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Incarto n. |
Lugano EC/fp/fb |
In nome |
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La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza |
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composta dei giudici: |
Pellegrini, presidente, Walser e Bozzini |
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segretario: |
Cassina, vicecancelliere |
statuendo sul ricorso 26 novembre 2010 di
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RI 1
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contro |
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l’operato dell’CO 1 e meglio contro il pignoramento complementare del 18 novembre 2010 nelle esecuzioni n. __________ e n. __________ promosse contro
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PI 1, __________
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da
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1. PI 2 es. n. __________ 2. PI 3 es. n. __________ (entrambi rappr. dall’__________, __________) |
viste le osservazioni:
- 10 dicembre 2010 dello PI 2, __________, e della PI 3, __________;
- 14 dicembre 2010 dell’CO 1, __________;
vista altresì la replica 4 gennaio 2011 dell’ __________. RI 1;
esaminati atti e documenti
ritenuto
in fatto:
A. Il 6 febbraio 2009 l’CO 1 ha effettuato contro PI 1 un pignoramento a favore dell’esecuzione n. __________ promossa dallo PI 2 e dell’esecuzione n. __________ promossa dalla PI 3.
È stata pignorata la quota di comproprietà A di 1/3 di spettanza del debitore del fondo n. __________ RFD di __________ intestato a __________, __________ e PI 1. L’Ufficio ha assegnato al fondo pignorato un valore di stima di fr. 164'676.00, rilevando che la stesso è gravato da due cartelle ipotecarie per complessivi fr. 40'000.00.
B. A seguito delle domande di vendita presentate contro PI 1 e delle domande di vendita presentate da creditori procedenti in esecuzioni promosse nei confronti degli altri due comproprietari, __________ e __________, con avviso d’incanto pubblicato sul FUCT __________/2010 del __________ __________ 2010, l’Ufficio ha fissato al __________ __________ 2010 il termine per le insinuazioni, al ____________________ __________ 2010 il deposito dell’elenco oneri e al __________ __________ 2010 la data dell’incanto.
C. Con scritto 10 maggio 2010 __________. RI 1 ha comunicato all’Ufficio che le due cartelle ipotecarie di fr. 20'000.00 cadauna erano depositate __________. __________, suo collega di studio, e che alla morte di quest’ultimo le stesse sono state rinvenute in cassaforte senza alcuna indicazione che permettesse di riconoscere il motivo del deposito. In archivio vi sarebbe un incarto al nome di __________, dal quale emerge che __________. __________ aveva scambiato della corrispondenza relativamente ad un possibile scioglimento della comproprietà sulla particella n. __________ RFD di __________. Per questo motivo non sarebbe ____________________ __________ spossessarsi delle due cartelle ipotecarie, in quanto non potrebbe essere escluso che un terzo creditore ne rivendicherà la consegna. __________. __________ ha pertanto proposto all’Ufficio di trattenere dal ricavato della vendita l’importo di fr. 40'000.00 oltre interessi al 7% per gli ultimi cinque anni e di versare tale somma sul suo conto deposito notarile.
D. Sub Crediti garantiti da pegno immobiliare B. Ipoteche convenzionali, l’Ufficio ha iscritto nell’elenco oneri l’importo complessivo per capitale e interessi di fr. 48'400.00, garantito dalle due cartelle ipotecarie di nominali fr. 20'000.00 cadauna.
E. Il 29 settembre 2010 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata a pubblico incanto per fr. 53'069.60.
F. Il 1° ottobre 2010 ____________________ RI 1 ha trasmesso all’Ufficio le cartelle ipotecarie.
G. Il 26 ottobre 2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle due cartelle ipotecarie l’importo iscritto nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare all’__________. RI 1.
H. Con scritto 15 novembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 hanno chiesto il pignoramento complementare della somma destinata alle cartelle ipotecarie di 1° e 2° grado già depositate presso lo studio __________ dell’__________. RI 1, argomentando che presumibile proprietario delle stesse è il debitore. Il 18 novembre 2010 l'Ufficio ha proceduto al complemento richiesto pignorando: “Il credito vantato dal debitore nei confronti dell’Ufficio esecuzione, __________, relativo alla realizzazione pubblica del mappale n. __________ RFD di __________. Si tratta di un credito di fr. 48'400.00 destinato al pagamento delle cartelle ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo studio legale dell’__________. RI 1, ma verosimilmente di proprietà del debitore escusso”.
I. Il 26 novembre 2010 l’__________. RI 1 ha inoltrato ricorso contro il complemento di pignoramento argomentando – dopo aver evidenziato di essere legittimato a presentare ricorso perché possessore delle cartelle ipotecarie e gravato dall’incombenza di tutelare gli interessi del proprietario delle stesse, al momento ignoto - di aver cercato, dopo la morte dell’__________. __________, di individuare il titolare rispettivamente i titolari del credito garantito dalle cartelle ipotecarie, ma senza successo. Per il ricorrente è infondato e nemmeno verosimile che PI 1 sia il creditore garantito dalle cartelle ipotecarie: infatti se l’escusso fosse il creditore non avrebbe avuto motivo di emettere queste cartelle.
L. Con osservazioni 15 dicembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 si sono opposti al gravame argomentando che l’__________. __________ non sarebbe legittimato a presentare ricorso contro il pignoramento avente per oggetto beni di proprietà del debitore.
A mente degli osservanti le cartelle ipotecarie sono state consegnate all’__________. __________ da PI 1 in garanzia, in pagamento o per lo scioglimento della comproprietà e per la successiva vendita. In quest’ultima ipotesi il rapporto giuridico alla base della consegna dei titoli sarebbe venuto meno e pertanto l’effettivo proprietario sarebbe il proprietario del fondo. In ogni caso l’accertamento della proprietà di quanto pignorato dovrebbe avvenire tramite l’azione di cui agli art. 106 e ss. LEF.
M. Delle osservazioni 14 dicembre 2010 dell’CO 1 si dirà, per quanto necessario, in seguito.
N. In replica il ricorrente ha argomentato che il depositario delle cartelle ipotecarie è possessore derivato ed è pertanto legittimato a tutelare l’oggetto depositato contro tentativi di terzi di togliergli la proprietà o di diminuirla.
L’__________. __________ sostiene che le cartelle ipotecarie non sarebbero mai appartenute ai fratelli __________, atteso che essi mai avrebbero reagito alle numerose richieste formulate loro: se le cartelle fossero state di loro proprietà, essi si sarebbero prontamente annunciati e le avrebbero rivendicate. Le cartelle infatti sarebbero state verosimilmente allestite per garantire un credito concesso da terzi ai fratelli o ad uno dei fratelli __________.
Considerato
in diritto:
1.
1.1. Secondo un principio generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un mezzo d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna 2001, n. 2993). Per il principio dell'economia processuale, il giudice deve di regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità (Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La legittimazione per ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va infatti distinta dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation" oppure "Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito: l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua reiezione.
1.2. Anche in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata d'ufficio (Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art. 17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono quelli della procedura amministrativa federale, ossia l'esistenza di un interesse degno di protezione (Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36 e 38 ad art. 17).
1.3. Vi è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il ricorrente è persona completamente estranea all'esecuzione, quando non pretende di rappresentare l'escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della realizzazione in corso (DTF 112 III 3 cons. 1b ) come pure quando non è toccato nei suoi interessi specifici (DTF 112 III 6 cons. 4; Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 3.3.1 ad art. 7, p. 122);
1.4. In concreto il pignoramento è stato eseguito contro il debitore escusso. Per questo motivo il ricorrente quale terzo detentore delle cartelle ipotecarie - che non vanta interessi autonomi meritevoli di tutela giuridica in sede di procedura di ricorso e non è parte nell'esecuzione - non può essere pregiudicato nei propri interessi degni di protezione dalla misura dell’organo di esecuzione (DTF 130 III 402 cons. 2). Non essendo l’__________. RI 1 legittimato ad interporre ricorso, lo stesso risulta irricevibile.
2. A titolo abbondanziale va comunque rilevato che, se il ricorso fosse stato ricevibile, lo stesso sarebbe stato respinto nel merito.
2.1. Per l’art. 145 cpv. 1 LEF quando la somma ricavata dalla realizzazione dei beni pignorati non basti a coprire l’ammontare del crediti l’ufficio procede senza indugio a un pignoramento complementare (recte: successivo, “Nachpfändung” nella terminologia tedesca) e realizza nel modo più rapido gli oggetti pignorati. Non è necessario che un creditore ne faccia istanza e l’ufficio d’esecuzione non è tenuto ad osservare i termini ordinari. Al pignoramento successivo tornano in sostanza applicabili le norme generali sul pignoramento ex art. 90 ss. LEF (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 145 LEF).
2.2. L’ufficio è tenuto a pignorare, fino a concorrenza di quanto basti per pagare i crediti, in capitale, interessi e spese, dei creditori pignoranti del gruppo (cfr. art. 97 cpv. 2 LEF), tutti i diritti patrimoniali dell’escusso, compresi quelli indicati dall’escusso come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da terzi (cfr. art. 95 cpv. 3 LEF), e senza tenere conto, per la stima, del loro carattere contestato (cfr. DTF 120 III 51). Ci si può chiedere se per beni dell’escusso vanno intesi beni di cui l’ufficio ha acquisito la convinzione che appartengono all’escusso o beni che l’ufficio ritiene, in base ad una decisione fondata sulla verosimiglianza, proprietà dell’escusso (in questo senso: cfr. Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 2 ad § 24: il diritto dell’escusso deve apparire almeno possibile; Foëx, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. II, n. 55-57 ad art. 95; Gilliéron, Commentaire, n. 13 e 74 ad art. 106). La seconda accezione pare più conforme al sistema della LEF, che impone all’ufficio un’equidistanza tra escusso e precettanti (cfr. art. 95 cpv. 5 LEF). In ogni caso, l’ufficio deve comunque pignorare i diritti patrimoniali pignorabili che l’escutente indica come appartenenti all’escusso, o che quest’ultimo allega essere suoi, a meno che, a pena di nullità ex art. 22 LEF, essi risultano ovviamente appartenere ad un terzo (cfr. DTF 84 III 79 ss; 106 III 88-90; 110 III 26, c. 2; Foëx, op. cit., n. 57 ad art. 95; Gilliéron, Commentaire, n. 74 ad art. 106; contra DTF 29 I 549-550, secondo la quale la procedura di rivendicazione andrebbe promossa anche quando la pretesa del terzo appare incontestabile; Gilliéron, Commentaire, n. 186 ad art. 106). Vale a dire che in caso di dubbio (riservato, segnatamente, il caso della richiesta di pignoramento di un immobile iscritto a registro fondiario a nome di un terzo, che risulta possibile solo se viene resa verosimile una delle condizioni di cui all’art. 10 cpv. 1 RFF), l’ufficio deve pignorare e dare avvio alla procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 ss. LEF. Infatti, la decisione di non pignorare, riservata un’eventuale modifica da parte delle autorità di vigilanza adite con ricorso ex art. 17 ss. LEF, preclude al creditore la possibilità di far valere i propri diritti nell’unica procedura prevista a questo scopo, ossia quella degli art. 106 ss. LEF.
2.3. Nel caso di specie l’Ufficio ha provveduto, nell’ambito delle esecuzioni n. __________ e n. __________ promosse dallo PI 2 e dalla PI 3 a eseguire in data 6 febbraio 2009 il pignoramento della quota di comproprietà A di 1/3 di spettanza del debitore sul fondo n. __________ RFD di __________. All’incanto del __________ __________ 2009 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata per fr. 53'069.60 ma alle esecuzioni n. __________ e n. __________ nulla ha potuto essere attribuito. Il __________ __________ 2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle due cartelle ipotecarie gravanti la particella venduta l’importo iscritto nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare all’__________. RI 1. Essendo quindi stato il pignoramento insufficiente a coprire i crediti posti in esecuzione, l’Ufficio ha provveduto ad eseguire un pignoramento complementare, pignorando l’importo di fr. 48'400.00 destinato al pagamento delle cartelle ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo studio legale dell’__________. RI 1, “ma verosimilmente di proprietà del debitore escusso”. Di conseguenza l’Ufficio, pignorando tale importo, ha correttamente applicato l’art. 145 LEF, ritenuto che esso non poteva escludere che le cartelle ipotecarie e quindi l’importo di fr. 48'400.00 appartenga a __________. Pignorando questa somma, l’Ufficio si è pertanto correttamente determinato, ritenuto che le questioni sollevate dal ricorrente sulla proprietà dei beni pignorati non può essere decisa dall’organo di esecuzione, non potendosi quest’ultimo sostituire al giudice civile competente per decidere sul merito. Nel caso in cui terzi facessero valere delle pretese su quanto pignorato, l’Ufficio avvierà la procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 e segg.
3. Il ricorso è dunque irricevibile. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamati gli art. 17, 90ss., 95 cpv. 3, 97 cpv. 2, 106ss., 145 cpv.1 LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,
pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
- __________. RI 1, __________;
- __________, __________;
- PI 1, __________.
Comunicazione all’CO 1 tramite l’__________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Contro la presente decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.