Incarto n.
16.2001.00017

Lugano

12 aprile 2001/kc

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dei giudici:

Chiesa, presidente,
Cocchi e Giani

 

segretaria:

Petralli Zeni, vicecancelliera

 

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 8 marzo 2001 presentato da

 

 

 

__________

 

 

 

contro

 

 

 

la sentenza 16 febbraio 2001 del Giudice di pace del circolo di Lugano nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti promossa con istanza 1° dicembre 2000 da

 

 

 

__________

 

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dall'escusso al PE n. __________dell'UE di Lugano, domanda respinta dal primo giudice,

 

 

esaminati gli atti

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:       che con istanza 1° dicembre 2000 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha chiesto il rigetto dell'opposizione interposta da __________ al PE sopra menzionato notificatogli per l'incasso di fr. 1'363.75, importo corrispondente ai contributi personali dallo stesso dovuti per il 1996;

 

                                          che a valere quale titolo esecutivo l'istante ha prodotto la decisione di fissazione dei contributi 5 ottobre 1999, regolarmente passata in giudicato;

 

                                          che l'escusso si è opposto all'accoglimento dell'istanza contestando di aver ricevuto la decisione prodotta a valere quale titolo esecutivo;

 

                                          che con il querelato giudizio il primo giudice ha respinto l'istanza non avendo la parte istante provato la regolare intimazione all'escusso della decisione 5 ottobre 1999 sulla quale è basata l'esecuzione; il giudice ha pure respinto la richiesta dell'escusso tendente al riconoscimento di un'indennità a titolo di ripetibili;

 

                                          che con il presente tempestivo gravame l'avv. __________ è insorto contro il predetto giudizio postulando l’annullamento del dispositivo n. 2 laddove il primo giudice non gli ha riconosciuto  nessuna indennità processuale nonostante l’integrale accoglimento della sua domanda;

 

                                          che con scritto 6 aprile 2001 la controparte ha rinunciato a formulare osservazioni al ricorso;

 

                                          che giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente basa implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;

 

                                          che secondo l’art. 62 cpv. 1 OTLEF, al quale rinvia l’art. 26 LALEF, nelle cause a procedura sommaria il giudice può, su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente a pagare un’equa indennità come risarcimento delle spese dalla stessa sostenute;

                                         

                                          che se il testo di legge sembra lasciare al giudice la facoltà di riconoscere o no alla parte vincente il diritto di percepire indennità processuali, è ormai unanimemente ammesso da dottrina e giurisprudenza che il giudice deve attribuire alla parte che ne fa richiesta un'indennità destinata a coprire le spese sopportate per le sue comparse, compreso il dispendio di tempo (cfr. in questo senso DTF 113 III 109; Panchaud/Caprez, La mainlevée d'opposition, 1980, § 164, n. 19 e 20; D. Staehelin, Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 74 ad art. 84; Ammon/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 1997, § 13, n. 11);

 

                                          che questa interpretazione dell'art. 62 cpv. 1 OTLEF è peraltro indirettamente confermata dal testo del cpv. 2 (applicabile alla procedura di reclamo), là dove il legislatore ha espressamente escluso il diritto a un'indennità indipendentemente dal fatto che questa sia stata richiesta oppure no;

 

                                          che nel caso di specie, di fronte all'esplicita richiesta del convenuto, il giudice era quindi tenuto a riconoscergli un’equa indennità per compensare il dispendio di tempo causatogli dalla procedura giudiziaria;

 

                                          che il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, con particolare riferimento all’errata applicazione dell'art. 62 cpv. 1 OTLEF da parte del primo giudice, dev'essere accolto;

 

                                          che in quest'ambito la Camera giudicare essa stessa la richiesta dell'escusso in virtù dell'art. 332 cpv. 2 CPC;

 

                                          che in considerazione della particolarità del caso non si prelevano tasse né spese per il presente giudizio, mentre al ricorrente è riconosciuta un'indennità per questa sede.

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la OTLEF

 

 

pronuncia:             I.      Il ricorso per cassazione 8 marzo 2001 dell'avv. __________ è accolto.

                                          Di conseguenza il dispositivo n. 2 della sentenza 16 febbraio 2001 del Giudice di pace del circolo di Lugano è annullato e sostituito dal seguente giudicato:

 

                                               2.  La tassa di giustizia di fr. 30.- e le spese di fr. 20.-, da anticipare dalla parte istante, rimangono a suo carico con l'obbligo di versare al convenuto un'indennità di fr. 50.-.

 

 

                                 II.      Non si prelevano tasse e spese per il presente giudizio. L'istante verserà all'avv. __________ un'indennità di fr. 50.-

 

 

                                III.      Intimazione a:

                                          – __________

                                          Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                La segretaria