Incarto n.
15.2021.106

Lugano

14 gennaio 2022

 

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

 

 

 

composta del giudice:

Jaques, presidente

 

vicecancelliere:

Cortese

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 27 settembre 2021 di

 

 RI 1

 

contro

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Locarno, o meglio contro il pignoramento eseguito il 12 maggio 2021 e verbalizzato il 14 luglio 2021 nelle esecuzioni facenti parte del gruppo n. 1 promosse nei confronti del ricorrente da

 

 

PI 1, __________

(esecuzioni n. __________ e __________)

Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Bellinzona

(esecuzioni n. __________ e __________)

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

                                         che a favore dei creditori appena menzionati, il 12 maggio 2021 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Locarno ha interrogato l’escusso RI 1 e ha poi proceduto al pignoramento della sua quota di 16 nella comunione ereditaria del padre fu __________, i cui attivi comprendono in particolare il fondo n. __________ RFD di __________ e un conto presso la PI 3, stimandone il valore in fr. 102'906.– per il fondo e in fr. 5'500.– per il conto;

                                         che l’UE ha invece accertato che il reddito dell’escusso per lavori saltuari, di fr. 300.–, era impignorabile stante il fatto che il suo mi-nimo esistenziale era di (almeno) fr. 1'200.– (verbale di pignoramento del 14 luglio 2021, notificato all’escusso il 22 luglio);

                                         che con scritto del 2 agosto 2021 indirizzato all’UE, RI 1 ha contestato il verbale di pignoramento, chiedendo di “ritirare e annullare tutte le operazioni fatte”, anche quelle all’Ufficio dei registri, al creditore ipotecario e alla banca, e d’indicargli i mezzi e i termini di ricorso;

                                         che l’UE ha risposto a tale scritto il 7 settembre, ricordando in particolare che la possibilità di ricorso all’autorità di vigilanza è menzionata a pag. 1 (recte: 2) del verbale di pignoramento;

                                         che con il ricorso in esame, del 27 settembre 2021, RI 1 con­testa nuovamente il verbale di pignoramento del 14 luglio 2021 e tutte le operazioni dell’UE, comprese quelle fatte all’Ufficio dei registri, al creditore ipotecario e alla PI 3;

                                         che il ricorso contro i provvedimenti dell’ufficio d’esecuzione devo­no essere presentati all’autorità di vigilanza entro dieci giorni (art. 17 cpv. 2 LEF), come indicato a pag. 2 del verbale di pignoramento impugnato (la menzione di questa norma figurante d’altron­­de già nel verbale interno delle operazioni di pignoramento del 12 maggio 2021, a pag. 2 n. 3);

                                         che interposto solo il 27 settembre 2021, il ricorso appare tardivo e pertanto irricevibile;

                                         che nulla cambia anche volendo considerare come ricorso tempestivo lo scritto del 2 agosto 2021, poiché è sprovvisto di motivazione ed è pertanto ugualmente irricevibile (art. 7 cpv. 3 lett. b della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]);

                                         che – va del resto rilevato per abbondanza – il ricorrente ha avuto la possibilità di contestare le pretese dei creditori pignoranti nelle procedure di rigetto dell’opposizione, ormai chiuse con sentenze definitive, e non può quindi più rimetterle in discussione in occasione del pignoramento;

                                         che la critica alla base mensile di fr. 1'200.– è senza oggetto, siccome l’UE non ha pignorato il suo reddito e l’art. 93 LEF si applica unicamente ai redditi dell’escusso, non alle quote ereditarie;

                                         che per lo stesso motivo è pure senza oggetto la pretesa diminuzione del suo reddito causata dal maltempo e la grandine durante l’estate del 2021;

                                         che non è dimostrata – né è di rilievo per il pignoramento – la pretesa inaccessibilità al conto presso la PI 3;

                                         che, infine, non risulta dallo scritto 7 settembre 2021 dell’UE – né dalle sue spiegazioni nelle osservazioni al ricorso – il “gesto di prevaricazione” di cui si duole il ricorrente;

                                         che semmai ci si potrebbe interrogare se l’UE non avrebbe dovuto denunciare RI 1 al Ministero pubblico per frode nel pignora­mento (art. 163 CP) per avere egli omesso di dichiarare i propri diritti nella successione del padre in occasione di precedenti esecuzioni;

                                         che il ricorso risulta pertanto integralmente irricevibile;

                                         che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

 

–   ;

  ;

     .

 

                                         Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2 LTF.