Incarto n.
14.2010.93

Lugano

23 novembre 2010

B/fp/fb

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

 

 

 

 

composta dei giudici:

Pellegrini, presidente,

Walser e Epiney-Colombo

 

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 23 giugno 2010 presentata da

 

 

AO 1 __________

rappr. da RA 1 __________

 

 

contro

 

 

AP 1 __________

patrocinato dall’ PA 1 __________

 

 

 

 

 

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________, __________, con sentenza 7 ottobre 2010 (EF.2010.__________) ha così deciso:

 

1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da venerdì

     8 ottobre 2010 alle ore 10.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 18 ottobre

2010 ne postula l’annullamento;

 

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

rilevato che con decreto presidenziale 20 ottobre 2010 all’appello è stato concesso

effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

In fatto:

 

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ dell’UE di __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 12'359.70 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

 

B.    All’udienza di contraddittorio del 25 agosto 2010 nessuno è comparso.

 

C.    Con sentenza 7 ottobre 2010 il Pretore del Distretto di __________, __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 8 ottobre 2010 alle ore 10.00.

 

D.    Con l’appello AP 1 asserisce di avere depositato presso il Servizio incassi del Tribunale d’appello l’importo di fr. 18'748.70 in relazione all’esecuzione in esame n. __________ promossa da AO 1 così come in relazione all’esecuzione n. __________ promossa da G__________ -R__________ AG (doc. 4 e 5), per la quale è pure già stata emessa la comminatoria di fallimento. In merito alla sua solvibilità l’appellante rileva che dal bilancio al 31.12.2009 risulta un utile di esercizio di fr. 6'819.83, che sommato all’utile riportato dall’anno precedente (2008) di fr. 4'598.35, dà un utile complessivo di fr. 11'418.20 (doc. doc. 7), mentre per l’anno in corso dal bilancio intermedio al 30.9.2010 risulta un utile d’esercizio di fr. 5'291.64 (doc. 8). __________ osserva come negli ultimi due anni e nove mesi la sua attività ha generato utili, permettendogli di coprire interamente i costi d’esercizio, ossia di pagare i creditori e gli stipendi degli operai.  L’appellante ha poi prodotto un classatore e un elenco aggiornato al 30.9.2010 relativo ai contratti di manutenzione in essere (contratti annuali rinnovabili) e ai contratti di costruzione già deliberati, rilevando che l’importo da incassare al 5.10.2010 è di fr. 178'157.50, mentre l’importo dei lavori già deliberati e da fatturare ammonta a fr. 450'488.75, per un ammontare ancora da incassare di complessivi fr. 628'646.25 (doc. 9). Secondo il convenuto questa somma permette di considerare adempiuto il requisito della verosimiglianza della solvibilità ed è ampiamente sufficiente a coprire anche la differenza esistente al 10.10.2010 tra i debitori (fr. 536'960.47) ed i creditori (fr. 670'290.04), pari a fr. 133'329.57 in favore di quest’ultimi, come risulta dagli scadenzari dei debitori e dei creditori prodotti (doc. 10 e 11).

 

Considerato

 

In diritto:

 

                               1.a)   In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che

                                         3)  il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                         L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   L’appellante ha dimostrato di avere depositato il 15 ottobre 2010, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, presso il Servizio incassi di questo Tribunale, l’importo di fr. 18'748.70 a copertura dell’esecuzione in oggetto n. __________ promossa da AO 1, producendo un attestato di pagamento rilasciato da U__________ SA (doc. 4), per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF.

                                         Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il deposito a pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto delle esecuzioni dell’UE di __________ al 16 novembre 2010 risulta che nei confronti dell’appellante sono state promosse negli ultimi 7 anni 108 esecuzioni, di cui 64 sono tuttora pendenti per un importo complessivo di fr. 411'794.75. Rilevante è che nel corso degli anni il convenuto non è riuscito ad evitare o a diminuire sostanzialmente il numero delle esecuzioni promosse nei suoi confronti. Infatti dal citato estratto emerge che il numero delle esecuzioni promosse negli ultimi 3 anni ammonta a: 26 nel 2008, 34 nel 2009 e 22 fino al 16 novembre 2010. Per quel che concerne le comminatorie di fallimento dall’estratto si evince che oltre alla comminatoria emessa nell’esecuzione in oggetto, nei confronti dell’appellante è pendente solo un’ulteriore comminatoria emessa nell’esecuzione n. __________ promossa da G__________ -R__________ AG. Dal citato attestato di U__________ SA risulta che l’importo depositato presso questo Tribunale di fr. 18'748.70 è destinato a saldare anche la predetta esecuzione. Orbene, nonostante il convenuto abbia pure pagato negli ultimi 6 anni 44 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 538'495.70 e che per 7 procedure promosse da enti pubblici (C__________ S__________, S__________ d__________ C__________ T__________o, S__________) per complessivamente fr. 72'666.95 gli sia stata concessa in maggio di quest’anno una dilazione di pagamento, in giugno di quest’anno sono state presentate sempre da enti pubblici (C__________ c__________ d__________ compensazione A__________, C__________ S__________, S__________ d__________ C__________ T__________) per 21 procedure esecutive, anche per importi modesti, le domande di realizzazione per complessivamente fr. 142'009.95. Oltre tali domande, nel corso di quest’anno, la C__________ S__________ e la C__________ c__________ di c__________ A__________ hanno promosso contro l’appellante 5 nuove esecuzioni per complessivi fr. 53'787.95, contro le quali è stata interposta opposizione. Dall’estratto risulta pure che per un’esecuzione promossa dalla S__________ per fr. 7'474.-- è già stato emesso l’avviso di pignoramento e che per un’altra esecuzione per fr. 8'681.15 è stata presentata dallo S__________ d__________ C__________ T__________ la domanda di proseguimento. Le recenti domande di dilazione, le richieste di realizzazione, l’avviso di pignoramento e la domanda di proseguimento, nonché l’elevato numero di nuove esecuzioni (alcune delle quali per l’incasso di oneri sociali) promosse per importi anche considerevoli, contro le quali è stata interposta sistematicamente opposizione, confermano che l’appellante non è in grado di onorare i creditori alla scadenza dei loro crediti. Non può pertanto essere ritenuto che per quel che riguarda la situazione finanziaria del convenuto si stia manifestando un andamento positivo. Anzi, tutto ciò lascia ritenere che le difficoltà di pagamento non siano solo di natura transitoria rispettivamente che non si tratti di una mancanza di liquidità a breve. Le difficoltà finanziarie di AP 1 si protraggono al contrario anche nel presente, fatto rilevante per l’esame rispettivamente per la prognosi della sua liquidità ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF, più che eventi risalenti ad anni precedenti (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 pag. 308). Certo, secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità. Nel caso di specie appare tuttavia l’incapacità di pagamento dell’appellante più probabile che la sua capacità di pagamento. A questo proposito va rilevato che AP 1 ha prodotto i bilanci al 31.12.2009 e al 30.9.2010 con i rispettivi conti perdite/profitti nonchè gli scadenzari dei debitori e dei creditori al 10.10.2010 (doc. 7, 8, 10 e 11). In merito ai bilanci, allestiti da AP 1, va rilevato che non sono corredati da rapporti di revisione. L’appellante ha pure prodotto un classatore contenente i contratti dei lavori di manutenzione e di costruzione in corso o deliberati e da eseguire, aggiornato al 30.9.2010, con le relative fatture per i contratti conclusi (doc. 9). Dal riepilogo ivi allegato risulta che l’importo da incassare al 5.10.2010 ammontava a fr. 178'157.50, mentre l’importo dei lavori già deliberati e da fatturare è di fr. 450'488.75, per un ammontare complessivo da incassare di fr. 628'646.25. Orbene, pur deducendo le esecuzioni, di cui alcune promosse recentemente per crediti fatti valere da enti pubblici per importi anche elevati, contro le quali è stata interposta opposizione (fr. 137'155.90) rispettivamente per le quali è stata concessa una dilazione (fr. 72'666.95), l’importo delle esecuzioni, i cui i debiti sono stati accertati, ammonta a fr. 158'165.10 (21 esecuzioni per complessivi fr. 142'009.95 in cui è stata chiesta la realizzazione, un’esecuzione per fr. 8'681.15 in cui è stato chiesto il proseguimento e un’esecuzione per fr. 7'474.-- in cui è stata presentata la domanda di pignoramento). A questi impegni finanziari immediatamente esigibili l’appellante ha contrapposto, secondo il citato riepilogo annesso al classatore prodotto (doc. 9), i predetti crediti per lavori di manutenzione e di costruzione in corso o deliberati e da eseguire per fr. 628'646.25 rispettivamente al 5.10.2010 per fr. 178'157.50. Dal punto di vista processuale il citato riepilogo costituisce una mera allegazione di parte. Come tale si rivela inadatto a rendere verosimile l’asserito importo di fr. 178'157.50 da incassare al 5.10.2010. Del resto, nonostante la produzione delle relative fatture, contenute nel predetto classatore (doc. 9), non vi è certezza alcuna in merito al loro incasso rispettivamente ai tempi necessari al loro pagamento. Per quel che concerne gli scadenzari dei debitori rispettivamente dei creditori al 10.10.2010 (doc. 10 e 11), senza entrare nel merito dei singoli importi, va rilevato che determinante è la liquidità attuale e non la differenza tra i rispettivi saldi dei debitori e dei creditori, fatta valere dall’appellante, che dà un importo di fr. 133'329.57 (fr. 670'290.04 ./. fr. 536'960.47) a favore dei creditori, ritenuto che questi saldi sono composti da importi da incassare rispettivamente da pagare con scadenze varie fino a 120 giorni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellante, nel termine d’appello, non ha reso sufficientemente verosimile di disporre di mezzi liquidi sufficienti e/o di attivi immediatamente realizzabili, non solo per depositare l’importo relativo al pagamento dell’esecuzione in oggetto, ma anche per far fronte alle ulteriori esecuzioni, i cui debiti sono accertati, ammontanti complessivamente a fr. 158'165.10.

                                         Non risultando adempiuto il requisito della solvibilità, di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

 

                                   2.   L’appello va respinto.

                                         Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato. Quanto alla somma di fr. 18'748,40 depositata presso il Servizio incassi del Tribunale d’appello in relazione alle esecuzioni n. __________ e __________, con il mantenimento, rispettivamente la ripronuncia del fallimento, essa è di spettanza della massa fallimentare (cfr. Hunkeler, Kurzkommentar - SchKG, N. 9 ad art. 174; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, N. 17 ad art. 174). Tale importo verrà quindi versato all’ammi-nistrazione del fallimento una volta passata in giudicato la presente sentenza.

                                         La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 48 e 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità in mancanza di richiesta in tal senso, non avendo controparte presentato osservazioni

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello è respinto.

 

                               1.1.   Di conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1 __________, a far tempo da

                                     

                                         venerdì 26 novembre 2010 alle ore 10.00.

 

                                   2.   La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.

 

                                   3.   Intimazione:

 - avv. PA 1, __________

 - RA 1, __________;

 - Ufficio esecuzione di __________, __________;

 - Ufficio fallimenti di __________, __________;

 - Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;

 - Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________, __________

 

 Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                           La segretaria

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).