Incarto n.
15.1998.00018

Lugano

10 novembre 1999 /MR/fc/fb

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

 

 

 

composta dei giudici:

Cometta, presidente
Pellegrini e Zali

 

segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

 

statuendo sul ricorso 2 febbraio 1998

 

                                         __________

 

contro l’operato dell’Ufficio esecuzione e fallimenti del Distretto di __________ e meglio contro la decisione 23 gennaio 1998 di non procedere alla liquidazione dell’eredità relitta dal defunto __________, ultimo domicilio a __________ (__________), con riferimento ai beni siti in Svizzera,

 

viste le osservazioni 11 febbraio 1998 dell’UEF di __________

 

 

esaminati atti e documenti;

 

ritenuto in fatto:

 

                                      A.      Il 17 febbraio 1992 su domanda di __________, nei confronti di (__________), l’UEF di __________ ha proceduto al sequestro (n.__________) dell’importo di fr. 15’544.-- depositato presso l’ufficio medesimo dalla stessa __________ nell’ambito di altra, precedente procedura esecutiva promossa nei suoi confronti da parte di __________. Il 3 aprile 1992 __________ ha promosso contro __________ presso la Pretura della Giurisdizione di __________ la causa a convalida del sequestro.

 

                                      B.      Il 16 aprile 1992, nelle more della procedura giudiziale di convalida, __________, con ultimo domicilio a (__________), è deceduto a __________.

 

                                      C.      Con sentenza 10 febbraio 1993 il Pretore di __________ ha condannato __________ al pagamento all’attrice della somma di fr. 25’000.-- oltre accessori, con contestuale rigetto in via definitiva dell’opposizione al precetto esecutivo n. __________ fatto a suo tempo spiccare a convalida del medesimo sequestro. Siffatta decisione è stata notificata in via edittale mediante pubblicazione ________e dichiarata cresciuta in giudicato il 19 aprile 1993 dalla Pretura di __________ con apposizione del relativo timbro.

 

                                      D.      Nel frattempo, con atto del 22 febbraio 1993, __________ __________ ha presentato domanda di proseguire l’esecuzione, alla quale l’UEF, con riferimento all’esecuzione n. __________ a convalida del sequestro n.__________, ha dato seguito emettendo l'avviso di pignoramento 11 marzo 1993, trasmettendolo lo stesso giorno al Tribunale d’appello per notifica a __________, nelle vie rogatoriali. Con scritto 4 maggio 1994, trasmesso all’UEF il 18 maggio 1994, la Pretura Circondariale di __________ ha dichiarato che l’Ufficio competente per le notifiche - a cui l’avviso di pignoramento “era stato consegnato per i necessari adempimenti - ha comunicato di non poterlo più reperire, essendo stato probabilmente smarrito”.

 

                                      E.                                        Il 19 maggio 1994 l’UEF ha ricevuto copia del certificato di morte relativo a __________ rilasciato il 21 aprile 1994 dall’Ufficio dello Stato civile del Comune di __________.

 

                                      F.      Con decisione 10 gennaio 1996 il Pretore di _________ alla luce della dichiarazione 13 dicembre 1994 della Pretura Circondariale di __________ attestante l’avvenuta rinuncia all’eredità da parte di __________, e __________, nonché del certificato di famiglia 2 agosto 1994 dell’Ufficio anagrafe del Comune di __________, ha dichiarato “l’eredità relitta dal defunto __________ __________, (...) giacente, limitatamente ai beni situati in Svizzera” e ordinato all’UEF di __________ di procedere “alla liquidazione dell’eredità in conformità di legge”.

 

                                      G.      Il 25 settembre 1996 è deceduta a __________ anche la creditrice __________. Il 16 ottobre 1996 si è aperta la procedura di grida per beneficio d’inventario nella successione di __________, conclusasi con l’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario da parte della sola coerede __________, alla quale il 5 maggio 1997 è stato rilasciato il relativo certificato ereditario.

 

                                      H.      Nel frattempo, con scritto 25 febbraio 1997, l’UEF di __________ si è rivolto al Tribunale di __________ per sapere se l’autorità italiana rivendichi la competenza in merito alla successione di __________ __________, chiedendo in particolare una “dichiarazione che (ci) autorizzi a procedere alla liquidazione oppure a trasmettervi gli atti per il disbrigo della pratica”.

 

                                      I.        Con scritto 9 aprile 1997 la Pretura Circondariale di __________ ha dichiarato che nel caso concreto “nessuno dei criteri di collegamento appare consentire la deroga alla giustizia italiana” e invitato quindi l’UEF a “trasmettere gli atti affinché si possa procedere in Italia all’apertura della procedura di eredità giacente”.

 

                                      L.                                        Con atto 30 luglio 1997 __________ ha chiesto formalmente all’UEF di __________ di avviare la procedura di liquidazione in via di fallimento dell’eredità relitta in Svizzera di __________, come al decreto pretorile 10 gennaio 1996.

 

                                      M.     Con provvedimento formale 23 gennaio 1998 l’UEF si è rifiutato di dare seguito alla domanda di __________ __________, dichiarandosi incompetente sulla base dell’art. 88 LDIP e della dichiarazione 9 aprile 1997 della Pretura Circondariale di __________; a titolo abbondanziale l’UEF ha pure rilevato che il giudizio pretorile 10 febbraio 1993 di condanna di __________ al pagamento di fr. 25’000.-- oltre accessori “a un semplice esame sommario appare nullo e sprovvisto di efficacia giuridica per violazione del diritto di essere sentito”.

 

                                      N.      Con ricorso 2 febbraio 1997 __________ è insorta davanti a questa Camera postulando che l’UEF di __________ proceda come richiesto dal decreto pretorile alla liquidazione fallimentare dell’eredità “relitta ed oberata del signor fu __________ ”, atteso in sostanza che:

                                               -    “limitatamente ai beni siti in Svizzera la competenza dell’Ufficio esecuzioni di __________ è stata decretata il 10.01.1996 dal Pretore di __________ ”; “questa decisione è basata sugli artt. 88 e 89 LDIP ed è stata emessa dopo che - da oltre un anno - nessun erede né autorità italiana aveva rivendicato l’importo sequestrato giacente presso l’Ufficio esecuzioni di __________ ”;

                                               -    “in Italia gli eredi legittimi hanno rinunciato all’eredità, mentre non era dato di sapere - come non  lo è tuttora - se una procedura di liquidazione d’ufficio sia stata avviata o meno dall’autorità italiana” e ”parimenti è ignoto se sia o meno stato nominato un curatore della successione relitta ex art. 528 CCI” ;

                                               -    “(...) solo in un secondo tempo, il 09.04.97, la pretura di __________ sembra aver manifestato il proprio interesse presso l’ufficio esecuzioni”;

                                               -    “questa rivendicazione di foro non solo è tardiva ma è pure stata inoltrata ad autorità giudizialmente incompetente, l’UEF".

 

                                      O.      Nelle sue osservazioni 11 febbraio 1998 l'UEF di __________ ribadisce in sostanza quanto espresso nello scritto 23 gennaio 1998, postulando la reiezione del gravame con contestuale autorizzazione "a trasmettere gli atti in suo possesso alle competenti autorità italiane ed a collaborare con esse per il disbrigo della procedura fallimentare limitatamente ai beni situati in Svizzera".

                                     

Considerando in diritto:

 

                                      1.      Per i combinati art. 193 cpv. 1 n. 1 e 193 cpv. 2 LEF il giudice del fallimento in caso di rinuncia all'eredità  ex art. 566 ss. e 573 CC ordina la liquidazione in via di fallimento, e ciò anche se il defunto non era di per sé soggetto alla procedura fallimentare. Si tratta di una forma particolare di dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione (cfr. Capitolo terzo del Titolo quinto e  Marginale dell' art. 193 LEF), che avviene su comunicazione dell'autorità competente per la successione (art. 193 cpv. 1 LEF) oppure su istanza di un creditore o di un erede (art. 193 cpv.3 LEF). La dichiarazione di fallimento è comunicata senza indugio all'Ufficio dei fallimenti (artt. 176 e 194 LEF). Essa - come tutte le dichiarazioni di fallimento - è in linea di principio vincolante per l'autorità del fallimento; soltanto in casi di manifesta nullità può esserne rifiutata l'esecuzione (cfr. DTF 100 III 19 ss; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. II, Zurigo 1997/1999, n.4 ad art. 176 LEF; Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §36 n.49, p.292; Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, n. 8 ad art. 171 LEF).

 

                                      2.       Per l'art. 46 LEF il debitore dev'essere escusso al suo domicilio svizzero, rispettivamente, se persona giuridica o società di persone iscritta nel registro di commercio, alla sua sede in Svizzera (foro ordinario d'esecuzione). Il debitore con domicilio all'estero non dispone invece di un foro esecutivo ordinario: in Svizzera egli può essere escusso soltanto a uno dei fori speciali d'esecuzione previsti dagli art. da 50 a 52 LEF, sempreché ne ricorrano tutte le condizioni (Amonn/ Gasser, op.cit., §10 n.12, p.71). In particolare l'art. 52 primo periodo LEF stabilisce che l'esecuzione preceduta da sequestro può essere promossa anche al luogo in cui si trova l'oggetto sequestrato. L'esecuzione a convalida di un sequestro può quindi essere promossa in Svizzera anche nei confronti di un debitore con domicilio o sede all'estero: tuttavia al foro del sequestro è esclusa l'apertura di una procedura fallimentare, quand'anche l'escusso sia soggetto al fallimento ex art. 39 LEF (Ernst F. Schmid, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I, n.10 ad 52 LEF e n. 8 ad art. 48 LEF; Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann, op.cit., Vol. I, n.6 ad art. 52 LEF).

 

                                      3.      Il fallimento di un debitore con domicilio all'estero può invece essere dichiarato ed eseguito in Svizzera nel caso del riconoscimento in Svizzera del fallimento pronunciato all'estero (cosiddetto fallimento secondario, ex art. 166 ss. LDIP, al luogo in cui si trovano i suoi beni e con effetto su tutti i beni in Svizzera) oppure nel caso previsto dall' art. 50 cpv.1 LEF (alla sede dell'azienda svizzera, cosiddetto "Niederlassungskonkurs", cui l'art. 166 cpv. 2 LDIP fa esplicito riferimento, con effetto limitato ai soli beni e alle sole obbligazioni inerenti all'azienda).

 

                                      4.      In concreto dagli atti risulta che __________ __________ è deceduto in __________, a __________ (cfr. copia certificato di morte 21 aprile 1994 rilasciato dall'Ufficio dello Stato civile del Comune di __________), Stato in cui si trovava anche l'ultimo suo domicilio (__________). In Svizzera, e meglio a __________ era escusso in forza del sequestro ottenuto da __________ __________ (cui è succeduta in diritto la ricorrente __________) sui contanti da lei versati all'UEF nell'ambito di precedente esecuzione promossa da __________ nei suoi confronti.

                                               Il Pretore della Giurisdizione di ___________, luogo di situazione dei beni sequestrati del defunto, con decisione 10 gennaio 1996 ha ordinato all’UEF di __________ di procedere alla liquidazione dell’eredità "relitta dal defunto __________ __________ " e dichiarata "giacente, limitatamente ai beni situati in Svizzera”. Ora, a prescindere dalla questione se sia di per sé ammissibile la dichiarazione di eredità giacente rispettivamente l'apertura di una liquidazione fallimentare al luogo di situazione di (parte) dei beni del defunto che non disponeva di un foro ordinario in Svizzera (ciò che rappresenterebbe una deroga - oltre a quella prevista all'art. 166 cpv. 2 LDIP - al principio secondo cui contro siffatto debitore può essere aperta una procedura fallimentare - limitatamente ai beni in territorio svizzero - solo a seguito di riconoscimento della decozione pronunciata dal competente tribunale estero), nel caso in esame alla luce della univoca dichiarazione 9 aprile 1997 della Pretura Circondariale di __________, che rivendica la competenza italiana ad occuparsi della successione fu __________, risulta manifestamente non data la competenza (sussidiaria) della Pretura di _________, che presuppone appunto "che le autorità estere non se ne occupino" (art. 88 cpv. 2 LDIP), ciò che va accertato d'ufficio (cfr. A. Schnyder, in Internationales Privatrecht, Basilea/ Frankfurt a.M. 1996, n.4 ad art. 88 LDIP; A. Heini, in IPRG-Kommentar, Zurigo,1993, n.3ss. ad 87 LDIP e n.4ss. ad art. 88 LDIP). L'incompetenza territoriale della Pretura di _____________ ad occuparsi della successione __________ comporta anche l'incompetenza di dichiararla giacente e di ordinarne la liquidazione in via di fallimento ex art. 193 LEF: ne consegue che l'UEF di __________ non è tenuto in siffatte circostanze a dare seguito all'ordine pretorile 16 gennaio 1996. In questo senso il ricorso di__________ va respinto.

 

                                      5.      Per i combinati art. 59 cpv.2 e 49 LEF, l'esecuzione iniziata contro un debitore prima della sua morte può essere continuata contro la sua eredità con la specie di esecuzione applicabile al defunto - al luogo in cui egli poteva essere escusso al momento della sua morte - e ciò  fino alla divisione o alla costituzione di una indivisione o alla liquidazione d'ufficio dell'eredità. Nel caso di specie l'esecuzione n. __________ a convalida del sequestro n.__________, cui è seguita, con petizione 3 aprile 1992, la causa di merito (con contestuale istanza di rigetto definitivo dell'opposizione interposta dal debitore al PE n. __________) è stata iniziata - in via ordinaria - prima della morte di __________, avvenuta il 16 aprile 1992 a __________. L'esecuzione a convalida n. __________ deve pertanto seguire il suo corso, atteso che la creditrice con atto 22 febbraio 1993 ne ha chiesto tempestivamente la continuazione sulla base della sentenza 10 febbraio 1993 del Pretore di __________ di condanna del debitore e di rigetto definitivo dell'opposizione, sentenza munita di regolare timbro di crescita in giudicato 19 aprile 1993, l'esame della validità del titolo di rigetto prodotto dalla creditrice  sfuggendo infatti al potere di esame dell' UEF. L'UEF deve quindi procedere al pignoramento a favore della creditrice dell'importo sequestrato, atteso che il verbale di pignoramento sarà notificato alle parti, in particolare anche ai rappresentanti in __________ della Successione fu __________, per il tramite della Pretura circondariale di __________.  In questo senso è evaso il ricorso.

 

                                      6.      Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.

 

Richiamati gli art. 46, 49, 52, 59,193 LEF

 

pronuncia:            1.      Il ricorso 2 febbraio 1998 di __________, è evaso nel senso dei considerandi.

 

                                 1.1.        E' fatto ordine all'UEF di __________ di procedere nell'esecuzione n. __________ al pignoramento di quanto è oggetto del sequestro n.__________ ottenuto da __________ nei confronti della successione fu __________, Lissone.

 

                                 2.            Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                 3.            Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                 4.           Intimazione a:

                                               ______________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             La segretaria