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Incarto n. |
Lugano
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In nome |
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La seconda Camera civile del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Fiscalini, presidente, Bozzini e Balerna (giudice supplente) |
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vicecancelliera: |
Federspiel Peer |
sedente per statuire nella causa - inc. n. OR.2011.67 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 24 giugno 2011 da
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AO 1
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contro |
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AP 1
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con cui l’attore postula la condanna della controparte al pagamento di fr. 448'220.- (equivalenti a USD 450'994.-) oltre interessi al 5% dal 24 novembre 2009 nonché il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano per pari importo,
domanda avversata dalla convenuta che ne ha postulato la reiezione, sollevando pure l’eccezione di incompetenza territoriale, e che il Pretore ha accolto integralmente con sentenza del 23 novembre 2015, respingendo nel contempo l’eccezione di incompetenza territoriale,
appellante la convenuta con atto di appello dell’8 gennaio 2016, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile e, in via subordinata, di respingerla nel merito, protestando tasse, spese e ripetibili,
mentre l’attore con risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili,
letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti,
ritenuto
in fatto:
A. Il 15 aprile 2008 AO 1 ha firmato una proposta di acquisto immobiliare relativa all'impegno di acquistare da AP 1 tre appartamenti (identificati con le sigle SF506, OB703, SF804) siti nel grattacielo in costruzione a D__________, chiamato “__________”, per l'importo complessivo di USD 907'000.-. La pattuizione prevedeva il pagamento di un primo acconto di USD 136'050.- alla sottoscrizione dell’accordo e di altri acconti successivi in seguito (cfr. doc. F, paragrafo 3), importi che AO 1 ha effettivamente versato in ragione di USD 450'994.- (cfr. doc. G, H, I, L). Il contratto prevedeva, oltre all'applicazione del diritto materiale degli Emirati Arabi Uniti, anche il foro esclusivo alla Corte di D__________ (cfr. doc. F paragrafo 7). La consegna degli appartamenti era prevista per il 30 settembre 2009, ma, come si dirà meglio in seguito, non si è mai perfezionata.
B. In data 30 settembre 2009 AP 1 ha comunicato ad AO 1 un ritardo nella consegna dei tre appartamenti fino, approssimativamente, al quarto trimestre del 2011 (cfr. doc. Q, BB). Termine che è poi stato nuovamente riportato al primo trimestre 2013 (cfr. doc. 6), ma che già allora appariva come irrealistico in quanto nel marzo 2012 vi erano unicamente tre - quattro piani fuori terra sui 36 progettati.
In data 11 novembre 2009 AO 1 ha rescisso il contratto per inadempimento della convenuta rimproverando alla stessa la mancata consegna gli appartamenti nei termini fissati; nel contempo egli ha richiesto la restituzione degli acconti pagati. Pretesa ribadita con scritto del 18 novembre 2009 (doc. N) inviato a __________ N__________, direttore di AP 1, presso gli uffici di L__________ della società. La richiesta non è stata soddisfatta da AP 1.
C. AO 1 ha quindi chiesto ed ottenuto il sequestro dei beni di AP 1 presso la Banca __________ di L__________ sino a concorrenza dell’importo di fr. 448'220.- (doc. A) e, a titolo di convalida, ha poi fatto spiccare il PE n. __________ dell'UE di Lugano al quale AP 1 ha interposto opposizione (doc. A1).
D. Con petizione 24 giugno 2011 AO 1 ha avviato il presente procedimento a convalida del sequestro, postulando la condanna di RE 1 al pagamento di fr. 448'220.- importo poi mutato in USD 450'994.- oltre interessi al 5% dal 24 novembre 2009, nonché il rigetto definitivo dell’opposizione al PE n.__________ dell’UE di Lugano, il tutto con protesta delle spese giudiziarie. In sintesi, egli ha argomentato di esigere la rescissione del contratto a seguito delle gravi inadempienze contrattuali di AP 1 e più precisamente per il mancato rispetto dei termini di consegna e di trasferimento della proprietà. Egli ha quindi fatto valere il suo diritto alla restituzione immediata degli acconti versati.
L’attore ha sostenuto la competenza del giudice adito sulla base dell’art. 4 LDIP ed ha affermato che la proroga di foro contenuta nella proposta di acquisto è nulla sia in virtù dell’art. 5 cpv. 2 LDIP, sia dell’art. 4 cpv. 3 della Conv. dell’Aja sugli accordi di proroga di foro.
Con risposta di causa del 17 ottobre 2011 AP 1 si è opposta alla petizione ed ha sollevato, tra l’altro, l’eccezione d'incompetenza territoriale, rilevando che il punto 7 della proposta di acquisto immobiliare prevedeva la competenza esclusiva della Corte di D__________. La convenuta ha, inoltre, negato il carattere abusivo della proroga di foro. Parallelamente, essa ha contestato la ricezione della disdetta e ha sostenuto che la stessa sarebbe giuridicamente inefficace siccome non conforme alle prescrizioni del diritto applicabile a D__________.
In particolare, la convenuta ha aggiunto che in base alle leggi di D__________ l’attore non ha il diritto di risoluzione del contratto quando, come nel caso di specie, un’azione di forza maggiore ha reso l’adempimento da parte della convenuta temporaneamente impossibile.
Nei successivi allegati di replica e duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro antitetiche allegazioni e richieste. Parte attrice ha posto l’accento sui legami della convenuta con L__________ ed ha aggiunto di non condividere l’applicazione del diritto di D__________.
Esperita l'istruttoria, le parti sono state convocate per l’arringa finale nella quale si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.
E. Con sentenza del 23 novembre 2015 il Pretore ha respinto l’eccezione d’incompetenza territoriale e ha accolto la petizione condannando AP 1 al pagamento di USD 450'994.- oltre interessi. Nel contempo, egli ha pronunciato il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano. In sintesi, il giudice ha ritenuto legittima la disdetta data da AO 1 e la richiesta di ripristino della statu quo ante. Parallelamente, il magistrato ha ritenuto abusiva la proroga di foro in considerazione, tra l’altro, dei legami dell’operazione con L__________ e del mancato rispetto della forma pubblica che avrebbe necessitato un simile contratto.
F. Con atto di appello dell’8 gennaio 2016 AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile e, in via subordinata, di respingerla nel merito, e nel contempo di concedere l’effetto sospensivo, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Mentre l’attrice con risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili.
e considerato,
in diritto:
1. Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC) che trova applicazione in entrambe le sedi siccome la procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 seg. CPC).
Per quanto attiene alla richiesta di concessione dell’effetto sospensivo si ricorda all’appellante che in virtù dell’art. 315 cpv. 1 CPC l’atto di appello preclude l’efficacia e l’esecutività della decisione impugnata.
2. È pacifico che la vertenza riveste carattere internazionale ai sensi dell’art. 1 LDIP in quanto vede opposti un cittadino italiano residente in Italia e una società avente la sua sede alle S__________ ed ha per oggetto una pretesa connessa all’acquisto di un appartamento sito in un immobile in costruzione a D__________ negli Emirati Arabi Uniti.
Pure incontestata è l’applicabilità al caso di specie della LDIP, ed in particolare degli art. 4 e 5 LDIP. Non trova invece applicazione la Convenzione di Lugano non avendovi aderito gli Emirati Arabi Uniti, ai giudici del cui Stato rinvia la clausola in esame.
Giusta l’art. 4 LDIP se la presente legge non prevede altro foro in Svizzera, l’azione di convalida del sequestro può essere promossa nel luogo svizzero del sequestro. Questo foro non è però esclusivo. Una deroga è possibile a condizione di rispettare le premesse fissate dall’art. 5 LDIP. In particolare, il cpv. 1 prevede la possibilità per le parti di pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia di pretese patrimoniali derivanti da un determinato rapporto giuridico. Il patto può essere stipulato per scritto, per telegramma, telex, facsimile o altro mezzo di trasmissione che ne consenta la prova per testo. Salva diversa stipulazione, il foro prorogato è esclusivo. Il cpv. 2 della stessa norma precisa però che la proroga di foro è inefficace se una parte si trova abusivamente privata di un foro previsto dal diritto svizzero.
3. Nel proprio giudizio il Pretore ha ritenuto data la propria competenza in virtù del fatto che la prestazione contrattuale litigiosa andava eseguita in Svizzera e più precisamente a L__________, questo poiché la banca su cui andavano accreditati gli acconti - di cui l’attore chiede la restituzione mentre la convenuta vi si oppone - era la Banca __________ di L__________. Subordinatamente il primo giudice ha ritenuto data la sua competenza anche in virtù dell’art. 4 LDIP quale foro del sequestro.
Il magistrato ha quindi spiegato come le ragioni della disdetta data da AO 1 siano da ricercare negli evidenti ritardi di edificazione e nelle conseguenti inadempienze contrattuali della convenuta. Il magistrato ha ritenuto la rescissione del contratto legittima e, sulla base delle risultanze peritali, ha precisato che la stessa è conforme anche alle leggi di D__________. Relativamente alla questione della competenza territoriale il magistrato ha osservato che l’applicazione dell’art. 113 LDIP propugnava a favore della sua competenza. In merito alla proroga di foro a favore dei tribunali di D__________, il Pretore ha giudicato non provato il fatto che detti tribunali avrebbero ammesso la loro competenza con riferimento a un contratto che non era una compravendita immobiliare bensì una proposta di acquisto di un immobile perfezionata in Svizzera, in forma scritta, tra una venditrice che non ha dimostrato di esserne proprietaria e un potenziale acquirente. Secondo il magistrato di prima sede l’esecuzione di questa promessa avendo carattere personale poteva essere eseguita ovunque e dagli atti traspariva l’intenzione delle parti di eseguirla a L__________. Sulla base delle risultanze istruttorie il Pretore ha ritenuto che il centro di tutta l’operazione fosse L__________.
Il magistrato ha, inoltre, osservato come siffatto contratto sarebbe stato nullo dal punto di vista del diritto svizzero per mancato rispetto della forma pubblica prescritta dall’art. 216 CO.
Il primo giudice ha inoltre ritenuto non provato che in base alle leggi di D__________ sarebbe bastata la sola forma scritta e non ufficiale per ammettere la validità di un simile accordo.
In forza di queste carenze allegatorie e probatorie il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro. Da ultimo, egli ha ritenuto giustificato anche l’invocazione dell’abuso di diritto da parte dell’attore.
4. Con l’appello AP 1 censura un erroneo apprezzamento dei fatti e delle prove come pure un’erronea applicazione del diritto. Più nel dettaglio, l’appellante contesta la competenza territoriale del Pretore di Lugano e ribadisce la validità della proroga di foro, negando tra l’altro che l’avvalersi della stessa possa essere qualificato di abusivo. In questo ambito essa rinvia a due sentenze di questa Camera emesse, a suo dire, in fattispecie identiche, dove sarebbe stata riconosciuta la validità di una proroga identica a quella qui in esame. AP 1 prosegue enunciando i principi che reggono il riconoscimento in Svizzera di sentenze estere. L’appellante contesta, inoltre, i legami della fattispecie con la Svizzera. Essa continua rimproverando al Pretore di aver applicato solo parzialmente, e in modo errato, alla fattispecie le leggi degli Emirati Arabi Uniti e cita alcuni articoli del codice civile degli EAU che, sempre secondo l’appellante, escluderebbero la possibilità per AO 1 di rescindere validamente il contratto.
Nel contempo AP 1 parrebbe invocare una violazione del proprio diritto di essere sentita lamentando, in più punti, una carente motivazione della sentenza pretorile (cfr. appello pag. 8 in fine, 9 e 21).
A questo stadio della procedura la ricezione della disdetta da parte di AP 1 non è più contestata.
5. La censura dell’appellante relativa alla violazione del diritto di essere sentito va trattata preliminarmente. Come accennato sopra, in questa sede, AP 1 rimprovera al Pretore una carente motivazione della decisione. Il diritto di ottenere una decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., impone all’autorità giudicante di indicare le ragioni che l’hanno portata a decidere in un senso piuttosto che in un altro, in modo tale da permettere al destinatario di capire la portata della decisione e di proporre i rimedi adeguati con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1; II CCA 8 agosto 2014 inc. n. 12.2012.185).
Nel caso concreto la motivazione addotta dal giudice di prime cure a sostegno della propria competenza territoriale e della non validità della proroga di foro, riassunta sopra, era decisamente chiara e permetteva alla convenuta di capire le ragioni di fatto e di diritto alla base della decisione pretorile e di presentare il rimedio giuridico appropriato con cognizione di causa, come per altro la stessa ha fatto trasmettendo a questa Camera un lungo e finanche prolisso atto di appello (TF 11 agosto 2010 4A_585/2009 consid. 7.1). La censura è pertanto infondata.
6. Fatta questa premessa è necessario ora ricordare che per sua natura l’atto di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L‘appellante deve pertanto confrontarsi criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali motivi di fatto e di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare (v. Reetz/Theiler in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36 ad art. 311; ZPO-Rechtsmittel, Kunz, n. 92 ad art. 311; sentenza TF del 7 dicembre 2011, inc. n. 4A_659/2011, consid. 4; sentenza II CCA del 18 aprile 2013, inc. n. 12.2011.119 e riferimenti). L’appello in esame in alcuni punti non contiene una critica puntuale al giudizio di prima istanza ma si limita a fornire una propria tesi e una propria lettura dei fatti. L’appello in oggetto viene quindi esaminato nella misura in cui rispetta i principi sopraindicati e espone critiche circostanziate al giudizio pretorile, mentre non verranno analizzati e sono irricevibili quei passaggi che non contengono alcuna critica al giudizio impugnato.
7. Come accennato sopra, l’appello verte essenzialmente sulla competenza del giudice adito, che l’appellante nega, e sulla validità o meno della proroga di foro, che per l’appunto AP 1 ritiene data. Al riguardo essa ribadisce che la proroga in esame adempie perfettamente i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP. In sintesi, AP 1 critica la decisione pretorile nella misura in cui il magistrato ha ritenuto detta proroga abusiva e ha rimproverato alla qui appellante di non aver adempiuto al proprio obbligo probatorio dimostrando che i tribunali di D__________ avrebbero effettivamente ammesso la loro competenza in relazione alla fattispecie qui in esame.
7.1. A questo stadio della procedura è pacifico che la proroga in esame adempie i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP.
Più complessa si presenta invece l’analisi della questione dal punto di vista dell’art. 5 cpv. 2 LDIP, invocato dall’attore che sostiene l’abusività della proroga.
Prima di addentrarsi in questa problematica è necessario ricordare che, diversamente da quanto traspare dall’atto di appello, la contestazione concerne un contratto di riservazione, ossia una promessa di compravendita, di un immobile e non già una compravendita immobiliare.
Dagli atti risulta che la prestazione contrattuale dovuta da AO 1, ovvero il pagamento degli acconti, doveva realizzarsi in Svizzera, a L__________. Essendo questa la prestazione litigiosa la competenza del foro di L__________ sarebbe data sia quale foro di esecuzione che, sussidiariamente, quale foro del sequestro (art. 4 LDIP). Parallelamente l’esecuzione della promessa di compravendita, prestazione dovuta dalla qui appellante, avendo natura personale, poteva essere eseguita ovunque. Nello specifico, a prescindere da quello che sostiene ora in sede giudiziaria AP 1, dagli atti traspaiono diversi elementi che rivelano l’intenzione dell’appellante di realizzare detta prestazione proprio a L__________, luogo dove - è utile sottolinearlo - lavorava __________ N__________, direttore di AP 1. Suffraga ulteriormente questa intenzione anche il fatto che il documento di accettazione annesso al doc. F (“accettazione di proposta d’acquisto immobiliare di data 15/04/08”) è stato sottoscritto dal direttore dell’appellante proprio a L__________ e indica quale conto su cui versare gli acconti quello che AP 1 detiene presso la Banca __________ di L__________.
Alla luce di queste considerazioni, l’affermazione del Pretore secondo cui pure l’art. 113 LDIP propugna a favore del foro di L__________ non può essere ritenuta errata.
E’ innegabile che i legami della fattispecie con L__________ sono molteplici, infatti, come accennato sopra, a L__________ lavorava __________ N__________, direttore di AP 1, proprio sul conto di una banca di L__________ sono stati versati - su richiesta dell’appellante - gli acconti e, inoltre, su vari scritti agli atti figura quale recapito di AP 1 quello del suo ufficio di rappresentanza sito in via __________ a L__________. A questo vada aggiunto che il doc. F è stato redatto in lingua italiana e che il documento “accettazione di proposta d’acquisto immobiliare di data 15/04/08”) ad esso annesso è stato sottoscritto dal direttore della qui appellante proprio a L__________, in data 29 maggio 2008.
7.2. AP 1, per dimostrare l’infondatezza della tesi di AO 1 secondo cui la proroga di foro la priverebbe abusivamente della protezione conferitale dal foro svizzero del sequestro, avrebbe dovuto, come rettamente osservato dal Pretore, provare che i giudici di D__________ avrebbero certamente ammesso la propria competenza; ciò non è però avvenuto. Infatti, la perizia del 21 maggio 2012 redatta dall’ISDC (cfr. inc. rich. OR.2010.598 della Pretura di Lugano sez. 1, qui data per trascritta) indica che secondo l’art. 21 al. 1 ch. 3 CPC degli EAU “les tribunaux sont competents pour juger d’une action introduite à l’encontre d’un étranger qui n’a ni son domicile ni sa résidence aux EAU lorsque l’action se fonde sur une obligation conclue, exécutée ou qui doit être exécutée aux EAU”; ciò che non è però il caso della prestazione qui in discussione, che - come visto sopra - avendo carattere personale può essere eseguita ovunque. La perizia precisa altresì che “L’état des sources accessibles ne permet toutefois pas une détermination définitive sur le principe de la force obligatoire d’une prorogation en faveur des tribunaux des EAU” (cfr. perizia cit. pag. 3 paragrafo 1 a metà).
Non è qui condivisa ed esula comunque dall’analisi peritale la considerazione giuridica espressa nel referto - e poi ripresa dall’appellante nel proprio ricorso a sostegno della propria tesi - secondo cui la promessa di vendita relativa a un immobile sito negli EAU avrebbe dovuto essere eseguita negli EAU.
Parallelamente, come giustamente osservato dal primo giudice, non risulta neppure provato che secondo la legge in vigore a D__________ basterebbe la sola forma scritta - e non quella ufficiale - per ammettere la validità dell’accordo qui in esame, carenza probatoria che va posta a carico dell’appellante. Relativamente a questo aspetto è utile ricordare che in base al diritto svizzero il predetto contratto sarebbe nullo per mancanza della prescritta forma pubblica prevista dall’art. 216 CO.
Per quanto attiene alle due sentenza di questa Camera del 18 settembre 2012 menzionate da AP 1 (inc. 12.2011.192 e inc. 12.2011.193) a sostegno delle proprie argomentazioni, si osserva che pur essendo le fattispecie analizzate simili le questioni giuridiche trattate divergono sensibilmente. Infatti, nelle sentenze citate la validità della proroga di foro è stata analizzata a titolo pregiudiziale, senza entrata nel merito, e unicamente nell’ottica dell’art. 5 cpv. 1 LDIP mentre che la problematica dell’art. 5 cpv. 2 LDIP non è stata sollevata dalle parti. Nel caso ora in esame, invece, il Pretore è entrato nel merito analizzando, tra l’altro, anche la problematica dal punto di vista della variabile dell’abuso di diritto di cui all’art. 5 cpv. 2 LDIP, argomentazione correttamente sollevata dal patrocinatore di AO 1. Ne consegue, pertanto, che la presente analisi si rivela più approfondita e tratta questioni che non erano state valutate nelle sentenze del 18 settembre 2012 citate dall’appellante.
Alla luce di tutto quanto precede è pertanto a giusta ragione che il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro prevista nell’accordo qui in esame.
8. L’appellante prosegue rimproverando al Pretore di aver applicato in maniera solo parziale il diritto applicabile a D__________ e comunque di averlo applicato in maniera errata.
8.1. La censura si rivela infondata. Contrariamente a quanto sostiene l’appellante, dalla sentenza impugnata traspare in maniera chiara che il Pretore si è chinato sulla legislazione di D__________, si è confrontato con le risultanze dei referti peritali ed ha correttamente ripreso le stesse nel proprio giudizio. In particolare, il primo giudice, sulla base della perizia di data 13 marzo 2013 allestita dall’ISDC (qui data per trascritta) ha ritenuto legittima la disdetta del contratto per inadempimento. Infatti, contrariamente a quanto sostenuto da AP 1, la fattispecie in esame pare rientrare proprio tra quelle che legittimano una risoluzione del contratto, in particolare sulla base degli art. 271 e 272 CC degli EAU. La tesi appellatoria secondo cui AO 1 non avrebbe potuto legittimamente chiedere la rescissione del contratto, in quanto, da un canto, il ritardo nell’esecuzione dei lavori sarebbe stato giustificato e, dall’altro, una volta terminati gli eventi di forza maggiore AP 1 avrebbe adempiuto agli obblighi che le spettavano per contratto avanzando con la costruzione dell’immobile, non convince. Nel caso in esame, infatti, non si può ignorare che i ritardi nell’edificazione sono stati considerevoli (v. consid. B). A queste condizioni anche secondo il diritto e il buon senso di D__________, come giustamente rilevato dal primo giudice, non può essere precluso all’investitore di recedere dal contratto esigendo la restituzione degli acconti versati.
Al riguardo è indispensabile rinviare agli esempi illustrati nella perizia e nella delucidazione peritale dell’ISDC e dai quali traspare che, di regola, conformemente alla giurisprudenza delle Corti degli EAU è ammessa la risoluzione contrattuale in presenza di ritardi superiori a un anno, termine che nel caso concreto è stato largamente superato (cfr. perizia del 13 giugno 2013 pag. 9 seg. e delucidazioni perizia del 14 marzo 2014, pag. 7, qui date per trascritte).
A giusta ragione il Pretore ha pertanto riconosciuto il diritto di AO 1 di rescindere l’accordo in parola e di esigere la rifusione degli acconti versati. Anche su questo punto la sentenza pretorile merita pertanto conferma.
9. In virtù di quanto esposto sopra, si può prescindere dall’entrare nel merito delle altre argomentazioni sollevate dall’appellante.
10. In definitiva, l’appello deve essere respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza dell’appellante la quale rifonderà a controparte un’adeguata indennità per ripetibili. Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale è superiore a fr. 30'000.-.
L’importo di fr. 8'700.- versato dall’appellante a titolo di cauzione per le ripetibili in base alla decisione 12 aprile 2016 del presidente della Camera sarà riversato ad AO 1 ad avvenuta crescita in giudicato di questa sentenza.
Per questi motivi
richiamati gli art 96 e 106 CPC e la LTG,
decide: 1. L’appello 8 gennaio 2016 di AP 1 è respinto.
2. Le spese processuali d’appello di complessivi fr. 12’000.-, sono poste a carico di AP 1. L’appellante rifonderà alla controparte fr. 8’700.- per ripetibili di appello.
3. Notificazione:
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Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici (pagina seguente)
Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).