma dell’ammontare dei
certificati azionari di cui era chiesto il sequestro.
Per questi motivi,
richiamati la Legge sulla tariffa giudiziaria e il Regolamento sulla tariffa
per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili,
decide: I. L’appello 16 maggio 2011 dell’avv. __________ è respinto.
II. Le spese processuali del presente giudizio, in fr. 600.-- già anticipati dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere all’avv. AO 2 fr. 500.- a titolo di ripetibili.
III. Intimazione:
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Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 1
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente Il vicecancelliere
Rimedi giuridici
Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni in materia di misure cautelari il ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).