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assistito dalla segretaria |
Scheurich |
sedente per statuire nella causa che oppone
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RE 1
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all’ |
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Autorità regionale di protezione __________ |
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per quanto riguarda la sostituzione della curatrice |
giudicando sul reclamo del 7/12 maggio 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 17 aprile 2014 dall'Autorità regionale di protezione __________;
letti ed esaminati gli atti,
ritenuto
in fatto
A. RE 1 è stata oggetto di svariate misure di protezione. Per quanto qui d'interesse basterà ricordare che con decisione 5/28 dicembre 2001 l'allora Commissione tutoria regionale __________ aveva istituito una curatela volontaria ex art 394 vCC in favore dell'interessata, designando quale curatrice la signora __________, sostituita in seguito dalla signora __________ del Servizio d'accompagnamento sociale di __________. A seguito di trasferimenti di domicilio la competenza decisionale è poi passata alla Commissione tutoria regionale __________ e, in seguito, alla Commissione tutoria regionale __________, che ha istituito una tutela volontaria in applicazione dell'art. 372 vCC, designando quale tutore il signor __________, tutore ufficiale, poi sostituito dal signor __________ – pure tutore ufficiale – a far tempo dal 1° settembre 2007. Preso atto del desiderio manifestato da RE 1 di poter avere un tutore di sesso femminile (cfr. verbale 11.03.2011 CTR __________), quest'ultima Autorità con decisione 21 marzo 2011 ha designato quale tutrice la signora __________ dell'Ufficio del tutore ufficiale, poi sostituita dalla signora __________ con decisione 12 aprile 2012 della Commissione tutoria regionale __________, nel frattempo divenuta competente.
B. Mediante decisione 18 giugno 2013 l'Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione), nel frattempo subentrata alla Commissione tutoria regionele __________, ha revocato la tutela volontaria (convertita per legge in curatela generale dal 1° gennaio 2013) istituendo una curatela di rappresentanza e gestione ai sensi dell'art. 394 CC in relazione con l'art. 395 CC. Con la medesima decisone l'Autorità di protezione ha nominato la signora __________ quale curatrice.
C. Con decisione 17 aprile 2014 (ris. n. 134/14) l'Autorità di protezione – considerato tra l'altro l'incombente trasferimento dell'incarto all' Autorità regionale di protezione __________, a seguito di un'ulteriore trasferimento del domicilio della signora RE 1 (cfr. ris. n. 190/14 di medesima data) – ha esonerato dal mandato di curatrice la signora __________, UAP settore curatele __________ e nominato con effetto immediato (togliendo ad un eventuale reclamo l'effetto sospensivo) la signora CUR 1, UAP settore curatele __________, quale nuova curatrice. L'Autorità di protezione non ha preso in considerazione il signor __________, proposto da RE 1, in quanto quest'ultimo esplicita funzioni meramente amministrative, mentre CUR 1 dispone di ampie e adeguate conoscenze in ambito amministrativo ma anche sociale e potrà fornire un adeguato sostegno all'interessata nell'ambito del mandato che non è esclusivamente di natura amministrativa. l'Autorità sostiene pure che la richiesta della signora RE 1 di nominare il curatore del compagno __________ “potrebbe essere visto come un tentativo della signora RE 1 e del signor __________ di tagliare i ponti con l'autorità e con la rete”.
D. RE 1 si è aggravata avverso la predetta decisione con reclamo 7/12 maggio 2014, adducendo “un primo contrasto” già “al primo incontro” con la nuova curatrice e postulando la nomina di __________, curatore privato da lei indicato e “scartato dall'ARP __________ con motivazioni a dir poco pretestuose”.
Con osservazioni 26 maggio 2014 l'Autorità di protezione ha chiesto la conferma della propria decisione. Della replica e della duplica si dirà, per quanto necessario, nel seguito.
Considerato
in diritto
1. L'autorità giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione (art. 48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in relazione agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8). Per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPamm), in particolare l’art. 99 LPamm.
2. La reclamante postula che quale curatore venga nominato il signor __________, persona da lei proposta, che è già curatore del suo convivente signor __________, padre di sua figlia __________. L'Autorità di protezione, in funzione anche delle mansioni affidatele, ha ritenuto idonea la signora CUR 1 dell'UAP settore curatele __________ a motivo delle sue qualifiche professionali.
3. La designazione del curatore è di competenza dell’autorità di protezione, che a norma dell'art. 400 cpv. 1 CC nomina per tale funzione una persona fisica che sia idonea, dal profilo personale e delle competenze, ad adempiere i compiti previsti, disponga del tempo necessario e svolga personalmente i suoi compiti.
Secondo l'art. 401 CC, quando l'interessato propone quale curatore una persona di sua fiducia, l'autorità di protezione vi acconsente se la persona proposta è idonea e disposta a investirsi della curatela (cpv. 1); per quanto possibile, l'autorità tiene conto dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine all'interessato (cpv. 2).
L'art. 401 cpv. 1 CC concretizza il principio costituzionale dell’autodeterminazione, secondo il quale qualora la persona scelta dalla persona interessata sia idonea allo svolgimento del previsto mandato ai sensi dell’art. 400 cpv. 1 CC, l’autorità di protezione è persino obbligata a tenere conto del desiderio espresso dal curatelato, anche se altri candidati possiedono le stesse competenze; difatti, si parte dal principio che un rapporto di fiducia tra la persona interessata e il curatore sia indispensabile per il buon funzionamento della misura (COMPA, Guide pratique Protection de l’adulte, N. 6.21; CommFam Protection de l'adulte, Häfeli, art. 401 CC n. 1).
Il rifiuto della persona scelta dal curatelato deve essere motivato, per esempio dall’insufficienza delle competenze in relazione alle mansioni che devono essergli affidate (CommFam Protection de l’adulte, Häfeli, art. 401 CC; sentenza del tribunale federale del 5 ottobre 2000, inc. 5P.332/2000).
4. Nel caso in esame la signora CUR 1 dell'UAP settore curatele __________ possiede in effetti qualifiche più idonee alle mansioni attribuite dalla curatela di rappresentanza e gestione, segnatamente – a motivo della sua formazione nel settore sociale – può vegliare sullo stato di salute dell'interessata e se necessario mettere in atto l'eventuale seguito terapeutico, come pure vegliare al suo benessere sociale. Il signor __________, pur disponendo di adeguate capacità e formazione nell'ambito della gestione amministrativa, non dispone di una preparazione che gli permetta di fare fronte alle problematiche sociali dell'interessata, legate ai pregressi consumi di alcoolici e stupefacenti. Quest'ultimo sarebbe di conseguenza più esposto a possibili comportamenti manipolatori di RE 1, comportamenti, questi, attestati ripetutamente dai documenti agli atti. Del resto la reclamante non contesta la circostanza che la signora CUR 1 disponga, a differenza del signor __________, delle menzionate competenze nel settore sociale, limitandosi essa a sostenere che le motivazioni addotte dall'Autorità di protezione a sostegno della sua decisione sarebbero “a dir poco pretestuose” e ad addurre un non meglio precisato “primo contrasto” avuto nel “primo incontro” con la nuova curatrice.
A ciò si aggiunga che la scelta di una donna quale curatrice adempie alle esigenze a suo tempo manifestate dall'interessata (cfr. cfr. verbale 11.03.2011 CTR __________), mai revocate dalla medesima e ossequiate dalle Autorità di protezione che si sono succedute dal marzo 2011.
A titolo abbondanziale va poi anche evidenziato che la nomina di un medesimo curatore – con funzioni, tra l'altro, di gestione e rappresentanza amministrativa – a due conviventi, non sarebbe neppure opportuna a motivo dei possibili conflitti d'interesse che potrebbero insorgere in caso di interruzione della convivenza.
5. Alla luce delle considerazioni di cui sopra la decisione impugnata resiste di conseguenza alle critiche. Il reclamo va pertanto respinto e la risoluzione impugnata confermata.
Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza. Viste le circostanze del caso concreto si rinuncia eccezionalmente al loro prelievo. Non si assegnano ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia:
1. Il reclamo è respinto.
2. Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.
3. Notificazione:
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Comunicazione:
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Il presidente La segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.