Incarto n.
14.2003.73

Lugano

22 ottobre 2003

B/fc/rgc

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

 

 

 

 

composta dei giudici:

Cometta, presidente,

Pellegrini e Chiesa

 

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 7 luglio 2003 presentata da

 

 

__________

 

 

contro

 

 

__________

patr. dall’ __________

 

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di __________ con sentenza 23 settembre 2003 ha così deciso:

 

"1.            È pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da martedì 23 settembre 2003 alle ore 14.00.

 

2./3./4.      Omissis."

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che con atto

25 settembre 2003 ne postula l'annullamento;

 

ritenuto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

preso atto che con ordinanza presidenziale 29/30 settembre 2003 all'appello

è stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con istanza 7 luglio 2003 la __________ ha chiesto il fallimento della __________ per fr. 2'081.40 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                  B.   All'udienza di contraddittorio del 17 settembre 2003 nessuno è comparso.

 

 

                                  C.   Con decisione 23 settembre 2003 la Pretore del Distretto di __________ ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da martedì 23 settembre 2003 alle ore 14.00.

 

 

                                  D.   Con atto d'appello 25 settembre 2003 la __________ ha dichiarato di avere versato alla creditrice l'importo di fr. 2'881.40 a tacitazione del credito posto in esecuzione e delle spese di procedura (doc. _). Lo stesso giorno la __________ ha comunicato alla Pretura il ritiro della domanda di fallimento (doc. _). Per quel che riguarda la sua solvibilità l'appellante ha rilevato che la maggior parte delle procedure esecutive sono state promosse nei mesi di agosto e settembre 2003, durante una prolungata assenza del presidente del consiglio di amministrazione, che non ha lasciato ai suoi dipendenti la chiave per ritirare la corrispondenza, per cui per buona parte di queste procedura neppure si è saputo che erano state promosse. Il 24 settembre 2003 è però stato depositato per conto della __________ presso l'UE di __________ l'importo di fr. 25'000.--, quale acconto sulle diverse esecuzioni in corso (doc. _). Il 25 settembre 2003 sono state pagate le pigioni di giugno, luglio, agosto e settembre 2003. La __________ ha poi aggiunto che sempre il 25 settembre 2003 è stato depositato presso il suo rappresentante legale l'importo di fr. 22'000.-- (doc. _), con il mandato di procedere a saldare tutte le pendenze ancora aperte, valutate in fr. 22'000.--. L'appellante ha rilevato che con gli importi depositati presso l'UE e presso il proprio patrocinatore dovevano venire eliminate tutte le procedure esecutive in corso. Con scritto 2 ottobre 2003 il patrocinatore della __________ ha comunicato di avere versato l'importo depositato presso il suo studio all'Ufficio esecuzione di __________ a tacitazione di tutte le esecuzioni ancora aperte.

 

 

 

Considerato

 

in diritto:                  1.  

                                  a)   Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

 

                                         1)  il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

                                         3)  il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                  b)   L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  c)   Dallo scritto 25 settembre 2003 inviato alla __________ risp. dalla ricevuta postale 25 settembre 2003 relativa al versamento di fr. 2'881.40 all'UE di __________ (doc. _) si evince che la debitrice ha saldato l'esecuzione in oggetto n__________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                         Per quel che concerne il presupposto della solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto delle esecuzioni 24 settembre 2003 dell'UE di __________, dal quale risulta che contro la __________ sono pendenti 9 procedure esecutive per un valore complessivo di fr. 45'233.20. Il 24 settembre 2003 risp. il 2 ottobre 2003 sono stati versati all'UE di __________ fr. 25'000.-- (doc. _) risp. fr. 22'000.-- a tacitazione delle esecuzioni pendenti a carico della debitrice. Dall'estratto delle esecuzioni dell'UE di __________ 15 ottobre 2003 emerge effettivamente che tutte le esecuzioni promosse nei confronti dell'appellante sono state pagate, risp. sono perente risp. sono state annullate, il che dimostra che la __________ non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i presupposti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della __________ può essere annullato.

 

 

                                   2.   L'appello 25 settembre 2003 di __________ va quindi accolto.

                                         La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF).

                                         Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

                                         Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

 

 

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia:

 

                                    I.   L'appello 25 settembre 2003 di __________ è accolto.

                                         "1. La dichiarazione di fallimento 23 settembre 2003 pronunciata dalla Pretore del Distretto di __________, inc. FA.__________, nei confronti di __________ è annullata.

 

                                         2.   La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di __________.

 

                                         3.   Le spese dell'Ufficio fallimenti di __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di __________."

 

 

                                   II.   La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall'appellante, resta a carico di __________.

                                         Non si assegnano indennità.

 

 

                                  III.   Intimazione a:

                                         - avv. __________;

                                         - __________;

                                         - Ufficio dei fallimenti di __________;

                                         - Ufficio esecuzione di __________;

                                         - Ufficio dei registri di __________.

 

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________.

                                        

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La segretaria