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Incarto n. |
Lugano
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In nome |
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La seconda Camera civile del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Epiney-Colombo, presidente, Pellegrini e Grisanti (giudice supplente) |
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vicecancelliere: |
Bettelini |
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2010.82 della giurisdizione di Locarno-Città promossa con petizione 30 agosto 2010 da
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AP 1
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contro |
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AO 1
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con cui l'attore ha chiesto di condannare la convenuta al pagamento di fr. 42'000.- oltre interessi al 5% sulle rate trimestrali a partire dal 31 gennaio 2009 - importo adeguato a fr. 59'999.- con la replica e a fr. 84'000.- in sede di conclusioni - e di accertare l'obbligo della convenuta di corrispondergli, mediante rate trimestrali, fr. 24'000.- annui dal 29 gennaio 2007 al 1° novembre 2037, oltre a esonerarlo dal pagamento dei premi assicurativi dal 29 luglio 2005 al 1° novembre 2037;
domande avversate dalla convenuta che ha chiesto la reiezione della petizione nella misura eccedente fr. 663.85 e che il Pretore aggiunto con sentenza del 12 novembre 2012 ha parzialmente accolto condannando la convenuta a versare all'attore fr. 55'452.- oltre interessi al 5% su ogni rata trimestrale di fr. 5'310.- a partire dal 1° febbraio 2009 e su fr. 1'770.- dal 1° agosto 2011;
appellanti entrambe le parti: l'attore che con atto di appello 10 dicembre 2012 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per l'importo precisato in sede di conclusioni, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi; la convenuta che con risposta all'appello e appello incidentale 5 febbraio 2013 si oppone all’appello e chiede la riforma della decisione pretorile nel senso di respingere la petizione per l'importo eccedente fr. 663.85, protestando spese e ripetibili, queste ultime quantificate in fr. 15'000.- per la procedura di appello;
mentre l'attore con risposta 11 marzo 2013 postula la reiezione dell’appello incidentale pure con protesta di spese e ripetibili;
letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti,
ritenuto
in fatto e in diritto:
1. Il 20 novembre 1996 AP 1, nato il 1° gennaio 1973 e giocatore professionista di hockey su ghiaccio, ha concluso con AO 1) la polizza n. __________ (doc. A), la quale, a fronte di un premio annuo di fr. 3'600.- (poi aumentato, insieme al capitale in caso di vita, a fr. 5'933.- nel 2001 [doc. B] e a fr. 6'077.- nel 2003 [doc. C]), prevedeva, oltre al versamento di un importo in capitale in caso di vita o di decesso, il pagamento di una rendita annua di fr. 24'000.- (pagabile trimestralmente dopo un termine di attesa di 24 mesi e al massimo fino al 1° novembre 2037) e l'esonero dal pagamento dei premi (dopo un periodo di attesa di 6 mesi e l'ultima volta il 1° novembre 2036) in caso d'incapacità di guadagno (doc. A-C). Secondo le condizioni particolari stabilite sulla base della proposta di modifica del 25 ottobre 1996 (doc. E) "Vi è incapacità al guadagno quando l'assicurato, in seguito a malattia, o al declino delle sue facoltà mentali o fisiche clinicamente provate, oppure ad un infortunio, non è più in grado di esercitare la sua professione di giocatore di hockey. Un'incapacità al guadagno dovuta ad una cattiva condizione fisica, ad un modo di vita inadeguato ad uno sportivo o ad una mancanza di allenamento non dà diritto ad alcuna prestazione. La copertura si estingue al momento in cui l'assicurato abbandona la sua attività di giocatore di hockey per motivi non di natura medica, al più tardi tuttavia dopo aver compiuto i 35 anni. Se l'assicurazione è stata conclusa per una durata prolungata, viene applicata la definizione d'incapacità al guadagno contenuta nelle Condizioni generali" (doc. A). Queste ultime prevedono dal canto loro (nella loro versione prodotta agli atti in tedesco, edizione 1995) alla clausola A3 che vi è incapacità di guadagno quando l'assicurato non è più (totalmente o parzialmente) in grado di esercitare la propria professione o un'altra attività lucrativa ragionevolmente esigibile e in questo modo subisce una perdita di guadagno (doc. D). Esse precisano altresì che la rendita e la misura dell'esonero dal pagamento dei premi si determinano in funzione del grado d'incapacità di guadagno, fermo restando che un'incapacità di guadagno del 66 2/3% o superiore dà diritto a prestazioni piene, mentre una inferiore al 25% non conferisce il diritto ad alcuna prestazione (doc. D, clausola A3).
2. Il 29 gennaio 2005 AP 1 è rimasto vittima di un infortunio di gioco che gli ha provocato un trauma cranico con commozione cerebrale e una distorsione della colonna cervicale che di fatto lo ha costretto a terminare la carriera di giocatore professionista (doc. I° rich.). Il 24 ottobre 2005 l'interessato ha chiesto a AO 1 l'esonero dal pagamento dei premi dal 29 luglio 2005, ovvero trascorso il periodo di attesa contrattuale di sei mesi (doc. 3). Il 9 febbraio 2007, trascorso l'ulteriore periodo di attesa di 24 mesi per il pagamento delle prestazioni, egli ha inoltre chiesto il versamento trimestrale, dal 1° febbraio 2007, della rendita mensile di fr. 2'000.- (doc. G). AO 1 ha versato le prestazioni sino alla fine di ottobre 2008 (doc. M). Con sentenza 26 luglio 2010 il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha riconosciuto all'interessato una rendita d'invalidità transitoria del 59% dal 1° settembre 2006 nell'ambito della procedura da lui promossa nei confronti del suo assicuratore LAINF (__________; doc. 28). Dal 1° settembre 2006 al 31 agosto 2011 l'assicurato ha intrapreso una riqualifica professionale nel settore commerciale presso la SUPSI di Manno. L'Ufficio AI ha assunto i costi della riqualifica e versato indennità giornaliere per la durata del provvedimento (doc. I° rich.). La riqualifica gli ha permesso di trovare poi lavoro come impiegato fiduciario con un salario annuo di fr. 75'000.- (v. interrogatorio formale).
3. Non essendo più intervenuti pagamenti per le rate successive al 31 ottobre 2008, dopo un infruttuoso scambio di corrispondenza, con la petizione in rassegna AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città al fine di ottenerne la condanna al pagamento di un importo poi quantificato con le conclusioni in fr. 84'000.- oltre interessi al 5% sulle rate trimestrali a partire dal 31 gennaio 2009. Ha inoltre chiesto di accertare l'obbligo contrattuale della compagnia assicuratrice di corrispondergli fr. 24'000.- annui, da versare trimestralmente dal 29 gennaio 2007 fino al 1° novembre 2037, nonché il suo diritto all'esonero dai premi dal 29 luglio 2005 al 1° novembre 2037. Egli ha preteso dalla controparte il riconoscimento della piena rendita d'incapacità al guadagno e del pieno esonero dal pagamento dei premi concordati a suo tempo con la polizza n. __________. A suo avviso, le condizioni particolari di assicurazione andavano interpretate nel senso che la convenuta si sarebbe impegnata a versargli le piene prestazioni concordate fino al 2037 qualora l'incapacità fosse subentrata durante la copertura assicurativa speciale e lui non fosse più stato in grado di giocare a disco su ghiaccio a titolo professionistico.
4. La convenuta si è opposta alla petizione. A suo giudizio, una volta raggiunto il trentacinquesimo anno di età, la nozione di incapacità al guadagno era retta dalle condizioni generali, e più in particolare dalla sua clausola A3. Di conseguenza, l'attore avrebbe unicamente avuto diritto a fr. 663.85 (valuta al 1° novembre 2009). Tale importo è stato calcolato dopo compensazione della rendita da lei dovuta di fr. 14'160.- (59% di fr. 24'000.-) al 1° novembre 2009 con l'importo di fr. 13'496.65, pari alle rendite versate in più (al 100% anziché al 59%) nel periodo 29 gennaio 2007 - 31 ottobre 2008 e al maggiore esonero dei premi (al 100% anziché al 59%) concesso dal 1° settembre 2006 al 21 ottobre 2010. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, rimettendosi al contenuto delle rispettive conclusioni.
5. Con sentenza 12 novembre 2012 il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto la petizione nel senso che ha condannato la convenuta a versare all'attore fr. 55'452.- oltre interessi al 5% dal 1° febbraio 2009 su fr. 5'310.-, dal 1° maggio 2009 su fr. 5'310.-, dal 1° agosto 2009 su fr. 5'310.-, dal 1° novembre 2009 su fr. 5'310.-, dal 1° febbraio 2010 su fr. 5'310.-, dal 1° maggio 2010 su fr. 5'310.-, dal 1° agosto 2010 su fr. 5'310.-, dal 1° novembre 2010 su fr. 5'310.-, dal 1° febbraio 2011 su fr. 5'310.-, dal 1° maggio 2011 su fr. 5'310.- e dal 1° agosto 2011 su fr. 1'770.-. In sintesi, il giudice di prime cure ha anzitutto confermato l'interpretazione sostenuta dalla convenuta rilevando che a partire dal trentacinquesimo anno di età la nozione di incapacità al guadagno era retta dalle Condizioni generali. Egli ha quindi accertato che l'attore doveva essere considerato incapace al guadagno dal 29 gennaio 2007 (trascorso il periodo di attesa di 24 mesi dall'infortunio) al 31 agosto 2011 (conclusione della riqualifica professionale), con la precisazione che fino al 1° gennaio 2008 (compimento dei 35 anni), in applicazione delle Condizioni particolari, la sua incapacità era totale e giustificava il riconoscimento delle piene prestazioni contrattuali. Per il periodo successivo (dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011), invece, il Pretore aggiunto ha di massima fatto affidamento sulla valutazione del Tribunale cantonale delle assicurazioni (grado d'invalidità del 59%) dal momento che la convenuta l'aveva riconosciuta nei suoi conteggi. In considerazione del fatto che la clausola A3 delle Condizioni generali riconosceva il diritto a una rendita intera a partire da un grado pari o superiore al 66 2/3%, il primo giudice ha tuttavia stabilito, analogamente, che a un grado di invalidità del 59% corrispondesse una rendita dell'88.5% ([0.59 x 100] : 66 2/3%). Su tale base ha quindi determinato il diritto alla rendita, accertando un saldo di fr. 58'012.85 (fr. 100'146.15 ./. fr. 42'133.30 [già versati]) a favore dell'attore. Da questo importo ha poi dedotto fr. 2'560.85 in quanto quest'ultimo non aveva più pagato i premi benché, dopo il 1° gennaio 2008 (compimento dei 35 anni), fosse invece tenuto a corrisponderli almeno in parte, in misura dell'11.5%. Accertato un saldo di fr. 55'452.- a favore dell'assicurato, il Pretore aggiunto ha in tale misura accolto la sola azione di condanna e attribuito interessi moratori su ogni pagamento trimestrale (di fr. 5'310.- [88.5% di fr. 6'000.-]), la prima volta solo dal 1° febbraio 2009 poiché così postulato dall'attore. Stabilito un valore di causa di fr. 844'886.- (di cui: fr. 84'000.- relativi all'azione condannatoria per le rendite maturate fino al 30 aprile 2012 e fr. 760'886.- relativi all'azione di accertamento dopo capitalizzazione delle prestazioni dal 1° maggio 2012 al 1° novembre 2037), egli ha infine posto le spese di fr. 178.- e la tassa di giustizia di fr. 13'000.- integralmente a carico dell'attore obbligandolo a rifondere alla convenuta fr. 30'000.- a titolo di ripetibili.
6. Con appello 10 dicembre 2012 l'attore chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per l'importo precisato in sede di conclusioni con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado. Con risposta e appello incidentale 5 febbraio 2013 la convenuta chiede la reiezione del gravame di parte avversa e la riforma della sentenza di primo grado nel senso di riconoscere all’attore il solo importo di fr. 663.85. Chiede inoltre l'attribuzione di spese e ripetibili di entrambe le sedi, quantificando queste ultime in fr. 15'000.- per la procedura di appello. Con risposta 11 marzo 2013 l'attore postula la reiezione dell'appello incidentale.
7. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC; RS 272). Ritenuto che la procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di quella data, la stessa, fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal diritto cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di procedura civile ticinese (CPC/TI; RL 3.3.2.1). Non così invece la procedura ricorsuale in rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una decisione pretorile comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove disposizioni federali (art. 405 cpv. 1 CPC).
8. Preliminarmente, l'attore lamenta l'assenza, nel dispositivo della sentenza pretorile, di un'indicazione relativa alla richiesta di accertamento. A tal proposito è tuttavia sufficiente il rilievo che il Pretore aggiunto, al consid. 10 della sua sentenza, ha chiaramente indicato di accogliere parzialmente la sola azione di condanna, lasciando così chiaramente intendere di non ammettere o comunque di respingere la domanda di accertamento. Anche il dispositivo che accoglie parziamente la petizione limitatamente alla sola domanda di condanna per l'importo di fr. 55'452.- oltre interessi non lascia dubbi al riguardo. Del resto l'azione di accertamento è sussidiaria, essendo ammissibile unicamente quando la constatazione positiva o negativa di un diritto o di un rapporto giuridico sia l'unico mezzo processuale a disposizione per la tutela di questo diritto o rapporto giuridico; non si giustifica invece quando è possibile far valere questo diritto con un'azione condannatoria o di ripristino (cfr. ad esempio II CCA 6 giugno 2003, inc. n. 12.2002.126 con riferimenti, pubb. in NRCP 2003 pag. 461). Orbene, nella misura in cui aveva per oggetto le medesime prestazioni della domanda condannatoria, la domanda di accertamento era chiaramente inammissibile. Per quanto concerneva invece eventuali pretese future, la domanda è stata (implicitamente) respinta perché dopo il 31 agosto 2011 non sussisteva più una incapacità di guadagno.
9. L'attore incentra il proprio appello sull'interpretazione del contratto assicurativo fornita dal Pretore aggiunto che contesta e reputa errata. Dopo avere ricordato le regole di interpretazione dei contratti di assicurazione, ribadisce la propria tesi, ovvero che la compagnia assicurativa si sarebbe impegnata a versargli una rendita trimestrale fino al 2037, quindi anche oltre il 35esimo anno di età, qualora l'incapacità fosse subentrata durante la copertura assicurativa speciale ed egli non fosse stato più in grado di giocare a hockey a titolo professionistico. La disposizione A3 delle Condizioni generali sarebbe per contro stata applicabile a partire dai 35 anni unicamente qualora in quel momento non fosse già nato il diritto alle prestazioni secondo le Condizioni particolari. Per l'appellante principale la pattuizione specifica non permetteva di adattare le prestazioni in corso di incapacità. Il tenore della clausola era chiaro. Lo scopo perseguito dalle parti era inoltre quello di garantire all'assicurato uno standard di vita pari a quello raggiunto come giocatore professionista, nel senso che la copertura gli avrebbe dovuto garantire un complemento reddituale sino al 2037 che avrebbe integrato la diminuzione del reddito che l'inserimento in una nuova attività avrebbe inevitabilmente comportato. Anche in considerazione delle circostanze concrete e semmai in applicazione del principio "in dubio contra assicuratorem" il contratto andava interpretato nel senso che in caso di sua incapacità di guadagno, intesa quale impossibilità di esercitare la professione di giocatore di hockey prima del compimento dei 35 anni, egli avrebbe avuto diritto a una rendita di fr. 24'000.- annui sino al 1° novembre 2037.
9.1 L’interpretazione di un contratto assicurativo segue i principi che valgono generalmente per qualsiasi altro contratto, a meno che la legge non preveda disposizioni particolari. Le condizioni generali di assicurazione (CGA) che sono state esplicitamente incorporate nel contratto vanno interpretate come le altre clausole contrattuali (DTF 135 III 1 consid. 2 pag. 6, 133 III 675 consid. 3.3 pag. 681). In presenza di divergenze sul contenuto di una clausola contrattuale il giudice deve dapprima determinare la reale e comune volontà delle parti, senza limitarsi alle espressioni che le stesse hanno utilizzato (art. 18 cpv. 1 CO). Se questa - come in concreto - non può essere determinata o diverge, il giudice deve interpretare le dichiarazioni e i comportamenti delle parti secondo il principio dell’affidamento; le dichiarazioni delle parti vengono quindi interpretate come potrebbe comprenderle un terzo di buona fede che si trovasse nelle medesime circostanze (Brulhart, Droit des assurances privées, Berna 2008, pag. 125, n. 276). Il principio dell’affidamento permette quindi di imputare ad una parte il senso oggettivo della sua dichiarazione o del suo comportamento, anche se non corrisponde alla sua intima volontà (cfr. DTF 135 III 410, consid. 3.2, pag. 412-413; Brulhart, op. cit., pag. 124, n. 276). Anche se la giurisprudenza non ammette più di fondarsi esclusivamente sul tenore letterale di una clausola, questo assume comunque un ruolo prioritario rispetto agli altri mezzi di interpretazione. Così, se gli ulteriori elementi di interpretazione non consentono con certezza di concludere diversamente ci si atterrà al tenore letterale (sentenza del Tribunale federale 5C.21/2007 del 20 aprile 2007 consid. 3.1; Jäggi/Gauch, Zürcher Kommentar, N. 369 all'art. 18 CO; Franz Hasenböhler, Zur Auslegung von Versicherungspolicen, in: Festschrift Ernst A. Kramer, Basilea 2004, pag. 849).
Qualora, al termine di siffatta operazione, permanga un dubbio sul significato da attribuire alle clausole contrattuali, di cui fanno ovviamente parte anche le condizioni particolari di assicurazione (Maurer, Schweizerisches Privatversicherungsrecht, 3a ed., pag. 161 seg.), queste devono essere interpretate in sfavore del loro autore (“Unklarheitsregel”, DTF 122 III 118 consid. 2a). Secondo la dottrina e la giurisprudenza, per l'applicazione di questo principio, non basta che le parti siano in disaccordo sul senso da dare a una dichiarazione, ma è anche necessario che questa possa essere compresa in modi diversi e che sia impossibile togliere il dubbio con un'interpretazione ordinaria (DTF 122 III 118 consid. 2d; 118 III 342 consid. 1a). Ciò che non è il caso nella fattispecie.
9.2 Come ha rettamente osservato il Pretore aggiunto, le Condizioni particolari del contratto in esame andavano interpretate, secondo il principio dell'affidamento, nel senso che in caso di incapacità a svolgere la professione di giocatore di hockey a causa di malattia o d'infortunio, l'assicurato avrebbe avuto diritto, sino al compimento dei 35 anni, a una rendita intera di fr. 24'000.-. Successivamente, invece, l'assicuratore avrebbe garantito le proprie prestazioni soltanto se l'assicurato avesse presentato un'incapacità di guadagno ai sensi della clausola A3 delle CGA, ovvero qualora non fosse più stato in grado di esercitare la professione precedente o un'altra attività lucrativa ragionevolmente esigibile e avesse subito una perdita di guadagno. A favore di questa interpretazione depone già il chiaro testo delle Condizioni particolari. Esse stabiliscono infatti che la copertura (particolare) si estingueva al più tardi dopo avere compiuto i 35 anni, vale a dire al compimento dell'età alla quale normalmente termina la carriera di un giocatore, come ha dichiarato la Federazione ticinese di hockey su ghiaccio all'indirizzo dell'AI (doc. I° rich.) e come poteva peraltro sapere l'attore al momento della conclusione della polizza. La clausola in questione precisa inoltre che se l'assicurazione era conclusa per una durata prolungata - ciò che era pacificamente il caso - si applicava la definizione di incapacità al guadagno contenuta nelle CGA.
In questo modo le parti hanno inteso assicurare, fino ai 35 anni, l'incapacità lavorativa specifica quale giocatore di hockey, mentre per il periodo successivo hanno stipulato un'assicurazione per incapacità di guadagno qualificabile, in considerazione del rinvio alle CGA (e in particolare alla disposizione A3) operato dalle Condizioni particolari, come un’assicurazione contro i danni (“Schadensversicherung”), la sua erogazione presupponendo non solo l’esistenza di un’incapacità parziale o totale, dovuta a malattia o infortunio, di esercitare la propria professione o ogni altra attività ragionevolmente esigibile, ma anche l’esistenza di un danno concreto derivante da tale incapacità e consistente in una perdita di guadagno che spettava al beneficiario dimostrare (II CCA 24 febbraio 2011 inc. n. 12.2009.64 con riferimenti). Il che è del resto anche del tutto logico. Il contratto, con le sue Condizioni particolari, teneva conto della situazione particolare dell'attore e intendeva tutelare, fino ai 35 anni, l'assicurato dal rischio - neppure poi tanto remoto, considerata la durezza dello sport in questione - di una prematura conclusione della propria carriera. Dopo questo momento, invece, l'attore che - indipendentemente dall'esistenza di motivi medici - di norma avrebbe comunque terminato la propria carriera sportiva, sarebbe diventato un assicurato come tutti gli altri, ai quali si applica(va)no le CGA (clausola A3). Ciò spiega il motivo della clausola speciale e del rinvio alle CGA per il periodo successivo ai 35 anni oltre che l'applicazione di due "regimi" diversi tra loro per il periodo prima e dopo i 35 anni.
Ad avvalorare questa tesi vi è poi anche l'aspetto, giustamente rilevato dal primo giudice, del rapporto tra premio annuo (di fr. 6'077.-), da un lato - che comprendeva anche il finanziamento dell'assicurazione sulla vita con, fra l'altro, un capitale in caso di vita al 1° novembre 2037 di fr. 295'933.- (doc. C) - e prestazioni in caso di incapacità di guadagno, dall'altro, che non solo includeva il diritto a una rendita ma anche l'esonero dal pagamento dei premi. L'attore non poteva in buona fede ritenere che la controparte, in caso di sua incapacità ad esercitare l'attività di giocatore di hockey prima dei 35 anni, si sarebbe impegnata a pagargli una rendita piena (fr. 24'000.-), liberandolo oltretutto dal pagamento dei premi, fino all'età del pensionamento. Dopo i 35 anni, una rendita e l'esonero dal pagamento dei premi sarebbero stati dovuti soltanto in caso di normale incapacità di guadagno, analogamente a quanto avviene peraltro nel diritto delle assicurazioni sociali.
9.3 Contrariamente a quanto eccepisce l'attore, il Pretore aggiunto non ha confuso l'aspetto previdenziale con la parte di puro rischio. L'appellante pretende che buona parte del premio annuo fosse trattenuta dalla convenuta quale contributo per il rischio assicurato, ma in realtà non si avvede che il premio era stato aumentato, passando da fr. 3'600.- nel 1996 a fr. 5'933.- nel 2001 e poi a fr. 6'077.- nel 2003, perché in realtà erano state aumentate le prestazioni in caso di vita al 1° novembre 2037 (fr. 165'754.- secondo la polizza del 1996, poi aumentati a, rispettivamente, fr. 288'922.- e 295'933.- in seguito alle modifiche apportate nel 2001 e nel 2003), mentre le prestazioni in caso di incapacità di guadagno erano rimaste invariate (cfr. doc. A-C). Ma vi è di più. L'avvicinarsi del traguardo dei 35 anni (e di riflesso la riduzione del tempo residuo di copertura speciale) ben difficilmente avrebbe giustificato un aumento dei premi, rispetto all'inizio, per detto rischio specifico quale giocatore di hockey. Quanto alla censura secondo cui, dopo la modifica contrattuale del 2003 - che tuttavia, per quanto appena detto, non modificava le condizioni e l'estensione delle prestazioni originarie in caso di incapacità di guadagno -, l'assicurato nella migliore delle ipotesi, in considerazione del periodo di attesa di 24 mesi, avrebbe potuto beneficiare di una copertura di neppure due anni, essa non tiene conto del fatto che ciò valeva comunque solo per la copertura speciale della sua attività sportiva, come dimostrano peraltro le prestazioni (almeno parziali) che gli sono state riconosciute secondo le CGA anche dopo il 1° gennaio 2008. Ne segue che il giudizio pretorile, su questo punto, va pienamente condiviso.
10 Con l'appello incidentale la convenuta contesta il calcolo delle prestazioni effettuato dal giudice di prime cure. In considerazione del fatto che la clausola A3 delle CGA riconosceva il diritto a una rendita intera a partire da un grado uguale o superiore al 66 2/3 %, il Pretore aggiunto ha stabilito che a un grado d'incapacità di guadagno del 59%, riconosciuto dallo stesso assicuratore, dovesse corrispondere (dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011) una rendita dell'88.5% ([0.59 x 100] : 66 2/3%). Egli ha inoltre definito all'11.5% la percentuale di premio da versare dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 in virtù dell'esonero (parziale) garantito dalle stesse CGA. Pur aderendo alla considerazione secondo cui, in difetto di altri elementi probanti relativi alla perdita di guadagno, ci si poteva di massima riferire alle conclusioni tratte dal Tribunale cantonale delle assicurazioni in ambito LAINF, la convenuta lamenta la mancata applicazione, da parte del Pretore aggiunto, della percentuale d'incapacità di guadagno del 59% accertata dal giudice delle assicurazioni sociali per definire l'entità della rendita e dell'esonero dal pagamento dei premi.
10.1 La censura è fondata. Le CGA prevedono alla clausola A3 che la rendita e la misura dell'esonero dal pagamento dei premi sono stabiliti in funzione del grado d'incapacità di guadagno, precisando che un'incapacità di guadagno del 66 2/3% o superiore dà diritto a prestazioni piene, mentre una inferiore al 25% non conferisce il diritto ad alcuna prestazione. Il tenore e il senso di questa clausola, assai diffusa nel settore (v. ad esempio sentenze del Tribunale federale 5C.21/2007, citata, consid. 3.3 e II CCA 24 febbraio 2011 inc. n. 12.2009.64; Isabelle Amschwand-Pilloud/Daniel Jungo/ Wolfgang Maute, Assurances-vie et impôts, 2005, pag. 84), sono chiari. Il parallelo tra incapacità di guadagno di 2/3 (o più) e rendita intera è manifestamente riconducibile all'ordinamento in materia di AI (art. 28 cpv. 1 LAI, nella versione del 1967; RU 1968 pag. 35) e si spiega con il fatto che a partire da un certo limite (all'epoca fissato al 66 2/3%, oggi al 70%) diventa molto difficile sfruttare la capacità al guadagno residua, per cui agli assicurati con un grado d'invalidità uguale o superiore a questo limite si concede una rendita intera (cfr. ad esempio Messaggio del Consiglio federale dell'11 maggio 2011 concernente la 6a revisione dell'AI, FF 2011 5133, pag. 5135). Per converso, un'invalidità inferiore al 25% è reputata essere compensabile siccome non troppo incisiva. Al di fuori di queste due situazioni (incapacità uguale o superiore al 66 2/3% o inferiore al 25%), la rendita va invece calcolata in base al grado d'incapacità effettivo (in casu: 59%) se esso si situa entro questi limiti (cfr. Amschwand-Pilloud/Jungo/Maute, op. cit., pag. 84). Non vi è quindi motivo per confermare gli adattamenti proporzionali effettuati dal primo giudice in contrasto con il chiaro senso e tenore delle CGA.
10.2 Fatta questa importante riserva, valida anche per l'esonero dal pagamento dei premi che va ugualmente concesso nella misura del 59% dopo il 1° gennaio 2008 - ossia alla scadenza della copertura speciale -, il calcolo del Pretore aggiunto è per il resto invece sostanzialmente corretto. Per il calcolo delle rendite, l'attore è stato pienamente incapace al guadagno - secondo le Condizioni particolari - dal 29 gennaio 2007 (alla scadenza del periodo di attesa di 24 mesi) al 1° gennaio 2008 (data di compimento dei 35 anni alla quale si estingueva la copertura speciale). Per detto periodo, stante una rendita giornaliera di fr. 66.66, calcolata - in maniera incontestata - sull'arco di un anno commerciale di 360 giorni (fr. 24'000 : 360 = fr. 66.66), gli vanno riconosciuti fr. 22'131.12 (332 giorni x fr. 66.66). Per contro, per il periodo dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 (fine della riqualifica professionale), la convenuta dovrebbe versare fr. 51'880.55 (ovvero 59% di fr. 87'933.14 [rendita per 3 anni, 7 mesi e 29 giorni]). Tenuto conto della somma già pagata dalla convenuta (fr. 42'133.30; doc. M e P), ne consegue un saldo di fr. 31'878.37 a favore dell'appellante a titolo di rendite di incapacità di guadagno. Il diverso calcolo della convenuta non può per contro essere seguito anche perché è contraddittorio. Da un lato, infatti, riconosce a titolo preliminare che l'attore aveva diritto a una rendita al 100% dal 29 gennaio 2007 al 1° gennaio 2008, dall'altro però calcola l'importo dovuto sulla base di un grado d'invalidità del 59% dal 29 gennaio 2007.
Per quanto concerne invece l'esonero dal pagamento dei premi, è pacifico che l'attore non li ha più pagati dal 29 luglio 2005, ossia trascorso il relativo periodo di attesa (doc. A, Condizioni particolari). Per il resto, dato un premio annuo di fr. 6'077.-, ovvero di fr. 506.41 al mese o di fr. 16.88 al giorno, e tenuto conto - sempre in virtù delle Condizioni particolari - del diritto a un esonero completo dal 29 luglio 2005 al 1° gennaio 2008, ma poi solo parziale (del 59%) dal 2 gennaio 2008 al 31 agosto 2011 (3 anni, 7 mesi e 29 giorni), ne discende una differenza di fr. 9'128.81 a favore della convenuta (fr. 22'265.39 [premio al 100%, non pagato] ./. fr. 13'136.58 [59% di fr. 22'265.39, pari all'importo che andava esonerato]). Anche su questo punto il diverso calcolo della convenuta non può essere condiviso perché quantomeno contraddittorio. Pur riconoscendo una liberazione totale del premio dal 1° settembre 2006 (correttamente: dal 29 luglio 2005) al 1° gennaio 2008, essa calcola poi l'esonero effettivo sulla base del 59% anche per questo periodo.
In esito a quanto precede, la convenuta deve ancora versare all'attore l'importo, arrotondato, di fr. 22'749.55 (fr. 31'878.37 ./. fr. 9'128.81), oltre interessi al 5% su ogni rata trimestrale di fr. 3'540.- (59% di fr. 6'000.-) a partire - per quanto ha accertato in maniera incontestata il giudice di prime cure - dal 1° febbraio 2009. La petizione andava dunque - relativamente alla sola azione condannatoria - ammessa in questa limitata misura. Di conseguenza l'appello incidentale va parzialmente accolto.
11. L'appellante principale censura infine il giudizio pretorile sulle spese e sulle ripetibili. La contestazione è manifestamente infondata nella misura in cui è rivolta contro la determinazione del valore litigioso da parte del Pretore aggiunto il quale ha, fra l'altro, capitalizzato le prestazioni fino al 2037. Se è vero che la questione centrale della controversia verteva sull'interpretazione della clausola speciale della polizza assicurativa, ciò non toglie che l'attore ha comunque fondato su di essa ben precise domande di condanna e di accertamento per prestazioni passate e future (così la richiesta di accertamento del diritto alla rendita annua di fr. 24'000.- e all'esonero dei premi fino al 1° novembre 2037; cfr. Sterchi, in Berner Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, pag. 992 all'art. 91 CPC). Da qui la conferma della decisione pretorile che ha ritenuto un valore di causa complessivo di fr. 844'886.- (di cui: fr. 84'000.- relativi all'azione condannatoria per le rendite maturate fino al 30 aprile 2012 e fr. 760'886.- relativi all'azione di accertamento dopo capitalizzazione delle prestazioni dal 1° maggio 2012 al 1° novembre 2037), peraltro non contestato in quanto tale nel suo calcolo, ma solo nel suo principio.
L'attore censura inoltre il fatto che il primo giudice gli ha caricato interamente le spese e le ripetibili, sancendo così di fatto la sua piena soccombenza. La procedura di prima istanza è retta dal CPC/TI (v. sopra consid. 9). Il giudice non è rigidamente legato ad un riparto strettamente numerico delle tasse, delle spese e delle ripetibili ma può anzi ripartirle parzialmente o per intero fra le parti in caso di soccombenza reciproca o se concorrono altri giusti motivi (art. 148 cpv. 2 CPC/TI; II CCA 7 giugno 1996 inc. n. 12.1996.1). Nella fissazione degli oneri processuali e nella loro ripartizione il giudice fruisce così di ampia latitudine e la sua decisione può essere impugnata solo per eccesso o per abuso del potere di apprezzamento (II CCA 15 novembre 2012 inc. n. 12.2011.25). A parte che l'attore non rimprovera al Pretore aggiunto un simile comportamento, dal momento in cui l'art. 148 cpv. 2 CPC/TI non comporta necessariamente una ripartizione di spese e ripetibili, può ben concludersi che se il primo giudice le ha addebitate interamente all'attore non ha, avuto riguardo delle concrete circostanze di specie e in particolare dell'esiguità del successo di causa ancor più evidenziata dal presente giudizio (circa 1/40), abusato del potere di apprezzamento che il codice di procedura ticinese gli ha espressamente conferito (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile massimato e commentato, Lugano 2000, m. 26 ad art. 148 CPC/TI).
12. L'appello principale deve pertanto essere respinto, mentre l'appello incidentale può essere parzialmente accolto nel senso di una riduzione delle pretese riconosciute a favore di controparte. Gli oneri processuali e le ripetibili di prima sede rimangono invariati, mentre quelli di appello seguono la rispettiva soccombenza e sono calcolati su un valore litigioso di fr. 789'434.- (ossia fr. 844'886.- ./. fr. 55'452.-) per la procedura d'appello principale e di fr. 54'788.15 (fr. 55'452.-./. fr. 663.85) per quella di appello incidentale. La convenuta ha postulato per la sede d'appello il riconoscimento di fr. 15'000.- a titolo di ripetibili, senza però presentare una nota d’onorario e spese (art. 14 cpv. 2 Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili: RL 3.1.1.7.1). L’indennità ripetibile viene pertanto stabilita secondo l’importanza della lite, le sue difficoltà e il presumibile tempo impiegato dall’avvocato (art. 11 cpv. 5 Regolamento sulle ripetibili).
Il valore litigioso giusta l'art. 51 cpv. 1 lett. a LTF è determinato da tutte le conclusioni ricevibili rimaste controverse davanti all'autorità cantonale (sentenza del Tribunale federale 5A_765/2008 del 29 giugno 2009 consid. 1.2.1 e rif.). Qualora siano fatte valere domande in via principale e adesiva, i rispettivi valori vanno sommati, senza riguardo a quanto l'autorità cantonale ha aggiudicato, né al valore della pretesa della parte che agisce davanti al Tribunale federale (sentenza inc. 5A_500/2009 del 19 novembre 2009, consid. 1). Ne discende che il valore litigioso nella prospettiva dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera la soglia di fr. 30’000.– ai fini di un ricorso in materia civile.
Per i quali motivi, richiamati per le spese l’art. 148 CPC/TI, l'art. 106 CPC, la LTG e il Regolamento sulle ripetibili
decide:
I. L'appello 10 dicembre 2012 di AP 1 è respinto.
II. Gli oneri processuali della procedura d’appello di complessivi fr. 5'000.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 9’500.- per ripetibili di appello.
III. L’appello incidentale 5 febbraio 2013 di AO 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza la sentenza 12 novembre 2012 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città, invariati gli altri dispositivi, è così riformata:
1. La petizione è parzialmente accolta.
§ Di conseguenza AO 1 è condannata a versare a AP 1 l'importo di fr. 22'749.55 oltre interessi al 5% dal 1° febbraio 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° agosto 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° novembre 2009 su fr. 3'540.-, dal 1° febbraio 2010 su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2010 su fr. 3'540.-, dal 1°agosto 2010 su fr. 3'540.-, dal 1° novembre 2010 su fr. 3'540.-, dal 1° febbraio 2011 su fr. 3'540.-, dal 1° maggio 2011 su fr. 3'540.- e dal 1° agosto 2011 su fr. 1'180.-.
IV. Gli oneri processuali della procedura d’appello incidentale di complessivi fr. 1'500.- sono a carico dell'attore per 4/7 e per 3/7 sono a carico dell'appellante incidentale, a cui l’attore rifonderà fr. 300.- per ripetibili.
V. Notificazione:
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Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente Il vicecancelliere
Rimedi giuridici
Nelle cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).