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Incarto n. |
Lugano CJ/sc/rgc |
In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza |
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composta dei giudici: |
Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser |
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segretario: |
Jaques |
statuendo sul ricorso 9 marzo 2005 di
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RI 1
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contro |
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l’operato dell’CO 1 e meglio contro il pignoramento eseguito il 15 febbraio 2005 nell’esecuzione n° __________ promossa contro il ricorrente da
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PI 1
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viste le osservazioni 25 maggio 2005 dell’CO 1;
esaminati atti e documenti;
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che il ricorrente chiede la modifica del pignoramento di parte della rendita mensile di fr. 883.-- che egli percepisce dalla __________ nel senso di limitarlo a un importo mensile di fr. 220,70 invece di quello di fr. 405.-- deciso dall’Ufficio;
che il ricorrente rimprovera all’Ufficio di non avere considerato i premi della Cassa malati, né la quota parte (1/12) della franchigia annua e nemmeno il contributo minimo AVS dovuto alla __________;
che il 15 marzo 2005, l’Ufficio ha assegnato al ricorrente un termine di 5 giorni per produrre la prova del pagamento dei premi della Cassa malati e dei contributi AVS degli ultimi sei mesi, con la comminatoria dell’irricevibilità del ricorso;
che dette prove non sono state prodotte;
che la comminatoria dell’Ufficio contenuta nel provvedimento 15 marzo 2005, secondo cui il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile in caso di mancata produzione delle prove richieste, è da considerare non avvenuto, siccome l’Ufficio non è competente per pronunciare sui ricorsi contro il proprio operato;
che le prove richieste riguardano d’altronde la questione di merito sollevata dal ricorrente e non i presupposti processuali, sicché non entrava in considerazione una pronuncia d’irricevibilità;
che comunque il ricorso è diventato privo di oggetto in seguito al pagamento del credito posto in esecuzione e va di conseguenza stralciato dai ruoli (art. 24b cpv. 1 LPR);
che sebbene il patrocinatore dell’escusso non sia riuscito a portare la prova documentale del presupposto della necessità oggettiva di patrocinio, avendo a tale scopo provato senza successo a contattare l’assistito sia per iscritto che per telefono (cfr. scritto 27 giugno 2005 dell’avv. RA 1), la relativa domanda va nondimeno accolta, sia poiché risulta da tale stessa passività –connessa con ulteriori elementi dell’incarto- che l’escusso non è in grado di badare ai propri interessi, sia perché la sua indigenza è fuori discussione, sia ancora perché il buon esito del ricorso non poteva essere escluso, al di là del suo attuale esito (art. 15a LPR);
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20a, 93 LEF; 24b LPR; 1 ss. LAg; 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
1. Il ricorso 9 marzo 2005 di RI 1, __________, è stralciato dai ruoli in quanto diventato privo di oggetto.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. L’istanza di gratuito patrocinio è ammessa.
4. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
5. Intimazione a: – avv. RA 1, __________;
– RA 2, __________.
Comunicazione all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario