Incarto n.
17.2008.77

Lugano

2 ottobre 2009/lw

In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino

 

La Corte di cassazione e di revisione penale                                 del Tribunale d'appello

 

 

 

composta dei giudici:

Roggero-Will, presidente,

Lardelli e Pellegrini

 

segretario:

Filippini, vicecancelliere

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione presentato il 19 novembre 2008 da

 

 

 RI 1

 e     domiciliato a     

 

 

contro la sentenza emanata nei suoi confronti il 7 novembre 2008 dal giudice della Pretura penale

 

 

 

 

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti in questione:

 

                                   1.   Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione.

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decreto di accusa 23 gennaio 2006 il Procuratore pubblico ha ritenuto RI 1 colpevole dei reati di guida in stato di inattitudine e di guida senza licenza di condurre o nonostante revoca, condannandolo ad una pena di 30 giorni

di detenzione – sospesi condizionalmente – e ad una multa di

fr. 500.--, con l’avvertenza che la stessa doveva essere saldata entro 3 mesi e che, in caso di mancato pagamento, sarebbe stata commutata in arresto, come previsto dall’art. 49 cpv. 3 vCPS.

                                  B.   Falliti tutti i tentavi di incassare la multa e non più ritenendo l’esecuzione per debiti un provvedimento efficace, in data 14 novembre 2007, il Procuratore pubblico ha chiesto al giudice della Pretura penale di decretare la commutazione della multa in arresto.

                                  C.   Con scritto 22 febbraio 2008 RI 1 ha chiesto alla Pretura penale di poter saldare la multa a proprio carico tramite versamenti rateali di fr. 100.-- mensili.
Nonostante l’accoglimento di tale richiesta, il condannato, dopo aver versato i primi fr. 200.--, ha interrotto il pagamento rateale senza nessuna spiegazione.
Ogni tentativo di incassare i fr. 300.-- ancora scoperti è risultato infruttuoso.

                                  D.   Con decreto 7 novembre 2008, il presidente della Pretura penale ha pertanto accolto l’istanza 14 novembre 2008 del Ministero pubblico, pronunciando la commutazione del residuo della multa di Fr. 300.-- in 10 giorni d’arresto.

A.           Contro la predetta decisione è insorto RI 1 con ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale di data 19 novembre/2 dicembre 2008.
Evidenziando la sua difficile situazione finanziaria – aggravata da un infortunio che non gli permetterebbe di lavorare e, così, di  far fronte ai propri obblighi - il ricorrente chiede di essere condannato ad una pena lieve e di essere esonerato dalle spese processuali.

Il ricorso non ha fatto oggetto di intimazione per osservazioni.

Considerando

 

in diritto:                  1.   Per quanto attiene la competenza decisionale di questa Corte va specificato quanto segue.
Giusta il nuovo art. 341 cpv. 1 lit. a CPP, la Corte di cassazione e revisione penale (CCRP) è competente per i ricorsi contro le decisione del giudice dell’istruzione e della pena (GIAP) nei casi dell’art. 339 cpv. 1 lit. a, b e k CPP e meglio quando il GIAP:
-  sospende, su istanza del condannato, l’esecuzione della pena             detentiva sostitutiva della pena pecuniaria o della multa e      decide in sua vece sulla proroga del termine di pagamento,                                   sulla riduzione dell’importo dell’aliquota giornaliera o della                            multa o sull’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità (lit. a);

- converte il lavoro di pubblica utilità in una pena pecuniaria o in una pena detentiva (lit. b);

- esercita tutte le altre attribuzioni che il diritto federale riserva al             giudice dopo la crescita in giudicato della sentenza penale,          esclusi i casi in cui il diritto federale assegna espressamente la                 competenza al Tribunale che ha pronunciato la sentenza o che                            deve giudicare la nuova infrazione (lit. k).

La commutazione di una multa in una pena detentiva sostitutiva (art. 36 su rinvio dell’art. 106 cpv. 5 CPS) rientra tra le decisioni di competenza del GIAP giusta l’art. 339 cpv. 1 lit. k CPP e come tale, di principio, può essere oggetto di ricorso alla CCRP.
La stessa possibilità di ricorso alla CCRP deve esistere, per analogia, anche qualora il Tribunale penale cantonale o il pretore penale sono chiamati a decidere in luogo del GIAP per la commutazione delle multe passate in giudicato prima del 1° gennaio 2007 (cfr. norma transitoria di cui al titolo XXXIII cpv. 1 della Legge concernente l’adeguamento della legislazione cantonale alla revisione del codice penale svizzero del 13 dicembre [2002 BU 2/2007] combinata con l’art. 347 cpv. 1 e 3 vCPP).
D’altra parte la competenza della CCRP per i ricorsi contro le decisioni di commutazione della multa era già stata confermata dal Tribunale federale prima dell’entrata in vigore dei disposti del CPP concernenti la nuova figura del GIAP (art. 339 segg. CPP). L’Alta Corte aveva allora avuto modo di osservare che la competenza della CCRP a statuire sui ricorsi contro decisioni di commutazione di multa si giustificava ritenuto la valenza di sentenza e gli effetti materiali delle stesse, nonché la migliore tutela giuridica del ricorrente confrontato con una grave restrizione della libertà personale (cfr. DTF 1P.348/2004).
In concreto, è dunque data la competenza di questa Corte a conoscere dei ricorsi contro le commutazione delle multe (inflitte con sentenze passate in giudicato sino a fine 2006) in pene detentive decise dai giudici della pretura penale (cfr. CCRP 17.2004.25 consid. 3, 17.2004.66-67 consid. 1, 17.2001.24 consid. 2).

                                   2.   Giusta l’art. 341 cpv. 2 CPP il ricorso va presentato entro 10 giorni dalla conoscenza del provvedimento impugnato.
Non si comprende, pertanto, il motivo che ha spinto il Presidente della Pretura penale ad assegnare al ricorrente un termine di 20 giorni per la presentazione del ricorso.
Ciò rilevato, nel caso di specie, il termine per la presentazione del ricorso (consegnato alla posta il 2 dicembre 2008) può essere considerato salvaguardato in virtù del principio dell’affidamento, nonostante lo stesso sarebbe venuto a scadenza il 24 novembre 2008.

                                   3.   Le contravvenzioni commesse dal ricorrente risalgono al 10 settembre 2005. Tali reati, così come la pena e la sua  commutazione, vanno pertanto giudicati secondo il diritto allora vigente, a meno che il nuovo diritto sia più favorevole all’imputato (lex mitior, art. 2 cpv. 2 CPS).
Tutto considerato, nel caso concreto l’art. 49 cifra 3 vCPS appare più favorevole rispetto ai combinati disposti di cui ai nuovi art. 106 cpv. 5 e 36 CPS che non prevedono più la semplice esclusione della commutazione, ritenuto anche che la richiesta di RI 1 di essere condannato ad una pena lieve non può che essere interpretata proprio come domanda di esclusione della commutazione relativa al residuo della multa di fr. 300.--.

                                   4.   Giusta l’art. 49 cifra 3 cpv. 2 vCPS, l’esclusione della commutazione è possibile solo qualora il condannato dimostri di trovarsi, senza colpa propria, nell’impossibilità di pagare la multa.
Per consolidata dottrina e giurisprudenza, l’assenza di colpa è ammessa qualora il condannato, anche con tutta la buona volontà di cui dispone, non ha la possibilità di procurarsi i mezzi necessari per il pagamento o di saldare la multa con il lavoro. Una colpa è, ad esempio, imputabile al condannato quando questi non cerca un posto di lavoro meglio pagato, nonostante ne abbia la possibilità. L’art. 49 cifra 3 cpv. 2 vCPS prevede poi l’inversione dell’onere probatorio, nel senso che il condannato deve portare la prova di trovarsi nell’impossibilità di pagare. I requisiti di tale dimostrazione non devono essere comunque troppo severi (cfr. DTF 6S.236/2004, Amsler/Sollberger, Commentario Basilese, ad art. 49 vCPS, n. 15-16).

                                   5.   Nel caso di specie, RI 1, nel suo ricorso sostiene di essere alla ricerca di un posto di lavoro da due anni, di percepire per sé, sua moglie e sua figlia fr. 1'200.-- mensili dall’assistenza sociale e, infine, di essersi ferito ad una mano e, pertanto, di non potere più svolgere i piccoli lavoretti che gli permettevano di integrare il contributo assistenziale.
Il ricorrente, cui come visto incombe l’onere della prova, non ha però minimamente dimostrato il suo stato d’indigenza, tantomeno ha portato la minima prova (un certificato medico, ad esempio) a sostegno dell’asserito ferimento e della conseguente sua inabilità lavorativa.
Non si hanno, dunque, elementi sufficienti per escludere che egli possa fare uno sforzo per pagare, perlomeno a rate, il suo debito.

Avuto riguardo all’art. 49 cifra 3 cpv. 3 CPS prima frase, è a giusta ragione, dunque, che il presidente della Pretura penale ha commutato il residuo scoperto della multa in ragione di un giorno di arresto ogni fr. 30.-- di multa per un totale di dieci giorni di arresto.

                                   6.   L’art. 49 cifra 3 cpv. 3 ultima frase vCPS prevede che le disposizioni sulla sospensione condizionale della pena si applicano alla commutazione della multa in arresto. In questi casi la prognosi sul comportamento futuro deve comprendere anche la volontà di pagamento delle multe: una prognosi positiva può essere formulata solo se, oltre ad apparire che il condannato si asterrà nel seguito dal commettere reati, può essere concretamente ritenuto che egli farà tutto il possibile per saldare eventuali nuove multe (DTF 124 IV 210 cons. 9b).

In concreto, la prognosi è sicuramente negativa, ritenuto che il ricorrente già il 13 marzo 2006, ovvero meno di due mesi dopo i fatti che hanno portato alla multa in esame, è stato condannato ad una nuova multa di fr. 500.-- (cfr. DA 935/2066) e che, anche in questo caso, ogni tentativo d’incasso è risultato infruttuoso.
In difetto di prognosi favorevole, una sospensione condizionale dell’arresto non entra in considerazione.

                                   7.   In esito, il ricorso di RI 1, teso all’ottenimento di una pena lieve e, pertanto, all’esclusione della commutazione in arresto del residuo di fr. 300.-- della multa inflittagli dal procuratore pubblico con DA 23 gennaio 2006, non merita accoglimento.

 

                                   8.   Viste le particolarità del caso concreto, non si prelevano né tasse né spese di giustizia.


Per questi motivi,

 

visto sulle spese anche l’art. 39 lett. d LTG,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso di RI 1 è respinto.

                                   2.   Non si prelevano né tasse né spese di giustizia.

 

                                   3.   Intimazione a:

 

 

 

 

 

P_GLOSS_TERZI

 

                                            

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.