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Incarto n. |
Lugano B/fp/fb
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In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello |
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composta dei giudici: |
Pellegrini, presidente, Walser e Epiney-Colombo |
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segretaria: |
Baur Martinelli, vicecancelliera |
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 30 luglio 2010 presentata da
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AO 1 __________
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Contro |
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AP 1
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sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________, con sentenza
19 ottobre 2010 (EF.2010.__________) ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 20 ottobre 2010 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 30 ottobre 2010 ne postula l’annullamento;
preso che alla parte appellata non è stato intimato l’atto di appello, il suo credito
essendo stato saldato;
rilevato che con decreto presidenziale 4 novembre 2010 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
In fatto:
A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ dell’UE di __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 8'004.05 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 29 settembre 2010 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 19 ottobre 2010 il Pretore del Distretto di __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 20 ottobre 2010 alle ore 10.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il debito dell’istante, producendo una ricevuta del 27 ottobre 2010 dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 9'028.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa dall’istante (doc. A). L’appellante rileva poi di avere interposto opposizione contro le ulteriori procedure esecutive promosse nei suoi confronti per asseriti crediti fiscali, trattandosi di importi contestati (doc. B).
Considerato
In diritto:
1.a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) L’appellante ha dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta del 27 ottobre 2010 dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 9'028.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dall’istante, per cui risulta adempiuto il requisito di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’UE di __________ al 27 ottobre 2010 risulta che, oltre alla predetta esecuzione promossa dall’istante, a carico dell’appellante sono pendenti cinque ulteriori procedure esecutive. Contro queste esecuzioni risulta però essere stata interposta opposizione, per cui a questo stadio di procedura gli eventuali debiti non sono ancora stati accertati. A carico dell’appellante non risultano inoltre attestati di carenza di beni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 va annullato.
2. L’appello va accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, a controparte non essendo stato intimato l’appello.
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. L’appello è accolto.
“1. La dichiarazione di fallimento 19 ottobre 2010 pronunciata dal Pretore del Distretto di __________ inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP 1, __________, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
3. Le spese dell’Ufficio fallimenti di __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.”
II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.
III. Intimazione:
- AO 1, __________;
- AO 1, __________;
- Ufficio esecuzione di __________, __________;
- Ufficio fallimenti di __________, __________;
- Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).