Incarto n.
14.2005.30

Lugano

28 aprile 2005

B/sc/dp

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

 

 

 

 

composta dei giudici:

Chiesa, presidente,

Pellegrini e Walser

 

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 22 settembre 2004 presentata da

 

 

AO 1 

 

 

contro

 

 

AP 1 

rappr. dall’  RA 1 

 

 

sulla quale istanza il Pretore della __________ con sentenza 16 marzo 2005 ha così deciso:

“1.          È pronunciato il fallimento della ditta individuale AP 1, con sede a __________, di AP 1, domiciliato a __________, a far tempo dal giorno 16 marzo 2005 alle ore 15.00.

2./3./4.   Omissis.”

 

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1

che con atto 22 marzo 2005 ne postula l’annullamento;

 

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

rilevato che con ordinanza presidenziale 25 marzo 2005 all’appello è stato

concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

 

In fatto:                          A.    Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ dell’UEF di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per fr. 28'489.45 oltre interessi e spese.

 

                                         B.    All’udienza di contraddittorio del 14 ottobre 2004 la parte convenuta ha chiesto di poter saldare il suo debito con un versamento di fr. 10'000.-- entro il 18 ottobre 2004, un ulteriore importo di fr. 10'000.-- entro il 25 ottobre 2004 ed il saldo entro il 29 ottobre 2004.

 

                                         C.    In seguito al mancato pagamento delle rate concordate, con scritto 17 novembre 2004 la procedente ha confermato la sua richiesta di fallimento.

 

                                         D.    Con decisione 16 marzo 2005 il Pretore __________ ha pronunciato il fallimento della AP 1 a far tempo dal 16 marzo 2005 alle ore 15.00.

 

                                         E.    Con atto d’appello 22 marzo 2005 la AP 1 ha asserito di avere versato il 29 novembre 2004 un acconto di fr. 20'000.-- alla procedente, per cui l’ammontare del suo debito è solo di fr. 8'489.45 oltre accessori, producendo un estratto 29 novembre 2004 del suo conto corrente presso la Banca __________ di __________, da cui risulta un addebito di fr. 20'000.-- (doc. 1). L’appellante ha poi versato agli atti ulteriori documenti, asserendo che il 21 dicembre 2004 è stata fondata la ditta __________ (doc. 2), con sede a __________ alla quale sono stati di fatto già trapassati i contratti di lavoro e messo a disposizione anche il suo inventario (doc. 3). La debitrice ha sostenuto di vantare pertanto un credito nei confronti della nuova società, credito con il quale essa sarà in grado di far fronte al pagamento integrale di tutti i suoi debiti.

 

 

Considerato

 

In diritto                        1.a)   Secondo l’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                                 1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

                                                 3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                        

                                         b)    L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                         c)     Dall’estratto 29 novembre 2004 della Banca __________, prodotto dall’appellante, si evince che lo stesso giorno è stato effettuato a suo carico un addebito di fr. 20'000.-- (doc. 1). Orbene dal citato estratto non solo non emerge a favore di chi è stato accreditato l’importo, ma anche ritenendo che sia stato versato a favore della parte appellata, l’ammontare  di fr. 20'000.-- non è sufficiente a estinguere l’importo oggetto dell’esecuzione in esame di fr. 28'489.45 oltre interessi e spese, risultando uno scoperto di fr. 8'489.45, tra l’altro ammesso dall’appellante. Di conseguenza non può essere ritenuto adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 cifra 1 LEF, che richiede l’estinzione del debito compresi gli interessi e le spese. La dichiarazione di fallimento decretata dal Pretore non può quindi essere annullata.

                                                 In via abbondanziale va comunque osservato che per quel che concerne il requisito della solvibilità, non vi è sicurezza alcuna in merito all’incasso del credito che l’appellante pretende di avere nei confronti della nuova società __________, mentre la debitrice deve rendere verosimile con riscontri oggettivi di disporre della liquidità necessaria per far fronte ai suoi debiti entro il termine d’appello.

 

                                         2.     L'appello 22 marzo 2005 della AP 1 va pertanto respinto.

                                                 Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

                                                 La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

                                                 Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l'art. 174 LEF

 

 

 

pronuncia:                    1.     L'appello 22 marzo 2005 della AP 1__________, è respinto.

 

                                       1.1.   Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, titolare della ditta individuale AP 1, a far tempo da

 

                                                 mercoledì 4 maggio 2005 alle ore 10.00.

 

 

                                         2.     La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

 

 

                                         3.     Intimazione:

                                                 -RA 1;

                                                 -RA 2;                    

                                                 - Ufficio __________- Ufficio dei registri di __________.

                                                 Comunicazione alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                             La segretaria

terzi implicati

 

terzi implicati