Incarto n.
15.95.00056

Lugano

17 aprile 1996/B/fc/fb

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

 

 

 

composta dei giudici:

Cometta, presidente,
Pellegrini e Zali

 

 

segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

statuendo sul reclamo 15 febbraio 1995 di

 

 

__________

(patr. dall'avv. __________) 

 

 

contro

 

 

l’operato dell’Ufficio esecuzione di Lugano chiedente l’annullamento dell’attestato di carenza beni emesso in data 10 febbraio 1995 ed il completamento del pignoramento  nell’esecuzione n. __________ promossa dalla reclamante contro

 

 

__________

(patr. dall’avv. __________) 

 

 

 

viste le osservazioni 7 marzo 1995 dell’UE di Lugano;

 

 

esaminati atti e documenti

 

 

 

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   __________ procede contro __________ per l’incasso di Fr. 57’769.50 interessi e spese comprese.

 

 

                                  B.   Dal verbale di pignoramento 10 febbraio 1995 risulta che il debitore ha dichiarato di non possedere nè beni mobili, nè immobili, nè altri attivi di qualsiasi natura, quali titoli, crediti, conti bancari e/o postali ecc., da sottoporre a pignoramento. __________ ha affermato di non esplicare alcuna attività lucrativa e di non percepire alcun introito, nè indennità di disoccupazione e nemmeno rendite. Il debitore, divorziato con tre figli minorenni, abita presso il padre, il quale provvede al suo mantenimento. Gli alimenti ammontanti a Fr. 4’000.-- al mese vengono versati da suo padre.  Con il pagamento dei premi per la cassa malati è in arretrato.

                                         Sulla base di queste dichiarazione l’UE in data 13 febbraio 1995 ha emesso un attestato di carenza di beni.

 

 

                                  C.   Contro l’emissione dell’attestato di carenza di beni si è aggravato la creditrice sostenendo che __________ lavora presso la __________ . Infatti il PE, così come l’istanza di rigetto dell’opposizione gli sarebbero state notificate presso tale società. Se il debitore non dovesse più essere impiegato presso questa società, dovrebbe almeno percepire un’indennità di disoccupazione. Secondo la reclamante non è inoltre credibile che il padre del debitore versi Fr. 4’000.-- al mese di alimenti e provveda al mantenimento del figlio. Il rappresentante legale di Sciolli ha inoltre prospettato una liquidazione del debito nella misura della metà, mentre un paio di mesi dopo il debitore si  è dichiarato nullatenente. La creditrice ha poi affermato che sia __________ che il padre sarebbero membri del Consiglio di amministrazione della __________.  

 

 

                                  D.   Nelle sue osservazioni l’UE di Lugano ha dichiarato di avere nuovamente citato __________ per il 7 marzo 1995,  ma che questi non si è presentato.

 

 

considerato

 

 

 

in diritto

 

 

                                   1.

                                  a)   Ex art. 19 cpv. 1 e 4 LPR l’autorità di vigilanza accerta d’ufficio i fatti nei limiti delle allegazioni delle parti, non è vincolata alle domande di prova delle parti, valuta le prove secondo il suo libero convincimento ed applica d’ufficio il diritto. Secondo il cpv. 4 va tenuto conto del comportamento processuale delle parti, ad esempio del rifiuto di ottemperare a una citazione personale, di rispondere alle domande formulate o di produrre i mezzi di prova richiesti.

 

 

                                  b)   La citazione inviata all’escusso per l’interrogatorio fissato per il 3 luglio 1995 è ritornata con l’indicazione “non ritirata”. Con una seconda citazione __________ è stato invitato a comparire davanti a questa Camera il 16 novembre 1995. Il 15 novembre 1995 l’avv. __________ ha comunicato, che il debitore era assente all’estero e che avrebbe trasmesso una proposta di accordo. Tale proposta non è mai pervenuta a questa  Camera.

                                         Con scritto 26 gennaio 1996 questa Camera ha inviato alla __________ un questionario chiedendole di completarlo con dati concernenti il salario versato al  suo dipendente __________. Con risposta 5 febbraio 1996 la __________ ha comunicato che Sciolli non è e non è stato alle sue dipendenze.

                                         Il 28 marzo 1996 il liquidatore della __________, __________,  su richiesta della Camera ha comunicato che il debitore è stato alle dipendenze della predetta società in qualità di direttore dal 1. settembre al 30 novembre 1994, percependo durante tale periodo uno stipendio lordo complessivo di Fr. 45’000.--.

                                         Pertanto, non presentandosi l’escusso alle citazioni a comparire per essere interrogato formalmente e non avendo egli trasmesso la prospettata proposta di accordo, questa Camera non può che confermare il provvedimento emanato dall’UE di Lugano. 

                                         Infatti il contestato attestato di carenza di beni è stato emesso sulla base delle indicazioni contenute nel verbale di pignoramento del 10 febbraio 1995, che il debitore ha dichiarato come vere, dopo essere stato edotto sulle conseguenze penali che comporta la dissimulazione di beni, l’arbitraria disposizione di oggetti pignorati o l’incompleta indicazione dei beni che gli appartengono. Tuttavia se la reclamante ritiene che __________ non dichiari, come dovrebbe, i suoi redditi, come la dichiarazione 28 marzo 1996  del liquidatore della __________ indurrebbe a ritenere, dovrà procedere nei termini che il diritto penale consente, dal profilo esecutivo non essendovi mezzi coercitivi in tal senso.

 

 

                                   2.   Il reclamo 15 febbraio 1995 dell’__________ va quindi respinto.

                                         Non si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 17 LEF e 19 LPR, nonchè i disposti citati

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il reclamo 15 febbraio 1995 dell’__________ è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione:    -    __________

 

 

per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello

quale autorità di vigilanza

 

Il presidente                                                                    La segretaria