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Incarto n. |
Lugano CJ/fp/fb |
In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza |
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composta dei giudici: |
Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will |
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segretario: |
Jaques |
statuendo sul ricorso 20 luglio 2009 di
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RI 1
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contro |
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l’operato dell’CO 1, e meglio contro l’esecuzione del pignoramento nell’esecuzione n. 1298021 promossa dal ricorrente nei confronti di
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PI 1
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procedura che concerne anche gli interessati
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PI 2, __________ rappr. da RA 1, __________
__________, __________
__________, __________ patrocinata dall’avv. __________, __________ |
viste le osservazioni 8 settembre 2009 di PI 3, __________, e 11 agosto 2009 dell’CO 1, così come le sue risposte 1° settembre alle domande 31 agosto 2009 di questa Camera;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Il 5 giugno 2008 il Pretore __________, nella causa opponente l’avv. RI 1 alla società PI 1, __________ (in seguito: PI 1) ha decretato il sequestro di tutti gli averi della debitrice presso C__________, “in particolare il conto no 7__________, quindi il conto e l’avere già sequestrato con decreto 10 luglio 2000 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5”. L’CO 1 ha eseguito il decreto il giorno successivo. La banca, nel prendere atto del sequestro, ha dichiarato che ne avrebbe comunicato l’esito dopo che il decreto sarebbe diventato definitivo.
B. Il 2 luglio 2009, in adempimento della domanda di prosecuzione dell’esecuzione n. __________ a convalida del sequestro presentata il 28 gennaio 2009 dall’avv. RI 1 e della successiva domanda di proseguimento formulata il 2 febbraio 2009 dal procedente PI 2 (__________), l’Ufficio ha provato a pignorare gli attivi sequestrati presso C__________. Sennonché il pignoramento si è rivelato infruttuoso, siccome si è constatata l’assenza di “beni di alcun genere intestati direttamente alla debitrice”. Nel verbale si precisa inoltre che “il conto no. 7__________ intestato alla debitrice è stato estinto in data 19.01.2005 e gli averi sequestrati sono stati versati sul conto no. 0__________ denominato ‘rubrica esecuzione’ intestato a PI 3. Tale conto presenta in data odierna un saldo di Fr. 44'734,86”.
C. L’avv. RI 1 si aggrava contro tale decisione, sostenendo che gli averi depositati sul (nuovo) conto intestato alla società PI 1 di __________ (in seguito: PI 3) sono detenuti da quest’ultima a mero titolo fiduciario per conto della società omonima di __________, che ne sarebbe rimasta la proprietaria.
D. Nelle sue osservazioni, PI 3 ammette che i soldi bloccati sulla rubrica “esecuzioni” del conto intestato a suo nome siano tuttora della PI 1 in attesa dell’esito della causa promossa dalla B__________ nell’ambito della procedura di sequestro del 2000. Il trasferimento è stato dovuto al fatto che PI 1 sarebbe stata cancellata dal registro di commercio. Quest’ultima non ha presentato osservazioni.
Considerando
in diritto:
1. Il sequestro del 5 giugno 2008 verte sugli averi di PI 1 presso C__________, e in particolare sul conto n. 7__________. Siccome quest’ultimo è stato estinto prima del (secondo) sequestro, la decisione dell’Ufficio andrebbe confermata, tanto più che PI 1 non sembra più esistere e quindi non potrebbe più essere titolare di diritti patrimoniali. Sennonché, qualora si dovesse accertare l’identità tra il conto indicato nel decreto di sequestro e il conto n. 0__________ denominato “rubrica esecuzione” ed intestato a PI 3, si dovrebbe ordinare il sequestro di quest’ultimo, giacché non spetta all’Ufficio statuire sul presupposto dell’appartenenza dei beni sequestrati bensì allo stesso giudice del sequestro, eventualmente adito con un’opposizione ai sensi dell’art. 278 LEF (cfr. ad es. CEF 12 settembre 2008, inc. 15.2008.51, cons. 4, con rif.).
2. Dagli accertamenti effettuati da questa Camera si evince che è tuttora in essere il sequestro n. __________ del conto n. 7__________ aperto da PI 1 presso C__________, che la Pretura __________, ha decretato il 10 luglio 2000 a favore di B__________, __________, siccome le cause (ordinaria e sommaria) tendenti al rigetto dell’opposizione interposta all’esecuzione n. __________ promossa a convalida del sequestro sono ancora pendenti (risposta 1° settembre 2009 dell’CO 1). In queste condizioni, né CO 1 né la banca erano autorizzate a trasferire il saldo del conto n. 7__________ su un altro conto senza l’autorizzazione dell’CO 1 (art. 96 cpv. 1, risp. 99 LEF, per il rinvio dell’art. 275). L’Ufficio deve quindi ignorare il trasferimento intervenuto nel 2005 e pignorare il conto n. 0__________ come se l’avere fosse tuttora depositato sul conto n. 7__________. Tale provvedimento gioverà anche all’altro partecipante al gruppo, ossia PI 2 (DTF 114 III 101, cons. 2; Tschumy, Commentaire romand de la LP, Basilea/ Ginevra/Monaco 2005, n. 21 ad art. 110). Inoltre, al gruppo parteciperà anche B__________ a titolo provvisorio (art. 281 cpv. 1 LEF).
3. Il ricorso va pertanto accolto. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20a, 96, 99, 275 LEF; 61, 62 OTLEF;
pronuncia:
1. Il ricorso è accolto.
1.1. Di conseguenza, il verbale di pignoramento 2 luglio 2009 è annullato.
1.2. È ordinato all’CO 1 di procedere al pignoramento del conto n. 0__________ denominato “rubrica esecuzione” aperto presso C__________ a nome di PI 3, __________, e ciò a favore del gruppo composto delle esecuzioni n. __________ (PI 2), n. __________ (avv. RI 1) e, a titolo provvisorio (art. 218 LEF), n. __________ (B__________).
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Intimazione a: – avv. RI 1, __________;
– PI 3, __________;
– Dr. PA 1, __________;
– RA 1, __________;
– avv. __________, __________.
Comunicazione all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.