Incarto n.
15.2018.3

Lugano

8 gennaio 2018

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

 

 

 

composta del giudice:

Jaques, presidente

 

vicecancelliere:

Cortese

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 22 dicembre 2017 di

 

 

RI 1

(patrocinato dall’__________ PA 1, __________)

 

 

contro

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, o meglio contro il pignoramento e l’avviso di pignoramento eseguiti il 4 dicembre 2017 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente dalla Comunione ereditaria fu PI 1 composta da

 

PI 2, __________

PI 3, __________

PI 4, __________

PI 5, __________

(patrocinati dall’__________. PA 2, __________)

 

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che con precetto esecutivo n. __________ emesso il 7 ottobre 2016 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Mendrisio, i summenzionati membri della comunione ereditaria fu PI 1 procedono contro RI 1 per l’incasso di fr. 2'100'000.– oltre agli interessi del 5% dal 30 settembre 2013;

 

                                         che con sentenza del 4 dicembre 2017, il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Mendrisio-Nord ha rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dall’escusso contro il precetto esecutivo (inc. SO.2017.750);

 

                                         che il 13 dicembre 2017 l’UE ha pignorato diversi beni dell’escus­­so, in particolare il fondo n. __________ RFD di __________ e le quote di proprietà per piani n. __________ della particella n. __________ RFD di __________, facendo iscrivere a registro fondiario le relative restrizioni del diritto di disporre, e ha emesso un avviso di pignoramento per il 24 gennaio 2018;

 

                                         che il 20 dicembre 2017 RI 1 ha inoltrato azione di disconoscimento di debito alla medesima Pretura;

 

                                         che con il ricorso in esame, del 22 dicembre 2017, RI 1 chiede, previo conferimento dell’effetto sospensivo, di annullare tutti gli atti esecutivi del 13 dicembre 2017 e la fattura “saldo di un’esecuzione”;

 

                                         che nelle sue osservazioni del 28 dicembre 2017 l’UE preavvisa negativamente la concessione dell’effetto sospensivo;

 

                                         che il ricorrente afferma a torto che un pignoramento non può essere disposto “in presenza dell’azione di disconoscimento del debito e quindi con il rigetto dell’opposizione non ancora divenuto definitivo (art. 83 cpv. 2 e 3 LEF)”;

 

                                         che dall’art. 83 cpv. 1 LEF risulta in effetti che spirato il termine del pagamento (di 20 giorni dalla notificazione del precetto esecutivo: art. 69 cpv. 2 n. 2 LEF) il creditore che ha ottenuto il rigetto provvisorio dell’opposizione può chiedere, se il debitore non è soggetto all’esecuzione in via del fallimento, il pignoramento provvisorio dei beni dell’escusso;

 

                                         che il pignoramento provvisorio si esegue come il pignoramento definitivo (DTF 119 III 95 consid. 2/b) – l’unica differenza tra i due tipi di pignoramento è che quello provvisorio non conferisce al creditore il diritto di chiedere la realizzazione dei beni pignorati (art. 118 LEF) – e pertanto giustifica in particolare l’iscrizione di una restrizione del diritto di disporre sui fondi dell’escusso (art. 101 cpv. 1 LEF);

 

                                         che la pendenza di un’azione di disconoscimento di debito non è di ostacolo all’esecuzione del pignoramento provvisorio: anzi, è proprio in considerazione di siffatta ipotesi che il legislatore ha dato al creditore il diritto, incondizionato, di ottenere il pignoramento provvisorio dei beni del debitore (sentenze della CEF 15.2012.20 del 7 marzo 2012 consid. 7 e del Tribunale cantonale vallesano del 19 luglio 2012 in BlSchK 2014, 183; D. Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 6 ad art. 83 LEF);

 

                                         che il pignoramento provvisorio può essere eseguito fintanto che l’autorità di ricorso non abbia concesso effetto sospensivo al reclamo (eventuale) contro la sentenza di rigetto dell’opposizione a norma dell’art. 325 cpv. 2 CPC (sentenza della CEF 15.2012.132 del 15 gennaio 2013, RtiD 2013 II 918 n. 54c consid. 1; era già così prima del 1° gennaio 2011: sentenza 15.2010.52 del 15 giugno 2010);

 

                                         che nel caso in rassegna il ricorrente non allega di avere ricorso contro la sentenza di rigetto dell’opposizione, benché gli sia stata regolarmente notificata (doc. B accluso al ricorso);

 

                                         che in merito alla censura con la quale il ricorrente si lamenta di non essere stato interpellato prima del pignoramento, va ricordato che all’ufficio d’esecuzione è riconosciuto la facoltà di adottare delle misure (super)provvisorie a tutela degli interessi del creditore non appena giunta la domanda di proseguimento dell’esecu­­zione, e ciò ancor prima della notifica dell’avviso di pignoramento (DTF 115 III 44 consid. 2; 142 III 646 consid. 2.1), come in particolare l’annotazione nel registro fondiario di una restrizione del diritto di disporre del fondo da pignorare (Lebrecht in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 8 ad art. 90 LEF);

 

                                         che l’escusso avrà comunque modo di esprimersi sul pignoramento in sede di esecuzione dello stesso, fissata nella fattispecie il 24 gennaio 2018;

 

                                         che infondato, nella misura in cui verte sulle restrizioni del diritto di disporre, il ricorso va respinto;

 

                                         che relativamente all’avviso di pignoramento e alla fattura acclusa allo stesso (onde permettergli, occorrendo, di estinguere l’ese­­cuzione e ottenere la revoca del pignoramento), RI 1 non motiva neppure sommariamente il suo ricorso, che su questo punto si rivela inammissibile (art. 7 cpv. 3 lett. b LPR);

 

                                         che con l’emanazione del giudizio odierno la domanda di conferimento dell’effetto sospensivo diventa senza oggetto;

 

                                         che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

 

–;

–.

 

                                         Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                        Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.