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Incarto n. |
Lugano B/sc/lw |
In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser |
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segretaria: |
Baur Martinelli, vicecancelliera |
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 5 novembre 2007 presentata da
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AO 1
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contro |
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AP 1
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sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 27 febbraio 2008 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1l, __________, a far tempo da mercoledì
27 febbraio 2008 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 6 marzo 2008 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 7 marzo 2008 all’appello è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto
A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'862.50 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 5 dicembre 2007 nessuno
è comparso.
C. Con sentenza 27 febbraio 2008 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato non solo l’esecuzione in oggetto, ma pure un’ulteriore procedura pendente nei suoi confronti, producendo due ricevute 29 febbraio 2008 __________ relative al versamento di fr. 2'801.55 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 1__________ promossa dalla creditrice rispettivamente al versamento di fr. 52.-- a saldo di un’ulteriore esecuzione n. __________ (doc. F). L’appellante ha poi presentato un estratto __________ al 29 febbraio 2008 (doc. G), rilevando che tutte e quattro le esecuzioni ivi indicate sono state saldate.
Considerato
In diritto
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________ (doc. F) risulta che l’appellante il 29 febbraio 2008, ossia posteriormente alla dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che l’appellante ha prodotto un’ulteriore ricevuta 29 febbraio 2008 da cui risulta che con il versamento di fr. 52.-- è stata pagata un’ulteriore procedura n. __________ (doc. F). Dall’estratto delle esecuzioni __________ al 29 febbraio 2008 (doc. G) si evince che tutte le procedure esecutive pendenti nei confronti dell’appellante sono state saldate. Ciò dimostra che AP 1 dispone della liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza può essere ritenuto che l’appellante ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2. L'appello 6 marzo 2008 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia: I. L'appello 6 marzo 2008 di AP 1, è accolto.
“1. La dichiarazione di fallimento 27 febbraio 2008 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________ nei confronti di AP 1__________, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.
3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1 Sagl”.
II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
- __________ PA 1 __________
- PA 2, __________;
- Ufficio __________;
- Ufficio __________;
- Ufficio __________;
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione alla Pretura __________
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terzi implicati |
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Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
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terzi implicati |
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timplicati |
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Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
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terzi implicati |
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