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Incarto n. |
Lugano CJ/fp/fb
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In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza |
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composta dei giudici: |
Pellegrini, vicepresidente, Chiesa e Giani |
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segretario: |
Jaques |
statuendo sul ricorso 18 marzo 2004 di
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RICO1
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contro |
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l’operato dell’_CON1 e meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 4 marzo 2004 nell'esecuzione n. __________ promossa contro il ricorrente da
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PINT1
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letti ed esaminati gli atti;
ritenuto
in fatto:
A. PINT1 procede contro il ricorrente per l'incasso di fr. 1'608.-- oltre interessi al 3,5% dal 16 gennaio 2003 relativo a contributi di previdenza.
Dal precetto esecutivo in questione risulta che lo stesso è stato notificato il 23 gennaio 2004 alla madre dell'escusso.
B. Il 9 marzo 2004, l'CON1 ha notificato al ricorrente la comminatoria di fallimento.
C. Il ricorrente si aggrava contro tale atto, affermando di non aver ricevuto il precetto esecutivo. Espone di abitare con la madre, affetta dalla malattia d'Alzheimer, e ipotizza che la stessa, ricevuto il precetto esecutivo, l'abbia cestinato, come è già capitato anche con la corrispondenza. Precisa di aver già chiesto alla procedente di poter pagare con acconti mensili. Egli chiede infine che nel futuro i precetti esecutivo vengano consegnati solo a lui personalmente.
considerando
in diritto:
1. Secondo l'art. 64 cpv. 1 LEF, gli atti esecutivi si notificano al debitore nella sua abitazione o nel luogo in cui suole esercitare la sua professione oppure, in caso di sua assenza, a persona adulta della sua famiglia o ad uno dei suoi impiegati.
1.1. Per "persona adulta della sua famiglia" si intende ogni persona, il cui sviluppo fisico e psichico dà l'impressione della maturità, e che vive nella stessa economia domestica dell'escusso, seppur senza esercitare l'autorità domestica (cfr. Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 22-24 ad art. 64; pure Paul Angst, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 18 s. ad art. 64).
a) Da questa definizione si può d'acchito escludere la validità della notifica ad un destinatario manifestamente debole di mente. Infatti, l'esecuzione (e pertanto anche la notifica di atti esecutivi) diretta contro una persona incapace di discernimento è nulla (cfr. DTF 66 III 27; 104 III 5 s.; Gilliéron, op. cit., n. 22 e 25 ad art. 68c-68e; pure Sabine Kofmel Ehrenzeller, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 25, in relazione con il n. 21, ad art. 68c), ciò che risulta già dall'art. 18 CC. Logicamente la notifica ad una persona adulta dell'economia domestica dell'escusso apparentemente incapace di discernimento è pure nulla (cfr. Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 11 ad art. 64; Angst, op. cit., n. 18 ad art. 64). Con Gilliéron (op. cit., n. 23 ad art. 68c-68e) occorre d'altronde rilevare come non spetti agli organi di esecuzione forzata indagare sulla capacità di discernimento dell'escusso (o di un membro della sua economia domestica) né sul suo bisogno di protezione, bensì alle autorità di tutela, con il rilievo che l'agente notificatore che avesse seri dubbi sulla capacità di discernimento del destinatario dovrà segnalare il caso alla competente autorità se la presunta incapacità è duratura oppure tentare nuovamente la notifica più tardi se essa è transitoria (ad es. in caso di ebbrezza).
b) Il fatto che l'incapacità di discernimento (o la giovane età, cfr. DTF 37 I 215 s.; 56 III 21 s.) non sia percettibile esternamente all'agente notificatore in occasione di un breve incontro come può essere la notifica di un atto esecutivo non consente di ritenere la notifica valida. In effetti, la protezione della personalità sotto il profilo della libertà personale e della dignità umana costituisce un interesse pubblico ai sensi dell'art. 22 LEF giustificante la nullità dei provvedimenti che la ledono (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 25 ad art. 68c-68e).
c) Come questa Camera ha già avuto modo di precisare (cfr. CEF 13 febbraio 2004 [15.2003.206]), la questione va tuttavia posta in termini diversi trattandosi della notifica ad un membro della comunione domestica dell'escusso che sembra maturo e sano di mente (cfr. in tal senso: Jaeger et al., op. cit., loc. cit. [a contrario]; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 17 ad § 12). Il Tribunale federale, in una sentenza certo assai datata (DTF 31/1905 I 362), ha infatti ritenuto che se il destinatario affida la custodia della propria dimora ad una persona incapace di discernimento ciò consentiva di considerare che questa fosse sufficientemente sana di mente per ricevere validamente l'atto esecutivo, seppur il destinatario producesse successivamente un'attestazione medica dichiarante l'adulto irresponsabile. Siffatta sentenza viene citata da Gilliéron (op. cit., n. 21 ad art. 64) e Yves Donzallaz (La notification en droit interne suisse, Berna 2002, n. 859) senza critiche. Essa s'inserisce del resto in modo coerente nella concezione giurisprudenziale attuale della notifica, secondo la quale per la validità della stessa è sufficiente che l'atto sia entrato nella sfera di influenza (Machtbereich) del destinatario, o in altri termini la notifica è da ritenere efficace quando dipendeva solo dal debitore organizzarsi nel modo usuale per prendere conoscenza dell'atto (cfr. DTF 122 III 320, cons. 4b, con rif.; CEF 2 febbraio 2004 [14.03.78]; Fabienne Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna 2002, n. 2080, con rif.). Orbene, in virtù delle regole sulla buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), spetta all'escusso a conoscenza dei problemi psichici di un membro della sua comunione domestica evitare di affidargli da solo la custodia dell'abitazione comune oppure, quando può aspettarsi la notifica di atti esecutivi, informare l'ufficio postale, la cancelleria comunale e la polizia dell'incapacità di tale membro di ricevere atti ufficiali, oppure prendere in locazione una casella postale; simili atti organizzativi sono idonei ad evitare che atti esecutivi a lui destinati non gli pervengano tempestivamente.
1.2. Nel caso di specie, in virtù dei principi testé richiamati, la notifica risulta pertanto valida, siccome l'escusso era a conoscenza della malattia della madre e delle sue possibili conseguenze, in particolare quanto al rischio che la corrispondenza a lui destinata finisse nel cestino. Egli doveva organizzarsi in modo da evitare tale rischio. Risponde pertanto delle conseguenze della propria negligenza. La comminatoria di fallimento impugnata risulta di conseguenza valida.
2. Il ricorso va pertanto respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20a, 64, 72, 159 ss. LEF; 5 cpv. 3 Cost., 18 CC; 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
1. Il ricorso 18 marzo 2004 di RICO1, __________, è respinto.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
4. Intimazione a: – RICO1, __________;
– RAPP1, __________
Comunicazione all'_CON1
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il vicepresidente Il segretario